Visite guidate all’Orto Botanico dell’Unical il 24 e il 25 ottobre 2026

L’Orto Botanico dell’Università della Calabria organizza due appuntamenti dedicati alla scoperta della natura e delle sue meraviglie!
Nell’ambito dell’iniziativa “7 su 7 Unical: il Campus tutto da vivere”, anche questo weekend sarà possibile visitare liberamente l’Orto Botanico, ma anche partecipare alle attività tematiche pensate per arricchire l’esperienza di chi vorrà trascorrere qualche ora immerso nella biodiversità.

Sabato 24 ottobre | Conoscere il bonsai
Ore 10,00 – 12,00 | Centro Visite dell’Orto Botanico
Come trasformare un albero in un piccolo capolavoro vivente?
Al via il primo di una serie di incontri dedicati all’affascinante arte del bonsai, alla scoperta delle tecniche e dei principi che consentono di coltivare alberi in miniatura.
A guidarci sarà Antonio De Giuseppe, giardiniere dell’Orto Botanico Unical e pluripremiato esperto di bonsai, che condividerà conoscenze, esperienza e passione per questa antica pratica.
Partecipazione su prenotazione: infomusei@unical.it

Domenica 25 ottobre| Promenade micologica: primizie d’autunno …
Ore 10,00 – 12,00 | Percorso itinerante nell’Orto Botanico
L’autunno riserva sorprese a chi sa osservare ciò che lo circonda.
Vi invitiamo ad una prima passeggiata alla scoperta del mondo dei funghi, piccole meraviglie di stagione custodite nell’Orto Botanico, un autentico scrigno di biodiversità nel cuore del campus di Arcavacata.
Ad accompagnarci sarà Giovanni Sicoli, esperto micologo del DiBEST, per un’esperienza all’insegna della curiosità, dell’osservazione e della conoscenza della natura.
Partecipazione su prenotazione: infomusei@unical.it

Per chi invece preferisce esplorare in libertà, l’Orto Botanico sarà aperto dalle 9,00 alle 17,00 per le visite libere; basterà effettuare una rapida registrazione presso il personale presente in struttura.
Che scegliate di partecipare a un’attività guidata o di concedervi una semplice passeggiata nel verde, l’Orto botanico dell’Unical ci aspetta per condividere il piacere della scoperta!

Temesa, riprendono gli scavi. Visita della Soprintendente Aurino a Serra d’Aiello

Sopralluogo istituzionale alle aree archeologiche e al Museo di Temesa. Al centro: nuove campagne di scavo, riapertura del Museo e visite per le scuole.

Serra d’Aiello (CS) – Riprendono le attività di ricerca e scavo nelle aree archeologiche legate all’antica Temesa. Ieri il territorio di Serra d’Aiello ha ospitato la visita istituzionale della Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Cosenza, dott.ssa Paola Aurino, accompagnata dai funzionari, l’architetto Nicola Ruggieri e l’archeologo Damiano Pisarra. Obiettivo del sopralluogo era verificare le aree interessate dalla ripresa delle attività sul territorio.

Due percorsi di ricerca, un obiettivo comune | La ripresa degli scavi si sviluppa su due linee distinte e complementari. La prima: indagini nell’area di Cozzo Piano Grande, condotte dall’Università della Calabria in regime di concessione ministeriale, sotto la direzione scientifica del prof. Paolo Brocato. Il Comune di Serra d’Aiello è concessionario e l’ing. Laura Conte è Responsabile Unico del Progetto (RUP). La seconda: campagna di scavi sotto la direzione scientifica diretta della Soprintendenza, con la dott.ssa Aurino nel ruolo di RUP.

Competenze diverse, dunque, per un unico traguardo: riportare alla luce la storia di Temesa e restituirle il ruolo che merita. La presenza della Soprintendente e il coinvolgimento dell’Ente nelle attività di ricerca confermano l’attenzione istituzionale, anche a livello nazionale, verso questi luoghi.

Il Museo archeologico di Temesa | Il sopralluogo ha affrontato anche il tema della riapertura del Museo archeologico di Temesa. La delegazione ha visitato i reperti custoditi nelle vetrine e sono state condivise indicazioni operative su modalità e tempi per completare l’inventariazione dei materiali ancora da esporre. Al percorso partecipa anche la dott.ssa Margherita Perri, Direttore del Museo, impegnata nelle attività scientifiche e organizzative per la conoscenza, la gestione e la valorizzazione delle collezioni.

Archeologia e scuole | Tra le prospettive condivise figura l’organizzazione di visite rivolte alle scuole, per permettere agli studenti di conoscere i reperti del Museo e di avvicinarsi direttamente alle aree archeologiche. La dott.ssa Aurino ha ricordato come l’archeologia debba essere raccontata a tutti con un linguaggio semplice, come una storia da comprendere, amare e condividere.

La dichiarazione dell’Amministrazione comunale | «La valorizzazione di Temesa richiede competenza, collaborazione, programmazione e continuità: nessun Comune può affrontare da solo una sfida così importante. Per questo è decisiva la collaborazione tra Amministrazione comunale, Università della Calabria e Soprintendenza. Non abbiamo voluto anticipare proclami né alimentare aspettative su un tema così delicato per la sensibilità delle comunità di Serra d’Aiello e Campora. Abbiamo preferito lavorare, costruire interlocuzioni, affrontare i passaggi amministrativi e attendere che ci fossero attività concrete da raccontare. Temesa non è uno slogan da utilizzare per apparire: è una parte profonda della nostra identità, una responsabilità verso il passato e un’opportunità per il futuro.»

L’Amministrazione ribadisce l’impegno affinché questo patrimonio diventi una risorsa culturale, educativa e identitaria per l’intera comunità: Temesa è la nostra storia. Farla rivivere è il nostro impegno.

“Ori d’autunno” (XVI edizione): al via a Cosenza l’appuntamento del 21 ottobre dedicato alla storia delle Domenicane

COSENZA – Nell’ambito della XVI edizione della rassegna “Ori d’autunno” – promossa dal Laboratorio Culturale Cosenza che vive e dal Gran Caffè Renzelli sotto il tema “Tracce, misteri, curiosità… per antiche strade” – si terrà il primo atteso incontro culturale del mese.

L’appuntamento è fissato per martedì 21 ottobre 2026 alle ore 16:30 presso Salita don Luigi Maletta (ex via Tribunali), nel cuore del centro antico di Cosenza.

L’evento, dal titolo “Un quadro e tre monasteri: le vicende delle Domenicane di Cosenza”, consisterà in una visita guidata a cura dello storico e studioso Lorenzo Coscarella. L’iniziativa condurrà i partecipanti in un viaggio affascinante attraverso le memorie storiche, i misteri e l’arte legati alla presenza delle monache domenicane nella città dei Bruzi.

Prossimi appuntamenti in programma:

La rassegna proseguirà poi sabato 31 ottobre alle ore 17:30 presso lo storico Gran Caffè Renzelli in Piazza Parrasio, con l’incontro “Il cielo in una stanza – I soffitti dipinti”, raccontati da Luigi Bilotto.

Le vicende storiche dei monasteri delle Domenicane a Cosenza

Le monache domenicane vantano una presenza secolare nel capoluogo bruzio, articolata attraverso diverse sedi storico-architettoniche nel corso dei secoli:

Il primo monastero: Lo Spirito Santo (dal 1528)

La comunità domenicana femminile si stabilì inizialmente nel Monastero dello Spirito Santo a partire dal 1528.

La trasformazione e la sede di Maria di Costantinopoli (1710)

Nel 1710, sotto l’episcopato dell’Arcivescovo Andrea Brancaccio, la comunità si insediò presso il complesso dedicato a Santa Maria di Costantinopoli (nell’area che in seguito sarebbe divenuta sede della Prefettura di Cosenza).

La soppressione e la nuova sede di Santa Croce (Fine ‘800)

In seguito alle leggi eversive e alle soppressioni dei beni ecclesiastici di fine Ottocento, le suore vennero espulse dal monastero di Maria di Costantinopoli.

La comunità riuscì successivamente ad acquistare a proprie spese un complesso di fabbricati adiacenti alla Chiesa di Santa Croce in Salita Tribunale (oggi Salita don Luigi Maletta), stabilendovi la propria sede e continuando le attività della congregazione delle Domenicane di Santa Maria del Rosario.

Il legame con il quadro e la visita guidata del 21 ottobre

Il tema dell’incontro condotto dallo storico Lorenzo Coscarella (“Un quadro e tre monasteri: le vicende delle Domenicane di Cosenza”) approfondisce proprio questo percorso secolare attraverso un’opera pittorica custodita e tramandata dalla comunità religiosa, che fa da filo conduttore tra i tre luoghi storici che hanno ospitato le monache nella città antica.

    RINVIATA |“Muoversi con gusto” ad Aiello Calabro: la VI edizione dedicata alle erbe selvatiche, dal cibo alla cura

    Dopo la bella escursione di domenica 18 ottobre a Monte Faeto, nell'ambito di "Muoversi con Gusto 2026", la rassegna che unisce natura, cultura e tradizioni locali sotto il filo conduttore "Le vie del verde, le vie dell'arte", venerdì 23 ottobre è in programma l'escursione con tema “Erbe selvatiche: dal cibo alla cura”, dedicata alla scoperta e alla valorizzazione delle erbe spontanee del territorio.
    
    Si tratta di un'esperienza immersiva guidata da Michela Valentino, forager ed educatrice ambientale specializzata nel riconoscimento delle piante spontanee.
    
    Un percorso tra biodiversità, tradizioni rurali e benessere.
    
    I partecipanti saranno accompagnati in una passeggiata guidata alla scoperta della biodiversità locale.
    
    L'evento consentirà di imparare a riconoscere le botaniche spontanee, comprenderne le caratteristiche, gli usi tradizionali e le potenzialità in ambito alimentare e curativo, promuovendo un approccio consapevole e rispettoso dell'ambiente.
    
    Scheda tecnica del percorso
    - Data e orario di partenza: Venerdì 23 ottobre 2026, ore 10:30
    - Luogo di ritrovo: Biblioteca Comunale di Aiello Calabro (CS)
    - Difficoltà: Facile
    - Durata: 3 ore circa
    - Lunghezza: 2 km (Andata/Ritorno)
    
    L'iniziativa - con la direzione artistica di Angelica Artemisia Pedatella - rientra nel Progetto finanziato con risorse POC 2014/2020 – Az. 6.8.3, promosso in collaborazione con la Regione Calabria e il Comune di Aiello Calabro.
    
    Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri telefonici o l'indirizzo email dedicati: telefono / whatsApp: 3286574056 -- 3284158418 - Email: compagniateatraleba17@gmail.com

    Muoversi con gusto 2026. In cammino sul Monte Faeto tra storia, bosco e rimboschimenti

    Si è svolta domenica 18 ottobre l’escursione guidata da Casellone di Monte Faeto a Bocca Lacone, organizzata dal Comune di Aiello Calabro. Un percorso nel bosco per leggere il paesaggio e riscoprire la storia di un monte che ha rischiato di perdere il suo bosco.

    Il nome stesso, “Faeto”, richiama il faggeto. Già nel 1897 l’ispettore forestale Pagliaro annotava che di faggio non restava “altro che la memoria ed il nome”. Dal 1847 la coltivazione delle patate aveva fatto scomparire oltre mille ettari di bosco, tra aratro e pascolo: i ruscelli erano diventati torrenti, le sorgenti perenni si erano prosciugate, erano cominciate le frane. Il danno più grave fu a valle, dove il torrente Majuzzo sbarrò il corso dell’Oliva e formò un lago di circa 50 ettari, profondo 9 metri. Il ricordo di quella palude vive ancora nel nome mariciellu. A Terrati, scriveva Pagliaro, gli abitanti scesero da 2000 a 250 a causa delle febbri.

    Lungo il cammino i partecipanti hanno ripercorso la risposta dello Stato: il progetto del 1887, i lavori avviati nel 1889 e, nel 1897, 68 briglie costruite e 161 ettari rimboschiti. Attorno al 1900 nacque l’abetina del Faeto, con piantine provenienti dal vivaio Tardo e seme da Serra San Bruno. Quando lo studioso Fabbio le misurò, nel 1973-74, trovò alberi alti oltre 28 metri.

    Il percorso è stato anche un’occasione per leggere il bosco: le specie del mosaico (pino laricio, ontano napoletano, abete bianco, cerro, castagno, robinia, aceri, tiglio), il novellame che segnala la rinnovazione naturale, i funghi e la loro funzione nell’ecosistema, i frutti di margine come more e rosa canina, piante pioniere che preparano la strada al bosco.

    «Questo bosco è un’opera collettiva: tecnici, operai, guardie, donne addette alla piantagione. Quasi nessuno ricorda i loro nomi, ma camminiamo all’ombra del loro lavoro» è il messaggio emerso all’arrivo a Bocca Lacone, insieme alla lezione di Pagliaro – coordinare le opere con il bosco e tenere conto di chi ci vive – che resta attuale di fronte al rischio idrogeologico.

    Hanno guidato il gruppo* Francesco La Carbonara (AIGAE), con il supporto di Bruno Pino che ha presentato l’iniziativa con cenni di storia locale, e con la partecipazione del dottore forestale Giovanni Sicoli. Presente l’assessora comunale Olga Terranova.

    Finale conviviale con panini, soppressata (Olga), vino e fichi (Bruno Chiarello).

    L’escursione fa parte delle iniziative di “Muoversi con gusto 2026”, la rassegna che unisce natura, cultura e tradizioni locali sotto il filo conduttore “Le vie del verde, le vie dell’arte”, progetto – con la direzione artistica di Angelica Pedatella – finanziato con risorse POC 2014/2020 – Az. 6.8.3, promosso in collaborazione con la Regione Calabria e il Comune di Aiello Calabro.

    Percorso con dati tecnici e foto

    * Grazie per la presenza, oltre ai già citati, a: Rosario, Bruno, Nella, Antonella, Lorenzo, Dora, Maria Raffaella, Italo, Maria, Ernesto. E alla prossima

    Presentazione del libro “Variazioni di voci” di Francesca Sassi a Cosenza

    COSENZA – L’associazione cultura SeminAria presenta l’evento dedicato al libro “Variazioni di voci” di Francesca Sassi (ilfilorosso ed.). L’appuntamento culturale si terrà giovedì 22 ottobre 2026 alle ore 18:00, presso la Libreria Ubik situata in Via XXIV Maggio, 49 / P, Cosenza.

    Nel corso del pomeriggio, l’autrice Francesca Sassi dialogherà con Pierluigi Pedretti per approfondire i temi e le sfumature della sua opera. Ad arricchire l’incontro vi saranno le letture ad alta voce curate da Michele Andronico.

    L’evento si aprirà con i saluti introduttivi di Anna Petrungaro in rappresentanza dell’associazione SeminAria.

    Archivio di Stato di Cosenza. “Scacco matto”, una giornata tra archivi e scacchi

    Il 18 ottobre l’Archivio di Stato di Cosenza apre le sue porte con una giornata dedicata al patrimonio documentario, al gioco degli scacchi e alla socialità

    Domenica 18 ottobre 2026, dalle ore 9:00 alle 20:00, l’Archivio di Stato di Cosenza propone Scacco matto, una giornata speciale che unisce la scoperta del patrimonio archivistico alla passione per gli scacchi.

    Il programma prenderà il via alle 9:00 con l’apertura delle mostre documentarie e delle attività dell’Istituto. Alle 9:15 inizierà il torneo di scacchi, promosso dall’ASD Gioacchino Greco di Cosenza, che accompagnerà i partecipanti per l’intera giornata fino alle premiazioni, previste intorno alle 18:45.

    Alle 13:00 è prevista una pausa pranzo nel chiostro dell’Istituto, occasione di incontro e convivialità. Le visite alle mostre proseguiranno fino alle 20:00.

    Durante la giornata sarà possibile visitare la mostra documentaria dedicata al tema dei giochi, con particolare attenzione agli scacchi. Tra i documenti esposti figura un manifesto proveniente dal fondo Prefettura, dedicato ai “giochi proibiti”, che testimonia come gli scacchi fossero inclusi tra i giochi oggetto di divieti e restrizioni in determinati periodi e contesti storici.

    La mostra, visitabile fino al 13 novembre 2026, propone una selezione di documenti provenienti dai fondi dell’Archivio di Stato di Cosenza, offrendo l’opportunità di riscoprire attraverso le fonti aspetti, testimonianze e tracce della storia del gioco.

    Il 18 ottobre sarà inoltre possibile visitare le altre due mostre attualmente allestite presso l’Istituto: quella dedicata ai cinque secoli di pergamene e quella sulle cartoline d’Archivio.

    La giornata rappresenta anche un’ulteriore occasione per conoscere il patrimonio dell’Istituto dopo le precedenti aperture straordinarie delle Giornate Europee del Patrimonio del 26 e 27 settembre e della Domenica di Carta del 4 ottobre.

    Particolare attenzione è rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, che potranno richiedere via mail visite didattiche e percorsi educativi gratuiti dedicati alla conoscenza del patrimonio archivistico.

    Attraverso le esposizioni, gli studenti potranno avvicinarsi direttamente alle fonti e conoscere il lavoro dell’archivista, comprendendo il valore dei documenti come strumenti per la conoscenza, la ricerca e l’interpretazione critica del passato.

    Domenica 18 ottobre 2026: 9:00–20:00 Ingresso libero

    Dal 19 ottobre al 13 novembre 2026:
    Lunedì–venerdì: 9:00–13:00
    Lunedì e mercoledì: 15:00–16:30

    All’interno dell’Istituto è inoltre disponibile un totem per le donazioni digitali, attraverso il quale è possibile sostenere i progetti di tutela, valorizzazione e promozione del patrimonio archivistico.

    Archivio di Stato di Cosenza
    Telefono: 0984 791790
    Email: as-cs[at]cultura.gov.it
    Sito web: www.archiviodistatocosenza.cultura.gov.it

    Escursione da Casellone di Monte Faeto a Bocca Lacone, domenica 18 ottobre 2026

    Evento Facebook

    Caccia, Laghi: “Il ddl 1552 “sparatutto” sulla caccia avanza in Parlamento. La Calabria, invece, può scegliere di tutelare habitat e specie”

    Il consigliere regionale e segretario questore ha depositato una proposta di legge che porta a venti anni il divieto di caccia nelle aree percorse dal fuoco, sospende l’attività venatoria in caso di siccità severa e la vieta nei siti Natura 2000. Una scelta opposta a quella del ddl 1552.

    «Gli incendi e le lunghe stagioni di siccità in Calabria stravolgono gli habitat e lasciano la fauna selvatica senza cibo, acqua e rifugi. Situazioni che si prolungano, per gli animali, molto oltre l’emergenza. L’Ispra ha più volte richiamato le Regioni a misure cautelative sulla caccia, citando espressamente la Calabria. Per questo ho presentato una proposta di legge che trasforma quel richiamo in regole precise». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

    «Le misure sono tre – evidenzia Laghi –. Nelle aree bruciate dal fuoco la caccia resta vietata per venti anni, invece dei dieci fin qui previsti dalla legge nazionale. In caso di siccità severa, rilevata da indicatori ufficiali, l’attività venatoria si sospende su tutto il territorio regionale. Nelle Zone di Protezione Speciale e nelle Zone Speciali di Conservazione della Rete Natura 2000 il divieto è permanente».

    «A Roma si procede in direzione opposta – afferma ancora il consigliere regionale –. Il ddl 1552, che riforma la legge 157 del 1992, rende consultivo il parere dell’Ispra, apre i calendari venatori anche alle fasi di migrazione e nidificazione ed eleva il cacciatore a gestore della fauna. La gestione della biodiversità passa così dalla scienza a chi caccia».

    «La Commissione europea ha già segnalato il rischio di violare le direttive Habitat e Uccelli, con possibili procedure di infrazione – rimarca il consigliere regionale –. I cittadini, da parte loro, hanno le idee chiare: nel recente sondaggio Ipsos Doxa per la Fondazione Capellino, il 91% chiede di non estendere ulteriormente la caccia e il 75% ne vorrebbe l’abolizione o una forte riduzione. In tutto questo i cacciatori sono circa 430mila, meno dell’1% della popolazione».

    «Una stagione venatoria più estesa pesa anche su ambiente e salute – sottolinea Laghi –. Piombo e altri metalli, plastica delle cartucce, disturbo ad habitat già fragili per i cambiamenti climatici, maggior rischio di zoonosi se capi infetti sfuggono ai controlli sanitari ed entrano nella filiera alimentare».

    «Per queste serie di ragioni chiedo al presidente del Consiglio regionale di calendarizzare il testo in tempi brevi e invito la maggioranza a un confronto nel merito, aperto a associazioni ambientaliste e mondo venatorio. La legge – rimarca il consigliere regionale Ferdinando Laghi – non comporta oneri per il bilancio regionale, quindi non esistono ostacoli economico-finanziari per approvarla».

    «Infine sono costretto a denunciare anche il tono offensivo e intimidatorio di attacchi social ricevuti da tutta Italia, certamente sulla base del passaparola, dopo un mio post pubblicato su Facebook, che riportava la mia intervista sul ddl 1552, andata in onda su Tg Leonardo di Rai 3 – conclude Ferdinando Laghi –. Un’ulteriore dimostrazione che quella della caccia è una lobby che si muove a comando. È bene che chi è contro questa pratica anacronistica e crudele, che è l’attività venatoria, sappia di essere rappresentato e quali siano, invece, i comportamenti di tanti cacciatori».

    Casa e caro affitti, all’Università della Calabria un confronto su diritto all’abitare e studentati privati

    Quanto costa oggi vivere nell’area urbana di Cosenza e Rende? L’aumento degli affitti, la trasformazione del mercato immobiliare e la diffusione degli studentati privati stanno modificando profondamente il modo in cui si vive il territorio, ponendo una questione sempre più urgente: la casa è ancora un diritto o sta diventando una nuova occasione di profitto?

    Rifondazione Comunista promuove su questi temi un confronto pubblico giovedì 15 ottobre, alle ore 18, presso l’Aula P2.0 Occupata – Cubo 40C, Ponte Carrabile, Unical.

    Interverranno Chiara Davoli, ricercatrice e co-autrice di “Abitare in affitto. Le nuove frontiere dell’estrattivismo immobiliare”, Giulio Citroni, docente DISPeS – Unical, Rossella Gallo, consigliera comunale M5S – Sinistra per Rende, e Simone Guglielmelli de La Base – Cosenza. Modera Gianmaria Milicchio, segretario provinciale di Rifondazione Comunista.

    Al centro della discussione non ci saranno soltanto le condizioni abitative della popolazione studentesca, ma una trasformazione più generale che coinvolge studenti e studentesse, giovani lavoratori e lavoratrici, famiglie e tutte le persone che devono fare i conti con un costo dell’abitare sempre più difficile da sostenere.

    L’iniziativa sarà quindi un’occasione per discutere del rapporto tra casa, università, mercato immobiliare e futuro dell’area urbana di Cosenza e Rende.

    Rifondazione Comunista invita le giornaliste e i giornalisti a partecipare e a seguire il confronto.