Raffaele Pasquale Antonio Aloisio è stato tra i pittori di maggior successo dell’Ottocento calabrese. Era nato ad Ajello, antico borgo collinare del cosentino, il 29 maggio 1800. Non si conosce la data della morte avvenuta dopo il 1888.
Il 25 febbraio, a Lauria, si ricorda il Beato Domenico da Lentini, morto nella città lucana nello stesso giorno del 1828. Ne facciamo oggetto di questo post perché è raffigurato in un dipinto, che abbiamo scovato per caso anni fa, il cui autore è un pittore #Aiellese. Si tratta di Antonio Del Corchio.
Del Corchio, nasce in Aiello Calabro il 24 settembre 1834.
Dal 1853 al 1863 risulta essere uno studente di belle arti, ritenuto meritevole del sussidio concesso dall’Amministrazione Provinciale. Secondo lo studioso Raffaele Borretti, il Del Corchio fu allievo di Aloisio, (di cui era nipote) come può desumersi dal fatto che in una delle tele conservate a Laurignano (Frazione di Dipingnano) è decifrabile la sua firma, apposta sotto il solito monogramma di Aloisio.
Il Padula ebbe per lui espressioni di apprezzamento: «(nelle sue opere) vi è verità, vi è vita, vi è tuono di tinte, quello che però ammiriamo nel Corchio è la sua facoltà inventiva».
Sue opere in Aiello: Affreschi della Cupola di S. Geniale, ora Sacro Cuore, nella Chiesa di S. Maria Maggiore in Aiello Calabro;
Beato Domenico Lentini da Lauria, olio su tela, Fondazione, Lauria. E poi altre opere a Luzzi nella chiesetta della Madonna della Sanità, come il dipinto “La Madonna del Pettoruto” di Antonio del Corchio, del 1893.
AIELLO CALABRO – Sta facendo discutere non poco il restauro della statua della Madonna delle Grazie, riconsegnata alla comunità qualche giorno fa.
L’intervento di restyling – iniziato a fine marzo scorso – pare non piacere molto ai fedeli. Non piace il colore delle vesti, né l’incarnato. In tanti dicono che ora abbia un viso spento e triste. I più prudenti, però, prima di esprimersi, aspetteranno il resoconto fotografico e la relazione tecnica degli interventi eseguiti dal restauratore che non siamo in grado di dire chi sia, poiché mai comunicato ufficialmente.
Eppure, questo evento, peraltro assai commentato sui social, offre alcuni elementi interessanti per alimentare la discussione e per cercare di capire di più sull’opera sacra. Per esempio, le date venute fuori dal restauro, alla base della statua, indicano che la scultura lignea non è, come si credeva sinora, opera della bottega Stuflesser di Ortisei, dei primi del ‘900.
Importanti indicazioni sono emerse attualmente: le scritte sul davanti ci dicono che è stata commissionata, appena dopo il decennio francese, da G. Pedatella (al nome segue F.F., fece fare?), all’epoca forse guardiano del convento degli Osservanti, nel 1815, esattamente due secoli fa; e che ha subito un altro restauro nel 1895, a cura di Luigi Pedatella. Sul lato destro, invece, è riportato “L° G° Pedatella F.F.” Ma l’anno è mancante della terza cifra, e la sensazione è che sia un 1848. Inoltre, in basso si legge “..La Guard A del P..° di Cerisa”. Queste sono le frammentarie informazioni, che agli occhi dei conoscitori della storia dell’arte potrebbero essere illuminanti, e consentire – magari con il ritrovamento di documenti coevi – di fare ipotesi circa l’autore dell’opera.
C’è ancora un aspetto che va evidenziato. I colori delle vesti, che ora appaiono così diversi da quelli a cui eravamo abituati, ci ricordano molto quelli della pala d’altare, raffigurante la Vergine, a firma di Raffaele Aloisio, dipinta nel 1854 e allocata nella stessa Cappella Cybo, dove è custodita Nostra Signora delle Grazie. Non è improbabile che l’artista aiellese (1800 – 1888?) si sia ispirato proprio alla statua del 1815. Vedremo nei prossimi giorni se ci saranno novità.
Intanto, il 23 giugno scorso è iniziato come ogni anno il novenario che precede i festeggiamenti solenni dell’uno e due luglio. Le funzioni religiose si svolgono il mattino alle 6, e il pomeriggio alle 18, nella chiesa di San Francesco dell’ex Convento degli Osservanti, luogo di ritrovo per i fedeli di Ajello e degli altri paesi vicini, e di devozione intensa e antica, che risale agli ultimi decenni del XV secolo. Rassegna stampa Tweet riguardo #madonnadellegrazie2015
LAGO – C’è un vero e proprio patrimonio d’arte custodito nelle chiese della cittadina. Parliamo dei dipinti di Raffaele Aloisio, inventor et pictor dell’Ottocento calabrese, che per tutto il mese di luglio saranno esposti nella chiesa di S. Nicola.
La mostra, curata dalla parrocchia retta da don Alfonso Patrone ed ideata da Antonio e Giuseppe Cino, viene riproposta a distanza di qualche anno, e sarà visitabile tutti i giorni dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 20 (info 0982.454139 – email: parrocchialago@libero.it).
Tra i dipinti esposti, restaurati negli scorsi anni dal maestro Mariano Franco di Scalea, si potranno ammirare da oggi: L’Incoronazione della Vergine, La Madonna del latte, Madonna con Bambino e S. Giovannino, La Presentazione al Tempio, Lo sposalizio della Vergine, ecc. Tutte opere custodite a Lago e firmate dall’artista nativo di Ajello, antico borgo collinare del cosentino, che è da annoverare – per la mole delle commesse ricevute nel corso della sua attività artistica, durata circa un cinquantennio, e la diffusione delle opere conservate in molti luoghi di culto calabresi, ed in collezioni private – tra i pittori di maggior successo dell’Ottocento calabrese. Peraltro, anche la critica coeva non mancò di lodarne le capacità. Nel 1865, per esempio, nel corso di una mostra alla Camera di Commercio di Cosenza, Vincenzo Padula sul suo Bruzio (n° 81 del 25 gennaio 1865, pag. 3), nel commentare le opere presentate – Il Patriarca Lot, e La Resurrezione di Lazzaro – definì i dipinti del «vecchio e bravo artista», «la miglior cosa di quest’Esposizione». L’Abate acrese aggiunse, inoltre, che «I due quadri dell’Aloisio stanno agli altri come due poemi epici ad una raccolta di sonetti».
Questo «pittore di successo dimenticato» (omonimo di un altro Raffaele, nato nel marzo 1811 e morto nel maggio 1892) ebbe i natali ad Aiello da “mastro” Benedetto e Nicoletta Volpe. Non a giugno, come sinora si riteneva, ma il 29 maggio del 1800, come risulta dalle recenti ricerche dello studioso Lorenzo Coscarella che ha reperito l’atto di battesimo.
Se conosciamo in buona parte opere e biografia del Nostro, grazie a diversi studi, tra cui quello di Maria Elda Artese, giovane storica dell’arte (che ha redatto un catalogo comprendente 66 schede, corredate da foto) – non si conosce ancora con certezza la data di morte e dove le sue spoglie riposano. Quello che sembra plausibile è che morì, probabilmente, prima del 1888. Non nella sua città ma, come sostiene Raffaele Borretti, «sicuramente lontano da Aiello, molto probabilmente in una delle tante città che lo ospitarono per il suo lavoro».
«I molti riconoscimenti ottenuti e la presenza delle sue opere in tutta la provincia di Cosenza – scrive Maria Elda Artese – testimoniano il successo avuto in vita e la stima di cui godette. Evidentemente Aloisio, seppur in un ambito provinciale, fu interprete del sentimento e della cultura dell’epoca, e questo basta per collocarlo tra i più significativi artisti dell’Ottocento calabrese».
Madonna delle Grazie 1 e 2 luglio 2014 – AIELLO CALABRO
Programma
Primo luglio, alle 19, S. Messa solenne presieduta da don Pasquale Traulo, vicario episcopale; e a seguire accensione delle luminarie e avvio della processione con la banda musicale; In serata, spettacolo pirotecnico, e show musicale del gruppo “Nazionali senza filtro” con Elisa Passi in concerto;
2 luglio, in S. Maria Maggiore, celebrazioni alle 9 e alle 11, e processione per le vie del paese, e poi ancora alle 17.30. Seguirà la processione di accompagnamento della Madonna delle Grazie. Spettacolo musicale con Franco Blasco.
Dipinto di Raffaele Aloisio, Madonna delle Grazie, 1854, Ajello Calabro
In occasione del compleanno del pittore ajellese, nato il 29 maggio 1800, di cui ci siamo occupati con scritti ed articoli (vedi qui ed in particolare QUI), postiamo un interessante articolo di Lorenzo Coscarella (Parola di Vita dell’aprile 2013), il quale ha reperito l’atto di battesimo e dunque precisato la reale data di nascita dell’artista.
In occasione del compleanno del pittore ajellese, nato il 29 maggio 1800, di cui ci siamo occupati con scritti ed articoli (vedi qui ed in particolare QUI), postiamo un interessante articolo di Lorenzo Coscarella (Parola di Vita dell’aprile 2013), il quale ha reperito l’atto di battesimo e dunque precisato la reale data di nascita dell’artista.