Iconografia di San Giuseppe. Conversazione a Serra Spiga, Cosenza, il 18 marzo 2025

Martedì 18 marzo 2025 con inizio alle ore 20 Conversazione sull’iconografia di San Giuseppe nella chiesa di Serra Spiga a Cosenza.

La parrocchia di San Giuseppe sposo di Maria vergine, nel quartiere di Serra Spiga a Cosenza, annualmente organizza la festa del suo santo patrono, con una serie di iniziative culturali e religiose. Quest’anno, martedì 18 marzo 2025, con inizio alle ore 20, nella sala “don Mauro” della chiesa di San Giuseppe a serra Spiga, tra l’altro si terrà una conversazione sull’iconografia di San Giuseppe, curata da Demetrio Guzzardi, che con una serie di immagini farà conoscere i vari simboli iconografici del “padre putativo di Gesù”. Nell’ultima parte dell’incontro verranno proiettate le immagini di San Giuseppe conservate nella chiesa parrocchiale e anche le raffigurazioni che si trovano nelle altre chiese cosentine. Non mancherà un riferimento alla gastronomia devozionale con le tipiche zeppole di San Giuseppe.

Ricordo di don Luigi Maletta, il prete degli ultimi, Cosenza 17 marzo 2025

Annualmente la parrocchia cosentina di San Gaetano commemora l’anniversario della morte di don Luigi Maletta; quest’anno per sottolineare il 50.mo anniversario della sua scomparsa, lunedì 17 marzo 2025 a Cosenza sono state organizzate due manifestazioni; la prima nella sala conferenze del CAI, ubicata nell’ex stazione ferroviaria FCL alle ore 17 e a seguire una Santa Messa nella Chiesa di San Gaetano.
L’incontro, che si terrà a Cosenza Casali, è stato organizzato congiuntamente da 4 associazioni: “La Via Popilia”, “Mistery Hunters, il Club Alpino Italiano sezione di Cosenza e l’Universitas Vivariensis. I lavori inizieranno con i saluti di: Maria Talarico (CAI Cosenza), Alfonso Morelli (Mistery Hunters), Ferdinando Morelli (La Via Popilia) e il vice sindaco di Cosenza, Maria Locanto; proseguiranno con una proiezione di fotografie storiche – molte delle quali inedite – facente parti dell’Archivio fotografico della famiglia Spadafora, con una narrazione di Alfredo Salzano, a cui seguirà la relazione di Demetrio Guzzardi “La stagione sociale del cattolicesimo cosentino. Don Luigi Maletta, il prete degli ultimi”. Alle ore 19 è prevista la celebrazione eucaristica presieduta dal parroco di San Gaetano don Francesco Bilotto.

Chi era don Luigi Maletta
Don Luigi Maletta è nato a Parenti (Cs) il 13 novembre 1903, il padre Giuseppe era un sarto, che si unì in matrimonio a Caterina Capellupo (12 aprile 1877 – 28 agosto 1943). Nacquero cinque figli: Luigi, Vincenza, Giuseppina, Iolanda e Adelina. Don Benedetto Renzelli indirizzò il piccolo Luigi verso la vocazione al sacerdozio e l’11 giugno 1927 fu ordinato prete.
Mons. Trussoni lo volle vice parroco a Cosenza, prima a San Nicola e poi a San Gaetano. Dal 1935 al 1937 fu cappellano militare volontario in Etiopia, ma per il clima torrido e la mancanza di acqua potabile, si ammalò e fu rimpatriato nel novembre 1937; aveva contratto la malaria e per un anno fu ricoverato all’Ospedale militare di Caserta. Mons. Nogara, nel 1940, lo nominò parroco di San Gaetano e nei suoi 35 anni di apostolato, tutta la sua vita fu dedicata ai giovani, in particolar modo al movimento scout. Costruì a Caricchio il Villaggio del fanciullo, dove trovarono accoglienza 200 ragazzi abbandonati e lui divenne «il padre per chi padre non ha e il padre che porta al Padre». Morì a Cosenza il 17 marzo 1975.
Il 28 agosto 1943 gli aerei che bombardavano Cosenza colpirono in pieno la Chiesa di San Gaetano; proprio davanti al portone principale furono colpite e rimasero uccise Caterina Capellupo e Adelina Maletta, rispettivamente madre e sorella di don Luigi. Il sacerdote «dolente e rassegnato levava alte le sue preghiere» raccogliendo i loro resti mortali. Nella sua chiesa, don Luigi volle la lapide commemorativa per le vittime civili dei bombardamenti del 1943.

Processione Madonna del Pilerio, Patrona di Cosenza, 12 febbraio 2025

Una serata per la Madonna del Pilerio

A Cosenza lunedì 10 febbraio 2025 – ore 18.30, alcune associazioni culturali hanno organizzato una conversazione sull’icona della Madonna del Pilerio in occasione della festa patronale.

L’icona della Madonna del Pilerio tra storia, arte e pietà popolare è il titolo della conversazione che l’editore cosentino Demetrio Guzzardi, terrà lunedì 10 febbraio 2025, con inizio alle ore 18.30 nella Chiesa di San Giovanni Gerosolimitano a Cosenza (la prima traversa a sinistra di corso Telesio, venendo da piazza Valdesi).
L’iniziativa è voluta da una serie di associazioni culturali cosentine, in occasione della festa patronale della Madonna del Pilerio, che si festeggia il 12 febbraio: il Cisom (Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta), Universitas Vivariensis, Centro studi Pileriano, Convegno di cultura “Maria Cristina di Savoia” Presila, Sguardi ecologici, Ars Enotria, Centro culturale cattolico “La Città del Sole”. Dopo la conversazione con immagini si terrà una passeggiata fino alla Cattedrale e subito dopo la visita delle varie icone del Pilerio custodite nel Museo diocesano.
La Madonna del Pilerio, tra i tipi iconografici è classificata come una Galaktotrophousa, cioè “Colei che dona il latte”, una Madonna allattante. Non c’è un altro significato da trasmettere nelle icone se non quello di presentare un segno dell’incarnazione e l’allattamento ne è una prova concreta. Gesù è nato bambino come tutti gli altri uomini, allattato da sua Madre; proprio in questo gesto viene esaltata la divinità e l’umanità. L’allattamento connota Maria come madre e donna; dare il latte a Gesù trasmette, a chi guarda l’icona, sia un senso di straordinaria umanità che di sacralità. Da sempre attributi tipici del femminile sono quelli di procreare, accudire e nutrire.
Allattare significa dare il proprio corpo da mangiare a un altro essere umano bisognoso; nel cristianesimo la più alta donazione di sé è quella di Gesù che nel sacramento eucaristico, offre ai suoi fedeli il suo corpo e il suo sangue.
Una particolarità dell’iniziativa è quella del Centro studi Pileriano, nato all’interno dell’Universitas Vivariensis, che ha iniziato a catalogare e conservare tutta la neo iconografia pileriana che si sta producendo negli ultimi anni.

Rifondazione Cosenza ricorda Franco Piperno

La sera del 13 gennaio ci ha lasciati Franco Piperno, sotto una notte illuminata da una splendida luna e da una superba Venere, quasi a rendere omaggio a chi ha saputo immaginare un nuovo assalto al cielo.
Uomo di straordinario intelletto e di visione, Piperno ha intrecciato teoria e prassi in una vita interamente dedicata all’impegno. Protagonista del ’68 italiano, non ha mai abbandonato la scena politica e culturale del nostro Paese.
Appassionato delle storie del cielo e delle sue cosmogonie, ha osservato con pari attenzione i cambiamenti politici e sociali che hanno plasmato l’Italia, rivendicando con fermezza “tutto ciò che era possibile rivendicare” – un concetto che riecheggia lo slogan di quegli anni. Questo spirito si riflette nel titolo del celebre libro di Nanni Balestrini, Vogliamo tutto, edito da Feltrinelli nel 1971, che racconta il ’68 italiano. “Sulle barricate c’erano delle bandiere rosse e su una c’era un cartello con su scritto: Cosa vogliamo? Vogliamo tutto”, scrive Balestrini, amico e compagno di Franco Piperno.
Gli anni della giovane militanza di Piperno sono stati segnati dai movimenti studenteschi e da una sinistra radicale che vedeva nella lotta di classe l’unica via per raggiungere quell’assalto al cielo, che non era solo un’utopia, ma una possibilità concreta. Per lui, il comunismo rappresentato dalle bandiere rosse non era semplicemente un’ideologia, ma una “attitudine umana”. Secondo Piperno, “il comunista agisce nel contesto in cui il destino l’ha gettato”.
E così ha sempre fatto, dalle sue lotte giovanili agli anni dell’esilio forzato, fino alle esperienze comunali. Ha immaginato e sperimentato forme di autonomia dal basso, trasformando il concetto stesso di cittadinanza in una pratica vicina al municipalismo e alle comunità locali. Questa autonomia si ispirava a quella dei lupi, animali che Franco amava profondamente e di cui allevò alcuni esemplari ad Arcavacata, luogo simbolo del suo impegno e della sua visione. E proprio come un “lupo”, Franco Piperno è stato un personaggio controverso: amato e odiato, ma mai ignorato.
La sua scomparsa ci lascia orfani, ma, come direbbe un uomo di scienza, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Siamo più soli, è vero, ma conserviamo la forza di ciò che è stato e, seguendo il suo “cattivo insegnamento”, immaginiamo la trasformazione del mondo in qualcosa di più giusto. Perché, nella sua visione, trasformazione e rivoluzione non erano poi così distanti.

Le compagne e i compagni del circolo Gullo-Mazzotta del PRC-SE Cosenza

In giro per presepi, Cosenza 27 dicembre e Montalto Uffugo 28 dicembre 2024

In giro per presepi a Cosenza, 27 dicembre 2024 | Conversazione sul Presepe con Demetrio Guzzardi nella chiesa di S. Giovanni Gerolosimitano e visita al Presepe di San Francesco d’Assisi di Cosenza. Iniziativa organizzata dall’Universitas Vivariensis, dal gruppo Cisom (Corpo Italiano di soccorso) di Cosenza dell’Ordine di Malta e dall’Associazione Italiana Amici del presepio.

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In giro per presepi a Montalto Uffugo, 28 dicembre 2024 | Chiesa della Madonna della Serra, chiesa di San Giacomo, chiesa di S. Domenico.

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Cosenza, passeggiata ai presepi cosentini e tombola di solidarietà

Ritorna anche quest’anno il consueto giro ai presepi nella città di Cosenza e la tombola cusenDina; un’iniziativa organizzata dall’Universitas Vivariensis, dal gruppo Cisom (Corpo Italiano di soccorso) di Cosenza dell’Ordine di Malta e dall’Associazione Italiana Amici del presepio.
Gli appuntamenti sono per venerdì 27 e sabato 28 dicembre 2024.
Si inizia venerdì 27 dicembre: alle ore 17.30 è previsto il raduno in piazza Valdesi a Cosenza, per raggiungere la Chiesa di San Giovanni Gerosolimitano – a un centinaio di metri di distanza – dove si terrà una conversazione con immagini a cura di Demetrio Guzzardi, dal titolo “Nel presepe la tenerezza del Dio bambino”; al termine i partecipanti a piedi si recheranno nella Chiesa di San Francesco d’Assisi, dove dal 1976 il signor Mario Parise, organizza un monumentale presepe, con statuine – molte delle quali di fattura artigianale -. Il più noto è Benino, il pastorello addormentato, che secondo il signor Parise, simboleggia i cosentini, che si sono dimenticati della parte storica di Cosenza; un monito a voler guardare con più attenzione alle sorti di “Cosenza vecchia”.
Seguirà nei locali sottostanti la chiesa, la Tombola CusenDina, con tanti premi e molta solidarietà; infatti il ricavato della vendita delle cartelle sarà totalmente devoluto alla Mensa dei poveri della Chiesa di san Francesco d’Assisi.
Sabato 28 dicembre, l’appuntamento è presso la Caserma dei Carabinieri “Paolo Grippo” a Corso Mazzini (nei pressi della fontana di Giugno) dove ci sarà una visita guidata alla Mostra dei presepi, che da molti anni l’Associazione italiana amici del presepio organizza. Sarà un’occasione per conoscere i tanti presepisti che realizzano delle vere opere d’arte.

Tombola CusenDina | Di cosa si tratta e come si gioca?
Molti giocando a tombola hanno sempre pensato che gli sarebbe piaciuto scegliere personalmente i numeri sulla propria cartella… e così sono state individuate una serie di categorie ogni 10 numeri; naturalmente è stato abbinato a un numero un personaggio o un’iniziativa che ha a che fare con Cosenza e i cosentini. I giocatori durante la proiezione dei 90 numeri dovranno scegliere e scrivere loro stessi su una cartella bianca con 15 rettangoli i numeri che trovano più “simpatici” o consoni al loro modo di vedere. Una volta completata la cartella…, il gioco resta quello tradizionale: coprire con una buccia di mandarino, il numero estratto… ambo, terno, quaterna, cinquina, tombola e tombolicchio, saranno i premi. Ma la vera vincita sarà quella di aver conosciuto personaggi, avvenimenti e luoghi della nostra amata città».
«I primi 10 numeri sono collegati a personalità della cultura cosentina di ieri e di oggi… Il numero uno è naturalmente Bernardino Telesio, il due Parrasio, il tre Sertorio Quattromani… e poi Totonno Chiappetta e Mario Gualtieri».
«Dal numero 11 al 20 i personaggi sportivi (Franco Rizzo, Bergamini, Marulla, Faraca…); dal 21 al 30 un po’ di monumenti cosentini; dal 31 al 40 i personaggi politici (sono stati scelti ministri e sottosegretari cosentini…). Dal 41 al 50 personaggi religiosi (naturalmente il primo della lista è San Francesco di Paola, ma non manca don Carlo De Cardona a cui è toccato il numero 44). Dal 51 al 60 gli avvenimenti storici più importanti della storia cosentina (dalla morte di Alarico, a Federico II, alle bombe del 1943, alla visita di papa Giovanni Paolo II il 6 ottobre 1984)».
«I luoghi della cultura cosentina: dal n. 61 al 70 e poi in onore del centro storico le chiese e le cappelle che molti non conoscono, trovano spazio nel cartellone della tombola dal 71 all’ottanta».
«Gli ultimi dieci numeri sono dedicati alla nostra gastronomia… 81 fusilli e carne; 82 brodo (o zuppa) alla Santè, 83 mazzacorde… 89 cuddrurieddri e 90 la bevanda che piace ai cosentini… gazzosa al caffè».
Non resta che venire a giocare alla tombola cusenDina.

Mostra presepi 2024 alla caserma Grippo di Cosenza

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Link Associazione italiana amici del Presepio

Rifondazione: Pronto Soccorso o girone infernale?

Nel corso del tempo il Pronto Soccorso dell’Ospedale di Cosenza ha vissuto diverse ristrutturazioni e altrettanti proclami di migliorie apportate, con tanto di inaugurazioni in pompa magna. Nei fatti però, come tutte e tutti quelli che vi sono capitati negli ultimi mesi ben sanno, è cambiato solo qualche cartello, sono state imbiancate le pareti, sono state persino introdotte alcune nuove denominazioni ma la qualità del servizio sanitario è rimasta pessima, nonostante un impegno ai limiti dello sfruttamento da parte dei bravi medici cubani.
Il punto più delicato del nosocomio cosentino continua perciò ad essere una specie di girone infernale, un posto in cui si registrano esperienze per lo più sconcertanti, di cui spesso resta traccia nelle “recensioni” lasciate da utenti e pazienti su social e sul web. A conferma dei giudizi pesanti espressi dai cittadini-utenti, arrivano le considerazioni impietose rinvenibili, proprio su questo reparto, sui report nazionali più considerati, dove si certificano tempi di permanenza media di ben CINQUE giorni!
Abbiamo raccolto in questo senso, dalla voce diretta di familiari e pazienti, diverse testimonianze. L’ultima, che ci ha colpito molto, è quella dolorosa e forte di Antonio Ruffolo, sindacalista Cgil che con sua madre, dopo una serie di vicissitudini e passaggi tra l’Ospedale ed una Clinica, e dopo aver avuto una polmonite (riceviamo segnalazioni di troppi casi del genere che si ripetono a seguito del ricovero in strutture sanitarie), ha dovuto essere portata, in condizioni aggravate, di nuovo al Pronto Soccorso. In tali condizioni, la signora è stata comunque seguita con una scarsissima assistenza; questo perché, sottolinea responsabilmente il figlio della signora Anna Rosaria, vi è un’assoluta mancanza di personale.
Ed è questa la cosa più forte che vogliamo far presente, ovvero che a seguito del depotenziamento anche degli altri plessi di Pronto Soccorso della provincia ed a fronte di un numero molto ampio di utenza, ricordiamo che Cosenza è la provincia più grande e più popolosa della Calabria, corrisponde un numero assolutamente inadeguato di personale, che arranca e fatica duramente per cercare di portare avanti il proprio lavoro.
È necessario, dopo una immediata attivazione dell’insoddisfacente – a volte anche parassitaria – struttura burocratico-amministrativa, programmare ed effettuare assunzioni in tempi rapidissimi per avere una adeguata pianta organica, prevedendo concorsi per il settore del Pronto soccorso, magari con forti incentivi. La Regione e i vertici sanitari devono far di tutto per chiudere la stagione dell’improvvisazione, del pressappochismo e delle scelte emergenziali.
Mentre è proprio la dimensione della emergenza quella che quasi sempre non viene rispettata nei PS, a fronte, appunto, di un’affluenza altissima che accusa il colpo soprattutto della mancanza, oltre che del personale anche di una buona rete distribuita sul territorio, la cosiddetta “medicina territoriale” o “medicina di prossimità”. Per questi motivi, e per la ormai cronica mancanza di posti letto – nell’Annunziata ne mancano più di TRECENTO! -i pazienti ed i loro familiari stazionano in condizioni indecenti e per diversi giorni nel PS.Antonio e sua mamma si sono dovuti confrontare, o sarebbe meglio dire “scontrare”, con questo ulteriore disagio, anche se la loro vicenda si è conclusa con un lieto fine, grazie all’intervento, caso unico se non raro, di una dipendente interna, la dottoressa Bartucci che si è prodigata molto, come dovrebbe avvenire per tutti senza chiamare né amici, né politicanti e né compari. Il fine ultimo deve rimanere sempre uno: assicurare ai pazienti come la signora Anna Rosaria un posto letto in un reparto di cura, per ottenere tutte le prestazioni sanitarie ed assistenziali necessarie. Un diritto costituzionale fondamentale, troppo spesso trascurato e negato!

Gianmaria Milicchio segretario provinciale Prc-se Cosenza
Domenico Passarelli cosegretario circolo “Gullo-Mazzotta” Prc-se Cosenza
Rita Dodaro cosegretaria circolo “Gullo-Mazzotta” Prc-se Cosenza

Radici & Lieviti, un docufilm a Cosenza su Giuseppe Dossetti

Cosenza, Cinema Citrigno 26 novembre 2024, ore 18.30