Analizzate le criticità dell’ASP di Cosenza e dello Spoke di Castrovillari; le parti concordano un aggiornamento dopo la valutazione complessiva del Commissario del sistema sanitario provinciale.
È stato un confronto ricco e propositivo quello di questa mattina tra il Consigliere regionale, Ferdinando Laghi ed il nuovo Commissario straordinario dell’ASP di Cosenza, Vitaliano De Salazar.
Al centro le condizioni dell’offerta sanitaria dell’intera provincia e, in maniera particolare, la situazione dello Spoke di Castrovillari, presidio fondamentale per un’area vasta e complessa dal punto di vista orografico, viario e di insediamenti abitativi.
Nel corso dell’incontro, infatti, Laghi ha illustrato nel dettaglio le principali criticità che interessano l’ospedale del Pollino, consegnando al commissario una serie articolata di dati e informazioni.
Più in generale, invece, sono state analizzate le problematiche dell’intera Asp di Cosenza, ribadendo la necessità di una programmazione attenta e di scelte rapide e coerenti a tutela del diritto alla salute dei cittadini.
«Incontro prolungato e cordiale, quello con il commissario De Salazar – ha dichiarato il Segretario Questore al termine del confronto -, a cui ho consegnato una serie di dati che riguardano l’ospedale di Castrovillari, oltre a un elenco dettagliato delle maggiori attuali criticità.
Abbiamo parlato dell’offerta sanitaria complessiva della provincia di Cosenza, ma soprattutto delle carenze che rischiano di seriamente mettere in ginocchio l’offerta sanitaria dell’ospedale di Castrovillari.
L’intesa è di rivederci a breve dopo la valutazione complessiva che il commissario farà della sanità non soltanto del nostro comprensorio, ma di tutta la provincia», ha concluso Laghi, sottolineando come l’avvio di un dialogo franco, e basato sui dati, rappresenti un passaggio indispensabile per invertire una tendenza che da anni penalizza i territori più periferici e per restituire centralità alla sanità pubblica calabrese.
Ufficio stampa
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Sicurezza, approvata all’unanimità in Consiglio regionale la mozione presentata da Laghi per il distaccamento permanente dei Vigili del Fuoco a Trebisacce
La soddisfazione del Consigliere regionale e Segretario questore: «Il presidio permanete nell’Alto Ionio è un risultato importante per 18 comuni che fanno registrare oltre mille interventi l’anno. Ora la Regione solleciti il Governo».
«Abbiamo ottenuto un risultato importante per la sicurezza dei cittadini dell’Alto Ionio cosentino. La mozione che ho promosso per il riconoscimento del distaccamento dei Vigili del Fuoco di Trebisacce come struttura permanente è stata sottoscritta da tutti i capigruppo in Consiglio Regionale e approvata ieri all’unanimità in Aula. Un segnale forte e chiaro che va oltre gli schieramenti politici». Lo dichiara il Consigliere regionale e Segretario questore Ferdinando Laghi, commentando l’approvazione della mozione sul potenziamento dei presidi dei Vigili del Fuoco nell’alta Sibaritide.
«Da luglio 2024 – spiega – il distaccamento volontario di Trebisacce è chiuso per indisponibilità di personale, lasciando scoperto un amplissimo territorio con conseguente, insostenibile sovraccarico per i distaccamenti di Castrovillari e Corigliano Rossano, viste le evidenti difficoltà nel garantire interventi tempestivi in una zona ad elevata vocazione turistica e con un’orografia particolarmente complessa».
La soddisfazione di Ferdinando Laghi è doppia. «L’amministrazione comunale di Trebisacce ha già messo a disposizione gratuitamente un immobile completamente ristrutturato e idoneo e lo stesso Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Cosenza ha evidenziato come la trasformazione in distaccamento permanente sia ormai “non più procrastinabile” per garantire la continuità operativa. Non possiamo più attendere».
«Con questa mozione impegniamo formalmente la Giunta regionale e il Presidente della Regione ad attivarsi col Governo nazionale per reperire le risorse necessarie al potenziamento degli organici dei Vigili del Fuoco e a sollecitare con urgenza la trasformazione del distaccamento di Trebisacce in struttura permanente. La sicurezza dei cittadini calabresi – conclude il consigliere regionale – deve avere la giusta e necessaria considerazione. Ringrazio tutti i capigruppo per la sensibilità dimostrata e per aver compreso l’urgenza di questa battaglia per il nord-est della Calabria. Ora tocca alla Regione fare la sua parte con determinazione».
Sanità, Laghi: «Lo Spoke di Castrovillari è allo stremo. Servono interventi immediati e strutturali»
Il Consigliere Regionale e Segretario questore ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta regionale per denunciare le subentranti criticità che affliggono l’ospedale Ferrari.
«Lo Spoke di Castrovillari è un presidio sanitario strategico per un’area vastissima della provincia di Cosenza, che comprende la Valle dell’Esaro, il Pollino e la Sibaritide. Eppure le emergenze si aggravano anziché essere risolte». È quanto dichiara il consigliere regionale, Ferdinando Laghi, nell’annunciare di aver depositato un’interrogazione a risposta immediata alla Presidenza della Giunta.
Nello spoke, a fronte dei 202 posti letto previsti, ne risultano attivi soltanto 114, così come pesantissima risulta essere la carenza di personale: «Mancano almeno 155 unità – afferma Laghi – considerando le sole Unità Operative attualmente funzionanti. Il rischio concreto di ridimensionamenti e chiusure è dietro l’angolo. E di ridimensionamenti e chiusure a Castrovillari già ce ne sono state troppi».
Trasferimenti di personale giudicati incomprensibili e immotivati anche dal punto di vista amministrativo, come quello di una biologa sottratta al Laboratorio Analisi, le crescenti difficoltà della Medicina Generale, dove è sempre più difficile assistere pazienti fragili e complessi, i lavori di adeguamento del Pronto Soccorso e criticità nella sanità territoriale, in particolare nell’ambulatorio di neuropsichiatria infantile, che segue anche pazienti autistici. «Interventi incomprensibili o del tutto assenti che aggravano ulteriormente una situazione già critica, con nocumento per il sistema sanitario pubblico e per i cittadini», aggiunge.
Non meno gravi, secondo Laghi, sono i disservizi legati alla sostituzione del sistema informatico ospedaliero. «Una spesa rilevante che ha determinato, paradossalmentem, un gravissimo arretramento digitale – sottolinea – con ricadute pesantissime sull’attività quotidiana degli operatori e sull’assistenza ai pazienti. Per questo ho ritenuto doveroso segnalare la vicenda anche alla Magistratura».
«I cittadini e il personale sanitario meritano risposte certe. Chiedo al Presidente della Regione – conclude Laghi – quali interventi intenda adottare, e in quali tempi, per garantire una gestione efficiente dello Spoke di Castrovillari e assicurare finalmente le prestazioni di sanità pubblica previste e dovute».
Sanità, Laghi: «La copia della cartella clinica deve essere gratuita, lo dice l’Europa. In Calabria la norma è ancora disattesa»
Il Consigliere e Segretario Questore del Consiglio regionale ha depositato una proposta di legge «che mira a garantire, su tutto il territorio regionale, il rilascio gratuito della documentazione clinica, incluse le cartelle cliniche».
«Ho depositato una proposta di legge che mira a garantire ai cittadini, in modo chiaro e uniforme su tutto il territorio regionale, il rilascio gratuito della documentazione clinica, incluse le cartelle sanitarie, in piena attuazione di quanto stabilito dalla Corte di Giustizia dell’Unione Europea con la sentenza C-307/22». È quanto dichiara il Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, firmatario della proposta di legge recante “Disposizioni in materia di rilascio gratuito della documentazione clinica”.
«La Corte di Giustizia – spiega – è stata inequivocabile: ogni cittadino ha diritto a ottenere gratuitamente la prima copia dei propri dati sanitari. Eppure, ancora oggi, in molte strutture sanitarie calabresi, pubbliche e private, vengono applicati tariffari che non hanno alcun fondamento giuridico. Ancora più grave il fatto che ciò avviene anche per il rilascio della documentazione in formato digitale e senza costi reali per l’ente».
«Questa proposta di legge nasce per mettere fine a una situazione disomogenea e ingiusta, che penalizza i cittadini e crea confusione. Non è accettabile che un diritto sancito a livello europeo venga applicato in modo discrezionale o, peggio, del tutto disatteso».
Laghi sottolinea come la proposta valorizzi il fascicolo sanitario elettronico quale dispositivo ordinario di accesso gratuito ai dati sanitari: «Questo strumento deve diventare il canale principale e permanente per garantire trasparenza, immediatezza e gratuità. Nelle more della sua piena operatività, introduciamo comunque procedure semplici e gratuite tramite PEC, tutelando anche i cittadini non residenti».
«Si tratta di una legge di civiltà, che non comporta nuovi oneri per il bilancio regionale, ma che rafforza diritti fondamentali, migliora la trasparenza amministrativa e restituisce ai cittadini il pieno controllo delle proprie informazioni sanitarie. La sanità pubblica deve essere al servizio delle persone, non un ulteriore ostacolo burocratico, magari condito anche da esborsi economici. Con questa iniziativa legislativa – conclude il Segretario Questore – si vuole affermare un principio semplice: i dati sanitari appartengono ai cittadini, non alle strutture che li custodiscono».
Cannabis terapeutica, Laghi: «Legge regionale approvata all’unanimità ma ancora inapplicata»
Il Consigliere, Segretario Questore del Consiglio regionale, interroga la Giunta per chiedere chiarimenti sulla «mancata adozione dell’atto di indirizzo procedurale e organizzativo che consente l’effettiva attuazione della legge».
«A oltre due anni dall’approvazione della Legge regionale (n. 33 del 21 ottobre 2022), che determina la prescrizione, l’allestimento, la dispensazione e la rimborsabilità a carico del sistema sanitario regionale, la Calabria è ancora ferma al palo. Una legge fondamentale per il diritto alla salute resta di fatto inattuata per la mancata adozione degli atti necessari da parte della Giunta regionale». È quanto denuncia il consigliere regionale Ferdinando Laghi, che ha presentato un’interrogazione a risposta immediata sulla mancata applicazione delle disposizioni in materia di cannabis terapeutica.
«La legge – ricorda Laghi – determina l’uso dei medicinali contenenti cannabinoidi per finalità terapeutiche», introducendo procedure più semplici e moderne, fino alla possibilità della somministrazione in ambito domiciliare.
Un provvedimento – già in vigore in diverse altre regioni italiane – «approvato all’unanimità dal Consiglio regionale della Calabria», sottolinea il Consigliere, e che rappresenta «un passo fondamentale per il diritto alla salute e l’accesso alle cure», soprattutto per pazienti affetti da patologie caratterizzate da dolore cronico e spasticità, resistenti alle terapie convenzionali è dunque necessitanti di questo presidio terapeutico.
Il nodo centrale, però, è rimasto irrisolto. «L’articolo 5 della legge è chiarissimo – afferma Laghi –: la Giunta regionale, o il Commissario ad Acta, deve emanare con proprio atto gli indirizzi procedurali e organizzativi per l’attuazione della legge. Senza questo atto, la norma resta solo sulla carta».
«L’impiego dei cannabinoidi a uso medico – prosegue – è considerato un trattamento sintomatico di supporto quando le terapie standard non abbiano prodotto gli effetti desiderati e la sua applicazione rappresenta uno strumento indispensabile e idoneo a garantire a molti pazienti una dignitosa qualità della vita».
Da qui la richiesta formale al Presidente della Giunta regionale di chiarire «le motivazioni della mancata adozione dell’atto di indirizzo procedurale e organizzativo che consenta l’effettiva attuazione della legge».
«Non possiamo permettere – conclude Laghi – che una legge pensata per alleviare la sofferenza di tanti cittadini calabresi rimanga inapplicata, costringendo i pazienti a spese non alla portata di tutti, o, ancor più grave, a ricorrere, per necessità di salute, all’uso di sostanze illegali. La Regione ha il dovere di rendere pienamente esigibili i diritti che essa stessa ha riconosciuto».
Malattie rare, Laghi solleva il problema: «I percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali sono il vero banco di prova del Piano regionale»
Presentato un’interrogazione a risposta scritta: «La prestazioni rivolte alle persone affette da malattie rare rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza e devono essere garantite in tutta la Regione».
Il consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per fare piena luce sullo stato di attuazione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) e sull’implementazione del Piano Regionale Malattie Rare 2024–2026.
«Le malattie rare rappresentano un insieme eterogeneo di patologie spesso croniche, progressive e ad elevato impatto clinico, assistenziale e sociale – afferma Laghi – e richiedono percorsi di diagnosi, cura e assistenza delicati e importanti. La risposta del sistema sanitario regionale non può essere frammentata o territorialmente disomogenea».
Nel richiamare il Piano Regionale approvato dalla Regione Calabria, in attuazione della normativa nazionale, il segretario questore del consigliere regionale sottolinea che «i PDTA sono lo strumento fondamentale per rendere effettivi gli obiettivi di diagnosi precoce, presa in carico globale, continuità assistenziale ed equità di accesso alle cure».
Laghi richiama inoltre il fatto che «le prestazioni sanitarie e sociosanitarie rivolte alle persone con malattie rare rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza e devono essere perciò garantite in modo uniforme e appropriato sull’intero territorio regionale, senza costringere pazienti e famiglie a percorsi a ostacoli o a migrazioni sanitarie».
«Per “rare” – evidenzia Laghi – si intende un ampio “ventaglio” di patologie che coinvolge, nella realtà, complessivamente un numero rilevante di persone e di famiglie, spesso costrette ad affrontare problemi quotidiani di enorme complessità, soprattutto quando i pazienti sono in età pediatrica -come di norma accade- con ricadute sociali, economiche e organizzative molto pesanti».
Con l’interrogazione, il consigliere chiede alla Giunta di chiarire «quali PDTA risultino ad oggi adottati, in fase di adozione o programmati e quale sia lo stato complessivo di attuazione del Piano regionale, con particolare riferimento al funzionamento della rete delle malattie rare, al coordinamento tra ospedale e territorio, all’operatività del Registro regionale, all’accesso ai farmaci, al coinvolgimento delle associazioni dei pazienti, alle attività di monitoraggio e formazione e alle risorse dedicate».
«Il Piano non è un adempimento formale – conclude Laghi – ma deve porsi come obiettivo, ovviamente, risposte concrete, tempestive ed esigibili per chi convive ogni giorno con una malattia rara».
Ospedale di Polistena a rischio: Laghi torna sul posto per verificarne le condizioni
Il Segretario Questore è tornato in visita allo spoke della Piana per incontrare operatori e utenti e monitorare le difficoltà.
Le condizioni dell’ospedale di Polistena stanno smuovendo le coscienze dei cittadini e della politica e sulle gravi criticità dello spoke della Piana di Gioia Tauro è intervenuto anche il Consigliere regionale Ferdinando Laghi. Medico di lungo corso, Laghi conosce bene la realtà sanitaria dei territori, come quella di Polistena che già nella scorsa legislatura aveva avuto modo di visitare per verificare da vicino lo stato delle cose e parlare con operatori sanitari, dirigenti e utenti.
“Sono venuto all’ospedale di Polistena per rendermi conto della situazione reale di questo nosocomio” – ha dichiarato Laghi, che si è recato nuovamente in visita allo spoke anche in vista del prossimo Consiglio regionale, incentrato proprio sulla sanità.
“Ho parlato con i cittadini, con gli operatori sanitari e mi sono lungamente confrontato col direttore sanitario e col sindaco di Polistena, Michele Tripodi che si è schierato senza titubanze al fianco del Comitato locale e dei cittadini– continua il Segretario Questore. Le risposte sono state coerenti e univoche: carenza di personale ma soprattutto unità operative a rischio, fra cui quella di Anestesia e Rianimazione, importantissima perché centrale nella vita dell’ospedale”.
“Queste criticità – conclude Laghi – che hanno portato a Polistena, come a Castrovillari, Cariati ed in altri territori, alle recenti mobilitazioni popolari, organizzate da Comitati per la tutela del diritto alla salute, richiedono delle risposte immediate e urgentissime senza le quali il rischio è quello della chiusura di questi servizi e, di fatto, il blocco di un’offerta sanitaria ad un ampio bacino d’utenza come quello della Piana di Gioia Tauro”.
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Salute e ambiente, Laghi: «Sull’installazione degli impianti radioelettrici serve trasparenza e partecipazione democratica. La Regione impugni una norma ingiusta»
Il consigliere regionale e segretario questore ha presentato una mozione per impegnare la Giunta: «Anche se i cittadini non vengono informati, l’autorizzazione resta valida. È scelta gravissima, lesiva dei Diritti».
Il Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, ha presentato una mozione per chiedere alla Giunta regionale di impugnare davanti alla Corte costituzionale l’articolo 27 della legge nazionale n. 182 del 2025, promulgata recentemente.
La norma modifica le regole sull’installazione degli impianti radioelettrici, stabilendo che la mancata pubblicazione delle richieste di autorizzazione non comporti più l’annullamento del titolo autorizzativo. In sostanza, anche se i cittadini non vengono informati, l’autorizzazione resta valida.
«È una scelta grave – dichiara Laghi – perché svuota di significato l’obbligo di informare la popolazione e limita il diritto dei cittadini a partecipare a decisioni che incidono direttamente sulla loro salute e sul territorio».
Secondo Laghi, la pubblicizzazione delle richieste di installazione è uno strumento essenziale di trasparenza e democrazia. Lo ha ribadito più volte anche la Corte costituzionale, sottolineando come l’informazione serva a coinvolgere le comunità locali e a tutelare in particolare i soggetti più fragili.
«Togliere efficacia alla pubblicazione – prosegue il consigliere regionale – significa ridurre le garanzie su temi delicatissimi come l’esposizione ai campi elettromagnetici, l’impatto ambientale e la tutela del paesaggio».
La norma è stata contestata da associazioni e portatori di interesse, che la ritengono lesiva di diritti fondamentali come la tutela della salute, la trasparenza amministrativa e la partecipazione democratica. Inoltre, essa contrasta anche con il principio di precauzione richiamato anche dal Consiglio d’Europa, che raccomanda agli Stati massima informazione e prudenza sui potenziali rischi dei campi elettromagnetici.
«Chiedo alla Giunta regionale – conclude Laghi – di agire subito per impugnare questa legge. È nostro dovere difendere i diritti dei cittadini, garantire trasparenza e assicurare che decisioni così importanti non vengano prese senza un reale coinvolgimento delle comunità».
Gravi limitazioni per esami clinici fondamentali al Mater Domini. Interrogazione di Laghi: «Gravissima disfunzione, leso il diritto alla salute»
Il Consigliere regionale, Segretario Questore, ha presentato un’interpellanza: «Da oltre un anno manca il radiotracciante necessario, rendendo di fatto impossibile l’esecuzione di molti esami clinici»
Il Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta regionale, per denunciare la grave situazione di forte limitazione per vari tipi di esami, molti dei quali necessari in diagnostica oncologica, al Policlinico universitario “Mater Domini” dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.
La Regione vive, secondo il Consigliere regionale, «il paradosso di macchinari nuovi, non adeguatamente utilizzabili: molte tecnologie all’avanguardia, nonostante gli investimenti e l’installazione di apparecchiature moderne, restano spesso non fruibili a causa di varie carenze, tra cui la mancanza di forniture essenziali al loro funzionamento».
In questo contesto, l’interrogazione di Laghi mette in luce come, nonostante la presenza di una PET-TC digitale di ultima generazione con tracciante PSMA, l’apparecchiatura non possa essere utilizzata al pieno delle sue potenzialità, poiché «da oltre un anno manca il farmaco radiotracciante necessario, rendendo di fatto impossibile l’esecuzione di molti esami».
L’interrogazione precisa che la critica carenza di radiofarmaci «è causa non solo di importanti disagi per i pazienti oncologici, ma comporta anche un serio rischio per la loro salute, determinando sospensione degli esami, ritardi nelle diagnosi, difficoltà nei follow-up, riprogrammazione degli interventi chirurgici e dei cicli di chemioterapia».
Inoltre, Laghi sottolinea come «una parte dei pazienti vengano indirizzati verso l’unico centro pubblico che riesce a garantire l’esame, il Presidio Ospedaliero “Mariano Santo” di Cosenza, il quale, peraltro, risulta essere già “in affanno”, vista la mole di lavoro che così si trova a dover smaltire. Altri, invece, per affrettare i tempi, decidono di sottoporsi a tale esame in regime privato, con costi elevati e dunque non sostenibili per molti».
Il quadro descritto per la “Dulbecco” rinvia, afferma il Consigliere, ad una situazione sanitaria regionale complessiva caratterizzata da «pazienti e famiglie che lamentano difficoltà crescenti nell’accesso a prestazioni sanitarie essenziali, nonostante l’esistenza di tecnologie all’avanguardia, evidenziando così una distanza tra dotazione di macchinari e reale capacità erogativa dei servizi».
L’interrogazione presentata si conclude con la richiesta alla Giunta regionale di «riferire sui provvedimenti urgenti che si intendono adottare, affinché si elimini la gravissima disfunzione e venga garantito il diritto alla salute per tutti i cittadini calabresi, senza costringerli a lunghe migrazioni sanitarie o spese insostenibili».
Sanità, Laghi alla fiaccolata per l’ospedale di Castrovillari: «Costretti alla mobilitazione popolare per difendere il diritto alla salute»
Il Consigliere, Segretario Questore del Consiglio regionale calabrese: «La difesa del “Ferrari” non è una battaglia di pennacchio ma la lotta di un territorio che non può essere né marginalizzato né sacrificato».
«Sono qui come cittadino e presidente dell’Associazione Solidarietà e Partecipazione, insieme a centinaia e centinaia di altri nostri concittadini, per rivendicare il diritto fondamentale alla salute». Questo uno dei passaggi del Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, che è intervenuto nel corso della fiaccolata a difesa dell’ospedale di Castrovillari.
«Da tempo – ha sottolineato – l’ospedale di Castrovillari è sotto attacco da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Negli ultimi periodi abbiamo assistito a colpi durissimi inferti a servizi essenziali come la Cardiologia, l’Emodinamica, fino alla sostituzione del sistema informatico, che ha provocato e continua a provocare pesanti e negative ripercussione cliniche a carico di tutte le Unità Operative dello spoke».
Il consigliere regionale ha sottolineato come risultati positivi siano stati comunque ottenuti, proprio grazie alla mobilitazione popolare. «Qualche segnale di miglioramento è giunto, e mi riferisco all’aumento del numero dei medici cubani, al mantenimento della Divisione di Broncopneumologia, al ritorno dell’Oncologia a Unità Operativa Complessa, alla nomina di alcuni primari. Risultati ancora insufficienti, ma di cui bisogna prendere atto, che non sono arrivati per caso, ma che sono stati promossi e supportati proprio dalla costante determinazione con la quale il Comitato delle Associazioni – attualmente AVO, AVIS, AFD, Medici Cattolici, Isde Medici per l’Ambiente, Solidarietà e Partecipazione – e i cittadini hanno contribuito concretamente al loro raggiungimento, scendendo fisicamente in piazza, con sit-in. mobilitazioni e manifestazioni di vario genere».
«Quando i cittadini si fanno sentire – ha aggiunto il consigliere regionale –, quando pretendono ciò che spetta loro, le istituzioni sono obbligate ad ascoltarne il grido di dolore e a ben valutare gli allarmi lanciati dai territori. Sono momenti di partecipazione altamente democratica che si pongono come pietra angolare nella costruzione dei diritti delle popolazioni. Il livello di rappresentanza istituzionale è fondamentale, ma consegue il massimo dei risultati quando si basa su una forte mobilitazione popolare».
«La difesa dell’ospedale di Castrovillari – ha concluso Ferdinando Laghi – non è una battaglia di parte, ma una lotta per il diritto alla salute di un intero territorio – Pollino, Esaro, Sibaritide-, che non può essere marginalizzato né tantomeno sacrificato».