Venerdì 27 febbraio 2026, alle 17.30, il Cinema Eraclea di Isola di Capo Rizzuto (KR) ospiterà l’incontro “Fare bene il bene comune”, che vuole rilanciare, in chiave attuale, l’eredità culturale e sociale di don Carlo De Cardona, figura emblematica del cattolicesimo sociale e interprete calabrese dei principi della Rerum novarum, la prima enciclica sociale, promulgata da Leone XIII nel 1891.
L’iniziativa è promossa dalla Fondazione Forum Dottrina Sociale Cattolica con il patrocinio del Comune di Isola di Capo Rizzuto e la collaborazione della Pro Loco Isola di Capo Rizzuto, vuole essere un’occasione di riflessione civile e formativa sul valore del bene comune nella società contemporanea.
Dopo i saluti istituzionali del sindaco di Isola di Capo Rizzuto M. Grazia Vittimberga e di Loredana Gentile, che evidenzieranno il legame tra impegno amministrativo e responsabilità sociale, i lavori saranno introdotti e coordinati da Maria Greca Di Manna, chiamata a delineare il contesto storico e culturale in cui maturò l’azione di De Cardona.
La conversazione per immagini di Demetrio Guzzardi, editore cosentino e tra i promotori del Centro studi calabrese “Cattolici Società e Politica”, offrirà uno sguardo documentato sulla sua opera educativa e sociale; le conclusioni dell’incontro saranno tenute da don Francescantonio Spatola, che rilancerà il tema della formazione delle nuove generazioni, indicando nei “buoni maestri” una risorsa decisiva per costruire comunità più giuste e partecipi.
Demetrio Guzzardi da anni studia il pensiero e l’opera del sacerdote don Carlo De Cardona; la sua casa editrice ha già pubblicato dieci numeri di “Studi e ricerche su don Carlo De Cardona e il Movimento Cattolico in Calabria”, inoltre ha curato la mostra “Don Carlo De Cardona pioniere dell’apostolato sociale dei contadini e artigiani calabresi” esposta alla Settimana sociale dei cattolici in Italia, svoltasi a Trieste, lo scorso anno alla presenza del presidente della Repubblica, sergio Mattarella e di papa Francesco. Attualmente la mostra è esposta nella sede della BCC “Mediocrati” di Commenda di Rende.
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De Cardona Day dal 17 al 21 novembre 2025
Da lunedì 17 a venerdì 21 novembre 2025
DE CARDONA DAY
per un autentico sviluppo sociale dei piccoli comuni della Calabria
Il 17 novembre 1907 a San Pietro in Guarano (CS) veniva inaugurato il mulino elettrico a opera della Lega del lavoro e della Cassa rurale cattolica di San Pietro in Guarano, due delle organizzazioni nate dal carisma di don Carlo De cardona, che attuò nel cosentino gli insegnamenti della Rerum novarum, l’enciclica sociale di papa Leone XIII. Quella data è importante perché i contadini di De Cardona ruppero con la loro iniziativa il feudalesimo dei baroni, che volevano ancora tenere sotto il loro gioco uomini e cose. Quei “temerari” costruirono un canale idrico di oltre un chilometro e mezzo per far giungere l’acqua nella condotta forzata sul fiume Arente per avere l’energia elettrica; San Pietro ebbe la luce nel 1907, la città di Cosenza solo nel 1914.
In un bellissimo articolo pubblicato sul giornale “il Lavoro” (23 novembre 1907) così scrive don Carlo De cardona: «E ricordino i contadini che il cristianesimo non solo salva l’anima, ma fa riacquistare all’uomo il dominio sulle cose, sulle forze della natura, sugli animali, su tutto. Nel cristianesimo, sinceramente professato, nello spirito di concordia fraterna, di pazienza, di amore, di coraggio, che deriva dal Vangelo di Cristo, si compiono le opere più grandi, si trasportano le montagne…». Sei anni dopo dopo l’inaugurazione della prima centrale idroelettrica, nel 1913 un secondo e più potente impianto venne costruito sul fiume Arente con lo scopo di fornire l’energia elettrica ai Comuni di: San Pietro in Guarano, Lappano, Rovito, Celico e Spezzano Sila. De Cardona esaltò quest’impresa perché era una manifestazione di quel risveglio calabrese che egli avrebbe voluto produrre in tutta la regione.
L’Universitas Vivariensis, con il patrocinio e il sostegno della BCC “Mediocrati” hanno organizzato il De Cardona day per far memoria di quella data che “accendeva” il futuro, ma anche per avviare una pubblica discussione su come rivitalizzare le zone interne del nostro territorio. Hanno dato il loro patrocinio all’iniziativa i Comuni di: San Pietro in Guarano, Morano Calabro, Rose, Bisignano, Rovito, Castiglione Cosentino e Lappano. Alcune associazioni del territorio figurano come partner del De Cardona day: I giovani soci della BCC “Mediocrati”, Il Cisom gruppo di Cosenza dell’Ordine di Malta, l’Uciim, Sguardi ecologici, Ars Enotria, Aiparc Cosenza, Anteas Cosenza, Unpli Calabria, la Pro loco di San Pietro in Guarano, il Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), il Convegno di cultura Maria Cristina di Savoia della Pre Sila, l’associazione UniterpreSila e il settimanale diocesano Parola di vita.
Tra le tante iniziative che si terranno da lunedì 17 a venerdì 21 novembre 2025, in vari centri, c’è anche la consegna di ceramiche artistiche che come “le pietre d’inciampo”, vogliono mantenere viva la memoria individuale e collettiva sulla Shoah, creando un “inciampo” emotivo e simbolico, il De Cardona day, con le sue ceramiche artistiche (realizzate dall’azienda Scuro di Bisignano) installate in luoghi decardoniani di ieri e di oggi, desidera tener desto un passato sempre vivo, per continuare a coltivare le idee di un autentico protagonista del Novecento.
P R O G R A M M A
Lunedì 17 novembre 2025
SAN PIETRO IN GUARANO – Palazzo De Cardona
ore 9.30 Comunità della memoria. Un passato sempre vivo. Scoprimento e benedizione della ceramica artistica su don Carlo De Cardona. Intervengono: don Enzo Gabrieli, postulatore della causa di canonizzazione di don Carlo De Cardona; Francesco Acri, sindaco di San Pietro in Guarano; Nicola Paldino, presidente BCC “Mediocrati”; Vincenzo Settino, portavoce “De Cardona day”.
Istituto comprensivo “San Pietro in Guarano-Rose” plesso “Luigi Settino”
ore 10.30 Inaugurazione mostra dei disegni degli alunni su don Carlo De Cardona, curati dalla prof.ssa Eugenia Giordano, e degli elaborati letterari, a cura della prof.ssa Chiara Marra. Intervengono: Emilia Imbrogno, dirigente scolastico; don Enzo Gabrieli, postulatore; Salvatore Magarò, sindaco di Castiglione Cosentino; Luigi Zaccaro e Agnese Cozza, nipoti dei primi aderenti di San Pietro in Guarano al movimento decardoniano.
COSENZA – Città 2000 – Cappella Mollo
ore 18.00 Presentazione del quaderno n. 10 di “Studi e ricerche su don Carlo De Cardona e il Movimento cattolico in Calabria”. Intervengono: don Andrea Piccolo, parroco di San Giuseppe sposo di Maria; Maria Locanto vicesindaco di Cosenza; don Enzo Gabrieli, postulatore; Lorenzo Coscarella, storico; Demetrio Guzzardi, editore.
Martedì 18 novembre 2025
BISIGNANO – Biblioteca comunale
ore 11.30 Mostra: De Cardona nei ritagli della stampa
Visita guidata con gli studenti. Introduce Rino Giovinco, direttore della Biblioteca, interviene il curatore della mostra Demetrio Guzzardi.
ROSE – Palazzo municipale
ore 18.00 Il canale della centrale idroelettrica sul fiume Arente, costruita dai contadini di don Carlo De Cardona, volano per un “turismo della memoria”. Introduce: Salvatore Liguori, assessore; intervengono: Roberto Barbieri, sindaco di Rose; Franco Alimena, presidente Circolo anziani Rose; Federico Bria, segretario generale BCC “Mediocrati”; Pierluigi Serravalle, borsista al Dibest dell’Unical (Analisi della comunità faunistica del fiume Arente e valutazione della qualità ambientale); Salvatore Bruno, giornalista La C; Vincenzo Settino, portavoce “De Cardona day”. Consegna della ceramica artistica su don Carlo De Cardona a Luigi Fiorita, consigliere comunale di Rose, per apporla nei pressi della struttura della centrale.
Mercoledì 19 novembre 2025
RENDE – Via Alfieri – BCC “Mediocrati”, Sala De Cardona
ore 10.30 Oltre il profitto: don Carlo De Cardona e l’imprenditorialità che “libera”. Intervengono: Nicola Paldino, presidente BCC “Mediocrati”, Maria Carmela Passarelli, docente di Innovazione imprenditorialità all’Unical; Maria Ferretti, presidente Giovani soci BCC “Mediocrati”; Pietro Tarasi, imprenditore, Alessandro Brunori, titolare Baco srl; Francesco De Rosa, co-fondatore di Energy Tech Innovation srl; Leonardo De Marco, presidente regionale MCL; don Nicola Rotundo, cultore di Economia e gestione delle imprese. Partecipano i Giovani soci della BCC “Mediocrati”. Consegna della ceramica artistica su don Carlo De Cardona al sindaco di Castiglione Cosentino.
ROSSANO – Biblioteca diocesana “Santi Nilo e Bartolomeo”
ore 18.00 La Rerum novarum: don Carlo De Cardona e l’episcopato cariatese e rossanese di mons. Giovanni Scotti (1911-1930). Intervengono: don Pino Straface, vicario generale dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati; don Gaetano Federico, direttore della Biblioteca diocesana e l’editore Demetrio Guzzardi. Coordina Tina Morello, presidente Associazione Idee in movimento.
Giovedì 20 novembre 2025
COSENZA – Liceo scientifico “Fermi” (Polo tecnico Brutium)
ore 11.30 La Rerum novarum a Cosenza Conversazione con gli studenti maturandi. Introduce Rosita Paradiso, dirigente scolastico; interviene l’editore Demetrio Guzzardi.
Consegna della ceramica artistica su don Carlo De Cardona a: Massimiliano Ianni, segretario generale CGIL Cosenza.
SPEZZANO SILA – Convento San Francesco di Paola – Salone di rappresentanza
ore 18.00 Don Carlo De Cardona pioniere e apostolo sociale dei contadini calabresi. Incontro all’UniterpreSila aps – Università terza età “Ilde Turco Dodaro”.
Introduce Stefania Martucci, vicepresidente UniterpreSila; saluti: Luigia Granata, presidente Convegno di cultura Maria Cristina di Savoia della Pre Sila. Intervengono: Vincenzo Settino, portavoce “De Cardona day” e Demetrio Guzzardi.
Venerdì 21 novembre 2025
RENDE – Liceo classico “Gioacchino da Fiore”
ore 11.30 La Rerum novarum a Cosenza. Conversazione con gli studenti maturandi. Introduce la docente Ada Giorno, interviene l’editore Demetrio Guzzardi.
SAN PIETRO IN GUARANO – Cine teatro “don Salvatore Loria”
ore 18.00 Nel nome di De Cardona. Mostra dei disegni e degli elaborati realizzati degli alunni dell’Istituto comprensivo “San Pietro in Guarano-Rose” su don Carlo De Cardona.
Incontro con: la regista Allison Gallicchio che ci parla del suo prossimo spettacolo teatrale “Don Carlo De Cardona”; Rita Fiordalisi, già direttrice della Biblioteca nazionale di Cosenza, che ci fa conoscere la figura di Paolina Ritacco, la leader del movimento femminile decardoniano; Romilio Iusi che ci presenta il suo testo ”La bandiera”; Ada Giorno e Claudia Marchese, che in anteprima ci illustrano il calendario decardoniano 2026, realizzato dall’AIPARC Cosenza.
Omaggio musicale a don Carlo De Cardona con l’esecuzione di alcuni brani del maestro Gennarino Bruno.
L’editore Demetrio Guzzardi consegna ai responsabili del gruppo “Spigolettura” il cofanetto con i primi 10 quaderni di “Studi e ricerche”.
Primavera decardoniana, appuntamento a Bisignano il 21 marzo 2025

Per il “Caffè letterario” di marzo 2025, i responsabili della Biblioteca comunale di Bisignano, hanno volutamente aspettare l’inizio della primavera per presentare l’ottavo quaderno di “Studi e ricerche su don Carlo De Cardona e il Movimento Cattolico in Calabria”. L’iniziativa si chiama Primavera decardoniana, perché abbraccia due diverse iniziative legate all’opera del sacerdote di Morano, che agli inizi del Novecento riuscì a costruire importanti iniziative culturali ed economiche dal basso.
120 anni fa (il 30 ottobre 1904) De Cardona con 38 contadini costituì la Cassa rurale cattolica di San Pietro in Guarano, che poi darà vita a una centrale elettrica che fornirà la luce a San Pietro in Guarano e a numerosi comuni della pre Sila cosentina, 7 anni prima che l’energia elettrica illuminasse la città capoluogo.
Nel 1905 anche Rende, Luzzi e Rose si dotarono della Cassa Rurale e nel 1906 l’istituzione bancaria dei contadini e artigiani decardoniani aprì propri sportelli a Mendicino, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Spezzano Piccolo, Aprigliano, Rogliano, Spezzano Grande, Dipignano e Bisignano. La Primavera decardoniana che era iniziata timidamente il 19 gennaio 1902 a Cosenza, con una forza inaudita riuscì a raggiungere anche i comuni più piccoli.
La Biblioteca comunale di Bisignano ha deciso di allestire al proprio interno una sezione libraria e documentaria, dedicata a De Cardona e all’istituzione bancaria che poi ha dato vita all’attuale BCC Mediocrati. Per il 2026 si stanno già predisponendo una serie di iniziative per solennizzare i 120 anni della costituzione (24 giugno 1906) della Cassa rurale di Bisignano.
Per ricordare l’inaugurazione della centrale elettrica sul fiume Arente, il direttivo del Centro Studi Calabrese “Cattolici Socialità Politica”, nato all’interno dell’Universitas Vivariensis, ha deciso di lanciare il “De Cardona day” ogni 17 novembre verrà ricordato il prete originario di Morano Calabro, che riuscì con il solo apporto dei “suoi” contadini a dare uno sviluppo economico e industriale a un piccolo comune com’era San Pietro in Guarano.
Per raccontare questa incredibile storia, nella sala “Caffè letterario” della Biblioteca comunale di Bisignano, si ritroveranno i sindaci dei Comuni che hanno già aderito al “De Cardona day”: Morano Calabro, San Pietro in Guarano, Luzzi, Rose, Castiglione Cosentino e Bisignano. Proprio il sindaco di Bisignano, Francesco Fucile porgerà il saluto inaugurale alla manifestazione, a seguire l’assessore provinciale Francesco Chiaravalle; il giornalista Rino Giovinco condurrà i lavori che prevedono gli interventi di Nicola Paldino presidente della BCC Mediocrati, dell’editore Demetrio Guzzardi, e del portavoce del “De Cardona day” Vincenzo Settino. I lavori saranno conclusi dall’assessore regionale all’agricoltura Gianluca Gallo.
Nel giornale “il Lavoro” dedicato ai contadini delle sue organizzazioni così scriveva don Carlo De Cardona: «L’amore è paziente, non teme, crede e spera ogni cosa. Come la primavera – grande e sublime – si manifesta anche nel piccolo fiore della valle e geme anche nell’umile voce del passero – così l’amore si afferma e vive anche nelle piccole opere del bene – nell’educare e nutrire la famiglia, nel sostenere il povero, nel fare la scuola ai fanciulli, nel promuovere le Casse rurali, le cooperative e ogni altra cosa che dall’amore discende, come i fiori e i fiorellini dalla primavera».
Incontro a Morano su De Cardona

Appena qualche giorno fa, a Morano Calabro si è tenuta l’inaugurazione della sala di Palazzo Marinella (via Nazionale 12) dedicata a don Carlo De Cardona, e subito partono le iniziative per far conoscere questo “gigante” del cattolicesimo sociale.
L’associazione “Mariella Bruno” in collaborazione dell’Universitas Vivariensis e del Centro studi calabrese “Cattolici Socialità Politica” hanno indetto per venerdì 21 febbraio 2025 alle ore 18 un incontro dal titolo: “Morano Calabro e San Pietro in Guarano due comunità uniti nel nome di don Carlo De Cardona“; il sacerdote originario di Morano Calabro, operò intensamente a San Pietro in Guarano, dove la Lega del lavoro e la locale Cassa rurale cattolica impiantarono una centrale elettrica che diede la luce a San Pietro in Guarano e a località limitrofe nel 1907, Cosenza sarà raggiunta dall’energia elettrica dopo sette anni. Per l’occasione verrà presentato l’ottavo quaderno della collana “Studi e ricerche su don Carlo De Cardona e il Movimento cattolico in Calabria” iniziativa editoriale voluta dalla Diocesi di Cassano all’Jonio e dalla Banca di Credito Cooperativo “Mediocrati”.
L’ottavo numero riguarda l’opera decardoniana a San Pietro in Guarano in occasione dei 120 anni della presenza di De Cardona nel centro presilano, che vide un epico scontro tra il barone Collice e i contadini, che riuscirono a portare in Consiglio provinciale il prete che attuò le idee della Rerum novarum di Leone XIII.
Per parlare di questo numero dopo i saliti del sindaco di Morano Calabro Mario Donadio e del presidente dell’associazione “Marinella Bruno” Giuseppe Bruno, interverrano due ex sindaci; Marioalbino Gagliardi di Saracena e Vincenzo Settino di San Pietro in Guarano in Guarano. Tra i relatori anche il rettore dell’Universitas Vivariensis Demetrio Guzzardi, che a nome del Centro studi calabrese “Cattolici Socialità politica” donerà all’associazione “Marinella Bruno” una copia della mostra su De Cardona esposta alla Settimana sociale dei cattolici a Trieste.
Nell’occasione Vincenzo Settino presenterà il logo del De Cardona Day, che annualmente il 17 novembre ricorderà l’opera che i contadini guidati da De Cardona riuscirono a realizzare: per un autentico sviluppo sociale dei piccoli comuni della Calabria.
A San Pietro in Guarano nasce l’alleanza nel nome di De Cardona
Per non perdere la memoria della grande opera sociale e cristiana realizzata a San Pietro in Guarano (CS) da don Carlo De Cardona, in occasione dei 120 anni della fondazione della Lega del lavoro e della Cassa rurale, nei giorni scorsi (mercoledì 11 dicembre 2024) è stata organizzata una giornata in cui è stato presentato l’ottavo numero di “Studi e ricerche su don Carlo De Cardona e il Movimento cattolico in Calabria”, strumento di lavoro voluto dal “Centro Studi Calabrese Cattolici Socialità Politica”, emanazione dell’Universitas Vivariensis; con il sostegno della BCC “MedioCrati” e della Diocesi di Cassano all’Jonio, dal titolo “Don Carlo De Cardona e i contadini di San Pietro in Guarano” con i testi di: Nicola Paldino (Protagonisti del proprio futuro); don Giuseppe Intrieri (De Cardona apostolo della redenzione dei lavoratori), Luigi Intrieri (La lega del lavoro a San Pietro in Guarano) e la testimonianza di Vincenzo Settino (Mio nonno Vincenzo tra i contadini di De Cardona).
Nel corso della mattinata il quaderno è stato omaggiato, da parte dell’Amministrazione comunale di San Pietro in Guarano, a tutti gli studenti della Scuola media, che stanno già lavorando sulla figura del prete moranese, che agli inizi del secolo propagandò le idee sociali della Rerum novarum. Dopo i saluti della dirigente scolastica Emilia Imbrogno, il rettore dell’Universitas Vivariensis, Demetrio Guzzardi, ha intrattenuto con gli alunni, un vivace confronto e tutti si sono mostrati interessati a conoscere una figura e una storia che ha cambiato, nei primi anni del Novecento, la vita di molte persone a San Pietro in Guarano.
Nel pomeriggio nella sala consiliare si è svolto un interessante incontro, coordinato da Vincenzo Settino (già sindaco di San Pietro in Guarano e nipote di uno dei più stretti collaboratori di De Cardona a San Pietro in Guarano) con quattro sindaci che nei loro Comuni hanno ricevuto dall’opera di De Cardona un forte impulso sociale. Ha iniziato il primo cittadino di San Pietro in Guarano, Francesco Acri, che si è soffermato anche sul rapporto tra i cattolici sociali di De Cardona e le altre forze di sinistra, a rappresentare Roberto Barbieri, sindaco di Rose è intervenuta la vicesindaco Mariarosaria Serravalle, che ha ricordato sia il grande apporto delle organizzazioni decardoniane per il bene dei contadini e artigiani del suo paese, ma anche che la centralina sul fiume Arente, che diede la luce al primo mulino elettrico, è nel territorio comunale di Rose. Anche il sindaco di Castiglione Cosentino, Salvatore Magarò, ha confermato l’importanza di De Cardona, che nei primi anni del Novecento, fu più volte eletto consigliere provinciale proprio nel mandamento che comprende Castiglione Cosentino; nei mesi scorsi è stato inaugurato uno “slargo” dedicato a De Cardona. In ultimo il sindaco di Morano Calabro, Mario Donadio, paese natale di don Carlo, che ha chiesto agli altri sindaci di “fare” un’alleanza sul nome di De Cardona, non solo per ricordare un glorioso passato, ma anche per riproporre alcune modalità del suo impegno sociale.
Vincenzo Settino a nome del “Centro Studi Calabrese Cattolici Socialità Politica” ha proposto che i 4 comuni, con altri interessati, celebrino ogni anno il “De Cardona Day” in una data significativa, il 17 novembre, giorno che proprio a San Pietro in Guarano nel 1907 fu inaugurato il primo mulino elettrico, che rappresentò non solo per il centro presilano il futuro, ma fu il primo impianto industriale, voluto e costruito con i soldi dei lavoratori, che avevano depositato i loro risparmi nella locale Cassa Rurale.
Vincenzo Settino ha concluso dicendo: «I contadini di San Pietro in Guarano hanno vinto la loro battaglia, perché seguendo gli ideali decardoniani hanno sconfitto il feudalesimo impersonato nel barone Collice, che dopo le vittorie della Lega, dovette abbandonare San Pietro in Guarano. L’alleanza in nome di De Cardona – si è auspicato Settino – potrà essere estesa a quei comuni che hanno ricevuto benefici dall’azione delle Casse rurali e della Lega; penso a Cosenza, Luzzi, Rovito, Bisignano e Celico. Mi auguro che alla prima edizione del De Cardona Day, saremo in tanti».
Questo il testo pubblicato il 23 novembre 1907 sul giornale decardoniano “Il Lavoro”:
«Il parroco, don Francesco Pizzuti, impartisce la benedizione; a un cenno comunicato attraverso il telefono, la corrente elettrica, invisibile come un soffio di vita nel mistero dei fili, pervade, anima i poderosi ingranaggi, erompe fragorosa, gloriosa in movimento di cinghie, di ruote di cilindri; e dal vibrante macchinario pare trapassi nei cuori degli astanti, nell’animo di quella folla, davvero elettrizzata dall’entusiasmo, innanzi al fatto di una conquista, di un trionfo verace del lavoro, della tenacia, dell’ingegno, della forza organizzata. E non c’era bisogno di musica, quantunque essa suonasse egregiamente sotto la direzione del maestro Spina […].
Ricordino i contadini che il cristianesimo non solo salva l’anima dell’uomo, ma fa riacquistare all’uomo il dominio sulle cose, sulle forze della natura, sugli animali, su tutto. Nel cristianesimo, sinceramente professato, nello spirito di concordia fraterna, di pazienza, di amore, di coraggio, che deriva dal Vangelo di Cristo, si compiono le opere più grandi, si trasportano le montagne. […]
Ricordate che la vostra è opera di democrazia e di cristianesimo: essa è del popolo, anzi dei contadini e degli artieri organizzati; è nata per essere lievito di rinnovamento nel senso e nello spirito del cristianesimo. E perciò vigilate contro coloro che vorrebbero impadronirsene, o solo anche profanarla con la loro vanità e facendovi regnare lo spirito del lucro».
A Dipignano si presenta il quaderno su don Ciccio Cozza, parroco decardoniano

Don Francesco Cozza – per tutti don Ciccio – verrà ricordato a Dipignano (CS) lunedì 5 agosto 2024 con due iniziative; la prima alle ore 18 nella Chiesa di San Nicola con una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Cosenza, mons. Giovanni Checchinato; la seconda al termine della Messa nel cortile dell’Istituto della Divina Provvidenza (Suore Guanelliane) con la presentazione del settimo quaderno della collana “Studi e ricerche su don Carlo De Cardona e il Movimento cattolico in Calabria”, edito da Progetto 2000 per il Centro studi calabrese “Cattolici Socialità Politica”. All’incontro parteciperanno con un saluto introduttivo: suor Mariolina Presta superiora della casa delle Guanelliane; il parroco di Dipignano don Antonello Gatto e il sindaco di Dipignano, Gaetano Sorcale. Gli interventi saranno del prof. Eugenio Maria Gallo e dei due curatori del quaderno Francesco Capocasale e Demetrio Guzzardi; le conclusioni saranno tenute dal presidente della BCC “Mediocrati” Nicola Paldino.
Don Ciccio Cozza era nato a Marano Marchesato (CS) il 2 aprile 1882, fu ordinato sacerdote da mons. Camillo Sorgente il 27 febbraio 1904 e subito dopo inviato come parroco a Dipignano; dove morì all’età di 82 anni il 19 luglio 1964.
La comunità dipignanese non ha mai dimenticato il suo caro “don Ciccio” e ha sempre voluto ricordarlo negli anniversari più significativi. Per i 20 anni dalla scomparsa fu organizzato un convegno in cui furono pubblicati gli atti; così per il 50.mo con un incontro in chiesa.
Per il sessantesimo anniversario, si è voluto dedicare al “parroco decardoniano” un intero quaderno, riproponendo gli interventi dell’incontro tenuto il 23 settembre 1984, con i saluti di Pasquale Perugini e Francesco Capocasale e le relazioni di Leonardo Bonanno, Ferdinando Cassiani, Eugenio Maria Gallo e Roberto Guarasci. Il settimo quaderno ripropone anche il volume sulla “Storia della Cassa rurale di Dipignano” redatto nel 1983 da Eugenio Maria Gallo. Nel testo del quaderno anche un articolo di Francesco Michele Greco e delle testimonianze di: Pino Florio, Beniamino Fioriglio, Teresa Serra e Francesco Mele.
Da sempre si associa al nome di don Ciccio Cozza il termine “parroco decardoniano”; il sacerdote in un articolo per la morte di don Carlo De Cardona (pubblicato il 22 marzo 1958, sul settimanale “Democrazia cristiana” voluto e curato da don Luigi Nicoletti), così scrive:
“Parlare di don Carlo De Cardona senza commozione è impossibile (…) Io lo vidi per la prima volta nel 1895 accanto a mons. Camillo Sorgente, il nostro indimenticabile arcivescovo, e la figura di quel prete sottile dagli occhi ardenti mi fece un’impressione enorme; ero di fronte a una forza nascosta, che vuole sprigionarsi, a una fiamma che vuol divampare. (…) De Cardona professore di filosofia, con le sue profonde lezioni, c’infuse l’amore agli studi severi, fece penetrare nel vecchio Seminario di Cosenza un soffio di vita nuova, una luce, che ci avvolse tutti. Correvano per le mani dei suoi discepoli le migliori riviste filosofiche (…) con lui, per lui, vivemmo il periodo romantico della pura e santa Democrazia cristiana, il sogno mirabile dell’affermazione piena dell’ideale sociale cristiano: Cristo riportato in mezzo alla società scristianizzata dal popolo cristianamente rinnovato e specialmente dalla classe lavoratrice. Come agitatore, giornalista brillante, organizzatore che noi con trasporto e plaudenti abbiamo sempre seguito, con la sua opera, oltre a ottenere il risveglio delle classi lavoratrici, chiamò alla riscossa i cattolici cosentini e muovendo impietosamente all’assalto, mandò in frantumi il piccolo mondo liberale-massonico, che i cattolici, quantunque in maggioranza, avevano fino allora subìto inerti”.
Don Ciccio Cozza il 18 giugno 1906, con 18 contadini e operai fondò la Cassa rurale di Dipignano, una delle poche che riuscì a sopravvivere al “gelido vento antidecardoniano” del regime fascista e che tutt’ora vive nella grande famiglia della BCC “Mediocrati”.
Don Ciccio come tutti gli altri esponenti del Movimento cattolico, operavano sotto le insegne della “Rerum novarum” l’enciclica sociale di Leone XIII; l’impatto che ebbe «l’ardente brama di novità», lo possiamo cogliere da quello che lo scrittore francese George Bernanos, nel suo “Diario di un curato di campagna”, fa dire al parroco di Torcy: «La famosa enciclica di Leone XIII, “Rerum novarum”, voi la leggete tranquillamente con l’orlo delle ciglia, come una qualunque pastorale di quaresima. Alla sua epoca ci è parso di sentir tremare la terra sotto i piedi. Quale entusiasmo! […]. Questa idea così semplice, che il lavoro non è una merce, sottoposta alla legge dell’offerta e della domanda, che non si può speculare sui salari, sulla vita degli uomini come sul grano, lo zucchero e il caffè, metteva sottosopra le coscienze».
La Chiesa, con la “Rerum novarum”, per la prima volta faceva sentire la sua voce di condanna a ogni forma di sfruttamento del lavoro; il linguaggio utilizzato non era sociologico, ma aveva la struttura e l’ispirazione del messaggio biblico che conferiva uno spessore profetico, che tanto colpì l’opinione pubblica del tempo. Don Carlo De Cardona, in quegli anni studiava alla Gregoriana di Roma e aveva come suo docente di Sociologia cristiana, padre Matteo Liberatore, che fu tra gli estensori del testo leonino. Chiamato a Cosenza da mons. Camillo Sorgente, De Cardona insegnò in Seminario il «nuovo spirito di giustizia e fraternità» di Leone XIII e tra i suoi alunni c’era il seminarista Francesco Cozza che, una volta ordinato prete, portò anche a Dipignano, il vento della “Rerum novarum”.
A Trieste alla Settimana sociale dei cattolici la mostra su don Carlo De Cardona

A Trieste da mercoledì 3 a domenica 7 luglio 2024 il mondo cattolico italiano si dà appuntamento per celebrare la cinquantesima edizione della Settimana sociale; significativo il titolo “Al cuore della democrazia” con tanti interventi di personalità per capire «le ragioni del nostro vivere in Italia, da cattolici».
Significative le presenze per l’apertura e la conclusione dei lavori: mercoledì 3 luglio è previsto il discorso inaugurale del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, mentre per domenica 7 luglio ci sarà papa Francesco che chiuderà i lavori, con un suo intervento e la concelebrazione eucaristica.
Significativa la presenza dei vescovi e dei delegati delle diocesi calabresi; ma un pezzetto di Calabria, sarà in mostra nel TCC, la sala congressi dove i mille partecipanti ascolteranno le relazioni e si confronteranno.
La mostra “Don Carlo De Cardona pioniere dell’apostolato sociale dei contadini e artigiani calabresi” è stata curata da Demetrio Guzzardi, per conto dell’Universitas Vivariensis, del Centro studi calabrese “Cattolici Socialità Politica”, con il patrocinio della BCC “Mediocrati”.
Nel catalogo della mostra che sarà distribuito gratuitamente a tutti i partecipanti, il presidente della BCC Nicola Paldino, così ha scritto: «Don Carlo De Cardona è il prete che nel 1906 ha dato vita a Bisignano, in Calabria, insieme a sedici audaci operai, alla Cassa rurale, ora BCC Mediocrati, che ho l’onore di presiedere. Don Carlo realizzò il programma della Rerum novarum di Leone XIII, per l’elevazione dei contadini e degli artigiani calabresi. Sulla sua strada desideriamo proseguire il nostro cammino, facendo crescere e potenziare l’economia del territorio dove operiamo.
Per il nostro istituto bancario l’esempio di De Cardona è un faro sempre acceso, ci piace dire, che è “un passato sempre vivo”. Siamo onorati che mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio e vicepresidente della CEI, abbia voluto portare alla Settimana sociale dei cattolici in Italia la mostra che ripercorre la storia e le opere realizzate da don Carlo. Il tema di questa cinquantesima edizione Al cuore della democrazia è il fulcro del pensiero sociale cristiano, che De Cardona ha vissuto e insegnato con la sua vita: “Se la nostra azione penetrerà nella vita pubblica […] presto avverrà il giorno in cui per la nostra Patria, comincerà una vita nuova»; l’invito valeva ieri, ma noi lo sentiamo fortemente vero anche per l’oggi: ecco perché parliamo dell’opera decardoniana come di “un passato sempre vivo”».
Per sfogliare il catalogo della mostra:
issuu.com/universitas_vivariensis/docs/guida-mostra-de-cardona-pioniere-apostolato-social
Don Carlo De Cardona spiegato agli alunni di Castiglione Cosentino
Conversazione sul sagrato della chiesa madre con gli alunni delle Scuole medie ed elementari sull’opera sociale di don Carlo De Cardona e l’importanza delle banche di credito locale.

Gli alunni della Scuola media e delle classi quinte di Castiglione Cosentino, lunedì 20 maggio 2024, hanno presenziato a un’interessante iniziativa per ricordare e far conoscere l’opera sociale di don Carlo De Cardona. Al prete fondatore di numerose iniziative a favore dei contadini e artigiani calabresi, il Comune di Castiglione Cosentino, amministrato da Salvatore Magarò, ha voluto dedicare uno slargo con un cartellone in cui viene evidenziata la vita e le attività, molte delle quali svolte anche a Castiglione Cosentino e San Pietro in Guarano.
All’iniziativa hanno partecipato il sindaco Magarò, Demetrio Guzzardi, rettore dell’ Universitas Vivariensis, che da anni studia il pensiero decardoniamo e il presidente della Banca di Credito Cooperativo (BCC) Mediocrati, Nicola Paldino.
Demetrio Guzzardi ha parlato ai ragazzi, prima nello “slargo don Carlo De Cardona” e poi sul sagrato della chiesa, di don Carlo De Cardona, un prete che agli inizi del Novecento, ha dato vita alla Lega del lavoro e alle Casse rurali; tanta la passione trasmessa da Guzzardi nel raccontare ai giovani uditori le importanti opere realizzate da don Carlo De Cardona, la sua vicinanza e solidarietà ai poveri, tenendo sempre alta l’attenzione degli alunni, che con grande interesse hanno ascoltato questo meraviglioso racconto storico che ha portato alla nascita della Banca.
Il presidente Paldino ha ricordato che la BCC Mediocrati è l’unica banca ancora in vita delle 150 fondate da don Carlo De Cardona e ha sottolineato l’importanza di avere un istituto di credito locale, che opera convintamente per contribuire allo sviluppo economico e sociale del territorio dove opera.
Una bella lezione all’aperto che ha arricchito gli alunni e per la quale, il personale docente, anche a nome della dirigente scolastica, Alessandra Morimanno, hanno ringraziato il sindaco Salvatore Magarò, che ha voluto la partecipazione della Scuola a questo evento.
Domenica 26 maggio 2024 – ore 11 – Chiesa Madonna di Lourdes a Roges di Rende. Nella celebrazione della Santa Messa verrà ricordato don Carlo De Cardona con la partecipazione dei soci della BCC Mediocrati.
A Morano la quarta Giornata Decardoniana


Tutto pronto a Morano Calabro per la quarta Giornata Decardoniana, organizzata dall’Ufficio dello Sviluppo integrale (Lavoro e Sviluppo, Pace e Giustizia, Dignità e Salvaguardia del creato) della Diocesi di Cassano all’Jonio.
L’appuntamento è per le ore 16 di sabato 23 marzo 20234, nel Centro Teatrale Comunale “Massimo Troisi” di Morano Calabro.
Sul manifesto d’invito una frase di don Carlo De Cardona che dice: «I cattolici devono smetterla di accontentarsi delle feste religiose e delle pratiche di culto per dedicarsi invece, con ardore all’azione popolare cristiana»; il sacerdote originario di Morano Calabro fu l’interprete più significativo dell’attuazione del programma sociale della Rerum novarum voluta da Leone XIII.
La quarta Giornata Decardoniana è un’iniziativa fortemente voluta dal vescovo di Cassano all’Jonio mons. Francesco Savino, che è anche vicepresidente dei vescovi italiani, la manifestazione sarà aperta da un saluto introduttivo del direttore dell’Ufficio diocesano dello Sviluppo integrale, Domenico Graziano; seguiranno 4 relazioni: Antonio Costabile già docente di Sociologia politica all’Unical, di Vincenzo Linarello fondatore delle cooperative Gooel della Locride, di Vincenzo La Regina esperto di problematiche sanitarie e i don Giacomo Panizza, fondatore della Comunità Progetto Sud di Lamezia Terme. Le conclusioni saranno tratte dal vescovo mons. Savino.
Nelle mattinata di sabato (ore 11) nella Chiesa della Maddalena, sempre a Morano Calabro, dove è tumulato il servo di Dio don Carlo De Cardona, verrà inaugurata la mostra “Don Carlo De Cardona pioniere dell’apostolato sociale dei contadini e artigiani calabresi”; all’inaugurazione presiede il vicario generale della Diocesi, mons. Francesco De Chiara, dopo il saluto di Domenico Graziani, ci sarà il curatore della mostra, Demetrio Guzzardi, che farà una visita guidata tra i trenta pannelli che compongono la mostra.
Continua l’opera di valorizzazione delle figure decardoniane. A Dipignano un comitato per don Ciccio Cozza

Continua senza sosta l’impegno del Centro studi calabrese “Cattolici, Socialità, Politica” emanazione dell’Universitas Vivariensis, per la valorizzazione delle figure valoriali che hanno collaborato con don Carlo De Cardona. In sintonia con l’Associazione Mediterraneo Europeo di Dipignano si sta predisponendo una serie di iniziative per ricordare a 60 anni dalla scomparsa, avvenuta il 19 luglio 1964, il parroco decardoniano don Ciccio Cozza.
Chi era don Ciccio Cozza | Don Ciccio Cozza, era nato a Marano Marchesato il 2 aprile 1882, fu ordinato sacerdote da mons. Camillo Sorgente, il 27 febbraio 1904 e l’anno dopo destinato alla parrocchia di Dipignano, dove rimase fino alla morte.
La sua missione sacerdotale fu significativa, seguendo l’insegnamento di don Carlo De Cardona promosse la Cassa rurale a Dipignano; fu l’animatore della Lega del lavoro, e sino all’avvento del fascismo, uno degli esponenti di punta del Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo, fondato nel 1919 con l’appello «Ai liberi e forti». Sotto il regime fascista ebbe non poche difficoltà con i seguaci locali di Mussolini, e a seguito del Concordato del 1929, dovette svolgere la semplice missione di parroco, con autentica carità verso i più poveri e di servizio per tutta la comunità dipignanese. Alla caduta del fascismo, don Ciccio Cozza fu un esponente di rilievo nella Democrazia Cristiana cosentina, e suoi scritti apparvero sul settimanale “Democrazia Cristiana” il giornale fondato e diretto da don Luigi Nicoletti.
Conferenza stampa | Martedì 1 agosto 2023 per solennizzare il 59.mo anniversario della morte di don Ciccio Cozza, si terrà una manifestazione in suo onore. Alle ore 11 al cimitero di Dipignano, una preghiera di suffragio per la sua anima presso il loculo in cui riposano i suoi resti mortali, che nei giorni scorsi è stato restaurato.
Dopo il momento di preghiera sempre a Dipignano alle ore 11,45 si terrà una conferenza stampa nel salone della Scuola materna “San Giuseppe” in piazza dei Martiri.
Il rettore dell’Universitas Vivariensis Demetrio Guzzardi e Francesco Capocasale, illustreranno le varie iniziative che si svolgeranno nel corso del 2024 per ricordare don Ciccio Cozza il parroco decardoniano di Dipignano.