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Patrono di Aiello Calabro (Cs), sec. III
San Geniale, sebbene non incluso nel martirologio cristiano, è un martire del terzo secolo, che sotto Diocleziano diede la vita per affermare i valori della sua giovane fede. Le sue reliquie, conservate nella catacombe di S. Lorenzo in Roma, vennero donate per intercessione del cardinale Cybo alla universitas aiellese di cui la sua famiglia era feudataria. La cassetta con le ossa, ed un’ampolla di sangue, giunsero ad Aiello nel 1667, il 26 di luglio, e furono custodite nel monastero degli Osservanti. Dal 6 maggio 1668, domenica, con la verifica dei sigilli della cassetta, alla presenza dell’inviato del vescovo di Tropea, venne acclamato dal popolo aiellese come patrono della città.
Da allora, la tradizione del culto si perpetua ogni anno nella prima domenica di maggio. E dal 1783, anno del terremoto, per lo scampato pericolo, in segno di ringraziamento, di penitenza e di devozione, anche come ex voto, il 5 di febbraio. (Fonte Bruno Pino)
San Geniale 2009. Inizia il Novenario

San Geniale 2009. Inizia il Novenario
AIELLO CALABRO – Inizia oggi il Novenario per la celebrazione del Patrono della cittadina che si terrà domenica 3 maggio.
Ecco il programma Religioso:
· Venerdì 24 aprile – Inizio Novenario: ore 9 S. Messa; ore 18 Rosario e S. Messa; (tutti i giorni);
· Mercoledì 29 – ore 19: Rosario; ore 19.30 S. Messa e Fiaccolata;
· Domenica 3 maggio – ore 9 S. Messa; ore 11.30 S. Messa Solenne, Processione per le vie del paese (percorso storico); ore 18 Adorazione, Vespri e Benedizione Eucaristica.
La storia del Culto
Geniale, quando fu martirizzato, tra il I e il III secolo d.C., ha circa 14 anni. Sepolto nelle Catacombe di San Lorenzo in Roma, vi resterà sino al 4 di maggio del 1653, quando le Reliquie (Ossa e Sangue in una ampolla, conservati ora nel basamento della ottocentesca Statua in legno) vengono estratte per ordine di Papa Alessandro VII e consegnate da Marco Antonio Addo, Cardinale Vicario di Roma, assieme ad altre reliquie di santi, al Cardinale Alderano Cybo, pronipote di quell’Alberico Cybo che fu il primo Marchese di Aiello. In seguito, è il 10 giugno del 1656, le Reliquie di Geniale verranno consegnate dal Cybo a frate Francesco da Pietramala, vice responsabile provinciale per la Calabria dei Minori Osservanti, per essere conservate nel convento aiellese di S. Maria delle Grazie.
La consegna effettiva della cassa contenente il corpo di San Geniale alla Universitas aiellese avverrà però più tardi. E’ il 26 di luglio del 1667 quando ad Amantea approda la nave che la trasporta. Dopo un vano tentativo degli amanteoti di impossessarsene (la cassa, secondo la leggenda popolare, diventa pesantissima), Tarquinia Ferrise, una donna venuta al seguito degli aiellesi incontro al loro protettore, riesce a sollevarla e portarsela in quel di Aiello, liberandosi, nello stesso tempo, dal demonio da cui era posseduta. Una volta arrivata ad Aiello, la Cassa rimarrà nel monastero di S. Chiara sino al 1668. E’ il 6 di maggio di quell’anno che ha inizio il culto. La Cerimonia è solenne. Il Vicario Generale D. Orazio D’Amato di Amantea controlla i sigilli ed espone le Reliquie al popolo. Poi, come era stato disposto dalla famiglia Cybo, in processione vengono trasportate nella cappella gentilizia della famiglia ducale. Qui l’urna viene chiusa “con tre chiavi diverse, una delle quali fu consegnata al Guardiano del Convento, l’altra al Vicario Foraneo, e la terza al Sindaco”. E qui, tra continui pellegrinaggi anche dai paesi vicini, rimarranno sino al 1808 quando, gli aiellesi, chiedono ed ottengono dal vescovo Gerardo Gregorio Mele che la Statua con le Reliquie sia conservata nella Chiesa matrice dove si trova attualmente.
5 febbraio 2009, San Geniale ex Voto
Il parroco della cittadina, padre don Bamba, incontra i giovani
Celebrata la festa del Protettore San Geniale 2008
La Comunità Aiellese ha celebrato domenica scorsa la giornata di devozione dedicata a San Geniale Martire, Protettore principale della cittadina.Di questa volontà popolare, oggi, a duecento anni di distanza, è rimasto ben poco. Salvo che in qualche occasione – come per l’importante celebrazione del 2004, anno della ricognizione canonica delle Reliquie e del restauro conservativo della statua lignea settecentesca; e poi per quella del 2005, quando di celebrò San Geniale nel ricordo del terribile sisma del settembre 1905 – la festa sembra sempre di più cadere nell’oblio e nell’indifferenza. Nella mattinata di domenica si sono registrate solo i riti religiosi alla presenza delle locali Autorità civili e militari, e lo svolgimento della processione per le vie del paese accompagnata dalla banda musicale con la Statua contenente le sacre Reliquie, arricchita da Palma e Corona d’argento, e dalle preziose chiavi urbiche anch’esse d’argento forgiate dall’orafo aiellese Pasquale Bruni. Non abbiamo visto, però, eccetto che in un caso, i numerosi damaschi e le pregiate coperte di seta da finestre e balconi che in passato salutavano il passaggio del Santo; non un tradizionale pallone aerostatico, non un fuoco pirotecnico, e nemmeno il tipico torneo pomeridiano “du casu”. Abbiamo visto solo una Statua su una base processionale ottocentesca malconcia e precaria che andrebbe subito subito restaurata. Perché non lanciare una bella sottoscrizione pubblica? Perché non ritornare a ridare importanza – con un piccolo quanto significativo gesto – alle cose che più contano per la verace identità culturale della cittadina?
Domenica prossima, la festa di San Geniale
Domenica questa, a termine del Novenario di preparazione iniziato lo scorso 25 aprile, la comunità locale celebrerà il suo Santo Patrono. Un appuntamento per i devoti che si perpetua da ben 340 anni, ovvero da quando domenica 6 maggio del 1668 San Geniale Martire venne acclamato Protettore da tutto il popolo Aiellese. In quel giorno, come leggiamo da Scipione Solimena, “qui giunse per la bisogna, mandatovi da Monsignor Luigi De Morales Agostiniano Spagnolo, e già Vescovo di Ariano, il Vicario Generale di Tropea D. Orazio D’Amato di Amantea. Costui, tra la devota esultanza dei cittadini e la massima solennità religiosa, verificò i soggelli dell’urna, ove eran chiuse le Reliquie; e trovatili intatti, espose queste alla venerazione dei fedeli. Una sola fu allora la voce, che usci dalla bocca dell’intero popolo di Aiello – «Ecco il nostro Protettore». Da quel giorno – ci tramanda ancora Solimena – la fiducia degli Aiellesi verso il Santo miracoloso giammai è venuta meno; perché il Martire conquistò e vinse il cuore dei padri nostri, come conquista o vince sempre più il nostro cuore, e conquisterà e vincerà quello dei nostri nipoti”.Come è ben noto, le reliquie del Santo, martirizzato durante le persecuzioni romane, giunsero ad Aiello per l’interessamento del Cardinale Alderano Cybo, fratello di Alberico II Principe di Massa e Duca di Ajello. Da allora si diffuse sempre più capillarmente la devozione verso San Geniale e la fama dei celesti prodigi operati per sua intercessione ebbe risonanza anche oltre i confini del Ducato.
Il programma religioso, per la giornata del 4 maggio, prevede le celebrazioni di due messe il mattino nella chiesa di Santa Maria Maggiore, e a seguire la Processione della Statua di San Geniale lungo le vie del paese. Non abbiamo notizie, invece, del programma civile. Come palloni aerostatici, torneo du casu ecc.
L'Istrumento di Consegna delle Reliquie di San Geniale
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NOTA: Il documento notarile originario in latino è qui riprodotto nella versione italiana curata dal Prof. Mario Giannuzzi.
San Geniale 2008. Il 25 aprile scorso è iniziato il Novenario
Come ogni anno, dal 1668, si perpetuano le celebrazioni in onore di San Geniale Martire, Protettore della cittadina, iniziate con il Novenario lo scorso 25 aprile e che termineranno domenica 4 maggio.La storia del Culto. Geniale, quando fu martirizzato, tra il I e il III secolo d.C., ha circa 14 anni. Sepolto nelle Catacombe di San Lorenzo in Roma, vi resterà sino al 4 di maggio del 1653, quando le Reliquie (Ossa e Sangue in una ampolla, conservati ora nel basamento della ottocentesca Statua in legno) vengono estratte per ordine di Papa Alessandro VII e consegnate da Marco Antonio Addo, Cardinale Vicario di Roma, assieme ad altre reliquie di santi, al Cardinale Alderano Cybo, pronipote di quell’Alberico Cybo che fu il primo Marchese di Aiello. In seguito, è il 10 giugno del 1656, le Reliquie di Geniale verranno consegnate dal Cybo a frate Francesco da Pietramala, vice responsabile provinciale per la Calabria dei Minori Osservanti, per essere conservate nel convento aiellese di S. Maria delle Grazie.
La consegna effettiva della cassa contenente il corpo di San Geniale alla Universitas aiellese avverrà però più tardi. E’ il 26 di luglio del 1667 quando ad Amantea approda la nave che la trasporta. Dopo un vano tentativo degli amanteoti di impossessarsene (la cassa, secondo la leggenda popolare, diventa pesantissima), Tarquinia Ferrise, una donna venuta al seguito degli aiellesi incontro al loro protettore, riesce a sollevarla e portarsela in quel di Aiello, liberandosi, nello stesso tempo, dal demonio da cui era posseduta. Una volta arrivata ad Aiello, la Cassa rimarrà nel monastero di S. Chiara sino al 1668. E’ il 6 di maggio di quell’anno che ha inizio il culto. La Cerimonia è solenne. Il Vicario Generale D. Orazio D’Amato di Amantea controlla i sigilli ed espone le Reliquie al popolo. Poi, come era stato disposto dalla famiglia Cybo, in processione vengono trasportate nella cappella gentilizia della famiglia ducale. Qui l’urna viene chiusa “con tre chiavi diverse, una delle quali fu consegnata al Guardiano del Convento, l’altra al Vicario Foraneo, e la terza al Sindaco”. E qui, tra continui pellegrinaggi anche dai paesi vicini, rimarranno sino al 1808 quando, gli aiellesi, chiedono ed ottengono dal vescovo Gerardo Gregorio Mele che la Statua con le Reliquie sia conservata nella Chiesa matrice dove si trova attualmente.
Il programma religioso prevede, per domenica, le celebrazioni di due messe il mattino nella chiesa di Santa Maria Maggiore, e la Processione della Statua di San Geniale lungo le vie del paese.
5 febbraio 2008: S. Geniale ex voto. La Prima domenica di maggio, invece, la festa patronale
Il 5 febbraio, come tradizione vuole, ricorrono i festeggiamenti in onore di S. Geniale ex voto. Com’è noto, le reliquie del Santo, martirizzato durante le persecuzioni romane, giunsero in Aiello nel 1667 per l’interessamento del Cardinale Alderano Cybo, fratello di Alberico II Principe di Massa e Duca di Ajello. Da allora si diffuse sempre più capillarmente la devozione verso San Geniale e «la fama dei celesti prodigi operati per sua intercessione – scrive Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e finanziatore, nel 2004, del restauro del prezioso busto reliquario settecentesco – ebbe risonanza anche oltre i confini del Ducato». Numerosi e commoventi furono i casi di grazie attribuiti al Martire, in taluni casi riconosciuti con voto pubblico, come quello nel febbraio del 1783. In occasione del funesto terremoto che scosse le Calabrie, gli Ajellesi attribuirono la loro incolumità (si registrò solo a morte del castellano) a San Geniale e fecero voto di celebrare in perpetuo la ricorrenza del 5 febbraio con una processione penitenziale – con le statue di S. Geniale, di S. Antonio e dell’Immacolata che si innestava su una precedente manifestazione religiosa del 1623 consacrata all’Immacolata – e con l’offerta di un cereo votivo.L’appuntamento religioso, preparato dal Novenario iniziato il 27 gennaio scorso, prevede le sante messe celebrate in Santa Maria Maggiore; mentre nel centro storico si tiene la fiera.
La storia del culto di S. Geniale
Geniale, quando fu martirizzato, tra il I e il III secolo d.C., ha circa 14 anni. Sepolto nelle Catacombe di San Lorenzo in Roma, vi resterà sino al 4 di maggio del 1653, quando le Reliquie (Ossa e Sangue in una ampolla, conservati ora nel basamento della ottocentesca Statua in legno) vengono estratte per ordine di Papa Alessandro VII e consegnate da Marco Antonio Addo, Cardinale Vicario di Roma, assieme ad altre reliquie di santi, al Cardinale Alderano Cybo, pronipote di quell’Alberico Cybo che fu il primo Marchese di Aiello. In seguito, è il 10 giugno del 1656, le Reliquie di Geniale verranno consegnate dal Cybo a frate Francesco da Pietramala, vice responsabile provinciale per la Calabria dei Minori Osservanti, per essere conservate nel convento aiellese di S. Maria delle Grazie.
La consegna effettiva della cassa contenente il corpo di San Geniale alla Universitas aiellese avverrà però più tardi. E’ il 26 di luglio del 1667 quando ad Amantea approda la nave che la trasporta. Dopo un vano tentativo degli amanteoti di impossessarsene (la cassa, secondo la leggenda popolare, diventa pesantissima), Tarquinia Ferrise, una donna venuta al seguito degli aiellesi incontro al loro protettore, riesce a sollevarla e portarsela in quel di Aiello, liberandosi, nello stesso tempo, dal demonio da cui era posseduta. Una volta arrivata ad Aiello, la Cassa rimarrà nel monastero di S. Chiara sino al 1668. E’ il 6 di maggio di quell’anno che ha inizio il culto. La Cerimonia è solenne. Il Vicario Generale D. Orazio D’Amato di Amantea controlla i sigilli ed espone le Reliquie al popolo. Poi, come era stato disposto dalla famiglia Cybo, in processione vengono trasportate nella cappella gentilizia della famiglia ducale. Qui l’urna viene chiusa “con tre chiavi diverse, una delle quali fu consegnata al Guardiano del Convento, l’altra al Vicario Foraneo, e la terza al Sindaco”. E qui, tra continui pellegrinaggi anche dai paesi vicini, rimarranno sino al 1808 quando, gli aiellesi, chiedono ed ottengono dal vescovo Gerardo Gregorio Mele che la Statua con le Reliquie sia conservata nella Chiesa matrice dove si trova attualmente.
La Ricognizione delle Reliquie
Nel mese di novembre del 2003, si sono concluse – con il patrocinio ed il contributo dell’Amministrazione Comunale – le operazioni della Ricognizione Canonica sul ‘corpo santo’ di Geniale martire, voluta da monsignor Giuseppe Agostino, allora Metropolita di Cosenza-Bisignano.
La Commissione, di cui faceva parte, tra gli altri, anche il Rev. Don Ortensio Amendola, parroco di Santa Maria Maggiore (dove sono custodite le Reliquie), ha provveduto in 6 sessioni a catalogare ed esaminare i resti di Geniale. Dall’analisi medica è risultato che le ossa appartenenti ad un giovinetto (14/16 anni) di 160/170 cm, rinvenute nel simulacro, erano dignitosamente conservate e munite di autentica. Oltre alle ossa sono stati rinvenuti altri reperti (tra questi il frammento di muro in malta e resti dell’ampolla in vetro contenente il sangue del martire, provenienti dalla catacomba di S. Lorenzo in Roma). Le ossa repertate sono state poste in un’urna sigillata. Così gli altri reperti, messi in una urna, esterna al simulacro, anch’essa munita di sigillo arcivescovile.
Il Restauro della Statua lignea
Con il finanziamento della famiglia Solferino, da sempre devota al patrono, si è provveduto nel mese di aprile 2004 al restauro (descialbatura e disinfestazione) del busto reliquiario del Martire.
Il busto consiste in un pregevole opera di bottega partenopea della prima metà del 1700, nella cui predella sono ospitate le reliquie del Santo Martire. Raffigura un giovinetto dalle armoniose ed aggraziate fattezze, in abiti romani in atteggiamento orante e incoronato da un angelo.
Le operazioni di restauro – affidate alla ditta “Daniela del Francia” di Roma – si sono rese possibili grazie ai nulla osta della Curia e della Soprintendenza ai beni artistici di Cosenza ed al supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune, allora retto dallo scrivente.






