Riforma elettorale. Dibattito ad Aiello il 27 luglio 2026

Confronto pubblico e riflessione istituzionale su uno dei temi centrali del dibattito politico nazionale. Lunedì 27 luglio, a partire dalle ore 18:00, a piazza Plebiscito ad Aiello Calabro si terrà l’incontro dal titolo: «L’Italia si merita questa riforma elettorale?».

L’iniziativa intende approfondire i contenuti, gli impatti e le prospettive della proposta di riforma elettorale in discussione, avvalendosi del contributo di esponenti del mondo politico, sindacale, accademico e dell’informazione.

Al dibattito partecipano: Luca Lepore, sindaco di Aiello Calabro, Antonlivio Perfetti, giornalista, Franco Iacucci, già Consigliere Regionale, Walter Nocito, docente UNICAL, Roberto Castagna, già Segretario Generale UIL Calabria e Enzo Paolini, presidente Comitato per la Costituzione di Cosenza. I lavori saranno moderati da Tonino Simone. Gli interventi e il dibattito si concluderanno con il contributo dell’On. Sandro Principe, sindaco della città di Rende.

Domenico Roppi, il profilo di un organaro calabrese (1782–1847)

Dalla pagina social di Laghitani nel Mondo postiamo un profilo di Domenico Roppi, originario di Laghitello. L’artista è l’autore di un organo (vedi scheda dei Beni Culturali), oramai rovinato, che si trova nella collabente chiesa di San Guliano in Aiello Calabro (Cs). Sia l’organo sia soprattutto l’edificio sacro hanno necessità – come chiediamo da almeno 5 lustri – di un restauro conservativo.

di Pino Cino
Nel 179° anniversario della sua scomparsa si ricorda la figura di Domenico Roppi, tra i più significativi organari attivi in Calabria nella prima metà dell’Ottocento. Attraverso la sua opera contribuì allo sviluppo dell’arte organaria regionale, lasciando una preziosa testimonianza della tradizione musicale, liturgica e artigianale del Mezzogiorno.

Nato a Laghitello nel 1782 e morto a San Pietro in Amantea il 20 luglio 1847, Domenico Roppi svolse la propria attività documentata tra il 1828 e il 1845, dedicandosi prevalentemente alla costruzione di organi positivi, strumenti di dimensioni contenute ma di elevato pregio tecnico ed espressivo. Le sue realizzazioni si distinguono per l’accurata qualità costruttiva, l’equilibrio delle soluzioni foniche e la raffinata sensibilità artistica che caratterizzava la migliore tradizione organaria del Mezzogiorno.

La sua produzione si inserisce pienamente nel solco della scuola organaria napoletana del Settecento, della quale assimilò i principali modelli costruttivi ed estetici, reinterpretandoli con competenza e misura per rispondere alle esigenze liturgiche e musicali delle chiese calabresi dell’Ottocento.

Gli strumenti attribuiti alla sua bottega, conservati nelle chiese di Acquappesa, Aiello Calabro, Briatico, Malito, Nicotera, Ricadi e Tropea, costituiscono ancora oggi preziose testimonianze della storia dell’organaria in Calabria e documentano l’elevato livello di eccellenza raggiunto dagli artigiani del tempo. Attraverso il loro lavoro contribuirono alla diffusione della musica sacra e alla conservazione di un patrimonio culturale di straordinario valore.

Un importante contributo alla conoscenza della figura di Domenico Roppi è giunto anche dalle ricerche condotte dall’Associazione Laghitani nel Mondo, che hanno consentito di ricostruirne la genealogia familiare. Questo lavoro ha permesso di delineare con maggiore precisione il contesto familiare e sociale dell’organaro, offrendo nuovi elementi per approfondirne la biografia e valorizzarne la memoria. La ricostruzione genealogica, realizzata attraverso l’esame di fonti archivistiche e documentazione storica e integrata con i repertori genealogici disponibili, rappresenta un significativo tassello per gli studi dedicati a uno dei principali maestri dell’organaria calabrese.

Ricordare Domenico Roppi significa rendere omaggio non soltanto a un abile costruttore di organi, ma anche a una tradizione che ha saputo coniugare arte, tecnica e fede, lasciando un’eredità che ancora oggi merita di essere studiata, tutelata e valorizzata.

Il nome di Domenico Roppi continua infatti a occupare un posto di rilievo nella storia dell’organaria calabrese. I suoi strumenti rappresentano non solo opere d’arte e di ingegneria musicale, ma anche testimonianze della vitalità culturale delle comunità che li commissionarono e li custodiscono ancora oggi. Nel ricordarne il 179° anniversario della morte si rinnova l’impegno a promuovere la conoscenza della sua opera e a preservare un patrimonio che appartiene alla storia religiosa, artistica e musicale della Calabria.

https://it.findagrave.com/memorial/234432992/domenico-roppi

Progetto “Casa funeraria” di Aiello. Come potrebbe essere l’ex Convento degli Osservanti, ricostruito

L’ex Convento immaginato dalla IA, come potrebbe essere

Tra rigenerazione urbana, rispetto storico e le potenzialità della tecnologia, ridisegniamo il futuro di un luogo simbolo della nostra comunità, liberandolo finalmente dalle brutture del passato.

L’architettura e la storia locale non sono elementi statici da contemplare passivamente; sono organismi vivi che richiedono cura, visione e, talvolta, un pizzico di sana immaginazione.

L’ex Convento degli Osservanti di Aiello Calabro rappresenta uno dei cuori pulsanti della nostra memoria storica e artistica. Custode della splendida Cappella Cybo-Malaspina – autentico gioiello e testimonianza del Rinascimento calabrese risalente al 1597 – questo complesso ha subito nei decenni passati profonde ferite. Tra queste, spicca la parziale demolizione delle sue strutture originarie (le celle dei monaci a sinistra e il chiostro), avvenuta negli anni ’60, che ha compromesso l’armonia d’insieme di un’area così sacra e significativa.

Una visione per la futura Camera Mortuaria

Oggi si discute della futura realizzazione di una Camera mortuaria comunale. Questa imminente trasformazione non deve essere vista come un mero intervento burocratico o funzionale, ma rappresenta un’occasione imperdibile per avviare una vera e propria operazione di ricostruzione storica e ricucitura urbana.

La proposta che vogliamo lanciare è semplice quanto ambiziosa: recuperare la parte demolita del vecchio convento, ricostruendo e unendo i due locali attualmente esistenti (la casa mortuaria e l’ex casa del custode). L’idea è quella di ridare forma e dignità ai volumi andati perduti, integrando il nuovo intervento nel totale rispetto dei canoni architettonici originari del complesso.

Provando a dialogare con le moderne tecnologie di intelligenza artificiale per dare un volto grafico a questa idea, emerge una suggestione visiva straordinaria: un ritorno alla pietra, alla simmetria e alla spiritualità che quel luogo merita. La tecnologia può aiutarci a sognare e progettare, ma la determinazione della nostra comunità deve fare il resto.

Liberare la bellezza: la rimozione della cabina e dei tralicci Enel

Un restauro architettonico, tuttavia, non può dirsi completo se non si cura il contesto visivo e paesaggistico in cui è inserito. Da troppi anni, la prospettiva dell’antico monumento è deturpata dalla presenza ingombrante di una cabina elettrica dell’Enel, accompagnata da tralicci e da un groviglio aereo di cavi che ne imbruttiscono la facciata.

È tempo che si facciano decise e formali pressioni su Enel per interrare i cavi e rimuovere definitivamente la cabina. Parliamo di un monumento storico-artistico vincolato ed emerito: non è tollerabile che continui a essere sacrificato sull’altare di vecchie logiche infrastrutturali. Restituire decoro visivo alla facciata dell’ex Convento è un dovere morale verso la nostra storia e verso i turisti e appassionati che vengono a visitarlo.

Un invito al confronto

Questa proposta vuole essere uno stimolo, una traccia di riflessione per i cittadini, per gli amministratori locali e per tutti coloro che hanno a cuore il patrimonio di Aiello Calabro.

Come immaginate il futuro dell’ex Convento degli Osservanti? Siete d’accordo con un recupero che rispetti la volumetria storica o preferite un approccio diverso?

Lasciate un commento qui sotto per farci sapere cosa ne pensate!

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Celebrazioni barbalongiane. Galleria foto & video dell’incontro a Scigliano sulla Scuola d’arte di Rogliano

Il video dell’incontro tenutosi a Scigliano il 10 luglio 2026

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Aiello Calabro festeggia la Madonna delle Grazie 1 e 2 luglio 2026 | Galleria foto & video

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“La scuola d’arte di Rogliano”, incontro a Scigliano il 10 luglio 2026, nell’ambito delle celebrazioni barbalonghiane promosse dal Comune di Aiello Calabro

Venerdì 10 luglio 2026, alle ore 17.30, il Santuario di Maria Santissima di Monserrato a Scigliano (CS) ospiterà una conferenza dedicata alla Scuola d’arte di Rogliano tra il XVI e il XVII secolo. L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni per il IV centenario della scomparsa di Pietro Barbalonga, promosse dal Comune di Aiello Calabro (CS), dove l’artista messinese morì il 23 aprile 1626.

L’incontro sarà aperto dai saluti di don Giuseppe Mancuso, parroco di Scigliano, del sindaco di Scigliano Raffaele Pane e del sindaco di Aiello Calabro Luca Lepore. Seguirà l’intervento dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, che accompagnerà il pubblico in un’analisi delle dinamiche artistiche del territorio. Il contributo metterà in relazione la bottega roglianese con la scuola fondata da Barbalonga, ricostruendo anche i movimenti di maestranze e committenze che caratterizzarono l’area tra Cinque e Seicento.

Al termine della conferenza è prevista una visita guidata alle testimonianze monumentali di Scigliano, a cura della locale Amministrazione comunale e con la guida dello stesso Solferino.

Chi era Pietro Barbalonga | Scalpellino e scultore messinese, Pietro Barbalonga fu una figura centrale dell’arte in Calabria tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Giunto ad Aiello su invito del governatore Alfonso Cybo, vi stabilì il centro della propria attività, lasciando un segno duraturo nel patrimonio artistico locale. Tra le sue opere ad Aiello Calabro figurano la Cappella Cybo nell’ex Convento degli Osservanti e gli apparati decorativi di Palazzo Giannuzzi, noto come Cybo Malaspina. La sua bottega formò numerosi talenti e contribuì in modo decisivo a definire il panorama artistico dell’epoca fino alla sua scomparsa, avvenuta il 23 aprile 1626.

Il programma celebrativo | Le celebrazioni, inserite nel festival “Sentieri d’Arte” e promosse dal Comune di Aiello Calabro, sono finanziate con risorse POC 2014/2020 della Regione Calabria. Il programma ha preso avvio con la commemorazione del Barbalonga lo scorso 23 aprile presso la Biblioteca Civica di Aiello Calabro. Tra le iniziative già realizzate figurano: la mostra fotografica Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura, inaugurata il 2 maggio a Palazzo Cybo e successivamente trasferita a Cosenza, nel chiostro dell’Archivio di Stato, tuttora visitabile; il documentario dedicato all’artista; una mostra documentaria allestita autonomamente, ma complementare, dall’Archivio di Stato di Cosenza, con l’obiettivo di valorizzare i rogiti notarili che attestano l’intensa attività produttiva del Barbalonga; e le conferenze di approfondimento storico artistico, con esperti e studiosi dello scultore messinese, tenutesi ad Aiello, al Santuario di S. Francesco a Paola, all’Archivio di Stato di Cosenza.

Altre iniziative programmate si svolgeranno nei prossimi mesi.

Contatti Ufficio stampa & social media | tillesino@gmail.com | 349 5767435
Per maggiori informazioni: https://pietrobarbalonga2026.wordpress.com/

Madonna delle Grazie di Aiello Calabro 2026. Novena dal 23 giugno · Festa 1 e 2 luglio

Ci sono appuntamenti che non hanno bisogno di promemoria. Arrivano da soli, portati dall’aria di fine giugno, da quella vibrazione sottile che gli aiellesi nel sangue riconoscono prima ancora di nominarla. È la Madonna delle Grazie. E ogni anno, puntuale come il solstizio d’estate, riprende a battere il cuore antico di Aiello Calabro, il paese di collina che per due giorni diventa centro del mondo. Almeno per chi lo ama.

Il 23 giugno: inizio della Novena
Tutto comincia il 23 giugno, quando la novena di preparazione apre ufficialmente il tempo della festa. Nove giorni di preghiera, di raccoglimento, di attesa crescente. Per chi vive ad Aiello, o per chi vi torna apposta da lontano, la novena non è un semplice rito liturgico: è il conto alla rovescia dell’anima. Ogni mattina ed ogni sera la chiesa si riempie, le voci si uniscono.
Gli emigrati lo sanno bene. Quelli che hanno lasciato il paese per le fabbriche del Nord o per i continenti lontani tengono d’occhio il calendario con una precisione ossessiva: il 23 giugno la novena, il 1° luglio la processione notturna, il 2 luglio la festa grande. Sono coordinate geografiche dello spirito.

Una storia lunga cinque secoli
Per capire perché questa festa sia così radicata, bisogna tornare indietro di oltre cinquecento anni. Il culto della Madonna delle Grazie ad Aiello nasce ufficialmente nel 1472, quando Papa Sisto IV — su richiesta di Francesco de Siscar, viceré di Calabria e Signore di Aiello e Petramala — concede licenza di edificare una chiesa dell’Ordine di San Francesco degli Osservanti, intitolata a Santa Maria delle Grazie. La lettera papale, datata Roma 8 aprile 1472, viene letta alla presenza dei frati e si procede alla concessione del territorio da parte del Siscar.
Un atto burocratico, sì, ma che mette radici profonde. Nel 1597 la famiglia Cybo arricchisce ulteriormente il complesso con la costruzione della bella Cappella gentilizia, poi rimontata nel 1735 — dopo l’abbandono del Convento vecchio — assieme alle strutture architettoniche nel luogo in cui ancora oggi si trova la chiesa.
E qui entra la leggenda, quella materia impalpabile che però dice spesso più verità dei documenti notarili. Si racconta che durante il trasporto su un carro di buoi delle parti architettoniche e dell’affresco raffigurante la Madonna dal vecchio al nuovo convento, un campo di grano irrimediabilmente rovinato dal passaggio del carro ricrebbe più alto e più rigoglioso di prima. Quella storia è ancora viva, circola ancora nelle case di Aiello …

Il 1° luglio: la Processione in notturna
La sera del 1° luglio è la più attesa. È la notte in cui la statua della Madonna lascia la sua dimora — la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, al Convento — e percorre in processione la via pellegrina verso la Chiesa di Santa Maria Maggiore, nel cuore del paese.
Dopo le 21 la statua si muove. Dietro di lei, una lunga teoria di fedeli con le candele in mano. Il buio estivo fa da quinta. Le luminarie trasformano le strade in corridoi di luce sospesa. Il carro, allestito con fiori e luci, diventa un altare mobile che avanza lento tra due ali di popolo.
Chi ha visto questa processione almeno una volta capisce perché ogni anno la gente torni. Non è solo una cerimonia religiosa: è uno spettacolo che parla direttamente alle emozioni più primitive, alla parte di noi che ancora sa emozionarsi davanti al sacro. Il buio, il fuoco, la musica, la folla — tutto concorre a creare quella particolare forma di “magia” che non ha altra parola più adatta.
La fiaccolata notturna rinnova anche un desiderio antico: quello degli aiellesi di avere la Madonna vicina, dentro le mura del paese. Ogni anno, con questo passaggio, il voto si rinnova. E ogni anno la Madonna “accetta” di venire.

Il 2 luglio: la processione per le vie del paese
Se la notte del 1° luglio appartiene al mistero e alla suggestione, il 2 luglio è la festa della luce e della gente. Dopo le Sante Messe del mattino, sotto il sole cocente di mezzogiorno, la statua viene portata a spalle lungo le viuzze e le piazze di Aiello.
È un omaggio diretto, fisico, affettuoso. La Madonna passa e il paese la saluta con i damaschi esposti a finestre e balconi, quelle coperte colorate che in Calabria significano festa, rispetto, orgoglio di casa. Ogni balcone diventa un palco, ogni cortile un punto di osservazione.
Arrivano da tutto il circondario: da Amantea, Cleto, Serra d’Aiello, Lago, Longobardi e dai paesi vicini. Non è solo devozione aiellese: la Madonna delle Grazie di Aiello è da secoli un punto di riferimento per un territorio più ampio, un polo di attrazione spirituale che supera i confini comunali.
Poi, al tramonto, arriva il momento più malinconico. La statua viene riaccompagnata alla sua casa, alla chiesa del Convento. La tristezza è reale, quasi palpabile. Ma come dice la saggezza popolare aiellese: un anno trascorre in fretta, e poi sarà ancora festa.

Una festa, mille storie
Ciò che rende questa festa davvero speciale non è solo il programma liturgico — la veglia, le Messe solenni, la processione — ma il tessuto umano che le si stringe attorno. Gli uomini che costruiscono il carro, tramandando il mestiere di generazione in generazione. I ragazzi che imparano guardando i più anziani. Le famiglie che tornano per le feste dopo mesi o anni di lontananza. Il sindaco che ringrazia i colleghi dei comuni vicini. I fuochi d’artificio che chiudono la serata con quella lingua di fuoco e rumore che solo in Calabria sa essere così calorosa.
C’è anche una dimensione intima, quasi privata. Alcuni aiellesi osservano il digiuno il giorno della vigilia, si ritirano in preghiera presso la chiesa del Convento, si raccolgono davanti alla statua della Vergine. La grazia non si chiede solo in processione: si chiede nel silenzio, nel buio fresco della chiesa, quando si è soli davanti a lei.

ARCIDIOCESI DI COSENZA-BISIGNANO
PARROCCHIA SANTA MARIA MAGGIORE AIELLO CALABRO (CS)

FESTEGGIAMENTI IN ONORE DELLA MADONNA DELLE GRAZIE
1 e 2 LUGLIO 2026

PROGRAMMA RELIGIOSO

- Dal 23 giugno 2026
Ore 5:30 – Inizio della Novena presso il Convento. Benedizione della Chiesa Madonna delle Grazie e Santa Messa.
Ore 18:00 – Rosario e Santa Messa.

- Mercoledì 1° Luglio 2026
Ore 5:30 – Rosario e Santa Messa.
Ore 10:00 – Santa Messa.
Ore 19:30 – Rosario e Santa Messa.
A seguire, Processione fino alla Chiesa di Santa Maria, accompagnata dalla Banda Musicale “M. Aloe – Città di Amantea”.
Spettacolo di Fuochi Pirotecnici

- Giovedì 2 Luglio 2026
Festa della Madonna delle Grazie
Ore 11:00 – Santa Messa Solenne in Piazza Plebiscito, presieduta da S.E. Mons. Giovanni Checchinato, Arcivescovo di Cosenza-Bisignano.
A seguire, Processione per le vie del paese, accompagnata dalla Banda Musicale “M. Aloe – Città di Amantea” (CS).
Ore 17:30 – Santa Messa in Piazza Plebiscito, presieduta da Don Luca Perri, Parroco della Cattedrale di Cosenza-Bisignano.
A seguire, Processione di accompagnamento con il Carro della Madonna fino al Convento.
Si comunica che durante le processioni non saranno raccolte offerte.

PROGRAMMA CIVILE

- Mercoledì 1° Luglio 2026
Piazza Santa Maria
Ore 22:30 – Concerto del Complesso Musicale “SUDDANZA”.
Parteciperà il gruppo di ballo “Amor di Taranta”.

- Giovedì 2 Luglio 2026
Piazza Santa Maria
Ore 22:00 – Concerto del Complesso Musicale
“CECÈ BARRETTA TOUR 2026”

A seguire, estrazione dei premi della riffa.

RINGRAZIAMENTI
Si ringraziano l’Amministrazione Comunale, la Commissione Festa, la Pro Loco, tutte le Associazioni che hanno collaborato, gli Sponsor, il Servizio d’Ordine, il Servizio Civile, il Coro, il Gruppo del Carro e tutte le persone che hanno contribuito con le loro offerte.

Buona festa a tutti!
Aiello Calabro, 21 giugno 2026
Il Parroco Sac. Jean Paul Mavungu

Finissage della mostra documentaria su Pietro Barbalonga all’Archivio di Stato di Cosenza

COSENZA – Lo scorso venerdì 19 giugno 2026, con il finissage della mostra documentaria dedicata a Pietro Barbalonga si è conclusa “Segni di pietra, memorie d’archivio”, organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (4 maggio – 19 giugno 2026).
Il convegno conclusivo, frutto della collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, è iniziato con i saluti istituzionali di Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza) e Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro). Era presente e ha portato i suoi saluti anche il direttore dell’Archivio di Stato di Catanzaro, Antonio Paonessa. Tra il pubblico, l’assessore Rosario Branda del Comune di Cosenza e, naturalmente, Olga Terranova e Giuseppe Rocchetta, rispettivamente vicesindaca e assessore del Comune di Aiello Calabro.
A seguire, gli interventi specialistici: la direttrice dell’Archivio di Stato, Maria Spadafora, che si è soffermata sulla documentazione notarile custodita nell’Archivio relativa ai contratti di lavoro di Pietro Barbalonga e all’attività della scuola di scalpellini di Aiello nei primi del Seicento; Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore scientifico delle celebrazioni barbalonghiane, che ha presentato una rassegna sulla città ducale di Aiello e le sue emergenze artistiche; Dina Caligiuri, architetto e studiosa di Barbalonga, che ha parlato in particolare del palazzo Giannuzzi (conosciuto come Cybo-Malaspina) decorato dal Barbalonga; e infine Mario Panarello, storico dell’arte, docente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e socio del Centro studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali” di Napoli, il quale ha approfondito l’aspetto artistico della magnifica Cappella Cybo di Aiello Calabro. I lavori sono stati introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.
“È stato un convegno di grande valore umano e culturale, capace di far emergere con profondità la vita e le opere dell’artista. Con sincera emozione — ha dichiarato il sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore — sono intervenuto per ribadire quanto sia importante continuare a far conoscere e valorizzare la figura di Pietro Barbalonga nel 400° anniversario della sua morte. Un maestro che ha lasciato tracce preziose e diffuse in tutta la Calabria: un patrimonio di bellezza e identità che abbiamo voluto raccogliere in un’importante mostra”.
La mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”, allestita nel chiostro dei Paolotti dal 5 giugno, continuerà per tutto giugno e i primi giorni di luglio, prima di tornare ad Aiello.

Ufficio Stampa
Email: tillesino@gmail.com
Web: pietrobarbalonga2026.wordpress.com

Barbalonga, tra fotografia, documenti storici e architettura della Tarda Maniera

COSENZA / AIELLO CALABRO – Un grande progetto di riscoperta e valorizzazione accende i riflettori su Pietro Barbalonga, definito “grande maestro” della Tarda Maniera. L’iniziativa, promossa dal Comune di Aiello Calabro (CS) con la cura scientifica dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, trova in questi giorni la sua prestigiosa cornice espositiva a Cosenza, grazie alla sinergia con l’Archivio di Stato.

Le celebrazioni barbalonghiane hanno preso il via ad Aiello Calabro il 23 aprile scorso, in occasione del quarto centenario della morte avvenuta ad Aiello – dove abitava, lavorava e aveva famiglia – nel 1626, con una conferenza di approfondimento storico-artistico, proseguendo il 2 e 3 maggio con la mostra fotografica a Palazzo Cybo, sempre ad Aiello.

Dal 5 giugno, la mostra “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro” si è spostata a Cosenza, in occasione della “Notte degli Archivi” (all’interno del festival nazionale Archivissima), allestita nel chiostro dell’Archivio di Stato di Cosenza. L’esposizione, organizzata dall’Amministrazione comunale di Aiello Calabro per far conoscere l’eredità artistica del maestro sul proprio territorio, e accolta e ospitata dall’Archivio di Stato, rimarrà aperta e visitabile sino alla prima decade di luglio.

La direttrice, dott.ssa Maria Spadafora, ha espresso “grande soddisfazione per l’ampia partecipazione alla Notte degli Archivi e per i tanti riscontri positivi ricevuti, segno di un interesse sempre più vivo verso il patrimonio documentario e storico del nostro territorio”.

Anche il sindaco di Aiello, Luca Lepore, non ha mancato di commentare il successo della mostra su Barbalonga, realizzata nell’ambito del progetto “Sentieri d’Arte”. “Un lavoro che nasce dal desiderio di valorizzare e far conoscere sempre di più la figura e l’opera di un artista che ha segnato profondamente la nostra storia e la nostra identità culturale. Vedere questa mostra, frutto dell’impegno della nostra Amministrazione, e il nome di Pietro Barbalonga protagonisti di un evento di tale prestigio – ha aggiunto Lepore – è motivo di grande soddisfazione e orgoglio per tutta la comunità aiellese”.

In concomitanza e a ideale completamento delle celebrazioni barbalonghiane, l’Archivio di Stato di Cosenza aveva allestito nelle scorse settimane una propria mostra documentaria (ancora in corso). Si tratta di un’esposizione indipendente ma complementare rispetto a quella fotografica, aperta dal 4 maggio nelle sale dell’Istituto, che offre a visitatori e studiosi la possibilità di consultare preziosi documenti d’archivio originali, fondamentali per ricostruire il contesto storico in cui operò il maestro siciliano.

Le iniziative, in stretta collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, non finiscono qui. Un altro approfondimento scientifico sul maestro peloritano è in programma per venerdì 19 giugno 2026, alle ore 17.30, presso la sede dell’Archivio in via Gian Vincenzo Gravina, 12. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di: Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza), Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro).

Il dibattito entrerà nel vivo con gli interventi specialistici della stessa direttrice dell’Archivio di Stato Maria Spadafora, Gianfrancesco Solferino (Storico dell’arte e Curatore scientifico dell’iniziativa), Dina Caligiuri (Architetto), Mario Panarello (Storico dell’arte, Accademia di Belle Arti di Lecce). I lavori saranno introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.

Le iniziative barbalonghiane – per le quali molto impegno stanno dedicando il sindaco Lepore, la vice Olga Terranova, la Giunta e l’Amministrazione comunale tutta, che conta sulla collaborazione della direzione artistica di Angelica Pedatella del festival “Sentieri d’arte”, e in maniera particolare su quella scientifica dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino – sono realizzate nell’ambito di un progetto finanziato a valere sull’avviso “Attività Culturali – Annualità 2025” con risorse POC 2014/2020 (Regione Calabria), e godono del patrocinio morale di numerosi enti religiosi, culturali e comunali del territorio.

Chi ama l’arte e la cultura non può mancare di visitare le due mostre (quella fotografica nel chiostro e quella documentaria dell’Archivio) per riscoprire la grandezza di un protagonista indiscusso della storia artistica calabrese. L’anno barbalonghiano andrà avanti anche nei prossimi mesi con altre iniziative.

Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello.
Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità di adozione.

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Estate Aiellese 2026