Riprese film Gatekeeper Cosenza 7.09.2026

Cosenza, 7 settembre 2026, sera | Via Padre Giglio e via dei Mille (chine n’avìe de dire) set del film “Gatekeepers, truffiamo il male dal 1996” con Lillo, Frank Matano, Paolo Calabresi, Asia Argento, Massimo De Lorenzo e Salvatore Costa.

​Geniale Adacquacerze ha assistito a varie riprese, ma poi si è fatto tardi. Non è stato sveglio sino alla fine … poi il film se lo vede al cinema l’anno prossimo.

Un personaggio del posto, in relazione alle diverse ripetute prove di Matano che cammina verso il luogo di un delitto ha così commentato: “Ca chi ci vo a fa l’attore? U sacciu fa pur’io. Basta ca’ camignu“.

P.s. ​Meno male che la sotto sopraelevata non era stata ancora pittata e ripulita, sennò non sarebbe stata adatta al plot.

Vostro Geniale Adacquacerze cinefilo che chiede alla Calabria film commission di essere assunto pure lui… E pecchì no?

Trasporto pubblico locale, Laghi: «Subito un tavolo regionale sulla vertenza Amaco, a rischio 108 posti di lavoro»

Il consigliere regionale presenta un’interrogazione urgente alla Giunta regionale sulle vicende legate all’azienda di tpl di Cosenza, dopo l’appello dei sindacati lanciato il 28 luglio in Piazza dei Bruzi.

«La vertenza Amaco si trascina ormai da troppi anni e oggi mette a rischio il trasporto pubblico locale nell’area urbana di Cosenza, e non solo, e i 108 posti di lavoro degli attuali dipendenti dell’azienda. Parliamo di un servizio che rappresenta un diritto essenziale per migliaia di cittadini, studenti e lavoratori pendolari, ma anche persone la cui salute è collegata anche alla mobilità loro consentita e assicurata. E di 108 famiglie il cui reddito dipende dalla tenuta dell’azienda. La gestione in esercizio provvisorio garantisce la prosecuzione del servizio, ma non offre alcuna garanzia sugli asset strategici né sul rischio di apertura di una procedura di licenziamento collettivo». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

«Il 28 luglio scorso, in Piazza dei Bruzi, Cgil, Filt-Cgil Calabria e altre organizzazioni sindacali hanno lanciato un appello chiaro: sospendere i licenziamenti e garantire il diritto alla mobilità dei cittadini cosentini – evidenzia Laghi –. Una richiesta che la Regione Calabria deve impegnarsi a raccogliere, trattandosi di un servizio pubblico fondamentale che rientra tra le sue competenze dirette e che non può restare senza risposta».

«Per questo ho presentato un’interrogazione urgente a risposta scritta al presidente della Giunta regionale, per chiedere la convocazione immediata di un tavolo istituzionale con Regione, Comune di Cosenza, curatela e organizzazioni sindacali – afferma ancora il consigliere regionale –. Ho chiesto inoltre quali iniziative la Regione intenda assumere per garantire la continuità del servizio, quali azioni intenda porre in essere per scongiurare qualsiasi procedura di licenziamento, per salvaguardare gli attuali 108 posti di lavoro, e se intenda intervenire per preservare gli asset strategici dell’azienda, indispensabili per qualsiasi prospettiva industriale futura».

«Chiedo, infine, alla Giunta regionale – conclude Ferdinando Laghi – una risposta tempestiva a queste mie domande. Su questa vertenza non è possibile perdere altro tempo, perché in gioco ci sono 108 posti di lavoro e la funzione basilare che il trasporto pubblico locale svolge per l’intera area di Cosenza».

Barbalonga, tra fotografia, documenti storici e architettura della Tarda Maniera

COSENZA / AIELLO CALABRO – Un grande progetto di riscoperta e valorizzazione accende i riflettori su Pietro Barbalonga, definito “grande maestro” della Tarda Maniera. L’iniziativa, promossa dal Comune di Aiello Calabro (CS) con la cura scientifica dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, trova in questi giorni la sua prestigiosa cornice espositiva a Cosenza, grazie alla sinergia con l’Archivio di Stato.

Le celebrazioni barbalonghiane hanno preso il via ad Aiello Calabro il 23 aprile scorso, in occasione del quarto centenario della morte avvenuta ad Aiello – dove abitava, lavorava e aveva famiglia – nel 1626, con una conferenza di approfondimento storico-artistico, proseguendo il 2 e 3 maggio con la mostra fotografica a Palazzo Cybo, sempre ad Aiello.

Dal 5 giugno, la mostra “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro” si è spostata a Cosenza, in occasione della “Notte degli Archivi” (all’interno del festival nazionale Archivissima), allestita nel chiostro dell’Archivio di Stato di Cosenza. L’esposizione, organizzata dall’Amministrazione comunale di Aiello Calabro per far conoscere l’eredità artistica del maestro sul proprio territorio, e accolta e ospitata dall’Archivio di Stato, rimarrà aperta e visitabile sino alla prima decade di luglio.

La direttrice, dott.ssa Maria Spadafora, ha espresso “grande soddisfazione per l’ampia partecipazione alla Notte degli Archivi e per i tanti riscontri positivi ricevuti, segno di un interesse sempre più vivo verso il patrimonio documentario e storico del nostro territorio”.

Anche il sindaco di Aiello, Luca Lepore, non ha mancato di commentare il successo della mostra su Barbalonga, realizzata nell’ambito del progetto “Sentieri d’Arte”. “Un lavoro che nasce dal desiderio di valorizzare e far conoscere sempre di più la figura e l’opera di un artista che ha segnato profondamente la nostra storia e la nostra identità culturale. Vedere questa mostra, frutto dell’impegno della nostra Amministrazione, e il nome di Pietro Barbalonga protagonisti di un evento di tale prestigio – ha aggiunto Lepore – è motivo di grande soddisfazione e orgoglio per tutta la comunità aiellese”.

In concomitanza e a ideale completamento delle celebrazioni barbalonghiane, l’Archivio di Stato di Cosenza aveva allestito nelle scorse settimane una propria mostra documentaria (ancora in corso). Si tratta di un’esposizione indipendente ma complementare rispetto a quella fotografica, aperta dal 4 maggio nelle sale dell’Istituto, che offre a visitatori e studiosi la possibilità di consultare preziosi documenti d’archivio originali, fondamentali per ricostruire il contesto storico in cui operò il maestro siciliano.

Le iniziative, in stretta collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, non finiscono qui. Un altro approfondimento scientifico sul maestro peloritano è in programma per venerdì 19 giugno 2026, alle ore 17.30, presso la sede dell’Archivio in via Gian Vincenzo Gravina, 12. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di: Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza), Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro).

Il dibattito entrerà nel vivo con gli interventi specialistici della stessa direttrice dell’Archivio di Stato Maria Spadafora, Gianfrancesco Solferino (Storico dell’arte e Curatore scientifico dell’iniziativa), Dina Caligiuri (Architetto), Mario Panarello (Storico dell’arte, Accademia di Belle Arti di Lecce). I lavori saranno introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.

Le iniziative barbalonghiane – per le quali molto impegno stanno dedicando il sindaco Lepore, la vice Olga Terranova, la Giunta e l’Amministrazione comunale tutta, che conta sulla collaborazione della direzione artistica di Angelica Pedatella del festival “Sentieri d’arte”, e in maniera particolare su quella scientifica dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino – sono realizzate nell’ambito di un progetto finanziato a valere sull’avviso “Attività Culturali – Annualità 2025” con risorse POC 2014/2020 (Regione Calabria), e godono del patrocinio morale di numerosi enti religiosi, culturali e comunali del territorio.

Chi ama l’arte e la cultura non può mancare di visitare le due mostre (quella fotografica nel chiostro e quella documentaria dell’Archivio) per riscoprire la grandezza di un protagonista indiscusso della storia artistica calabrese. L’anno barbalonghiano andrà avanti anche nei prossimi mesi con altre iniziative.

Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello.
Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità di adozione.

EVENTO FACEBOOK

Ufficio Stampa Email: tillesino@gmail.com Web: pietrobarbalonga2026.wordpress.com

Processione del Corpus Domini, Cosenza 7 giugno 2026

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Lunga Notte delle Chiese 2026. Il “putridarium” di San Domenico a Cosenza

Per la Notte delle Chiese 2026, il 5 giugno, a Cosenza, abbiamo potuto accedere allo “scolatoio” di San Domenico, sotto il Complesso Monumentale di Piazza Tommaso Campanella. Si tratta di un putridarium (o camera funeraria di scolo) sotterraneo, risalente al XIII secolo, un ambiente ipogeo utilizzato in passato per la scolatura e il disseccamento – per 12/24 mesi – dei corpi dei frati defunti, prima di essere sepolti.

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Per approfondimenti, a seguire, linkiamo i post di Esplorazioni Cosentine e Mistery Hunters.

Ornella Muti a Cosenza, domenica 24 maggio alle ore 11,00 nel Salone di Rappresentanza del Comune di Cosenza

Muti, “Questa non è Ornella Muti”, La nave di Teseo editore

Ornella Muti, prima di diventare un’attrice e una diva mondiale, è stata una bambina di quattro anni, Francesca, portata dalla madre presso una zia in Svizzera per alleviare con l’aria di montagna i problemi polmonari di cui soffriva. La mamma lasciò quella bambina senza spiegarle nulla e se ne andò, per tornare a riprenderla soltanto un anno e mezzo dopo. Un abbandono che ha condizionato fin dall’inizio la personalità di una delle più grandi attrici del cinema italiano, e che le ha impedito per anni, per quanti successi professionali inanellasse, di appartenere davvero a qualcuno o a qualcosa, forse persino a se stessa.

In questo libro, per la prima volta, quella bambina racconta come la piccola Francesca è diventata Ornella Muti: senza rinnegare la sua storia e i suoi ricordi, seguendo un destino di esule inscritto nelle origini della sua famiglia, che vide i suoi avi materni, medici degli zar Romanov, scappare in Europa per sopravvivere alla Rivoluzione russa del 1917.

Ornella Muti si confessa attraverso il cinema, gli incontri con i grandi registi − tra cui Mario Monicelli, Dino Risi, John Landis e Woody Allen −, i grandi attori con cui ha recitato, gli stilisti che l’hanno vestita sui palcoscenici più importanti fino alla notte degli Oscar, da Valentino a Giorgio Armani. Ma “la ragazza più bella del mondo” si confida in queste pagine anche nella sua intimità fragile, ricordando gli uomini inseguiti con ostinazione e i dolorosi abbandoni subiti, le delusioni, le risalite e le rivincite di una donna d’amore.

Ornella Muti (nome d’arte di Francesca Romana Rivelli) ha esordito giovanissima nel mondo del cinema, a 14 anni, nel film La moglie più bella per la regia di Damiano Damiani. Nel 1974 conosce il grande successo con il film Romanzo popolare accanto a Ugo Tognazzi, diretta da Mario Monicelli, e nel 1980 è la principessa Aura nel film cult Flash Gordon, che inaugura la sua carriera internazionale. Ha lavorato con i più importanti registi e attori del cinema italiano e mondiale – tra cui Marco Ferreri, Dino Risi, Ettore Scola, Carlo Verdone, Jeremy Irons, Alain Delon, John Landis, Woody Allen – e ha ricevuto, tra gli altri riconoscimenti, tre Ciak d’oro come migliore attrice, una Targa d’oro e il Premio speciale 2025 ai David di Donatello, un premio Pasinetti alla Mostra del Cinema di Venezia.

Santa Rita, la festa della parrocchia di San Aniello, Cosenza 22 maggio 2026

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“Una Pace disarmata e disarmante”, Cosenza 21 maggio 2026

Giornate Dossetti 2026. Ritornare a Keynes, Cosenza 23 maggio 2026

Nell’ambito delle Giornate Dossetti 2026, dedicate quest’anno al tema “Economia di guerra / Economia di pace”, l’Associazione Dossetti promuove un incontro pubblico sul tema delle disuguaglianze economiche e sociali, del neoliberismo e delle implicazioni dell’economia di guerra nel contesto internazionale attuale.

Il convegno, che si terrà nella Sala consliare del Comune di Cosenza il 23 maggio prossimo (a partire dalle ore 10), si propone di rileggere il pensiero di John Maynard Keynes come strumento interpretativo per comprendere le crisi del nostro tempo: dall’aumento delle diseguaglianze alla finanziarizzazione dell’economia, dall’indebolimento dei sistemi di welfare all’accelerazione delle spese militari in Europa e nel mondo.

Programma
Saluti istituzionali: Giuseppe Mazzuca, Presidente del Consiglio Comunale di Cosenza
Introduce: Paolo Palma
Intervengono: Domenico Cersosimo e Pasquale Tridico
Modera: Rosa Principe

Il Giro d’Italia 2026 a Cosenza