San Geniale 2009. Stasera la Fiaccolata


San Geniale maggio 1901. La foto (collezione Dr. Florindo Longo Solimena), ci è stata gentilmente fornita da Luigi Cicero


AIELLO CALABRO – La Comunità locale si prepara a festeggiare il Santo Patrono. Il Novenario che precede la Solennità di domenica prossima in onore di San Geniale Martire, è già in corso dallo scorso 24 aprile, mentre nella serata di oggi, oltre alle consuete funzioni eucaristiche quotidiane, si terrà anche una Fiaccolata per le vie del Centro storico, voluta dal parroco Padre Jean Paul Bamba. Confermato il programma religioso di domenica, con S. Messa alle 9 ed alle 11.30 (questa in forma solenne), la Processione con la Statua di san Geniale lungo il percorso storico che tocca tutte le zone del paese; alle 18 seguità l’Adorazione, i Vespri e la Benedizione Eucaristica.
Per quanto riguarda le iniziative esterne, la locale proloco ha fatto sapere che organizzerà il tradizionale volo dei palloni aereostatici in mattinata; e nel pomeriggio: il torneo del formaggio, la gara dei sacchi ed il tiro alla fune. Previsti anche i giochi per i più piccoli, come il gioco delle pignate, il gioco dei cerchi ed il concorso del disegno più bello.
Da registrare che quest’anno, come nel 2005 in occasione del centenario del terremoto del 1905, la Statua settecentesca di San Geniale è stata esposta in uno splendido parato di damaschi rossi, allestito dallo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, già benemerito finanziatore del restauro della sacra effige del Martire.
Com’è noto, la festività religiosa – dedicata a questo santo venerato solo ad Aiello Calabro (Cs) e dal nome particolare – è antica di qualche secolo. L’inizio del culto infatti risale al maggio del 1668, quando la Diocesi di Tropea a cui Aiello allora apparteneva diede il via ufficiale alla venerazione delle Reliquie del giovane martirizzato nel 303-304 d.C., sotto le persecuzioni di Diocleziano, e giunte in paese l’anno precedente.

San Geniale 2009. Inizia il Novenario


AIELLO CALABRO – Inizia oggi il Novenario per la celebrazione del Patrono della cittadina che si terrà domenica 3 maggio.
Ecco il programma Religioso:
·        Venerdì 24 aprile – Inizio Novenario: ore 9 S. Messa; ore 18 Rosario e S. Messa; (tutti i giorni);
·        Mercoledì 29 – ore 19: Rosario; ore 19.30 S. Messa e Fiaccolata;
·        Domenica 3 maggio – ore 9 S. Messa; ore 11.30 S. Messa Solenne, Processione per le vie del paese (percorso storico); ore 18 Adorazione, Vespri e Benedizione Eucaristica.
La storia del Culto
Geniale, quando fu martirizzato, tra il I e il III secolo d.C., ha circa 14 anni. Sepolto nelle Catacombe di San Lorenzo in Roma, vi resterà sino al 4 di maggio del 1653, quando le Reliquie (Ossa e Sangue in una ampolla, conservati ora nel basamento della ottocentesca Statua in legno) vengono estratte per ordine di Papa Alessandro VII e consegnate da Marco Antonio Addo, Cardinale Vicario di Roma, assieme ad altre reliquie di santi, al Cardinale Alderano Cybo, pronipote di quell’Alberico Cybo che fu il primo Marchese di Aiello. In seguito, è il 10 giugno del 1656, le Reliquie di Geniale verranno consegnate dal Cybo a frate Francesco da Pietramala, vice responsabile provinciale per la Calabria dei Minori Osservanti, per essere conservate nel convento aiellese di S. Maria delle Grazie.
La consegna effettiva della cassa contenente il corpo di San Geniale alla Universitas aiellese avverrà però più tardi. E’ il 26 di luglio del 1667 quando ad Amantea approda la nave che la trasporta. Dopo un vano tentativo degli amanteoti di impossessarsene (la cassa, secondo la leggenda popolare, diventa pesantissima), Tarquinia Ferrise, una donna venuta al seguito degli aiellesi incontro al loro protettore, riesce a sollevarla e portarsela in quel di Aiello, liberandosi, nello stesso tempo, dal demonio da cui era posseduta. Una volta arrivata ad Aiello, la Cassa rimarrà nel monastero di S. Chiara sino al 1668. E’ il 6 di maggio di quell’anno che ha inizio il culto. La Cerimonia è solenne. Il Vicario Generale D. Orazio D’Amato di Amantea controlla i sigilli ed espone le Reliquie al popolo. Poi, come era stato disposto dalla famiglia Cybo, in processione vengono trasportate nella cappella gentilizia della famiglia ducale. Qui l’urna viene chiusa “con tre chiavi diverse, una delle quali fu consegnata al Guardiano del Convento, l’altra al Vicario Foraneo, e la terza al Sindaco”. E qui, tra continui pellegrinaggi anche dai paesi vicini, rimarranno sino al 1808 quando, gli aiellesi, chiedono ed ottengono dal vescovo Gerardo Gregorio Mele che la Statua con le Reliquie sia conservata nella Chiesa matrice dove si trova attualmente.

San Geniale 2009. Inizia il Novenario

AIELLO CALABRO – Inizia oggi il Novenario per la celebrazione del Patrono della cittadina che si terrà domenica 3 maggio.

Ecco il programma Religioso:

·        Venerdì 24 aprile – Inizio Novenario: ore 9 S. Messa; ore 18 Rosario e S. Messa; (tutti i giorni);

·        Mercoledì 29 – ore 19: Rosario; ore 19.30 S. Messa e Fiaccolata;

·        Domenica 3 maggio – ore 9 S. Messa; ore 11.30 S. Messa Solenne, Processione per le vie del paese (percorso storico); ore 18 Adorazione, Vespri e Benedizione Eucaristica.

 

La storia del Culto

Geniale, quando fu martirizzato, tra il I e il III secolo d.C., ha circa 14 anni. Sepolto nelle Catacombe di San Lorenzo in Roma, vi resterà sino al 4 di maggio del 1653, quando le Reliquie (Ossa e Sangue in una ampolla, conservati ora nel basamento della ottocentesca Statua in legno) vengono estratte per ordine di Papa Alessandro VII e consegnate da Marco Antonio Addo, Cardinale Vicario di Roma, assieme ad altre reliquie di santi, al Cardinale Alderano Cybo, pronipote di quell’Alberico Cybo che fu il primo Marchese di Aiello. In seguito, è il 10 giugno del 1656, le Reliquie di Geniale verranno consegnate dal Cybo a frate Francesco da Pietramala, vice responsabile provinciale per la Calabria dei Minori Osservanti, per essere conservate nel convento aiellese di S. Maria delle Grazie.

La consegna effettiva della cassa contenente il corpo di San Geniale alla Universitas aiellese avverrà però più tardi. E’ il 26 di luglio del 1667 quando ad Amantea approda la nave che la trasporta. Dopo un vano tentativo degli amanteoti di impossessarsene (la cassa, secondo la leggenda popolare, diventa pesantissima), Tarquinia Ferrise, una donna venuta al seguito degli aiellesi incontro al loro protettore, riesce a sollevarla e portarsela in quel di Aiello, liberandosi, nello stesso tempo, dal demonio da cui era posseduta. Una volta arrivata ad Aiello, la Cassa rimarrà nel monastero di S. Chiara sino al 1668. E’ il 6 di maggio di quell’anno che ha inizio il culto. La Cerimonia è solenne. Il Vicario Generale D. Orazio D’Amato di Amantea controlla i sigilli ed espone le Reliquie al popolo. Poi, come era stato disposto dalla famiglia Cybo, in processione vengono trasportate nella cappella gentilizia della famiglia ducale. Qui l’urna viene chiusa “con tre chiavi diverse, una delle quali fu consegnata al Guardiano del Convento, l’altra al Vicario Foraneo, e la terza al Sindaco”. E qui, tra continui pellegrinaggi anche dai paesi vicini, rimarranno sino al 1808 quando, gli aiellesi, chiedono ed ottengono dal vescovo Gerardo Gregorio Mele che la Statua con le Reliquie sia conservata nella Chiesa matrice dove si trova attualmente.

5 febbraio 2009, San Geniale ex Voto

Il parroco della cittadina, padre don Bamba, incontra i giovani

AIELLO CALABRO – Il neo parroco della cittadina, padre Jean Paul Bamba, ha incontrato i giovani della comunità. Lo scopo del rendez-vouz, come ha spiegato durante il recente incontro il sacerdote congolese alla guida della chiesa aiellese dal 9 novembre scorso, era quello di conoscere i giovani del luogo, le necessità, i problemi, i loro progetti per il futuro.

Dal faccia a faccia è emerso, tra le altre cose, anche l’esigenza di un luogo fisico dove incontrarsi. A tal proposito, don Bamba ha annunciato che nei prossimi giorni il comune e l’ufficio tecnico della Curia faranno un sopralluogo nella chiesa di Santa Maria Maggiore col fine di avviare appena possibile la ristrutturazione della saletta parrocchiale, ora in pessimo stato di conservazione. Si è parlato anche di rendere fruibile il patrimonio ecclesiastico (magari lavorando alla realizzazione di un piccolo museo parrocchiale); e di valorizzare meglio le tradizionali feste religiose come San Geniale e la Madonna delle Grazie.

Per il momento, è stata formata una piccola commissione (costituita da tre ragazzi e da tre ragazze) che si occuperà di individuare eventuali iniziative da realizzare insieme, con la guida spirituale del giovane sacerdote, che siano anche e soprattutto motivo di aggregazione sociale.

Celebrata la festa del Protettore San Geniale 2008

La Comunità Aiellese ha celebrato domenica scorsa la giornata di devozione dedicata a San Geniale Martire, Protettore principale della cittadina.
Quello di quest’anno, anche se nessuno lo ha ricordato, era un anniversario tondo. A parte i 340 anni del Culto che si perpetua da domenica 6 maggio 1668, ricorrevano pure due secoli esatti della permanenza della Statua e delle Reliquie all’interno della Chiesa Matrice. Come ci ricorda Scipione Solimena, sino agli inizi di maggio 1808 San Geniale aveva sede nella Cappella gentilizia dei Cybo fuori le mura. Poi, “mentre nella prima domenica di maggio si portava il Santo in processione ritornata questa davanti la Chiesa Madre, dalla bocca del popolo che la seguiva, s’incominciò a gridare: «Vogliamo che il nostro Santo resti in questa Chiesa!». E così, il desiderio del popolo venne subito esaudito, con il collocamento della Statua dapprima nella Cappella a destra della Chiesa Matrice, e poi dal 1883, nella nuova Cappella dedicata al Martire.
Di questa volontà popolare, oggi, a duecento anni di distanza, è rimasto ben poco. Salvo che in qualche occasione – come per l’importante celebrazione del 2004, anno della ricognizione canonica delle Reliquie e del restauro conservativo della statua lignea settecentesca; e poi per quella del 2005, quando di celebrò San Geniale nel ricordo del terribile sisma del settembre 1905 – la festa sembra sempre di più cadere nell’oblio e nell’indifferenza. Nella mattinata di domenica si sono registrate solo i riti religiosi alla presenza delle locali Autorità civili e militari, e lo svolgimento della processione per le vie del paese accompagnata dalla banda musicale con la Statua contenente le sacre Reliquie, arricchita da Palma e Corona d’argento, e dalle preziose chiavi urbiche anch’esse d’argento forgiate dall’orafo aiellese Pasquale Bruni. Non abbiamo visto, però, eccetto che in un caso, i numerosi damaschi e le pregiate coperte di seta da finestre e balconi che in passato salutavano il passaggio del Santo; non un tradizionale pallone aerostatico, non un fuoco pirotecnico, e nemmeno il tipico torneo pomeridiano “du casu”. Abbiamo visto solo una Statua su una base processionale ottocentesca malconcia e precaria che andrebbe subito subito restaurata. Perché non lanciare una bella sottoscrizione pubblica? Perché non ritornare a ridare importanza – con un piccolo quanto significativo gesto – alle cose che più contano per la verace identità culturale della cittadina?

Domenica prossima, la festa di San Geniale

Domenica questa, a termine del Novenario di preparazione iniziato lo scorso 25 aprile, la comunità locale celebrerà il suo Santo Patrono. Un appuntamento per i devoti che si perpetua da ben 340 anni, ovvero da quando domenica 6 maggio del 1668 San Geniale Martire venne acclamato Protettore da tutto il popolo Aiellese. In quel giorno, come leggiamo da Scipione Solimena, “qui giun­se per la bisogna, mandatovi da Monsignor Luigi De Morales Agostiniano Spagnolo, e già Vescovo di Ariano, il Vicario Generale di Tropea D. Orazio D’Amato di Amantea. Costui, tra la devota esultanza dei cittadini e la mas­sima solennità religiosa, verificò i soggelli dell’urna, ove eran chiuse le Reliquie; e trovatili intatti, espose queste alla venerazione dei fedeli. Una sola fu allora la voce, che usci dalla bocca dell’intero popolo di Aiello – «Ecco il nostro Protettore». Da quel giorno – ci tramanda ancora Solimena – la fiducia degli Aiellesi verso il Santo miracoloso giammai è venuta meno; perché il Martire con­quistò e vinse il cuore dei padri nostri, come conquista o vince sempre più il nostro cuore, e conquisterà e vin­cerà quello dei nostri nipoti”.
Come è ben noto, le reliquie del Santo, martirizzato durante le persecuzioni romane, giunsero ad Aiello per l’interessamento del Cardinale Alderano Cybo, fratello di Alberico II Principe di Massa e Duca di Ajello. Da allora si diffuse sempre più capillarmente la devozione verso San Geniale e la fama dei celesti prodigi operati per sua intercessione ebbe risonanza anche oltre i confini del Ducato.
Il programma religioso, per la giornata del 4 maggio, prevede le celebrazioni di due messe il mattino nella chiesa di Santa Maria Maggiore, e a seguire la Processione della Statua di San Geniale lungo le vie del paese. Non abbiamo notizie, invece, del programma civile. Come palloni aerostatici, torneo du casu ecc.

L'Istrumento di Consegna delle Reliquie di San Geniale

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NOTA: Il documento notarile originario in latino è qui riprodotto nella versione italiana curata dal Prof. Mario Giannuzzi.

San Geniale 2008. Il 25 aprile scorso è iniziato il Novenario

Come ogni anno, dal 1668, si perpetuano le celebrazioni in onore di San Geniale Martire, Protettore della cittadina, iniziate con il Novenario lo scorso 25 aprile e che termineranno domenica 4 maggio.

La storia del Culto. Geniale, quando fu martirizzato, tra il I e il III secolo d.C., ha circa 14 anni. Sepolto nelle Catacombe di San Lorenzo in Roma, vi resterà sino al 4 di maggio del 1653, quando le Reliquie (Ossa e Sangue in una ampolla, conservati ora nel basamento della ottocentesca Statua in legno) vengono estratte per ordine di Papa Alessandro VII e consegnate da Marco Antonio Addo, Cardinale Vicario di Roma, assieme ad altre reliquie di santi, al Cardinale Alderano Cybo, pronipote di quell’Alberico Cybo che fu il primo Marchese di Aiello. In seguito, è il 10 giugno del 1656, le Reliquie di Geniale verranno consegnate dal Cybo a frate Francesco da Pietramala, vice responsabile provinciale per la Calabria dei Minori Osservanti, per essere conservate nel convento aiellese di S. Maria delle Grazie.
La consegna effettiva della cassa contenente il corpo di San Geniale alla Universitas aiellese avverrà però più tardi. E’ il 26 di luglio del 1667 quando ad Amantea approda la nave che la trasporta. Dopo un vano tentativo degli amanteoti di impossessarsene (la cassa, secondo la leggenda popolare, diventa pesantissima), Tarquinia Ferrise, una donna venuta al seguito degli aiellesi incontro al loro protettore, riesce a sollevarla e portarsela in quel di Aiello, liberandosi, nello stesso tempo, dal demonio da cui era posseduta. Una volta arrivata ad Aiello, la Cassa rimarrà nel monastero di S. Chiara sino al 1668. E’ il 6 di maggio di quell’anno che ha inizio il culto. La Cerimonia è solenne. Il Vicario Generale D. Orazio D’Amato di Amantea controlla i sigilli ed espone le Reliquie al popolo. Poi, come era stato disposto dalla famiglia Cybo, in processione vengono trasportate nella cappella gentilizia della famiglia ducale. Qui l’urna viene chiusa “con tre chiavi diverse, una delle quali fu consegnata al Guardiano del Convento, l’altra al Vicario Foraneo, e la terza al Sindaco”. E qui, tra continui pellegrinaggi anche dai paesi vicini, rimarranno sino al 1808 quando, gli aiellesi, chiedono ed ottengono dal vescovo Gerardo Gregorio Mele che la Statua con le Reliquie sia conservata nella Chiesa matrice dove si trova attualmente.

Il programma religioso prevede, per domenica, le celebrazioni di due messe il mattino nella chiesa di Santa Maria Maggiore, e la Processione della Statua di San Geniale lungo le vie del paese.

5 febbraio 2008: S. Geniale ex voto. La Prima domenica di maggio, invece, la festa patronale

Il 5 febbraio, come tradizione vuole, ricorrono i festeggiamenti in onore di S. Geniale ex voto. Com’è noto, le reliquie del Santo, martirizzato durante le persecuzioni romane, giunsero in Aiello nel 1667 per l’interessamento del Cardinale Alderano Cybo, fratello di Alberico II Principe di Massa e Duca di Ajello. Da allora si diffuse sempre più capillarmente la devozione verso San Geniale e «la fama dei celesti prodigi operati per sua intercessione – scrive Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e finanziatore, nel 2004, del restauro del prezioso busto reliquario settecentesco – ebbe risonanza anche oltre i confini del Ducato». Numerosi e commoventi furono i casi di grazie attribuiti al Martire, in taluni casi riconosciuti con voto pubblico, come quello nel febbraio del 1783. In occasione del funesto terremoto che scosse le Calabrie, gli Ajellesi attribuirono la loro incolumità (si registrò solo a morte del castellano) a San Geniale e fecero voto di celebrare in perpetuo la ricorrenza del 5 febbraio con una processione penitenziale – con le statue di S. Geniale, di S. Antonio e dell’Immacolata che si innestava su una precedente manifestazione religiosa del 1623 consacrata all’Immacolata – e con l’offerta di un cereo votivo.
L’appuntamento religioso, preparato dal Novenario iniziato il 27 gennaio scorso, prevede le sante messe celebrate in Santa Maria Maggiore; mentre nel centro storico si tiene la fiera.

La storia del culto di S. Geniale
Geniale, quando fu martirizzato, tra il I e il III secolo d.C., ha circa 14 anni. Sepolto nelle Catacombe di San Lorenzo in Roma, vi resterà sino al 4 di maggio del 1653, quando le Reliquie (Ossa e Sangue in una ampolla, conservati ora nel basamento della ottocentesca Statua in legno) vengono estratte per ordine di Papa Alessandro VII e consegnate da Marco Antonio Addo, Cardinale Vicario di Roma, assieme ad altre reliquie di santi, al Cardinale Alderano Cybo, pronipote di quell’Alberico Cybo che fu il primo Marchese di Aiello. In seguito, è il 10 giugno del 1656, le Reliquie di Geniale verranno consegnate dal Cybo a frate Francesco da Pietramala, vice responsabile provinciale per la Calabria dei Minori Osservanti, per essere conservate nel convento aiellese di S. Maria delle Grazie.
La consegna effettiva della cassa contenente il corpo di San Geniale alla Universitas aiellese avverrà però più tardi. E’ il 26 di luglio del 1667 quando ad Amantea approda la nave che la trasporta. Dopo un vano tentativo degli amanteoti di impossessarsene (la cassa, secondo la leggenda popolare, diventa pesantissima), Tarquinia Ferrise, una donna venuta al seguito degli aiellesi incontro al loro protettore, riesce a sollevarla e portarsela in quel di Aiello, liberandosi, nello stesso tempo, dal demonio da cui era posseduta. Una volta arrivata ad Aiello, la Cassa rimarrà nel monastero di S. Chiara sino al 1668. E’ il 6 di maggio di quell’anno che ha inizio il culto. La Cerimonia è solenne. Il Vicario Generale D. Orazio D’Amato di Amantea controlla i sigilli ed espone le Reliquie al popolo. Poi, come era stato disposto dalla famiglia Cybo, in processione vengono trasportate nella cappella gentilizia della famiglia ducale. Qui l’urna viene chiusa “con tre chiavi diverse, una delle quali fu consegnata al Guardiano del Convento, l’altra al Vicario Foraneo, e la terza al Sindaco”. E qui, tra continui pellegrinaggi anche dai paesi vicini, rimarranno sino al 1808 quando, gli aiellesi, chiedono ed ottengono dal vescovo Gerardo Gregorio Mele che la Statua con le Reliquie sia conservata nella Chiesa matrice dove si trova attualmente.

La Ricognizione delle Reliquie
Nel mese di novembre del 2003, si sono concluse – con il patrocinio ed il contributo dell’Amministrazione Comunale – le operazioni della Ricognizione Canonica sul ‘corpo santo’ di Geniale martire, voluta da monsignor Giuseppe Agostino, allora Metropolita di Cosenza-Bisignano.
La Commissione, di cui faceva parte, tra gli altri, anche il Rev. Don Ortensio Amendola, parroco di Santa Maria Maggiore (dove sono custodite le Reliquie), ha provveduto in 6 sessioni a catalogare ed esaminare i resti di Geniale. Dall’analisi medica è risultato che le ossa appartenenti ad un giovinetto (14/16 anni) di 160/170 cm, rinvenute nel simulacro, erano dignitosamente conservate e munite di autentica. Oltre alle ossa sono stati rinvenuti altri reperti (tra questi il frammento di muro in malta e resti dell’ampolla in vetro contenente il sangue del martire, provenienti dalla catacomba di S. Lorenzo in Roma). Le ossa repertate sono state poste in un’urna sigillata. Così gli altri reperti, messi in una urna, esterna al simulacro, anch’essa munita di sigillo arcivescovile.

Il Restauro della Statua lignea
Con il finanziamento della famiglia Solferino, da sempre devota al patrono, si è provveduto nel mese di aprile 2004 al restauro (descialbatura e disinfestazione) del busto reliquiario del Martire.
Il busto consiste in un pregevole opera di bottega partenopea della prima metà del 1700, nella cui predella sono ospitate le reliquie del Santo Martire. Raffigura un giovinetto dalle armoniose ed ag
graziate fattezze, in abiti romani in atteggiamento orante e incoronato da un angelo.
Le operazioni di restauro – affidate alla ditta “Daniela del Francia” di Roma – si sono rese possibili grazie ai nulla osta della Curia e della Soprintendenza ai beni artistici di Cosenza ed al supporto dell’Assessorato alla Cultura del Comune, allora retto dallo scrivente.