Malattie rare, Laghi solleva il problema: «I percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali sono il vero banco di prova del Piano regionale»

Presentato un’interrogazione a risposta scritta: «La prestazioni rivolte alle persone affette da malattie rare rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza e devono essere garantite in tutta la Regione».

Il consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi ha presentato un’interrogazione a risposta scritta per fare piena luce sullo stato di attuazione dei Percorsi Diagnostico-Terapeutico-Assistenziali (PDTA) e sull’implementazione del Piano Regionale Malattie Rare 2024–2026.
«Le malattie rare rappresentano un insieme eterogeneo di patologie spesso croniche, progressive e ad elevato impatto clinico, assistenziale e sociale – afferma Laghi – e richiedono percorsi di diagnosi, cura e assistenza delicati e importanti. La risposta del sistema sanitario regionale non può essere frammentata o territorialmente disomogenea».
Nel richiamare il Piano Regionale approvato dalla Regione Calabria, in attuazione della normativa nazionale, il segretario questore del consigliere regionale sottolinea che «i PDTA sono lo strumento fondamentale per rendere effettivi gli obiettivi di diagnosi precoce, presa in carico globale, continuità assistenziale ed equità di accesso alle cure».
Laghi richiama inoltre il fatto che «le prestazioni sanitarie e sociosanitarie rivolte alle persone con malattie rare rientrano nei Livelli Essenziali di Assistenza e devono essere perciò garantite in modo uniforme e appropriato sull’intero territorio regionale, senza costringere pazienti e famiglie a percorsi a ostacoli o a migrazioni sanitarie».
«Per “rare” – evidenzia Laghi – si intende un ampio “ventaglio” di patologie che coinvolge, nella realtà, complessivamente un numero rilevante di persone e di famiglie, spesso costrette ad affrontare problemi quotidiani di enorme complessità, soprattutto quando i pazienti sono in età pediatrica -come di norma accade- con ricadute sociali, economiche e organizzative molto pesanti».
Con l’interrogazione, il consigliere chiede alla Giunta di chiarire «quali PDTA risultino ad oggi adottati, in fase di adozione o programmati e quale sia lo stato complessivo di attuazione del Piano regionale, con particolare riferimento al funzionamento della rete delle malattie rare, al coordinamento tra ospedale e territorio, all’operatività del Registro regionale, all’accesso ai farmaci, al coinvolgimento delle associazioni dei pazienti, alle attività di monitoraggio e formazione e alle risorse dedicate».
«Il Piano non è un adempimento formale – conclude Laghi – ma deve porsi come obiettivo, ovviamente, risposte concrete, tempestive ed esigibili per chi convive ogni giorno con una malattia rara».

Ospedale di Polistena a rischio: Laghi torna sul posto per verificarne le condizioni

Il Segretario Questore è tornato in visita allo spoke della Piana per incontrare operatori e utenti e monitorare le difficoltà.

Le condizioni dell’ospedale di Polistena stanno smuovendo le coscienze dei cittadini e della politica e sulle gravi criticità dello spoke della Piana di Gioia Tauro è intervenuto anche il Consigliere regionale Ferdinando Laghi. Medico di lungo corso, Laghi conosce bene la realtà sanitaria dei territori, come quella di Polistena che già nella scorsa legislatura aveva avuto modo di visitare per verificare da vicino lo stato delle cose e parlare con operatori sanitari, dirigenti e utenti.
“Sono venuto all’ospedale di Polistena per rendermi conto della situazione reale di questo nosocomio” – ha dichiarato Laghi, che si è recato nuovamente in visita allo spoke anche in vista del prossimo Consiglio regionale, incentrato proprio sulla sanità.
“Ho parlato con i cittadini, con gli operatori sanitari e mi sono lungamente confrontato col direttore sanitario e col sindaco di Polistena, Michele Tripodi che si è schierato senza titubanze al fianco del Comitato locale e dei cittadini– continua il Segretario Questore. Le risposte sono state coerenti e univoche: carenza di personale ma soprattutto unità operative a rischio, fra cui quella di Anestesia e Rianimazione, importantissima perché centrale nella vita dell’ospedale”.
“Queste criticità – conclude Laghi – che hanno portato a Polistena, come a Castrovillari, Cariati ed in altri territori, alle recenti mobilitazioni popolari, organizzate da Comitati per la tutela del diritto alla salute, richiedono delle risposte immediate e urgentissime senza le quali il rischio è quello della chiusura di questi servizi e, di fatto, il blocco di un’offerta sanitaria ad un ampio bacino d’utenza come quello della Piana di Gioia Tauro”.

Ufficio stampa

Salute e ambiente, Laghi: «Sull’installazione degli impianti radioelettrici serve trasparenza e partecipazione democratica. La Regione impugni una norma ingiusta»

Il consigliere regionale e segretario questore ha presentato una mozione per impegnare la Giunta: «Anche se i cittadini non vengono informati, l’autorizzazione resta valida. È scelta gravissima, lesiva dei Diritti».

Il Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, ha presentato una mozione per chiedere alla Giunta regionale di impugnare davanti alla Corte costituzionale l’articolo 27 della legge nazionale n. 182 del 2025, promulgata recentemente.
La norma modifica le regole sull’installazione degli impianti radioelettrici, stabilendo che la mancata pubblicazione delle richieste di autorizzazione non comporti più l’annullamento del titolo autorizzativo. In sostanza, anche se i cittadini non vengono informati, l’autorizzazione resta valida.
«È una scelta grave – dichiara Laghi – perché svuota di significato l’obbligo di informare la popolazione e limita il diritto dei cittadini a partecipare a decisioni che incidono direttamente sulla loro salute e sul territorio».
Secondo Laghi, la pubblicizzazione delle richieste di installazione è uno strumento essenziale di trasparenza e democrazia. Lo ha ribadito più volte anche la Corte costituzionale, sottolineando come l’informazione serva a coinvolgere le comunità locali e a tutelare in particolare i soggetti più fragili.
«Togliere efficacia alla pubblicazione – prosegue il consigliere regionale – significa ridurre le garanzie su temi delicatissimi come l’esposizione ai campi elettromagnetici, l’impatto ambientale e la tutela del paesaggio».
La norma è stata contestata da associazioni e portatori di interesse, che la ritengono lesiva di diritti fondamentali come la tutela della salute, la trasparenza amministrativa e la partecipazione democratica. Inoltre, essa contrasta anche con il principio di precauzione richiamato anche dal Consiglio d’Europa, che raccomanda agli Stati massima informazione e prudenza sui potenziali rischi dei campi elettromagnetici.
«Chiedo alla Giunta regionale – conclude Laghi – di agire subito per impugnare questa legge. È nostro dovere difendere i diritti dei cittadini, garantire trasparenza e assicurare che decisioni così importanti non vengano prese senza un reale coinvolgimento delle comunità».

Gravi limitazioni per esami clinici fondamentali al Mater Domini. Interrogazione di Laghi: «Gravissima disfunzione, leso il diritto alla salute»

Il Consigliere regionale, Segretario Questore, ha presentato un’interpellanza: «Da oltre un anno manca il radiotracciante necessario, rendendo di fatto impossibile l’esecuzione di molti esami clinici»
Il Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata al Presidente della Giunta regionale, per denunciare la grave situazione di forte limitazione per vari tipi di esami, molti dei quali necessari in diagnostica oncologica, al Policlinico universitario “Mater Domini” dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria “Renato Dulbecco” di Catanzaro.
La Regione vive, secondo il Consigliere regionale, «il paradosso di macchinari nuovi, non adeguatamente utilizzabili: molte tecnologie all’avanguardia, nonostante gli investimenti e l’installazione di apparecchiature moderne, restano spesso non fruibili a causa di varie carenze, tra cui la mancanza di forniture essenziali al loro funzionamento».
In questo contesto, l’interrogazione di Laghi mette in luce come, nonostante la presenza di una PET-TC digitale di ultima generazione con tracciante PSMA, l’apparecchiatura non possa essere utilizzata al pieno delle sue potenzialità, poiché «da oltre un anno manca il farmaco radiotracciante necessario, rendendo di fatto impossibile l’esecuzione di molti esami».
L’interrogazione precisa che la critica carenza di radiofarmaci «è causa non solo di importanti disagi per i pazienti oncologici, ma comporta anche un serio rischio per la loro salute, determinando sospensione degli esami, ritardi nelle diagnosi, difficoltà nei follow-up, riprogrammazione degli interventi chirurgici e dei cicli di chemioterapia».
Inoltre, Laghi sottolinea come «una parte dei pazienti vengano indirizzati verso l’unico centro pubblico che riesce a garantire l’esame, il Presidio Ospedaliero “Mariano Santo” di Cosenza, il quale, peraltro, risulta essere già “in affanno”, vista la mole di lavoro che così si trova a dover smaltire. Altri, invece, per affrettare i tempi, decidono di sottoporsi a tale esame in regime privato, con costi elevati e dunque non sostenibili per molti».
Il quadro descritto per la “Dulbecco” rinvia, afferma il Consigliere, ad una situazione sanitaria regionale complessiva caratterizzata da «pazienti e famiglie che lamentano difficoltà crescenti nell’accesso a prestazioni sanitarie essenziali, nonostante l’esistenza di tecnologie all’avanguardia, evidenziando così una distanza tra dotazione di macchinari e reale capacità erogativa dei servizi».
L’interrogazione presentata si conclude con la richiesta alla Giunta regionale di «riferire sui provvedimenti urgenti che si intendono adottare, affinché si elimini la gravissima disfunzione e venga garantito il diritto alla salute per tutti i cittadini calabresi, senza costringerli a lunghe migrazioni sanitarie o spese insostenibili».

Sanità, Laghi alla fiaccolata per l’ospedale di Castrovillari: «Costretti alla mobilitazione popolare per difendere il diritto alla salute»

Il Consigliere, Segretario Questore del Consiglio regionale calabrese: «La difesa del “Ferrari” non è una battaglia di pennacchio ma la lotta di un territorio che non può essere né marginalizzato né sacrificato».

«Sono qui come cittadino e presidente dell’Associazione Solidarietà e Partecipazione, insieme a centinaia e centinaia di altri nostri concittadini, per rivendicare il diritto fondamentale alla salute». Questo uno dei passaggi del Consigliere regionale e Segretario Questore, Ferdinando Laghi, che è intervenuto nel corso della fiaccolata a difesa dell’ospedale di Castrovillari.
«Da tempo – ha sottolineato – l’ospedale di Castrovillari è sotto attacco da parte dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza. Negli ultimi periodi abbiamo assistito a colpi durissimi inferti a servizi essenziali come la Cardiologia, l’Emodinamica, fino alla sostituzione del sistema informatico, che ha provocato e continua a provocare pesanti e negative ripercussione cliniche a carico di tutte le Unità Operative dello spoke».
Il consigliere regionale ha sottolineato come risultati positivi siano stati comunque ottenuti, proprio grazie alla mobilitazione popolare. «Qualche segnale di miglioramento è giunto, e mi riferisco all’aumento del numero dei medici cubani, al mantenimento della Divisione di Broncopneumologia, al ritorno dell’Oncologia a Unità Operativa Complessa, alla nomina di alcuni primari. Risultati ancora insufficienti, ma di cui bisogna prendere atto, che non sono arrivati per caso, ma che sono stati promossi e supportati proprio dalla costante determinazione con la quale il Comitato delle Associazioni – attualmente AVO, AVIS, AFD, Medici Cattolici, Isde Medici per l’Ambiente, Solidarietà e Partecipazione – e i cittadini hanno contribuito concretamente al loro raggiungimento, scendendo fisicamente in piazza, con sit-in. mobilitazioni e manifestazioni di vario genere».
«Quando i cittadini si fanno sentire – ha aggiunto il consigliere regionale –, quando pretendono ciò che spetta loro, le istituzioni sono obbligate ad ascoltarne il grido di dolore e a ben valutare gli allarmi lanciati dai territori. Sono momenti di partecipazione altamente democratica che si pongono come pietra angolare nella costruzione dei diritti delle popolazioni. Il livello di rappresentanza istituzionale è fondamentale, ma consegue il massimo dei risultati quando si basa su una forte mobilitazione popolare».
«La difesa dell’ospedale di Castrovillari – ha concluso Ferdinando Laghi – non è una battaglia di parte, ma una lotta per il diritto alla salute di un intero territorio – Pollino, Esaro, Sibaritide-, che non può essere marginalizzato né tantomeno sacrificato».

L’allarme di Laghi: «Quasi 500 gli addetti delle pulizie delle strutture sanitarie senza stipendio. Asp di Cosenza e Regione vigilino sulla vertenza»

Il consigliere regionale nelle prossime ore depositerà una nuova interrogazione su un problema che rischia di deflagrare. «Si faccia grande attenzione anche al passaggio tra vecchio e nuovo appalto»
«Gli undici addetti al servizio di igiene dell’ospedale di Cariati ed i circa 70 impiegati nello spoke di Corigliano Rossano sul piede di guerra, sono solo la punta dell’iceberg di un problema che sta per deflagrare. Come denunciato anche dai sindacati, sono quasi 500 i lavoratori in servizio nelle strutture sanitarie gestite dall’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, a trovarsi nelle medesime condizioni. Quindi con tre mesi di stipendi arretrati, in molti casi in situazioni familiari monoreddito e sotto la gestione di società a quanto pare in crisi. Tant’è che la stessa Asp sembra stia per affidare il servizio di pulizie ad altri. Si tratta di lavoratori che svolgono un lavoro delicato e di una commessa assai rilevante – circa 45 milioni di euro –: aspetti che richiedono una stretta vigilanza. Nei giorni scorsi ho già presentato un’interrogazione per chiedere lumi sulla situazione in cui versano i lavoratori dell’ospedale di Cariati e nelle prossime ore ne depositerò un’altra perché serve fare luce sull’intera vertenza che, come ormai acclarato, coinvolge tra 450 e 500 dipendenti. Chiederemo anche grandissima attenzione nella tutela dei livelli occupazionali, al momento del passaggio di lavoratori da un’azienda all’altra. Asp e Regione vigilino su tutti i processi in atto e intervengano, ove necessario, a ristorare i lavoratori, in attesa della riorganizzazione del servizio di igiene degli ospedali e di tutte le strutture sanitarie che rientrano nella governance dell’Asp. In un momento così delicato dell’anno, alla vigilia delle festività natalizie, non si possono lasciare intere famiglie senza un’entrata, per di più da mesi». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

Laghi: «Ai lavoratori da tre mesi senza stipendio all’ospedale di Cariati servono risposte e chiarezza»

Il consigliere regionale annuncia un’interrogazione in Consiglio. «Solidarietà agli operatori del servizio d’igiene. Intervenga l’Asp di Cosenza, non si può calpestare la dignità delle persone».

«Non si può rimanere inermi quando la dignità delle persone viene calpestata, come nel caso degli undici lavoratori del servizio di igiene dell’ospedale di Cariati, dipendenti della Cooperativa Csf Costruzioni e Servizi Srl, da tre mesi senza stipendio. Ci troviamo di fronte ad un gruppo di persone che seppur oggettivamente sfruttato, continua a svolgere la sua opera di pubblica utilità, nonostante gli operatori versino in condizioni di grave difficoltà economica. Serve un intervento celere e risolutivo per alleviare le difficoltà personali e delle famiglie, ancora più urgente ove si consideri il delicato periodo dell’anno, quello delle festività natalizie. Ma, in aggiunta a ristori immediati, sono necessarie anche azioni utili a chiarire i termini della vicenda per tentare di sanare definitivamente la vertenza, per la quale si impone un intervento dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza. Voglio, infine, manifestare la mia personale solidarietà agli operatori coinvolti, in appoggio dei quali ho già predisposto una interrogazione in Consiglio regionale». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.

Emodinamica di Castrovillari: arriva la dura replica di Laghi all’ASP

Il Sit-in di domenica scorsa, all’Ospedale di Castrovillari, promosso dal Comitato delle Associazioni (AVO, AVIS, Amici del Cuore, AMCI, Solidarietà e Partecipazione, AFD) e che ha visto grande partecipazione popolare, comincia a dare i suoi frutti.
Nello specifico, un Comunicato Stampa dell’ASP di Cosenza, in cui si cerca di “calmare le acque”, dando assicurazioni sulla centralità del Servizio di Emodinamica della Cardiologia di Castrovillari e sulla ferma volontà aziendale di potenziarlo.
“Assicurazioni che non convincono, anche perché si scontrano con la realtà dei fatti. Come si fa ad affermare “nessun trasferimento” il giorno dopo che i trasferimenti di Medico e Infermiera hanno avuto luogo?” – esordisce il Consigliere Regionale Ferdinando Laghi. “E poi -continua –, tanto per precisare e confutare quanto affermato nella nota dell’ASP, il depotenziamento è nei fatti, cioè nei due trasferimenti. Il timore della chiusura dell’emodinamica -magari con trasferimento ad altro ospedale! – invece è solo una paventata ipotesi, resa però ancora più preoccupante da analoghe strategie che, in precedenza, hanno portato alla chiusura di interi reparti dello spoke del Pollino. Basti ricordare, uno per tutti, la sciagurata cancellazione dell’Ortopedia, fatta “morire” una prima volta non sostituendo i medici che andavano man mano in pensione e poi una seconda volta, attraverso il doloso, gravissimo trasferimento (sempre “temporaneo”!) di due ortopedici mai più ritornati.”
Ma il Segretario Questore del Consiglio Regionale non si ferma qui. “Trovo francamente ridicola la scusa della formazione del Personale di Rossano, quale giustificazione del trasferimento. Anzitutto mi pare poco lusinghiero per la professionalità che so essere propria degli Operatori della Cardiologia di Rossano. E poi, chi deve essere formato, di norma, va nella sede dei formatori, non il contrario!”.
Ma Laghi contesta anche date e numeri forniti dall’ASP. “Non è possibile, che mentre si parla di potenziamento (che può avvenire solo con nuove assunzioni), invece, si trasferiscono Operatori. Si continua ormai da mesi e mesi ad annunciare ufficialmente l’ampliamento del Servizio di emodinamica da 6 a 12 ore – un Servizio che dovrebbe funzionare, e in passato ha funzionato H24! , senza che questi annunci si concretizzano mai. Ma vorrei anche dire che i numeri che l’ASP dà, non corrispondono alla realtà reale. Ai tredici medici indicati nella nota stampa, infatti, vanno sottratti il medico trasferito, un altro che va in pensione in queste settimane ed una terza unità che svolge la gran parte dell’orario di servizio in altro presidio. E così siamo a dieci! , non tredici.”
Infine la stoccata alla Direzione dell’ASP: “Se qualcuno, poi, pensa di intimidire chi si batte per il diritto alla salute delle popolazioni del Pollino, Esaro e Sibaritide, tra cui il sottoscritto, è completamente fuori strada. La battaglia continuerà in pieno partendo da fatti e dati reali, controllati e veritieri. Anzi, invito la Direzione dell’ASP a procedere senz’altro a perseguire anche strade legali – vedi il paventato e sbandierato reato di “procurato allarme”- sarà un’ottima occasione per far emergere, anche in sede giudiziaria, una politica sanitaria lesiva del diritto alla salute dei cittadini”.

Ufficio stampa

Aggressione all’Ospedale di Castrovillari

Ferdinando Laghi: «Trasferire personale dalla Cardiologia di Castrovillari è un’aggressione. Chi vuole smantellare il nostro ospedale deve assumersene la responsabilità»

Quanto sta accadendo all’Ospedale di Castrovillari è di una gravità inaudita. Con una comunicazione improvvisa, senza alcun preavviso, a firma del Direttore Generale Antonello Graziano, si dispone che dal 1° dicembre una infermiera dell’Emodinamica -articolazione fondamentale della Cardiologia e servizio salvavita per i pazienti colpiti fa infarto- venga trasferita e così un medico cubano, cardiologo clinico, “transitoriamente” presso la Cardiologia di Rossano.
Una formula abusata: scrivono “temporaneo”, ma sappiamo bene come finiscono questi trasferimenti, come, per altro, è sempre successo in passato. Sono in realtà definitivi!
Il consigliere regionale Ferdinando Laghi denuncia con fermezza ciò che definisce «l’ennesima, violentissima aggressione all’Ospedale di Castrovillari e, soprattutto, alle popolazioni e ai pazienti dell’intera fascia centro-settentrionale della provincia di Cosenza».
«Stiamo parlando –afferma Laghi– del fiore all’occhiello dell’ospedale di Castrovillari, di un reparto che per anni ha salvato vite e rappresentato un punto di riferimento insostituibile, anche per la sua baricentricità nell’ambito della provincia di Cosenza. E mentre l’ASP decide di trasferire personale chiave, corre anche, insistentemente, voce che il 31 dicembre si voglia addirittura chiudere e spostare l’Emodinamica. Una scelta che, se confermata, equivarrebbe a un colpo mortale per il diritto alla salute delle nostre comunità».
La situazione è resa ancora più grave dal fatto che il reparto ha già subito la perdita di un medico andato in pensione poche settimane fa e ne perderà un altro a breve, per identico motivo. «Invece di assumere, potenziare, stabilizzare –continua Laghi– si procede allo svuotamento, attuato con scientifica premeditazione, di un servizio essenziale. Tutto questo nel silenzio assordante di chi dovrebbe difendere l’ospedale».
E su queste note, Laghi chiama alle proprie responsabilità tutti gli attori istituzionali coinvolti: «Il primario della Cardiologia non può accettare che vengano spazzati via decenni di lavoro, sacrifici e risultati eccellenti, la Direzione sanitaria di presidio deve difendere le strutture interne e non restare a guardare. Il sindaco, primo garante della salute pubblica, non può a tacere. Ma anche -sottolinea il Segretario Questore del Consiglio Regionale- i colleghi Consiglieri regionali Riccardo Rosa e Gianluca Gallo, che a Castrovillari abitano e con i voti di Castrovillari e del suo comprensorio sono stati eletti, devono prendere posizione e intervenire fattivamente: non si può far finta di nulla mentre alla città viene tolto un servizio vitale».
Laghi annuncia iniziative politiche, istituzionali e di mobilitazione pubblica immediate: «Non permetteremo che il pernicioso depotenziamento della sanità pubblica del territorio venga mascherato da riorganizzazione. Non accetteremo altri scippi, non accetteremo altre bugie. Lo spoke di Castrovillari non sarà smantellato nel silenzio. Difenderemo l’ospedale con ogni democratica iniziativa a nostra disposizione».

Ufficio Stampa

Urgente il riconoscimento del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Trebisacce come struttura permanente. Laghi presenta una mozione

“La sicurezza dei cittadini non può attendere”. E’ per questo che il consigliere Ferdinando Laghi ha presentato in Consiglio regionale una mozione finalizzata a sollecitare la trasformazione del distaccamento volontario dei Vigili del Fuoco di Trebisacce in distaccamento permanente, rispondendo a un’esigenza da anni evidenziata dai territori.
Laghi richiama innanzitutto il ruolo cruciale che i Vigili del Fuoco svolgono nella tutela delle comunità e nella protezione del territorio, soprattutto in una provincia complessa come quella di Cosenza – la più vasta della Calabria-, caratterizzata da una morfologia complessa e articolata. Nonostante questa complessità, la distribuzione attuale dei presidi VVF presenta una forte criticità sulla fascia ionica nord, dove l’unico distaccamento permanente è a Corigliano-Rossano e quello di Trebisacce, volontario, è chiuso dal luglio 2024 per mancanza di personale.
“Il risultato – spiega Laghi – è un aumento insostenibile del carico di lavoro sui distaccamenti permanenti di Castrovillari e Corigliano-Rossano, che faticano a garantire interventi tempestivi su un’area vasta, complessa e ad alta vocazione turistica. Si tratta di una grave problematica, che espone i cittadini e gli stessi vigili del fuoco a rischi gravi e inaccettabili”.
Eppure, Trebisacce dispone oggi di un immobile completamente ristrutturato e consegnato a titolo gratuito dal Comune, perfettamente idoneo a ospitare un presidio permanente. Inoltre, il distaccamento – durante i periodi di operatività – ha garantito oltre mille interventi all’anno su 16 Comuni, numeri che testimoniano quanto la sua presenza sia indispensabile.
Lo stesso Comando provinciale dei Vigili del Fuoco di Cosenza, insieme alle amministrazioni comunali dell’Alto Ionio cosentino, ha più volte ribadito al Ministero dell’Interno la necessità non più rinviabile di un distaccamento permanente, ricordando che “la vastità e la complessità del territorio impongono una continuità operativa che solo una struttura stabile può garantire”.
Per queste ragioni, Laghi chiede formalmente che la Giunta regionale e il Presidente della Regione si attivino immediatamente presso il Governo nazionale per ottenere le risorse necessarie al potenziamento degli organici dei Vigili del Fuoco in Calabria e che sollecitino con urgenza la trasformazione del Distaccamento volontario di Trebisacce in Distaccamento permanente, così da garantire interventi più rapidi, maggiore sicurezza per i cittadini e standard qualitativi più elevati nelle attività di soccorso.
“La Regione Calabria – conclude Laghi – ha il dovere di sostenere questa battaglia insieme ai territori. Non si tratta di una richiesta meramente politica, ma di una necessità vitale per la sicurezza di migliaia di cittadini, a cui bisogna dare risposte concrete”.

Ufficio stampa