Leggo sulla stampa regionale e nazionale che sul recente intervento al cuore del presidente della regione Calabria, Roberto Occhiuto, c’è una polemica accesa dal sindacato USB.
Occhiuto, agli inizi di dicembre, è stato operato alla valvola mitralica in una struttura pubblica con medici della stessa struttura ma con la presenza, anche, di un chirurgo esterno, di chiara fama, esperto di tecnica mini-invasiva. Il sindacato Usb si chiede, in buona sostanza, se tutti i calabresi abbiano l’opportunità al pari del presidente della regione Calabria, nonché commissario governativo alla sanità, di essere operati con questa tecnica all’avanguardia o se invece debbono ripiegare su quella tradizionale, a cuore aperto, che comporta una riabilitazione più lunga ecc.
Non commento perché è una situazione delicata. Potete leggere il botta e risposta qui.
Tuttavia, mi è venuto in mente e lo voglio ricordare, l’episodio che riguarda il sindacalista calabrese, responsabile negli anni ’70 di INCA-CGIL dell’America Latina, Nando Aloisio.
Nel settembre del 1975, mentre Aloisio si trovava in Italia, siccome doveva anche lui operarsi al cuore per sostituire la valvola mitralica, i suoi amici, tra cui Giancarlo Pajetta e Armando Cossutta del PCI, lo avevano pregato di sottoporsi all’intervento in Italia, o in Russia, o a Cuba, dove era stato invitato da Fidel Castro in persona.
Aloisio, invece, decise di farsi operare a Buenos Aires dove abitava e dove era emigrato alla fine degli anni ’40 da Aiello Calabro (Cs).
Purtroppo, quell’intervento gli fu fatale. Morì il 12 novembre del 1975 (l’anno prossimo ricorrono i 50 anni dalla scomparsa).
Quelle opportunità di poter scegliere di farsi operare dove e come avesse voluto, per lui suonavano come privilegi. Quei privilegi che non avrebbero mai potuto permettersi “los pobres” che egli aveva difeso per tutta la sua vita politica e sindacale. Scelse dunque di seguire il suo destino – il destino che devono seguire tutti coloro i quali non hanno altre scelte, altre possibilità, se non quelle di curarsi nel posto in cui vivono, sia che la sanità pubblica funzioni o meno. Prese quella decisione, perché se fosse sopravvissuto all’intervento, non avrebbe poi potuto sopravvivere alla sua coscienza.
Per un profilo del sindacalista si può consultare il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea