Aiello Calabro. San Geniale maggio 2010, iniziato il Novenario di preparazione

AIELLO CALABRO – È iniziato stamani il Novenario di preparazione alla 342esima edizione della festa patronale dedicata a San Geniale Martire.
È il 1668 quando la Comunità Aiellese acclama il Martire come protettore. Geniale, è uno dei tantissimi martiri che la Chiesa annovera nei primi secoli. Martiri senza canonizzazione, venerati nelle catacombe e nei cimiteri di Roma.
Sulla vita di Geniale, un giovane di circa 14 anni, si conosce poco. La storia agiografico-leggendaria trasmessa da padre in figlio ad Aiello e che Scipione Solimena riporta nel suo volume del 1902 è quella del martirio di sette fratelli davanti alla loro Madre durante una persecuzione.
Le sue Reliquie, come descritto nell’Atto notarile, estratte dalle catacombe romane di S. Lorenzo, furono concesse all’Universitas Aiellese nel 1667 per tramite del Cardinale Alderano Cybo, esponente di spicco della famiglia allora feudataria di Aiello. Il 26 luglio di quell’anno, la “capsula quadrata”, contenente le reliquie e la boccia con il sangue del martire, giunse ad Ajello e fu portata nella Chiesa del Monastero di Santa Chiara. Ma ci volle il 6 maggio del 1668, con l’arrivo del Vicario generale di Tropea, Don Orazio D’Amato, inviato dall’allora vescovo titolare monsignor Luigi De Morales Agostiniano Spagnolo, per constatare che i sigilli erano intatti e nominare Geniale patrono della città.
Da allora, l’antica e nobile tradizione si è perpetuata nei secoli. Le celebrazioni di quest’anno, che culmineranno in veste solenne la prima domenica di maggio, prevedono, come consueto, iniziative religiose e civili.
Ecco il calendario preparato dalla Parrocchia guidata da don Jean Paul Bamba, in collaborazione con le associazioni locali e con l’Amministrazione comunale: Venerdì 23 aprile – inizio Novenario di preparazione; Dal 23 aprile al 1 maggio – ogni giorno Santo Rosario e Santa Messa; Sabato primo maggio – dalle ore 21 a mezzanotte: Adorazione in S. Maria Maggiore; Domenica 2 maggio – Solennità di S. Geniale Martire: 0re 9 S. Messa; ore 11 Santa Messa Solenne e a seguire Processione per le vie del Borgo con la Banda Musicale e le coperte in omaggio al Martire esposte dai balconi lungo il percorso; ore 18 Santa Messa di Ringraziamento. Per le iniziative civili: Volo palloni di San Geniale (dopo la Processione); Torneo del Formaggio (dalle ore 15.00 alle ore 17.00) e Giochi Popolari (in serata); Performance Sbandieratori di Bisignano prima e dopo la SS. Messa pomeridiana in Piazza Santa Maria; e, infine, serata in allegria (sempre in piazza Santa Maria) tra musica e stand gastronomici delle aziende ristoratrici aiellesi.
Per la storia del Culto vai all’indirizzo:

Per info sulla festa: http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=322538050831&index=1

Aiello Calabro. San Geniale maggio 2010, iniziato il Novenario di preparazione

AIELLO CALABRO – Iniziate, con il Novenario di preparazione, le celebrazioni della festa patronale dedicata a San Geniale Martire che culmineranno in veste solenne la prima domenica di maggio.

È il 1668 quando la Comunità Aiellese acclama il Martire come protettore. Geniale, è uno dei tantissimi martiri che la Chiesa annovera nei primi secoli. Martiri senza canonizzazione, venerati nelle catacombe e nei cimiteri di Roma.
Sulla vita di Geniale, un giovane di circa 14 anni, si conosce poco. La storia agiografico-leggendaria trasmessa da padre in figlio ad Aiello e che Scipione Solimena riporta nel suo volume del 1902 è quella del martirio di sette fratelli davanti alla loro Madre durante una persecuzione.
Le sue Reliquie, come descritto nell’Atto notarile, estratte dalle catacombe romane di S. Lorenzo, furono concesse all’Universitas Aiellese nel 1667 per tramite del Cardinale Alderano Cybo, esponente di spicco della famiglia allora feudataria di Aiello. Il 26 luglio di quell’anno, la “capsula quadrata”, contenente le reliquie e la boccia con il sangue del martire, giunse ad Ajello e fu portata nella Chiesa del Monastero di Santa Chiara. Ma ci volle il 6 maggio del 1668, con l’arrivo del Vicario generale di Tropea, Don Orazio D’Amato, inviato dall’allora vescovo titolare monsignor Luigi De Morales Agostiniano Spagnolo, per constatare che i sigilli erano intatti e nominare Geniale patrono della città.
Da allora, l’antica e nobile tradizione si è perpetuata nei secoli. Le celebrazioni di quest’anno, che culmineranno in veste solenne la prima domenica di maggio, prevedono, come consueto, iniziative religiose e civili.
Ecco il calendario preparato dalla Parrocchia guidata da don Jean Paul Bamba, in collaborazione con le associazioni locali e con l’Amministrazione comunale: Venerdì 23 aprile – inizio Novenario di preparazione; Dal 23 aprile al 1 maggio – ogni giorno Santo Rosario e Santa Messa; Sabato primo maggio – dalle ore 21 a mezzanotte: Adorazione in S. Maria Maggiore; Domenica 2 maggio – Solennità di S. Geniale Martire: 0re 9 S. Messa; ore 11 Santa Messa Solenne e a seguire Processione per le vie del Borgo con la Banda Musicale e le coperte in omaggio al Martire esposte dai balconi lungo il percorso; ore 18 Santa Messa di Ringraziamento. Per le iniziative civili: Volo palloni di San Geniale (dopo la Processione); Torneo del Formaggio (dalle ore 15.00 alle ore 17.00) e Giochi Popolari (in serata); Performance Sbandieratori di Bisignano prima e dopo la SS. Messa pomeridiana in Piazza Santa Maria; e, infine, serata in allegria (sempre in piazza Santa Maria) tra musica e stand gastronomici delle aziende ristoratrici aiellesi.

Per la storia del Culto vai all’indirizzo:

Per info sulla festa: http://www.facebook.com/home.php?#!/event.php?eid=322538050831&index=1

Aiello Calabro. Alla "scoperta" del patrimonio sacro. Giovani volontari impegnati nella pulizia della Chiesa madre

AIELLO CALABRO, Cs – Lo stato di conservazione dei luoghi di culto della cittadina e molti beni artistici in essi conservati non versano, purtroppo, in buone condizioni. Parliamo, in particolare, della chiesa Matrice di Santa Maria Maggiore, le cui strutture ‘400esche, come fa notare lo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, «patiscono l’umidità, sia interna che esterna, lesioni strutturali anche di particolare gravità, nonché la mutilante presenza di intonaci e rifacimenti ‘900eschi che impediscono la lettura della possente costruzione rinascimentale».
Ancor più grave, per Solferino, la situazione delle cappelle radiali, «ormai ridotte inverosimilmente – segnala – a depositi malsani e infestati dai topi, degli arredi lignei superstiti, tra cui alcune interessanti statue». Come pure l’Archivio parrocchiale e i volumi ‘7-800eschi del fondo ereditato dall’Arciprete Solimena, attualmente coperti da muffe e funghi maleodoranti.
Da leggere come significativo segnale di buona volontà e di interessamento per il patrimonio culturale e religioso, è l’iniziativa di ripristinare la sala adiacente alla Chiesa di Santa Maria Maggiore, da tempo in disuso ed in pessime condizioni, voluta dal parroco don Jean Paul Bamba e sostenuta dall’Amministrazione Comunale. Nei giorni scorsi, una squadra di giovani e giovanissimi volontari (presente anche l’assessoressa Pucci), ha lavorato non poco per fare ordine e pulizia, e mettere al sicuro alcune testimonianze di arte sacra. «Il lavoro continua, non è finito». Ha dichiarato Eleonora Pucci che ha rinnovato, a nome dell’amministrazione comunale, la collaborazione al parroco don Jean Paul Bamba; e ringraziato, per la partecipazione, i giovani e, per i futuri appuntamenti, «chiunque abbia desiderio di condividere la storia del nostro paese».
Anche da parte di don Bamba c’è soddisfazione. «Ringrazio tutti – ha detto il sacerdote – per lo spirito con cui si è lavorato insieme per dare un contributo alla Chiesa Madre di questo paesino che mi ha accolto con tanto affetto».
Lo scopo dell’iniziativa, dunque, sarà quella di recuperare la saletta parrocchiale – sebbene provvisoriamente – quale spazio per accogliere i giovani, in attesa di rendere fruibile per questa funzione gli ambienti della casa canonica. Poi, non appena possibile, si dovrà pensare a ripristinare e riportare la struttura all’originaria destinazione, ovvero quella di cappella dedicata a San Geniale, Patrono del paese che da troppo tempo è relegato nella navata a destra di S. Maria.
Nell’operazione di pulizia, il gruppo di volontari ha pure “scoperto” la vecchia Sagrestia stipata di un po’ di tutto, e in cui sono conservate, tra le altre cose, le statue degli angeli (nella foto in alto) in cartapesta leccese del primo ventennio del ‘900 (che trovavano posto ai lati del Patrono), visionate e fotografate assieme ad altri oggetti, già nel 2004, durante una visita ispettiva della Sovrintendenza a cui era presente, tra gli altri, anche lo storico dell’arte Solferino.
A parte la buona iniziativa di cui riferiamo, tuttavia, resta moltissimo da fare. Intanto, è necessaria una schedatura ufficiale (della Sovrintendenza) del patrimonio sacro; e in seguito gli urgenti e necessari interventi per il suo recupero. E per fare ciò, crediamo sia opportuna l’istituzione di una fondazione culturale che si occupi di reperire i fondi necessari e stabilire le priorità degli interventi.

Oggi San Geniale e vutu 2010

Da oltre due secoli, il 5 febbraio di ogni anno, la comunità locale rinnova la devozione a San Geniale Martire. La festa ex voto, che si aggiunge a quella canonica della prima domenica di maggio, nasce nel febbraio 1783, quando un funesto terremoto scosse le Calabrie. In quella circostanza, gli Ajellesi attribuirono la loro incolumità a San Geniale e fecero voto di celebrare in perpetuo la ricorrenza di febbraio con una processione penitenziale, con le statue di S. Geniale, di S. Antonio e dell’Immacolata che si innestava su una precedente manifestazione religiosa del 1623, e con l’offerta di un cereo votivo.
Il programma di quest’anno, reso noto dal parroco don Jean Paul Bamba, prevede per oggi una messa alle 9 di mattina, e la celebrazione solenne alle 17.
La devozione e l’attaccamento al santo Patrono – le cui reliquie giunsero in Aiello nel 1667 per l’interessamento del Cardinale Alderano Cybo, fratello di Alberico II Principe di Massa e Duca di Ajello – non conosce flessioni, in particolare tra gli Aiellesi che vivono all’estero, che seguono sul web con assiduità un gruppo e una pagina fans su Facebook dedicati al Martire. Sempre dedicato al Patrono, segnaliamo pure un blog (http://sangeniale.blogspot.com) – ancora in costruzione – a cura degli Amici di San Geniale, in cui a breve confluiranno documenti e gallerie fotografiche.

Oggi San Geniale e vutu 2010

Da oltre due secoli, il 5 febbraio di ogni anno, la comunità locale rinnova la devozione a San Geniale Martire. La festa ex voto, che si aggiunge a quella canonica della prima domenica di maggio, nasce nel febbraio 1783, quando un funesto terremoto scosse le Calabrie. In quella circostanza, gli Ajellesi attribuirono la loro incolumità a San Geniale e fecero voto di celebrare in perpetuo la ricorrenza di febbraio con una processione penitenziale, con le statue di S. Geniale, di S. Antonio e dell’Immacolata che si innestava su una precedente manifestazione religiosa del 1623, e con l’offerta di un cereo votivo.
Il programma di quest’anno, reso noto dal parroco don Jean Paul Bamba, prevede per oggi una messa alle 9 di mattina, e la celebrazione solenne alle 17.
La devozione e l’attaccamento al santo Patrono – le cui reliquie giunsero in Aiello nel 1667 per l’interessamento del Cardinale Alderano Cybo, fratello di Alberico II Principe di Massa e Duca di Ajello – non conosce flessioni, in particolare tra gli Aiellesi che vivono all’estero, che seguono sul web con assiduità un gruppo e una pagina fans su Facebook dedicati al Martire. Sempre dedicato al Patrono, segnaliamo pure un blog (http://sangeniale.blogspot.com) – ancora in costruzione – a cura degli Amici di San Geniale, in cui a breve confluiranno documenti e gallerie fotografiche.

San Geniale ex voto 2010. Oggi inizia il Novenario di preparazione alla festa del 5 febbraio

AIELLO CALABRO – Il 5 febbraio, come tradizione vuole, ricorrono i festeggiamenti in onore di S. Geniale ex voto.Com’è noto, le reliquie del Santo, martirizzato durante le persecuzioni romane, giunsero in Aiello nel 1667 per l’interessamento del Cardinale Alderano Cybo, fratello di Alberico II Principe di Massa e Duca di Ajello. Da allora si diffuse sempre più capillarmente la devozione verso San Geniale e «la fama dei celesti prodigi operati per sua intercessione – scrive Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e finanziatore, nel 2004, del restauro del prezioso busto reliquario settecentesco – ebbe risonanza anche oltre i confini del Ducato». Numerosi e commoventi furono i casi di grazie attribuiti al Martire, in taluni casi riconosciuti con voto pubblico, come quello nel febbraio del 1783. In occasione del funesto terremoto che scosse le Calabrie, gli Ajellesi attribuirono la loro incolumità (si registrò solo a morte del castellano) a San Geniale e fecero voto di celebrare in perpetuo la ricorrenza del 5 febbraio con una processione penitenziale – con le statue di S. Geniale, di S. Antonio e dell’Immacolata che si innestava su una precedente manifestazione religiosa del 1623 consacrata all’Immacolata – e con l’offerta di un cereo votivo.

A breve, online, il Blog – a cura degli Amici di San Geniale – dedicato al Santo Patrono, con documenti e gallerie fotografiche.

San Geniale ex voto 2010. Oggi inizia il Novenario di preparazione alla festa del 5 febbraio

AIELLO CALABRO – Il 5 febbraio, come tradizione vuole, ricorrono i festeggiamenti in onore di S. Geniale ex voto.Com’è noto, le reliquie del Santo, martirizzato durante le persecuzioni romane, giunsero in Aiello nel 1667 per l’interessamento del Cardinale Alderano Cybo, fratello di Alberico II Principe di Massa e Duca di Ajello. Da allora si diffuse sempre più capillarmente la devozione verso San Geniale e «la fama dei celesti prodigi operati per sua intercessione – scrive Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e finanziatore, nel 2004, del restauro del prezioso busto reliquario settecentesco – ebbe risonanza anche oltre i confini del Ducato». Numerosi e commoventi furono i casi di grazie attribuiti al Martire, in taluni casi riconosciuti con voto pubblico, come quello nel febbraio del 1783. In occasione del funesto terremoto che scosse le Calabrie, gli Ajellesi attribuirono la loro incolumità (si registrò solo a morte del castellano) a San Geniale e fecero voto di celebrare in perpetuo la ricorrenza del 5 febbraio con una processione penitenziale – con le statue di S. Geniale, di S. Antonio e dell’Immacolata che si innestava su una precedente manifestazione religiosa del 1623 consacrata all’Immacolata – e con l’offerta di un cereo votivo.

A breve, online, il Blog – a cura degli Amici di San Geniale – dedicato al Santo Patrono, con documenti e gallerie fotografiche.

Antonio Del Corchio, artista Aiellese del XIX secolo. "Il particolare vezzo del pittore che nel 1863 dipinse la Madonna del Pettoruto" di S. Sosti in un articolo dello studioso Francesco Capalbo

Madonna del Pettoruto, Antonio Del Corchio, 1863

di Francesco Capalbo
FONTE http://francescocapalbo.blogspot.com/

In una contrada di Luzzi, sopra un piccolo pianoro dal quale è possibile scorgere in lontananza uno spicchio della catena del Pollino e la gola del fiume Rosa, è adagiata una chiesa rurale intitolata alla Madonna della Cava o della Sanità.
La storia narra che in questo lembo nascosto di Calabria l’intervento mariano portò soccorso a Lucrezia Scalzo, una ragazza disabile. L’interno della chiesa, di recente restaurata, è composta da tre corte navate decorate dal pittore Emilio Jusi, lo stesso che a metà degli anni cinquanta affrescò anche la chiesa di Santa Caterina Vergine e Martire di San Sosti. Alla fine della navata laterale destra è collocata una tela raffigurante la Madonna del Pettoruto che, sia per il realismo dell’immagine che per la cura dei particolari, potremmo definire di derivazione classica. Il dipinto svela non solo quanto fosse diffuso nei secoli scorsi sul territorio della Valle del Crati il culto della Vergine di San Sosti, quanto anche la ricercata sensibilità artistica di un personaggio poco conosciuto.
L’autore del quadro, stando alla firma collocata sulla sua sinistra, fu nel 1863 il pittore Antonio del Corchio, nipote ed allievo del famoso Aloisio Raffaele Maria Luigi, che dipinse opere sacre conservate in varie chiese della Calabria.
Secondo lo studioso Raffaele Borretti, tra i due parenti vi fu un rapporto di mutua collaborazione desunto dal fatto che in una tela conservata a Laurignano è decifrabile il nome del nipote sotto il monogramma con il quale l’Aloisio era solito firmarsi.
Del Corchio, sulle orme dello zio, studiò a Napoli e fu testimone insieme ad altri giovani pittori calabresi del fiorire delle speranze culturali della nostra regione nel periodo post unitario. Nella città partenopea trovò accoglienza, mentre la Prefettura di Cosenza si fece carico dei suoi studi.
Tra gli estimatori del giovane artista vi fu anche Vincenzo Padula che accostò il pittore di Aiello Calabro a Tano Eugenio, eccellente ritrattista ed anche fervido garibaldino. Lo stesso scrittore fu impressionato, sia per la fantasia che per la bellezza delle forme, da un dipinto raffigurante Tommaso Campanella nell’atto di contemplare il cadavere di Bernardino Telesio e ne propose l’acquisto alla Provincia di Cosenza.
Padula tuttavia non fu sempre benevolo nei confronti dell’ artista di Aiello Calabro. Tagliente si rivelò ad esempio la sua opinione a proposito di una tela raffigurante san Gerolamo ed anche il suo convincimento a riguardo di un dipinto figurante lo scontro tra Argante e Tancredi. In questo ultimo caso ebbe a sentenziare senza parsimonia di parole che il ritrattista disconosceva l’opera di Torquato Tasso.
Di Antonio del Corchio rimangono anche gli affreschi della cupola di San Geniale, ora Chiesa del Sacro Cuore e della Chiesa di Santa Maria Maggiore di Aiello Calabro, nonché il ritratto del Beato Domenico Lentini conservato in Lauria ed a lui attribuito in maniera incontrovertibile.
Svaniti appaiono ormai i dubbi intorno alla vera identità dell’uomo d’arte, ingenerati dalla bizzarra abitudine che egli aveva di anteporre la preposizione articolata “del” al suo vero cognome.
La firma “Antonio del Corchio” che compare sotto le sue opere sembra più che altro il ghiribizzo di un uomo d’arte che di nome faceva Antonio Corchio, figlio di Geniale e di Cecilia Aloisio, il quale venne alla luce nella contrada San Giuliano di Aiello Calabro in un giorno di fine settembre del 1834.

Celebrato San Geniale, Santo Patrono di Aiello Calabro

GALLERIA FOTOGRAFICA

AIELLO CALABRO – La prima domenica di maggio, non è solo una gradevole  e calda giornata di primavera. Per gli Aiellesi, che dal 1668 lo hanno proclamato loro protettore, è la domenica in cui San Geniale viene celebrato con solennità.

La chiesa di Santa Maria Maggiore, per la funzione solenne delle 11.30, è meta di tanti fedeli. Anche lo spiazzale antistante è pieno di gente in attesa del volo dei caratteristici palloni aereostatici e dei fuochi d’artificio in onore del Santo.

Alla funzione religiosa, come è tradizione, partecipano le autorità locali, il Sindaco in fascia tricolore e la polizia municipale con il Gonfalone civico, e il comandante della Caserma dei Carabinieri. Il momento più atteso è per tutti la processione che quest’anno – per impulso del parroco padre Bamba – è ritornata a seguire, almeno in parte, l’antico percorso per le viuzze del Centro storico. La Statua di San Geniale, con le Sacre Reliquie, arricchita dalla palma del martirio, dalla corona e dalla chiavi urbiche argentee – ed accompagnata dalla banda musicale Curcio di Amantea -, viene accolta sempre con grande rispetto e devozione.

Ma la giornata delle festa di San Geniale, per la comunità, non è solo un momento di profonda religiosità. C’è spazio anche per gli antichi giochi di una volta – organizzati nel pomeriggio dalla locale Pro loco – che sono stati una bella attrattiva per piccoli e grandi.

Celebrato San Geniale, Santo Patrono di Aiello Calabro

AIELLO CALABRO – La prima domenica di maggio, non è solo una gradevole  e calda giornata di primavera. Per gli Aiellesi, che dal 1668 lo hanno proclamato loro protettore, è la domenica in cui San Geniale viene celebrato con solennità.

La chiesa di Santa Maria Maggiore, per la funzione solenne delle 11.30, è meta di tanti fedeli. Anche lo spiazzale antistante è pieno di gente in attesa del volo dei caratteristici palloni aereostatici e dei fuochi d’artificio in onore del Santo.

Alla funzione religiosa, come è tradizione, partecipano le autorità locali, il Sindaco in fascia tricolore e la polizia municipale con il Gonfalone civico, e il comandante della Caserma dei Carabinieri. Il momento più atteso è per tutti la processione che quest’anno – per impulso del parroco padre Bamba – è ritornata a seguire, almeno in parte, l’antico percorso per le viuzze del Centro storico. La Statua di San Geniale, con le Sacre Reliquie, arricchita dalla palma del martirio, dalla corona e dalla chiavi urbiche argentee – ed accompagnata dalla banda musicale Curcio di Amantea -, viene accolta sempre con grande rispetto e devozione.

Ma la giornata delle festa di San Geniale, per la comunità, non è solo un momento di profonda religiosità. C’è spazio anche per gli antichi giochi di una volta – organizzati nel pomeriggio dalla locale Pro loco – che sono stati una bella attrattiva per piccoli e grandi.