Fonte: Milano Silicon Valley
Tag: Francesco Magli
Francesco Magli e Salvatore Tonnara, insieme, per una mostra ad Amantea
Tappi, cartoni e contenitori di plastica diventano tende e mobili grazie al "riciclo d'artista". L'arte di Francesco Magli su Repubblica.it
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Francesco Magli e una delle sue ultime sculture
L’#Artista #FrancescoMagli con una delle sue ultime #sculture
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A turra ‘e Babele
La mia “A” non è la tua “A”. Diceva e dice così il mio amico artista Francesco Magli. In buona sostanza, dice Magli, la comunicazione è difficile anche quando sembra semplice… perché nel mondo c’è gente che parla e c’è gente che però non ascolta. o realmente non comprende, o se comprende fa finta di non capire.
Vostro Geniale, capisciologo
Le carcàre d'Ajìellu raccontate in un libro da Salvatore Guzzo Bonifacio
Ecco il calendario 2017

AIELLO CALABRO – È stato presentato il 26 dicembre scorso, il Calendario 2017 che la Pro Loco di Aiello Calabro ha realizzato per il secondo anno consecutivo. Come nell’edizione precedente, le immagini corredate da didascalie e notizie di storia locale, ritraggono scorci particolari della cittadina, e delle frazioni. ALBUM FOTOGRAFICO PRESENTAZIONE
N.B. PER RICHIEDERE IL CALENDARIO RIVOLGERSI ALLA PROLOCO DI AIELLO CALABRO – Pagina FB
Una veduta del paese, con il Rione Valle, visto da colle S. Elia meglio conosciuto come ‘u Pizzune
Il quartiere, che in parte vediamo nella foto, è tra i più antichi di Aiello. Scomparsa dalla memoria collettiva, in questo luogo sorgeva la chiesa parrocchiale di S. Antonio Abate, esistita tra i secoli XVI e XVIII. Sebbene non sia rimasta traccia del luogo di culto nel tessuto urbano, l’intitolazione della parrocchia al protettore degli animali domestici, del bestiame e del lavoro dei campi che si ricorda il 17 gennaio, è comprensibile poiché ‘a ‘Valla’ era abitata in prevalenza da contadini, così come ci dicono le rivele del catasto onciario. Nel quartiere, inoltre, ha sede il museo della civiltà contadina che si spera, nel prossimo futuro, possa essere finalmente aperto al pubblico.
Ancora qualche viuzza interna
Il centro storico è un ricco scrigno da scoprire con calma. Ecco altri scatti che ne rivelano il fascino antico. Il primo riguarda via Campanaro, che sbocca a Santa Maria, e che prosegue, attraversando la piazza, giù verso Patricello.
La seconda immagine si riferisce a via Unità d’Italia, come si chiama dal 17 marzo 2011. Siamo nel l’antico quartiere della Praca (dal greco praxos, roccia).
Il terzo frame riprende via Aricella che nel settembre 2005, in occasione del centenario del terremoto del 1905, è stata intitolata al notaio e giornalista aiellese, Giovanni Solimena, che del sisma scrisse numerose corrispondenze, richiamando l’attenzione nazionale sulla tragedia di Aiello.
Veduta di Cannavali
Aiello, che vanta un ampio territorio, ben 39 chilometri quadrati, conta decine di frazioni, più o meno grandi. Affacciate sul Savuto, man mano che si discende verso valle, sono ubicate Stragolera, Cannavali e Persico. Una parte del territorio comunale, certamente da conoscere ed esplorare. Come da conoscere e apprezzare sono anche le frazioni ubicate negli altri punti cardinali, quali Borgile, Santa Caterina, Giani, Calendola e altre che non citiamo tutte poiché sono diverse decine. Di Cannavali, che abbiamo fotografato da monte Sant’Angelo, si notano in particolare, tra le case che guardano verso il fiume e l’autostrada, la graziosa chiesa intitolata alla Madonna del Rosario ed il campanile.
Monumento ai Caduti
Realizzato negli anni ’80 da maestranze locali (ricordiamo mastru Pascale Russu), in località Porta Soprana. All’interno del giardino è posizionata l’opera di Mario Pelletti da Pietrasanta: un gruppo scultoreo in marmo, raffigurante un soldato morente inginocchiato, sorretto da un soldato in piedi che regge la bandiera.
Dietro, sulla parete, le lapidi con i nomi di uomini che hanno sacrificato la loro vita per la Patria. Proprio in questo periodo in cui è in corso il Centenario della Grande Guerra del 15-18, ci sembra importante ricordarli tutti, dal semplice soldato, al graduato.
Santa Maria
Il duomo, sede della parrocchia omonima, è a pianta basilicale, con tre navate. Si trova nei pressi della porta urbica del Tubolo e guarda dall’alto tutta la valle Oliva. Al suo interno, si conserva la pregevole statua settecentesca con le Reliquie di S. Geniale Martire, patrono della cittadina che si festeggia la prima domenica di maggio e come ex voto il 5 febbraio. Nella navata centrale spiccano l’abside con arco trionfale a tutto sesto; e l’altare in marmi policromi barocchi del XVII secolo, di bottega napoletana, il quale proviene, assieme alla balaustra con stemmi vescovili, dalla distrutta Chiesa di S. Giacomo presso il Monastero delle Clarisse. La facciata principale presenta il portale litico rinascimentale e lunetta ad arco a tutto sesto del XV secolo. Sulla destra, si erge la cinquecentesca torre campanaria a pianta quadrata con monofore in tufo.
Una mostra di Francesco Magli ad Amantea. Da oggi sino al primo novembre
Incontro a Milano con Francesco Magli. Una mostra delle sue ultime opere dal 29 ottobre al primo novembre ad Amantea
Qui il link all’album fotografico su Fb: https://www.facebook.com/isoladimagli/photos/?tab=album&album_id=10154653614593703
A Milano, una mostra dell'artista Francesco Magli, da oggi sino al 3 luglio
MILANO – Sono oltre trenta le opere selezionate, dagli anni ’80 in poi, in mostra da oggi nei locali della Stecca, che parlano dell’Isola, luogo dove Francesco Magli è nato artisticamente e che per decenni ha animato. L’Isola è il quartiere milanese vicino alla stazione di Porta Garibaldi, dove ha vissuto e lavorato a partire dagli anni ’60, e scelto di percorrere la strada della pittura e della scultura, con maestri e compagni di viaggio come Ibrahim Kodra, l’ultimo grande artista postcubista scomparso agli inizi del 2006, e Nicola Gianmarino, Pippo Spinoccia e Raffaele De Grada dell’Accademia di Brera.
Calabrese di Aiello Calabro (Cs), nato il 17 giugno 1945, Francesco a Milano c’è andato da giovanissimo. Emigra al nord, dopo l’infanzia trascorsa nel paese natale, ed un periodo passato in un collegio di Limbadi. È nella città meneghina che si dedicherà alla pittura e alla scultura. Nelle sue opere, tra gli anni ’70 e ’80, compare lo zampognaro calabro, un pifferaio magico che ti invita a seguirlo in una “città del sole”.
Si imporrà all’attenzione dei media per un fatto singolare, avvenuto il 14 luglio 1986, data della presa della Bastiglia. Armato di pennelli e colori e con le gambe tremolanti, quel giorno che ricorda la rivolta popolare per eccellenza si dirige in tram alla Scala per dipingere i panettoni grigi spartitraffico che ad ogni angolo di Milano segnano un divieto o una proibizione. «Così – racconta l’artista – cominciai a colorare la città grigia». Fu poi multato per aver “imbrattato”. Ma per Francesco, pittore militante, che in ogni gesto artistico o di vita testimonia impegno sociale e amore per le ragioni degli altri, era una cosa che andava fatta, un’azione irrinunciabile per protestare contro la politica degli sfratti, contro le ingiustizie di una città tentacolare e grigia che lasciava poco spazio alla creatività e alla forza del colore. Rassegna Stampa


























