Muoversi con gusto IV edizione 2024. Escursione da Petrone a Timpone delle Vurghe

Per “Muoversi con gusto” IV edizione 2024 (progetto del Comune di Aiello Calabro finanziato dalla L.R. 13/85 della Regione Calabria), domenica 13 ottobre, si è svolta l’escursione da Petrone a S. Caterina e Timpone delle Vurghe (come viene chiamato Cozzo Pellegrino nella mappa del regio Tavolario Nicola Schioppa del 1771).
Una camminata bella tosta di più di 11 km, 600 metri di dislivello in salita e quasi 6 ore di cammino, incluse le soste programmate che erano finalizzate ad ammirare il paesaggio e ad ascoltare le spiegazioni delle guide (Francesco La Carbonara, Aigae, Gaetano Osso, Sigea Calabria, Bruno Pino, cultore di storia locale e Bruno Chiarello conoscitore dei luoghi).
Presente l’assessore Olga Terranova che ha promosso l’iniziativa e il sindaco Luca Lepore che ha accolto i partecipanti alla conclusione della camminata.
Dal luogo di ritrovo, nei pressi de Il Bianchetto, gli escursionisti si sono inerpicati sulla collina del Petrone, dove è presente un antico casino di campagna, adibito negli anni scorsi a struttura ricettiva dell’agriturismo stesso. Tra alberi di sugheri, filari di viti e alberi da frutta (particolarmente graditi i corbezzoli o cacumbare, come si chiamano in dialetto), si è costeggiata Timpa Finuocchju per dirigersi verso S. Caterina, antica frazione di Aiello, probabilmente sorta dopo le incursioni saracene, come altre località del territorio intitolate a Santi.
Dall’alto delle colline, i tanti trekker hanno potuto godere dello splendido panorama della costa tirrenica. Arrivati nei pressi di Timpone delle Vurghe, caratterizzato da rocce di arenaria rossa (uno dei toponimi del luogo è Petramune), il punto di osservazione mozzafiato ha offerto, da un lato la vista degli Scogli di Isca, parco marino regionale tra Amantea e Belmonte Calabro, e dall’altro, Monte Cocuzzo, Santa Lucerna, monte Faeto, la vallata dell’Oliva, e in alto posta su una collina, l’antica cittadina di Aiello Calabro con il castello da poco restaurato, e monte Sant’Angelo.
Lungo il percorso, gli appassionati delle camminate e della natura, hanno incontrato tanti vecchi casolari ormai abbandonati e, nella discesa a valle, vicino al fiume Oliva, anche alcune antiche fornaci, le cosiddette “carcàre”, che servivano per cuocere la calce.
Il territorio oggetto dell’escursione (che fa parte del comune di Aiello Calabro, ai confini con San Pietro in Amantea), a fine ‘700 era un fondo indicato come “Valle della castagna”, compreso più o meno tra l’attuale Cozzo Pellegrino e il Petrone. Nel 1870, il fondo, il cui proprietario era don Carlo Sesti di Amantea, venne venduto a diversi compratori, i cui cognomi sono quelli che popolano ora la frazione.
In questo periodo, nella zona vicino al fiume Oliva verranno costruite delle carcare per la produzione della calce. La prima, come ci ricorda Turillo Guzzo Bonifacio, fu quella di contrada “Spinoso”, realizzata a fine ‘800. In tutta l’area ne esistevano diverse, alcune ancora ben conservate, altre ormai distrutte.
Nel corso della passeggiata è stata ricordata anche la scuola rurale di S. Caterina, che assieme ad altre nelle frazioni più popolose del comune, accoglieva gli studenti del luogo. Quella di S. Caterina, voluta dall’Associazione Nazionale per gli Interessi del Mezzogiorno d’Italia di Giuseppe Isnardi, iniziò la sua attività nell’autunno del 1923, con il maestro Rosario Naccarato che insegnò ai ragazzi della frazione di Giani e di Santa Caterina.
Terminata l’escursione ad anello, il “muoversi” si è coniugato con il “gusto” e così, i camminatori (una trentina circa, provenienti non solo da Aiello ma anche da altri paesi vicini) hanno potuto degustare le tipicità culinarie della zona preparati dall’agriturismo Il Bianchetto.

Statistiche
Distanza 11,63 km
Dislivello positivo 611 m
Difficoltà tecnica Medio
Dislivello negativo 611 m
Altitudine massima 594 m
Altitudine minima 128 m
Tipo di percorso Anello
Tempo in movimento 3 ore 30 minuti
Tempo totale 5 ore 41 minuti

Album foto

Percorso Wikiloc

Muoversi con gusto IV edizione 2024. Ad Aiello Calabro, escursione da Petrone a S. Caterina e Timpa delle Vurghe, in programma per domenica 13 ottobre

Petrone – S. Caterina – Timpa delle Vurghe (Cozzo Pellegrino) -Petrone (Aiello Calabro) – Domenica 13 ottobre 2024

Domenica 13 ottobre 2024 andremo in escursione sulle colline di Petrone e S. Caterina. Una camminata impegnativa (11 km metà dei quali in salita) in un territorio comunale forse poco conosciuto.
Vi aspettiamo oltre che per camminare insieme anche per parlare di Aiello; per socializzare, e anche (alla fine dell’escursione) per mangiare e bere.
Jaaa che ci scialiamo!

Dati tecnici
• Escursione ad anello km 11
• Durata con soste 5.30 circa
• Altitudine di partenza 178 m. slm
• Altitudine massima 686 m. slm
• Dislivello positivo 630 m.
• Dislivello negativo 630 m.
Difficoltà escursionistica

RADUNO ORE 8.30 (OTTO E TRENTA) PRESSO AGRITURISMO IL BIANCHETTO.
SI RACCOMANDA LA PUNTUALITÀ.

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA ENTRO LE ORE 12 DI SABATO 12 OTTOBRE 2024 PER ATTIVARE LA COPERTURA ASSICURATIVA.
LA PARTECIPAZIONE ALL’ESCURSIONE È SENZA COSTI POICHÈ NELL’AMBITO DEL PROGETTO DEL COMUNE DI AIELLO CALABRO FINANZIATO DALLA L.R. 13/85 DELLA REGIONE CALABRIA .

FARE RIFERIMENTO AI NUMERI IN LOCANDINA.
LEGGERE BENE LE INFORMAZIONI.

RACCOMANDAZIONI
• PORTARE ALMENO 1 LITRO O MEGLIO UN LITRO E MEZZO DI ACQUA;
• SONO PREFERIBILI ANZI RACCOMANDATE LE SCARPE DA TREKKING!

IN CASO DI MALTEMPO L’ESCURSIONE VERRÀ RINVIATA.

• PER LA PRENOTAZIONE DEL PRANZO (FACOLTATIVO) PRESSO L’AGRITURISMO IL BIANCHETTO SI COMUNICA CHE IL COSTO È DI EURO 25 A PERSONA. LA QUOTA COMPRENDE: ANTIPASTO DELLA CASA CON RUSTICI E AFFETTATI E FORMAGGI; PRIMO PIATTO DI LASAGNE CON ZUCCA SALAMINO E PROVOLA AFFUMICATA; DOLCE DELLA CASA, AMARO E CAFFÈ, BIBITE ACQUA NATURIZZATA E VINO DELLA CASA.

L’ESCURSIONE È DI LIVELLO ESCURSIONISTICO OVVERO IMPEGNATIVA!

BUONI PASSI A TUTTI
MUOVERSI CON GUSTO IV EDIZIONE 2024

Descrizione
Il luogo di ritrovo è al parcheggio dell’agriturismo Il Bianchetto.
Da qui, si sale su Petrone, dove c’è un antico casino, adibito a struttura ricettiva dell’agriturismo. Tra sugheri e filari di viti e alberi da frutta, si costeggia Timpa Finuocchju e ci si incammina verso Moschicella e quindi S. Caterina, quest’ultima antica frazione di Aiello, probabilmente sorta dopo le incursioni saracene, una delle diverse località del territorio intitolate a Santi.
Dall’alto delle colline si gode uno splendido panorama della costa tirrenica, Campora S. Giovanni, ma anche Serra Aiello, oltre che Aiello con la sua rocca del castello che domina tutta la vallata dell’Olivo. Arrivati su Timpa delle Vurghe (toponimo che leggiamo sulla mappa settecentesca del regio tavolario Nicola Schioppa), che ora si chiama Cozzo Pellegrino, il punto di osservazione mozzafiato ci offre da un lato la vista degli Scogli di Isca, parco marino regionale tra Amantea e Belmonte Calabro, e dall’altro, Monte Cocuzzo, Santa Lucerna, monte Faeto e S. Angelo.
Il sito di Timpa delle Vurghe presenta delle rocce particolari a strapiombo.
Lungo il percorso si incontrano vecchi casolari e, nella discesa a valle, nelle vicinanze del fiume Olivo, anche antiche fornaci, in dialetto “carcàre”, che servivano per cuocere la calce, o cuocere “ceramili”, “pignate” e “ cucume”.
L’escursione si snoda tra natura e testimonianze della civiltà contadina e artigianale.
In ultimo, dal momento che il cammino parte e arriva all’agriturismo Il Bianchetto, il premio di tanti passi sarà la degustazione di sapori locali annaffiati da buon vino casereccio.
Partecipano all’escursione, guidata da Francesco La Carbonara, guida AIGAE, il geologo Gaetano Osso, Presidente di Sigea Calabria e Bruno Pino, cultore di storia locale.

Muoversi con gusto. Trekking urbano ad Aiello Calabro, 1.12.2023

Trekking urbano, Aiello Calabro 1 dicembre 2023 | Seguono i post su Fb del Sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore e della guida Francesco La Carbonara.

Muoversi con gusto III edizione 2023: Da Casellone di monte Faeto a laghetto Tenise e ritorno

Escursione Casellone di Monte Faeto (Aiello Calabro) – laghetto Tenise (Grimaldi) e ritorno 20.08.2023

Album foto

Percorso

Escursione partecipata quella di domenica 20 agosto, da Casellone di monte Faeto a laghetto Tenise e ritorno, organizzata dal comune di Aiello Calabro per “Muoversi con gusto”, iniziativa arrivata alla terza edizione e finanziata dalla Regione Calabria con la legge 13/85. Quaranta i camminatori che si sono ritrovati nell’area picnic di Casellone per percorrere i 12 km, tra andata e ritorno, di questa passeggiata che si è snodata tra i comuni di Aiello Calabro e Grimaldi. Oltre all’aspetto naturalistico e sportivo, erano previsti dei momenti di approfondimento culturale sul patrimonio boschivo a cura di Giovanni Sicoli, esperto dell’Università della Calabria, e sulle caratteristiche geologiche del territorio a cura di Nino Osso, di Sigea Calabria e Arpacal. A guidare il gruppo Francesco La Carbonara, di Aigae, con il modesto supporto di Jamu a Caminare che quando si tratta di collaborare per organizzare escursioni in natura non si tira mai indietro. Tempi ben calcolati per evitare il previsto temporale che è iniziato intorno alle 15, giusto dopo la pausa pranzo effettuata a Casellone. Soddisfatto chi c’era e apprezzamenti per questo angolo di natura.


Riceviamo pure e postiamo una riflessione del giornalista Francesco Garofalo, tra i partecipanti all’escursione di domenica 20 agosto.

Candelabro di Natura: La Maestosità Rinvenuta tra gli Alberi di Aiello Calabro

Mi trovo dinanzi a un Abete bianco di straordinaria bellezza, eretto lungo il sentiero scelto con cura dagli organizzatori per l’escursione tra i monti di Aiello Calabro. Questo antico borgo ci accoglie, avvolgendoci nella sua storia, mentre ci immergiamo nei sentieri che si dipanano tra il bosco Faeto e il Monte Santa Lucerna.
L’area boschiva che ci circonda è un caleidoscopio di forme e colori, una sinfonia di vita vegetale che, grazie al microclima peculiare di questo luogo, ha osato sfidare le avversità e si è adattata con sorprendente abilità. Queste piante, a prima vista fuori contesto in questo ambiente considerato inospitale, sono un vivido esempio dei miracoli che la natura è in grado di compiere. Qui, la fede nella vitalità della natura è palese: semi destinati all’oblio hanno invece germogliato in splendidi esemplari, un tributo alla sua incrollabile forza.
E in questo scenario, lì di fronte a noi, emerge il protagonista incontestato: il Candelabro. Questo albero, che deve il suo nome alla sua sagoma che ricorda, appunto, un candelabro, evoca il fascino di tempi passati, quando la luce antica possedeva un incanto tutto suo e il progresso non aveva ancora varcato la soglia delle nostre case moderne.
Dopo mezz’ora di cammino, lo incontriamo ai margini di una strada sterrata. Qui, fiero e maestoso, ci si offre in tutta la sua imponenza. Il suo tronco possente si ramifica in arti vigorosi che si frappongono tra gli altri alberi circostanti. Questi ultimi, rispettosi e modesti, sembrano quasi inchinarsi in riverenza di fronte alla magnificenza di questo albero straordinario. Le emozioni scaturite dall’incontro con il Sovrano del bosco di Aiello sono indescrivibili: esso si apre davanti a noi come un antico manoscritto, mentre il vento che danza tra i suoi rami rivela le sue pagine verdi, che il tempo non ha ancora sgualcito o imbiancate, come se volesse sfidare persino la sua denominazione di “abete bianco”. Gli occhi del gruppo si alzano verso l’alto, cercando di percepire l’apice, mentre il cielo azzurro, appena visibile tra le fronde, sembra un mare che ha concesso le sue onde di luce e calore a questa creatura che ci abbraccia.
Le sue diramazioni si aprono come lezioni di vita scolpite nell’aria: ognuna rappresenta la forza, la determinazione e il coraggio di un essere vivente che ha sfidato le aspettative in un ambiente originariamente ritenuto ostile. Eppure, qui, in tutta la sua splendida realtà, ci regala un’’insegnamento prezioso: non esistono ambienti intrinsecamente ostili. E la sua storia diventa un esempio tangibile, una testimonianza di vita che risuona nel nostro spirito.
Con un dolce saluto, lasciamo il Principe degli abeti, grati per la sua breve comparsa nella nostra avventura. Silenziosamente, proseguiamo il nostro cammino, accordando il nostro passo con la sinfonia silente che abbraccia ogni forma di vita in questo luogo magico.


Materiale informativo

Da Il Quotidiano di luglio 2011