190 anni di Antonio Del Corchio

190 anni della nascita dell’artista Aiellese Antonio Del Corchio, nato ad Ajello il 24 settembre 1834.
Nell’immagine, San Paolo, dipinto a firma dell’artista calabrese.

Antonio Del Corchio nasce in Aiello Calabro il 24 settembre 1834.
Dal 1853 al 1863 risulta essere uno studente di belle arti, ritenuto meritevole del sussidio concesso dall’Amministrazione Provinciale di Cosenza. Secondo lo studioso Raffaele Borretti, il Del Corchio fu allievo di Aloisio (di cui era nipote) come può desumersi dal fatto che in una delle tele conservate a Laurignano (frazione di Dipignano, CS) è decifrabile la sua firma, apposta sotto il solito monogramma di Aloisio.
Vincenzo Padula, per lui, ebbe espressioni di apprezzamento: «(nelle sue opere) vi è verità, vi è vita, vi è tuono di tinte, quello che però ammiriamo nel Corchio è la sua facoltà inventiva».
Tra le poche opere di Del Corchio che conosciamo: gli affreschi della cupola di S. Geniale, ora Sacro Cuore, nella chiesa di S. Maria Maggiore in Aiello Calabro; il Beato Domenico Lentini da Lauria, olio su tela, Fondazione Lentini, Lauria (PZ); La Madonna del Pettoruto, 1863, nella chiesetta Madonna della Sanità a Luzzi. Sempre a Luzzi, leggiamo dal catalogo di una mostra tenutasi a Cosenza nel 2013, curata da Anna Cipparrone, che tra le opere dell’artista vi sono anche opere nella chiesa dell’Immacolata: La Presentazione di Gesù al Tempio e La Visitazione di Maria ad Elisabetta. E nella collezione dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza, un San Girolamo del 1863.
Nel mentre approntiamo questa scheda, sulla rete – oggetto di un’asta – scopriamo un bellissimo dipinto di San Paolo, olio su tela, cm. 103×77, firmato e datato in basso a sinistra: “Antonio Del Corchio pinse 1859”.
“Antonio Del Corchio – è scritto sul sito della casa d’aste – costituisce un caso esemplare di buon artista che, attivo esclusivamente in un’area più che periferica (nel suo caso, la Calabria del XIX secolo), il tempo ha condannato all’oblio (testimoniato anche dal totale silenzio del mercato). Il dipinto che qui si presenta, di qualità invero particolarmente alta, ci mostra un pittore che al suo meglio appare pienamente accessoriato sotto il profilo accademico e che merita di essere riproposto all’attenzione del collezionismo”.

La collezione d'arte della Provincia di Cosenza in mostra dal 20 ottobre al 24 novembre

La locandina della mostra

Uno scatto della mostra tenutasi a giugno del 2013. Il dipinto a destra è di Antonio Del Corchio, artista di Aiello Calabro
Per notizie su Del Corchio, clicca QUI

Arte. Il San Girolamo di Del Corchio

Ogni tanto, cogliamo l’occasione di una qualche data, per divulgare piccoli puzzle della nostra storia locale. Oggi, 30 settembre, che sul calendario si ricorda San Girolamo, patrono di archeologi, bibliotecari e studiosi, postiamo l’immagine di un’opera dell’artista #Aiellese #AntonioDelCorchio.

Breve profilo biografico
Antonio Del Corchio, nasce in Aiello Calabro il 24 settembre 1834. 
Dal 1853 al 1863 risulta essere uno studente di belle arti, ritenuto meritevole del sussidio concesso dall’Amministrazione Provinciale. Secondo lo studioso Raffaele Borretti, il Del Corchio fu allievo di Aloisio, (di cui era nipote) come può desumersi dal fatto che in una delle tele conservate a Laurignano (Frazione di Dipignano) è decifrabile la sua firma, apposta sotto il solito monogramma di Aloisio.
Il Padula, per lui, ebbe espressioni di apprezzamento: «(nelle sue opere) vi è verità, vi è vita, vi è tuono di tinte, quello che però ammiriamo nel Corchio è la sua facoltà inventiva».

Opere:
• Affreschi Cupola di S. Geniale, ora Sacro Cuore, Chiesa di S. Maria Maggiore in Aiello Calabro;
• Beato Domenico Lentini da Lauria, olio su tela, Fondazione, Lauria.

Vedi anche:
http://aiellocalabro.blogspot.it/2013/06/opere-di-antonio-del-corchio-artista_1748.html
http://aiellocalabro.blogspot.it/2010/01/antonio-del-corchio-artista-aiellese.html
http://aiellocalabro.blogspot.it/2016/02/il-beatodomenicodalentini-in-un.html

Il Beato Domenico da Lentini in un ritratto del pittore Aiellese Antonio Del Corchio

Il 25 febbraio, a Lauria, si ricorda il Beato Domenico da Lentini, morto nella città lucana nello stesso giorno del 1828. Ne facciamo oggetto di questo post perché è raffigurato in un dipinto, che abbiamo scovato per caso anni fa, il cui autore è un pittore #Aiellese. Si tratta di Antonio Del Corchio.
Del Corchio, nasce in Aiello Calabro il 24 settembre 1834.

Dal 1853 al 1863 risulta essere uno studente di belle arti, ritenuto meritevole del sussidio concesso dall’Amministrazione Provinciale. Secondo lo studioso Raffaele Borretti, il Del Corchio fu allievo di Aloisio, (di cui era nipote) come può desumersi dal fatto che in una delle tele conservate a Laurignano (Frazione di Dipingnano) è decifrabile la sua firma, apposta sotto il solito monogramma di Aloisio.

Il Padula ebbe per lui espressioni di apprezzamento: «(nelle sue opere) vi è verità, vi è vita, vi è tuono di tinte, quello che però ammiriamo nel Corchio è la sua facoltà inventiva».
Sue opere in Aiello: Affreschi della Cupola di S. Geniale, ora Sacro Cuore, nella Chiesa di S. Maria Maggiore in Aiello Calabro;
Beato Domenico Lentini da Lauria, olio su tela, Fondazione, Lauria. E poi altre opere a Luzzi nella chiesetta della Madonna della Sanità, come il dipinto “La Madonna del Pettoruto” di Antonio del Corchio, del 1893.

Opere di Antonio Del Corchio, artista ajellese dell'800, esposte al Mam di Cosenza

L’esposizione, dal titolo “Cosenza e le Arti. La collezione di dipinti dell’800 della Provincia di Cosenza (1861-1931)” propone per la prima volta al pubblico i dipinti realizzati nell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento dagli artisti che ricevettero il sussidio economico dell’Amministrazione Provinciale di Cosenza per conseguire gli studi nelle Accademie di Belle Arti di Napoli, Roma e Firenze. La mostra presenta la consistente collezione di dipinti dell’800 di proprietà della Provincia alla quale si aggiungono i saloni affrescati (visitabili) del palazzo del Governo, avvalendosi anche dei prestiti di Enti quali la Biblioteca Civica, Banca Carime, l’Ordine degli Avvocati e la Camera di Commercio. Essa intende riscoprire e ricostruire -attraverso gli studi confluiti nel catalogo- un’intensa e prolifica produzione artistica fiorita all’indomani dell’Unità d’Italia nella provincia di Cosenza, riconnettendola direttamente ai più noti sentieri dell’arte nazionale. Dalla ritrattistica alla pittura di storia di ambito accademico, l’esposizione giunge a definire i caratteri di una pittura fortemente influenzata dalla temperie fascista e dal clima di denuncia sociale primo novecentesco, incrociandosi con temi di natura sociale, filosofica e politica.
L’inaugurazione è prevista per giovedi 13 giugno alle 18,00.
Tra le opere esposte ci saranno anche quelle di Antonio Del Corchio, artista ajellese dell’800. Nel catalogo della mostra, come ci ha informato la curatrice dott.ssa Anna Cipparrone, vi sono pure riportate ampie ricerche eseguite sul Nostro.

Breve profilo biografico | Antonio Del Corchio, nasce in Aiello Calabro il 24 settembre 1834. 
Dal 1853 al 1863 risulta essere uno studente di belle arti, ritenuto meritevole del sussidio concesso dall’Amministrazione Provinciale. Secondo lo studioso Raffaele Borretti, il Del Corchio fu allievo di Aloisio, (di cui era nipote) come può desumersi dal fatto che in una delle tele conservate a Laurignano (Frazione di Dipignano) è decifrabile la sua firma, apposta sotto il solito monogramma di Aloisio.
Il Padula, per lui, ebbe espressioni di apprezzamento: «(nelle sue opere) vi è verità, vi è vita, vi è tuono di tinte, quello che però ammiriamo nel Corchio è la sua facoltà inventiva».

Opere:
• Affreschi Cupola di S. Geniale, ora Sacro Cuore, Chiesa di S. Maria Maggiore in Aiello Calabro;
• Beato Domenico Lentini da Lauria, olio su tela, Fondazione, Lauria.

LUZZI
Madonna della Sanità
La chiesetta è in muratura semplice con portale in pietra tufacea. A destra dell’ingresso c’è un’altra entrata sormontata da una finestra con cornice chiara. All’interno si trova un altare barocco con una tela della Madonna della Sanità (prima metà del XVIII secolo) recentemente attribuita a Francesco Lopez (T. P.). Nel piccolo edificio sono custodite le tele “S. Pietro d’Alacantara” e “Gesù Crocifisso” (entrambe di Giuseppe Cosenza, rispettivamente del 1864 e del 1866), il dipinto “La Madonna del Pettoruto” (di Antonio del Corchio, 1893), una tela raffigurante la Madonna del Rosario (fine XIX secolo) e la statua della Vergine.
La chiesa della Madonna della Cava fu edificata nella seconda metà dell’800. L’interno tre piccole navate decorate degli anni quaranta da Emilio Jusi. Sull’altare è posto un quadro che raffigura l’Apparizione della Madonna alla piccola Lucrezia. Altre opere sono due tele del pittore italo-americano Giuseppe Cosenza da Luzzi (Luzzi 1846- New York 1922), dipinte nel 1866, e raffiguranti rispettivamente, il Beato Umile da Bisignano in estasi e una del Crocifisso. Un quadro della Madonna del Pettoruto appartiene a Antonio del Corchio (1863), mentre porta la data del 1893 un’immagine della Madonna del Rosario.

LINK:
http://aiellocalabro.blogspot.it/2010/01/antonio-del-corchio-artista-aiellese.html

Cosenza e le Arti. Una collezione di dipinti dell'800 della Provincia di Cosenza dal 1861 al 1931

L’esposizione, dal titolo “Cosenza e le Arti. La collezione di dipinti dell’800 della Provincia di Cosenza (1861-1931)” propone per la prima volta al pubblico i dipinti realizzati nell’Ottocento e nei primi decenni del Novecento dagli artisti che ricevettero il sussidio economico dell’Amministrazione Provinciale di Cosenza per conseguire gli studi nelle Accademie di Belle Arti di Napoli, Roma e Firenze. La mostra presenta la consistente collezione di dipinti dell’800 di proprietà della Provincia alla quale si aggiungono i saloni affrescati (visitabili) del palazzo del Governo, avvalendosi anche dei prestiti di Enti quali la Biblioteca Civica, Banca Carime, l’Ordine degli Avvocati e la Camera di Commercio. Essa intende riscoprire e ricostruire -attraverso gli studi confluiti nel catalogo- un’intensa e prolifica produzione artistica fiorita all’indomani dell’Unità d’Italia nella provincia di Cosenza, riconnettendola direttamente ai più noti sentieri dell’arte nazionale. Dalla ritrattistica alla pittura di storia di ambito accademico, l’esposizione giunge a definire i caratteri di una pittura fortemente influenzata dalla temperie fascista e dal clima di denuncia sociale primo novecentesco, incrociandosi con temi di natura sociale, filosofica e politica.
Inaugurazione giovedi 13 giugno alle 18,00.

Tra le opere esposte ci sono anche quelle di Antonio Del Corchio, artista ajellese dell’800. Nel catalogo della mostra, come ci ha informato la curatrice dott.ssa Anna Cipparrone, vi sono pure riportate ampie ricerche eseguite sul Nostro.
AGGIORNAMENTO DEL 15 GIUGNO
Mostra visitata. QUI il link alle foto dell’esposizione. Dell’artista ajellese Del Corchio è presente un dipinto di San Girolamo, appartenente alla collezione dell’Ordine degli Avvocati di Cosenza. Interessante il catalogo.
QUI un resoconto su Il Quotidiano della Calabria.
Breve profilo biografico

Antonio Del Corchio, nasce in Aiello Calabro il 24 settembre 1834. 

Dal 1853 al 1863 risulta essere uno studente di belle arti, ritenuto meritevole del sussidio concesso dall’Amministrazione Provinciale. Secondo lo studioso Raffaele Borretti, il Del Corchio fu allievo di Aloisio, (di cui era nipote) come può desumersi dal fatto che in una delle tele conservate a Laurignano (Frazione di Dipignano) è decifrabile la sua firma, apposta sotto il solito monogramma di Aloisio.
Il Padula, per lui, ebbe espressioni di apprezzamento: «(nelle sue opere) vi è verità, vi è vita, vi è tuono di tinte, quello che però ammiriamo nel Corchio è la sua facoltà inventiva».

Opere:

Affreschi Cupola di S. Geniale, ora Sacro Cuore, Chiesa di S. Maria Maggiore in Aiello Calabro;
Beato Domenico Lentini da Lauria, olio su tela, Fondazione, Lauria.

LUZZI
Madonna della Sanità
La chiesetta è in muratura semplice con portale in pietra tufacea. A destra dell’ingresso c’è un’altra entrata sormontata da una finestra con cornice chiara. All’interno si trova un altare barocco con una tela della Madonna della Sanità (prima metà del XVIII secolo) recentemente attribuita a Francesco Lopez (T. P.). Nel piccolo edificio sono custodite le tele “S. Pietro d’Alacantara” e “Gesù Crocifisso” (entrambe di Giuseppe Cosenza, rispettivamente del 1864 e del 1866), il dipinto “La Madonna del Pettoruto” (di Antonio del Corchio, 1893), una tela raffigurante la Madonna del Rosario (fine XIX secolo) e la statua della Vergine.
La chiesa della Madonna della Cava fu edificata nella seconda metà dell’800. L’interno tre piccole navate decorate degli anni quaranta da Emilio Jusi. Sull’altare è posto un quadro che raffigura l’Apparizione della Madonna alla piccola Lucrezia. Altre opere sono due tele del pittore italo-americano Giuseppe Cosenza da Luzzi (Luzzi 1846- New York 1922), dipinte nel 1866, e raffiguranti rispettivamente, il Beato Umile da Bisignano in estasi e una del Crocifisso. Un quadro della Madonna del Pettoruto appartiene a Antonio del Corchio (1863), mentre porta la data del 1893 un’immagine della Madonna del Rosario.

LINK:

Antonio Del Corchio, artista Aiellese del XIX secolo. "Il particolare vezzo del pittore che nel 1863 dipinse la Madonna del Pettoruto" di S. Sosti in un articolo dello studioso Francesco Capalbo

Madonna del Pettoruto, Antonio Del Corchio, 1863

di Francesco Capalbo
FONTE http://francescocapalbo.blogspot.com/

In una contrada di Luzzi, sopra un piccolo pianoro dal quale è possibile scorgere in lontananza uno spicchio della catena del Pollino e la gola del fiume Rosa, è adagiata una chiesa rurale intitolata alla Madonna della Cava o della Sanità.
La storia narra che in questo lembo nascosto di Calabria l’intervento mariano portò soccorso a Lucrezia Scalzo, una ragazza disabile. L’interno della chiesa, di recente restaurata, è composta da tre corte navate decorate dal pittore Emilio Jusi, lo stesso che a metà degli anni cinquanta affrescò anche la chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire di San Sosti. Alla fine della navata laterale destra è collocata una tela raffigurante la Madonna del Pettoruto che, sia per il realismo dell’immagine che per la cura dei particolari, potremmo definire di derivazione classica. Il dipinto svela non solo quanto fosse diffuso nei secoli scorsi sul territorio della Valle del Crati il culto della Vergine di San Sosti, quanto anche la ricercata sensibilità artistica di un personaggio poco conosciuto.
L’autore del quadro, stando alla firma collocata sulla sua sinistra, fu nel 1863 il pittore Antonio del Corchio, nipote ed allievo del famoso Aloisio Raffaele Maria Luigi, che dipinse opere sacre conservate in varie chiese della Calabria.
Secondo lo studioso Raffaele Borretti, tra i due parenti vi fu un rapporto di mutua collaborazione desunto dal fatto che in una tela conservata a Laurignano è decifrabile il nome del nipote sotto il monogramma con il quale l’Aloisio era solito firmarsi.
Del Corchio, sulle orme dello zio, studiò a Napoli e fu testimone insieme ad altri giovani pittori calabresi del fiorire delle speranze culturali della nostra regione nel periodo post unitario. Nella città partenopea trovò accoglienza, mentre la Prefettura di Cosenza si fece carico dei suoi studi.
Tra gli estimatori del giovane artista vi fu anche Vincenzo Padula che accostò il pittore di Aiello Calabro a Tano Eugenio, eccellente ritrattista ed anche fervido garibaldino. Lo stesso scrittore fu impressionato, sia per la fantasia che per la bellezza delle forme, da un dipinto raffigurante Tommaso Campanella nell’atto di contemplare il cadavere di Bernardino Telesio e ne propose l’acquisto alla Provincia di Cosenza.
Padula tuttavia non fu sempre benevolo nei confronti dell’ artista di Aiello Calabro. Tagliente si rivelò ad esempio la sua opinione a proposito di una tela raffigurante san Gerolamo ed anche il suo convincimento a riguardo di un dipinto figurante lo scontro tra Argante e Tancredi. In questo ultimo caso ebbe a sentenziare senza parsimonia di parole che il ritrattista disconosceva l’opera di Torquato Tasso.
Di Antonio del Corchio rimangono anche gli affreschi della cupola di San Geniale, ora Chiesa del Sacro Cuore e della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Aiello Calabro, nonché il ritratto del Beato Domenico Lentini conservato in Lauria ed a lui attribuito in maniera incontrovertibile.
Svaniti appaiono ormai i dubbi intorno alla vera identità dell’uomo d’arte, ingenerati dalla bizzarra abitudine che egli aveva di anteporre la preposizione articolata “del” al suo vero cognome.
La firma “Antonio del Corchio” che compare sotto le sue opere sembra più che altro il ghiribizzo di un uomo d’arte che di nome faceva Antonio Corchio, figlio di Geniale e di Cecilia Aloisio, il quale venne alla luce nella contrada San Giuliano di Aiello Calabro in un giorno di fine settembre del 1834.