di Carmelina Sicari
Accade in giorni di emergenza climatica che sorga un’angoscia metafisica collegata con memorie ancestrali e l’eco di testi profetici. Per l’appunto, nell’Apocalisse l’avvento del Regno è preceduto da grandi sconvolgimenti climatici, oltre che da guerre, terremoti ed altri segni orrendi che inducono al terrore.
L’avvento del Regno | Ma cos’è il Regno, quello che invochiamo nel Padre Nostro? Non è un mito, né un fatto letterario. Nell’Apocalisse prevale il senso drammatico della realtà. Ma il Regno è imparentato con un altro testo, quello delle Beatitudini. Non solo quelli che hanno sete di giustizia saranno protagonisti del Regno, ma anche quelli che ora piangono e che saranno consolati, i perseguitati. Il capovolgimento rispetto all’ordine vecchio è totale. Ma la parentela con un altro testo è affascinante, quello di Gioacchino da Fiore che appunto ne tratteggia la fisionomia nella Expositio in Apocalypsim. Se nel testo delle Beatitudini c’è l’anticipazione del Regno nella frase in cui si dicono beati quelli che amano la giustizia perché possederanno la terra, nel testo di Gioacchino la rivisitazione della storia mondiale di tutti i tempi è esplicita ed intensamente drammatica. La storia mondiale è storia di Anticristi che si succedono a partire da Erode per confluire in Nerone ed in tempi recentissimi. Non vi è cenno esplicito alla grande tribolazione da cui nascerà il nuovo ordine, il Regno. Ma la salvezza, il preludio del Regno, ha segni e simboli importanti. Gioacchino da Fiore usava l’ermeneutica, il confronto tra i testi sacri per ricavare la sua profezia; ma l’istanza del Regno, pur confusa, presente nelle preghiere, è l’anelito più forte della cristianità volta al cambiamento radicale. Il ciclo adamitico deve finire, e forse proprio la sua fine è imminente.
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