Il Regno

di Carmelina Sicari

Accade in giorni di emergenza climatica che sorga un’angoscia metafisica collegata con memorie ancestrali e l’eco di testi profetici. Per l’appunto, nell’Apocalisse l’avvento del Regno è preceduto da grandi sconvolgimenti climatici, oltre che da guerre, terremoti ed altri segni orrendi che inducono al terrore.

L’avvento del Regno | Ma cos’è il Regno, quello che invochiamo nel Padre Nostro? Non è un mito, né un fatto letterario. Nell’Apocalisse prevale il senso drammatico della realtà. Ma il Regno è imparentato con un altro testo, quello delle Beatitudini. Non solo quelli che hanno sete di giustizia saranno protagonisti del Regno, ma anche quelli che ora piangono e che saranno consolati, i perseguitati. Il capovolgimento rispetto all’ordine vecchio è totale. Ma la parentela con un altro testo è affascinante, quello di Gioacchino da Fiore che appunto ne tratteggia la fisionomia nella Expositio in Apocalypsim. Se nel testo delle Beatitudini c’è l’anticipazione del Regno nella frase in cui si dicono beati quelli che amano la giustizia perché possederanno la terra, nel testo di Gioacchino la rivisitazione della storia mondiale di tutti i tempi è esplicita ed intensamente drammatica. La storia mondiale è storia di Anticristi che si succedono a partire da Erode per confluire in Nerone ed in tempi recentissimi. Non vi è cenno esplicito alla grande tribolazione da cui nascerà il nuovo ordine, il Regno. Ma la salvezza, il preludio del Regno, ha segni e simboli importanti. Gioacchino da Fiore usava l’ermeneutica, il confronto tra i testi sacri per ricavare la sua profezia; ma l’istanza del Regno, pur confusa, presente nelle preghiere, è l’anelito più forte della cristianità volta al cambiamento radicale. Il ciclo adamitico deve finire, e forse proprio la sua fine è imminente.

Savuto’s fair per Pino Miniaci, Arte, Memoria e Cultura nella Valle del Savuto

Dal 28 al 30 agosto 2026 i Comuni di Malito e Grimaldi ospitano la prima edizione della manifestazione promossa da SeminAria culture e dalla famiglia Miniaci-Pizzuti.

MALITO – GRIMALDI (CS) – Prende il via il 28, 29 e 30 agosto 2026 la prima edizione di “Savuto’s Fair per Pino Miniaci”, una tre giorni di incontri, mostre, reading letterari, musica e trekking artistici a cura dell’associazione SeminAria culture, in collaborazione con la famiglia Miniaci-Pizzuti e sotto la direzione artistica di Pierluigi Pedretti.

Un gioco di parole tra fiera, equità e memoria
L’evento gioca volutamente sul doppio senso del titolo in inglese: “Savuto’s Fair” è sia la storica Fiera del Savuto, sia l’affermazione che “Il Savuto è giusto, equo e leale”. Un luogo di incontro e dialogo situato in una delle vallate più ricche di storia e natura della Calabria, teso a coniugare il commercio plurisecolare con i valori della giustizia sociale, della solidarietà e dell’arte. La manifestazione è dedicata alla memoria di Pino Miniaci, artista legato a questi luoghi, nato a Grimaldi e vissuto a Malito.

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO
Venerdì 28 Agosto – MALITO
Ore 17:30 – Apertura ufficiale: Presso il Monumento ai caduti (opera di Pino Miniaci) in Piazza del Popolo. Saluti istituzionali del Sindaco di Malito, dott. Franco De Rosa, e di Anna Petrungaro, presidente di SeminAria culture.
Ore 18:00 – Casa d’artista: Visita allo studio Miniaci in località Petrara di Malito.
Ore 18:30 – Mostra d’arte e fotografia: Esposizione delle opere di Pino Miniaci, Maria Naccarato e Franco Daddo Scarpino, con introduzione di Ludovica Miniaci e Pierluigi Pedretti.
Ore 19:00 – Serata Iniziale – “La parola ai poeti”: Presentazione a cura di Antonietta Malito con interventi dei poeti:
Giuseppe Condorelli (Do funnu di quali notti, Le Farfalle ed.)
Anna Petrungaro (Gratis et Amore. Poesie erotiche, Efesto ed.)
Mario Saccomanno (Rimango fedele alla terra, Interno libri ed.)
Ore 20:00 – Musica open air: Il canto di Mario Saccomanno.
Ore 20:30 – Buffet di benvenuto: A cura della famiglia Miniaci/Pizzuti.

Sabato 29 Agosto – GRIMALDI / MALITO
Ore 09:30 – Matinée a Grimaldi: Saluti del Sindaco ing. Paolo Stilla presso il Palazzo Comunale.
Ore 09:45 – Percorso d’artista: Trekking urbano nel centro storico lungo La Via Crucis di P. Miniaci. Conduce Antonietta Malito; testi di Pierluigi Pedretti letti da Michele Andronico e Franco Araniti.
Ore 12:30 – Aperitivo/Rinfresco: Offerto dall’Amministrazione Comunale di Grimaldi presso il Loggione del Palazzo Comunale.
Ore 17:00 – Sera d’arte e scrittura (Loc. Petrara, Malito): Mostra d’arte e fotografia – La parola agli artisti.
Ore 18:00 – La parola agli scrittori:
Presentazione del libro di Francesca Anili (La terra non ha memoria, ilfilorosso ed.) con Michele Andronico. Intermezzo musicale al sax di Emanuele Germanese.
Presentazione del libro di Mauro F. Minervino (Le strade, la vita, Scholè ed.) con Giuseppe Condorelli e Pierluigi Pedretti.
Ore 19:30 – Musica & Convivialità: Sax open air di Emanuele Germanese e chiacchiere conviviali con aperitivo.

Domenica 30 Agosto – GRIMALDI
Ore 08:00 – Matinée “I luoghi del cuore di Pino Miniaci”: Trekking d’artista con raduno dei partecipanti in Piazza Mancini e partenza verso Monte Santa Lucerna.
Ore 09:00 – Salita al monte: A piedi verso il monte “sacro” guidati da Rosario Pedretti.
Ore 12:00 / 13:00 – Colazione al sacco e rientro in paese.
Ore 18:00 – Serata Conclusiva (Palazzo Municipale): Presentazione del libro “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica” (Rubbettino ed.) di Fabrizio Mollo, archeologo dell’Università di Messina. Dialogano con l’autore Bruno Pino e Pierluigi Pedretti.
Ore 19:30 – Saluti finali.

Patrocini e Ringraziamenti
L’evento è organizzato grazie alla sinergia tra SeminAria culture e la famiglia Miniaci-Pizzuti, con il patrocinio e contributo del Comune di Grimaldi, il patrocinio del Comune di Malito, il supporto logistico della Pro Loco di Grimaldi APS e il sostegno di Mondadori Bookstore (Piano Lago – Mangone).

Info e Canali Social:
Instagram: @savutosfair
Direzione Artistica: Pierluigi Pedretti

Il peso delle parole: da umili a ultimi, la metamorfosi del riscatto sociale

di Carmelina Sicari

Odo nelle cronache di questi giorni parole certo non nuove, ma che assumono un particolare valore, come un potente richiamo.

L’illusione dell’uguaglianza e i mille volti degli ultimi. Ultimi. Il Papa degli ultimi, e folle grandiose si mobilitano al richiamo che infine riconoscono come cardine dell’umanità. Non dovrebbero esserci ultimi nella scala sociale: è uno dei moniti — rimasto disatteso — della Rivoluzione Francese: Égalité, l’uguaglianza. Ma il termine ultimo è stato nella letteratura edulcorato e travestito con termini più accettabili: umili, vinti, o come i malheureux (gli sventurati, gli infelici).

Le categorie letterarie e sociali | Gli Umili (Manzoni): di umili si parla per Alessandro Manzoni. C’è un saggio di Angelandrea Zottoli intitolato proprio “Umili e potenti”. In effetti, nel romanzo manzoniano si contrappongono i potenti, alla cui balia vengono abbandonati gli umili: il peso della responsabilità e il giudizio della storia gravano su di loro. Ma gli umili non sono gli ultimi; umile è una categoria religiosa oltre che sociale, che allude a una virtù specifica: l’umiltà.

I Vinti (Verga): E poi ci sono i vinti. Qui non c’è alcuna aura religiosa. Su di loro — I Malavoglia verghiani, Mastro-don Gesualdo — pende la sorte, il fato. L’ombra del mondo classico si addensa inesorabile e cancella ogni loro sforzo, obbligandoli a una condizione di perenne emarginazione.

I Malheureux: I malheureux sono invece i protagonisti di una categoria politica, legati alla necessità di un riscatto sociale. «Sont la puissance de la terre» (Sono la potenza della terra). Si può amministrare il potere in loro nome, possono fornire la delega del potere, coprire il vuoto dei poteri tradizionali e legittimare i mutamenti.

Il ritorno del termine “Ultimi” | Gli ultimi prolungano questo elemento e varcano la soglia della modernità: ci raggiungono. La parola diviene nuova, si rinnova, acquista un nuovo vigore. È capace di emozionare, di interferire con la realtà e di muovere le folle.

“L’amico Geniale” in Sila Piccola. Il racconto ciclosofico di una pedalata nei boschi, di Pierluigi Pedretti

Postiamo un articolo di Pierluigi Pedretti che racconta una uscita in bici nella Sila Piccola, dove per caso incontra “Geniale”. “Sulu munti e munti ‘un se ‘ncontrenu”, il mio commento, mentre informo l’autore del pezzo, che l’amico Geniale lo conosco da un paio di anni. Geniale è un signore di Pentone e il nome Geniale è – meglio dire era – diffuso prevalentemente ad Aiello Calabro e dintorni. Dunque, come può una persona di un paesino in provincia di Catanzaro chiamarsi come il Santo Patrono di Aiello? La spiegazione c’è, e secondo lo scrivente, è verosimilmente questa: dal momento che anche il nonno del nostro si chiamava Geniale, e chissà forse anche il nonno del nonno (del nonno ecc.), potrebbe trattarsi di quel mastro ferraio che viene citato dal manoscritto di Geniale Maruca del 1763, come si può leggere dal ritaglio allegato. Buona lettura

I frutti scientifici del Centenario barbalonghiano: conferme, scoperte, riflessioni critiche. Appuntamento ad Aiello il 31 luglio

Aiello Calabro (CS) – Le celebrazioni dedicate a Pietro Barbalonga — scalpellino, architetto e artista siciliano che tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento operò in Calabria lasciando ad Aiello Calabro (da poco entrato nei “I Borghi più belli d’Italia”) un’impronta ancora oggi visibile nel patrimonio monumentale — ritornano ad Aiello per tracciare un primo consuntivo, dopo i diversi appuntamenti tenutisi in altri luoghi della regione (Paola, Cosenza, Scigliano).

L’appuntamento è in programma per venerdì 31 luglio 2026, alle ore 22.00, in Piazza Plebiscito, con l’incontro pubblico dal titolo “I frutti scientifici del Centenario barbalonghiano: conferme, scoperte, riflessioni critiche”. Dopo i saluti del Sindaco Luca Lepore e dell’Assessore alla Cultura Olga Terranova, interverranno il Can. Don Salvatore Fuscaldo, Direttore del Museo Diocesano di Cosenza, e Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore scientifico delle Giornate di studio e della mostra su Pietro Barbalonga, per tracciare un bilancio dei risultati scientifici e delle scoperte emerse nel corso delle iniziative.

Le celebrazioni per il quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga (1626-2026) si inseriscono nel più ampio progetto culturale “Sentieri d’Arte”, dedicato alla storia dell’arte rinascimentale in Calabria e finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’avviso “Attività Culturali – Annualità 2025”, con risorse POC 2014/2020 – Az. 6.8.3.

Il programma si era aperto il 23 aprile 2026 — data simbolica dell’anniversario della morte dell’artista — con una conferenza di apertura presso la Biblioteca Civica di Aiello Calabro. All’incontro, introdotto dal Sindaco Luca Lepore, hanno preso parte studiosi ed esperti chiamati ad approfondire il profilo umano e professionale di Barbalonga e il suo ruolo nella tradizione artistica locale. Nella stessa giornata è stato inoltre proiettato il documentario “Pietro Barbalonga da Messina ad Aiello Calabro”.

Il percorso è poi proseguito il 2 e 3 maggio 2026 con l’inaugurazione, presso Palazzo Giannuzzi (meglio conosciuto come Palazzo Cybo Malaspina) ad Aiello Calabro, della mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura: Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”. Dal 5 giugno al 22 luglio, l’esposizione si è trasferita a Cosenza presso l’Archivio di Stato, a testimonianza della sinergia tra il Comune di Aiello Calabro e le istituzioni culturali del territorio.

L’incontro del 31 luglio rappresenta un fondamentale momento di sintesi, offrendo l’occasione per fare il punto sulle conferme storiografiche, sulle nuove scoperte documentarie e sulle riflessioni critiche maturate grazie al lavoro degli studiosi e delle istituzioni coinvolte.

L’iniziativa gode del patrocinio e della collaborazione di numerosi enti e istituzioni: l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, l’Archivio Storico Diocesano, il Museo Diocesano di Cosenza, la Concattedrale Maria SS. di Romania di Tropea, il Ministero della Cultura, l’Archivio di Stato di Cosenza, la Basilica Santuario di San Francesco di Paola, il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, l’Istituto Italiano dei Castelli (sez. Calabria) e l’Istituto Comprensivo Amantea-Campora-Aiello Calabro.

Ulteriori iniziative in programma per l’anno barbalonghiano si svolgeranno nelle prossime settimane.

Profilo sintetico dell’artista Pietro Barbalonga | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto per la prima volta ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la Cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenendo una figura di primo piano nella vita artistica locale.
Nel corso degli anni ricevette numerose committenze per cappelle, sepolcri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del Convento di Santa Chiara ad Aiello. Oltre all’attività scultorea, rivestì un ruolo centrale come architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una vera e propria bottega per formare numerosi apprendisti nell’arte dello scalpello e del disegno. Il suo stile si colloca nella transizione tra Rinascimento e Barocco, con influenze della scuola messinese e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella chiesa Matrice, a testimonianza del prestigio sociale raggiunto nella comunità d’adozione.

Contatti
Ufficio stampa & social media | tillesino@gmail.com | 349 5767435
Per maggiori informazioni: https://pietrobarbalonga2026.wordpress.com/

Inaugurato il Parco Museo Kolbe di S. Pietro in Amantea, 18 luglio 2026

Album foto

Sabato 18 luglio è stato inaugurato il Parco Museo Kolbe della Comunicazione, un nuovo spazio culturale che apre le proprie porte a San Pietro in Amantea con l’obiettivo di raccontare l’evoluzione della comunicazione umana attraverso un patrimonio unico di strumenti, documenti e tecnologie che attraversano secoli di storia.

Il museo rappresenta la realizzazione del grande progetto di Fra Pio Marotti, frate francescano che ha dedicato la propria esistenza alla ricerca, alla divulgazione e alla conservazione della memoria tecnologica della comunicazione. Per decenni ha raccolto, restaurato e custodito migliaia di reperti provenienti da ogni parte del mondo, convinto che comprendere come l’uomo abbia imparato a comunicare significhi comprendere anche la sua evoluzione culturale e sociale.

Alla sua scomparsa, avvenuta il 14 settembre 2025, il patrimonio costruito con passione nell’arco di una vita non è andato disperso. Al contrario, grazie all’impegno di quanti hanno creduto nel valore della sua opera, quella collezione diventa oggi un museo aperto alla collettività: un luogo di studio, divulgazione e incontro, destinato a trasformarsi in un punto di riferimento per studenti, ricercatori, appassionati e visitatori.

L’inaugurazione ha preso il via al Museo Arte Orafa, ospitato nell’ex Chiesa di San Bartolomeo, con una lecture del prof. Riccardo Barberi, ordinario di Fisica Applicata presso l’Università della Calabria, dedicata al rapporto tra scienza, tecnologia e comunicazione.

E’ seguita una tavola rotonda coordinata dal prof. Antonio Viscomi, ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università Magna Graecia e vicepresidente di Entopan, momento di confronto sul ruolo della comunicazione come motore di sviluppo culturale, sociale e scientifico.

Al termine dell’incontro il pubblico si è trasferito al Parco Museo Kolbe della Comunicazione, in Contrada Muglicelle, dove si è svolta la cerimonia ufficiale con il taglio del nastro.

La serata è proseguita con un’apericena a buffet e con il concerto dell’Orchestra di Fiati Mediterranea Città di Amantea, in un momento di festa aperto alla cittadinanza.

Un museo che racconta come cambia il mondo | Il Parco Museo Kolbe della Comunicazione custodisce centinaia di reperti che documentano la straordinaria evoluzione degli strumenti attraverso cui l’uomo ha imparato a trasmettere informazioni, conoscenza e cultura: dalle prime forme di stampa alle telecomunicazioni, dalla fotografia alla radio, dal telefono fino alle tecnologie digitali.

Il Patrimonio del Museo Kolbe rappresenta una “eccezionalità”, perché contemporaneamente si possono vedere qui raggruppati tanti oggetti esposti in molti Musei nel Mondo quali:
La Cittadella Galileiana di Pisa; Musei con Opere di Galileo Galilei in Milano e Firenze; Museo Arti e Mestieri di Parigi; Museo Rai della Radio e TV di Torino, Museo Radio Vaticana; Museo della Stampa in: Chania (Grecia), Soncino (CR), Prati (PC); Museo del Calcolo ed Informatica in: Pisa, Milano, Paterbon (Germania), Smithsorian (Washington – USA). La varietà dello spettro di oggetti collezionati e il loro significato nella evoluzione delle tecnologie ne fanno un esempio singolare nel panorama museale dell’Italia meridionale.

Il percorso museale quindi non è soltanto una raccolta di oggetti storici, ma un viaggio attraverso le idee che hanno trasformato il modo in cui le persone si incontrano, dialogano e costruiscono relazioni. Ogni strumento racconta un passaggio fondamentale dell’ingegno umano, mostrando come ogni innovazione abbia cambiato il nostro modo di vivere il tempo, lo spazio e la società.

Inserito nel paesaggio di San Pietro in Amantea, il museo nasce con la volontà di diventare un luogo vivo, aperto alla ricerca, alla didattica e alla divulgazione, capace di dialogare con scuole, università e visitatori provenienti da tutta Italia.

L’eredità di Fra Pio Marotti | Fra Pio Marotti amava ripetere che gli strumenti della comunicazione non sono semplici oggetti, ma testimonianze della capacità dell’uomo di costruire ponti tra persone, culture e generazioni.

L’inaugurazione del Parco Museo Kolbe rappresenta il compimento di quel pensiero e restituisce alla comunità l’eredità di un uomo che ha trasformato una passione personale in un patrimonio collettivo. Dal 18 luglio quel patrimonio non sarà più soltanto il frutto di una vita dedicata alla ricerca e alla conoscenza, ma diventerà una nuova occasione di crescita culturale per il territorio, affinché il sogno di Fra Pio continui a parlare alle generazioni future.

Per maggiori info: https://www.pmkolbe.it/

Inaugurazione del Parco Museo Kolbe a San Pietro in Amantea

San Pietro in Amantea (CS) – Il 18 luglio 2026, alle ore 18:00, si terrà l’inaugurazione del Parco Museo Kolbe a San Pietro in Amantea.

L’evento si aprirà presso il Museo Arte Orafa (ex chiesa di San Bartolomeo), dove avrà luogo una lecture curata dal Prof. Riccardo Barberi, ordinario di Fisica Applicata presso l’Università della Calabria. La tavola rotonda sarà coordinata dal Prof. Antonio Viscomi, ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università Magna Græcia e vicepresidente Entopan. All’incontro sono invitate le autorità civili e religiose del territorio.

A seguire, i partecipanti si sposteranno presso il Parco Museo Kolbe (Contrada Muglicelle, 7) per la cerimonia ufficiale di inaugurazione, che vedrà il tradizionale taglio del nastro e il concerto dell’Orchestra di Fiati Mediterranea – Città di Amantea.

Per agevolare gli spostamenti tra il Museo Arte Orafa e il Parco Museo Kolbe, l’organizzazione mette a disposizione un servizio navetta gratuito.

Per maggiori informazioni è possibile visitare il sito web www.pmkolbe.it o seguire i canali social ufficiali utilizzando l’hashtag #pmkolbe.

Contatti:
Sito web: www.pmkolbe.it
Social: #pmkolbe

Aiello Calabro festeggia la Madonna delle Grazie 1 e 2 luglio 2026 | Galleria foto & video

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Finissage della mostra documentaria su Pietro Barbalonga all’Archivio di Stato di Cosenza

COSENZA – Lo scorso venerdì 19 giugno 2026, con il finissage della mostra documentaria dedicata a Pietro Barbalonga si è conclusa “Segni di pietra, memorie d’archivio”, organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (4 maggio – 19 giugno 2026).
Il convegno conclusivo, frutto della collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, è iniziato con i saluti istituzionali di Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza) e Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro). Era presente e ha portato i suoi saluti anche il direttore dell’Archivio di Stato di Catanzaro, Antonio Paonessa. Tra il pubblico, l’assessore Rosario Branda del Comune di Cosenza e, naturalmente, Olga Terranova e Giuseppe Rocchetta, rispettivamente vicesindaca e assessore del Comune di Aiello Calabro.
A seguire, gli interventi specialistici: la direttrice dell’Archivio di Stato, Maria Spadafora, che si è soffermata sulla documentazione notarile custodita nell’Archivio relativa ai contratti di lavoro di Pietro Barbalonga e all’attività della scuola di scalpellini di Aiello nei primi del Seicento; Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore scientifico delle celebrazioni barbalonghiane, che ha presentato una rassegna sulla città ducale di Aiello e le sue emergenze artistiche; Dina Caligiuri, architetto e studiosa di Barbalonga, che ha parlato in particolare del palazzo Giannuzzi (conosciuto come Cybo-Malaspina) decorato dal Barbalonga; e infine Mario Panarello, storico dell’arte, docente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e socio del Centro studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali” di Napoli, il quale ha approfondito l’aspetto artistico della magnifica Cappella Cybo di Aiello Calabro. I lavori sono stati introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.
“È stato un convegno di grande valore umano e culturale, capace di far emergere con profondità la vita e le opere dell’artista. Con sincera emozione — ha dichiarato il sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore — sono intervenuto per ribadire quanto sia importante continuare a far conoscere e valorizzare la figura di Pietro Barbalonga nel 400° anniversario della sua morte. Un maestro che ha lasciato tracce preziose e diffuse in tutta la Calabria: un patrimonio di bellezza e identità che abbiamo voluto raccogliere in un’importante mostra”.
La mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”, allestita nel chiostro dei Paolotti dal 5 giugno, continuerà per tutto giugno e i primi giorni di luglio, prima di tornare ad Aiello.

Ufficio Stampa
Email: tillesino@gmail.com
Web: pietrobarbalonga2026.wordpress.com

Lunga Notte delle Chiese 2026. Il “putridarium” di San Domenico a Cosenza

Per la Notte delle Chiese 2026, il 5 giugno, a Cosenza, abbiamo potuto accedere allo “scolatoio” di San Domenico, sotto il Complesso Monumentale di Piazza Tommaso Campanella. Si tratta di un putridarium (o camera funeraria di scolo) sotterraneo, risalente al XIII secolo, un ambiente ipogeo utilizzato in passato per la scolatura e il disseccamento – per 12/24 mesi – dei corpi dei frati defunti, prima di essere sepolti.

Album foto

Per approfondimenti, a seguire, linkiamo i post di Esplorazioni Cosentine e Mistery Hunters.