Geniale Adacquacerze è un personaggio che porta il nome che una volta era molto diffuso in paese, il nome del Patrono di Aiello Calabro, mentre il cognome è un programma di vita: adacquare o innaffiare querce, alberi che non hanno bisogno di essere innaffiati, ma Geniale lo fa lo stesso. Fa delle cose totalmente gratuite, e inutili. Ma è contento lo stesso di quello che fa e di come vive la sua vita. Le sperciate sono pensieri, osservazioni, considerazioni, minime, su come va il mondo.
Adacquacerze è anche il fondatore di Icichipedia, la famosa enciclopedia basata sull’Icica (ovvero sul si dice che…).
E’ pienzicologo, pissicologo, tutthologo e docente di campanilismo antico, moderno e contemporaneo presso l’Accademia della Caniglia. In fase organizzativa il premio internazionale “Trunzu Carrinu d’oru“. Geniale Adacquacerze – Icichipedia si trova anche su fessibuc.
P.s. Le sperciate, originariamente, sono state postate sui social ed ora, pian piano le metto anche qui, retrodatando.
Per non smentire la mia stortagine, ve ne dico un’altra, sapendo che mi renderò antipatico con il 99% di chi mi legge.
Ho visto in un telegiornale regionale, che l’allenatore del Cosenza Calcio (io non seguo il calcio e nè altri sport ma pratico attività fisica tipo mtb e trekking), ieri è andato in bici da Cosenza al Santuario di Paola perché la squadra si è salvata.
Tutto bene e non c’è nulla di male. Anzi. Ma cazzarola, la bici era elettrica (insomma, nu motorinu). Cioè una volta arrivati da San Fili alla Croce della Crocetta con pedalata assistita poi è tutta discesa…
Dichiarazione di Geniale Adacquacerze responsabile del passaggio da euro a Rublo.
“Con il rublo lavoreremo cinque giorni in meno guadagnando come se lavorassimo cinque giorni di più”.
Poi, il noto esperto di finanze e di insaccati calabresi, ha aggiunto che “sarà molto conveniente per tutti. Forse non per i ricchi che perderanno moltissimo”.
“Sono sempre stato di sinistra e mi piacciono molto le storie dei cciovani Partigiani, che ne abbiamo avuti anche noi al sudd. Ma oje, per celebrare davveramente la Libbberazione – ci confessa Geniale Adacquacerze – se ne devono andare, cacciati con vrigogna e disonore, coloro i quali ci stanno sgovernando. Che puramente sono per fare la guerra, ma ncaso mai ci mandanu i figli dei povari (nculu ca ci vanno loru). Quando sarà, se sarà (e ci crejo poco), farò una sPilata con bandiere russe e struderò il popò della vettura”.
Mi telefona poco fa il mio amico Geniale Adacquacerze che insieme all’altro compare Sconsolato Spacchiafico stavano guardando la TV e mi dice scandalizzato che avevano assistito alla prubbicità (così ha detto) di una “mbustina” per fare passare il “malu e capu”.
E mi dice incazzato:
“nculu ca’ u cuvernu dice alla televisiona ca’ ppe fare passare a capu vastasse una bella passiata specurati intra i vuoschi! U cuvernu lo pottissi dire, no??!. ‘Jati nei vuoschi e vi passa la capu e no ca’ pigliati sse mbustine ca’ non sapiti cchi cc’ìe dintra. E poi alla fine cunchjudere: È una prubbicità gratiss du cuvernu!!!
Il mio amico massmediologo Geniale Adacquacerze lo spiega molto bene e in maniera semplicissima. “Prima ci hanno fatto ‘ncarnare ai social – dice Adacquacerze – e nel contempo ci hanno spinto a leggere sempre meno giornali. In più, gli stessi giornali per qualche ragione hanno diminuito la loro autorevolezza, convertendosi al velinarismo spinto. Ora, che i social sono il principale strumento (dis) informativo, è difficile tornare indietro. Ancora – aggiunge il massmediologo -, gli stessi social possono stabilire quale sia la verità e possono altresì, come hanno iniziato a fare, smettere di monetizzare i blog, i siti, che cercano di fare informazione. La verità unica è servita”. Ha concluso Adacquacerze. Alla domanda: ora cosa si può fare? Come si può rimediare? Adacquacerze ha risposto che “il prossimo governo, se solo volesse (ma con le scelte giuste del Popolo sovrano si può rimediare), con una piccola legge di un articolo si può tornare alla democrazia”. “Basterebbe che lo stato italiano dicesse a gugol o a feisbuc, qui in Italia dovete stare con due piedi in una sola scarpa. E dovete pagare le tasse singa all’urtimu centesimu, sinnó con l’altra scarpa vi accompagniamo dall’altra parte dell’oceano”. Molto, molto semplice!
Anche i vostri figli sono esponenti importanti del fullunismo? Non sapete di che si tratta? Ve lo dico io. Secondo la più importante enciclopedia online del campanilismo, ovvero Icichipedia (che si appresta a superare quella di wiki dopo gli ultimi scivoloni in fatto di democrazia), il fullunismo è la tendenza degli adolescenti ad ammunzellare vestiti et similia sopra segge, lietti e scrivanie che ad altro dovrebbero servire. Tale tendenza è da sempre motivo di critiche genitoriali. Genitori che però riscordano che anche loro hanno fatto così se non piejo. Vostro Geniale, presidente di Icichipedia, ricordologo e studioso del fullunismo
Si prende la matita rossa a punta grossa e si inizia a colorare i vari settori interessati della cartina della Calabria. Spesso può capitare di sbavare e si sconfina nell’altro settore da colorare con altra tinta. E allora il coloratore dice: “e bbavangulu teh u pittu puru russu!!!”
– “Tu né bbo cantare, né bbo portare ‘a cruce”, disse la moglie Tarquinia.
– “Beh, ‘mperòdi io fazzu ‘e fotografie alla pricessione”, rispose Geniale Adacquacerze , cercando di ritagliarsi un ruolo non di attore, ma #icica di indispensabile figura per tramandare piccole storie ai posteri.
In Calabria facciamo tutto alla mbersa perché appena nati ci battezzano con questa filastrocca…
Me ‘mpiesu na duminica matina, pigliu la zappa e baju a simminare… ‘ncuontru na cerza carrica de pira, stiendu la manu ed escenu vajane, vaju alla gghjiesa ppe mmi cce adurare, i santi me su furgati a muzzicuni, vaju allu liettu ppe mmi cce curcare cce truovu ‘ncullurati li cursuna, vaju allu fuocu ppe mmi cce scarfare u gattu me pisciave lli tizzuni. Autore un progenitore di Geniale Adacquacerze
Oggi sono 700 anni dalla morte di Dante avvenuta tra il 13 e 14 settembre 1321.
Per ricordarlo, il noto dantista Geniale Adacquacerze ripropone uno studio sulle origini della Divina commedia.
Esegesi dantesca | Individuato forse il luogo al quale fanno riferimento i primi versi della Commedia. Si tratterebbe #Icica di #AielloCalabro.
“Nel mezzo del cammino di nostra vita mi ritrovai a #ValleScura…”. Questo l’incipit originale della fortunata opera dell’#Alighieri, poi successivamente modificato. Secondo alcuni critici, dunque, sarebbe proprio Valle Scura, nota località del paesino calabrese in provincia di Cosenza, la location scelta dal Sommo Poeta, e non Selva Oscura, come sinora si era creduto.