Escursione da Casellone di Monte Faeto a Bocca Lacone, domenica 18 ottobre 2026

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Curiosità. Le reliquie di San Pacifico ad Aiello Calabro (Cs) e il documento di donazione

Oggi è il 24 settembre e la Chiesa ricorda San Pacifico Martire. Ma quanti Santi o beati di nome Pacifico esistono? Nel martirologio cattolico ci sono diverse figure di rilievo che portano questo nome: San Pacifico da San Severino (al secolo Carlo Antonio Divini, 1653-1721), sacerdote francescano osservante, le cui memorie e festività liturgica ricorrono proprio il 24 settembre; Beato Pacifico Ramati da Cerano (†1482), francescano e celebre predicatore (celebrato il 4 giugno); Beato Pacifico (†1234), compagno di San Francesco d’Assisi (celebrato il 10 luglio); Beato Pacifico da Valencia (†1936), religioso cappuccino e martire (celebrato il 12 ottobre).

Ad Aiello Calabro (Cs) esisteva una reliquia di San Pacifico, donata alla famiglia Giannuzzi nel 1739. L’atto di donazione venne trovato e poi consegnato diversi anni fa, all’Archivio di Stato di Cosenza, dal prof. Rocco Liberti. Il cranio con due capelli era custodito nella cappella di S. Francesco di Paola, ad Aiello. Non è dato sapere se esista ancora e dove sia.

Pubblichiamo, di seguito, il documento, assieme alla trascrizione in latino e con la traduzione in italiano.

Trascrizione del documento (Autentica di Reliquia)
Il documento è un tipico attestato di autenticità di sacre reliquie (in formato latino ecclesiastico) emesso dal Vicariato di Roma nel XVIII secolo.

Fr. JO: ANTONIVS tit. S. Martini in Montibus S. R. E. Presbyter Card. Guadagni, SS. D. N. Papæ Vicarius Generalis, Romanæque Curiae, eiusque Districtus Judex Ordinarius &c.
Universis, & singulis praefentes nostras litteras inspecturis fidem facimus, & atteftamur, quod Nos ad maiorem Omnipotentis Dei gloriam suorumque Sanctorum venerationem dono dedimus D. Nicolao Giannuzzi, Tropeien. Dioec. Sacrae Canium [Cranium] Sancti Christi Martyris Pacifici, unà cum duobus Cuniculis [globulis/particulis] ex Sanctis D. N. Papæ ex Coemeterio Cyriaci extractis, quæ in capsula seu theca Reliquiaria crystallina affabrè elaborata benè clausa, & funiculo ferico coloris rubej colligata, ac sigillo nostro signata supradicto D. Nicolao Giannuzzi concessimus, eidemque ut praedicta Sacrae Reliquiae apud se retinere, alijs donare, extra Urbem tranfmittere, & in quacunque Ecclesia, Oratorio, aut Cappella publicæ fidelium venerationi, exponere, & collocare valeat in Domino facultatem concessimus, absque tamen Officio, & Missa ad formam Decreti S. Congreg. Rituum edit. die 11. Augusti 1691. In quorum fidem has litteras testimoniales manu nostra subscriptas, nostroque figillo firmatas per infrascriptum Sacrar. Reliquiarum Custodem, expediri mandavimus. Romae ex Aedibus nostris die 28. mensis January Anno 1739.

(Firma del Cardinale e del Custode delle Reliquie).

Traduzione in italiano
Fra [Frate] GIOVANNI ANTONIO, del titolo di San Martino ai Monti, Presbitero Cardinale Guadagni, Vicario Generale di Nostro Signore il Papa, Giudice Ordinario della Curia Romana e del suo Distretto, ecc.
A tutti e singoli coloro che esamineranno le nostre presenti lettere diamo fede e attestiamo che Noi, a maggiore gloria di Dio Onnipotente e venerazione dei suoi Santi, abbiamo donato al Signor Nicola Giannuzzi, della diocesi di Tropea, le Sacre Reliquie del Cranio del Santo Martire di Cristo Pacifico, insieme a due particelle estratte dal cimitero di San Ciriaco [di proprietà] dei Santi Nostri Signori Papi, le quali [reliquie] abbiamo racchiuso in una capsula ovvero teca reliquiaria di cristallo finemente lavorata, ben chiusa, legata con un filo di seta di colore rosso e sigillata con il nostro sigillo sopra menzionato, e le abbiamo concesse al suddetto Signor Nicola Giannuzzi.
E nello stesso tempo abbiamo concesso nel Signore la facoltà affinché possa trattenere presso di sé le predette Sacre Reliquie, donarle ad altri, trasmetterle fuori dall’Urbe [fuori Roma] ed esporre e collocare in qualsiasi Chiesa, Oratorio o Cappella pubblica per la venerazione dei fedeli, senza tuttavia l’Ufficio e la Messa, secondo la forma del Decreto della Sacra Congregazione dei Riti emesso il giorno 11 agosto 1691.
In fede di ciò abbiamo ordinato che queste lettere testimoniali, sottoscritte di nostra mano e confermate con il nostro sigillo, siano spedite per tramite del sottoscritto Custode delle Sacre Reliquie.
Roma, dalla nostra residenza, il 28 gennaio dell’anno 1739.

Aiello Calabro, 20.09.2026

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Festival della Dieta Mediterranea 2026. Appuntamenti ad Aiello Calabro il 19 e il 20 settembre

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I garibaldini scomparsi, cronaca e storia ad Aiello Calabro nel Risorgimento. Un volume appena pubblicato di Rocco Civitelli

Condividiamo dalla bacheca di Rocco Civitelli il post che parla dell’ultimo libro pubblicato, I garibaldini scomparsi, che dal 20 luglio scorso è acquistabile su Amazon.

Da quanto si legge nei documenti di archivio consultati da Civitelli, c’è un coinvolgimento importante di Aiellesi alle insurrezioni dell’estate 1860, già peraltro oggetto di uno scritto di Giovanni Solimena tema di una conferenza tenuta a Catanzaro nel 1920 sulla partecipazione calabrese alla spedizione di Garibaldi.

Proprio nel mese di agosto, l’11, ad Aiello, si forma un Comitato insurrezionale, il 24 agosto ci sarà una raccolta fondi – più di 300 ducati, pari a circa 15 mila euro di oggi – ed il 25 agosto il Comitato proclamerà l’insurrezione…

Buona lettura

San Giuliano Martire e quel silenzio lungo più di venticinque anni

Siamo ancora in tempo, prima che la giornata si chiuda, per dedicare un pensiero a una ricorrenza che sta a cuore a tanti: oggi, 12 agosto, ricorre San Giuliano Martire.

Il calendario, a dir la verità, conosce diversi Santi con questo nome — celebrati a gennaio, a febbraio e poi ancora verso la fine di agosto — ma per la nostra comunità questa data porta con sé un’eco del tutto particolare, poichè esiste una chiesa intitolata a questo Santo. E anche perché questo luogo di culto è chiuso ormai da sin troppo tempo, poiché in pessimo stato di conservazione. Un luogo del cuore, nascosto e dimenticato.

Il titolo della chiesa si perde nella storia. Non si conservano, infatti, immagini, dipinti o statue di San Giuliano giunte fino a noi. Ma ciò che manca nell’iconografia è ben vivo nella memoria storica del paese.

Negli anni ’50 del secolo passato, si registrava l’ultimo intervento di restauro sul luogo di culto. Da oltre 25 anni le porte della chiesa sono sbarrate: chiusa al pubblico a causa del grave stato di degrado in cui versa. Più di tre quarti di secolo di abbandono per una struttura bellissima e immensamente cara a tutti gli Aiellesi, che l’hanno vista lentamente scivolare nel silenzio.

In questi anni, il patrimonio storico locale ha iniziato a mostrare segni di rinascita. Con i lavori ormai in via di ultimazione dell’ex Convento degli Osservanti e della chiesa di Santa Maria Maggiore, la speranza torna a farsi strada. Il nostro augurìo più grande è che, una volta chiusi questi importanti cantieri, l’attenzione e le risorse possano finalmente posarsi sulla Chiesa di San Giuliano. Restituire questo luogo alla comunità non significa solo recuperare delle pietre, ma ricucire un pezzo di identità e di storia del nostro territorio.

Le immagini a corredo
1 – San Giuliano Martire (Immagine di repertorio);
2 – Ritaglio stampa (Articolo del 2011 dedicato alla situazione della chiesa);
3 – Dettaglio del pannello espositivo della mostra su Pietro Barbalonga. Secondo l’ipotesi dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, il Barbalonga sarebbe l’autore dell’arco lapideo della Cappella del Carmine, un’opera di straordinario pregio proveniente, verosimilmente, proprio da Santa Maria Maggiore e qui successivamente rimontata.

Qui sotto, aggiungiamo una immagine del calendarietto del 2000, per sensibilizzare a salvare l’arte. In questo caso, gli affreschi di Raffaele Aloisio… ma nulla si mosse.

AI Calabria, l’atlante collaborativo dei dialetti calabresi

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Aiello e Barbalonga, un primo consuntivo delle celebrazioni dell’artista – Il video dell’incontro del 31 luglio 2026

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Lago (CS): il 12 agosto il convegno “Turismo delle Radici: 10 anni di accoglienza”

Le radici non appartengono al passato. Sono il filo che ci unisce al futuro.

C’è un richiamo che attraversa il tempo e le distanze: è quello della terra d’origine, dei racconti di famiglia, delle tradizioni che continuano a vivere nel cuore di chi è partito e di chi custodisce la memoria delle proprie comunità.

Per celebrare questo legame nasce il convegno “Turismo delle Radici: 10 anni di Accoglienza”, un momento di incontro e riflessione dedicato a un percorso che, da dieci anni, promuove il ritorno alle origini come occasione di scoperta, appartenenza e sviluppo del territorio.

L’iniziativa – in programma a Lago il 12 agosto 2026, alle ore 19 nei locali dell’Auditorium Comunale – è promossa dall’Associazione Laghitani nel Mondo, da sempre impegnata nel rafforzare il legame tra la comunità locale e i suoi figli nel mondo.

Con il patrocinio dei Comuni di Aiello Calabro, Lago, Cleto, San Pietro in Amantea e Serra D’Aiello e dell’Associazione Nazionale Genealogia, Turismo delle Radici e Rurale, il convegno sarà un’occasione per condividere esperienze, valorizzare la memoria collettiva e guardare insieme alle opportunità che il Turismo delle Radici offre ai nostri territori.

Il Programma dell’Incontro | L’evento sarà moderato dalla Dott.ssa Elvira Sacco, esperta in Turismo delle Radici. A seguire i saluti Istituzionali di Enzo Scanga, sindaco del Comune di Lago (CS). Interverranno: Giuseppe Cino, presidente dell’Associazione Laghitani nel Mondo, Danilo Verta di Vita Calabria Tours e i sindaci del Comprensorio con testimonianze sulle opportunità del turismo delle radici per il rilancio dei territori locali. Le conclusioni sono affidate a Orlandino Greco, consigliere Regionale della Calabria e delegato per i rapporti con i Calabresi nel Mondo.

A conclusione della serata, gli ospiti saranno invitati a un percorso di degustazione dei prodotti tipici laghitani, un viaggio nei sapori autentici della tradizione locale, curato con passione da: Macelleria Ferdinando Sacco, Panetteria-Pasticceria Iuliano Paolo, Enoteca Ermogesto Piluso, Azienda Agricola Settimio Mazzotta.

Perché ritrovare le proprie radici significa anche riscoprire i profumi, i sapori e l’ospitalità che rendono unica la nostra terra.

L’Associazione Laghitani nel Mondo vi aspetta per celebrare insieme dieci anni di accoglienza, identità e futuro.

“L’amico Geniale” in Sila Piccola. Il racconto ciclosofico di una pedalata nei boschi, di Pierluigi Pedretti

Postiamo un articolo di Pierluigi Pedretti che racconta una uscita in bici nella Sila Piccola, dove per caso incontra “Geniale”. “Sulu munti e munti ‘un se ‘ncontrenu”, il mio commento, mentre informo l’autore del pezzo, che l’amico Geniale lo conosco da un paio di anni. Geniale è un signore di Pentone e il nome Geniale è – meglio dire era – diffuso prevalentemente ad Aiello Calabro e dintorni. Dunque, come può una persona di un paesino in provincia di Catanzaro chiamarsi come il Santo Patrono di Aiello? La spiegazione c’è, e secondo lo scrivente, è verosimilmente questa: dal momento che anche il nonno del nostro si chiamava Geniale, e chissà forse anche il nonno del nonno (del nonno ecc.), potrebbe trattarsi di quel mastro ferraio che viene citato dal manoscritto di Geniale Maruca del 1763, come si può leggere dal ritaglio allegato. Buona lettura