Tre lustri fa, il 24 ottobre 2009, la grande manifestazione di Amantea. Le considerazioni di Adacquacerze

Tre lustri fa, il 24 ottobre 2009, i Calabresi – nella grande manifestazione nazionale di Amantea, città che vide sfilare nelle sue vie più di 30 mila persone provenienti da ogni comune della regione, e anche da fuori – chiesero a gran voce di vivere senza i veleni nel mare, nei fiumi e nascosti sotto terra. Cosa è cambiato da allora?

Una timida risposta prova ad azzardarla Geniale Adacquacerze, noto studioso del fenomeno tipicamente italiano del “passaojecavenedomani”. “Io crejo – dice – ca mue i veleni non sulu sunu dappertuttamente, ma puru ne li jettano ‘ncuollu d’u cielu, ce li fanu manciare (ogiemmi, grilli, corchje e cacentari), e chi ne t’a dice, puru dintra ssi medicinali ccu lla scusa ca icica cce tenenu alla saluta nostra. Ma io ‘un li cridu. Anzi ‘e quando ‘n’hanu vulutu vaccinare a fforza cumu piecuri, ‘un cridu cchju a nullu e a nente!”


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