Spiego cos’è per me il consenso politico in Calabria ed il bene comune.
Ebbene, come fu per la luna nel celebre telefilm Spazio 1999, che si staccò dall’orbita terrestre, in quell’anno fui come la luna che andava verso orbite mai fatte prima: mi sono/mi hanno candidato a consigliere comunale.
Qualche anno prima avevamo fondato con amici una associazione culturale con la quale facemmo diverse iniziative anche di spessore.
Non venni eletto, in quelle consultazioni. Presi solo 32 preferenze, non abbastanza, ma fui chiamato lo stesso come assessore esterno. Per 5 anni cercai di fare e dare il meglio che potevo e qualche cosa forse di rilievo la feci, almeno secondo il giudizio di qualche troppo magnanimo amico. Alle successive elezioni mi ricandidarono e presi (evidenzio che né la prima, né la seconda volta chiesi voti nemmeno ai miei familiari), solo 21 preferenze. Cioè, dopo tutto il lavoro fatto in 5 anni con passione, fui ripagato con 11 preferenze in meno della prima volta (c’è chi prende centinaia di voti, senza muovere un neurone o un dito). Avevo cercato e forse fatto qualcosa. Eppure non fui premiato.
Posso affermare tuttavia, che da circa 5 lustri (25 anni e più), certamente immeritatamente, a volte un po’ da ogni dove, mi prendono come punto di riferimento per questioni culturali, storiche, naturalistiche, e di altri campi che riguardano il luogo dove ho vissuto da quando mi cambiavano ‘e fasse d’u villicu. Ma la realtà dei fatti è che ho ZERO TITULI in termini politici. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che al calabrese non gliene importa una mazza se fai qualcosa o tenti di farlo per il futuro dei suoi figli. Egli, il calabrese, vuole essere preso per il culo e si sciala se il politico a cui hai dato la propria fiducia invece di fare qualcosa per il bene comune, lo fa solo per suo tornaconto, dispensando soltanto qualche piacere ogni tanto qua e là.
La differenza tra il calabrese ed il ciuccio è che il ciuccio dove cade una volta non ci passa più.
Geniale Adacquacerze, unpolitologo, pessimistologo calabro, XXI secolo
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