
Giuseppe Civitelli nasce ad Aiello Calabro il 26 agosto del 1907. Frequenta le scuole superiori a Cosenza nel Convitto Nazionale e, nel 1926, consegue il diploma di abilitazione all’insegnamento elementare. Sin da allora si manifesta il suo interesse per il disegno e la pittura. Dal 1932 al 1943 insegna, ricoprendo anche incarichi direttivi, nelle scuole italiane all’estero di molte città europee tra le quali, Berna, Barcellona, Budapest, Galatz, Auch, Tirana, Monaco di Baviera, Belgrado, Metz, Hayingen. Nel 1943, l’andamento della guerra lo costringe a lasciare la Germania. Rientra in Italia e fino al 1945 resta ad Aiello con la famiglia, senza poter tornare a Roma a causa degli eventi bellici. Nel 1946 viene chiamato a Roma a dirigere la Scuola Elementare Statale “Umberto Cerboni”, dove resterà per molti anni. La struttura scolastica possedeva un Laboratorio di Ceramica. Civitelli, con la guida del maestro ceramista Alvaro Ciancamerla, attiva il laboratorio e si impossessa delle tecniche di lavorazione dell’argilla e di decorazione. Inizia quindi una sua produzione autonoma di vasi e pannelli e si dedica anche alla pittura e alla grafica. L’amicizia con lo scultore Marino Mazzacurati lo introduce nell’ambiente artistico romano e lo spinge a esporre le sue opere. Frequenta così pittori, scultori, critici d’arte, poeti, galleristi, come Tito Balestra, Libero De Libero, Renato Giani, Tanino Chiurazzi, Alfonso Gatto, Sandro Penna, Carlo Levi. Dal 1952 al 1973 partecipa a mostre personali, collettive e concorsi d’arte, riscuotendo notevole successo di critica e ricevendo numerosi premi. Le sue opere si trovano nel Museo Internazionale delle ceramiche di Faenza, nel Museo di Roma a Palazzo Braschi, nel Museo Nazionale dell’artigianato di Firenze oltre che in numerose collezioni private in Italia e all’estero. Undici opere si trovano, a Brema, nella collezione di ceramiche di Bernd ed Eva Hockemeyer e sei di queste sono state esposte nel 2009 nella mostra “Italian Ceramics of the 20th Century” presso l’Estorick Museum, a Londra. Dai documenti risultano alcune importanti vendite all’estero: Bonniers Inc., New York, undici opere nel 1955 e dieci nel 1957; Jan Vicha, Monaco, quattordici opere nel 1985. La sua attività artistica non si è limitata alla ceramica ma comprende anche una ampia produzione di pittura, litografie, incisioni e disegni. La sua versatilità si è espressa anche nel design di mobili e nella progettazione e restauro di abitazioni. Dal 1973 continua a lavorare soprattutto nel campo della grafica ma non partecipa ad alcuna esposizione, pertanto questa importante e copiosa parte della sua produzione artistica è praticamente sconosciuta. Negli ultimi anni vive per la maggior parte dell’anno in Umbria, nel piccolo borgo di Caso, dove si dedica al restauro di una casa medievale. Muore a Roma il 30 novembre del 1990. Le sue opere si trovano nelle collezioni del Museo Internazionale delle ceramiche di Faenza, in quelle del Museo di Roma a Palazzo Braschi, del MACRO (Museo di Arte Contemporanea Roma), del Museo Nazionale dell’artigianato-Mostra Mercato Nazionale dell’Artigianato di Firenze oltre che in numerose collezioni private in Italia e all’estero. Undici opere si trovano, a Brema nella collezione Bernd ed Eva Hockemeyer. Alcune opere risultano ancora di recente sul mercato nelle seguenti aste: 1995, Christies East, USA; 2004 Casa d’aste Babuino, Roma; 2019 Bonnier, Milano; 2019 Sotheby’s, Milano. Tra le mostre, ricordiamo per il ventennale della morte, quella del 2011 organizzata a Palazzo Cybo Malaspina, ad Aiello Calabro, e nel 2022 nella Galleria Montrasio Arte, via di Porta Tenaglia, 1 Milano, dal titolo “Giuseppe Civitelli. Revealing”.