Arriva in Calabria il ciclone Lannes. Il 9 febbraio, alla Cgil di Piazza Vittorio a Cosenza, conferenza stampa sulle navi dei veleni

Dal Forum delle Associazioni ambientaliste della Calabria, organizzatrici della grande manifestazione di Amantea il 24 ottobre 2009, riceviamo e diffondiamo.

Gianni Lannes (nella foto) è un giornalista libero ed indipendente della Puglia, direttore del giornale on line www.italiaterranostra.it. Vive da 24 anni in Italia. Diverse le sue collaborazioni con testate nazionali quali:

L’Espresso, Panorama, Famiglia Cristiana, Avvenimenti, Diario, La Repubblica, Il Corriere della Sera, L’Unità, Il Manifesto, Liberazione, La Gazzetta del Mezzogiorno, Medicina Democratica, La Nuova Ecologia.

Si occupa – indagando sul campo a livello internazionale – delle seguenti tematiche: traffico di armi tra Stati, commercio di esseri umani, ecomafie a livello planetario, mafie istituzionali.

A partire dal 29 giugno 2009 ha subito tre attentati preceduti da una minaccia di morte. Mandanti ed esecutori materiali vanno ricercati negli apparati deviati dello Stato italiano.

Ad aprile 2010 presenterà a Roma e a Strasburgo in conferenza stampa il dossier “NAVI DEI VELENI” (Adriatico, Jonio, Tirreno).

Il 9 febbraio a Cosenza darà un’anticipazione sulle navi Catania e Cunski. Prove alla mano smaschererà pubblicamente le menzogne del governo Berlusconi in materia.

Nel suo ultimo libro  Lannes parla di navi dei veleni e della tragedia del Francesco Padre. Scrive Andrea Purgatori nella prefazione del libro: «La tragedia insabbiata del Francesco Padre è un paradigma, uno dei tanti, nei quali ci si imbatte sfogliando la cronaca, anzi la storia ormai, dell’Italia più recente. Una storia di semplici marinai e di malintesa ragion di Stato (di tanti stati, talvolta). Di segreti apposti dall’alto o semplicemente applicati in base alla consegna militare del silenzio, che ha quasi sempre impedito di penetrare il coverup applicato a molti pasticci che avrebbero potuto mettere in discussione la sudditanza delle nostre forze armate (e dei nostri governi) rispetto a strutture sovranazionali come l’Alleanza Atlantica. Non è un caso che gli snodi impossibili dell’indagine sulla fine del “Francesco Padre” ricordino in modo impressionante la tecnica del muro di gomma che da trent’anni impedisce di svelare il retroscena della strage di Ustica. E di accertare le responsabilità dirette o indirette di alcuni nostri alleati o partner commerciali nello scenario di guerra di quella notte. Anche la notte del 4 novembre 1994, non era una notte qualsiasi».

Nel libro Gianni Lannes presagisce quello che è accaduto recentemente riguardo alla nave Cunsky davanti il mare di Cetraro. Una nave affondata dalla ndrangheta e riaffondata dal governo Berlusconi. 

Il Forum delle Associazioni ambientaliste della Calabria, organizzatrici della grande manifestazione ad Amantea il 24 ottobre 2009 riportano l’attenzione sulla questione delle navi dei veleni tossici.

Gli incontri con Gianni Lannes saranno l’occasione per rilanciare la tematica e riportare l’attenzione dei media.

Calendario delle iniziative con Gianni Lannes

  • COSENZA, 9 febbraio ore 12 – Conferenza stampa di presentazione nella Sala CGIL di Piazza Vittorio;
  • AMANTEA, 9 febbraio ore 19 – Palace Hotel Mediterraneo, presentazione del libro di G. Lannes a cura del Comitato Natale De Grazia. Intervengono: Gianfranco Posa, Alfonso Lorelli e l’Autore;
  • COSENZA 10 febbraio ore 10:30 Incontro all’Unical Aula Filol8, incontro presentato da Guerino Nisticò;
  • COSENZA 10 febbraio ore 17 Libreria Ubik, incontro presentato da Francesco Cirillo;
  • CETRARO 11 febbraio ore 18  Palazzo del Trono;
  • REGGIO CALABRIA 12 febbraio  ore 17 presso la sede dell’Associazione piccola Opera Papa Giovanni Onlus, Via Vallone Mariannazzo; Presenta Nuccio Barillà di Legambiente, Domenico Nasone coordinatore Regionale Associazione Libera;
  • PAOLA – DATA DA DEFINIRE

LAMETIA TERME, DOMENICA 6 DICEMBRE 2009. FORUM DELLE ASSOCIAZIONI MOVIMENTI E COMITATI

A seguito della grande manifestazione del 24 ottobre ad Amantea, che ha visto la partecipazione di oltre 30 mila persone giunte da tutta la Calabria,  per i movimenti della Calabria si è posta la necessità di coordinare meglio le proprie forze e risorse sparse su tutto il territorio per cercare di dare un’unica identità.
Vogliamo promuovere una mobilitazione generale ed avviare una discussione permanente, che coinvolga tutti i movimenti presenti nella nostra regione, puntando a sollevare le problematiche legate alla tutela dell’ambiente nella regione Calabria (bonifiche, difesa delle risorse comuni, ciclo dei rifiuti, aggressione delle coste, etc.), per chiedere la tutela di tutti i beni comuni, dall’acqua, alla salute, alla cultura, al lavoro, all’ambiente.
Ad Amantea, il 24 ottobre scorso, le Associazioni, i Comitati ed i Movimenti di tutta la Calabria, hanno tracciato un percorso lineare e coeso,  che parte da semplici e chiare richieste rispetto alla tutela della salute ed il recupero ambientale del territorio di tutta la regione Calabria. Ed in particolare:
  • la bonifica immediata, in tempi certi e con procedure trasparenti, di tutti i siti inquinati sino ad oggi individuati in Calabria;
  • il monitoraggio ambientale permanente di terra, aria e acqua, partendo da uno studio epidemiologico e tossicologico da effettuarsi su tutta la popolazione residente in prossimità dei siti inquinati, ma anche nelle aree dove sussistono ragionevoli dubbi tuttora di contaminazione e/o inquinamento in Calabria;
  • verità e certezza su responsabilità civili, penali e politiche di chi, negli anni ha inquinato, lucrato e permesso lo sfruttamento indiscriminato e senza scrupoli del territorio calabrese;
  • la moratoria sui rifiuti affinché si realizzi un nuovo Piano di smaltimento basato sulla riduzione dei rifiuti prodotti e sulla reale raccolta differenziata spinta, evitando così che si realizzino nuove discariche, inceneritori o altre opere invasive sul  territorio regionale;
  • la moratoria sulla costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina e su tutte quelle opere di cementificazione selvaggia delle coste e del paesaggio calabrese;
  • impedire lo sfruttamento energetico intensivo e non eco-compatibile del territorio di tutta la Calabria;
  • la difesa dell’acqua come bene comune, attraverso il riconoscimento negli ambiti comunali, provinciali e regionale del diritto umano all’acqua e del servizio idrico integrato con un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica;
  • innalzare il livello d’attenzione per prevenire infiltrazioni ed appetiti mafiosi troppo spesso presenti nella realizzazione di opere pubbliche, nella gestione del ciclo dei rifiuti ed, in generale, nell’intera economia calabrese.

Di fronte a queste richieste e di fronte ai tanti disastri ecologici accertati, ed a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora le istituzioni non si sono mosse per come avrebbero dovuto e soprattutto per tutelare gli interessi dell’intera popolazione.

La lentezza delle iniziative governative, rispetto alle bonifiche da effettuare sui tanti siti contaminati dei nostri territori e all’avvio di una campagna organica di ricerca di tutte le navi dei veleni inabissati nei nostri mari,  incomincia a preoccupare ed a far sospettare tentativi di depistaggi programmati e di disinformazione.
A risolvere i problemi connessi a questo quadro allarmante fatto da disastri ecologici ed ambientali diffusi su tutto il territorio regionale non può bastare la buona volontà e l’attivismo di un singolo Procuratore della Repubblica o di un assessore regionale, spesso lasciati senza risorse e mezzi.
Non chiediamo rassicurazioni, ma verità provate e dimostrabili, senza alcun elemento di incertezza, soprattutto a noi tutti che siamo i primi soggetti colpiti da questa catena di episodi inquietanti.
Crediamo sia indispensabile, per rendere sostenibile il futuro della nostra regione, essere riconosciuti quale parte attiva entrando nel processo di programmazione e di gestione del ciclo dei rifiuti, dell’energia, dell’acqua, dell’urbanistica e delle problematiche legate alla tutela dell’ambiente e del territorio.
Da qui, dunque, l’idea di costruire un forum di discussione, un luogo fisico dove uomini e donne, soggetti collettivi, associazioni e movimenti di questa regione, possano confrontarsi, dialogare e proporre iniziative concrete per un’azione più incisiva e risolutrice dei problemi.
Dobbiamo discutere e tracciare un percorso, il più unitario possibile, teso a denunciare la crisi ambientale e sanitaria procurata dalla nociva gestione del ciclo dei rifiuti, dalle attuali forme di produzione dell’energia basate quasi esclusivamente su processi di combustione e da una miope politica che punta a realizzare infrastrutture faraoniche dimenticando le reali esigenze dei territori. Viceversa occorre favorire uno sviluppo vero della Calabria che crei nuove possibilità occupazionali, che rispetti e recuperi il nostro territorio, che migliori le condizioni di vita dei calabresi, che difendi l’ambiente e la salute dei cittadini e che tuteli i Beni Comuni e gli interessi concreti delle nostre comunità.
Il Forum punterà, dunque, ad approfondire le tante emergenze ambientali della nostra regione ed a proporre soluzioni condivise. Proprio a questo fine e per facilitare la partecipazione di tutti ma soprattutto per giungere a conclusioni propositive e concrete, il Forum si strutturerà in quattro gruppi di lavoro, che affronteranno le principali vertenze ambientali. Ed in particolare:
1) Acqua e beni comuni
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulla tutela dei beni comuni in Calabria ed in particolare lo sfruttamento economico delle risorse idriche della regione.
2) Navi dei veleni e rifiuti tossici
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulle problematiche legate allo smaltimento illegale dei rifiuti tossici in Calabria (Navi dei veleni, scorie nucleari, scorie industriali “Marlane”, il caso Crotone, Cerchiara, Sibari, Cassano Ionio, Amantea – valle del fiume Oliva, Cetraro, etc.)
3) Ponte e infrastrutture
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sulla situazione relativa al progetto di costruzione del ponte sullo Stretto e su tutti gli altri progetti di opere faraoniche, speculative ed aggressive del territorio che proliferano nella regione Calabria. In questo gruppo di lavoro si coordineranno, anche, tutte le azioni legate alla manifestazione del 19 dicembre a Villa San Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
4) Ciclo dei rifiuti ed energie
In questo gruppo di lavoro si approfondirà la discussione sul ciclo dello smaltimento dei rifiuti in Calabria (Commissariamento, piano regionale, società miste, discariche, inceneritori ed impianti di smaltimento) e sullo sfruttamento energetico intensivo del territorio.

La discussione nei gruppi di lavoro sarà la base su cui costruire le decisioni da prendere in assemblea plenaria e che riguarderanno anche le prossime iniziative da avviare in Calabria. 
I lavori del Forum punteranno soprattutto a:
1) Preparare un LIBRO BIANCO sull’emergenze ambientali della Calabria. A questo scopo sarà necessario che  tutti i partecipanti realizzino una descrizione dettagliata dei problemi ambientali dei propri territori.
2) Organizzare al meglio la partecipazione e lo svolgimento della manifestazione del 19 dicembre a Villa San Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
3) Avviare una discussione su come costruire una vertenza ambientale che investa tutta la Calabria
4) Decidere la denominazione che accomuni le rivendicazioni e le proposte dei comitati e delle associazioni calabresi partecipanti al Forum.

ORARI E LAVORI

DOMENICA 06 DICEMBRE – LAMEZIA TERME
Ore 9:00  Registrazione partecipanti 
Ore 9:30  Apertura dei lavori dell’Assemblea Plenaria e presentazione delle iniziative da intraprendere, lettura del documento base e composizione dei gruppi di lavoro 
Ore 10:30 Avvio dell’attività dei gruppi di lavoro 
Ore 13:00 Pausa pranzo (colazione a sacco a carico dei partecipanti) 
Ore 14:00 Ripresa dei lavori in Assemblea Plenaria 
Ore 15:00 Fine dell’attività dei gruppi di lavoro 
Ore 15.30 Dibattito in Assemblea Plenaria sul lavoro dei gruppi di lavoro – Proposte e deliberazioni finali

 ORGANIZZATO DA
(Altra Lamezia / ARCI Crotone / Associazione Confronti  / Ass. Paolab / Associazione Ambientalista “Il riccio” – Castrovillari / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / Casa della Legalità – Lamezia /CGIL Amantea / Centro Sociale “La Riscossa” / Cib Unicobas / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Collettivo Universitario “P2 – Occupata Comitato Civico “Natale De Grazia” / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”/ c.s.o.a. “A. Cartella”/ FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / Movimento Ambientalista del Tirreno / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” – Crotone / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso”/ Rete No Ponte / Rosso Cetraro /  Rua Sao Joa – Lamezia Terme / TerritoRio T)

Bonifica e messa in sicurezza dei territori, sit-in dei movimenti ambientalisti davanti le prefetture calabresi



Dal Comitato Civico De Grazia riceviamo e diffondiamo
Stamani la Calabria che protesta contro l’avvelenamento e il degrado progressivo dei propri territori è ritornata in piazza. Questa volta, dopo la manifestazione del 24 ottobre scorso ad Amantea, il popolo degli ambientalisti ha chiesto l’attenzione delle istituzioni sulle tante “sinistre” vicende di inquinamento e di deturpazione del paesaggio calabrese che negli anni hanno devastato la regione. In contemporanea in tre Prefetture calabresi, quella di Cosenza, Reggio Calabria e Crotone, ed a seguire nel pomeriggio in quella di Catanzaro e di Vibo Valentia, rappresentati dei principali movimenti, associazioni e comitati che hanno organizzato la manifestazione di Amantea, hanno protestato contro lo stato di abbandono a cui è stata condannata la Calabria. Ad iniziare dalla superficiale e sbrigativa risposta offerta dal Governo nazionale sulla vicenda delle “navi dei veleni” di Cetraro. Secondo le tante sigle ambientaliste presenti davanti ai Palazzi del Governo presenti in Calabria si è voluto frettolosamente chiudere un capitolo molto più vasto e che non interessa solo l’inquinamento del mare calabrese attraverso lo smaltimento illecito di sostanze tossiche e radioattive. Ai prefetti delle cinque province calabresi gli ambientalisti hanno consegnato materiale di rivendicazione del diritto alla salute che ogni cittadino calabrese dovrebbe vedersi automaticamente riconosciuto. Non è possibile assistere impotenti alla lenta agonia di una regione intossicata da ogni sorta di rifiuto nocivo, devastata da una speculazione edilizia senza regole, dalla svendita delle proprie risorse naturali vitali come l’energia e l’acqua e da una pessima gestione del rifiuti solidi urbani. Ai rappresentati delle istituzioni gli ambientalisti calabresi hanno chiesto di essere ascoltati e fatti partecipi del processo decisionale delle prossime politiche che interessano la regione.
Proprio per coordinare al meglio le prossime iniziative ed unificare gli sforzi nella difesa di questa terra le associazioni ambientaliste, i movimenti, i comitati calabresi si incontreremo il 6 dicembre, a Lamezia Terme, per creare un fronte comune contro la devastazione del territorio e del futuro stesso della Calabria. Subito dopo il 19 dicembre prossimo gli ambientalisti si ritroveranno tutti assieme a Villa San Giovanni, per dire no al Ponte sullo Stretto.

Tanti luoghi una sola voce 
(Altra Lamezia / ARCI Crotone / Associazione Confronti  / Associazione Paolab / Associazione Ambientalista “Il riccio” – Castrovillari / Associazione Universitaria “Udu Cosenza” / Beni Comuni Cosenza / Casa della Legalità – Lamezia /CGIL Amantea / Centro Sociale “La Riscossa” / Cib Unicobas / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale “Filol.8 – Azioni Manifeste” / Collettivo Universitario “P2 – Occupata” / Comitato Civico “Natale De Grazia” / Comitato Civico “Valle Oliva Terre a Perdere” / Coordinamento Calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”/ c.s.o.a. “A. Cartella”/ FORA di Cosenza / Forum Ambientalista / Movimento Ambientalista del Tirreno / Movimento “Terra, Aria, Acqua e Libertà” – Crotone / Progetto Universitario Unical – “Ateneo Controverso”/ Rete No Ponte / Rosso Cetraro / Rua Sao Joao – Lamezia Terme / TerritoRio T)  

Come muore un’inchiesta. Editoriale de Il Quotidiano della Basilicata del 30 ottobre ’09

di Paride Leporace

“Il caso Cetraro è chiuso”. Parole del procuratore nazionale antimafia Grasso. “Il relitto della nave è il piroscafo “Catania” affondato da un sottomarino tedesco nel 1917”. Con queste frasi dette in una conferenza stampa a Roma una pietra tombale rischia di far finire all’italiana una vicenda drammatica e inquietante che allunga ombre nel Paese dei misteri.

Sbaglierebbe ora il movimento per la verità sorto in queste settimane ad urlare al complotto senza avere elementi di conoscenza. Troppe approssimazioni hanno provocato una fermata intermedia negativa in un gioco dell’oca che fa di nuovo tornare tutto al punto di partenza.

Chi scrive segue questi fatti da molto tempo. Sulle attendibilità allegre del pentito Francesco Fonti si è scritto più volte in tempi non sospetti e con dovizia di particolari. Tutto inventato? Non mi pare. Il giallo della nave di Cetraro è stato gestito in malo modo dalla politica, dalla magistratura e da certa informazione che invece di fare chiarezza ha inseguito il titolo sensazionale comportandosi come quella controinformazione ideologica che invece di lavorare sulle notizie preferisce dogmi e invettive.

Il magistrato e l’assessore regionale all’ambiente calabrese che hanno scoperto il relitto, forse dovevano gestire meglio la notizia criminis, ma va dato atto che hanno operato a fin di bene. Le ricerche potevano essere più veloci.  Anche quelle di tipo storico.

E’ giusto ricordare alcuni punti fermi che saranno presto dimenticati. L’ammiraglio Branciforte capo del servizio segreto militare al Copasir ha dichiarato che 55 navi a perdere sono state affondate nel Mediterraneo. Forse bisogna cercarle e perseguire chi le ha affondato incassando anche i soldi delle assicurazioni.

Alla notizia del giorno se ne aggiunge un’altra. A Rotondella in Basilicata è accertato che materiali nucleari sono stati adoperati a beneficio di tecnici iracheni e pachistani. Non sappiamo come siano stati smaltiti. L’inchiesta del magistrato Pace ha condannato alcuni responsabili. Da Rotondella si dipana una storia internazionale che conduce al muro di gomma alzato per coprire il disastro aereo di Ustica. Ne ha scritto ieri il documentato giornalista dell’Ansa, Paolo Cucchiarelli, scovando anche un nuovo teste che vide un aereo in difficoltà. Potete leggere l’articolo sul nostro giornale ma immaginiamo che il resto della stampa trascurerà questo intreccio lontano e complesso. Ma non vogliamo che si dimentichi altro. L’inchiesta lucana ha un altro teste. Attendibile: il signor Garelli, passaporto diplomatico del Sahara spagnolo. Il pm Basentini pur chiedendo di archiviare l’inchiesta bis è riuscito a trovare riscontri certi sulla presenza di Garelli in Basilicata. Questo misterioso 007 ha avuto un periodo comune di detenzione con il pentito Fonti. Uno scenario possibile è che Fonti abbia acquisito notizie vere dal faccendiere internazionale, per poi presentarle come vissute in prima persona per trarne beneficio. Perché non s’interroga Garelli? Gli atti più semplici sono così difficili? L’inchiesta lucana al vaglio del gip di Potenza adesso sarà archiviata? A nostro parere sarebbe uno sbaglio. Ci sono filoni e persone che possono far svelare l’intrigo internazionale. La Commissione parlamentare per il ciclo dei rifiuti, la commissione Antimafia, il coordinamento della Dda che contempla una decina di Procure hanno delle strade possibili da percorrere. Dotandoli di mezzi e finanziamenti adeguati conducano ricerche in siti e fabbriche che producono rifiuti tossici e nucleari. Controllino smaltimenti antichi e recenti. Tutto dovrebbe essere documentato in termini di produzione. Ma a qualcuno interessa tutto questo nel paese dove anche i Verdi hanno pensato per anni a spartirsi posti di governo e sottogoverno e dove la polizia non ha i soldi per il carburante? Resterà qualche magistrato che lavora in solitudine, qualche giornalista motivato che non ama trascrivere veline e che continuerà a scavare come una talpa ostinata, gruppi di ambientalisti seri, le vittime dei disastri occultati nel nome del profitto e del quieto vivere?

“Il caso Cetraro è chiuso”. Temo che anche navi a perdere, nucleare connection, scambio di armi, omicidio Alpi ritorneranno ad essere un ingombrante matassa dimenticata.

Magari fino alla prossima variabile impazzita.

Pasolinianamente sapere senza prove nella nostra epoca non serve. Chi ha interesse e passione con coscienza continui a prestare la propria opera per la ricerca di una verità ad oggi monca di troppe risposte.

Manifestazione nazionale di Amantea. La soddisfazione del Comitato De Grazia che invita a non abbassare la guardia

AMANTEA – Il Comitato civico “Natale De Grazia” è soddisfatto per la riuscita della manifestazione nazionale del 24 ottobre ad Amantea, che ha registrato la presenza di oltre 30.000 persone: numeri che hanno di gran lunga superato le migliori aspettative.

Grande commozione tra i componenti del comitato e del presidente, Gianfranco Posa, quando all’avvio dell’evento il lungomare di Amantea è stato ufficialmente intitolato al Capitano Natale De Grazia, con la presenza della vedova dello stesso, la signora Anna Maria Vespia, che ha dichiarato che questa intitolazione “ha dato significato e valore al sacrificio del marito”.
La manifestazione, nonostante la pioggia incessante, che ha rischiato di comprometterne la riuscita, ha visto partecipare centinaia di associazioni, comitati, movimenti, sindaci, federazioni, sindacati, cooperative, studenti, lavoratori, bambini e personalità politiche locali e nazionali: tutti insieme in un lunghissimo corteo che ha dimostrato che le coscienze dei calabresi si sono risvegliate. Per questo straordinario risultato, il Comitato si sente unito a tutti i partecipanti, di ogni provenienza geografica e sociale e di ogni colore politico, che hanno dimostrato di saper superare le diversità ideologiche in nome di una causa comune davanti alla quale nessuno deve tirarsi indietro. E ringrazia le istituzioni, tutti gli operatori economici e i professionisti che con la loro disponibilità e l’impegno gratuito hanno reso possibile l’organizzazione dell’evento.
Si registra con rammarico la dichiarazione del Ministro Prestigiacomo, riportata a mezzo stampa, secondo cui l’evento avrebbe costituito un terreno fertile per strumentalizzazioni politiche. Il Comitato ribadisce che la manifestazione non è stata in nessun modo strumentalizzata: i politici presenti, che hanno aderito spontaneamente, hanno avuto il ruolo di spettatori  e hanno rispettato le volontà degli organizzatori, i quali avevano stabilito che non intervenissero sul palco.
Piuttosto, considerate alcune dichiarazione rilasciate alla stampa da esponenti di movimenti locali che non hanno partecipato all’organizzazione dell’evento, si auspica che nessuno utilizzi per propri fini il lavoro del comitato “Natale De Grazia” che da anni si adopera in un clima di assoluta apartiticità e vuole essere portavoce solo delle istanze della popolazione.
I cittadini, all’indomani della giornata del 24 ottobre, sono consapevoli di avere una nuova forza, determinata da questo straordinario momento di condivisione e partecipazione sentita dinanzi al pericolo costituito dalla presenza di rifiuti tossici per l’uomo e per l’ambiente. Ed è proprio in questa consapevolezza che  il comitato si appella a tutta la popolazione: non si abbassi la guardia, ma, al contrario, si proceda su questa linea; attendiamo con fiducia che gli organi preposti a far luce su questo caso lo facciano al più presto e con la massima chiarezza, ma siamo pronti, ove necessario, ad andare oltre i confini di Amantea. Roma e Strasburgo potrebbero essere le prossime tappe perché la Calabria attraverso questa manifestazione nazionale ha dato finalmente un’immagine diversa da quella che abitualmente viene descritta. Ed è questa Calabria dalla “faccia pulita” che rivendica il proprio innegabile diritto alla salute. 
Non riuscirà  il tentativo di far “sgonfiare” la protesta dei calabresi attraverso la costruzione di un “teorema” che stabilisca che la nave sotto i fondali di Cetraro non sia la Cunsky, che il pentito che ne ha permesso il ritrovamento sia inattendibile e che pertanto è inesistente il traffico dei rifiuti pericolosi e l’affondamento delle navi a perdere nel Mediterraneo. Non lasceremo che il sacrificio di Natale De Grazia, nel tentativo di ricercare la verità, sia stato vano. Pretenderemo una verità certa, documentata, provata e condivisa. Vi è certezza che una nave “fantasma” si trova sui fondali di Cetraro, una nave che nessuna carta nautica aveva mai censito e che è stata ritrovata grazie alle dichiarazioni di un pentito di ‘ndrangheta che dice di averla affondata con un carico di rifiuti pericolosi. Una nave su cui fino ad oggi c’è volontà di tenere segreti i risultati dei lavori che saranno effettuati, che probabilmente non vi è nessuna intenzione di recuperarla, nè di accertare cosa ci sia nei bidoni presenti nella stiva e sui quali invece i calabresi chiedono chiarezza.
Vi è soprattutto certezza della presenza sul territorio calabrese di sostanze tossiche nella Valle dell’Oliva non provenienti da industrie Calabresi, di territori a Crotone contaminati da rifiuti pericolosi su cui sono state costruite scuole, case e uffici, di fabbriche come la “Marlane” che hanno depredato fondi pubblici destinati alla Calabria, per impiantare laboratori industriali privi di ogni forma di sicurezza per la salute degli operai che sono stati avvelenati dalle sostanze utilizzate nei cicli di produzione.
Su tutte le situazioni di pericolo per la salubrità del territorio e la salute pubblica i cittadini calabresi pretendono chiarezza e il 24 ottobre lo hanno dimostrato qui ad Amantea.

Amantea, 26 ottobre 2009
Il Comitato civico NATALE DE GRAZIA

24 ottobre 2009, manifestazione Nazionale ad Amantea: “Basta veleni”. L’appello degli organizzatori a partecipare

Nessuno ci deve più imbrogliare! BASTA VELENI, DA AMANTEA UNA SOLE VOCE: Riprendiamoci la Vita, Vogliamo una Calabria Pulita!

Nella valle del fiume Oliva è stata accertata la presenza di un fortissimo tasso di radioattività; lo confermano i rilievi effettuati dall’Arpacal per conto della Procura di Paola, dai tecnici del Ministero dell’ambiente e dai Carabinieri del NOE.

Al largo di Cetraro è stata accertata la presenza di una nave affondata con tutto il suo carico di veleni, quasi certamente scorie tossiche e nucleari trasportate dalla Motonave Cunski, affondata dalla ‘ndrangheta per conto di bande assassine  e di chissà quali “servizi” nazionali ed internazionali.

Crotone le scuole, i piazzali, le abitazioni sono inquinate da materiale tossici che stanno avvelenando giorno dopo giorno principalmente i bambini. Questo materiale tossico proviene dalla Pertusola, fabbrica dimessa e mai bonificata, da dove sono partite le 35 mila tonnellate di ferriti di zinco ancora sepolti nella sibaritide.

Praia a Mare e nella fabbrica della morte Marlane sono state accertate 40 morti per tumore ed altri 40 colpiti da varie forme tumorali, mentre attorno alla fabbrica, al centro del paese, sono stati scoperti rifiuti tossici sotterrati.

Di fronte a questi disastri ecologici accertati, ed a quanti altri ve ne sono nella nostra terra e nei nostri mari, finora il governo nazionale non si è mosso per come avrebbe dovuto fare convocandosi in forma straordinaria ed urgente  e stanziando i fondi necessari.

Mentre si preoccupa di far ripartire la scelta nucleare già bocciata dagli italiani.

La lentezza delle iniziative governative incomincia a preoccupare ed a far sospettare tentativi di depistaggi programmati e di disinformazione, come è già avvenuto sulla vicenda della Jolly Rosso.

A risolvere i problemi connessi a questo disastro ecologico ed ambientale non possono bastare la buona volontà e l’attivismo di un Procuratore della Repubblica e di un assessore regionale.

Non chiediamo rassicurazioni ma verità provate e dimostrate a tutti noi che siamo i cittadini interessati colpiti da questa immane tragedia.

Non ci basta che venga misurata la radioattività presente ad Oliva ma vogliamo che vengano scoperti e portati alla luce tutti i materiali inquinanti sepolti in quella valle dell’inferno.

Non ci basta qualche prelievo fatto da una nave “ministeriale” al largo di Cetraro ma vogliamo che i fusti sepolti a 480 metri di profondità vengano tutti recuperati ed analizzati.

Vogliamo che vengano ricercate anche le altre “navi a perdere” affondate nei nostri mari con i loro carichi mortali.

Vogliamo che si faccia presto perché la nostra salute è ad alto rischio e sull’economia vi saranno ricadute negative pesantissime.

La mobilitazione della popolazione deve essere massima, continua e forte.

Le istituzioni locali e regionali , i politici tutti, che fino a ieri hanno fatto finta di non sapere cosa vi fosse nel fiume Oliva, a Cetraro, a Praia a Mare, oggi  devono fare la loro parte e seguire tutti i percorsi necessari a tenere alta la mobilitazione, compreso il compimento di atti eclatanti e formalmente poco ortodossi.

I sindaci in particolare devono vigilare uniti contro ogni tentativo di sottostimare il pericolo e di rabbonire le popolazioni senza ragion veduta.

Per tutto questo le associazioni ambientaliste, i sindacati , i comitati di base indicono per SABATO 24 OTTOBRE UNA MANIFESTAZIONE NAZIONALE AD AMANTEA CON PARTENZA ALLE ORE 9 DAL PIAZZALE EROI DEL MARE SUL LUNGOMARE NATALE DE GRAZIA DI AMANTEA.

Per chiedere al governo, alla regione, a tutti gli enti preposti che:

venga dichiarato dal governo lo stato d’emergenza in tutto il territorio costiero che va da Maratea ad Amantea e nei siti contaminati come Crotone e la sibaritide;

che vengano indennizzati tutti i pescatori della costa  e i contadini della valle dell’Olivo e tutte quelle categorie che vivono di turismo;

che venga effettuata un analisi epidemiologica in tutta la costa tirrenica e in tutta la regione venga istituito e reso pubblico il registro dei tumori;

che vengano dati mezzi e risorse alla regione Calabria perchè immediatamente vengano recuperate la nave Cunsky davanti Cetraro e la Yvonne davanti Maratea insieme al loro  carico radioattivo e tossico;

che venga bonificata tutta la valle dell’Olivo nei luoghi indicati e conosciuti dove risultano sepolti i rifiuti;

che vengano bonificati tutti i luoghi inquinati come il Fiume Oliva, Crotone, la sibaritide, Praia a Mare; 

che venga riaperta l’inchiesta sulla Jolly Rosso e vengano perseguiti i responsabili del tentato affondamento e si scoprano i responsabili del seppellimento dei rifiuti, delle ditte che vi hanno lavorato, di coloro che hanno depistato più volte l’inchiesta;

che venga aperta un’inchiesta per fare chiarezza sulla morte sospetta del capitano Natale De Grazia; 

che vengano ripresi i processi riguardanti i disastri ambientali giacenti nelle varie procure calabresi.

ORGANIZZANO: Comitato Civico Natale De Grazia, Movimento ambientalista del Tirreno, Forum Ambientalista, CIGL nazionale, CISL E UIL CALABRIA , WWF nazionale, Italia Nostra, RDB nazionale, ARCI Coreca, Federconsumatori, Non spegniamo la luce, Rosso Cetraro, Legambiente Nazionale, Comitato civico “Valle Oliva. Terre a perdere”.

ADESIONI: Albergatori Confindustria Calabria, Confederazione Cobas, Officina Creativa, Associazione Posidonia, Calabria Europea; Medicina Democratica, Il Manifesto.

PER ADESIONI ED INFORMAZIONI , TELEFONARE PRESSO LA CAMERA DEL LAVORO  DI AMANTEA:  Tel. Fax:  0982.424788 – Tel.: 0982.427954 o scrivere a: manifestazione@comitatodegrazia.org

Il Comitato De Grazia all'incontro di Campora. Mobilitazione dei calabresi, e collaborazione con la magistratura “dei tanti che sanno e stanno in silenzio”.


Comunicato stampa

I cittadini di Campora S.G.e dei paesi viciniori hanno risposto con una grande partecipazione  all’incontro organizzato dal Comitato “Natale DE GRAZIA”, domenica sera in piazza S. Francesco.
Tema della serata le problematiche dei siti a rischio del fiume Oliva e il ritrovamento della nave affondata a largo di Cetraro.
Preoccupato e intenso, ma egualmente lucido ed incisivo, l’intervento d’apertura  del Prof. Alfonso Lorelli ha toccato sia la storia delle vicende legate alla Jolly Rosso, vissute direttamente come uno dei fondatori del Comitato civico- unica ma significativa risposta della società civile già  dal 2004-, sia le ultime e preoccupanti vicende che rendono sempre più grave ed evidente l’aggressione avvenuta ai danni dell’ambiente e il costo subito dai territori a cominciare dalle vite umane: La vita umana non ha prezzo! recitava appunto uno degli slogans scelti dagli organizzatori.
Naturalmente grande vicinanza è stata espressa (anche negli altri interventi) al Procuratore di Paola Giordano e all’Assessore regionale Silvio Greco, e qualche inevitabile appunto alla inconcludenza dei tanti, specie della politica, che hanno trascurato più o meno volontariamente la gravità di queste vicende. Sottolineata, infine, dal Professor Lorelli, la necessità della mobilitazione dei calabresi, e la necessaria collaborazione con la magistratura “dei tanti che sanno e stanno in silenzio”. 
L’avvocato Marcello Nardi, del forum Ambientalista, ha proposto di riconvertire i finanziamenti destinati al porto di Diamante, opera inutile e che comporterebbe fra l’altro la distruzione di un’area  archeologica, all’opera di bonifica dei siti interessati dallo smaltimento dei rifiuti pericolosi sul territorio del fiume Oliva ed in mare.
Toccanti le dichiarazione di familiari e di ammalati di cancro, come quelle di Demetrio Metallo: “necessaria la collaborazione con Giordano e fondamentale l’accertamento della verità e la bonifica, che devono essere effettuate immediatamente per poter cominciare a lavorare alla ripresa del turismo e dell’economia”.
Mentre l’assessore provinciale all’ambiente Ferdinando Aiello mette a disposizione gli uffici dell’assessorato per le attività istituzionali del Comitato ed eventualmente è pronto a sostenere il costo dei pulmann che dovessero rendersi necessari per una trasferta a Roma per manifestare davanti alla sede del Parlamento. 
Significativo per vicinanza alla logica popolare e distanza dai professionismo della politica, l’intervento del sindaco di S. Pietro in Amantea , Gioacchino Lorelli, reduce dalla recente manifestazione organizzata proprio nel suo piccolo Comune con la presenti dei 21 sindaci del Tirreno cosentino e altri esponenti politici nazionali ed europei.
L’onere delle conclusioni al promotore e portavoce del Comitato De Grazia, Gianfranco Posa, che ha sottolineato le responsabilità dei calabresi sulle vicende che interessano il proprio territorio. Bisogna aprire gli occhi e non girarsi dall’altra parte quando l’ambiente, la “cosa pubblica” vengono minacciati.
Il delitto ambientale è  uno dei peggiori crimini che si possano commettere contro l’umanità. Ha poi esortato i partecipanti a prestare attenzione a chi rivolgono il proprio consenso: Le istituzioni sono figlie della società, una società sana genera Istituzioni oneste ed efficienti.
Infine ha reso omaggio alla figura del Capitano Natale De Grazia che ha sacrificato la vita per svelare a chi vive nei nostri territori e a tutti i calabresi quella verità che per venti anni è stata negata.
Proprio alcuni giorni addietro il comitato ha scritto alla Direzione nazionale antimafia e ad altre procure competenti di riaprire le indagini sulla morte di Natale De Grazia.
La manifestazione si è conclusa con la notazione di plauso fatta dal moderatore Guglielmo Garritano, all’impegno organizzativo di Egidio Veltri. 

Il comitato Natale De Grazia 

Vicenda Jolly Rosso e radioattività nella vallata dell'Oliva. A Campora un altro incontro per la mobilitazione

IN BREVE



CAMPORA SAN GIOVANNI – Terzo incontro, dopo Aiello e San Pietro in Amantea, per sensibilizzare le Comunità locali sulla brutta vicenda della radioattività nella vallata dell’Oliva.
All’incontro pubblico, seguito da molti cittadini di Campora e dei paesi vicini, hanno partecipato Alfonso Lorelli e Gianfranco Posa per il Comitato civico De Grazia di Amantea, Salvatore Amendola per lo Spi-Cgil di Amantea, e l’avvocato Marcello Nardi, legale del Forum Ambientalista.
Nel corso del dibattito, è stata ribadita la necessità di una mobilitazione di massa per non far scemare l’attenzione sulla questione e per ottenere in tempi brevi la bonifica dei luoghi. 
Tra le prossime iniziative, incontri nelle scuole e all’Università. E a breve, una manifestazione nazionale. 

Olivo radioattivo. Per "la vallata dell'inferno" serve una mobilitazione generale

(ph D. Amendola)

AIELLO CALABRO – Una mobilitazione generale che dovrà interessare tutte le comunità di Amantea, Campora S. G., S. Pietro in Amantea, Aiello Calabro, Serra d’Aiello, Cleto e altri paesi del circondario, per chiedere alle autorità competenti, governo in testa, la verità sulla vicenda della radioattività nella vallata del fiume Oliva, e l’immediata bonifica dei territori contaminati. Ma anche, uno screening delle patologie neoplastiche rivolto alle popolazioni interessate; e lo stato di calamità per mano criminale per tutte le attività produttive danneggiate da quello che si presenta sempre con più chiarezza – anche a seguito della scoperta della nave al largo di Cetraro – come un grave disastro ambientale.
Sono questi gli intendimenti espressi da più parti nel corso dell’assemblea pubblica promossa da AielloCalabro.Net, Cgil di Amantea, Comitato civico “De Grazia” di Amantea e Comitato ambientalista del Tirreno, tenutasi domenica sera ad Aiello Calabro, la cittadina nel cui territorio, in località Valle del Signore, ricade la cd collina dei veleni, dove potrebbero essere stati stoccati, secondo le indagini dirette dal procuratore di Paola, Bruno Giordano, i rifiuti radioattivi provenienti dalla Jolly Rosso, la nave spiaggiata ad Amantea nel dicembre del 1990.
Come era intenzione dei promotori, l’incontro – partecipato e seguito con costante interesse per oltre due ore e mezza – è servito certamente ad aumentare la consapevolezza sulla questione. Un primo passo, dopo quasi vent’anni di silenzi, teso al coinvolgimento attivo della comunità, e alla costituzione di un gruppo locale di sensibilizzazione a supporto di quanto sta già facendo meritoriamente il comitato De Grazia di Amantea.
Proprio sul necessario coinvolgimento di massa, in particolare, ha richiamato l’attenzione Sergio Genco. Nell’intervento conclusivo, il segretario generale della Cgil Calabria, presente al dibattito, non solo ha condiviso quanto era emerso dai contributi precedenti, ma ha ribadito la necessità della mobilitazione generale, per ottenere in tempi brevi la verità e la bonifica dei luoghi contaminati. 
Dello stesso avviso, Alfonso Lorelli del Comitato civico “Natale De Grazia”. Per Lorelli, che ha parlato di una percentuale molto alta di incidenza di mortalità per tumori nel comprensorio, bisogna attivarsi ad ogni livello, in ogni paese. Per tenere alta l’attenzione. E la rabbia. Senza farci «raggirare – aveva scritto qualche ora prima in una nota – da chi vuole rimuovere o nascondere il problema per ‘non rovinare l’economia della zona’ o per difendere il ‘buon nome del proprio Comune’». Non c’è, dunque, un allarmismo ingiustificato – ha aggiunto Gianfranco Posa, dello stesso comitato civico – come qualcuno vorrebbe far credere. E i risultati sinora conseguiti dalla Procura paolana, dimostrano che la preoccupazione, purtroppo, è più che motivata.
Ricco di spunti e particolari, il contributo di Francesco Cirillo. Il giornalista ,che tra i primi si è interessato alla vicenda della Jolly rosso, ha raccontato la storia della nave dei misteri, dell’inchiesta archiviata inspiegabilmente dopo pochi mesi; dell’intreccio internazionale del traffico di rifiuti tossici tramite le navi radioattive – o navi a perdere, come le chiama Lucarelli; e quella del capitano De Grazia che proprio durante le indagini sulla motonave Rosso muore per cause mai chiarite.
Sebbene assente per ragioni familiari, Piero Piersanti, segretario regionale della Cgil Medici ha voluto lo stesso dare il proprio apporto alla manifestazione, puntando l’attenzione sul ruolo delle istituzioni in questa vicenda, e denunciando “con fermezza le lacune che emergono”.
«La magistratura inquirente, ancora una volta – scrive Piersanti nel documento fatto pervenire agli organizzatori -, è costretta a riempire il vuoto lasciato da altre istituzioni. Ordina analisi e consulenze, ottiene in uso costose apparecchiature elettroniche, richiede fondi per eseguire prospezioni del terreno, aprendo così la porta al finanziamento della bonifica del sito. Pur ammirando il coraggio e la lungimiranza di questa Procura, e nel rispetto della sua autonomia d’iniziativa – aggiunge – , credo che sia lecito chiedersi se fare tutto questo spettasse ad essa piuttosto che ad altri».
Molti gli interventi che hanno animato il dibattito. Tra gli altri – esponenti di partito e ambientalisti – sono intervenuti il sindaco di Serra Cuglietta, il consigliere provinciale Morelli, ed il sindaco di Aiello Iacucci.

"Valle Oliva, Terre a perdere. Rifiuti, Salute e Timori". Se ne parlerà ad Aiello il 13 settembre prossimo



AIELLO CALABRO – “Valle Oliva, Terre a Perdere. Rifiuti, Salute e Timori”. È il titolo di un incontro che si terrà domenica 13 settembre (Piazza Plebiscito ore 17.30), nella cittadina tirrenica, per fare il punto sulla situazione, dopo le preoccupanti notizie che indicano la Vallata dell’Oliva contaminata da scorie nocive e radioattive.

Si parlerà della vicenda con “persone informate sui fatti”. Come il giornalista militante Francesco Cirillo, che segue dalla prima ora la vicenda della Jolly rosso, in relazione, forse, secondo le investigazioni della Procura di Paola, con i rifiuti rilevati nei pressi del fiume Oliva, tra i territori di Aiello Calabro, Serra D’Aiello e San Pietro in Amantea; con Paolo Orofino, giornalista de Il Quotidiano della Calabria e collaboratore de L’Espresso, il settimanale che nel tempo si è occupata dell’argomento, ed anche di recente, il 20 agosto scorso, con un articolo di Riccardo Bocca che ha fatto fare alla notizia il giro del mondo, richiamando l’attenzione di telegiornali come il Tg1 e di molte altre testate televisive e della carta stampata.
A relazionare circa le conseguenze sulla salute per la contanimazione ambientale e a rispondere alle eventuali domande che saranno poste durante l’assemblea pubblica, ci sarà Piero Piersanti, segretario regionale della Cgil Medici. Mentre a concludere la parte introduttiva, prima del dibattito che si svilupperà con i cittadini intervenuti, sarà Sergio Genco, attuale segretario generale di Cgil Calabria.
La discussione informativa sarà partecipata anche da Alfonso Lorelli e Gianfranco Posa, responsabili del Comitato civico “Natale De Grazia” di Amantea – attivo sulla faccenda Jolly rosso, già dall’agosto 2004 – che in questi giorni si è fatto promotore di una petizione “per chiedere alle più alte cariche dello Stato e alle autorità competenti in risanamento ambientale (Ministero Ambiente e Protezione civile) – si legge in un documento diffuso sul social network Fb – di rendere pubblici i risultati delle analisi tecniche e scientifiche condotte sui siti inquinati del fiume Oliva e di procedere all’immediata bonifica dei territori che risultano contaminati da rifiuti tossici e radioattivi” Una petizione che andrà avanti per tutto il mese di settembre e che dovrebbe a breve essere ospitata anche online.
Alla manifestazione – promossa dal sito web AielloCalabro.Net, Cgil di Amantea, Comitato “Natale De Grazia” e Comitato Ambientalista del Tirreno – sono invitati tutti i Cittadini, le Istituzioni e le Associazioni del Comprensorio.