
Si è svolta domenica 18 ottobre l’escursione guidata da Casellone di Monte Faeto a Bocca Lacone, organizzata dal Comune di Aiello Calabro. Un percorso nel bosco per leggere il paesaggio e riscoprire la storia di un monte che ha rischiato di perdere il suo bosco.
Il nome stesso, “Faeto”, richiama il faggeto. Già nel 1897 l’ispettore forestale Pagliaro annotava che di faggio non restava “altro che la memoria ed il nome”. Dal 1847 la coltivazione delle patate aveva fatto scomparire oltre mille ettari di bosco, tra aratro e pascolo: i ruscelli erano diventati torrenti, le sorgenti perenni si erano prosciugate, erano cominciate le frane. Il danno più grave fu a valle, dove il torrente Majuzzo sbarrò il corso dell’Oliva e formò un lago di circa 50 ettari, profondo 9 metri. Il ricordo di quella palude vive ancora nel nome mariciellu. A Terrati, scriveva Pagliaro, gli abitanti scesero da 2000 a 250 a causa delle febbri.
Lungo il cammino i partecipanti hanno ripercorso la risposta dello Stato: il progetto del 1887, i lavori avviati nel 1889 e, nel 1897, 68 briglie costruite e 161 ettari rimboschiti. Attorno al 1900 nacque l’abetina del Faeto, con piantine provenienti dal vivaio Tardo e seme da Serra San Bruno. Quando lo studioso Fabbio le misurò, nel 1973-74, trovò alberi alti oltre 28 metri.
Il percorso è stato anche un’occasione per leggere il bosco: le specie del mosaico (pino laricio, ontano napoletano, abete bianco, cerro, castagno, robinia, aceri, tiglio), il novellame che segnala la rinnovazione naturale, i funghi e la loro funzione nell’ecosistema, i frutti di margine come more e rosa canina, piante pioniere che preparano la strada al bosco.
«Questo bosco è un’opera collettiva: tecnici, operai, guardie, donne addette alla piantagione. Quasi nessuno ricorda i loro nomi, ma camminiamo all’ombra del loro lavoro» è il messaggio emerso all’arrivo a Bocca Lacone, insieme alla lezione di Pagliaro – coordinare le opere con il bosco e tenere conto di chi ci vive – che resta attuale di fronte al rischio idrogeologico.
Hanno guidato il gruppo* Francesco La Carbonara (AIGAE), con il supporto di Bruno Pino che ha presentato l’iniziativa con cenni di storia locale, e con la partecipazione del dottore forestale Giovanni Sicoli. Presente l’assessora comunale Olga Terranova.
Finale conviviale con panini, soppressata (Olga), vino e fichi (Bruno Chiarello).
L’escursione fa parte delle iniziative di “Muoversi con gusto 2026”, la rassegna che unisce natura, cultura e tradizioni locali sotto il filo conduttore “Le vie del verde, le vie dell’arte”, progetto – con la direzione artistica di Angelica Pedatella – finanziato con risorse POC 2014/2020 – Az. 6.8.3, promosso in collaborazione con la Regione Calabria e il Comune di Aiello Calabro.
Percorso con dati tecnici e foto
* Grazie per la presenza, oltre ai già citati, a: Rosario, Bruno, Nella, Antonella, Lorenzo, Dora, Maria Raffaella, Italo, Maria, Ernesto. E alla prossima
