Emodinamica di Castrovillari, Laghi: «Un presidio salvavita relegato ad un quarto di giornata»

Il consigliere regionale e segretario questore ha depositato una mozione che impegna la Giunta a riferire in Aula sui tempi di ripristino della copertura H24 del servizio di emodinamica dell’ospedale del Pollino, a intensificare il reclutamento del personale e a disporre una verifica sulle segnalazioni relative a tentativi di ridimensionamento della Cardiologia del “Ferrari”.

«Il territorio dell’Asp di Cosenza esteso per oltre 6.500 chilometri quadrati, può contare su un solo presidio pubblico di emodinamica per i pazienti con infarto acuto, quello dell’ospedale di Castrovillari, che tuttavia può assicurare oggi soltanto una copertura di appena sei ore al giorno, a causa della carenza di personale. E questo, dopo un percorso che lo ha condotto dalla “storica”, necessaria operatività H24 a una copertura H12 e infine all’attuale regime, ulteriormente ridotto. Il servizio dello spoke del Pollino, riconosciuto come una delle eccellenze della sanità regionale, vanta ben oltre un decennio di attività ed ha eseguito migliaia di procedure diagnostiche e terapeutiche, contribuendo a salvare la vita a centinaia di pazienti. L’attuale orario H6 espone un bacino di utenza che comprende un’area che va dal Pollino all’Esaro e dalla Sibaritide all’alto Jonio cosentino a rischi che un’adeguata programmazione sanitaria non dovrebbe consentire. L’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza da troppo tempo promette periodicamente il ripristino della piena operatività dell’emodinamica di Castrovillari, che però continua a rimanere a ranghi ridotti, anzi ridottissimi». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, illustrando i contenuti della mozione depositata in Consiglio regionale sull’emodinamica di Castrovillari.

«Sulla carenza di cardiologi emodinamisti, indicata dall’Asp come principale ostacolo al ripristino della copertura H24 – afferma ancora il consigliere regionale – vanno esplorate con maggiore determinazione tutte le possibilità di integrazione dell’organico già presente, anche alla luce di quanto avvenuto in queste settimane a Crotone, dove l’Azienda sanitaria locale ha attivato, “ex novo”, il servizio di emodinamica. La stessa determinazione va messa in campo per una struttura già formata, attiva e riconosciutamente baricentrica, ed anche per questo insostituibile, per l’intera area centro-settentrionale della provincia».

«Ho ritenuto opportuno, nel testo della mozione, dare atto anche delle segnalazioni giunte da alcuni operatori sanitari della Cardiologia dell’ospedale di Castrovillari – spiega il segretario questore – relative a surrettizzi tentativi di ridimensionamento del reparto, e di alcune voci, allo stato non controllate, su presunti tentativi di indirizzamento dei pazienti verso strutture diverse da quella del “Ferrari”. Sono elementi che credo meritino un accertamento da parte degli organi di controllo competenti, a tutela della struttura e, ancor più, della salute dei cittadini».

«Per questi motivi chiedo al Presidente della Giunta regionale, quale titolare della delega alla Sanità, di riferire in Aula sulle cause della situazione e sui tempi previsti per il necessario ripristino dell’attività H24 dell’emodinamica dello spoke del Pollino – continua Laghi – e di attivare ogni strumento utile al reclutamento del personale mancante. La risposta ai pazienti del territorio dell’Asp di Cosenza, colpiti da Sindrome Coronarica Acuta, deve passare, prioritariamente, attraverso il ripristino del regime H24 dell’unico centro pubblico, baricentrico e di lunga e apprezzatissima esperienza presente sull’intero territorio dell’Azienda sanitaria provinciale».

«Spero che questa iniziativa abbia il supporto esplicito delle istituzioni locali e dei rappresentanti territoriali eletti in Consiglio regionale, dall’assessore Gallo ai colleghi Consiglieri Rosa e Santoianni – conclude Laghi –. Il diritto alla salute non ha appartenenze politiche e, insieme, tanto possiamo fare per difenderlo».

Emodinamica, Laghi: «Equipe itineranti a parte, la Regione come vuole curare chi l’infarto acuto ce l’ha in atto?»

Il consigliere regionale e segretario questore chiede di potenziare Castrovillari e interroga la “filiera istituzionale”: «C’è forse in atto un’azione per smantellare la Cardiologia del Ferrari?».

«Grandi polemiche ha suscitato la delibera n.400 della Giunta Regionale, dello scorso 21 luglio, circa l’organizzazione dei servizi di emodinamica in Calabria. In ogni caso, è stato da più parti giustamente sottolineato che la delibera (al netto dei più volte evidenziati copia-e-incolla di un documento programmatico del Friuli), tratta dell’organizzazione dei casi di pazienti cosiddetti “in elezione”, cioè non con un infarto acuto in atto. Per chi, invece, l’infarto acuto ce l’ha, l’unica reale e concreta possibilità di cura è una emodinamica che intervenga tempestivamente “stappando” la coronaria occlusa e “allargandola” con l’angioplastica (il cosiddetto “palloncino”)». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

«Sul territorio dell’Asp di Cosenza, che comprende gli oltre 6.550 km2 della provincia – rammenta Laghi – l’unica emodinamica pubblica e perfettamente baricentrica, è quella dello spoke di Castrovillari (un’altra è nell’ospedale di Cosenza – Azienda ospedaliera a sé stante – e una terza, privata, sulla costa tirrenica). Fa specie che questo dato, e specificamente l’esistenza in vita e le cospicue e preziose performance della struttura di Castrovillari, non siano state menzionate da alcuno. Anche perché il ruolo assolutamente baricentrico nell’area della Calabria settentrionale, l’ultradecennale, fruttuosa attività, i brillanti risultati che hanno reso la Cardiologia di Castrovillari il classico “fiore all’occhiello” della sanità calabrese, meriterebbero e meritano ben altro trattamento rispetto a quanto avviene da troppo tempo».

«Un’emodinamica – sottolinea il consiglier regionale – che ha funzionato, in tempi passati, per come normalmente dovrebbe funzionare un servizio del genere: 24 ore su 24, poi ridotto a 12 ore su 24, e fino all’attuale H6. Ma l’insorgenza di un infarto non si programma. Il motivo addotto? Impossibilità di trovare emodinamisti. E intanto si apre “ex novo” – e ben venga! – l’emodinamica di Crotone, mentre l’Asp di Cosenza va avanti a colpi di annunci – mai concretizzati – sul “prossimo” ripristino dell’attività dell’emodinamica dello spoke di Castrovillari prima a 12 e poi a 24 ore al giorno».

«A gettare una ulteriore, cupa luce su tutta la vicenda, le pubbliche esternazioni di operatori del settore che denunciano tentativi – fortunatamente respinti da operatori seri e motivati – di smantellamento dell’emodinamica e della stessa cardiologia di Castrovillari e voci al momento incontrollate (ma chi di dovere dovrebbe verificarle) – denuncia il segretario questore – di pazienti volutamente indirizzati a centri diversi dall’emodinamica dello spoke del Pollino. E la politica, in tutto questo? Non pervenuta».

«Non una posizione né una parola da parte del potente assessore regionale locale, né dei consiglieri regionali di maggioranza della zona. E l’amministrazione De Gaio, politicamente “allineata” al governo regionale, e che ha sottoscritto nel Consiglio comunale del 3 agosto scorso la delibera passata all’unanimità, che sull’emodinamica dello spoke di Castrovillari ha puntato i riflettori, come si è mossa, cosa ha ottenuto nel frattempo? Qual è la sua posizione ufficiale – chiede in conclusione Ferdinado Laghi – quali i passi che intende fare? Personalmente, invito tutti ad un’azione corale, fortemente unitaria e coraggiosamente determinata. Dimostriamo, coi fatti, che la salute davvero non ha colore politico».

Pronto Soccorso di Castrovillari: Laghi incontra il Primario

Ritardi sul cronoprogramma, carenze di personale e un reparto ancora privo di arredi e strumentazioni.

Accendere i riflettori sullo stato reale dei lavori e sulle criticità ancora aperte. Con questo obiettivo il consigliere regionale Ferdinando Laghi è ritornato ancora una volta al Pronto Soccorso dell’ospedale di Castrovillari, incontrandone il primario Pietro Scrivano.
Nell’occasione sono stati illustrati al consigliere questore della Regione i dettagli della fase dei lavori, evidenziando gli interventi già completati e quelli ancora in corso. Da quanto emerso, la struttura interna risulta ormai quasi ultimata, tuttavia il reparto non è ancora dotato di arredi né di strumentazioni, elementi ovviamente indispensabili per la sua effettiva operatività. Una stima, informalmente ottenuta dal consigliere Laghi dal Commissario Asp, Vitaliano De Salazar, indica il mese di maggio come termine dei lavori. Resta però da capire quale sarà la data effettiva del trasferimento del Pronto Soccorso, dagli angusti e disagevoli locali in cui da tempo è costretto e che crea problemi a operatori e utenti.
Laghi ha sottolineato come il monitoraggio dell’intervento sia stato oggetto di attenzione già da tempo: “Ho più volte visitato il Pronto Soccorso e, ormai già da quasi due mesi – a fronte del limite massimo dei trenta giorni previsto dalla normativa-, ho richiesto un accesso agli atti per acquisire il cronoprogramma dei lavori. Richiesta mai formalmente evasa, che ho risollecitato ancora stamane. Voglio sottolineare che il ritorno del Pronto Soccorso, nella sua sede naturale, ristrutturata, è una situazione urgente, stante l’evidente inadeguatezza di quella attuale, troppo prolungata, che penalizza personale sanitario e utenti”.
Un ulteriore focus ha riguardato l’organizzazione del personale. “Se da un lato l’organico medico relativo al Pronto Soccorso appare quasi sufficiente – ha aggiunto il segretario questore – quello dell’area critica di assistenza sub-intensiva, prevista dall’Atto Aziendale è ancora tutto da reperire. Non risultano, infatti, espletati né banditi i relativi concorsi, per dotare questa fondamentale articolazione del Pronto Soccorso di medici dedicati. È necessario – conclude Laghi- che le attività in corso e gli obiettivi, al momento solo sulla carta, vengano portati a termine in tempi che consentano ai cittadini di fruire pienamente del loro sacrosanto diritto alla salute. Personalmente non lesinerò sforzi per contribuire all’ottenimento di questo obiettivo”.

Sanità, Laghi alla fiaccolata per l’ospedale di Castrovillari: «Costretti alla mobilitazione popolare per difendere il diritto alla salute»

Il Consigliere, Segretario Questore del Consiglio regionale calabrese: «La difesa del “Ferrari” non è una battaglia di pennacchio ma la lotta di un territorio che non può essere né marginalizzato né sacrificato».

«Sono qui come cittadino e presidente dell’Associazione Solidarietà e Partecipazione, insieme a centinaia e centinaia di altri nostri concittadini, per rivendicare il diritto fondamentale alla salute». Questo uno dei passaggi del Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, che è intervenuto nel corso della fiaccolata a difesa dell’ospedale di Castrovillari.
«Da tempo – ha sottolineato – l’ospedale di Castrovillari è sotto attacco da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Negli ultimi periodi abbiamo assistito a colpi durissimi inferti a servizi essenziali come la Cardiologia, l’Emodinamica, fino alla sostituzione del sistema informatico, che ha provocato e continua a provocare pesanti e negative ripercussione cliniche a carico di tutte le Unità Operative dello spoke».
Il consigliere regionale ha sottolineato come risultati positivi siano stati comunque ottenuti, proprio grazie alla mobilitazione popolare. «Qualche segnale di miglioramento è giunto, e mi riferisco all’aumento del numero dei medici cubani, al mantenimento della Divisione di Broncopneumologia, al ritorno dell’Oncologia a Unità Operativa Complessa, alla nomina di alcuni primari. Risultati ancora insufficienti, ma di cui bisogna prendere atto, che non sono arrivati per caso, ma che sono stati promossi e supportati proprio dalla costante determinazione con la quale il Comitato delle Associazioni – attualmente AVO, AVIS, AFD, Medici Cattolici, Isde Medici per l’Ambiente, Solidarietà e Partecipazione – e i cittadini hanno contribuito concretamente al loro raggiungimento, scendendo fisicamente in piazza, con sit-in. mobilitazioni e manifestazioni di vario genere».
«Quando i cittadini si fanno sentire – ha aggiunto il consigliere regionale –, quando pretendono ciò che spetta loro, le istituzioni sono obbligate ad ascoltarne il grido di dolore e a ben valutare gli allarmi lanciati dai territori. Sono momenti di partecipazione altamente democratica che si pongono come pietra angolare nella costruzione dei diritti delle popolazioni. Il livello di rappresentanza istituzionale è fondamentale, ma consegue il massimo dei risultati quando si basa su una forte mobilitazione popolare».
«La difesa dell’ospedale di Castrovillari – ha concluso Ferdinando Laghi – non è una battaglia di parte, ma una lotta per il diritto alla salute di un intero territorio – Pollino, Esaro, Sibaritide-, che non può essere marginalizzato né tantomeno sacrificato».

Emodinamica di Castrovillari: arriva la dura replica di Laghi all’ASP

Il Sit-in di domenica scorsa, all’Ospedale di Castrovillari, promosso dal Comitato delle Associazioni (AVO, AVIS, Amici del Cuore, AMCI, Solidarietà e Partecipazione, AFD) e che ha visto grande partecipazione popolare, comincia a dare i suoi frutti.
Nello specifico, un Comunicato Stampa dell’ASP di Cosenza, in cui si cerca di “calmare le acque”, dando assicurazioni sulla centralità del Servizio di Emodinamica della Cardiologia di Castrovillari e sulla ferma volontà aziendale di potenziarlo.
“Assicurazioni che non convincono, anche perché si scontrano con la realtà dei fatti. Come si fa ad affermare “nessun trasferimento” il giorno dopo che i trasferimenti di Medico e Infermiera hanno avuto luogo?” – esordisce il Consigliere Regionale Ferdinando Laghi. “E poi -continua –, tanto per precisare e confutare quanto affermato nella nota dell’ASP, il depotenziamento è nei fatti, cioè nei due trasferimenti. Il timore della chiusura dell’emodinamica -magari con trasferimento ad altro ospedale! – invece è solo una paventata ipotesi, resa però ancora più preoccupante da analoghe strategie che, in precedenza, hanno portato alla chiusura di interi reparti dello spoke del Pollino. Basti ricordare, uno per tutti, la sciagurata cancellazione dell’Ortopedia, fatta “morire” una prima volta non sostituendo i medici che andavano man mano in pensione e poi una seconda volta, attraverso il doloso, gravissimo trasferimento (sempre “temporaneo”!) di due ortopedici mai più ritornati.”
Ma il Segretario Questore del Consiglio Regionale non si ferma qui. “Trovo francamente ridicola la scusa della formazione del Personale di Rossano, quale giustificazione del trasferimento. Anzitutto mi pare poco lusinghiero per la professionalità che so essere propria degli Operatori della Cardiologia di Rossano. E poi, chi deve essere formato, di norma, va nella sede dei formatori, non il contrario!”.
Ma Laghi contesta anche date e numeri forniti dall’ASP. “Non è possibile, che mentre si parla di potenziamento (che può avvenire solo con nuove assunzioni), invece, si trasferiscono Operatori. Si continua ormai da mesi e mesi ad annunciare ufficialmente l’ampliamento del Servizio di emodinamica da 6 a 12 ore – un Servizio che dovrebbe funzionare, e in passato ha funzionato H24! , senza che questi annunci si concretizzano mai. Ma vorrei anche dire che i numeri che l’ASP dà, non corrispondono alla realtà reale. Ai tredici medici indicati nella nota stampa, infatti, vanno sottratti il medico trasferito, un altro che va in pensione in queste settimane ed una terza unità che svolge la gran parte dell’orario di servizio in altro presidio. E così siamo a dieci! , non tredici.”
Infine la stoccata alla Direzione dell’ASP: “Se qualcuno, poi, pensa di intimidire chi si batte per il diritto alla salute delle popolazioni del Pollino, Esaro e Sibaritide, tra cui il sottoscritto, è completamente fuori strada. La battaglia continuerà in pieno partendo da fatti e dati reali, controllati e veritieri. Anzi, invito la Direzione dell’ASP a procedere senz’altro a perseguire anche strade legali – vedi il paventato e sbandierato reato di “procurato allarme”- sarà un’ottima occasione per far emergere, anche in sede giudiziaria, una politica sanitaria lesiva del diritto alla salute dei cittadini”.

Ufficio stampa

Aggressione all’Ospedale di Castrovillari

Ferdinando Laghi: «Trasferire personale dalla Cardiologia di Castrovillari è un’aggressione. Chi vuole smantellare il nostro ospedale deve assumersene la responsabilità»

Quanto sta accadendo all’Ospedale di Castrovillari è di una gravità inaudita. Con una comunicazione improvvisa, senza alcun preavviso, a firma del Direttore Generale Antonello Graziano, si dispone che dal 1° dicembre una infermiera dell’Emodinamica -articolazione fondamentale della Cardiologia e servizio salvavita per i pazienti colpiti fa infarto- venga trasferita e così un medico cubano, cardiologo clinico, “transitoriamente” presso la Cardiologia di Rossano.
Una formula abusata: scrivono “temporaneo”, ma sappiamo bene come finiscono questi trasferimenti, come, per altro, è sempre successo in passato. Sono in realtà definitivi!
Il consigliere regionale Ferdinando Laghi denuncia con fermezza ciò che definisce «l’ennesima, violentissima aggressione all’Ospedale di Castrovillari e, soprattutto, alle popolazioni e ai pazienti dell’intera fascia centro-settentrionale della provincia di Cosenza».
«Stiamo parlando –afferma Laghi– del fiore all’occhiello dell’ospedale di Castrovillari, di un reparto che per anni ha salvato vite e rappresentato un punto di riferimento insostituibile, anche per la sua baricentricità nell’ambito della provincia di Cosenza. E mentre l’ASP decide di trasferire personale chiave, corre anche, insistentemente, voce che il 31 dicembre si voglia addirittura chiudere e spostare l’Emodinamica. Una scelta che, se confermata, equivarrebbe a un colpo mortale per il diritto alla salute delle nostre comunità».
La situazione è resa ancora più grave dal fatto che il reparto ha già subito la perdita di un medico andato in pensione poche settimane fa e ne perderà un altro a breve, per identico motivo. «Invece di assumere, potenziare, stabilizzare –continua Laghi– si procede allo svuotamento, attuato con scientifica premeditazione, di un servizio essenziale. Tutto questo nel silenzio assordante di chi dovrebbe difendere l’ospedale».
E su queste note, Laghi chiama alle proprie responsabilità tutti gli attori istituzionali coinvolti: «Il primario della Cardiologia non può accettare che vengano spazzati via decenni di lavoro, sacrifici e risultati eccellenti, la Direzione sanitaria di presidio deve difendere le strutture interne e non restare a guardare. Il sindaco, primo garante della salute pubblica, non può a tacere. Ma anche -sottolinea il Segretario Questore del Consiglio Regionale- i colleghi Consiglieri regionali Riccardo Rosa e Gianluca Gallo, che a Castrovillari abitano e con i voti di Castrovillari e del suo comprensorio sono stati eletti, devono prendere posizione e intervenire fattivamente: non si può far finta di nulla mentre alla città viene tolto un servizio vitale».
Laghi annuncia iniziative politiche, istituzionali e di mobilitazione pubblica immediate: «Non permetteremo che il pernicioso depotenziamento della sanità pubblica del territorio venga mascherato da riorganizzazione. Non accetteremo altri scippi, non accetteremo altre bugie. Lo spoke di Castrovillari non sarà smantellato nel silenzio. Difenderemo l’ospedale con ogni democratica iniziativa a nostra disposizione».

Ufficio Stampa

Ospedale di Castrovillari. Ferma da un anno e mezzo una centrifuga per la ricerca di cellule tumorali. Laghi: “Inaccettabile disservizio, si intervenga subito”

Si tratta della rottura di una apposita centrifuga che, malgrado le continue richieste dei pazienti, non viene sostituita. Costerebbe poche migliaia di euro.

Continua a destare indignazione la situazione dell’U.O. Anatomia Patologica dell’Ospedale di Castrovillari dove, da oltre un anno e mezzo, è ferma la centrifuga necessaria per l’esecuzione delle analisi citologiche sulle urine, per individuare precocemente anche la presenza di cellule tumorali.
Nonostante le ripetute segnalazioni e le sollecitazioni da parte di cittadini, operatori sanitari e associazioni, l’apparecchiatura non è stata ancora sostituita. Un intervento dal costo di poche migliaia di euro che, se tempestivamente effettuato, avrebbe consentito di evitare i pesanti disagi che stanno subendo tantissimi pazienti.
A causa del guasto, infatti, molti utenti sono costretti a rivolgersi a laboratori privati o a spostarsi in altri ospedali della provincia, con inevitabili scomodità e costi aggiuntivi, quando addirittura non rinunciano del tutto all’esecuzione dell’esame.
Non solo. Non sono stati forniti neppure i microfiltri che, possono essere utilizzati per sopperire a queste problematiche, dal costo di 50 centesimi l’uno.
Sulla vicenda è intervenuto il consigliere regionale Ferdinando Laghi, che conosce molto bene lo spoke del Pollino e non abbassa la guardia sui disservizi che emergono.
“È inconcepibile che un presidio sanitario importante come quello di Castrovillari resti paralizzato per la mancata sostituzione di un’apparecchiatura dalla cifra irrisoria. Si tratta di un disservizio che mette a rischio la prevenzione oncologica e la tutela della salute dei cittadini. Chiedo ai vertici dell’Azienda sanitaria di Cosenza di attivarsi immediatamente per ripristinare il corretto funzionamento del laboratorio e garantire un servizio essenziale”.
Il consigliere Laghi ha inoltre ribadito la necessità di una gestione più attenta e responsabile delle risorse e della manutenzione negli ospedali della provincia, affinché episodi del genere non si ripetano.
Nel frattempo, la cittadinanza di Castrovillari continua a chiedere con forza un intervento rapido e risolutivo, affinché l’ospedale possa tornare a garantire pienamente le prestazioni sanitarie di base e specialistiche previste.

Ufficio stampa

Spoke Castrovillari, timide le risposte dell’Asp: il Comitato e Laghi annunciano una nuova manifestazione all’ASP di Cosenza

Intanto, giovedì 14 novembre un’Assemblea pubblica nella Sala Consiliare di Castrovillari, per informare la popolazione a iniziare dai tanti cittadini che hanno partecipato alla manifestazione dell’11 ottobre e alla sede dell’Asp.

Non sono state ritenute sufficienti dal Comitato delle Associazioni le risposte e le promesse dell’Asp di Cosenza, per l’ospedale di Castrovillari.
E’ per questo che Pino Angelastro, Portavoce del Comitato – che comprende AVO, AVIS, Medici Cattolici, AFD, Amici del Cuore e Solidarietà e Partecipazione – ha comunicato che giovedì 14 novembre, presso la Sala Consiliare del Comune, si terrà un’assemblea civica per dare informazioni su quanto già accaduto e sulla nuova mobilitazione in programma sempre sotto la sede dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. “Vogliamo soluzioni concrete che possano concretamente e rapidamente realizzarsi”, conclude Angelastro.
“Non siamo soddisfatti delle risposte dell’Asp di Cosenza per l’ospedale di Castrovillari”, affermano anche Paola Montagna ed il consigliere regionale Ferdinando Laghi. Nei giorni scorsi l’Azienda Sanitaria ha bandito due concorsi per reclutare i nuovi primari dell’Ortopedia e della Medicina ma resta il problema dei tempi di realizzazione, quando cioè verranno completati i concorsi, portando effettivamente in servizio i professionisti. Problema già altre volte riscontrato per lo spoke di Castrovillari.
“Ci siamo resi conto, inoltre, che ci sono stati forniti, come abbiamo avuto modo di verificare “sul campo”, continua la dottoressa Paola Montagna – dati sul personale diversi da quelli effettivi. Nel quotidiano, poi, il Comitato raccoglie le istanze di pazienti e cittadini che registrano, purtroppo, risposte sempre più deficitarie, da parte del “Ferrari”, rispetto alle esigenze di salute del territorio”.
“Ciò che dispiace particolarmente – conclude il Consigliere Laghi anche in qualità di Presidente di una delle associazioni aderenti al Comitato – è la gestione diseguale e a tratti discriminatoria da parte dell’Asp nei confronti delle popolazioni del centro nord della provincia di Cosenza. E questo non può essere accettato in alcun modo”.

Ufficio stampa

Castrovillari, banditi due concorsi a primario: Laghi “finalmente. Ma portiamoli a compimento in fretta!”

Laghi non abbassa la guardia sulla questione sanità: “bene bandire i concorsi, ma altro è portare effettivamente i primari a Castrovillari”.

L’Asp di Cosenza ha bandito per l’ospedale spoke di Castrovillari, dopo anni di attesa, i concorsi a primario per i reparti di Medicina e Ortopedia. È un dato sicuramente importante questo che, secondo il consigliere regionale Ferdinando Laghi, arriva anche a seguito delle insistenti battaglie condotte assieme al Comitato delle Associazioni per la tutela dell’ospedale di Castrovillari, che di recente aveva portato oltre duecento persone a manifestare sotto la sede di via degli Alimena, per un confronto con il direttore generale Graziano.
“Un risultato apprezzabile ma soprattutto dovuto, dopo anni e anni di attesa – commenta Laghi – su cui, tuttavia, bisogna vigilare fino all’effettivo espletamento. Un conto è bandire i concorsi, un altro è portare davvero i primari nei reparti. Castrovillari non ha felici esperienze al riguardo, come dimostrano i concorsi durati anni e altri che non sono mai stati conclusi e che, sempre dopo anni, è stato necessario ribandire”.
È per questo che secondo il capogruppo di De Magistris Presidente in Consiglio Regionale bisogna non abbassare il livello di attenzione. I tempi di realizzazione delle iniziative – a cominciare dai concorsi – devono essere compatibili con le necessità delle popolazioni e quindi brevissimi.

Ufficio stampa

Il Comitato e Laghi incontrano Graziano: “Insoddisfatti! Poche garanzie per l’ospedale di Castrovillari”

Il Comitato delle Associazioni ha consegnato al Direttore Generale dell’Asp di Cosenza un ulteriore e dettagliato documento con tutte le attuali criticità e le puntuali richieste per lo spoke “Ferrari”.

Dopo la grande manifestazione dell’11 ottobre, il Comitato delle Associazioni per la tutela dell’ospedale di Castrovillari è stato ricevuto, insieme al Consigliere regionale Ferdinando Laghi, dal Direttore Generale dell’ASP di Cosenza, Antonio Graziano.
Al DG è stato consegnato un ulteriore documento del Comitato – coordinato dal suo Portavoce, Pino Angelastro – contenente i dati dettagliati sulle troppe carenze e problemi dello spoke “Ferrari” che interessano quasi tutti i reparti presenti.
“Non siamo soddisfatti di questo incontro in ASP – hanno dichiarato i rappresentanti delle associazioni AVO, AVIS, AFD, Amici del Cuore, AMCI e Solidarietà e Partecipazione – perchè si è voluta difendere, ancora una volta, una linea che ha portato al progressivo smantellamento dell’ospedale di Castrovillari. Siamo convinti – hanno continuato – che la strada per rilanciare la sanità del territorio e quindi il diritto alla salute delle persone, passi attraverso una realistica valutazione della situazione – clinica e organizzativa- del Presidio del Pollino, anche attraverso un’attenta lettura dei dati e delle proposte che noi abbiamo messo nero su bianco”.
“Abbiamo avuto delle indicazioni sul perché, secondo l’ASP, molte cose non si possano fare – ha aggiunto il Consigliere Laghi, anche in veste di presidente dell’Associazione Solidarietà e Partecipazione, aderente al Comitato -, cosa su cui abbiamo esplicitato il nostro assoluto dissenso. Mentre ci è stato comunicato che sta per prendere servizio il nuovo primario dell’U.O.C. di Ginecologia e Ostetricia. Il problema di fondo è che per troppe cose si continua a parlare di future prospettive e non di azioni immediate, di difficoltà e non di opportunità, di responsabilità in capo alla Regione, che sarebbero del tutto insormontabili. Anche su questo le nostre opinioni divergono completamente. Gli aspetti di gestione della sanità pubblica locale vengono sviluppati dalle singole ASP in rapporto dialettico, non subalterno, con i Vertici regionali”.
Le Associazioni aderenti al Comitato si riuniranno nei prossimi giorni per decidere la linea da adottare per ribadire la necessità che anche le popolazioni del centro-nord della Provincia di Cosenza abbiano pari dignità e attenzione rispetto al resto del territorio dell’ASP.