Inaugurato il Parco Museo Kolbe di S. Pietro in Amantea, 18 luglio 2026

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Sabato 18 luglio è stato inaugurato il Parco Museo Kolbe della Comunicazione, un nuovo spazio culturale che apre le proprie porte a San Pietro in Amantea con l’obiettivo di raccontare l’evoluzione della comunicazione umana attraverso un patrimonio unico di strumenti, documenti e tecnologie che attraversano secoli di storia.

Il museo rappresenta la realizzazione del grande progetto di Fra Pio Marotti, frate francescano che ha dedicato la propria esistenza alla ricerca, alla divulgazione e alla conservazione della memoria tecnologica della comunicazione. Per decenni ha raccolto, restaurato e custodito migliaia di reperti provenienti da ogni parte del mondo, convinto che comprendere come l’uomo abbia imparato a comunicare significhi comprendere anche la sua evoluzione culturale e sociale.

Alla sua scomparsa, avvenuta il 14 settembre 2025, il patrimonio costruito con passione nell’arco di una vita non è andato disperso. Al contrario, grazie all’impegno di quanti hanno creduto nel valore della sua opera, quella collezione diventa oggi un museo aperto alla collettività: un luogo di studio, divulgazione e incontro, destinato a trasformarsi in un punto di riferimento per studenti, ricercatori, appassionati e visitatori.

L’inaugurazione ha preso il via al Museo Arte Orafa, ospitato nell’ex Chiesa di San Bartolomeo, con una lecture del prof. Riccardo Barberi, ordinario di Fisica Applicata presso l’Università della Calabria, dedicata al rapporto tra scienza, tecnologia e comunicazione.

E’ seguita una tavola rotonda coordinata dal prof. Antonio Viscomi, ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università Magna Graecia e vicepresidente di Entopan, momento di confronto sul ruolo della comunicazione come motore di sviluppo culturale, sociale e scientifico.

Al termine dell’incontro il pubblico si è trasferito al Parco Museo Kolbe della Comunicazione, in Contrada Muglicelle, dove si è svolta la cerimonia ufficiale con il taglio del nastro.

La serata è proseguita con un’apericena a buffet e con il concerto dell’Orchestra di Fiati Mediterranea Città di Amantea, in un momento di festa aperto alla cittadinanza.

Un museo che racconta come cambia il mondo | Il Parco Museo Kolbe della Comunicazione custodisce centinaia di reperti che documentano la straordinaria evoluzione degli strumenti attraverso cui l’uomo ha imparato a trasmettere informazioni, conoscenza e cultura: dalle prime forme di stampa alle telecomunicazioni, dalla fotografia alla radio, dal telefono fino alle tecnologie digitali.

Il Patrimonio del Museo Kolbe rappresenta una “eccezionalità”, perché contemporaneamente si possono vedere qui raggruppati tanti oggetti esposti in molti Musei nel Mondo quali:
La Cittadella Galileiana di Pisa; Musei con Opere di Galileo Galilei in Milano e Firenze; Museo Arti e Mestieri di Parigi; Museo Rai della Radio e TV di Torino, Museo Radio Vaticana; Museo della Stampa in: Chania (Grecia), Soncino (CR), Prati (PC); Museo del Calcolo ed Informatica in: Pisa, Milano, Paterbon (Germania), Smithsorian (Washington – USA). La varietà dello spettro di oggetti collezionati e il loro significato nella evoluzione delle tecnologie ne fanno un esempio singolare nel panorama museale dell’Italia meridionale.

Il percorso museale quindi non è soltanto una raccolta di oggetti storici, ma un viaggio attraverso le idee che hanno trasformato il modo in cui le persone si incontrano, dialogano e costruiscono relazioni. Ogni strumento racconta un passaggio fondamentale dell’ingegno umano, mostrando come ogni innovazione abbia cambiato il nostro modo di vivere il tempo, lo spazio e la società.

Inserito nel paesaggio di San Pietro in Amantea, il museo nasce con la volontà di diventare un luogo vivo, aperto alla ricerca, alla didattica e alla divulgazione, capace di dialogare con scuole, università e visitatori provenienti da tutta Italia.

L’eredità di Fra Pio Marotti | Fra Pio Marotti amava ripetere che gli strumenti della comunicazione non sono semplici oggetti, ma testimonianze della capacità dell’uomo di costruire ponti tra persone, culture e generazioni.

L’inaugurazione del Parco Museo Kolbe rappresenta il compimento di quel pensiero e restituisce alla comunità l’eredità di un uomo che ha trasformato una passione personale in un patrimonio collettivo. Dal 18 luglio quel patrimonio non sarà più soltanto il frutto di una vita dedicata alla ricerca e alla conoscenza, ma diventerà una nuova occasione di crescita culturale per il territorio, affinché il sogno di Fra Pio continui a parlare alle generazioni future.

Per maggiori info: https://www.pmkolbe.it/

Aiello Calabro festeggia la Madonna delle Grazie 1 e 2 luglio 2026 | Galleria foto & video

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Finissage della mostra documentaria su Pietro Barbalonga all’Archivio di Stato di Cosenza

COSENZA – Lo scorso venerdì 19 giugno 2026, con il finissage della mostra documentaria dedicata a Pietro Barbalonga si è conclusa “Segni di pietra, memorie d’archivio”, organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (4 maggio – 19 giugno 2026).
Il convegno conclusivo, frutto della collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, è iniziato con i saluti istituzionali di Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza) e Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro). Era presente e ha portato i suoi saluti anche il direttore dell’Archivio di Stato di Catanzaro, Antonio Paonessa. Tra il pubblico, l’assessore Rosario Branda del Comune di Cosenza e, naturalmente, Olga Terranova e Giuseppe Rocchetta, rispettivamente vicesindaca e assessore del Comune di Aiello Calabro.
A seguire, gli interventi specialistici: la direttrice dell’Archivio di Stato, Maria Spadafora, che si è soffermata sulla documentazione notarile custodita nell’Archivio relativa ai contratti di lavoro di Pietro Barbalonga e all’attività della scuola di scalpellini di Aiello nei primi del Seicento; Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore scientifico delle celebrazioni barbalonghiane, che ha presentato una rassegna sulla città ducale di Aiello e le sue emergenze artistiche; Dina Caligiuri, architetto e studiosa di Barbalonga, che ha parlato in particolare del palazzo Giannuzzi (conosciuto come Cybo-Malaspina) decorato dal Barbalonga; e infine Mario Panarello, storico dell’arte, docente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e socio del Centro studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali” di Napoli, il quale ha approfondito l’aspetto artistico della magnifica Cappella Cybo di Aiello Calabro. I lavori sono stati introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.
“È stato un convegno di grande valore umano e culturale, capace di far emergere con profondità la vita e le opere dell’artista. Con sincera emozione — ha dichiarato il sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore — sono intervenuto per ribadire quanto sia importante continuare a far conoscere e valorizzare la figura di Pietro Barbalonga nel 400° anniversario della sua morte. Un maestro che ha lasciato tracce preziose e diffuse in tutta la Calabria: un patrimonio di bellezza e identità che abbiamo voluto raccogliere in un’importante mostra”.
La mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”, allestita nel chiostro dei Paolotti dal 5 giugno, continuerà per tutto giugno e i primi giorni di luglio, prima di tornare ad Aiello.

Ufficio Stampa
Email: tillesino@gmail.com
Web: pietrobarbalonga2026.wordpress.com

824° anniversario della morte di Gioacchino da Fiore. Ottava edizione dei Cammini da Pratopiano a Canale di Pietrafitta

Giorno della Memoria 2026. Una pietra d’inciampo a Parma per il partigiano Geniale Bruni

Per il Giorno della Memoria 2026, a Parma, sarà ricordato con la posa di una pietra d’inciampo il partigiano Aiellese Geniale Bruni.
Un occasione per ricordare i tanti partigiani meridionali che hanno preso parte alla Resistenza parmense e che, per questa scelta, hanno pagato con la vita. Alla cerimonia del 27 gennaio 2026 sono stati invitati i parenti del partigiano.
L’iniziativa è a cura del Comune di Parma – Settore Cittadinanza Attiva e Partecipazione e ISREC Parma in collaborazione con Archivio Storico Comunale e Parma Infrastrutture.

Il programma
Martedì 27 gennaio
Dalle 9.30 – Cerimonia ufficiale e posa di nuove pietre d’inciampo:
9.30: Angelo Battei, via Nazario Sauro 5
10: Emilio degli Andrei, borgo Onorato 8
10.20: Geniale Bruni, borgo Bernabei angolo via d’Azeglio
10.40: Annibale Visconti, via Solari 17

Fonte notizia | Comune di Parma e Parmadaily

Per informazioni sul partigiano ==> Geniale Bruni | Dizionario biografico della Calabria Contemporanea curato dall’ICSAIC

“A chi interessa”, il podcast che racconta la storia del Capitano Natale De Grazia

A Chi Interessa è il podcast indipendente in 7 puntate che racconta la storia del Capitano Natale De Grazia, morto misteriosamente mentre stava conducendo un’inchiesta sul presunto traffico illecito di rifiuti radioattivi e tossico-nocivi affondati con il sistema delle “navi a perdere”.
Autrice Maria Vittoria Sparano
Podcast Producer Giada Pari

Trenta anni fa moriva il capitano Natale De Grazia

A ricordo del Capitano Natale De Grazia a 30 anni dalla morte
• 19 dicembre 1956, Catona di Reggio Calabria
• 12 dicembre 1995, Nocera Inferiore

Fuori campo, il cinema come dimora | Aiello Calabro 30.11.2025

𝗙𝘂𝗼𝗿𝗶 𝗖𝗮𝗺𝗽𝗼 𝟱, 𝗶𝗹 𝗖𝗶𝗻𝗲𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗗𝗶𝗺𝗼𝗿𝗮
𝐋𝐞 𝐬𝐭𝐚𝐧𝐳𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐭𝐞𝐦𝐩𝐨, il video realizzato per la tappa di Palazzo Cybo Malaspina, realizzato da Cristiano Videographer, all’anagrafe Francesco Cristiano.
Un ritratto intimo di Aiello Calabro costruito attorno a tre soggetti. Due figure che raccontano la storia e la memoria, con i proprietari del Palazzo che invece raccontano i loro ricordi.
Il corto documentaristico, intreccia ricerca, testimonianze orali e immagini del paese per restituire storia, bellezza e la tenace continuità tra passato e presente.
Intimo, contemplativo, sensoriale.

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Fuori Campo 5 chiude ad Aiello Calabro un’edizione dedicata al legame tra cinema e dimore storiche

Con l’appuntamento ad Aiello Calabro si è conclusa la quinta edizione di Fuori Campo, il progetto itinerante ideato da Rete Cinema Calabria e dedicato alla valorizzazione del cinema italiano d’autore e delle dimore storiche regionali. Tema di quest’anno, “Il Cinema come Dimora”, ha inteso esplorare il legame profondo fra gli spazi filmici e la narrazione cinematografica, offrendo un percorso di riscoperta delle principali Dimore Storiche della Calabria riconosciute dal Ministero nei percorsi nazionali del patrimonio italiano.
Un itinerario iniziato il 7 novembre a Cosenza, a Palazzo Grisolia, proseguito il 22 novembre ad Acconia di Curinga, nella splendida Villa Cefaly Pandolphi, e conclusosi il 30 novembre ad Aiello Calabro, presso il suggestivo Palazzo Cybo Malaspina. Qui, la giornata finale si è aperta con una visita guidata del borgo condotta dal giornalista Bruno Pino, seguita dall’accoglienza della vice sindaca Olga Terranova e di Anna Tasselli, rappresentante della famiglia proprietaria della dimora, che hanno sottolineato il valore culturale e sociale di questi luoghi come depositi di memoria collettiva.
Tra architettura, arte e riflessioni cinematografiche
Durante l’incontro è stato proiettato in anteprima il video-racconto “Le Stanze del tempo” di Francesco Cristiano, un cortometraggio che intreccia ricerca, testimonianze e immagini per restituire il ritratto di un borgo che vive sospeso tra passato e presente. L’opera ha rappresentato una sintesi poetica della filosofia del progetto: dare voce ai luoghi e alle persone che custodiscono la memoria viva del territorio.
A seguire, l’intervento della storica dell’arte Giuseppina De Marco, docente all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria, ha offerto un originale parallelismo tra architettura e cinema, con la relazione “Trame diegetiche tra Architettura e Cinema”, in cui ha messo in luce la bellezza e la genialità che accomunano due linguaggi artistici differenti ma complementari.
Con la stessa intensità, Carlo Fanelli, docente di Discipline dello Spettacolo all’Università della Calabria, ha presentato il volume “Pasolini e la Calabria”, raccogliendo episodi, riflessioni e testimonianze sul rapporto del poeta con la regione: dalla sua partecipazione al Premio Crotone negli anni ’50 alle descrizioni del territorio nel reportage “La lunga strada di sabbia”, fino ai ricordi legati alle riprese de “Il Vangelo secondo Matteo”.
Cinema al femminile e nuove narrazioni calabresi
La tappa conclusiva ha ospitato anche la giornalista Paola Abenavoli e l’attrice Agnese Ricchi, interprete e produttrice del documentario “Kalavrìa” (2024), diretto da Cristina Mantis, vincitore del Vesuvio Award – Nuovo Cinema Italia al Napoli Film Festival. Girato interamente in Calabria, il film racconta un viaggio tra mito e realtà, attraverso lo sguardo di un moderno Ulisse – interpretato da Ivan Franek – che riscopre una terra sospesa tra leggenda e quotidianità.
La regista, intervenuta in collegamento video dall’estero, ha spiegato di aver voluto rappresentare “l’altra Calabria, quella del mito, della storia e delle radici profonde”, ispirandosi agli studi di Armin Wolf sul legame tra Ulisse e il territorio calabrese.
La sala, gremita e partecipe, ha seguito con attenzione l’intero evento moderato da Ernesto Orrico, con il supporto tecnico di Antonio Giocondo e Antonio Cuda, e la presenza di Ivana Russo, presidente di Rete Cinema Calabria.
Nel suo intervento finale, Russo ha espresso gratitudine verso i proprietari delle dimore storiche e lo staff, sottolineando come “ogni tappa abbia permesso di scoprire luoghi straordinari e rafforzare il legame con la nostra regione”.
Sostenuta dalla Calabria Film Commission, dalla Fondazione Carical e da BCC Mediocrati, la rassegna “Fuori Campo 5” si conferma così un appuntamento di rilievo per il cinema d’autore e per la promozione del patrimonio culturale e paesaggistico della Calabria.

In memoria di Giuseppe (detto Peppe) Guadagnuolo

A distanza di un po’ di tempo, riceviamo da Franco Pedatella una bella poesia dedicata all’amico fraterno Giuseppe.

Annuncio al mondo che a mancar venisti
tu, pezzo di mia vita da bambino,
di qualche anno a me più piccolino,
cresciuto insieme a me qual fratellino.

Quando nascesti bimbo sorridente,
ti diè mamma Carmela il latte sano
che avèa bevuto anch’io con tuo fratello
Nicola, sí che fummo una famiglia.

Ti diè coraggio e forza, amore e ardore
Mariu Surdatu, il padre tanto amato,
picciol di corpo, ma di cuore forte,
che di te fece un uom compiuto e ardito.

Eri da bimbo lento ad obbedire,
perciò talór tua madre s’arrabbiava,
ma tutto poi tornava come prima,
come il buon cuore tuo ben meritava.

Da me imparasti un poco di latino
per far la Scuola Media con onore
ed affrontar poi studi superiori
che vita avrebber fatto meno amara.

Di Alfredo Aloisio a scuola fosti
compagno e gareggiavi a primeggiare
nell’arrivare insiem su a quelle scale
che ti portavan nella Scuola Media;

ma dopo quella corsa ti piaceva
con lüi affacciarti alla finestra
ed ambedue star fermi ad aspettare
gli altri, poi in classe entrare ad imparare.

Quando fu l’ora di cercar lavoro,
nell’Arma entrasti dei Carabinieri.
Mettesti la divisa con l’orgoglio
di tutelar d’ogni uom la sicurezza

e fosti in prima fila nei momenti
piú tragici di storia nazionale,
che l’opinione pubblica divisero
e minacciâro l’unità ideale:

la strage alla stazione di Bologna,
il vile attentato nella Banca
della Agricoltura a Milano,
le tante sparse manifestazioni

per Reggio Capoluogo di Regione.
Viaggiavo in quel frangente io a Messina,
per far gli esami universitari:
il treno rallentava, poi fermava.

Tra quei che vigilavano tu eri.
Noi, ch’eravamo in treno, di saltare
in aria temevam per qualche bomba,
apposta tra i binari sistemata

per far la strage e il caso sollevare,
per far di Reggio Sede di Consiglio
e di Governator della Calabria
con la violenza e il diktat della mafia.

Per la lealtà del tuo servizio reso
nelle Stazioni sparse nel Paese
da nord a sud, nei Centri cittadini,
facesti onorevole carriera,

prestando con onore il tuo servizio,
da promozion passando a promozione,
ed alla fine fosti Maresciallo
Maggiore in Arma dei Carabinieri.

Tua moglie Rina avevi con amore
portato ad Aiello qui in famiglia.
Ne avesti in dono, frutto del suo amore,
Francesco, Salvatór, Maria Carmela,

che or, rimasti senza il padre amato,
conservano il ricordo del tuo amore
e portano, nel cuor, del genitore
l’animo, il carattere e l’ardore.

Dolori sparsi in corpo, un tempo sano,
tregua non dièro a te per lunghi anni;
ébbero infin ragion di tua salute
e féro forte il mal che ti rodeva.

Cedesti infine al duòl che le tue forze
piegò e pe‘ i sentieri solitari
andasti, che or ti portano all’eterno,
e noi qui lasci, angelo sereno.

Dolore tra gli amici, i familiari,
i conoscenti lascia tua scomparsa;
nell’Arma un vuoto dopo tanto impegno
speso in nome dei Carabinieri.

Aiello Calabro, 29 agosto 2025
Franco Pedatella

Call “Raccontiamo Radio Aiello International”

Il prossimo anno, il 2026, saranno 50 anni dalla prima esperienza radiofonica – Radio Aiello International – nata nel nostro paese. Era il 1976. Lo scrivente aveva 10 anni. Poi dopo qualche anno, partecipai anch’io ad altre esperienze di radio, come radio Aiello centrale.
Volevo lanciare la proposta di raccogliere testimonianze di quella bella iniziativa giovanile. Protagonisti, aneddoti, storie, programmi musicali, fotografie, video.
Fatevi avanti e raccontate. Jamu!
Aspetto i vostri contributi.
Scrivete u paio di paginette, tirate fuori dai cassetti le foto, raccontate! Sarà interessante ricostruire un pezzettino della microstoria del nostro Aiello. Grazie per quello che riuscirete a fare. Abbiamo un anno di tempo. Ce la possiamo fare.