Tag: Franco Pedatella
Per l’inaugurazione della nuova sede dell’Auser di Amantea
di Franco Pedatella
Per “Romanzo Mitologico” in Magna Graecia Teatro Festival Calabria 2013
Soffio leggero più si leva e più
Per l’inaugurazione della Fiera di Amantea 2013
Per Ciccio Pagliaro, morto emigrante

di Franco Pedatella
Un grido solo: “Ma, se il tiro c’è,
non entra in porta perché c’è Paché”!
Della Tyllesium era il canto antico
pei giocatori in maglia rossa e gialla.
C’eri anche tu tra quelle maglie, Ciccio,
prima di attraversare l’onda scura
a ricercar miglior mestiere altrove
e più proficuo stato per i figli.
Oggi il confine della vita varchi.
Risuona intorno l’eco degli amici
che t’ammiravan quando in campo stavi
e ti stimavan quando tu operavi
nella vissuta vita quotidiana.
E se di chi ha meriti acquistato
rimane in quei che resta la memoria,
il viaggio tuo di là non è solingo,
ché t’accompagnan mille voci amiche
a consolar le spoglie tue d’amore.
Franco Pedatella, 5 ottobre 2013
Amantea. Serata letteraria dedicata a due aiellesi: Franco Pedatella e Arturo Pucci
Contro l'abolizione delle Province in Italia
di Franco Pedatella
La bella Italia, dama di gran gala,
un giorno ereditò tante province
dalla dea Roma, che le avéa create
per reggere un impero sterminato.
Gioielli ne avéa fatto la gran dama,
le avéa portate in picciol territorio,
il suo, ch’è somigliante allo stivale
che in mare che l’abbraccia si distende.
Era felice di mostrare al mondo
le sue province, chiuse in uno scrigno
come diamanti: portano in corona
meravigliosi stemmi dei Comuni,
di gloriose Repubbliche sul mare
fornite di galee per merci e guerre,
che con il sangue di lor prodi figli
la storia hanno scritto dell’Italia.
Tante città, d’autonomia bandiere,
hanno trovato il modo, nella storia,
di ritrovarsi in piena comunione
d’intenti e volontà particolari
e di diversi han fatto un solo Stato
che nome ha Repubblica Italiana.
Or come gran signora in decadenza
disfarsi vuol di questi bei gioielli,
perché non può curarli come deve
né può lustrarli sí che ancor sian belli?
L’Italia può negare la sua storia,
tenere i soldi in note tasche ascosi
e non utilizzarli a mantenere
le sue province, che son gli ornamenti
avuti in dono dalla Madre Roma
come trofei preziosi di famiglia?
o come fori doviziosi ed ampi
o atrii maestosi e adorni d’arte,
che menti creative e mani esperte
pensâro e del progetto fecer atto?
Rifletti, bella Italia, pria di andare
a svendere al mercato i tuoi ornamenti,
se proprio non hai in cassa le risorse
per mantenerli belli e averne il vanto!
Pensa s’è ben ridurti a mendicare
e tendere la man limosinante,
il riso suscitando e la pietate
di quei che a te fûr servi o corteggianti!
Roma, 7 luglio 2013
In morte di Margherita Hack
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| Margherita Hack |
a loro altezza nell’umana fama
e i tuoi pensieri e modi ha plasmato
al rigore dei moti universali
negli atti e nel pensier divenne il nome
di Margherita Hack, la studïosa
degli astri e della legge che li regola.
di quella stella che più d’altre scalda
la Terra e poi a sera l’abbandona,
di tal pensier, nell’Infinito entrando,
cui laiche dedicasti riflessioni.
continuerà perenne ad orbitare
e, volteggiando tra compagni augello,
ad eternare il nome tuo nel mondo.







