Processione del SS. Crocifisso della Riforma, Cosenza 3.05.2026

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Preghiere davanti al Crocifisso “miracoloso” delle Cappuccinelle di Cosenza

Quest’anno davanti al “miracoloso” Crocifisso delle Cappuccinelle saranno commentati brani dell’esortazione apostolica sull’amore verso i poveri di papa Leone XIV, Dilexi te: “Sul volto ferito dei poveri troviamo impresso la sofferenza degli innocenti e, perciò, la stessa sofferenza di Cristo”.

Nella chiesa cosentina dedicata alla Santa Croce in Gerusalemme – conosciuta anche come chiesa delle Cappuccinelle e curata dalle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza – vi sono conservate diverse opere legate a episodi della passione di Cristo. Nei pressi dell’altare la grande tela della Deposizione dalla croce, circondata da 18 riquadri:
Gesù entra in Gerusalemme, Complotto contro Gesù, Ultima cena, Preghiera nell’orto degli ulivi, Tradito da Giuda, A casa di Anna, Davanti a Caifa, Nel pretorio di Pilato, Presentato alla folla, Gesù viene flagellato, Insultato (Ecce homo), Condannato a morte, Veronica asciuga il volto di Cristo, Spogliato dalle sue vesti, Inchiodato sulla croce, Crocifisso, Deposto dalla croce, Avvolto in un lenzuolo, Nel sepolcro.
Ma nella chiesa non è l’unica opera d’arte a richiamare la passione di Cristo; lungo le pareti della chiesa alcuni degli affreschi raffigurano scene dei misteri dolorosi: Gesù prega nell’orto degli ulivi, mentre i discepoli si addormentano; Gesù viene catturato dopo il tradimento di Giuda con un bacio e la Crocifissione di Gesù sul Golgota.
Ulteriori testimonianze sono conservate nella Collezione delle Cappuccinelle: due seicentesche raffigurazioni dell’Ecce homo e una tela della Vergine Addolorata che piange il Cristo morto e il miracoloso Crocifisso ligneo attribuito allo scultore francescano fra’ Stefano di Piazza Armerina (1615-1685) seguace di fra’ Umile da Pietralia.
L’ultima suora cappuccinella che abitò il monastero fu suor Maria Teresa Vitari (9 marzo 1837-14 febbraio 1920), che il popolo cosentino venerò come un’anima santa, per la sua vita di preghiera e per la sua umiltà e semplicità, spesso raccontava del Crocifisso miracoloso che avrebbe parlato a due suore converse cappuccine, assicurando loro, che Dio, nella sua Provvidenza divina, non avrebbe fatto mai mancare il necessario alla vita. Una di loro, in particolare, incoraggiava a essere paziente e a sopportare la croce della sua lunga malattia, che presto avrebbe avuto fine e le assicurava il Paradiso. Quando a Cosenza nel 1919 arrivarono le suore Guanelliane, anche la superiora generale, suor Marcellina Bosatta (1847-1934), era al corrente di questo Crocifisso miracoloso, tant’è che il 25 settembre 1919, da Como scrivendo alla superiora di Cosenza, suor Caterina Dei Cas, dice: «State bene e scriveteci spesso. Vi saluto cordialmente, e vi prego di ricordarmi all’ottima suora cappuccinella (suor Maria Teresa Vitari) per una novena al suo miracoloso Crocifisso, secondo le nostre intenzioni».
Il Crocifisso miracoloso attualmente è custodito – e venerato – nella “Collezione Cappuccinelle” una sala espositiva con gli oggetti liturgici delle monache cappuccinelle, ereditati dalle Figlie di Santa Maria della Divina Provvidenza.
Da tre anni l’Universitas Vivariensis, l’associazione Sguardi ecologici, Ars Enotria, il Convegno di cultura “Maria Cristina di Savoia” della PreSila cosentina e il Corpo italiano di soccorso (CISOM) dell’Ordine di Malta, organizzano una visita alla Chiesa e un momento di preghiera davanti al “miracoloso” Crocifisso delle Cappuccinelle. L’appuntamento è per venerdì 27 marzo 2026 alle ore 19 – Cosenza (centro storico) Chiesa delle Cappuccinelle – Casa Divina Provvidenza; dopo il saluto introduttivo della superiora suor Giustina Valicenti, ci sarà una conversazione tra Demetrio Guzzardi e don Giacomo Tuoto. Quest’anno le tradizionali preghiere davanti a Gesù in croce saranno commentate con brani dell’esortazione apostolica sull’amore verso i poveri di papa Leone XIV, Dilexi te: “Sul volto ferito dei poveri troviamo impresso la sofferenza degli innocenti e, perciò, la stessa sofferenza di Cristo”.

La porziuncola a Cosenza per l’ottavo centenario del Transito di San Francesco d’Assisi

Porziuncola di San Francesco d’Assisi esposta a Cosenza oggi, nella chiesa di San Francesco d’Assisi. A seguire, processione verso il Duomo e poi incontro con il vescovo eletto di Assisi, Mons. Accrocca, che ha parlato del Santo e di Gioacchino da Fiore.
Cosenza 15.02.2026

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La processione dalla chiesa di S. Francesco d’Assisi al Duomo
L’intervento di Mons. Accrocca, vescovo eletto di Assisi sulle figure di S. Francesco e Gioacchino da Fiore

Cosenza, Busento e Crati in piena 13.02.2026

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Madonna del Pilerio di Cosenza, 8.02.2026

L’icona originale della Madonna del Pilerio, posizionata su una delle colonne (pilastro, pilar) della Cattedrale, in ricordo della terribile pestilenza che colpì Cosenza nel 1576. E la statua del Pilerio nella sua Cappella.
Duomo di Cosenza, 8.02.2026

Madonna del Pilerio 2026

In giro per Cosenza 1.01.2026

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Passeggiata nel centro storico di Cosenza con il cantastorie William Gatto

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Fuori Campo 5, al via la rassegna di cinema e di promozione del territorio. Tappe a Cosenza, Curinga e Aiello Calabro

Ai nastri di partenza la quinta edizione di “Fuori Campo 5”, il progetto itinerante di promozione cinematografica improntato alla valorizzazione del cinema italiano d’autore indipendente e del patrimonio artistico e architettonico del territorio.
La rassegna è sostenuta dalla Calabria Film Commission nell’ambito del progetto “Bella come il cinema” che coinvolge le città della Calabria e i suoi luoghi più iconici, tra cultura, buon cinema e promozione del territorio.
Il tema di questa annualità – “Il Cinema come Dimora” – indaga le principali Dimore Storiche in Calabria, riconosciute dal Ministero nei percorsi delle Dimore Storiche Italiane, calate nei rispettivi comuni di appartenenza, cornice ideale dove realizzare gli appuntamenti del progetto.
Programmazioni articolate che prevedono visite guidate, incontri, dibattiti, proiezioni e workshop di approfondimento con esperti del settore cinematografico e studiosi di storia dell’arte e di architettura; proiezioni di film, documentari e cortometraggi del cinema italiano d’autore, presentazioni di libri e altre attività collaterali.
Tre le Dimore che ospiteranno le attività della quinta edizione di Fuori Campo: Palazzo Grisolia a Cosenza, Villa Cefaly Pandolphi ad Acconia di Curinga (Cz), Palazzo Cybo Malaspina ad Aiello Calabro (Cs).
Un’edizione riconducibile ad un cinema “al femminile”, che sempre più sta ridefinendo il panorama cinematografico, con opere rappresentative di uno sguardo personale, che raccontano in modo originale e a tratti rivoluzionario, storie che non seguono le regole rigide in cui gli sguardi cinematografici sono spesso imprigionati. Tre registe affermate – Antonietta De Lillo, Elettra Bisogno e Roberta Torre – dialogheranno con pubblico e giornalisti.
Si inizia venerdì 7 novembre da Cosenza, dove, in via della Giostra Vecchia, sorge Palazzo Grisolia, uno dei più antichi del centro storico.
L’appuntamento per chi vuole conoscere meglio la storia di una parte della città antica, è a Piazza XV Marzo alle 15.30, da dove Claudia Coppola condurrà alla scoperta di “Cosenza dal Rinascimento al Risorgimento tra antiche dimore e monasteri” attraverso una piacevole passeggiata fino a giungere a Palazzo Grisolia, dove avverrà l’apertura e la presentazione del progetto “Fuori Campo 5” a cura di Ernesto Orrico con i saluti di Rosa Lorenzon e della Presidente ADSI Calabria Maria Elisabetta Taccone.
A seguire un intermezzo musicale a tema e la presentazione del Polo Tecnologico Audio Video del Conservatorio di Cosenza da parte del direttore M° Francesco Perri.
Alle 16.50 si terrà la proiezione del video di Luigi Simone Veneziano “Echoes”, seguita dalla relazione dell’architetto Argia Morcavallo dal titolo “Giostra Vecchia. Scenografia di un quartiere nobiliare”.
Alle 17.30 l’incontro con Antonietta De Lillo, nota regista e sceneggiatrice, autrice di numerosi documentari e videoritratti, selezionati e premiati in diversi festival internazionali, e lungometraggi. Basti citare “Il resto di niente” (2004), “Articolo 20”, episodio del film “All Human Rights for All” (2008), “ La pazza della porta accanto – Conversazione con Alda Merini” (2013), “Oggi insieme domani anche” (2015), premiato con il Nastro d’Argento speciale nel 2016, “Il signor Rotpeter” (2017). Dialogherà con lei la giornalista Paola Abenavoli.
Il confronto con De Lillo proseguirà al Cinema Campus Unical dove, alle 20.00, si terrà il dibattito sul tema “Il cinema indipendente e la distribuzione”.
Alle 21.00 la proiezione del film “L’occhio della gallina. Autoritratto di Antonietta De Lillo”, presentato nel 2024 alla 81ª Mostra del Cinema di Venezia, in cui racconta la singolare vicenda giudiziaria legata al film, preceduta da una breve introduzione.
Tutti gli eventi sono ad ingresso libero.

Rifondazione Comunista interviene su Hub a Cosenza e Policlinico a Rende

Il Consiglio Comunale di Rende, convocato con un’urgenza eccessiva — tale da impedire la partecipazione di alcuni consiglieri, tra cui la nostra — ha adottato all’unanimità un ordine del giorno dal contenuto e dalla forma paradossali, recante la dicitura: “Realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza” (a Rende!). Inadeguatezza di forme, tempi e dibattito democratico intorno alla questione, dentro e fuori il consiglio, appaiono di una gravità sconcertante e paradossale. Perché questa improvvisa accelerazione da parte del Comune di Rende? In che modo l’INAIL potrebbe finanziare un nuovo ospedale a Rende, atteso che le decisioni precedenti ne prevedevano la costruzione a Cosenza, nell’area di Vagliolise?
L’inaspettata convergenza politica tra Occhiuto, Principe, Bilotti e Ghionna — quest’ultimo presumibilmente assente in aula per motivi personalistici, essendo membro della commissione di gara — sostenuta dall’uscente rettore dell’Unical, rischia di generare un preoccupante caos politico e istituzionale e di rallentare o compromettere sia la realizzazione del nuovo ospedale di Cosenza sia quella del futuro policlinico universitario.
È bene ricordare che l’attuale Ospedale dell’Annunziata soffre di gravi criticità strutturali: posti letto insufficienti, spazi angusti e inadeguati, difficoltà nel garantire standard di sicurezza e igienico-sanitari. Alla luce di tali problemi, la realizzazione di un nuovo Hub ospedaliero a Cosenza — come già previsto dagli accordi e secondo elementari principi di pianificazione sanitaria — rappresenta una necessità urgente e non più rinviabile. Tale intervento realizzato in una zona baricentrica e facilmente raggiungibile con i trasporti pubblici offrirebbe anche un’importante occasione di riqualificazione urbana per un quartiere, quello di Vagliolise, da troppo tempo trascurato dalle istituzioni.
L’alternativa tra nuovo ospedale cittadino e la costruzione di un policlinico universitario ad Arcavacata è chiaramente una finta alternativa dal momento che le due strutture risponderebbero a funzioni diverse e complementari e attingerebbero nella realizzazione, almeno sulla carta, a canali di finanziamento diversi. Le polemiche campanilistiche sulle due sponde del Campagnano oscurano le reali esigenze dei calabresi e delle calabresi. Un qualsiasi nuovo ospedale, per quanto moderno e tecnologicamente avanzato, non potrà risolvere le carenze del sistema se non sarà accompagnato da un piano di assunzioni stabile e strutturale: senza medici e operatori adeguati, si rischia di continuare a costruire solo cattedrali nel deserto. Un sistema sanitario efficace deve assicurare prossimità, tempestività e continuità assistenziale su tutto il territorio. I calabresi e le calabresi vogliono l’Hub ospedaliero a Cosenza, il policlinico ad Arcavacata e molto di più: case della cura, consultori, guardie mediche e altre strutture sanitarie ben presidiate su tutto il territorio per evitare la strage quotidiana di malasanità.
Riteniamo pertanto inadeguato e fuorviante il livello del dibattito emerso in Consiglio comunale a Rende ed in generale quello in essere sulla carta stampata e sui social. La salute dei cittadini non può essere subordinata a tatticismi, campanilismi o interessi estranei al bene collettivo.
Così come ci siamo espressi contro fusioni di comuni imposte dall’alto in nome dell’interesse generale, nello stesso modo respingiamo decisioni in materia sanitaria prive di un reale confronto democratico. Solo attraverso sinergia, trasparenza e cooperazione tra i territori sarà possibile costruire una sanità calabrese equa, efficiente e degna dei cittadini e delle cittadine che ne devono usufruire. L’ormai famigerato metodo Occhiuto, condiviso ora da Principe, Leone e loro sodali, basato sulla forzatura e sulla prepotenza impiegate nell’utilizzo dei poteri derivanti dal ruolo istituzionale svolto hanno creato e continuano a creare soltanto problemi nella vita dei calabresi e delle calabresi.

La segreteria provinciale di Cosenza e il circolo area urbana Cosenza-Rende del Partito della Rifondazione Comunista