Settimio Aloisio, procuratore sportivo

Settimio Aloisio (1934–2023) — Procuratore sportivo argentino di origini italiane, nato ad Aiello Calabro (Cosenza) e scomparso a Buenos Aires all’età di 89 anni.
Emigrato giovanissimo con la famiglia in Argentina, proveniente da un contesto calabrese povero ma politicamente impegnato — i genitori e i fratelli erano convinti repubblicani e comunisti — Aloisio si distinse per la sua passione per lo sport più che per la militanza politica.
Partendo da zero, costruì una carriera di successo come agente di calciatori, diventando uno dei più stimati intermediari del calcio sudamericano. Fu procuratore di Claudio Caniggia e Gabriel Batistuta, ma il suo nome è legato soprattutto alla scoperta di Diego Armando Maradona. Lavorando per l’Argentinos Juniors durante i Mondiali del 1978, insistette con l’allenatore Gianni Di Marzio affinché vedesse giocare il giovane Maradona, allora escluso dalla nazionale. Da quell’incontro nacque il legame che avrebbe portato il “pibe de oro” in Italia e al successo mondiale.
La famiglia Aloisio rimase attiva nel mondo dello sport e dell’impegno sociale: il fratello Ferdinando (Nando) fu sindacalista dell’INCA CGIL in America Latina e difensore dei diritti degli emigrati. Uno dei nipoti, Carlito Aloisio, ha seguito le orme dello zio come procuratore calcistico.
Figura rispettata e ricordata con affetto sia in Argentina sia nella sua terra d’origine, Aloisio rappresenta uno dei tanti emigrati calabresi che hanno saputo trasformare la lontananza in opportunità e lasciare un segno nel panorama internazionale dello sport.

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