Riceviamo e postiamo
Con una forte anima mediterranea che trova espressione nella sua cultura e tradizione, la Calabria raccoglie l’eredità della Magna Grecia e di tutti quei popoli che ha ospitato. La punta dello stivale custodisce una forte identità locale nei numerosi borghi che la animano, tre dei quali sono stati mappati da OpenStreetMap, la “Wikipedia delle mappe”, nell’ultimo progetto che ha portato alla mappatura di 30 paesini italiani con meno di 1.000 abitanti: Pedivigliano, Motta Santa Lucia e Serrata.
Dallo scorso aprile i volontari di OpenStreetMap promuovono iniziative per arricchire e rendere più complete le mappe digitali, l’ultima delle quali è stata dedicata alla mappatura di 30 piccoli centri italiani, con una popolazione compresa tra i 700 e 1.000 abitanti, distribuiti su 25 province di 10 regioni. La comunità ha aggiornato la cartografia libera e aggiunto oltre 39.000 dettagli utili, di cui 22.600 edifici, di borghi e paesi che spesso non trovano spazio nelle mappe commerciali.
OPENSTREETMAP ALLA SCOPERTA DEI BORGHI NASCOSTI DELLA CALABRIA
LA COMUNITÀ DI OPENSTREETMAP, LA “WIKIPEDIA DELLE MAPPE”, HA DEDICATO IL SUO ULTIMO PROGETTO A MAPPARE I PICCOLI PAESI D’ITALIA. IN CALABRIA PEDIVIGLIANO (CS), MOTTA SANTA LUCIA (CZ) E SERRATA (RC)
Milano, 30 ottobre 2025 – Con una forte anima mediterranea che trova espressione nella sua cultura e tradizione, la Calabria raccoglie l’eredità della Magna Grecia e di tutti quei popoli che ha ospitato. La punta dello stivale custodisce una forte identità locale nei numerosi borghi che la animano, tre dei quali sono stati mappati da OpenStreetMap, la “Wikipedia delle mappe”, nell’ultimo progetto che ha portato alla mappatura di 30 paesini italiani con meno di 1.000 abitanti: Pedivigliano, Motta Santa Lucia e Serrata.
Dallo scorso aprile i volontari di OpenStreetMap promuovono iniziative per arricchire e rendere più complete le mappe digitali, l’ultima delle quali è stata dedicata alla mappatura di 30 piccoli centri italiani, con una popolazione compresa tra i 700 e 1.000 abitanti, distribuiti su 25 province di 10 regioni. La comunità ha aggiornato la cartografia libera e aggiunto oltre 39.000 dettagli utili, di cui 22.600 edifici, di borghi e paesi che spesso non trovano spazio nelle mappe commerciali.
Strade, piazze, aree verdi e punti di interesse: le informazioni raccolte sono ora disponibili e accessibili a cittadini, turisti, enti locali, associazioni e servizi di emergenza. Pedivigliano, Motta Santa Lucia e Serrata sono così rappresentati con maggiore dettaglio e diventano parte di uno strumento aperto a tutti, gratuito e consultabile liberamente. Oltre a rendere più accessibili questi luoghi, l’iniziativa mira a valorizzare l’intrinseca frammentazione del nostro territorio e diffondere il patrimonio diffuso dell’Italia “minore”.
OpenStreetMap è una mappa libera e collaborativa usata in tutto il mondo da app e servizi digitali. In Italia, è supportata da Wikimedia Italia, il capitolo nazionale della Wikimedia Foundation Inc. che gestisce questo e altri progetti di conoscenza libera, tra cui Wikipedia. Grazie all’instancabile lavoro dei volontari, vengono raccolti e condivisi online dati geospaziali aperti, riutilizzabili da tutti per qualsiasi scopo: dagli sviluppatori di app alla pubblica amministrazione, fino ai servizi di pronto soccorso. Le mappe di OpenStreetMap sono infatti alla base di numerose app di navigazioni e siti georeferenziati, nonché in uso presso molte centrali di emergenza.
“Da anni cerchiamo di dare la giusta risonanza a tutta l’Italia, dai grandi centri urbani ai piccoli borghi. L’Italia è un Paese unico, dal territorio frammentato e dalle mille identità, e crediamo fortemente che ognuna di queste meriti la giusta visibilità.” – ha dichiarato Ivan Ruggiero, volontario di OpenStreetMap e tra i principali promotori del progetto.
“Panchine, fontanelle, piccole piazze: dettagli come questi possono sembrare banali ma sono fondamentali per la vita quotidiana dei suoi cittadini e rendono quel luogo unico al mondo. Con questo progetto cerchiamo di sostenere le comunità, di rendere quei luoghi più accessibili e di valorizzare la forte identità locale.” – ha così concluso Ruggiero.
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