Martedì 30 giugno alle 18.00 alla libreria Ubik presentazione del libro di Pierluigi Pedretti “La scelta di Basilio. Storia di un partigiano calabrese“. All’incontro partecipano, oltre all’autore, Anna Petrungaro e Roberta Corbo.
Venerdì 19 giugno, alle ore 18.30, al Castello Angioino di Savuto di Cleto, per “Un Borgo di Libri – Rassegna di libri a intermittenza”, organizzato da ilfilorosso, casa editrice che lo ha pubblicato, e La Piazza, in collaborazione con il Comune di Cleto, il Cleto Festival e il Borgo Pietramala, si parlerà del libro “La scelta di Basilio. Storia di un partigiano calabrese” di Pierluigi Pedretti.
L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali del Sindaco di Cleto, Armando Bossio. A dialogare e ad approfondire le tematiche del testo e i risvolti storici legati alle figure dei partigiani interverranno: Angelica Artemisia Pedatella e Francesco Saccomanno.
Muti, “Questa non è Ornella Muti”, La nave di Teseo editore
Ornella Muti, prima di diventare un’attrice e una diva mondiale, è stata una bambina di quattro anni, Francesca, portata dalla madre presso una zia in Svizzera per alleviare con l’aria di montagna i problemi polmonari di cui soffriva. La mamma lasciò quella bambina senza spiegarle nulla e se ne andò, per tornare a riprenderla soltanto un anno e mezzo dopo. Un abbandono che ha condizionato fin dall’inizio la personalità di una delle più grandi attrici del cinema italiano, e che le ha impedito per anni, per quanti successi professionali inanellasse, di appartenere davvero a qualcuno o a qualcosa, forse persino a se stessa.
In questo libro, per la prima volta, quella bambina racconta come la piccola Francesca è diventata Ornella Muti: senza rinnegare la sua storia e i suoi ricordi, seguendo un destino di esule inscritto nelle origini della sua famiglia, che vide i suoi avi materni, medici degli zar Romanov, scappare in Europa per sopravvivere alla Rivoluzione russa del 1917.
Ornella Muti si confessa attraverso il cinema, gli incontri con i grandi registi − tra cui Mario Monicelli, Dino Risi, John Landis e Woody Allen −, i grandi attori con cui ha recitato, gli stilisti che l’hanno vestita sui palcoscenici più importanti fino alla notte degli Oscar, da Valentino a Giorgio Armani. Ma “la ragazza più bella del mondo” si confida in queste pagine anche nella sua intimità fragile, ricordando gli uomini inseguiti con ostinazione e i dolorosi abbandoni subiti, le delusioni, le risalite e le rivincite di una donna d’amore.
Ornella Muti (nome d’arte di Francesca Romana Rivelli) ha esordito giovanissima nel mondo del cinema, a 14 anni, nel film La moglie più bella per la regia di Damiano Damiani. Nel 1974 conosce il grande successo con il film Romanzo popolare accanto a Ugo Tognazzi, diretta da Mario Monicelli, e nel 1980 è la principessa Aura nel film cult Flash Gordon, che inaugura la sua carriera internazionale. Ha lavorato con i più importanti registi e attori del cinema italiano e mondiale – tra cui Marco Ferreri, Dino Risi, Ettore Scola, Carlo Verdone, Jeremy Irons, Alain Delon, John Landis, Woody Allen – e ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, tre Ciak d’oro come migliore attrice, una Targa d’oro e il Premio speciale 2025 ai David di Donatello, un premio Pasinetti alla Mostra del Cinema di Venezia.
Torino – Alessandro Masi, storico dell’arte e segretario generale della Società Dante Alighieri. Amara Lakhous, scrittore e docente universitario, voce tra le più lucide della letteratura della migrazione. Dario Brunori, il cantautore calabrese che ha costruito la sua arte sul confine tra ironia e profondità umana. Sono loro i destinatari simbolici di “Barche di sabbia – Reportage di un viaggio tra il deserto e il mare” (Edizioni Expressiva), il volume del giornalista e scrittore Emanuele Armentano consegnato venerdì 15 maggio al Salone Internazionale del Libro di Torino: tre sguardi diversi, tre mondi uniti dalla stessa consegna.
C’è un momento in cui una storia smette di essere un libro e diventa un fatto civile. È quello che è accaduto venerdì 15 maggio, quando la presentazione, condotta dalla funzionaria della Regione Calabria Imma Guarasci e con l’intervento della scrittrice e dirigente scolastica Assunta Morrone, ha trasformato lo spazio fieristico in un luogo di riflessione condivisa. “Barche di sabbia” racconta la storia vera di Abubacarr Conteh e Ousman Susso, due quindicenni gambiani partiti da Serrekunda nel 2014 con uno zaino in spalla e il sogno di diventare calciatori in Italia. Dal Gambia al deserto del Sahara, dalla Libia alle acque del Mediterraneo: un viaggio durato due anni, narrato con la precisione del reportage e la tensione di un romanzo, che si apre con la strage di Steccato di Cutro del 26 febbraio 2023 e che porta con sé la prefazione di mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Ionio e vicepresidente della CEI, e la presentazione di Mimmo Lucano, sindaco di Riace e deputato europeo.
Sul palco, le parole nel video di Abù e Susso hanno raggiunto chi era presente con la forza semplice e dirompente della verità. «Ci siamo ripromessi di non fare più il bagno in mare. Molti dei nostri amici sono morti lì. Ora riposano sotto le acque. Per noi è una mancanza di rispetto fare il bagno sopra di loro». Una frase che nessuno ha dimenticato.
“Barche di sabbia” non è un libro sulla migrazione. È un libro sulla responsabilità. Su quello che scegliamo di vedere e su quello che preferiamo non sapere. Abù e Susso esistono, hanno un nome, una storia. E questo, alla fine, è l’unica cosa che conta.
Sì, apre a Torino il Salone del Libro e dunque il suo trionfo.
Perché la nostra civiltà, e non solo, è su di esso fondata. Al centro un eroe: lui, don Chisciotte, impazzito per i libri, che si identifica con loro e attraverso il mondo predicando gli ideali nei libri appresi. Il netto opposto rispetto a Don Ferrante, che nella sua biblioteca raccoglie piuttosto l’erudizione imperante ed autori come il Cardano.
Nihil humanum a me alienum puto
È il motto del libro, città aperta alla poesia, alla scienza, alla virtù, al vizio. Voci, voci. Il sermo dei grandi oratori, i lamenti dei poeti; Redde codicillos, grida Catullo a Lesbia, e la voce severa di Cicerone ammonisce: Quousque tandem abuteris.
Voci, ma sorprendente è anche la vita proteiforme del libro, capace di rinnovarsi con aggiunte, prologhi, interventi. Come la canzone di Aspromonte, si adatta al territorio con eroi del posto e coinvolge il lettore di ogni epoca. La vita misteriosa del libro è testimoniata dalla diffusione in Calabria fino a qualche anno fa de I reali di Francia, tanto che molti portano ancora il nome dei personaggi come Fioravanti. Santi ed eroi popolari.
Stamattina, alla Libreria Mondadori di Cosenza, è stato presentato il nuovo libro di Pierluigi Pedretti, La scelta di Basilio, edito da ilfilorosso di Rogliano. Basilio Bianchi è un partigiano di Grimaldi (Cs), morto fucilato a Biella nel ‘43. Per notizie su di lui, si può cercare in rete (su ICSAIC, ANPI, ecc.), ma è anche opportuno comprare e leggere il volume. Tra i tanti aspetti affrontati nella discussione tra Pedretti e Angela Potente dell’ANPI Cosenza, si è parlato della “scelta”. Perché molti sbandati dopo l’8 settembre hanno deciso di salire sui monti come partigiani? La risposta non è sempre scontata. Soprattutto quando si è giovanissimi (Basilio aveva 19 anni quando è morto fucilato), quando non si fa parte di partiti politici, quando non si è ideologizzati, ecc. Ho voluto evidenziare, nel mio brevissimo intervento, una questione emblematica e drammatica. Geniale Bruni, partigiano di Aiello Calabro (Cs), morto nel campo di Mauthausen a marzo del 1945, a poche settimane dalla fine della guerra, aveva fatto la scelta, dopo l’armistizio, di aderire al partigianato parmense. Poi, venne catturato, incarcerato, trasferito nel campo di transito di Bolzano e poi, a febbraio del ‘45, nel lager di Mauthausen, dove morirà. Diciamo che scelse la parte giusta della storia. Ma fu un caso? Perché diventa partigiano? Non lo possiamo sapere. Sappiamo però che nella stessa famiglia, il fratello più piccolo, Francesco, faceva parte delle camicie nere e morì il 10 luglio del ‘43 in Sicilia, a Gela, in una battaglia contro gli alleati appena sbarcati. Due fratelli, scelte diverse, contrapposte. Perché? Forse perché le scelte di ogni persona, sono influenzate, più o meno consapevolmente o forzatamente, da quel particolare momento storico che si sta vivendo, dall’ambiente sociale e politico. Insomma, le piccole storie si perdono nel flusso della grande storia. Non tutti hanno la forza di nuotare controcorrente.