AIELLO CALABRO – Sta facendo discutere non poco il restauro della statua della Madonna delle Grazie, riconsegnata alla comunità qualche giorno fa.
Importanti indicazioni sono emerse attualmente: le scritte sul davanti ci dicono che è stata commissionata, appena dopo il decennio francese, da G. Pedatella (al nome segue F.F., fece fare?), all’epoca forse guardiano del convento degli Osservanti, nel 1815, esattamente due secoli fa; e che ha subito un altro restauro nel 1895, a cura di Luigi Pedatella. Sul lato destro, invece, è riportato “L° G° Pedatella F.F.” Ma l’anno è mancante della terza cifra, e la sensazione è che sia un 1848. Inoltre, in basso si legge “..La Guard A del P..° di Cerisa”. Queste sono le frammentarie informazioni, che agli occhi dei conoscitori della storia dell’arte potrebbero essere illuminanti, e consentire – magari con il ritrovamento di documenti coevi – di fare ipotesi circa l’autore dell’opera.
C’è ancora un aspetto che va evidenziato. I colori delle vesti, che ora appaiono così diversi da quelli a cui eravamo abituati, ci ricordano molto quelli della pala d’altare, raffigurante la Vergine, a firma di Raffaele Aloisio, dipinta nel 1854 e allocata nella stessa Cappella Cybo, dove è custodita Nostra Signora delle Grazie. Non è improbabile che l’artista aiellese (1800 – 1888?) si sia ispirato proprio alla statua del 1815. Vedremo nei prossimi giorni se ci saranno novità.Rassegna stampa
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Era stato annunciato che venerdì 26 giugno sarebbe stato presente il restauratore per spiegare l'intervento di restauro alla comunità. Ma poi l'incontro con i cittadini è stato rinviato a dopo la festa. Corre voce, però, che venerdì il restauratore sia venuto lo stesso ad Aiello, dicono per fare dei ritocchi al viso della Madonna, e alla presenza di pochi.