In funzione le nuove sale operatorie a Castrovillari. Laghi: “Benissimo. Ora si reintegri il personale sanitario”

Il consigliere regionale, capogruppo di De Magistris Presidente, ha eseguito un’ispezione insieme al direttore sanitario dello spoke, per toccare con mano lo stato dell’arte.

“Sono andato stamane e fare un sopralluogo di presenza all’Ospedale di Castrovillari, per rendermi conto di persona della situazione delle sale operatorie e parlare di questo, e altri problemi, con il Direttore Sanitario di Presidio, Gianfranco Greco”. Così Ferdinando Laghi, capogruppo alla Regione di “De Magistris Presidente” a seguito dell’incontro in direzione sanitaria dello spoke di Castrovillari che ha da poco in funzione il blocco operatorio.

“Finalmente stamane è ripartita l’attività chirurgica – ha aggiunto Laghi - nel nuovo plesso operatorio, quello delle molte e fasulle inaugurazioni, che si attendeva da oltre quindici anni. Un passo avanti, dunque, per dare alle popolazioni del Pollino e dell’Esaro quei servizi di sanità pubblica tanto necessari quanto dovuti. Un plauso va ai vertici dell’ASP di Cosenza, cui spetta il merito della messa su strada delle nuove sale”.

Purtroppo non tutto è stato ancora risolto. Permane, infatti, il problema elettrico che ha bloccato il vecchio plesso operatorio, per cui tutte le attività sono state al momento spostate dal vecchio al nuovo, in attesa che attività chirurgiche e quelle specificamente ostetriche possano trovare ognuna giusta e propria collocazione. Naturalmente ora il problema si sposta dagli spazi al personale.

“Se si vuole che le sale operatorie, vecchie e nuove, vengano debitamente utilizzate, è necessario che ci sia un numero adeguato di operatori sanitari che le usino, visto che i pazienti in attesa sono numerosi – aggiunge ancora il consigliere regionale. L’interlocuzione col direttore Greco ha toccato comunque tutti gli aspetti del funzionamento del plesso ospedaliero da lui diretto ed in particolare quello relativo al personale sanitario, largamente insufficiente, non soltanto nelle discipline chirurgiche”.

“Spicca, tra gli altri aspetti, la quasi totale assenza dei direttori di unità operativa, ovvero i primari, che attualmente sono rimasti in due in tutto l’ospedale, la cui presenza è elemento fondamentale per l’organizzazione e la promozione di reparti e servizi. Ho inoltre ribadito – conclude il consigliere Laghi- al direttore Greco l’assoluta necessità dell'istituzione della UOC di Riabilitazione Intensiva Fisiatrica presso l’ospedale di Castrovillari. Un atto dovuto e previsto, anch'esso da troppi anni atteso dalle popolazioni del Pollino e dell’Esaro, e non solo. Un atto che potrebbe essere varato oggi stesso se le unanimi richieste del territorio, ribadite anche dai rappresentanti del locale Tavolo sulla Sanità - comprensivo di istituzioni, sindacati e associazioni, nella riunione con i vertici dell’ASP di Cosenza del 28 dicembre u.s. - fossero tenute in debito conto. Attendiamo comunque il nuovo incontro, già programmato per fine gennaio, ma non ancora convocato”.

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Laghi in visita agli ospedali di Corigliano-Rossano: “Assumere, assumere, assumere. L’Asp bandisca subito i concorsi”

Laghi "due poli per un unico spoke, penalizzante per la salute dei cittadini".

Fa tappa a Corigliano-Rossano il tour negli ospedali calabresi del consigliere regionale Ferdinando Laghi, in visita in entrambi i poli ospedalieri -"Compagna" e "Giannettasio"-, costituenti lo spoke del versante jonico dell’ASP di Cosenza.
Consuete, come negli altri Centri visitati, le criticità riscontrate, che, anche in questo caso, interessano il grave deficit di personale: "Carenza di tutte le figure professionali sanitarie e, in particolare, come negli altri spoke nell'Asp di Cosenza, dei direttori di ruolo di Unità Operative Complesse - ha dichiarato Laghi ai giornalisti, a margine delle ispezioni. Molti dei direttori incaricati svolgono un lavoro eccellente, ma è necessario dare a chi dirige una struttura sanitaria maggiore autonomia ed una prospettiva organizzativa di medio-lungo periodo. È compito dell'Azienda Sanitaria Provinciale indire immediatamente i concorsi necessari, già da tempo richiesti tanto dal Commissario Regionale alla Sanità, quanto dalle necessità dei cittadini".
"Risulta comunque tecnicamente penalizzante - ha continuato il capogruppo in Consiglio regionale di “De Magistris Presidente” - per i bisogni di salute della popolazione, la dislocazione in due diversi poli di un unico spoke. È anche per questo che ribadisco la necessità di accelerare sulle assunzioni a tempo indeterminato di tutte le figure professionali interessate. Per evitare che ai disagi logistici continuino a sommersi quelli della carenza di personale".
Laghi ha avuto modo di toccare con mano, reparto per reparto, le condizioni di pazienti e operatori sanitari constatando, ancora una volta, che quella di nuove assunzioni rimane la chiave principale per un miglioramento ed un rilancio della sanità pubblica in Calabria.

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Sala operatoria chiusa a Castrovillari. Laghi: “Risolviamo i problemi e solo dopo festeggiamo!”

“È preciso compito di ogni cittadino e ancor più di chi i cittadini li rappresenta istituzionalmente, lavorare quotidianamente per il bene comune. Anche denunciando fatti gravi che non dovrebbero accadere, e chiederne conto. Non farlo sarebbe omissivo per ogni cittadino, omertoso per un rappresentante delle Istituzioni. 

Ciò detto, si può voler minimizzare i disagi, gravissimi, esitati dal blocco dell’unica sala operatoria funzionante, ad oggi, presso l’ospedale di Castrovillari: pazienti assistiti con difficoltà, pazienti trasferiti, ricoveri chirurgici urgenti bloccati nel nosocomio del Pollino.

Appare però offensivo per le popolazioni locali e per tutti i loro rappresentanti istituzionali, che l’ASP, come riportato dalla stampa, scarichi su di loro la responsabilità di una mancata denuncia di questa situazione, a fronte delle ben note e continue manifestazioni, iniziative e denunce, anche in sede giudiziaria, susseguitesi negli anni ad opera delle Comunità e dei loro rappresentanti.

A questo punto, sorge il timore che l’ASP possa scoprire ora o, peggio, solo in futuro, le altre gravi criticità dell’Ospedale di Castrovillari, che da anni la gente del Pollino e dell’Esaro subisce e puntualmente e continuamente denuncia. Mi riferisco esplicitamente, tra le tante vertenze in atto, all’assenza, del Reparto di Ortopedia o alla mancata attivazione dell’Unità Operativa Complessa di Riabilitazione Fisiatrica, che potrebbe essere realizzata oggi stesso. Se solo si volesse…  

Sarebbe inoltre necessario che chi parla a nome di un’Azienda Sanitaria Provinciale sappia capire e scindere le proprie specifiche funzioni e responsabilità, da quelle dell’Ufficio del Commissario Regionale alla Salute, che ha compiti di indirizzo, ben diversi da quelli di chi questo indirizzo deve realizzare. Da anni, nei DCA dei Commissari leggiamo provvedimenti e scadenze (concorsi, aperture di Reparti, ecc.) che poi, troppo spesso, le ASP lasciano al palo.        

Chi ha a cuore, infine, il diritto alla salute delle popolazioni calabresi, tra cui il sottoscritto, gioirà certamente di una reale apertura del nuovo blocco operatorio (da troppi anni richiesto e puntualmente promesso), così come del ripristino della copertura H24 del Servizio di Emodinamica dell’Ospedale di Castrovillari, al momento costretto ad un rischiosissimo – per i pazienti- H12 e con l’eventualità addirittura di passare ad un quasi inutile H6. Ricordo, però, che l’H24 sarebbe semplicemente un normale funzionamento di un Servizio salvavita. Poco da festeggiare, dunque, e molto da lavorare”. Così il consigliere regionale, Ferdinando Laghi.

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Bloccata ogni attività chirurgica all’ospedale di Castrovillari. Laghi: “Ennesima, inaccettabile sconfitta della sanità pubblica”

“Bloccata ogni attività chirurgica all’ospedale di Castrovillari! Sia di elezione che in urgenza, differibile o indifferibile che sia”. A parlare è Ferdinando Laghi, capogruppo al Consiglio Regionale di “De Magistris Presidente”. “E chi, già ricoverato, aveva necessità di intervento chirurgico è stato di necessità trasferito altrove. E’ stata infatti chiusa l’unica sala operatoria attiva, ad onta delle assicurazioni riguardanti le nuove sale operatorie, ancora una volta fornite durante l’incontro con i Vertici aziendali dell’ASP di Cosenza, a cui ho partecipato assieme alla delegazione di Istituzioni, Sindacati, Associazioni, lo scorso 28 dicembre, quindi circa un mese fa – continua il Consigliere Laghi. Parrebbe trattarsi, ma è da verificare, di un problema di alimentazione elettrica, ma certo è che l’assistenza fornita dall’ospedale spoke di Castrovillari, spoke sempre più sulla carta, per non dire di carta, continua a peggiorare in maniera drammatica. Come è possibile che si arrivi comunque a un blocco del genere che significa, di fatto, praticamente la chiusura dell’ospedale. Quale può essere, infatti, la sicurezza garantita da un ospedale spoke ai ricoverati, tutti, ma proprio tutti, potenzialmente necessitanti di assistenza chirurgica, urgente o meno. E’ mai possibile – insiste il Consigliere Regionale - che sia sempre necessario inseguire le emergenze strutturali, invece che prevenirle? E’ questo il livello su cui va sempre più posizionandosi l’offerta sanitaria pubblica? E, infine, un’ultima, amara domanda che è necessario farsi- conclude Laghi-: oltre a scegliere un orario diurno in cui farsi venire un infarto, stante la chiusura notturna dell’emodinamica del nosocomio del Pollino, adesso toccherà organizzarsi anche su dove farsi venire un’emorragia interna, espletare un parto cesareo, accusare i sintomi di una appendicite acuta o, peggio di una peritonite?”.

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Emodinamica di Castrovillari a rischio, Laghi: “L’infarto non avvisa”

CASTROVILLARI - «Le notizie che mi giungono riguardo le sorti dell’ospedale di Castrovillari, ancora una volta, non sono incoraggianti. Da fonti qualificate, apprendo che il servizio di Emodinamica, afferente all’Unità Operativa di Cardiologia, potrebbe, a breve, subìre un drastico ridimensionamento: dei tre dirigenti che vi prestano servizio, infatti, uno sarebbe in procinto di trasferirsi a Catanzaro, a seguito di un concorso vinto. E così un’attività fondamentale e delicata, dedicata a pazienti acuti e gravi, come le persone colpite da infarto, sarebbe costretta a ridurre ulteriormente la propria attività, passando dalla copertura delle sole ore diurne – h 12, come si dice in gergo - ad h 6, se non addirittura alla sospensione del servizio. Quindi, anziché assicurare un servizio che garantisca tutte le 24 ore giornaliere, come sarebbe giusto e doveroso, visto che non si può “scegliere” l’ora di insorgenza di un infarto, si arriverebbe ad una ulteriore riduzione di orario, se non alla sospensione, con nocumento gravissimo per le persone necessitanti di questo intervento salvavita». Così, in una nota, il consigliere regionale Ferdinando Laghi, che incalza: «Un evento che deve essere assolutamente scongiurato, riconducendo invece l’attività dell’Emodinamica nell’ambito di tutte le 24 ore giornaliere, come è di norma per questo tipo di servizi».

«Come si può, quindi, nei termini attuali, parlare di “diritto alla salute” – tuona il capogruppo di “De Magistris Presidente” a Palazzo Campanella -, anche per questo ambito di attività, se non vengono garantite risposte di salute fondamentali per i bisogni dei cittadini? Se non ci si può permettere persino di ammalare in determinate fasce orarie, perché altrimenti si rischia di non poter essere adeguatamente assistiti? Mi rivolgo quindi, ancora una volta, all’Asp di Cosenza, nella persona del commissario straordinario Graziano, affinché si adoperi non soltanto per scongiurare il pericolo incombente per l’attività del servizio di Emodinamica, che rappresenterebbe un serio e concreto pericolo per le popolazioni del Pollino e di una ampia area della Calabria settentrionale, ma anche per ripristinare al più presto le normali condizioni di funzionamento di un’attività così importante e delicata, portandola alla copertura completa e stabile dell’intero arco delle 24 ore ».

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Sanità Esaro-Pollino, arriva il giorno del confronto in Asp. Laghi: risultati non soddisfacenti

Permane il nodo irrisolto della riabilitazione intensiva fisiatrica che il commissario dell'Asp intende dilazionare al prossimo atto aziendale


Dopo la grande manifestazione a tutela del diritto alla salute del territorio, è arrivato il giorno del confronto con il commissario dell'Asp di Cosenza, Antonello Graziano. Il consigliere regionale Ferdinando Laghi, insieme ad una rappresentanza di sindaci dell'Esaro-Pollino, delle associazioni e dei vertici di sigle sindacali, hanno chiesto risposte all'Azienda Sanitaria Provinciale sui problemi che hanno spinto a indire la manifestazione del 17 dicembre.

Uno tra tutti è la carenza del personale, criticità per la quale, unanimemente, sono stati sollecitati concorsi per rimpinguare il personale sanitario presente e, inevitabilmente, sovraccaricate. Al riguardo, è per fortuna giunta dalla Regione la proroga dei contratti del personale precario che avvia questi lavoratori verso una agognata stabilizzazione. Non una risposta risolutiva, ma certamente utile e necessaria.

Nell'incontro, dopo aver parlato delle varie problematiche che attanagliano l’ospedale del Pollino, si è entrati in problemi specifici, urgenti come altri, ma immediatamente risolvibili. Partendo dalle sale operatorie di cui è stata chiesta con forza la data di effettiva apertura, essendo state inaugurate più volte e mai utilizzate. Data che il Commissario Graziano ha preso l’impegno di comunicare entro domani alla direzione sanitaria del "Ferrari".

E, a proposito di Direzione Sanitaria, altro aspetto positivo derivato dall’incontro odierno, è il provvedimento nei confronti del direttore sanitario dello spoke di Castrovillari, Gianfranco Greco, che tornerà a prestare servizio unicamente presso il nosocomio di Castrovillari, interrompendo ulteriori incarichi in altri nosocomi.

Ancora irrisolta, invece, la questione dell’Unità Complessa di Riabilitazione Intensiva Fisiatrica presso l’Ospedale di Castrovillari, fondamentale unità operativa che permetterebbe anche di mettere in rete le strutture sanitarie di Lungro, Mormanno e San Marco Argentano con Castrovillari, oltre a dare risposte di salute per troppo tempo attese. Nonostante ci siano tutte le carte in regola per attivarla, la Riabilitazione Intensiva Fisiatrica verrà inserita, come dichiarato dal Commissario dell’ASP, nel prossimo atto aziendale.

"Senza girarci intorno, devo dire che, a mio parere, non abbiamo raccolto risultati a sufficienza - ha dichiarato il consigliere regionale Ferdinando Laghi. Quelli ottenuti, che pure vanno riconosciuti, non soddisfano né me, né, credo, soprattutto i cittadini di un territorio che aspetta da oltre dieci anni l’istituzione della Riabilitazione Intensiva Fisiatrica, una delle richieste principali su cui si è basata anche la manifestazione di sabato 17. Francamente, non capisco perché, pur essendoci pienamente tutte le condizioni, non si possa istituire subito questo servizio fondamentale per tutto il territorio, rinviandola al nuovo Atto Aziendale. Non ci fermeremo - ha concluso il capogruppo in Consiglio Regionale di De Magistris Presidente - e continueremo a lottare perché il diritto alla salute delle popolazioni del Pollino e dell’Esaro venga pienamente riconosciuto".

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Case della Salute ancora al palo. Laghi: “La tutela della salute pretende concretezza e risultati”

“Dopo anni di attesa, la Rete Regionale delle Case della Salute in Calabria resta un progetto solo sulla carta. Malgrado gli impegni di spesa e le buone intenzioni, nulla si è fatto per rendere operative sul territorio queste strutture assistenziali intermedie”. È quanto dichiara, in una nota, Ferdinando Laghi, capogruppo “De Magistris Presidente” a Palazzo Campanella.

“In tutti i territori che ho visitato è lampante la necessità, non più prorogabile, di riattivare i servizi territoriali di diagnostica e di medicina specialistica per garantire la presa in carico dei malati cronici e permettere ai cittadini di fare prevenzione in strutture pubbliche. Ad oggi – rileva il Consigliere Laghi – non c’è nessuna certezza che la riconversione in Case della Salute di 6 ospedali frettolosamente smantellati sia ancora fattibile. I 49 Milioni di euro stanziati per interventi strutturali continuano a migrare da una programmazione all’altra senza mai trasformarsi in azioni concrete. Una situazione di stallo che penalizza le popolazioni calabresi. Tra l’altro, le Case della Salute assolverebbero un compito di fondamentale importanza anche nell’ottica di ridurre la pressione sugli Ospedali, spoke e hub”.

“Il fatto che la normativa nazionale non menzioni più le Case della Salute tra i modelli di assistenza territoriale – fa notare Laghi – desta ulteriore preoccupazione. Infatti, il Piano Operativo Regionale nell’ambito del Pnrr non ha ripreso i 6 siti menzionati tra quelli da destinare a Case della Comunità Hub (le quali sostituiscono le Case della Salute). Al contrario, si prevedono nuove strutture simili in Comuni diversi, generando ulteriore confusione e, vista la data limite del 2026, mettendo anche a rischio la realizzazione delle opere”.

“Trovo poi particolarmente allarmante la situazione nella Valle dell’Esaro. La scorsa estate ho visitato l’ex Ospedale Civile di San Marco Argentano: malgrado il poco personale sanitario cerchi di offrire una serie di servizi alla cittadinanza (svolgendo anche molto lavoro amministrativo, vista la mancanza di personale preposto), lo stabile necessita di interventi di ammodernamento e messa in conformità assolutamente urgenti. Viceversa, nonostante lo stanziamento di 8 milioni di euro e l’approvazione del progetto di fattibilità tecnico-economica per realizzare la Casa della Salute, non esiste al momento nessuna certezza circa l’esecuzione dei lavori. Un vero peccato – afferma infine Laghi – per un sito demaniale di 8mila metri quadrati, con potenzialità elevatissime, che rappresenta un punto di riferimento per l’intero territorio”.

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Bandiera gialla, una mostra dell’Università di Torino sulle epidemie nella storia

Tra arte, scienza e media propone un itinerario storico che dalla “peste nera” del Trecento arriva ai tre anni di Covid-19. E si presenta come un concreto e innovativo contributo di sapere e di riflessione che un grande e antico Ateneo vuole offrire a tutta la società

Oggi, lunedì 5 dicembre 2022 alle ore 12,00 nella Rotonda Talucchi dell’Accademia Albertina, è stata presentata alla stampa “Bandiera gialla - Le epidemie e le cure nella storia, nella scienza, nell’arte”, una grande mostra tra arte, storia, scienza e media sulle epidemie in epoca di pandemia prodotta dall’Università di Torino nell’ambito del programma UniVerso, l’osservatorio culturale dell’Ateneo, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti, con il Teatro Regio di Torino e le Teche Rai. Allestita negli spazi del Cortile del Rettorato (via Po 17, Torino) e della Rotonda Talucchi (via Accademia Albertina 6, Torino), la mostra, che resterà aperta fino al 5 marzo 2023, è curata dal Prof. Peppino Ortoleva, storico dei media e curatore di musei e mostre, con la direzione scientifica della Prorettrice di UniTo Prof.ssa Giulia Carluccio.

Bandiera gialla, il cui nome deriva dalla bandiera che a partire dal XVII secolo è divenuto il segnale internazionalmente riconosciuto delle malattie contagiose, associato in particolare a quella forma di prevenzione antica, ma tuttora largamente usata, che è la quarantena, è realizzata grazie al contributo di un comitato scientifico multidisciplinare di studiosi.

Il percorso  unisce un itinerario storico che dal periodo della “peste nera” del Trecento – resa celebre da Giovanni Boccaccio – arriva fino ai tre anni del CoViD-19, con un’attenta e aggiornata analisi scientifica delle malattie, della loro diffusione e delle cure che la medicina è riuscita a sviluppare, mettendo a disposizione della società le competenze scientifiche e gli esiti della ricerca più avanzata che l’Università di Torino può vantare in riferimento a un ampio ventaglio di saperi e discipline.

L’Università di Torino raccoglie infatti una sfida inedita e di grande attualità: quella di proporre un approfondimento rigoroso sulla storia delle pandemie attraverso la forza e l’impatto di un percorso espositivo ampiamente interdisciplinare, rivolto a un pubblico che non coincide con la sola comunità accademica, ma si apre a tutta la cittadinanza. 

Nella mostra vengono narrati cause ed effetti delle principali epidemie che hanno caratterizzato la storia dell’umanità a partire dall’età moderna con l’obiettivo di indurre il visitatore a portare lo sguardo, non solo sulla situazione attuale, ma anche sulla dinamica storica di comparsa e diffusione delle epidemie mettendo in evidenza alcuni fenomeni ricorrenti nelle crisi sanitarie: il diffondersi di dicerie che ne attribuiscono la responsabilità a presunte cospirazioni, gli interventi spesso autoritari dei poteri pubblici, l’avvicendarsi di fasi di paura e disperazione con altre di ingannevole speranza, la sperimentazione di rimedi medici che a volte si sono rivelati inutili o perfino dannosi a volte al contrario si sono dimostrati efficaci a contenere i morbi o addirittura a sradicarli. 

Per fare questo si avvale di un’ampia gamma di linguaggi che collegano tra loro informazioni scientificheesposte in forma semplice (per esempio per mezzo di grandi illustrazioni o di spiegazioni video), oggetti (in particolare gli strumenti medici) di diverse epoche, documenti storici (dalle fotografie ai giornali agli avvisi pubblici) capaci di far comprendere il vissuto al tempo della peste, del colera o della “spagnola”, documenti audiovisivi e produzioni artistiche - dalla pittura alla letteratura, dalle arti plastiche alla musica - che hanno mostrato e narrato le epidemie stesse.

Il percorso espositivo dà ampio spazio all’espressione artistica, lasciando alla pittura, alle arti plastiche, alla narrazione letteraria il compito di farci capire che cosa ha voluto e vuole dire il vivere in tempo di epidemia, senza dimenticare la musica: sarà una sorpresa scoprire una Cantata per la fine del colera di una grande compositrice tedesca, Fanny Mendelssohn Hensel. 

Il contributo delle Teche RAI e altri materiali di archivio permettono di seguire gli sviluppi della recente pandemia, di riconoscere le battaglie del personale sanitario in prima linea in Italia come in Asia e altrove, e di tornare con immagini sempre attuali alla “spagnola” del 1918-19, al colera a Napoli del 1973, al dramma dell’AIDS tra l’Africa e l’occidente. 

Nell’allestimento curato da Diego Giachello e con le scenografie ideate da Claudia Boasso del Teatro Regio di Torino spicca anche una replica in grandezza naturale (4 metri di altezza) della colonna infame di Milano, che fu eretta in origine per additare all’odio pubblico i presunti “untori”, e che oggi viene ricostruita per ammonirci invece sulla follia del pregiudizio e sulle tragedie di chi ne fu e ne è vittima. 

Giornata mondiale delle persone con disabilità, Laghi: «Con l’istituzione del Garante fatti passi avanti verso l’inclusione»

CATANZARO – «Oggi si celebra in tutto il mondo la Giornata delle persone con disabilità. Un’occasione molto importante per riflettere sulla necessità di tutelare i più fragili e assicurare loro pari diritti e dignità, adottare politiche sempre più inclusive, celebrare la diversità come patrimonio da difendere e valorizzare. Ma anche per acquisire consapevolezza di quanto ancora il cammino verso la completa integrazione di queste persone nella società sia ancora lungo e costellato da barriere».  Così, Ferdinando Laghi, capogruppo di “De Magistris Presidente” a Palazzo Campanella.
«Nella nostra Regione, ad esempio, al momento del mio insediamento – fa notare Laghi -, non era ancora prevista la figura del Garante delle persone con disabilità: un grave vulnus in materia di diritti che rischiava di lasciare indietro una fetta importante della popolazione calabrese che già sconta decenni di ritardi burocratici e inadeguatezze infrastrutturali. Pertanto, ho ritenuto indispensabile promuovere l’istituzione del Garante delle persone con disabilità anche presso la Regione Calabria attraverso la proposta di legge che ho sottoscritto e che, grazie al lavoro incessante portato avanti insieme al mio Gruppo, è stata condivisa all’unanimità da tutti i capigruppo in Consiglio regionale. Una norma di civiltà che non solo allinea la Calabria al resto dell’Italia, ma che rappresenta un risultato importante al fine di favorire la partecipazione alla vita sociale e la piena inclusione delle persone con disabilità nella famiglia, nella scuola, nel lavoro e nella società, contrastando la marginalità».
«Ora che l’istituzione del Garante delle persone con disabilità è legge e in attesa che sia ufficializzata la nomina di colui o colei a cui sarà affidato tale delicato ruolo, non bisogna tuttavia pensare che la strada sia in discesa. Occorre prestare particolare attenzione, ogni giorno, alle istanze che provengono dal mondo delle associazioni e del volontariato e che ci raccontano di una realtà ancora troppo spesso caratterizzata da discriminazioni, diritti negati e servizi ancora troppo spesso inaccessibili. La diversità non è una colpa, ma una ricchezza, un valore aggiunto che istituzioni e società civile hanno il compito di custodire e valorizzare, per realizzare insieme una comunità più equa, più giusta e più attenta ai bisogni di tutti», conclude il capogruppo Laghi.
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Audizione della Commissione sanità regionale sui Registri tumori. Laghi: «La situazione è più grave di quanto si potesse immaginare»

REGGIO CALABRIA - «L’audizione riguardante la situazione del Registro tumori della Regione Calabria, da me richiesta dopo l’interrogazione che ho presentato sull’argomento, è stata assai importante e chiarificatrice sotto molti aspetti», così esordisce il capogruppo in Consiglio regionale di “De Magistris Presidente”. «Purtroppo, il quadro emerso con tutta evidenza non è affatto confortante e spiega, almeno in parte, i gravissimi ritardi, rispetto al resto d’Italia, che la nostra Regione ha accumulato in questo ambito così importante. I dati disponibili in Calabria, ove presenti, risultano obsoleti e inutilizzabili per gli obiettivi che i Registri tumori si prefiggono: conoscere la realtà oncologica dei territori in tempi brevi per poter attuare interventi mirati di prevenzione. Sono stati auditi il rappresentante del dipartimento alla Sanità della Regione Calabria, nonché i responsabili dei Registri tumori delle cinque province calabresi. È  emerso che le strutture e le attività previste dalle vigenti leggi regionali sull’argomento non hanno avuto piena applicazione o sono rimaste del tutto inevase. Manca quella necessaria “cabina di regia”, a livello regionale, che dovrebbe coordinare e monitorare le attività dei singoli Centri. Non esiste una piattaforma aggiornata, comune e condivisa, a livello informatico, che permetta di inserire omogeneamente i dati e di inviarli quindi al Centro nazionale dell’Airtum, il Registro che raccoglie e organizza i dati su tutto il territorio nazionale – continua il consigliere Laghi -. Così come non è stato possibile avere una data presumibile entro la quale questi fondamentali adempimenti potrebbero essere evasi. Dal canto loro, i responsabili dei cinque Centri regionali hanno rappresentato una situazione di carenza di personale, mezzi e strumentazioni che hanno aggiunto problemi a problemi e di cui pure è difficile prospettare efficaci e tempestive soluzioni. Il quadro complessivo è stato, perciò, davvero deludente, ma anche allarmante, anzitutto perché le “falle” del sistema oggetto dell’audizione sono apparse più numerose e gravi di quanto si potesse immaginare e poi anche perché appaiono forti le perplessità e i dubbi sulla possibilità di superare, in tempi ragionevoli, i problemi emersi. L’audizione di ieri, in ogni caso – conclude Laghi -, si è rivelata fondamentale per focalizzare, condividere e dare pubblica visibilità ad una situazione che richiede interventi urgenti per la tutela del diritto alla salute di tutti i calabresi. La Commissione Sanità con il suo presidente, Michele Comito, ha perciò deciso di riproporre l’audizione tra qualche mese, per monitorare l’andamento dei problemi emersi e cercare di contribuire, nel contempo, alla loro soluzione».
Ufficio stampa
Link Terza Commissione Sanità | Seduta 22/11/2022
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