di Carmelica Sicari
Sub specie memoriae Borges? Borges poeta della memoria come viene spesso definito? Piuttosto sub specie librorum. dei libri. Borges è considerato lo scrittore più efficace ed avanzato della memoria. Basta riflettere su due suoi racconti: Funes o della memoria, dove il protagonista sperimenta il terribile peso della memoria, anzi delle memorie. Non ha il dono dell’oblio, ricorda tutto e non solo i fatti ma i particolari anche quelli inessenziali. La sua memoria è insostenibilmente affollata. L’altro racconto è quello dello scrittore che non riesce a concludere l’opera a cui ha pensato tutta la vita. Condannato a morte e messo al muro nell’attimo prima dell’ordine di sparare il prodigio si compie. Egli finisce l’opera. Naturalmente si tratta di un processo mentale. Ma come per la memoria l’oblio è fondamentale allo stesso modo il processo mentale è basilare per l’esistenza e la storia. Eppure io definirei Borges scrittore dei libri. La sua passione per i libri è arcinota e tutte le sue biografie vi fanno cenno, ma soprattutto essa è andata crescendo man mano che aumentava la cecità,si addensava l’oscurità intorno a lui. C’è dunque una relazione tra i due elementi come se la cecità fosse la porta di ingresso della sapienza e questa fosse contenuta nei libri. Non era cieco Omero? E non era saggio don Chisciotte impazzito per i libri? I libri contengono la saggezza del vivere comune e la follia della vita sublime. Contengono le risposte possibili al mistero dell’esistenza. Come la mano del poema di Pascoli che sfoglia senza sosta il libro sull’altana. La produzione letteraria di Borges la biblioteca di Babele, Visioni, Labirinti si incrociano in Aleph, ma anche in Finzioni. Il tema della morte e dell’eternità dominanti.
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