Savuto’s fair, conclusa la tre giorni a Malito e Grimaldi, dedicata all’artista Pino Miniaci

Dalla pagina Facebook del comune di Grimaldi

SAVUTO’S FAIR – Tre giornate di arte, cultura e memoria dedicate a Pino Miniaci.

Si sono concluse le tre intense giornate del Savuto’s Fair, la manifestazione dedicata alla memoria dell’artista Pino Miniaci, che dal 28 al 30 agosto ha unito Malito e Grimaldi in un percorso fatto di arte, cultura, incontri, musica, letteratura e scoperta del territorio.

Un’iniziativa che ha saputo trasformare il ricordo di Pino in un momento vivo di condivisione, coinvolgendo artisti, scrittori, cittadini e visitatori e creando un ponte ideale tra i luoghi che hanno segnato la sua vita e la sua esperienza artistica.

Il Savuto’s Fair ha rappresentato anche un’importante occasione per raccontare e valorizzare il nostro territorio, la sua storia, i suoi paesaggi e la sua identità, dimostrando ancora una volta quanto la cultura possa diventare strumento di incontro e di crescita per le comunità.

L’Amministrazione Comunale di Grimaldi ringrazia SeminAria Culture, la famiglia Miniaci-Pizzuti, il Comune di Malito, la Pro Loco di Grimaldi, il direttore artistico Pierluigi Pedretti, gli artisti, gli autori, i collaboratori e tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.

Un ringraziamento particolare va a quanti hanno partecipato alle tre giornate, condividendo con noi il ricordo di un artista profondamente legato alla Valle del Savuto.

Pino Miniaci continua così a vivere attraverso la sua arte, i suoi luoghi e la memoria di quanti lo hanno conosciuto e apprezzato.

Arte e fede a Conflenti. Il 21 agosto l’incontro “Tu più vaga dell’aurora…”

Un appuntamento speciale dedicato alla storia, all’arte e alla devozione mariana si terrà venerdì 21 agosto 2026, alle ore 21:00, sul sagrato della Basilica Santuario Maria Santissima delle Grazie della Quercia di Visora a Conflenti.

L’evento, dal titolo “Tu più vaga dell’aurora…” – Catechesi sulla statua della Madonna della Quercia, propone un momento di approfondimento teologico e storico-artistico sulla veneratissima effigie della Vergine, capolavoro del celebre scultore Giacomo Colombo (1663-1731).

Programma della serata:
* Saluti istituzionali: Don Giovanni Marotta, Parroco di Conflenti
* Relazione principale: Gianfrancesco Solferino, Storico dell’Arte
* Introduzione e moderazione: Antonio Cavallaro, Operatore Culturale.

L’incontro rappresenta un’importante occasione per la comunità di Conflenti e per i pellegrini per riscoprire il valore artistico e la profonda carica spirituale di un’opera simbolo dell’identità religiosa del territorio.

San Giuliano Martire e quel silenzio lungo più di venticinque anni

Siamo ancora in tempo, prima che la giornata si chiuda, per dedicare un pensiero a una ricorrenza che sta a cuore a tanti: oggi, 12 agosto, ricorre San Giuliano Martire.

Il calendario, a dir la verità, conosce diversi Santi con questo nome — celebrati a gennaio, a febbraio e poi ancora verso la fine di agosto — ma per la nostra comunità questa data porta con sé un’eco del tutto particolare, poichè esiste una chiesa intitolata a questo Santo. E anche perché questo luogo di culto è chiuso ormai da sin troppo tempo, poiché in pessimo stato di conservazione. Un luogo del cuore, nascosto e dimenticato.

Il titolo della chiesa si perde nella storia. Non si conservano, infatti, immagini, dipinti o statue di San Giuliano giunte fino a noi. Ma ciò che manca nell’iconografia è ben vivo nella memoria storica del paese.

Negli anni ’50 del secolo passato, si registrava l’ultimo intervento di restauro sul luogo di culto. Da oltre 25 anni le porte della chiesa sono sbarrate: chiusa al pubblico a causa del grave stato di degrado in cui versa. Più di tre quarti di secolo di abbandono per una struttura bellissima e immensamente cara a tutti gli Aiellesi, che l’hanno vista lentamente scivolare nel silenzio.

In questi anni, il patrimonio storico locale ha iniziato a mostrare segni di rinascita. Con i lavori ormai in via di ultimazione dell’ex Convento degli Osservanti e della chiesa di Santa Maria Maggiore, la speranza torna a farsi strada. Il nostro augurìo più grande è che, una volta chiusi questi importanti cantieri, l’attenzione e le risorse possano finalmente posarsi sulla Chiesa di San Giuliano. Restituire questo luogo alla comunità non significa solo recuperare delle pietre, ma ricucire un pezzo di identità e di storia del nostro territorio.

Le immagini a corredo
1 – San Giuliano Martire (Immagine di repertorio);
2 – Ritaglio stampa (Articolo del 2011 dedicato alla situazione della chiesa);
3 – Dettaglio del pannello espositivo della mostra su Pietro Barbalonga. Secondo l’ipotesi dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, il Barbalonga sarebbe l’autore dell’arco lapideo della Cappella del Carmine, un’opera di straordinario pregio proveniente, verosimilmente, proprio da Santa Maria Maggiore e qui successivamente rimontata.

Qui sotto, aggiungiamo una immagine del calendarietto del 2000, per sensibilizzare a salvare l’arte. In questo caso, gli affreschi di Raffaele Aloisio… ma nulla si mosse.

Savuto’s fair per Pino Miniaci, Arte, Memoria e Cultura nella Valle del Savuto

Dal 28 al 30 agosto 2026 i Comuni di Malito e Grimaldi ospitano la prima edizione della manifestazione promossa da SeminAria culture e dalla famiglia Miniaci-Pizzuti.

MALITO – GRIMALDI (CS) – Prende il via il 28, 29 e 30 agosto 2026 la prima edizione di “Savuto’s Fair per Pino Miniaci”, una tre giorni di incontri, mostre, reading letterari, musica e trekking artistici a cura dell’associazione SeminAria culture, in collaborazione con la famiglia Miniaci-Pizzuti e sotto la direzione artistica di Pierluigi Pedretti.

Un gioco di parole tra fiera, equità e memoria
L’evento gioca volutamente sul doppio senso del titolo in inglese: “Savuto’s Fair” è sia la storica Fiera del Savuto, sia l’affermazione che “Il Savuto è giusto, equo e leale”. Un luogo di incontro e dialogo situato in una delle vallate più ricche di storia e natura della Calabria, teso a coniugare il commercio plurisecolare con i valori della giustizia sociale, della solidarietà e dell’arte. La manifestazione è dedicata alla memoria di Pino Miniaci, artista legato a questi luoghi, nato a Grimaldi e vissuto a Malito.

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO
Venerdì 28 Agosto – MALITO
Ore 17:30 – Apertura ufficiale: Presso il Monumento ai caduti (opera di Pino Miniaci) in Piazza del Popolo. Saluti istituzionali del Sindaco di Malito, dott. Franco De Rosa, e di Anna Petrungaro, presidente di SeminAria culture.
Ore 18:00 – Casa d’artista: Visita allo studio Miniaci in località Petrara di Malito.
Ore 18:30 – Mostra d’arte e fotografia: Esposizione delle opere di Pino Miniaci, Maria Naccarato e Franco Daddo Scarpino, con introduzione di Ludovica Miniaci e Pierluigi Pedretti.
Ore 19:00 – Serata Iniziale – “La parola ai poeti”: Presentazione a cura di Antonietta Malito con interventi dei poeti:
Giuseppe Condorelli (Do funnu di quali notti, Le Farfalle ed.)
Anna Petrungaro (Gratis et Amore. Poesie erotiche, Efesto ed.)
Mario Saccomanno (Rimango fedele alla terra, Interno libri ed.)
Ore 20:00 – Musica open air: Il canto di Mario Saccomanno.
Ore 20:30 – Buffet di benvenuto: A cura della famiglia Miniaci/Pizzuti.

Sabato 29 Agosto – GRIMALDI / MALITO
Ore 09:30 – Matinée a Grimaldi: Saluti del Sindaco ing. Paolo Stilla presso il Palazzo Comunale.
Ore 09:45 – Percorso d’artista: Trekking urbano nel centro storico lungo La Via Crucis di P. Miniaci. Conduce Antonietta Malito; testi di Pierluigi Pedretti letti da Michele Andronico e Franco Araniti.
Ore 12:30 – Aperitivo/Rinfresco: Offerto dall’Amministrazione Comunale di Grimaldi presso il Loggione del Palazzo Comunale.
Ore 17:00 – Sera d’arte e scrittura (Loc. Petrara, Malito): Mostra d’arte e fotografia – La parola agli artisti.
Ore 18:00 – La parola agli scrittori:
Presentazione del libro di Francesca Anili (La terra non ha memoria, ilfilorosso ed.) con Michele Andronico. Intermezzo musicale al sax di Emanuele Germanese.
Presentazione del libro di Mauro F. Minervino (Le strade, la vita, Scholè ed.) con Giuseppe Condorelli e Pierluigi Pedretti.
Ore 19:30 – Musica & Convivialità: Sax open air di Emanuele Germanese e chiacchiere conviviali con aperitivo.

Domenica 30 Agosto – GRIMALDI
Ore 08:00 – Matinée “I luoghi del cuore di Pino Miniaci”: Trekking d’artista con raduno dei partecipanti in Piazza Mancini e partenza verso Monte Santa Lucerna.
Ore 09:00 – Salita al monte: A piedi verso il monte “sacro” guidati da Rosario Pedretti.
Ore 12:00 / 13:00 – Colazione al sacco e rientro in paese.
Ore 18:00 – Serata Conclusiva (Palazzo Municipale): Presentazione del libro “Gli Altri. Le popolazioni non greche della Calabria antica” (Rubbettino ed.) di Fabrizio Mollo, archeologo dell’Università di Messina. Dialogano con l’autore Bruno Pino e Pierluigi Pedretti.
Ore 19:30 – Saluti finali.

Patrocini e Ringraziamenti
L’evento è organizzato grazie alla sinergia tra SeminAria culture e la famiglia Miniaci-Pizzuti, con il patrocinio e contributo del Comune di Grimaldi, il patrocinio del Comune di Malito, il supporto logistico della Pro Loco di Grimaldi APS e il sostegno di Mondadori Bookstore (Piano Lago – Mangone).

Info e Canali Social:
Instagram: @savutosfair
Direzione Artistica: Pierluigi Pedretti

Aiello e Barbalonga, un primo consuntivo delle celebrazioni dell’artista – Il video dell’incontro del 31 luglio 2026

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I frutti scientifici del Centenario barbalonghiano: conferme, scoperte, riflessioni critiche. Appuntamento ad Aiello il 31 luglio

Aiello Calabro (CS) – Le celebrazioni dedicate a Pietro Barbalonga — scalpellino, architetto e artista siciliano che tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento operò in Calabria lasciando ad Aiello Calabro (da poco entrato nei “I Borghi più belli d’Italia”) un’impronta ancora oggi visibile nel patrimonio monumentale — ritornano ad Aiello per tracciare un primo consuntivo, dopo i diversi appuntamenti tenutisi in altri luoghi della regione (Paola, Cosenza, Scigliano).

L’appuntamento è in programma per venerdì 31 luglio 2026, alle ore 22.00, in Piazza Plebiscito, con l’incontro pubblico dal titolo “I frutti scientifici del Centenario barbalonghiano: conferme, scoperte, riflessioni critiche”. Dopo i saluti del Sindaco Luca Lepore e dell’Assessore alla Cultura Olga Terranova, interverranno il Can. Don Salvatore Fuscaldo, Direttore del Museo Diocesano di Cosenza, e Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore scientifico delle Giornate di studio e della mostra su Pietro Barbalonga, per tracciare un bilancio dei risultati scientifici e delle scoperte emerse nel corso delle iniziative.

Le celebrazioni per il quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga (1626-2026) si inseriscono nel più ampio progetto culturale “Sentieri d’Arte”, dedicato alla storia dell’arte rinascimentale in Calabria e finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito dell’avviso “Attività Culturali – Annualità 2025”, con risorse POC 2014/2020 – Az. 6.8.3.

Il programma si era aperto il 23 aprile 2026 — data simbolica dell’anniversario della morte dell’artista — con una conferenza di apertura presso la Biblioteca Civica di Aiello Calabro. All’incontro, introdotto dal Sindaco Luca Lepore, hanno preso parte studiosi ed esperti chiamati ad approfondire il profilo umano e professionale di Barbalonga e il suo ruolo nella tradizione artistica locale. Nella stessa giornata è stato inoltre proiettato il documentario “Pietro Barbalonga da Messina ad Aiello Calabro”.

Il percorso è poi proseguito il 2 e 3 maggio 2026 con l’inaugurazione, presso Palazzo Giannuzzi (meglio conosciuto come Palazzo Cybo Malaspina) ad Aiello Calabro, della mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura: Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”. Dal 5 giugno al 22 luglio, l’esposizione si è trasferita a Cosenza presso l’Archivio di Stato, a testimonianza della sinergia tra il Comune di Aiello Calabro e le istituzioni culturali del territorio.

L’incontro del 31 luglio rappresenta un fondamentale momento di sintesi, offrendo l’occasione per fare il punto sulle conferme storiografiche, sulle nuove scoperte documentarie e sulle riflessioni critiche maturate grazie al lavoro degli studiosi e delle istituzioni coinvolte.

L’iniziativa gode del patrocinio e della collaborazione di numerosi enti e istituzioni: l’Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano, l’Archivio Storico Diocesano, il Museo Diocesano di Cosenza, la Concattedrale Maria SS. di Romania di Tropea, il Ministero della Cultura, l’Archivio di Stato di Cosenza, la Basilica Santuario di San Francesco di Paola, il Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, l’Istituto Italiano dei Castelli (sez. Calabria) e l’Istituto Comprensivo Amantea-Campora-Aiello Calabro.

Ulteriori iniziative in programma per l’anno barbalonghiano si svolgeranno nelle prossime settimane.

Profilo sintetico dell’artista Pietro Barbalonga | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto per la prima volta ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la Cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenendo una figura di primo piano nella vita artistica locale.
Nel corso degli anni ricevette numerose committenze per cappelle, sepolcri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del Convento di Santa Chiara ad Aiello. Oltre all’attività scultorea, rivestì un ruolo centrale come architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una vera e propria bottega per formare numerosi apprendisti nell’arte dello scalpello e del disegno. Il suo stile si colloca nella transizione tra Rinascimento e Barocco, con influenze della scuola messinese e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella chiesa Matrice, a testimonianza del prestigio sociale raggiunto nella comunità d’adozione.

Contatti
Ufficio stampa & social media | tillesino@gmail.com | 349 5767435
Per maggiori informazioni: https://pietrobarbalonga2026.wordpress.com/

L’allegra rivoluzione poetica di Francesco Magli, l’artista “pifferaio”. Articolo di Luciana De Luca per Il Quotidiano del Sud

Postiamo l’articolo sull’artista Francesco Magli del 19 luglio 2026, pubblicato su Il Quotidiano del Sud, a firma di Luciana De Luca. Buona lettura

Il Quotidiano del Sud del 19 luglio 2026, pagg. 4 e 5

Domenico Roppi, il profilo di un organaro calabrese (1782–1847)

Dalla pagina social di Laghitani nel Mondo postiamo un profilo di Domenico Roppi, originario di Laghitello. L’artista è l’autore di un organo (vedi scheda dei Beni Culturali), oramai rovinato, che si trova nella collabente chiesa di San Guliano in Aiello Calabro (Cs). Sia l’organo sia soprattutto l’edificio sacro hanno necessità – come chiediamo da almeno 5 lustri – di un restauro conservativo.

di Pino Cino
Nel 179° anniversario della sua scomparsa si ricorda la figura di Domenico Roppi, tra i più significativi organari attivi in Calabria nella prima metà dell’Ottocento. Attraverso la sua opera contribuì allo sviluppo dell’arte organaria regionale, lasciando una preziosa testimonianza della tradizione musicale, liturgica e artigianale del Mezzogiorno.

Nato a Laghitello nel 1782 e morto a San Pietro in Amantea il 20 luglio 1847, Domenico Roppi svolse la propria attività documentata tra il 1828 e il 1845, dedicandosi prevalentemente alla costruzione di organi positivi, strumenti di dimensioni contenute ma di elevato pregio tecnico ed espressivo. Le sue realizzazioni si distinguono per l’accurata qualità costruttiva, l’equilibrio delle soluzioni foniche e la raffinata sensibilità artistica che caratterizzava la migliore tradizione organaria del Mezzogiorno.

La sua produzione si inserisce pienamente nel solco della scuola organaria napoletana del Settecento, della quale assimilò i principali modelli costruttivi ed estetici, reinterpretandoli con competenza e misura per rispondere alle esigenze liturgiche e musicali delle chiese calabresi dell’Ottocento.

Gli strumenti attribuiti alla sua bottega, conservati nelle chiese di Acquappesa, Aiello Calabro, Briatico, Malito, Nicotera, Ricadi e Tropea, costituiscono ancora oggi preziose testimonianze della storia dell’organaria in Calabria e documentano l’elevato livello di eccellenza raggiunto dagli artigiani del tempo. Attraverso il loro lavoro contribuirono alla diffusione della musica sacra e alla conservazione di un patrimonio culturale di straordinario valore.

Un importante contributo alla conoscenza della figura di Domenico Roppi è giunto anche dalle ricerche condotte dall’Associazione Laghitani nel Mondo, che hanno consentito di ricostruirne la genealogia familiare. Questo lavoro ha permesso di delineare con maggiore precisione il contesto familiare e sociale dell’organaro, offrendo nuovi elementi per approfondirne la biografia e valorizzarne la memoria. La ricostruzione genealogica, realizzata attraverso l’esame di fonti archivistiche e documentazione storica e integrata con i repertori genealogici disponibili, rappresenta un significativo tassello per gli studi dedicati a uno dei principali maestri dell’organaria calabrese.

Ricordare Domenico Roppi significa rendere omaggio non soltanto a un abile costruttore di organi, ma anche a una tradizione che ha saputo coniugare arte, tecnica e fede, lasciando un’eredità che ancora oggi merita di essere studiata, tutelata e valorizzata.

Il nome di Domenico Roppi continua infatti a occupare un posto di rilievo nella storia dell’organaria calabrese. I suoi strumenti rappresentano non solo opere d’arte e di ingegneria musicale, ma anche testimonianze della vitalità culturale delle comunità che li commissionarono e li custodiscono ancora oggi. Nel ricordarne il 179° anniversario della morte si rinnova l’impegno a promuovere la conoscenza della sua opera e a preservare un patrimonio che appartiene alla storia religiosa, artistica e musicale della Calabria.

https://it.findagrave.com/memorial/234432992/domenico-roppi

Inaugurato il Parco Museo Kolbe di S. Pietro in Amantea, 18 luglio 2026

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Sabato 18 luglio è stato inaugurato il Parco Museo Kolbe della Comunicazione, un nuovo spazio culturale che apre le proprie porte a San Pietro in Amantea con l’obiettivo di raccontare l’evoluzione della comunicazione umana attraverso un patrimonio unico di strumenti, documenti e tecnologie che attraversano secoli di storia.

Il museo rappresenta la realizzazione del grande progetto di Fra Pio Marotti, frate francescano che ha dedicato la propria esistenza alla ricerca, alla divulgazione e alla conservazione della memoria tecnologica della comunicazione. Per decenni ha raccolto, restaurato e custodito migliaia di reperti provenienti da ogni parte del mondo, convinto che comprendere come l’uomo abbia imparato a comunicare significhi comprendere anche la sua evoluzione culturale e sociale.

Alla sua scomparsa, avvenuta il 14 settembre 2025, il patrimonio costruito con passione nell’arco di una vita non è andato disperso. Al contrario, grazie all’impegno di quanti hanno creduto nel valore della sua opera, quella collezione diventa oggi un museo aperto alla collettività: un luogo di studio, divulgazione e incontro, destinato a trasformarsi in un punto di riferimento per studenti, ricercatori, appassionati e visitatori.

L’inaugurazione ha preso il via al Museo Arte Orafa, ospitato nell’ex Chiesa di San Bartolomeo, con una lecture del prof. Riccardo Barberi, ordinario di Fisica Applicata presso l’Università della Calabria, dedicata al rapporto tra scienza, tecnologia e comunicazione.

E’ seguita una tavola rotonda coordinata dal prof. Antonio Viscomi, ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università Magna Graecia e vicepresidente di Entopan, momento di confronto sul ruolo della comunicazione come motore di sviluppo culturale, sociale e scientifico.

Al termine dell’incontro il pubblico si è trasferito al Parco Museo Kolbe della Comunicazione, in Contrada Muglicelle, dove si è svolta la cerimonia ufficiale con il taglio del nastro.

La serata è proseguita con un’apericena a buffet e con il concerto dell’Orchestra di Fiati Mediterranea Città di Amantea, in un momento di festa aperto alla cittadinanza.

Un museo che racconta come cambia il mondo | Il Parco Museo Kolbe della Comunicazione custodisce centinaia di reperti che documentano la straordinaria evoluzione degli strumenti attraverso cui l’uomo ha imparato a trasmettere informazioni, conoscenza e cultura: dalle prime forme di stampa alle telecomunicazioni, dalla fotografia alla radio, dal telefono fino alle tecnologie digitali.

Il Patrimonio del Museo Kolbe rappresenta una “eccezionalità”, perché contemporaneamente si possono vedere qui raggruppati tanti oggetti esposti in molti Musei nel Mondo quali:
La Cittadella Galileiana di Pisa; Musei con Opere di Galileo Galilei in Milano e Firenze; Museo Arti e Mestieri di Parigi; Museo Rai della Radio e TV di Torino, Museo Radio Vaticana; Museo della Stampa in: Chania (Grecia), Soncino (CR), Prati (PC); Museo del Calcolo ed Informatica in: Pisa, Milano, Paterbon (Germania), Smithsorian (Washington – USA). La varietà dello spettro di oggetti collezionati e il loro significato nella evoluzione delle tecnologie ne fanno un esempio singolare nel panorama museale dell’Italia meridionale.

Il percorso museale quindi non è soltanto una raccolta di oggetti storici, ma un viaggio attraverso le idee che hanno trasformato il modo in cui le persone si incontrano, dialogano e costruiscono relazioni. Ogni strumento racconta un passaggio fondamentale dell’ingegno umano, mostrando come ogni innovazione abbia cambiato il nostro modo di vivere il tempo, lo spazio e la società.

Inserito nel paesaggio di San Pietro in Amantea, il museo nasce con la volontà di diventare un luogo vivo, aperto alla ricerca, alla didattica e alla divulgazione, capace di dialogare con scuole, università e visitatori provenienti da tutta Italia.

L’eredità di Fra Pio Marotti | Fra Pio Marotti amava ripetere che gli strumenti della comunicazione non sono semplici oggetti, ma testimonianze della capacità dell’uomo di costruire ponti tra persone, culture e generazioni.

L’inaugurazione del Parco Museo Kolbe rappresenta il compimento di quel pensiero e restituisce alla comunità l’eredità di un uomo che ha trasformato una passione personale in un patrimonio collettivo. Dal 18 luglio quel patrimonio non sarà più soltanto il frutto di una vita dedicata alla ricerca e alla conoscenza, ma diventerà una nuova occasione di crescita culturale per il territorio, affinché il sogno di Fra Pio continui a parlare alle generazioni future.

Per maggiori info: https://www.pmkolbe.it/

Celebrazioni barbalongiane. Galleria foto & video dell’incontro a Scigliano sulla Scuola d’arte di Rogliano

Il video dell’incontro tenutosi a Scigliano il 10 luglio 2026

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