SAVUTO’S FAIR – Tre giornate di arte, cultura e memoria dedicate a Pino Miniaci.
Si sono concluse le tre intense giornate del Savuto’s Fair, la manifestazione dedicata alla memoria dell’artista Pino Miniaci, che dal 28 al 30 agosto ha unito Malito e Grimaldi in un percorso fatto di arte, cultura, incontri, musica, letteratura e scoperta del territorio.
Un’iniziativa che ha saputo trasformare il ricordo di Pino in un momento vivo di condivisione, coinvolgendo artisti, scrittori, cittadini e visitatori e creando un ponte ideale tra i luoghi che hanno segnato la sua vita e la sua esperienza artistica.
Il Savuto’s Fair ha rappresentato anche un’importante occasione per raccontare e valorizzare il nostro territorio, la sua storia, i suoi paesaggi e la sua identità, dimostrando ancora una volta quanto la cultura possa diventare strumento di incontro e di crescita per le comunità.
L’Amministrazione Comunale di Grimaldi ringrazia SeminAria Culture, la famiglia Miniaci-Pizzuti, il Comune di Malito, la Pro Loco di Grimaldi, il direttore artistico Pierluigi Pedretti, gli artisti, gli autori, i collaboratori e tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
Un ringraziamento particolare va a quanti hanno partecipato alle tre giornate, condividendo con noi il ricordo di un artista profondamente legato alla Valle del Savuto.
Pino Miniaci continua così a vivere attraverso la sua arte, i suoi luoghi e la memoria di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato.
Il consigliere regionale e segretario questore ha depositato una mozione che impegna la Giunta a riferire in Aula sui tempi di ripristino della copertura H24 del servizio di emodinamica dell’ospedale del Pollino, a intensificare il reclutamento del personale e a disporre una verifica sulle segnalazioni relative a tentativi di ridimensionamento della Cardiologia del “Ferrari”.
«Il territorio dell’Asp di Cosenza esteso per oltre 6.500 chilometri quadrati, può contare su un solo presidio pubblico di emodinamica per i pazienti con infarto acuto, quello dell’ospedale di Castrovillari, che tuttavia può assicurare oggi soltanto una copertura di appena sei ore al giorno, a causa della carenza di personale. E questo, dopo un percorso che lo ha condotto dalla “storica”, necessaria operatività H24 a una copertura H12 e infine all’attuale regime, ulteriormente ridotto. Il servizio dello spoke del Pollino, riconosciuto come una delle eccellenze della sanità regionale, vanta ben oltre un decennio di attività ed ha eseguito migliaia di procedure diagnostiche e terapeutiche, contribuendo a salvare la vita a centinaia di pazienti. L’attuale orario H6 espone un bacino di utenza che comprende un’area che va dal Pollino all’Esaro e dalla Sibaritide all’alto Jonio cosentino a rischi che un’adeguata programmazione sanitaria non dovrebbe consentire. L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza da troppo tempo promette periodicamente il ripristino della piena operatività dell’emodinamica di Castrovillari, che però continua a rimanere a ranghi ridotti, anzi ridottissimi». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, illustrando i contenuti della mozione depositata in Consiglio regionale sull’emodinamica di Castrovillari.
«Sulla carenza di cardiologi emodinamisti, indicata dall’Asp come principale ostacolo al ripristino della copertura H24 – afferma ancora il consigliere regionale – vanno esplorate con maggiore determinazione tutte le possibilità di integrazione dell’organico già presente, anche alla luce di quanto avvenuto in queste settimane a Crotone, dove l’Azienda sanitaria locale ha attivato, “ex novo”, il servizio di emodinamica. La stessa determinazione va messa in campo per una struttura già formata, attiva e riconosciutamente baricentrica, ed anche per questo insostituibile, per l’intera area centro-settentrionale della provincia».
«Ho ritenuto opportuno, nel testo della mozione, dare atto anche delle segnalazioni giunte da alcuni operatori sanitari della Cardiologia dell’ospedale di Castrovillari – spiega il segretario questore – relative a surrettizzi tentativi di ridimensionamento del reparto, e di alcune voci, allo stato non controllate, su presunti tentativi di indirizzamento dei pazienti verso strutture diverse da quella del “Ferrari”. Sono elementi che credo meritino un accertamento da parte degli organi di controllo competenti, a tutela della struttura e, ancor più, della salute dei cittadini».
«Per questi motivi chiedo al Presidente della Giunta regionale, quale titolare della delega alla Sanità, di riferire in Aula sulle cause della situazione e sui tempi previsti per il necessario ripristino dell’attività H24 dell’emodinamica dello spoke del Pollino – continua Laghi – e di attivare ogni strumento utile al reclutamento del personale mancante. La risposta ai pazienti del territorio dell’Asp di Cosenza, colpiti da Sindrome Coronarica Acuta, deve passare, prioritariamente, attraverso il ripristino del regime H24 dell’unico centro pubblico, baricentrico e di lunga e apprezzatissima esperienza presente sull’intero territorio dell’Azienda sanitaria provinciale».
«Spero che questa iniziativa abbia il supporto esplicito delle istituzioni locali e dei rappresentanti territoriali eletti in Consiglio regionale, dall’assessore Gallo ai colleghi Consiglieri Rosa e Santoianni – conclude Laghi –. Il diritto alla salute non ha appartenenze politiche e, insieme, tanto possiamo fare per difenderlo».
Un appuntamento speciale dedicato alla storia, all’arte e alla devozione mariana si terrà venerdì 21 agosto 2026, alle ore 21:00, sul sagrato della Basilica Santuario Maria Santissima delle Grazie della Quercia di Visora a Conflenti.
L’evento, dal titolo “Tu più vaga dell’aurora…” – Catechesi sulla statua della Madonna della Quercia, propone un momento di approfondimento teologico e storico-artistico sulla veneratissima effigie della Vergine, capolavoro del celebre scultore Giacomo Colombo (1663-1731).
Programma della serata: * Saluti istituzionali: Don Giovanni Marotta, Parroco di Conflenti * Relazione principale: Gianfrancesco Solferino, Storico dell’Arte * Introduzione e moderazione: Antonio Cavallaro, Operatore Culturale.
L’incontro rappresenta un’importante occasione per la comunità di Conflenti e per i pellegrini per riscoprire il valore artistico e la profonda carica spirituale di un’opera simbolo dell’identità religiosa del territorio.
Il consigliere regionale e segretario questore chiede di potenziare Castrovillari e interroga la “filiera istituzionale”: «C’è forse in atto un’azione per smantellare la Cardiologia del Ferrari?».
«Grandi polemiche ha suscitato la delibera n.400 della Giunta Regionale, dello scorso 21 luglio, circa l’organizzazione dei servizi di emodinamica in Calabria. In ogni caso, è stato da più parti giustamente sottolineato che la delibera (al netto dei più volte evidenziati copia-e-incolla di un documento programmatico del Friuli), tratta dell’organizzazione dei casi di pazienti cosiddetti “in elezione”, cioè non con un infarto acuto in atto. Per chi, invece, l’infarto acuto ce l’ha, l’unica reale e concreta possibilità di cura è una emodinamica che intervenga tempestivamente “stappando” la coronaria occlusa e “allargandola” con l’angioplastica (il cosiddetto “palloncino”)». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.
«Sul territorio dell’Asp di Cosenza, che comprende gli oltre 6.550 km2 della provincia – rammenta Laghi – l’unica emodinamica pubblica e perfettamente baricentrica, è quella dello spoke di Castrovillari (un’altra è nell’ospedale di Cosenza – Azienda ospedaliera a sé stante – e una terza, privata, sulla costa tirrenica). Fa specie che questo dato, e specificamente l’esistenza in vita e le cospicue e preziose performance della struttura di Castrovillari, non siano state menzionate da alcuno. Anche perché il ruolo assolutamente baricentrico nell’area della Calabria settentrionale, l’ultradecennale, fruttuosa attività, i brillanti risultati che hanno reso la Cardiologia di Castrovillari il classico “fiore all’occhiello” della sanità calabrese, meriterebbero e meritano ben altro trattamento rispetto a quanto avviene da troppo tempo».
«Un’emodinamica – sottolinea il consiglier regionale – che ha funzionato, in tempi passati, per come normalmente dovrebbe funzionare un servizio del genere: 24 ore su 24, poi ridotto a 12 ore su 24, e fino all’attuale H6. Ma l’insorgenza di un infarto non si programma. Il motivo addotto? Impossibilità di trovare emodinamisti. E intanto si apre “ex novo” – e ben venga! – l’emodinamica di Crotone, mentre l’Asp di Cosenza va avanti a colpi di annunci – mai concretizzati – sul “prossimo” ripristino dell’attività dell’emodinamica dello spoke di Castrovillari prima a 12 e poi a 24 ore al giorno».
«A gettare una ulteriore, cupa luce su tutta la vicenda, le pubbliche esternazioni di operatori del settore che denunciano tentativi – fortunatamente respinti da operatori seri e motivati – di smantellamento dell’emodinamica e della stessa cardiologia di Castrovillari e voci al momento incontrollate (ma chi di dovere dovrebbe verificarle) – denuncia il segretario questore – di pazienti volutamente indirizzati a centri diversi dall’emodinamica dello spoke del Pollino. E la politica, in tutto questo? Non pervenuta».
«Non una posizione né una parola da parte del potente assessore regionale locale, né dei consiglieri regionali di maggioranza della zona. E l’amministrazione De Gaio, politicamente “allineata” al governo regionale, e che ha sottoscritto nel Consiglio comunale del 3 agosto scorso la delibera passata all’unanimità, che sull’emodinamica dello spoke di Castrovillari ha puntato i riflettori, come si è mossa, cosa ha ottenuto nel frattempo? Qual è la sua posizione ufficiale – chiede in conclusione Ferdinado Laghi – quali i passi che intende fare? Personalmente, invito tutti ad un’azione corale, fortemente unitaria e coraggiosamente determinata. Dimostriamo, coi fatti, che la salute davvero non ha colore politico».
Accade in giorni di emergenza climatica che sorga un’angoscia metafisica collegata con memorie ancestrali e l’eco di testi profetici. Per l’appunto, nell’Apocalisse l’avvento del Regno è preceduto da grandi sconvolgimenti climatici, oltre che da guerre, terremoti ed altri segni orrendi che inducono al terrore.
L’avvento del Regno | Ma cos’è il Regno, quello che invochiamo nel Padre Nostro? Non è un mito, né un fatto letterario. Nell’Apocalisse prevale il senso drammatico della realtà. Ma il Regno è imparentato con un altro testo, quello delle Beatitudini. Non solo quelli che hanno sete di giustizia saranno protagonisti del Regno, ma anche quelli che ora piangono e che saranno consolati, i perseguitati. Il capovolgimento rispetto all’ordine vecchio è totale. Ma la parentela con un altro testo è affascinante, quello di Gioacchino da Fiore che appunto ne tratteggia la fisionomia nella Expositio in Apocalypsim. Se nel testo delle Beatitudini c’è l’anticipazione del Regno nella frase in cui si dicono beati quelli che amano la giustizia perché possederanno la terra, nel testo di Gioacchino la rivisitazione della storia mondiale di tutti i tempi è esplicita ed intensamente drammatica. La storia mondiale è storia di Anticristi che si succedono a partire da Erode per confluire in Nerone ed in tempi recentissimi. Non vi è cenno esplicito alla grande tribolazione da cui nascerà il nuovo ordine, il Regno. Ma la salvezza, il preludio del Regno, ha segni e simboli importanti. Gioacchino da Fiore usava l’ermeneutica, il confronto tra i testi sacri per ricavare la sua profezia; ma l’istanza del Regno, pur confusa, presente nelle preghiere, è l’anelito più forte della cristianità volta al cambiamento radicale. Il ciclo adamitico deve finire, e forse proprio la sua fine è imminente.
Gli Incontri di agosto al Parco Old Calabria di Torre Camigliati a Camigliatello Silano quest’anno hanno raggiunto la XXV edizione; sono una rassegna letteraria e di varie iniziative culturali che ravvivano l’estate silana con presentazioni di libri, mostre, dibatti su tematiche sociali e di grande attualità.
Appuntamento per martedì 18 agosto 2026, con inizio alle ore 17, per la presentazione del libro Corazzo cistercense. Storia, spiritualità, socialità, curato da Demetrio Guzzardi ed edito da Progetto 2000 di Cosenza.
I primi cistercensi, inviati da San Bernardo, arrivarono nel 1145 alla Sambucina di Luzzi; nel 1157 fondano il monastero di Corazzo (Scigliano) in diocesi di Martirano. Il nome Corazzo deriva dal latino Corax acis (corvo) ed è sia il nome del fiume che dell’uccello nero, simbolo iconografico di San Benedetto da Norcia, il padre del monachesimo occidentale.
L’abbazia di Corazzo è significativa per il monaco Gioacchino da Celico, dove incontrò un monaco greco che gli parlò della parabola dei talenti; proprio lì fu ordinato sacerdote dal vescovo di Catanzaro, e dopo la morte (1177) dell’abate Colombano, Gioacchino fu eletto abate di Corazzo. Nel 1189, insieme a Raniero da Ponza, lascia l’abbazia per fondare i Florensi (prima a Petra Olei e poi a Jure Vetere).
All’abbazia è legato anche il nome del filosofo Bernardino Telesio, che dal 1561 al 1564 era tra gli appaltatori delle gabelle della Commenda di Corazzo. Le ultime tre date significative sono: il 27 marzo 1638, il 5 febbraio 1783 con i devastanti terremoti che distrussero buona parte dell’abbazia e il 13 febbraio 1807 quando i napoleonici soppressero l’ordine cistercense. Il silenzio di Corazzo, iniziato dai monaci cistercensi nel XII secolo e proseguito ininterrottamente per 650 anni, ancora oggi continua a parlare di spiritualità e socialità a quanti si accostano a queste pietre del passato con rispetto e amore.
Dopo i saluti introduttivi della padrona di casa Mirella Stampo Barracco, interverrà Emanuela Talarico, già sindaco di Carlopoli (CZ) che ha firmato sul libro una nota introduttiva; seguirà una conversazione con immagini curata da Demetrio Guzzardi, direttore editoriale di Progetto 2000 e autore del saggio; le conclusioni saranno tratte dal presidente del Centro studi internazionale gioachimiti, Riccardo Succurro.
In esposizione la scultura di cartapesta di Aurelio Morrone “Il giocoliere Gioachimita”.
A tutte le persone che hanno condiviso un legame con il Palazzo delle Clarisse di Amantea (CS).
Molti di voi hanno conosciuto nel corso degli anni il Palazzo delle Clarisse, ne hanno visitato gli ambienti, partecipato a eventi, condiviso momenti di amicizia o semplicemente avuto occasione di apprezzarne la storia, il fascino e l’atmosfera unica.
Per questo desidero rivolgermi personalmente a voi per comunicarvi che il Palazzo è in vendita.
È una decisione importante e non priva di emozione. Chi conosce questo luogo sa che non si tratta semplicemente di un immobile, ma di una dimora storica ricca di memoria, arte e bellezza, che ha attraversato generazioni iniziando come Convento delle Clarisse nel Seicento, diventando poi residenza nobiliare nell’Ottocento e Novecento fino a diventare un ristorante e albergo di charme e mia residenza privata.
Il mio auspicio è che il Palazzo possa trovare un nuovo proprietario capace di amarlo, custodirlo e scriverne il prossimo capitolo.
Per chi desiderasse invece riscoprire la storia del Palazzo e visitarlo attraverso immagini e contenuti dedicati, è disponibile anche il sito con testi in italiano e inglese: https://palazzodelleclarisse.my.canva.site/
Se tra voi vi fosse qualcuno interessato ad approfondire questa opportunità, sarò naturalmente lieto che il Palazzo possa essere affidato a persone che già ne conoscono e ne apprezzano il valore.
Vi sarei inoltre molto grato se voleste condividere questa comunicazione con amici, conoscenti o contatti, in Italia o all’estero, che potrebbero essere interessati a una proprietà così particolare e ricca di storia.
Spesso sono proprio le relazioni personali a far incontrare una dimora speciale con chi è destinato a diventarne il custode.
Vi ringrazio per l’affetto e l’attenzione che avete sempre dimostrato nei confronti del Palazzo delle Clarisse.
Cordialmente vostro, Fausto Perri Proprietario del Palazzo delle Clarisse Via Indipendenza 27 – 87032 Centro Storico di Amantea (CS) in Calabria