
“NON dimenticherò mai quel primo Natale canadese. Lo passai solo come un cane. L’unica cosa che mi faceva andare avanti era il ricordo della famiglia e delle tradizioni che allietavano la mia gente e le mie terre in quel periodo. In quella cameretta scura che era ormai diventata sia il mio porto che la mia cella io rivissi il Natale della mia terra calabra”.
Il brano appena citato fa parte di un libro, pubblicato qualche tempo fa, che racconta le esperienze migratorie di italiani in Canada, si pone come interessante documento della storia degli italo-canadesi. D’altronde, è di corrente attualità, l’interscambio ed il confronto – rafforzati anche ultimamente tra l’Unical e le Università canadesi con il “progetto Canada” – sulle comuni radici culturali delle comunità di emigrati calabresi all’estero.
L’autore, o meglio, il curatore della pubblicazione è Gabriele Niccoli, direttore del Dipartimento di Italianistica e Francesistica dell’Università di Saint Jerome’s, originario di Grimaldi (Cs) e presidente della “Valle del Savuto Social-Cultural Club” di Toronto, uno dei più convinti sostenitori di questo progetto, presente a Cosenza qualche giorno fa all’inaugurazione del nuovo anno accademico dell’Università della Calabria.
I racconti di vite oltreoceano raccolti nel libro “Ricordi”, pubblicato da Éditions Soleil Publishing Inc. con il contributo del Governo canadese, del Consolato Generale d’Italia a Toronto, dell’Istituto di Cultura di Toronto e del Centro Scuola e Cultura Italiana, non sono che testimonianze dirette e personali “dello sradicamento dalla propria terra”, come avverte Niccoli, di “gioie e dolori della loro diaspora”, che ci dicono delle difficoltà dell’adattamento degli emigrati nel nuovo mondo.
Sebbene il libro sia una ri-scrittura del curatore che tuttavia dichiara di “aver conservato al testo, o ai testi, buona parte della loro voce e vivacità”, si struttura in diversi ricordi, a tema unico (l’esperienza migratoria), che gli stessi protagonisti italo-canadesi ci raccontano. Molte storie – scritte in italiano, altre in inglese – “si snodano – scrive nella prefazione Sergio Maria Gilardino, professore della McGill University di Montréal -, le une dopo le altre, portandoci di fronte la stessa vicenda: uomini e donne che lasciano una terra natia tanto amata, ma indigente, per cercare lavoro oltreoceano”. “Ne escono – scrive ancora Gilardino – confessioni che sono tanto vibranti nella loro urgente espressiva e, direi, lirica, quanto istruttive nella loro icastica proiezione del maledetto trapianto. Le soluzioni narrative – continua – variano: dai versi in dialetto, rimuginati dal fondo di dolci-dolorose memorie, alla ricostruzione di una vita incentrando il racconto su un dettaglio, un momento, un arrivo, una partenza”.
“Possa quest’opera – si augura il professore della McGill University – in un clima di sempre maggiore sensibilità da parte delle autorità italiane ai destini dell’italianità all’estero (al recupero delle competenze linguistiche e del patrimonio ancestrale) e di sempre maggiore interesse da parte dei giovani italo-canadesi, nati a valle del doloroso percorso degli antenati, portare quell’impulso e quei lumi che ancora mancavano per sanare con la lettura, l’intesa, gli scambi culturali e la comprensione il divario d’un secolo e d’un oceano”.
RICORDI
Racconti di vite oltreoceano
a cura di Gabriele NICCOLI
Éditions SOLEIL Publishing Inc. – Canada