Oggi, sabato 8 febbraio, per escursioni tra moglie e marito, tappa a Gesuiti e San Vincenzo La Costa. Venti minuti da Cosenza, passando per San Fili e Bucita.
Non siamo bene informati, ma sembra che Gesuiti si chiami così per via del monastero chiamato anche U Curtigliu, che domina il paese, ora ridotto in rudere. Al bar, il titolare ci ha detto che apparteneva ai suoi nonni ed ora ai parenti che abitano in Sicilia.
Da visitare nel borgo ai piedi di monte Luta anche la chiesa della Madonna del Carmine. Guarda caso, come spesso ci capita, mentre ne parliamo passa la signora Simona che si offre di aprirci la chiesa e ci annuncia che il prossimo 23 febbraio ci sarà la festa dedicata a San Francesco.
Dalla frazione ci spostiamo nel capoluogo San Vincenzo e da fuori, perché chiusa, ammiriamo la chiesa di San Vincenzo Martire. Si è fatta una certa e dunque è tempo del paninazzo, farcito con melanzane sottolio, caciocavallo e lacrimose felle di soppressata di produzione della macelleria del centro. Non sappiamo se a Sarbino sono fischiate le orecchie ma lo abbiamo ventumato e poi, giocoforza, abbiamo optato per una triste bottiglietta d’acqua in luogo della birricella desiderata. Panini mangiati in piazza, e peccato che non fosse una giornata di sole, ma va bene uguale, perché quando si girano i paesi di Calabria, il sole ce lo abbiamo dentro. San Sisto è l’altra frazione di San Vincenzo, ma non c’è tempo per andarci perché bisogna cucinare per le nostre gherle che oggi escono prima da scuola.
Alla prossima e buoni passi a tutti.
Vostri LaVuretta e Geniale
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