L’eroe del nostro tempo

di Carmelina Sicari
Per molto tempo l’eroe, per me, è stato associato all’idea della morte in combattimento. Merito o colpa di mia madre, che non aveva conosciuto suo padre, morto da eroe sul Carso. Suo padre era una foto: un ufficiale decorato, severo, dinanzi al quale sua madre versava fiumi di lacrime.
Eroe che però rispondeva “presente” alle manifestazioni, o meglio rispondevano per lui un coro di voci.
Eroi erano i morti delle Termopili, tutti con ferite al petto; quelli del Risorgimento, con l’alloro alle chiome.
Le pire continuano a fumare nei classici.
Ma chi è l’eroe del nostro tempo?
Chi ha superato lo spazio del Grande Fratello della mistificazione che sosteneva: “La guerra è pace e l’odio è amore”.
È l’eroe della coscienza, che sa distinguere il bene dal male.
L’avvento dell’uomo-massa, segnalato da Ortega y Gasset, è il vero disastro consumatosi nella storia, con ben due guerre mondiali e la crisi della natura.
Esso significa perdita della consapevolezza e della responsabilità, i due elementi della coscienza.
L’eroe dai mille volti di cui parla Campbell aveva questi due elementi, che presiedevano alla vita individuale e sociale.
È in rischio l’autodistruzione.
È questo l’allarme necessario.


Scopri di più da Bruno Pino

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Commentate il post. Grazie!

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Scopri di più da Bruno Pino

Abbonati ora per continuare a leggere e avere accesso all'archivio completo.

Continua a leggere