Pronto soccorso di Castrovillari, Laghi: «Cantiere infinito e quattro mesi di silenzi dall’Asp sull’accesso agli atti. Presentata un’interrogazione e un esposto ad Anac e Corte dei Conti»

Il consigliere regionale e segretario questore denuncia: «Lavori che si prolungano senza alcuna previsione certa, il tutto con gravi disagi per i cittadini dell’area del Pollino. Se l’azienda, più volte interrogata, non risponde, lo faranno le autorità competenti».

«Il Pronto Soccorso dell’ospedale di Castrovillari è un cantiere aperto da troppo tempo. Ad oggi non è dato sapere quale sia nel dettaglio lo stato di completamento delle opere progettate, mancano gli arredi, mancano attrezzature fondamentali e, soprattutto, non si hanno notizie di adeguamento dell’organico sanitario. A tutto questo fa da contraltare il silenzio ingiustificabile dell’Asp di Cosenza ad ogni richiesta di chiarimenti». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.
«Questa situazione va ad aggravare una situazione non certo confortante per i cittadini che necessitino di cure urgenti. Il presidio di Castrovillari, peraltro, soffre da anni di una cronica carenza di personale a tutti i livelli, dai primari ai dirigenti medici, dagli infermieri agli operatori socio sanitari (OSS), al personale amministrativo, cosa che mette a dura prova l’efficienza di diversi reparti e servizi. Eppure il “Ferrari” – spiega il consigliere regionale – è l’unico punto di riferimento sanitario, come spoke, per l’intera area del Pollino. In questo scenario non possiamo permetterci un Pronto soccorso ricollocato da troppo tempo in spazi angusti e disagevoli, per via di un cantiere di cui nessuno conosce i tempi».
«Per questi motivi ho presentato la prima richiesta di accesso agli atti il 28 gennaio 2026, nell’esercizio delle funzioni ispettive di consigliere regionale. Ho chiesto di sapere – spiega Ferdinando Laghi – quali siano i termini del cronoprogramma dei lavori, notizie su eventuali differimenti e la data di conclusione. L’Asp non mi ha risposto. Ho sollecitato il 12 febbraio. Poi il 24 marzo. Il 20 aprile ho reiterato la richiesta, invocando espressamente la norma che obbliga le pubbliche amministrazioni a rispondere entro i termini di legge. In tutta risposta ho ricevuto quattro mesi di silenzi su una questione vitale per la salute di migliaia di persone».
«Sono stato, quindi, costretto – specifica Ferdinando Laghi – a formalizzare un esposto alla Commissione per l’accesso ai documenti amministrativi, all’Autorità Nazionale Anticorruzione e alla Procura regionale della Corte dei Conti, mettendo in conoscenza il presidente della Regione. Ho anche depositato un’interrogazione alla Giunta per sapere quali provvedimenti, anche urgenti, intenda assumere su un cantiere dalla tempistica misteriosa e su un pronto soccorso provvisorio da oltre un anno».
«Se l’Asp di Cosenza non è in grado di rispondere a un consigliere regionale che chiede atti nell’esercizio delle sue funzioni istituzionali – conclude il segretario questore del Consiglio regionale della Calabria – impedisce di fatto l’esercizio del mandato che i cittadini mi hanno conferito. Saranno le autorità competenti ad accertare quello che l’azienda non ha voluto dire».

Salute, Laghi: «Tuteliamo i minori dal digitale senza regole»

Il consigliere regionale e segretario questore ha depositato una mozione che impegna la Giunta a promuovere un Piano Regionale per l’educazione digitale e a sollecitare Governo e Parlamento a legiferare con urgenza.

«Ho depositato una mozione in Consiglio regionale sulla necessità di adottare azioni concrete per contrastare le conseguenze dell’uso improprio degli strumenti digitali da parte dei minori. Non è un atto simbolico: è una risposta non più rinviabile». Lo dichiara il consigliere regionale, segretario questore, Ferdinando Laghi.
«I dati e le testimonianze di psicologi, educatori e insegnanti – specifica nell’illustrare il provvedimento – convergono su un quadro inequivocabile. I minori sono esposti, spesso senza alcuna protezione, a dinamiche che generano dipendenza, isolamento, perdita del sonno, aggressività, cyberbullismo. Sempre più spesso emergono forme di disagio profondo che possono sfociare in autolesionismo e, nei casi più gravi, in gesti estremi. Una generazione che rischia di essere al tempo stesso vittima e carnefice di un ecosistema digitale senza regole. Il fenomeno dell’Hikikomori — il ritiro volontario dalla vita sociale — non è una stranezza importata: è già nelle nostre famiglie e nelle nostre scuole, dove ragazzi e genitori si trovano spesso senza strumenti adeguati di fronte al rifugio nella realtà virtuale. Mentre l’Australia ha approvato norme che limitano l’accesso ai social ai minori di sedici anni, l’Italia è ferma ai soli disegni di legge. Mai discussi e approvati. Questa inerzia è inaccettabile».
«La mozione – spiega ancora Laghi – impegna la Giunta su due fronti. Sul piano nazionale, chiedo che la Regione solleciti Governo e Parlamento ad approvare con urgenza misure preventive e limiti sull’uso dei social da parte dei minori. A livello regionale, invito a redigere un Piano che preveda campagne di informazione, progetti di educazione digitale nelle scuole, patti digitali tra famiglie e istituzioni, e supporto psicologico per i minori e le loro famiglie».
«Il benessere di un bambino che cresce in un contesto digitale privo di riferimenti educativi – conclude il consigliere regionale – è una questione di sanità pubblica. Auspico il più ampio sostegno trasversale in Consiglio, perché non si tratta di destra o di sinistra ma dei nostri figli e dei nostri nipoti».

Pronto Soccorso di Castrovillari: Laghi incontra il Primario

Ritardi sul cronoprogramma, carenze di personale e un reparto ancora privo di arredi e strumentazioni.

Accendere i riflettori sullo stato reale dei lavori e sulle criticità ancora aperte. Con questo obiettivo il consigliere regionale Ferdinando Laghi è ritornato ancora una volta al Pronto Soccorso dell’ospedale di Castrovillari, incontrandone il primario Pietro Scrivano.
Nell’occasione sono stati illustrati al consigliere questore della Regione i dettagli della fase dei lavori, evidenziando gli interventi già completati e quelli ancora in corso. Da quanto emerso, la struttura interna risulta ormai quasi ultimata, tuttavia il reparto non è ancora dotato di arredi né di strumentazioni, elementi ovviamente indispensabili per la sua effettiva operatività. Una stima, informalmente ottenuta dal consigliere Laghi dal Commissario Asp, Vitaliano De Salazar, indica il mese di maggio come termine dei lavori. Resta però da capire quale sarà la data effettiva del trasferimento del Pronto Soccorso, dagli angusti e disagevoli locali in cui da tempo è costretto e che crea problemi a operatori e utenti.
Laghi ha sottolineato come il monitoraggio dell’intervento sia stato oggetto di attenzione già da tempo: “Ho più volte visitato il Pronto Soccorso e, ormai già da quasi due mesi – a fronte del limite massimo dei trenta giorni previsto dalla normativa-, ho richiesto un accesso agli atti per acquisire il cronoprogramma dei lavori. Richiesta mai formalmente evasa, che ho risollecitato ancora stamane. Voglio sottolineare che il ritorno del Pronto Soccorso, nella sua sede naturale, ristrutturata, è una situazione urgente, stante l’evidente inadeguatezza di quella attuale, troppo prolungata, che penalizza personale sanitario e utenti”.
Un ulteriore focus ha riguardato l’organizzazione del personale. “Se da un lato l’organico medico relativo al Pronto Soccorso appare quasi sufficiente – ha aggiunto il segretario questore – quello dell’area critica di assistenza sub-intensiva, prevista dall’Atto Aziendale è ancora tutto da reperire. Non risultano, infatti, espletati né banditi i relativi concorsi, per dotare questa fondamentale articolazione del Pronto Soccorso di medici dedicati. È necessario – conclude Laghi- che le attività in corso e gli obiettivi, al momento solo sulla carta, vengano portati a termine in tempi che consentano ai cittadini di fruire pienamente del loro sacrosanto diritto alla salute. Personalmente non lesinerò sforzi per contribuire all’ottenimento di questo obiettivo”.

Sanità, Laghi: «Il 118 calabrese: emergenza-urgenza sanitaria, tra difficoltà organizzative e rischi operativi»

Il consigliere regionale, segretario questore, invita il commissario a «rivalutare il DCA n. 62, anche perché, oltre alla salute dei calabresi, riguarda direttamente ben 1200 lavoratori della sanità».

«Il DCA n. 62 del 18 marzo 2026 è un atto amministrativo che segna la formale centralizzazione delle funzioni dell’emergenza-urgenza dalle Aziende del Servizio Sanitario Regionale all’Azienda Zero, coinvolgendo oltre 1.200 lavoratori. Una scelta con una apparente logica riformatrice, che però rischia di creare più problemi di quanti non cerchi di risolverne». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.«Dal punto di vista giuridico-tecnico, il Dipartimento della Salute della Regione Calabria e Azienda Zero sembrano voler utilizzare formalmente la mobilità volontaria ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. 165/2001, ma contemporaneamente applicano una logica di trasferimento automatico di funzione, generando un potenziale contrasto sistematico. Rischi evidenziati anche da quasi tutti i sindacati. Ma non è tutto. Per il personale del comparto, infermieri e oss, il riferimento giuridico è quello del trasferimento di attività, mentre per la dirigenza medica si è fatto ricorso alla mobilità volontaria. Questa divergenza tra dipendenti che operano nelle stesse strutture e per le medesime funzioni crea ulteriori difficoltà e rischia di generare disservizi. Due diversi accordi, due istituti giuridici diversi, stesso personale, stesse strutture, appaiono, per altro, discutibili anche dal punto di vista normativo».«E appare criticabile anche il mancato coinvolgimento di forze sindacali importanti e ampiamente rappresentative. Azienda Zero – prosegue Laghi – ha convocato solo alcune sigle a discutere del trasferimento del personale operante nell’emergenza-urgenza, con tanto di modifica del datore di lavoro. Non certo un affare di poco conto, considerando che stiamo parlando del coinvolgimento di oltre 1.200 lavoratori, fatto che avrebbe dovuto consigliare un atteggiamento molto più concertativo e inclusivo e che invece è stato sottoscritto da una minoranza di sigle sindacali, le quali, per altro, nel giro di poche ore dall’emanazione del decreto, ne hanno chiesto la rettifica».«Azienda Zero è stata istituita nel 2021: dopo quattro anni — evidenzia il consigliere regionale — la sua operatività ordinaria è ancora ampiamente incompleta».«Questi sono solo alcuni, tra i principali motivi che, a parer mio, suggeriscono — conclude Ferdinando Laghi — di sospendere l’efficacia del Dca n. 62, almeno nelle parti contestate, di convocare un tavolo allargato a tutte le organizzazioni sindacali e di fornire risposte concrete a partire da alcuni punti tra i più importanti: quante risorse aggiuntive certe vengono assegnate ad Azienda Zero, quali garanzie di sede e trattamento economico vengono date ai 1.244 lavoratori coinvolti, e in quale arco temporale realistico l’ente sarà in grado di gestire in completa autonomia un servizio vitale come il 118».

Ambiente, Laghi: «Una Riserva Naturale Regionale per Castrovillari: proteggiamo uno scrigno unico di biodiversità e rilanciamo il territorio»

Il consigliere regionale, segretario questore spiega che «non sarà un “museo chiuso” ma un “cantiere” a cielo aperto per tutelare la biodiversità, salvaguardare la salute, favorire lo sviluppo economico di tutta l’area e bloccare lo scempio ambientale che si sta perpetrando».

«Ho nuovamente presentato in Consiglio Regionale la proposta di legge per l’istituzione della “Riserva naturale regionale Fascia pedemontana – Lande parasteppiche di Castrovillari”. Proposta che dopo essere stata approvata – all’unanimità – dalla Commissione di merito, nella precedente legislatura, era stata “bloccata”, per circa un anno e mezzo, nel suo iter naturale, a poche settimane dall’approvazione definitiva in aula di consiglio. Alle iniziali motivazioni che avevano portato alla prima proposta, oggi se ne aggiunge un’altra, importantissima: la riserva naturale, come i fatti hanno purtroppo dimostrato, è l’unico strumento che possa bloccare lo scempio paesaggistico e ambientale a cui stiamo assistendo, cioè quello dell’invasione di un mare di pannelli fotovoltaici. Trentaquattro ettari già perduti, oltre sessanta in via di assegnazione, quasi altri trecento a rischio! Rimangono invece, seppur penalizzati, tutti quegli elementi che avevano suggerito la presentazione della proposta. Cioè la tutela di un territorio di eccezionale valore naturalistico e paesaggistico, situato ai piedi del Monte Pollino, che rappresenta uno dei siti più importanti dell’intera Italia meridionale. Ma anche la possibilità di bonificare alcune aree che mettono a rischio la salute dei cittadini e sviluppare tutte quelle attività – turistiche, di studio, ricreative, imprenditoriali – da cui l’intera Comunità trarrebbe grande vantaggio». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, nell’illustrare la sua proposta di legge appena presentata.
«Bisogna fare in fretta, però – continua Laghi – ogni giorno che passa fa aumentare le possibilità che ulteriori, grandi aree si aggiungano a quella già aggredita dai pannelli solari. Che, tra l’altro, non hanno portato, né porteranno, nulla di positivo alla cittadinanza: né occupazione, né riduzioni di tariffe elettriche, mentre direttamente collegati alla istituzione delle riserve naturali, ci sono importantissimi finanziamenti regionali ed europei. Con buona pace di chi sosteneva di essere “contro la Riserva e contro i pannelli!”. Il risultato è sotto gli occhi – e le orecchie – di tutti. È stata bloccata la riserva, lasciando invece via libera alla devastazione di un intero territorio. Adesso vedremo se, rispetto alla nuova proposta, modificata e con una estensione sensibilmente ridotta – per eliminare ogni possibile strumentale critica – l’interesse di una intera Comunità avrà la meglio, seppur con colpevole ritardo, oppure se a prevalere saranno interessi affaristico-clientelari».
«L’istituzione della Riserva – conclude il consigliere regionale e segretario questore – è una scelta di campo: significa utilizzare la “qualità ambientale” come volano economico, promuovendo filiere produttive locali d’eccellenza e un’accoglienza turistica consapevole e di qualità, come già accaduto per diverse altre riserve naturali della nostra Regione. Un’opportunità di sviluppo che non possiamo permetterci di perdere, in linea con le più avanzate strategie europee sulla biodiversità».

Ambiente, Laghi con Italia Nostra a tutela del Verde Urbano: «Sul taglio degli alberi a Praia a Mare la legge regionale è chiara, il Comune la rispetti»

Il consigliere regionale, segretario questore, invita l’amministrazione locale «al rispetto della legge da me proposta nel 2024 e poi approvata all’unanimità».

«Esprimo piena solidarietà e convinto sostegno all’iniziativa intrapresa dalla sezione locale di Italia Nostra che ha denunciato pubblicamente quanto sta accadendo a Praia a Mare, dove in questi giorni si sta procedendo ad un taglio massivo del patrimonio arboreo urbano, lungo via Roma e via Fratelli Cervi». È quanto dichiara il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi.
«Quello che viene denunciato dall’associazione — spiega Laghi —, decine e decine di alberi sani, stabili, nel pieno delle loro funzioni ecosistemiche, abbattuti nel quadro di lavori di manutenzione straordinaria dei marciapiedi, rappresenta un danno ambientale assai grave. La messa a dimora di nuove piante giovani, infatti, non rappresenta una soluzione funzionalmente adeguata. Oltre a essere, a mio avviso, anche una violazione di legge».
«Italia Nostra cita correttamente la legge regionale n. 7 del 7 febbraio 2024, da me promossa e che il Consiglio regionale della Calabria ha approvato all’unanimità. Quella legge — sottolinea il segretario questore del Consiglio regionale — non lascia spazio ad ambiguità: vieta esplicitamente ai Comuni di capitozzare, abbattere, eradicare o danneggiare alberi e siepi. Gli unici casi in cui tali interventi sono consentiti sono documentate esigenze fitosanitarie o di tutela dell’incolumità pubblica. Dagli atti e dalle immagini che circolano, non sembra certo questo il caso per le piante abbattute a Praia a Mare».
«Chiedo perciò con forza al Comune di Praia a Mare — è l’appello di Laghi — di sospendere immediatamente qualsiasi ulteriore abbattimento. Non lo chiede solo Italia Nostra. Lo impone la legge della Regione Calabria. Ricordo all’amministrazione comunale che la normativa regionale prevede, invece, obblighi precisi: preservare la vegetazione arborea urbana, incrementarla, censirla e pianificarla, come parte integrante delle reti ecologiche cittadine. Quegli alberi non erano un ostacolo ai marciapiedi: erano un patrimonio collettivo, costruito dal tempo e dalla natura, che apparteneva all’intera comunità di Praia a Mare e che ora non c’è più. La norma, prima in Italia, approvata dal Consiglio regionale della Calabria non può essere ignorata — conclude Laghi —, soprattutto da parte di chi istituzionalmente è chiamato ad applicarla e a farla rispettare».

Esondazione del Crati, Ferdinando Laghi a Cassano: “Emergenza da affrontare subito, ma serve prevenzione”

Dopo il maltempo che ha colpito Cassano allo Ionio e Corigliano-Rossano, sopralluogo ai Laghi di Sibari: 500 persone sfollate. Il consigliere sollecita aiuti immediati e una svolta nella gestione del territorio.

L’ondata di maltempo che sta investendo con particolare violenza i territori di Cassano allo Ionio e Corigliano -Rossano, così come molte altre aree della Calabria, sta facendo emergere ancora una volta la vulnerabilità di un territorio che chiede interventi tempestivi e una visione di lungo periodo.
Il consigliere regionale Ferdinando Laghi si è recato nel pomeriggio di sabato 14 febbraio ai Laghi di Sibari, nel territorio di Cassano allo Ionio, duramente colpito, insieme all’area di Lattughelle, dall’esondazione del Fiume Crati che ha provocato allagamenti nelle abitazioni della zona e costretto molte persone a lasciare le proprie case. Nel corso della visita, il consigliere ha effettuato un sopralluogo accompagnato dal sindaco Gianpaolo Iacobini, incontrando rappresentanti del territorio e soccorritori.
«Ora è il momento dell’intervento, dell’urgenza, della solidarietà – ha dichiarato Laghi – ma certamente non si può non tenere presente della concomitanza fra la crisi climatica e una gestione del territorio che da troppi decenni è affrontata con approssimazione o addirittura sciatteria. Su questo bisognerà intervenire per cercare di evitare che fenomeni del genere si possano tornare a ripresentare in un prossimo e magari imminente futuro».
Il Segretario Questore, poi, ha avuto un colloquio telefonico anche con il sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, dove la situazione è estremamente complessa. L’emergenza ha messo in ginocchio numerose famiglie residenti e risulta duramente colpito anche il comparto agricolo ed economico del territorio.
Il Consigliere Laghi ha sottolineato la necessità di attivare con la massima rapidità tutte le procedure utili al sostegno delle famiglie sfollate – oltre 500 sono le persone coinvolte da questa emergenza – e delle attività danneggiate, chiedendo interventi immediati per il ripristino delle condizioni di normale agibilità e per la messa in sicurezza dell’area.
«È indispensabile – ha aggiunto – che si apra una fase nuova nella pianificazione e nella manutenzione del territorio. Non possiamo limitarci a intervenire in emergenza: serve una strategia strutturale, capace di coniugare prevenzione, tutela ambientale e sicurezza delle comunità».
Laghi ha infine manifestato la piena vicinanza alle persone colpite da questa grave circostanza tramite i loro rappresentanti istituzionali, ai quali ha garantito l’attenzione costante sull’evolversi della situazione.

Ufficio stampa

Voto per i fuori sede, Laghi: “Basta sperimentazioni, serve una legge strutturale”

Il consigliere regionale, segretario questore, ha depositato una mozione: «Chiediamo alla giunta regionale di sollecitare il Governo. La partecipazione democratica non può essere un privilegio per chi ha la fortuna di vivere vicino al seggio. È un diritto di tutti».

«Ho depositato oggi in consiglio regionale una mozione che impegna la giunta ad attivarsi presso il governo nazionale per l’approvazione urgente di una legge che garantisca il diritto di voto ai fuori sede per tutte le consultazioni elettorali. Non possiamo più permetterci di lasciare a casa milioni di cittadini». Lo dichiara il consigliere regionale e segretario questore Ferdinando Laghi, primo firmatario della interpellanza.
«Parliamo di oltre 5 milioni di italiani – prosegue – studenti universitari e lavoratori, che vivono stabilmente lontano dal proprio comune di residenza. Per loro, tornare a casa ogni volta che si vota significa affrontare costi spesso insostenibili e perdere giorni di lavoro o di studio. Il risultato? Un astensionismo involontario che mortifica un diritto costituzionale fondamentale».
“Le sperimentazioni condotte alle Europee del 2024 e al referendum dello scorso giugno – sottolinea Laghi – hanno dimostrato che il sistema funziona. Eppure, la recente bocciatura degli emendamenti per estendere il voto per fuori sede ai referendum di marzo rappresenta l’ennesima occasione persa. L’Italia resta uno degli ultimi Paesi in Europa senza una normativa strutturale su questo tema».
«È ora di superare l’approccio delle sperimentazioni una tantum. Servono regole chiare e permanenti – sollecita il segretario questore – che valgano per tutte le consultazioni: politiche, regionali, comunali e referendarie. La Calabria, terra di emigrazione e mobilità, conosce bene questo problema e deve farsi portavoce di un’istanza di civiltà democratica che riguarda l’intero Paese».
«Con questa mozione – conclude Ferdinando Laghi – chiediamo alla giunta regionale di battersi in tutte le sedi istituzionali affinché il Governo assuma un impegno concreto. La partecipazione democratica non può essere un privilegio per chi ha la fortuna di vivere vicino al seggio. È un diritto di tutti».

Laghi: «Valorizzare la Cipolla Bianca di Castrovillari significa promuovere cultura, agricoltura e identità calabrese»

Il consigliere regionale, segretario questore, ha depositato una proposta di legge di promozione della Cipolla Bianca di Castrovillari: «Facciamo crescere l’economia locale, sosteniamo i nostri agricoltori e portiamo all’attenzione nazionale e internazionale ciò che di più autentico e di qualità la Calabria sa offrire».

«Ho depositato in Consiglio regionale una proposta di legge finalizzata alla promozione e valorizzazione della Cipolla Bianca di Castrovillari, un prodotto agricolo con radici profonde nella nostra tradizione, nella storia locale e nella cultura gastronomica del Pollino e della Sibaritide, perché ritengo che la Calabria debba investire in modo strutturato sulle sue eccellenze agroalimentari, sostenendo i nostri agricoltori e rafforzando l’identità culturale dei nostri territori». È quanto dichiara il consigliere regionale, segretario questore, Ferdinando Laghi.
«La Cipolla Bianca di Castrovillari è un ecotipo locale di grande pregio, apprezzato non solo per le sue qualità organolettiche ma anche per il suo forte legame con la storia e le tradizioni popolari – prosegue Laghi – per questo ho ritenuto necessario proporre una normativa che, andando oltre la Denominazione Comunale (De.Co.), riconosca ufficialmente il valore di questo prodotto, ne favorisca la diffusione e la presenza sui mercati nazionali e internazionali, e ne promuova lo studio, la ricerca e la cultura».
«La proposta prevede, tra le misure principali, la promozione di progetti e iniziative culturali, enogastronomiche e turistiche, in collaborazione con enti pubblici, scuole, istituti alberghieri, università, operatori del settore, associazioni di imprese e ristorazione – specifica ancora il consigliere regionale – perché la valorizzazione di un prodotto agricolo non può prescindere da un approccio integrato che coinvolga tutto l’ecosistema locale e regionale».
«La legge contiene anche la previsione di un Comitato tecnico per la promozione e la valorizzazione della Cipolla Bianca di Castrovillari, che fungerà da coordinamento e verifica delle iniziative in un modello inclusivo e partecipativo che valorizza il ruolo dei principali attori pubblici e privati impegnati nello sviluppo territoriale».
«Con questa iniziativa intendiamo dare un segnale forte – conclude Ferdinando Laghi –: le nostre produzioni tradizionali non sono semplici prodotti agricoli, ma espressione della nostra identità, della nostra storia e del nostro futuro economico».

Laghi: «Efficienza energetica e meno sprechi: così la Calabria può risparmiare e tutelare l’ambiente»

Il Segretario Questore in Consiglio regionale ha presentato un proposta di legge per limitare l’inquinamento luminoso, proteggere ambiente ed ecosistemi e ridurre gli sprechi.

«È stata depositata in Consiglio regionale una proposta di legge a firma Mattiani, Bevilacqua, Orlandino Greco e Laghi che vuole rispondere, con concretezza, a una sfida ambientale e di sostenibilità energetica, ormai urgente anche nella nostra regione». È quanto dichiara il consigliere regionale della Calabria Ferdinando Laghi, co-firmatario della Proposta di legge n. 36/13 recante: “Misure di efficientamento dei sistemi di illuminazione esterna con finalità di risparmio energetico e di riduzione dell’inquinamento luminoso”.
«Questa iniziativa legislativa nasce dalla consapevolezza che l’inquinamento luminoso sia un fenomeno in crescita – spiega Laghi – e che abbia impatti negativi sulla salute e sulla qualità della vita dei cittadini, nonché sugli equilibri degli ecosistemi e sulla conservazione del nostro patrimonio naturale e paesaggistico. Inoltre, essa consentirà anche di ridurre i consumi energetici, generando ulteriori benefici, questa volta di natura economica per le casse pubbliche. Il tutto in linea con i principi europei sull’efficienza energetica».
«In particolare – continua il Consigliere regionale – la proposta definisce criteri uniformi per la progettazione e la gestione degli impianti luminosi, individua funzioni e compiti della Regione e degli enti locali e promuove tecnologie a basso consumo e maggior qualità luminosa. È una visione che guarda all’innovazione e alla tutela del territorio, riducendo impatti inutili e dannosi e difendendo il cielo notturno, risorsa culturale, scientifica e naturale».
«Questa legge – conclude Ferdinando Laghi – non comporta oneri aggiuntivi per il bilancio regionale, ma rappresenta un investimento nella sostenibilità, nel benessere dei cittadini e nella protezione del nostro ambiente. La Calabria ha bisogno di strumenti moderni per una gestione responsabile delle risorse energetiche con vantaggi immediati e futuri».