di Carmelina Sicari
Il testo apparso presso Rubbettino dello storico Giuseppe Caridi è fondamentale per comprendere il Sud. La condizione del saggio, la sua penetrazione accorta e ricca di documentazione consente una riflessione aggiuntiva. Perché è così importante la figura del cardinale Fabrizio Ruffo? È il primo quesito che emerge impellente e quale è la sua configurazione umana e storica nell’attualità? La controversia sul giudizio da dare sul cardinale attraversa certo come uno spartiacque il dibattito tra giacobinismo e sanfedismo nella realtà meridionale sulle pulsioni cioè rivoluzionarie che su quelle reazionarie della società stessa. Le prime sono elitarie, appartengono all’emergente classe borghese, estese e popolari le seconde. Ma tale dibattito è superato da quello sulla figura del Cardinale che prende il comando in assenza del Borbone fuggito all’avanzare della rivoluzione. Chi è Fabrizio Ruffo che si mette a capo dei Lazzaroni? È un condottiero che scopre sul campo la sua vocazione o in homo novus che si improvvisa guerriero? La risoluzione dell’interrogativo è fondamentale per comprendere non solo una pagina di storia ma l’intero meridione. Dalle testimonianze storiche e anche dal saggio di Caridi, appare piuttosto un interprete della mentalità meridionale ed un anticipatore della mentalità che avrà la sua affermazione nel Congresso di Vienna una mentalità non solo e soltanto di conservazione ma di restaurazione. Che egli sia interprete della mentalità popolare del sud è dimostrato dal fatto che la raccolta dei lazzaroni in massa sia avverata quasi spontaneamente in un moto dunque che affonda le sue radici in una diffusa pietas devozionale che si erge contro il laicismo giacobino. Ruffo è anche anticipatore della cultura della restaurazione di cui si fa fautore il Congresso di Vienna. Non solo il ritorno dei legittimi sovrani, il legittimismo appunto ma la restaurazione dei valori tradizionali e in primo piano la fede. Non tanto condottiero dunque il cardinale quanto apostolo del rinnovamento della tradizione a livello nazionale ma soprattutto europeo.
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