Amantea, presentato il marchio d'area Antica Temesa

[Pensiero della Redazione del Blog] – “Buona iniziativa. Ma se da una parte si promuove il territorio, dall’altra si tende a dimenticare che se non si risolve la questione ambientale della #ValleOliva saranno solo tempo, fatica e soldi sprecati”.

Il marchio d’area “Antica Temesa” che coinvolge i comuni di Amantea, Serra d’Aiello, Belmonte Calabro, Lago e Aiello Calabro è una realtà. Con una conferenza di presentazione quanto mai partecipata, moderata dal giornalista del Corriere della Sera Nicola Di Turi, è stato portato a compimento la prima parte del progetto che consiste nell’adozione del logo e del lancio della campagna di advertising sui mercati nazionali ed interazionali. A fare gli onori di casa il sindaco Monica Sabatino e l’assessore al turismo Giovanni Battista Morelli. Presenti all’incontro anche il primo cittadino di Aiello Calabro e consigliere provinciale Franco Iacucci, il presidente del consiglio comunale di Lago Giovanni Barone, il vice sindaco di Belmonte Calabro Giuseppe Bruno ed il vice sindaco di Serra d’Aiello Walter Pirillo.

«La Calabria – ha esordito Morelli – pur rappresentando una meta tradizionale di soggiorno grazie alle risorse paesaggistiche, storiche e culturali di cui dispone, registra un numero di arrivi e presenze non adeguato alle proprie potenzialità. I flussi turistici si concretizzano soprattutto nel corso dei mesi di luglio e di agosto, impedendo una destagionalizzazione dell’offerta che sarebbe certamente agevolata dalle favorevoli condizioni climatiche. Sono ragionamenti antichi e già conosciuti che purtroppo non vengono risolti né dagli operatori di settore, né tanto meno dalle rappresentanze istituzionali. Una carenza grave che ha consentito ad altre aree distrettuali di farsi avanti e di svolgere un ruolo attivo nell’ambito del processo decisionale nel cosiddetto “destination management”. Ciò è avvenuto grazie soprattutto ad un sapiente uso dei nuovi mezzi di comunicazione che consentono di stare sul mercato senza cospicui esborsi dal punto di vista finanziario. Il problema dunque è di metodo e di sistema. Fino ad ora, infatti, la gestione del sistema turistico regionale è stato improntato “dal più grande al più piccolo”, seguendo lo schema regione, provincia, comune. Così facendo ne hanno tratto vantaggio i centri più attrezzati e ben collegati dal punto di vista viario e infrastrutturale. Sono stati invece penalizzati i comuni situati nelle aree limitrofe o non facilmente raggiungibili. Eppure il problema trasporti, da un punto di vista storico, non ha mai impedito lo sviluppo di una località turistica, purché essa sia in grado di valorizzare al meglio le proprie risorse. Partendo da questo presupposto il varo del marchio d’area Antica Temesa è un elemento di innovazione e di rottura. Lo scopo è di promuovere dal punto di vista turistico il territorio, di ricostruire il passato per ricercare il futuro. Compito assai difficile, soprattutto in una regione come la Calabria che non ha mai saputo sfruttare appieno i vantaggi della cooperazione e della collaborazione. Amantea, Belmonte Calabro, Serra d’Aiello, Lago ed Aiello Calabro hanno deciso di riconoscersi in quella che direttamente o indirettamente è la propria progenitrice: l’antica città di Temesa, potente e florida, capace di attraversare i secoli, di essere nominata da Omero nell’Odissea, di essere dominata da greci e romani e di essere poi avvolta inspiegabilmente dall’oblio. Adesso è il momento della rinascita».

«Si supplisce – spiega il sindaco Sabatino – alla cronica carenza di materiale informativo e soprattutto si genera un contatto tra il comprensorio ed il turista che si trasforma poi nella fidelizzazione di quest’ultimo. Agendo in questo modo è possibile valorizzare i punti di forza dell’hinterland, riducendo al minimo le criticità derivanti dai punti di debolezza. Tutto il materiale prodotto verrà poi inserito in rete per una consultazione online tramite pc, tablet e smartphone, in linea con i ritrovati della tecnologia. Così facendo si facilità il contatto tra domanda ed offerta, consentendo anche ai piccoli operatori/comuni di stare sul mercato».

Bonifica dell’Oliva. Il Comitato chiede incontro ai sindaci

Amantea, 12 marzo 2014– Il Comitato civico Natale De Grazia chiede un incontro ai sindaci dei comuni che si affacciano nella vallata del fiume Oliva per fare il punto sullo stato dei lavori e per sollecitare il governatore della Regione, Mario Oliverio, a farsi carico della bonifica. Ai primi cittadini di Amantea, Aiello Calabro, Serra d’Aiello, San Pietro in Amantea e Lago è indirizzata la missiva a firma del presidente del Comitato, Gianfranco Posa, che chiede inoltre al sindaco di Amantea di coordinare l’organizzazione della riunione, e di invitare – oltre ai sindaci in indirizzo – anche le associazioni e i sindacati che si sono impegnati nella vicenda dell’Oliva ad iniziare dalle organizzazioni che si sono costituite parti civili nel processo in Corte d’assise a Cosenza.
Segue il contenuto della missiva indirizzata ai Sindaci di Amantea, Aiello Calabro, Serra d’Aiello, Lago, San Pietro in Amantea
OGGETTO: Richiesta incontro per discussione bonifica della Valle dell’Oliva. Analisi della situazione attuale e discussione piattaforma con i sindaci del comprensorio, da sottoporre al Presidente della Regione Calabria.
Egregi Sindaci,
Con la presente, il Comitato Civico “Natale De Grazia” di Amantea intende sollecitare una riunione con i rappresentanti dei Comuni in indirizzoper discutere e concordare una unitaria piattaforma di istanze e desiderata urgenti e non più rinviabili, da sottoporre in un prossimo incontro da richiedere al Presidente della Giunta regionale della Calabria, On. Mario Oliverio.
Siamo tutti a conoscenza della situazione di inquinamento ambientale in cui versa la valle del fiume Oliva, appurata negli anni scorsi con accurate e approfondite analisi. Sappiamo tutti che i siti interessati – come dalle risultanze delle indagini effettuate dalla Procura di Paola, dai carotaggi eseguiti da Ispra e Arpacal nella primavera del 2010, e da quanto sta emergendo dal processo in corso in Corte d’Assise a Cosenza – sono diverse, e che la quantità di sostanze nocive e pericolose per l’ambiente è stimata in circa 160 mila metri cubi di fanghi industriali interrati a diversi metri di profondità. Un volume enorme di materiale inquinante, altamente nocivo e pericolosissimo per la salute pubblica, certamente cancerogeno, che comprende tricloroetano, arsenico, vari metalli pesanti, inerti, rifiuti solidi urbani, idrocarburi e Cesio 137.
Le aree inquinate – lo ricordiamo – ricadono nei comuni di Amantea, Aiello Calabro, Serra D’Aiello, San Pietro in Amantea. Località come Foresta, Carbonara, Giani, Romia, Massa Vetere, Petrone, Valle del Signore attendono da troppo tempo di essere bonificate. Un’operazione, quella della bonifica, che secondo stime Ispra, necessiterebbe di circa 21 milioni di euro. Lo stesso Istituto del Ministero dell’ambiente, nell’aprile 2013, ha confermato, in una relazione, l’attualegrave situazione ambientale dell’Olivae segnalato le elevate concentrazioni di sostanze velenose come l’arsenico e l’avvelenamento delle acque di falda inutilizzabile per uso umano, agricolo e zootecnico.
Nei mesi scorsi, è utile evidenziare, la regione Calabria ha chiesto ai comuni di segnalare entro ottobre 2014 la presenza nel proprio territorio di siti da bonificare. Nell’elenco attuale – che però risulta non aggiornato, per come invece è scritto sul sito della Regione – non compare la Valle Oliva (per la quale dovrebbe, invece, essere in procinto l’analisi del rischio, operazione propedeutica alla bonifica), ma è indicato solo Grassullo (anche per questo ultimo sito, dovremmo fare il punto).
In relazione a quanto sopra ricordato, CHIEDIAMO, a nome delle Comunità della Vallata dell’Oliva, di voler programmare un INCONTRO con TUTTI i SINDACI del COMPRENSORIO, da tenersi ad Amantea nei prossimi giorni, al quale chiediamo di partecipare insieme alle associazioni ed organizzazioni sindacali che si sono impegnate a difesa dell’Oliva ad iniziare da quelle che si sono costituite “parti civili” nel processo in Corte d’Appello a Cosenza (Comitato De Grazia, Vas, Wwf, Legambiente, Ampana, Forum ambientalista e Camera del lavoro Cgil di Cosenza). Chiediamo inoltre al sindaco di Amantea di farsi promotore dell’incontro da tenersi possibilmente nel giorno di sabato per dare la possibilità a tutti di partecipare.
Certi di una vostra pronta accoglienza della presente, inviamo i nostri più cordiali saluti.
Amantea, 10/03/2015 Per Il Comitato Civico
Natale De Grazia”

Gianfranco Posa

Ambiente&Salute. Il Registro Tumori della Calabria, strumento fondamentale per monitorare l’incidenza delle malattie oncologiche e poter calibrare di conseguenza azioni sanitarie di prevenzione

Quando ce n’eravamo occupati a dicembre 2013, il Registro tumori di Cosenza e Crotone pareva sul punto di essere accreditato dall’Airtum (associazione che coordina i Rt italiani e che svolge attività di raccordo metodologico). Invece, si registrano ritardi sulla tabella di marcia, probabilmente dovuti ai concomitanti impegni dell’equipe medica che si dedica alle attività di registro e a quelle di screening oncologico. Una dotazione di pochi addetti, tra medici e rilevatori, che l’Asp dovrebbe potenziare per procedere con maggiore solerzia. Altrimenti si rischia seriamente di vanificare l’impegno profuso da parte degli operatori, ed il lavoro sinora realizzato.

Tra i progressi fatti dal team del Registro che comprende le province di Cosenza e Crotone (popolazione di riferimento 850 mila residenti), si possono annoverare la raccolta dei dati delle tre annualità 2006-2008, e l’acquisizione di un “datawarehouse”, una banca dati, a costo zero, frutto della collaborazione tra Dipartimento informatico dell’Unical ed Asp di Cosenza. Tuttavia, non è stata ancora avanzata, segno che non tutto è pronto, la richiesta di accreditamento all’Airtum. Un requisito fondamentale – così prescrive il regolamento dell’associazione – che certifica la conformita dei dati e delle procedure agli standard qualitativi ritenuti necessari al fine di contribuire alla Banca Dati. Si prevedono, dunque, tempi più lunghi. Tant’è che «il processo di accreditamento – come ci ha detto Emanuele Crocetti, segretario nazionale Airtum – richiede non solo che la registrazione sia iniziata ma che sia in corso da tempo come processo consolidato». E che prevede come ulteriori step, insieme all’invio contestuale della casistica inerente i dati di incidenza, mortalità e popolazione relativi ad almeno tre anni consecutivi, la valutazione della Commissione, con eventuali richieste di chiarimenti, una “site-visit” valutativa, e, quindi, la relazione finale che darà il via libera.

Il Registro Tumori della Calabria era stato istituito con delibera di Giunta regionale del marzo 2010. Il solo che sinora fa parte delle rete Airtum è quello della provincia di Catanzaro (direttore Antonella Sutera Sardo), attivo già dal 2003, istituito formalmente nel 2008, ed accreditato dall’Airtum nel 2010 (le cui pubblicazioni dal febbraio 2013 sono state accettate anche dall’IARC, l’International Agency for Research on Cancer), al quale ora è aggregato anche il Rt di Vibo. Quello di Cosenza e Crotone (dir. Anna Giorno) è istituito formalmente invece dal 2008, mentre quello di Reggio Calabria (dir. Filomena Zappia) è del febbraio 2013. Tutti i tre RT sono coordinati dal Dipartimento regionale di Tutela della Salute.

Lo scorso anno, tra dicembre 2013 e marzo 2014, della questione se n’era occupata, con diverse sedute, la Terza Commissione del Consiglio regionale, sedute nel corso delle quali erano stati auditi comitati civici e associazioni ambientaliste di tutta la regione, che avevano chiesto una velocizzazione dell’operatività dei registri e, prima ancora, la realizzazione delle bonifica dei tanti, troppi, territori inquinati di questa nostra martoriata Calabria. Un’attività istituzionale che ha prodotto, poi, un ampio dossier inviato pure al Ministero della salute. Al di là di queste buone intenzioni, però, ad un anno di distanza, non si registrano novità di rilievo.

Eppure, è di tutta evidenza che il Registro Tumori è uno strumento fondamentale per monitorare l’incidenza delle malattie oncologiche, la loro diffusione territoriale, e le fasce di popolazione coinvolta. Necessario ed utile per risalire scientificamente alle cause di insorgenza dei tumori, per la valutazione dei trattamenti più efficaci, e per poter calibrare di conseguenza azioni sanitarie di prevenzione. Il diritto alla salute è una priorità ineludibile. Come priorità ineludibili – e gli amministratori regionali non potranno sottrarsi al compito di reperire le risorse necessarie – sono le bonifiche ambientali da fare, che abbisognano di parecchi milioni di euro. Solo per quella della valle Oliva vicino Amantea (Cs), tanto per fare un esempio, servono circa 21 milioni di euro.

 

La pagina del Quotidiano del Sud di giovedì 27 novembre 2014.

LINK UTILI

Il Registro tumori della Calabria. Lo stato dell’arte (Post del dicembre 2013)
L’argomento trattato sul Blog (su blogspot)

Cinque anni fa… La Valle Oliva, tra rifiuti, salute e timori

Cinque anni fa, il 13 settembre 2009, il comitato civico organizzava il primo incontro pubblico sulle navi dei veleni, l’inquinamento della valle Oliva (prossima udienza del processo in Assise a Cosenza il 19 settembre p.v.), e le implicazioni di un ambiente contaminato sulla salute pubblica. 
Sono passati 5 anni, ma poco è cambiato. La nave trovata non è, secondo quanto ci dicono le autorità, una nave dei veleni, la valle Oliva non è stata ancora bonificata, e ogni giorno si sente dire che qualcuno si è ammalato. Ecco la vera sostanza delle cose! Noi Cittadini preferiamo dimenticare, invece di combattere per la nostra salute. 
Saluti&Salute (speriamo…)

Qualche link:
http://aiellocalabro.blogspot.it/2009/09/valle-oliva-terre-perdere-rifiuti.html
http://aiellocalabro.blogspot.it/2009/09/valle-oliva-terre-perdere-la-galleria.html
http://aiellocalabro.blogspot.it/2009/09/olivo-radioattivo-per-la-vallata.html
http://aiellocalabro.blogspot.it/2009_09_01_archive.html
 Qui di seguito, la rassegna stampa di quei giorni…

#ProcessoValleOliva. In Corte d'Assise a Cosenza, la testimonianza del nucleo ambiente della Procura di Paola

COSENZA – È ripreso con l’esame diretto del teste Emilio Osso, agente del nucleo ambiente della procura di Paola, il processo per disastro ambientale nella vallata dell’Oliva che si sta svolgendo in Corte d’Assise a Cosenza. Il procedimento penale, secondo le indagini condotte dalla Procura di Paola guidata da Bruno Giordano, ha come imputati, a diverso titolo, l’imprenditore Cesare Coccimiglio e altre quattro persone.

L’udienza in Corte d’Assise presieduta dal giudice Garofalo – di martedì 18 marzo u.s. – è stata dedicata per intero alla testimonianza di Osso, iniziata già nell’udienza del 4 febbraio scorso. Per circa due ore e mezza, il teste ha risposto alle domande del pm Calamita della procura paolana, fornendo dati sulle indagini effettuate, supportati da documenti e fotografie acquisiti agli atti.

Per i 9 siti della vallata Oliva, attenzionati dalla magistratura, in virtù delle analisi effettuate nel tempo, e dalle risultanze dei carotaggi eseguiti da Ispra e Arpacal nella primavera 2010, sono stimati in circa 160 mila i metri cubi di fanghi industriali interrati a diversi metri di profondità. Un volume enorme di materiale inquinante, altamente nocivo e pericolosissimo per la salute pubblica, certamente altamente cancerogeno, che comprende tricloroetano, arsenico, vari metalli pesanti, inerti, rifiuti solidi urbani, idrocarburi, ecc. E che per essere trasportato, secondo una stima sommaria, saranno stati necessari almeno 10/15 mila viaggi di camion. In un lasso di tempo che potrebbe essere compreso tra il 1988 e fine anni ’90.

La descrizione fornita da Osso delle aree inquinate si è soffermata molto sui dettagli, in particolare, sul sito di “Foresta rilevato”, in agro del comune di Serra d’Aiello, dove oltre ai fanghi, fu ritrovato il cesio 137 ad alcuni metri di profondità, non certamente per effetto di fallout in seguito all’incidente di Chernobyl, poiché il radionuclide sarebbe stato presente solo in superficie. A seguire, il teste ha parlato dei siti di Carbonara di Aiello Calabro, dove nei primi anni ’80 era attiva una discarica ad uso del comune di Amantea e di altri comuni del circondario, in cui però furono reperiti anche metalli pesanti come il cancerogeno cromo esavalente e i sempre presenti fanghi industriali.

Insomma, da Foresta a Carbonara, da Giani a Romia e Massa Vetere, a Petrone Valle del Signore, il quadro della situazione ambientale che esce fuori dalle indagini è desolante. Luoghi che attendono da troppo tempo di essere bonificati. Un’operazione, quella della bonifica che secondo stime Ispra, necessiterebbe di ben 21 milioni di euro. Lo stesso Istituto del ministero dell’ambiente, nell’aprile 2013, aveva confermato in una relazione la grave situazione ambientale dell’Oliva e segnalato le elevate concentrazioni di sostanze velenose come l’arsenico e l’avvelenamento delle acque di falda inutilizzabile per uso umano, agricolo e zootecnico.

Tra le parti civili che si sono costituite in giudizio, ricordiamo, ci sono diversi familiari di persone decedute per patologie tumorali contratte, presuntivamente, a causa dell’inquinamento ambientale, i comuni di Serra D’Aiello, S. Pietro ed Amantea; il ministero dell’Ambiente, la regione Calabria, la Legambiente calabrese, il Wwf, altre associazioni ambientaliste (Anpana, Vas, e Forum Ambientalista), la Cgil di Cosenza ed il Comitato Civico “Natale De Grazia” di Amantea.

Il processo riprenderà il prossimo 7 aprile con il contro esame del teste da parte della difesa.

Valle Olivo. La Cgil di Cosenza, insieme a tutte le parti civili nel processo, in sinergia per la bonifica della zona

COSENZA – “Rafforzare le sinergie nel processo sull’inquinamento del fiume Oliva ed elaborare una strategia comune di più ampio respiro per indurre la Regione Calabria a cambiare le politiche in materia ambientale”. Si è sviluppato lungo questi due binari l’incontro tra le associazioni che si sono costituite parti civili proprio nel processo sulla Valle dell’Oliva. La riunione si è tenuta nella sede della Cgil di Cosenza che, caso straordinario in Italia per un sindacato, nelle settimane scorse è stata ammessa tra le parti civili. Al vertice hanno partecipato Giovanni Donato, segretario della Cgil di Cosenza, Massimiliano Ianni, segretario della Camera del Lavoro di Amantea, Gianfranco Posa, del Comitato Natale De Grazia, Francesco Saccomanno, del Forum Ambientalista, Franco Falsetti, del Wwf Calabria, Bruno Pino, per il comitato di cittadini di Aiello Calabro, l’avvocato Simonetta Bruni, che rappresenta il Comitato De Grazia e la Cgil di Cosenza, l’avvocato Rodolfo Ambrosio, che rappresenta Legambiente.
La discussione è stata aperta dall’analisi dei documenti da preparare in vista della prossima udienza del procedimento, fissata per il 5 novembre. E’ stata poi sollevata la necessità di verificare in maniera più approfondita i danni arrecati all’agricoltura, al turismo e alla pesca. La Cgil e le associazioni hanno convenuto inoltre di chiedere un incontro all’assessore regionale all’Ambiente, Francesco Pugliano, per sollecitare la Regione ad impegnarsi sulla bonifica della zona. Dagli interventi, inoltre, è emerso un secco no alla mega discarica in zona Cozzo Giani di Lago, che si trova a monte del fiume Oliva.
Posa, infine, ha illustrato una serie di iniziative in calendario per dicembre. In particolare, il Comitato De Grazia guarda con interesse a documentari e spettacoli teatrali. “Abbiamo scelto dicembre perché ricorrono alcune dati importanti – ha detto -. Il 13 cade l’anniversario della morte del capitano Natale De Grazia, che è nato il 19 dello stesso mese, il 14 invece si è spiaggiata la Jolly Rosso ad Amantea”. Donato, a nome della Cgil di Cosenza, si è detto pronto a sostenere le manifestazioni del Comitato De Grazia, come già avvenuto in passato. “Il nostro sindacato è pienamente convinto dell’esigenza di comunicare in maniera nuova, di andare oltre i soliti convegni” ha evidenziato Donato.

Processo Valle Oliva Inquinata. AdP sulle costituzioni di parte civile: "Mancano all’appello soltanto il Comune di Aiello Calabro e la Provincia di Cosenza"

AIELLO CALABRO – Anche Alleanza di progresso per Aiello – dopo la non costituzione di parte civile del comune di Aiello nel processo valle Oliva inquinata, iniziato a Cosenza in Corte d’Assise – interviene sulla questione.
«Numerose le associazioni e le pubbliche amministrazioni – scrive il movimento politico d’opposizione – che il due ottobre scorso sono state ammesse come parte civile al processo. Mancano all’appello soltanto – viene evidenziato – il Comune di Aiello Calabro e la Provincia di Cosenza che non ne hanno fatto richiesta».
«Il fiume Oliva, del quale ci siamo interessati in diverse occasioni – sostiene ancora AdP – è diventato ormai l’emblema di un territorio violentato, utilizzato come discarica di rifiuti tossici, grazie anche all’inerzia ed alla irresponsabilità delle amministrazioni locali, che negli anni non sono state in grado di assolvere ad uno dei compiti più importanti al quale sono delegate, ossia la sorveglianza e la tutela del territorio in cui viviamo. Ci auguriamo che la volontà della politica a tutti i livelli, sia quella, qualora le ipotesi di accusa vengano confermate, di percorrere la strada della bonifica per restituire alle comunità il benessere di cui sono state private».

La presa di posizione di AdP, peraltro già espressa in altre occasioni, segue ad una lettera (LINK) di alcuni cittadini, inviata a fine agosto scorso, al sindaco e a tutti i consiglieri di maggioranza e minoranza, con oggetto la richiesta di discutere della costituzione di parte civile, in Assise civica allargata alla cittadinanza. Una lettera che però non ha ricevuto risposta alcuna da nessuno dei destinatari.

Processo Valle Oliva. Il comitato civico “Natale De Grazia” ammesso come parte civile nel processo

Aggiornamento del 3 ottobre 2013

COSENZA – Ammesse tutte le richieste di costituzione di parte civile nel processo relativo all’inquinamento ambientale della valle Oliva – in territorio dei comuni di Aiello Calabro, Serra D’Aiello, S. Pietro ed Amantea, nel basso Tirreno cosentino – che si sta celebrando in Corte d’Assise a Cosenza. Nell’ultima udienza, svoltasi ieri mattina nel palazzo di Giustizia, dopo una breve camera di consiglio, sono state accolte le istanze avanzate nel corso della seduta del 4 luglio, alle quali si è aggiunta, nella mattinata di ieri, anche quella della Cgil di Cosenza. Per riassume, tra le parti ammesse – oltre ai comuni che si erano già costituiti (Serra, S. Pietro ed Amantea), al ministero dell’Ambiente e alla regione Calabria – la Legambiente calabrese, il Wwf, altre associazioni ambientaliste (Anpana, Vas, e Forum Ambientalista), il Comitato Civico “Natale De Grazia” di Amantea, e diversi familiari di persone decedute per patologie tumorali contratte, presuntivamente, a causa dell’inquinamento ambientale.
Il procedimento per i reati di disastro ambientale e avvelenamento delle acque, secondo le indagini condotte dalla Procura di Paola guidata da Bruno Giordano, ha come imputati, a diverso titolo, l’imprenditore Cesare Coccimiglio e altre quattro persone, difese dagli avvocati Carratelli, Osso e Filice, proprietarie dei terreni nei pressi dell’alveo fluviale che, in virtù delle analisi scientifiche condotte da Ispra e Arpacal, risultano contaminati da materiali nocivi per la salute pubblica, come fanghi industriali (si parla di circa 100 mila mc), e metalli pesanti.
Soddisfatte, alla fine di questa prima fase processuale, le varie parti civili.
«Continuiamo anche nelle aule giudiziarie – ha detto il segretario della Cgil cosentina Donato, presente all’udienza – il sostegno al Comitato De Grazia, alle altre associazioni ambientaliste e soprattutto ai cittadini che hanno avuto un grave pregiudizio dall’interramento di rifiuti industriali pericolosi».
Tra gli altri, erano presenti il presidente Gianfranco Posa e altri componenti del comitato civico De Grazia di Amantea, e diversi ambientalisti.
Per il Comitato De Grazia, in particolare modo, da sempre in prima linea affinché si faccia piena luce sulla vicenda di inquinamento ambientale del fiume Oliva – un territorio che avrebbe meritato per la sua bellezza ben altra sorte (sarebbe dovuto diventare parco naturalistico) -, questo è un passo certamente importante. Altro obiettivo del comitato civico, assolutamente non secondario, è che presto, anche con questo processo, si possa dare impulso alla non più rinviabile bonifica dei siti inquinati.

Le prossime udienze, fissate dal presidente Giovanni Garofalo, sono previste per il 5 e 18 novembre.

Da evidenziare che né il comune di Aiello Calabro, né la provincia di Cosenza hanno inteso costituirsi parte civile.

Di seguito, la nota stampa della Cgil Cosenza
COMUNICATO STAMPA La Cgil di Cosenza si è costituita parte civile nel processo sul fiume Oliva che vede imputati “per disastro ambientale ed avvelenamento delle acque” un imprenditore e alcuni proprietari di terreni che sono risultati contaminati. Nell’udienza di questa mattina (2 ottobre) il Tribunale di Cosenza, infatti, ha accolto la richiesta della Camera del lavoro bruzia, rappresentata dall’avvocato Simonetta Bruni. La Cgil di Cosenza ha motivato la sua richiesta richiamando l’articolo 9 dello Statuto dei lavoratori che riconosce il diritto del sindacato a promuovere tutte le misure di tutela della salute e dell’integrità fisica dei lavoratori. “La Cgil di Cosenza continua anche nelle aule giudiziarie la sua battaglia al fianco del Comitato civico Natale De Grazia, delle altre associazioni ambientaliste e, soprattutto, dei cittadini che hanno subito e subiscono gravi danni dall’interramento di rifiuti pericolosi – afferma il segretario Giovanni Donato -. Siamo soddisfatti per il risultato ottenuto questa mattina che rappresenta un’ulteriore tappa della nostra lotta per i diritti civili e a difesa dell’ambiente e della legalità. Una lotta che ha avuto un momento significativo nell’imponente manifestazione di Amantea del 24 ottobre del 2009 e che continueremo anche in futuro. Alle associazioni ambientaliste e alla gente comune ribadisco il sostegno della Cgil per una battaglia difficile che tutti insieme riusciremo a vincere. Siamo convinti, difatti, che il territorio sia una risorsa importante per lo sviluppo e l’occupazione”. 
Cosenza, 2 ottobre 2013

#ValleOlivaInquinata. Al via il processo in Corte d'Assise a Cosenza. Numerose le richieste di parte civile

… Sebbene individuato come parte lesa dalla Procura paolana, non si è costituito il Comune di Aiello Calabro.

RASSEGNA STAMPA

Il Quotidiano della Calabria del 5 luglio 2013, pag. 7
Blog Comitato De Grazia
Corriere della Calabria

Processo Valle Olivo inquinata. Udienza rinviata al 4 luglio prossimo

L’inizio del processo sull’inquinamento della Vallata del fiume Oliva, che si celebra presso la Corte d’Assise di Cosenza, è stato rinviato al prossimo 4 luglio (ore 9.30).
Leggi la notizia qui (Corriere della Calabria) 
e qui  (Comitato De Grazia)