Un evento diffuso con 25 appuntamenti in 17 regioni, dalla Sardegna al Friuli Venezia Giulia,
lungo le tappe e i borghi toccati dai 7200 km dell'itinerario escursionistico.
Un appuntamento organizzato dal Club alpino italiano per promuovere un turismo montano sostenibile e responsabile.Milano, 15 novembre 2022
Una giornata da trascorrere camminando su uno dei sentieri più lunghi al mondo alla scoperta delle bellezze dei territori, per un turismo montano sostenibile e responsabile.
Domenica 20 novembre il Club alpino italiano organizza la prima edizione della "Giornata nazionale Sentiero Italia CAI": un evento diffuso, che prevede 25 appuntamenti escursionistici curati dai Gruppi regionali e dalle Sezioni del Cai in 17 regioni, lungo le oltre 500 tappe, per un totale di circa 7200 chilometri, di un percorso escursionistico che collega la Sardegna al Friuli Venezia Giulia, risalendo la dorsale appenninica e attraversando l'arco alpino.
Le regioni con più appuntamenti sono la Liguria e la Sicilia con quattro ciascuna, seguono la Lombardia e l'Umbria con due.
Il Sentiero Italia CAI (SiCAI) unisce tutte le regioni italiane attraverso la percorrenza a passo lento dei territori montani alpini e appenninici, con la loro varietà ambientale e culturale. Con questa giornata nazionale diffusa, il Cai intende promuovere la conoscenza del percorso nei singoli territori, con grande attenzione alle ricadute positive di una forma di frequentazione, conoscenza e godimento della natura, del paesaggio e della cultura che il turismo escursionistico è in grado di offrire.
Alla scoperta di natura, cultura e tradizioni
Le escursioni, che si terranno lungo tappe a quote non eccessivamente elevate, saranno caratterizzate da sviluppi, dislivelli e durate accessibili anche ai camminatori non esperti. In diversi casi, la giornata prevederà visite ai borghi montani toccati dall'itinerario, per scoprire tradizioni e produzioni enogastronomiche locali.
«La varietà ambientale e culturale è un tratto distintivo delle montagne italiane, che chi percorre il Sentiero Italia CAI può conoscere in prima persona. È un itinerario che può essere paragonato a una vera infrastruttura, ma senza un solo grammo di cemento», afferma il Presidente generale del Cai Antonio Montani. «Il SiCAI consente a chi lo percorre di vivere avventure e scoperte uniche, favorendo lo sviluppo sostenibile delle aree montane attraversate, con attenzione alle economie locali e alle peculiarità ambientali e culturali di ogni tappa. La sua cura è uno degli obiettivi prioritari di questa presidenza: quest'anno abbiamo infatti stanziato, nell'ambito dei fondi assegnati dal Ministero del Turismo, 300mila euro a favore delle nostre Sezioni per la manutenzione ordinaria e straordinaria del tracciato».
Sulla stessa lunghezza d'onda Giacomo Benedetti, delegato della Presidenza generale al Sentiero Italia CAI: «il SiCAI è un unicum escursionistico in grado di rivitalizzare le località più periferiche e meno turistiche, valorizzandone l'identità ambientale e culturale tramite il coinvolgimento diretto delle comunità. Con la Giornata nazionale di domenica 20 novembre, il Cai vuole celebrare e promuovere il turismo outdoor lento, sostenibile e globale, che è una delle espressioni più evidenti e avanzate dei mutamenti che interessano la società contemporanea».
Il convegno "Sentiero Italia CAI, una grande opportunità"
Tra i tanti eventi, da segnalare l'appuntamento piemontese con il convegno "Sentiero Italia CAI, una grande opportunità", organizzato a Santa Maria Maggiore (VCO), presso la sede dell'Unione Montana Valle Vigezzo (inizio lavori ore 9). Parteciperanno il Presidente generale del Cai Antonio Montani, la Vicepresidente generale Laura Colombo, il componente aggiunto del Comitato direttivo centrale Angelo Schena e i Consiglieri centrali. Seguirà, alle ore 11, la visita a Santa Maria Maggiore e, dopo il buffet nella Sala Mandamentale del Vecchio Municipio (ore 13), la visita al Museo dello Spazzacamino e alla Casa del Profumo (ore 14:30).
Su cai.it sono online le locandine con i programmi e i dettagli dei singoli appuntamenti.
Per approfondire
° Mappa ufficiale Sentiero Italia CAI: sentieroitaliamappe.cai.it
°"App Mappa digitale Sentiero Italia CAI": mappadigitalesentieroitalia.it
Domenica 6 novembre, altra escursione sui monti della Catena Costiera. Con Giovanni e Peppe e Geniale di Jamu a Caminare, in senso antiorario diversamente dal solito, siamo saliti prima su Marmorino e poi su monte Scudiero e infine su S. Lucerna dove abbiamo consumato la colazione a sacco, ammirando il paradisiaco panorama. Buoni passi a tutti
Nasce la nuova piattaforma di streaming promossa da Club alpino italiano e Trento Film Festival,per portare nelle case e sui dispositivi di tutti gli appassionati tanti film di alpinismo, avventura e natura,per la prima volta in un unico abbonamentoMilano, 25 ottobre 2022.
Era in cantiere da tempo e da oggi è finalmente online: InQuotaè la piattaforma di streaming che si rivolge a tutti gli appassionati di cinema e di montagna, frutto del lavoro congiunto del Trento Film Festival e del Cai, in particolare del Centro di Cinematografia e Cineteca.
«Senza dover cercare, più o meno nascosti tra servizi e abbonamenti diversi, i titoli in tema, gli abbonati a InQuota potranno ora trovare su un'unica piattaforma il meglio del cinema di montagna, natura e avventura», spiega Sergio Fant, responsabile della programmazione cinematografica del Festival e ora curatore dei contenuti della nuova piattaforma.
Si parte con 20 film, protagonisti delle ultime edizioni del Trento Film Festival o selezionati dal Centro di Cinematografia e Cineteca del Cai. Grande spazio ai film di alpinismo e arrampicata: Dirtbag: The Legend Of Fred Beckey di Dave O'Leske, ritratto del celebre alpinista americano, il cui nome ha evocato mistero, sarcasmo e adulazione fin dagli anni '40; Manaslu di Gerald Salmina, biografia di uno dei più grandi alpinisti del nostro tempo, Hans Kammerlander; ma anche Climbing Iran di Francesca Borghetti, il documentario sulla vita dell'arrampicatrice iraniana Nasim Eshqi, presentato nel 2021 a Trento e tornato ora di grandissima attualità di fronte alle drammatiche violenze che stanno colpendo i manifestanti in Iran, di cui Nasim si sta facendo portavoce cercando di sensibilizzare il mondo alpinistico internazionale. Numerosi fin dall'inizio i film più amati e premiati dal pubblico del Festival, come Cielo di Alison McAlpine, Fine Lines di Dina Khreino e Mountain di Jennifer Peedom, con la voce narrante di Willem Dafoe. Debuttano sulla piattaforma anche molti film italiani, tra cui Oltre il confine. La storia di Ettore Castiglioni di Andrea Azzetti e Federico Massa, o Itaca nel sole. Cercando Gian Piero Motti di Natale Fabio Mancari e Tiziano Gaia. «Ai film presenti dall'inizio, ogni settimana si aggiungerà un nuovo titolo, per ampliare costantemente la library fino ad arrivare a regime a un centinaio di film disponibili, e far diventare l'appuntamento con le novità di InQuota una piacevole abitudine», ricorda Fant.
A quasi un decennio dall'esplosione dei contenuti online, ma con piattaforme che ormai replicano l'offerta della tv generalista di cui inizialmente rappresentavano l'alternativa, proposte come InQuota si ispirano alle tendenze più originali e avanzate del mercato audiovisivo, rispondendo all'emergenza di nuove "nicchie", anche se per numero di appassionati e praticanti la montagna e l'outdoor rappresentano ben più di una piccola fetta di pubblico.
«Quante volte ci siamo sentiti domandare come fosse possibile riguardare o condividere un certo film dopo averlo apprezzato in sala a Trento o in qualche serata organizzata dalle sezioni Cai, o vedere i tanti film del Festival persi perché non si è in grado di andarci, per altri impegni o per la distanza? InQuota è la risposta concreta che diamo a un pubblico che sappiamo essere in costante crescita, e che al piacere della sala cinematografica unisce il desiderio delle visioni private, on demand» spiega Nicoletta Favaron, presidente del Centro e vicepresidente del Trento Film Festival. Soddisfazione espressa anche dal presidente del Festival, Mauro Leveghi: «Durante gli anni duri della pandemia il Festival ha dovuto reinventarsi, immaginando e realizzando nuovi strumenti per relazionarsi col suo pubblico. Abbiamo testato sul campo il potenziale dello streaming, capendo che la domanda era alta. Il Festival da quest'anno è tornato giustamente alla sua normalità, il "grande schermo", riempiendo le sale: con InQuotavogliamo offrire al nostro pubblico anche la possibilità di continuare a godere da casa, ogni giorno dell'anno, di film unici e introvabili altrove».
«Dopo le felici esperienze, maturate nei periodi di costrizione a casa per il lockdown, con le invenzioni delle "rubriche" La montagna a casa e Natale in quota, il Cai, in collaborazione con Trento Film Festival, vuole offrire un'ulteriore opportunità a tutti di poter gustare, a casa propria, alcuni dei più spettacolari e bei film di montagna, con questa nuova iniziativa che, sono sicuro, troverà il favore dei Soci del Club alpino e degli appassionati del cinema legato alle Terre Alte» dichiara Antonio Montani, Presidente generale del Cai.
Il logo di InQuota è stato realizzato dall'artista spagnolo Javier Jaén, autore del manifesto del Festival nel 2019, mentre la piattaforma adottata è quella sviluppata dal provider di servizi di streaming neozelandese Shift72 e dalla società francese Festivalscope, partner web dei maggiori festival e mercati cinematografici internazionali, a partire dalla Mostra del Cinema di Venezia.
Il costo dell'abbonamento annuale è di 50 euro: gli oltre 10mila utenti già registrati sulla piattaforma in occasione delle scorse edizioni del Festival hanno ricevuto un codice sconto per sottoscrivere l'abbonamento al costo di 40 euro, mentre per i soci CAI è prevista un'ulteriore speciale offerta a 30 euro. Tutte le informazioni per abbonarsi e per scoprire i film online su www.inquota.tv
Cammino di San Francesco di Paola: un bellissimo cammino sui passi del Santo Patrono della Calabria. Si divide in due vie: Via del Giovane e Via dell'Eremita, entrambi suddivisi in tre tappe che hanno come meta finale il paese di Paola. Si possono percorrere anche entrambe le vie per un totale di 111,7 km in sei giorni.
Qui trovi tutte le informazioni utili.
Oggi, 9 ottobre 2022, per "Una montagna di salute" del CAI e per la giornata nazionale del camminare, siamo stati ospiti del CAI Cosenza che ci ha guidati sui monti della #Sila, da #Grimoli a #Lorica. Breve passeggiata, in discesa, ma ricchissima di buona compagnia. E poi, i colori della Natura in questo periodo dell'anno parlano direttamente all'animo e lo deliziano.
Grazie per la bella giornata e buon cammino a tutti da #jamuacaminare
FONTE QUI COSENZA“Una montagna di salute”, la bellezza della Sila per curare il corpo e lo spiritoAttraversare a piedi un ecosistema montano fornisce stimoli visivi, olfattivi e tattili che svolgono funzione antidepressiva e rigenerante
11 Ottobre 2022
COSENZA – La salute è un insieme di fattori genetici, ambientali e di un corretto stile di vita, da costruire giorno dopo giorno, passo dopo passo. In questa logica si è inserita l’iniziativa nazionale “Una montagna di salute”, giunta alla 2^ edizione e promossa dalla Commissione Centrale Medica del CAI. Domenica scorsa, 9 ottobre si è svolta in diverse località montane d’Italia ad opera delle commissioni mediche regionali e anche in provincia di Cosenza.
L’evento, strettamente correlato al goal 3 dell’agenda 2030, target “salute e benessere”, mira a diffondere la cultura del camminare, nello specifico nei percorsi montani, come importante attivatore di benessere fisico, incidendo sull’ossigenazione del sangue, sul tono muscolare ed osseo, sul metabolismo e sulla sfera psicologica. Attraversare a piedi un ecosistema montano fornisce stimoli visivi, olfattivi e tattili che svolgono funzione antidepressiva e rigenerante, se poi l’escursione è svolta in buona compagnia a tutto vantaggio della socialità e degli scambi relazionali.
Abbracciando gli obiettivi dell’ASvis (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), le sezioni locali del CAI si sono attivate per organizzare percorsi che fossero di facile accessibilità e fornissero ad ogni partecipante il giusto stimolo per migliorare il proprio stile di vita avvicinandosi all’ambiente montano.
Per la sezione del CAI Cosenza, l’itinerario, guidato dai direttori d’escursione Franco Romano e Gianstefano Verrina, si è snodato sui sentieri CAI 419 e 416 con partenza da Botte Donato località Croce di Grimoli ed arrivo a Lorica, per un totale di circa 8km.
L’iniziativa ha dato modo ai circa 40 partecipanti di attraversare, con un facile percorso in discesa, gli splendidi boschi di faggi e conifere dell’altopiano silano, e di godere in anteprima dello spettacolo del foliage e dei profumi del bosco autunnale. Obiettivo benessere raggiunto per i 40 escursionisti; nella prospettiva di riuscire ad incidere, a lungo raggio, su abitudini e stili di vita, ricordando che il benessere individuale è strettamente correlato a quello dell’intera comunità.
"UNA MONTAGNA DI SALUTE",
SUI SENTIERI PER PROMUOVERE
IL BENESSERE FISICO, PSICHICO E SOCIALEDomenica 9 ottobre il Club alpino italiano organizza
18 escursioni in sette regioni, incentrate sulla promozione della salute
e del benessere che un'attività motoria lenta e consapevole può dare a ciascuno di noi
Milano, 6 ottobre 2022
Svolgere attività motoria in ambiente montano è un esempio di uno stile di vita sostenibile per migliorare la propria salute e il proprio benessere fisico, psichico e sociale.
È questo il concetto che la Commissione centrale medica del Club alpino italiano intende diffondere con la seconda edizione di "Una montagna di salute", evento diffuso in programma domenica 9 ottobre.
Diciotto escursioni in sette regioni
Lungo i sentieri di sette regioni sono in programma diciotto escursioni lungo percorsi accessibili a tutti, durante le quali i partecipanti saranno coinvolti in un dialogo sui temi della prevenzione e della promozione della salute, concetti che trovano particolare significato nei corretti comportamenti e abitudini di vita.
Undici escursioni saranno organizzate dalla Commissione medica del Cai Emilia-Romagna dalle Sezioni della regione, otto delle quali si terranno sui sentieri dell'Appennino e tre fuori regione. Le altre, organizzate dalle Sezioni e Commissioni mediche Cai territoriali, si terranno in Calabria, Abruzzo, Liguria, Lombardia, Sicilia e Trentino.
Un concetto di salute unica
"Una Montagna di Salute" rientra nel programma dell'edizione 2022 del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso da ASviS, l'Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile alla quale aderisce anche il Cai. Si tratta della più grande iniziativa italiana per sensibilizzare e mobilitare cittadini, giovani generazioni, imprese, associazioni e istituzioni sui temi della sostenibilità economica, sociale e ambientale.
«Questo evento diffuso nasce proprio dalla nostra volontà di partecipare al festival. La promozione della salute è infatti presente nel Target 3.4 del Goal 3 (Salute e benessere) dell'Agenda 2030 dell'Onu. Stiamo parlando di un concetto di salute unica,"One Health", che comprende gli animali, le piante e l'uomo», afferma il presidente della Commissione centrale medica del Cai Franco Finelli. «Durante le escursioni i componenti delle nostre Commissioni mediche territoriali approfondiranno i benefici che un'attività fisica lenta e consapevole può dare a ciascuno di noi. Nei diversi appuntamenti il concetto di salute e di benessere per tutti sarà declinato in modi differenti: qualcuno si soffermerà maggiormente sull'importanza di una sana alimentazione, altri sulla Montagnaterapia e sulla montagna inclusiva, che accoglie anche le persone con disabilità, altri ancora sulla Terapia Forestale e sui benefici che può dare al nostro organismo la frequentazione di boschi e foreste, soprattutto grazie all'inalazione di sostanze organiche volatili emesse dagli alberi».
LA FILOSOFIA DEL CAMMINAREIl focus del numero di ottobre della rivista del Cai Montagne360
raccoglie testimonianze e riflessioni sul perché ci mettiamo in cammino
Il Presidente generale Antonio Montani presenta poi
i quattro giorni dedicati ai giovani nel Cai, in programma
a Camaiore tra ottobre e novembre
Milano, 28 settembre 2022
È la filosofia del camminare il tema del focus del numero di ottobre della rivista del Cai Montagne360, che raccoglie, come scrive il direttore Luca Calzolari, «una sorta di letteratura minima sul senso odierno del mettersi in cammino».
La parola a undici giovani camminatori
M360 ospita i contributi del fotografo Riccardo Carnovalini e dello scrittore Fabrizio Ardito sul senso e sulle motivazioni del muoversi a piedi, ai quali seguono le interviste a undici camminatori, perlopiù giovani. Le loro parole hanno due importanti elementi in comune.
«Il primo sta nella personale e intima interpretazione del mondo e nella storia di vita di ognuno. Perché camminare è una scelta di vita, forse radicale, senz’altro consapevole, senza ogni ombra di dubbio arricchente», continua il direttore Calzolari. «L'altro filo comune, in particolare per quanto riguarda le parole delle ragazze e dei ragazzi giovani, è che sembrano essere liberi (o sono stati capaci di liberarsi) dal miraggio della motorizzazione come approccio dominante all’esperienza del mondo e della vita in viaggio. E così, quasi senza accorgersene, passo dopo passo si coprono di distanze che si misurano in chilometri. Anzi, in centinaia o migliaia di chilometri. E per ogni chilometro si accumulano esperienza, relazioni e conoscenze».
Il Cai si rivolge ai ragazzi
Il Presidente generale del Cai Antonio Montani annuncia su questo numero un importante appuntamento dedicato ai giovani nel Cai, rivolto nello specifico ai presidenti di Sezione under 40 e ai titolati under 30, ai quali si aggiungeranno una cinquantina di Soci tra i 16 e i 20 anni. Dal 29 ottobre al primo novembre si ritroveranno a Camaiore (LU) e trascorreranno quattro giorni tra riunioni e momenti liberi per camminare, arrampicare e pedalare in ambiente.
«Solo il 5% della nostra classe dirigente territoriale ha meno di quarant’anni e solo il 14% dei tesserati ne ha meno di venticinque», scrive il Presidente Montani. «Ritengo che i membri under 30 già attivi nel Sodalizio vadano portati ai livelli dirigenziali: non è possibile pensare che una classe dirigente anziana possa essere in grado di attuare politiche giovanili, con linguaggi, iniziative e idee adatte. Da qui l’idea di convocare questi soci di giovane età e farli discutere tra loro, in autogestione, su cosa il Cai può fare per essere più attrattivo».
Alpi sempre più verdi
Nel suo Peak&Tip il direttore Luca Calzolari commenta i risultati di una ricerca condotta dalle università svizzere di Losanna e Basilea che, partendo dall'analisi dei dati satellitari, ha studiato il cambiamento del manto nevoso e della vegetazione sull'arco alpino negli ultimi decenni. Il risultato è un inverdimento delle Alpi causato dalla crisi climatica (aumento del 77% della biomassa vegetale sopra il limite del bosco), un fatto non positivo data la scarsa competitività delle piante alpine che si sono adattate all'aumento delle temperature. Inoltre le montagne più verdi riflettono meno luce solare e, di conseguenza, portano a un ulteriore riscaldamento e a un conseguente restringimento del manto nevoso riflettente.
Nuove avventure
M360 ospita poi l'intervista al Ragno di Lecco Matteo Della Bordella, che racconta l'avventura vissuta lo scorso luglio sul grande pilastro della parete est del Siula Grande, in Perù. Insieme a Marco Majori ha aperto "Valore Alpino", una nuova via che celebra i 150 anni dalla nascita del Corpo degli Alpini.
Dal canto suo Paolo Griffa, Accompagnatore di Alpinismo giovanile del Cai Vercelli, racconta i sei giorni trascorsi nel "paradiso piemontese", durante i quali ha percorso circa 95 km a piedi dal Colle del Nivolet a Piamprato, nel Parco nazionale del Gran Paradiso.
Gli altri contributi di questo numero
Le proposte escursionistiche accompagnano il lettore nella Valle di Ribordone, a una cinquantina di chilometri da Torino, che offre miniere di rame visitabili liberamente, santuari mariani e percorsi che fanno parte della Grande Traversata delle Alpi, e in Abruzzo, con tre itinerari di rilevanza storico/culturale, da Tagliacozzo ai Monti Simbruini, che conducono alla faggeta più grande d’Europa.
Gli appassionati di cicloescursionismo troveranno un contributo nel quale la mountain bike è descritta come strumento di libertà e scoperta, che permette di andare incontro a un turismo sempre più sostenibile attraversando la bellezza paesaggistica e identitaria del nostro Paese. L'articolo è arricchito da due proposte, che invitano a pedalare sui sentieri deii monti del Matese e della Piana di Navelli.
Chiudono il numero il racconto di un viaggio in canoa attraverso la Riserva della Biosfera Unesco Mura-Drava-Danubio, il più grande parco fluviale d’Europa, e un articolo che descrive la funzione di "spazzini degli ecosistemi" ricoperta dai geotrupi, coleotteri dalle livree splendenti con metallici riflessi.
Il portfolio fotografico presenta in anteprima la mostra "The Mountain Touch", un percorso espositivo che vede arte e scienza indagare il potere benefico della montagna e della natura sull’essere umano. La mostra sarà inaugurata al Museo nazionale della montagna di Torino il 3 novembre.
Scienza, curiosità, attualità, cronache di nuove ascensioni e notizie dal mondo Cai completano come sempre il numero di ottobre, acquistabile in edicola a 3,90 euro e in arrivo nelle case dei Soci del Cai.
Dopo un po' di tempo, #Jamuacaminare riprende le sue escursioni sulle nostre montagne. Domenica scorsa, 25 settembre 2022, siamo stati su #MonteScudiero e #MonteSantaLucerna, un giretto di circa 10 km in compagnia di Giovanni, Peppe, Bruno, Pietro e Bruno alias Geniale. Il panorama e la pace che si godono da S. Lucerna, la montagna dei misteri, non si possono descrivere: puro piacere. Come puro piacere è sorseggiare un bicchiere (anche più di uno) di ottimo vino rosso.
Beh, alla prossima e buoni passi a tutti.
https://it.wikiloc.com/percorsi-mountain-bike/anello-scudiero-s-lucerna-114564844
Oggi a Lago, con gli amici I Caminanti, per la risalita del fiume Eliceto. Escursione bella, in ottima compagnia. Grazie a Pino Cino, Francesco Mazzotta, Pino Muto e Giovanni Sicoli e Geniale Adacquacerze che dopo la camminata luogo il greto del fiume, e la pausa mursiellu a base di pane, rosamarina, mortadella e formaggio, voleva offrire, Geniale, il liquore "gliandino" (e t'ha tenere a nna cerza), ma ancora non lo aveva inventato! E così abbiamo bevuto solo acqua alla funtana di Scanga Vajane! Grazie alla natura che ci ha offerto paesaggi, more, noci, pere e mele e giuggiole (jujume) e grazie per il buon bicchiere di vino ai signori incontrati sulla via del ritorno.
Alla prossima e buoni passi a tutti!
#Jamuacaminare
Il percorso - https://it.wikiloc.com/percorsi-escursionismo/anello-fiume-eliceto-18-09-22-113910413
Altopiani suggestivi, vette scoscese, montagne aspre e selvagge, colori e profumi della macchia mediterranea: questo e molto altro è Sentiero Calabria, un nuovo cammino ecosostenibile presentato oggi a Verona al Salone Mondiale del Turismo nei Siti e Città UNESCO. In 34 tappe, che coinvolgono i parchi di Aspromonte, Sila, Pollino e riserva delle Serre, oltre alle meraviglie naturalistiche della “punta dello stivale” italiano si possono esplorare grotte preistoriche, necropoli, santuari, antichi monasteri, gustare prodotti di eccellenza e sperimentare l’accoglienza di un territorio così suggestivo e speciale da essere diventato protagonista anche di un documentario, firmato Doc Creativity, ispirato dal diario di Norman Douglas.
Verona, 15 settembre 2022 - È stato presentato questa mattina al Palazzo della Gran Guardia di Verona, durante la giornata inaugurale del Salone Mondiale del Turismo nei Siti e nelle Città Patrimonio UNESCO, l’itinerario del “Sentiero Calabria”, un nuovo percorso accessibile a tutti e dedicato a sportivi, amanti del trekking e della natura: 654 km divisi in 34 tappe, che per la prima volta nella storia uniscono ufficialmente i Parchi Nazionali dell’Aspromonte, della Sila, del Pollino e il Parco Regionale delle Serre. Il progetto, realizzato dalla Regione Calabria con gli Enti dei quattro Parchi Nazionali, punta alla promozione di una tipologia di turismo: ecosostenibile, rispettoso del territorio e accessibile a tutti. Il Sentiero Calabria, completato nel 50esimo anniversario della Convenzione per la Protezione del Patrimonio Mondiale Unesco, ha ispirato anche un omonimo documentario, Sentiero Calabria, prodotto da Doc Creativity, diretto dal regista reggino Antonio Melasi, e proiettato in anteprima durante la conferenza.
A moderare l’incontro Robert Piattelli, membro del Coordinamento Scientifico del World Tourism Event: “Il progetto Sentiero Calabria - ha dichiarato - è riuscito a spingere gli Enti Nazionali dei Parchi ad unire le forze, per cooperare e raggiungere importanti obiettivi comuni”. Per il Dirigente Settore Parchi e Aree Naturali Protette della Regione Calabria Giovanni Aramini il più importante è “dar visibilità e voce alla Calabria promuovendo un turismo sostenibile sempre più in crescita, perché oggi il turista non vuole più osservare il paesaggio, vuole farne parte conoscendone la bellezza”. “La nostra missione è custodirla”, ha aggiunto Giuseppe Putortì, Direttore Ente Parco Naturale dell’Aspromonte, “personalmente soffro quando sento parlare di tante Calabrie diverse. Siamo una terra ospitale, ricca, e la Regione ci ha dato l’occasione di poter lavorare insieme, insieme alle comunità locali e alle istituzioni”. Per Silvia Lottero, responsabile del servizio di promozione del Parco Naturale dell’Aspromonte “questo sentiero è un progetto importantissimo per valorizzare la nostra terra, che è al centro del Mediterraneo e vanta primati di geologia e biodiversità”. Una voce a cui si unisce l’Ing. Sabrina Scalera: “abbiamo fatto enormi sforzi per unire le punte estreme della Calabria, questo percorso è una vera e propria infrastruttura ideale e allo stesso tempo reale”. Il Consigliere Ente Parco Nazionale della Sila Gaetano Osso ha ribadito come l’iniziativa sia “un grandissimo trampolino di lancio per far conoscere paesaggi formati milioni di anni fa, quando un frammento delle Alpi si staccò dal Mediterraneo. Chi verrà a vivere di persona il Sentiero Calabria conoscerà tante Calabrie differenti”.
A partire dal minutaggio 03:00:00 è possibile riguardare la conferenza stampa, trasmessa in diretta streaming.
“Sentiero Calabria”: tutta la regione, a piedi, in un unico cammino
Una nuova proposta che si aggiunge ai percorsi più importanti: con i suoi 654 km, il Sentiero Calabria attraversa tutto l’entroterra della regione, dalle alture di Reggio Calabria alla frazione di Lorica, inoltrandosi nei tre parchi (Aspromonte, Sila, Pollino) e nella riserva delle Serre. In un’unica soluzione si passa dal mare alle catene montuose, dagli altopiani alle foreste, dai monoliti rocciosi alle cascate. Si incontrano antichi monasteri, santuari, necropoli e grotte preistoriche, tra una merenda con i pastori e un pranzo in masseria. Questa mattina a Verona la presentazione ufficiale del progetto, nell’ambito del World Tourism Event.
Nasce il Sentiero Calabria, un cammino di 654 km che percorre tutta la dorsale della regione, e si candida ad essere “the next big thing” in termini di riscoperta dell’ecoturismo lento. Per la prima volta, un cammino unisce i Parchi Nazionali dell’Aspromonte, della Sila e del Pollino ed il Parco Regionale delle Serre in un’unica avventura da vivere a passo d’uomo, in 34 tappe ben strutturate.
Questa mattina a Verona il lancio ufficiale dell’itinerario, nell’ambito del Salone Mondiale del Turismo nei Siti e nelle Città Patrimonio UNESCO: il progetto, realizzato dalla Regione Calabria con Enti dei quattro Parchi Nazionali, è stato presentato dal Dirigente Settore Parchi e Aree Naturali Protette della Regione Calabria Giovanni Aramini, da Giuseppe Putortì, Direttore Ente Parco Naturale dell’Aspromonte, dal Consigliere Ente Parco Nazionale della Sila Gaetano Osso, dalla responsabile del servizio di promozione del Parco Naturale dell’Aspromonte Silvia Lottero, dall’Ing. Sabrina Scalera, insieme al membro del Coordinamento Scientifico del World Tourism Event Robert Piattelli. Il Sentiero, completato nel 50esimo anniversario della Convenzione per la Protezione del Patrimonio Mondiale Unesco, ha ispirato anche un omonimo documentario, Sentiero Calabria, prodotto da Doc Creativity, diretto dal regista reggino Antonio Melasi, e proiettato in anteprima durante la conferenza.
L’iniziativa rende merito a una regione che viene sempre più valorizzata sul piano turistico: la Calabria è stata “scoperta” anche oltreoceano, essendo l’unica meta italiana citata dal Time nella sua prestigiosa guida “The World’s Greatest Places Of 2022”, come destinazione ambita per gli appassionati di percorsi storici e naturalistici.
In nessun’altro luogo d’Italia si passa attraverso panorami tanto diversi: è come fare il giro del mondo e al tempo stesso viaggiare nel tempo. Un giorno si passeggia tra monoliti e “meteore” come quelle della Grecia e della Cappadocia, tra monasteri scavati nella roccia, e un altro si cammina tra gigantesche felci preistoriche e montagne aspre e selvagge che ricordano la Scozia. Si attraversa l’altopiano più esteso d’Europa, ci si inoltra nei canyon scavati dai torrenti come negli Usa, si sente il profumo della macchia mediterranea e si incontrano daini e pavoni in libertà. Si scopre una civiltà antichissima, passando dagli insediamenti neolitici agli edifici con influenze bizantine, si scopre la religiosità popolare nei santuari e ci si ferma nelle masserie per gustare i prodotti locali. Ovunque si viene accolti dall’ospitalità dei calabresi, che portano in tavola formaggi di montagna, selvaggina, pasta tradizionale, vini del territorio.
Diario di viaggio: 4 aree naturalistiche uniche
Il Sentiero Calabria è stato completato nel 50esimo anniversario della Convenzione per la Protezione del Patrimonio Mondiale Unesco – tra i quali, dall’anno scorso, si annoverano le antiche faggete dei parchi nazionali dell'Aspromonte e del Pollino. È come un’arteria che percorre la regione in senso longitudinale. Il punto di partenza è il tratto calabrese del Sentiero Italia, a cui si aggiungono percorsi e piste interne: collega l’intero territorio regionale in 34 tappe strutturate in modo da valorizzare borghi, mete e servizi di accoglienza.
• L’Aspromonte Si parte dalla punta estrema della regione per attraversare l’Aspromonte, che si erge come un’isola tra lo Ionio e il Tirreno. Se il versante ionico appare aspro e selvaggio, quello tirrenico è un verdeggiante susseguirsi di piane, valli, forre e cascate. Alle sue falde sorge la Valle delle Grandi Pietre, monumenti naturali in arenaria, modellate dal clima. Dal punto di vista naturalistico si tratta di una terra antichissima, con gigantesche felci preistoriche e picchi sorvolati da aquile reali. Molto tipici sono i “monoliti” dalle forme suggestive e gli insediamenti rupestri che possono ricordare le Meteore della Cappadocia. L’Aspromonte custodisce monasteri, forti, masserie, insediamenti agricoli. Particolarmente affascinante e leggendario è il Santuario di Polsi, meta di migliaia di pellegrini ogni anno.
• Le Serre Posizionate tra l’Aspromonte e la Sila, le Serre sono un gruppo montuoso ricco di paesaggi unici, con un ampio altipiano che digrada verso il Mar Ionio e vari tratti pianeggianti nella parte centrale. Abbonda di corsi d’acqua e sorgenti, che formano torrenti impetuosi, gole strette e cascate, come quella del Marmarico, con 90 metri di dislivello. Molto particolare l’area dei monti Mammicomito e Consolino, sede di antiche miniere. Nelle foreste, tra alberi monumentali si aggirano mufloni, daini, caprioli, istrici, rapaci notturni, ma anche pavoni selvatici. All’interno dell’area protetta troviamo anche la secolare Abbazia dei Monaci Certosini di Serra San Bruno, ancora in attività, aree archeologiche come le ferriere Borboniche di Mongiana. Nel parco vivono e lavorano gli ultimi carbonai d’Italia, eredi di una tradizione quasi scomparsa.
• La Sila Ci troviamo nel più grande altopiano d’Europa, nel cuore della Calabria: 1.700 chilometri quadrati, un’altitudine media di 1300 metri. Coperta di alberi, soprannominata da sempre “Gran Bosco d’Italia”, la Sila è stata sfruttata per millenni per il legname. È la mitica dimora di Silvano, dio della foresta, a cui si consacrava la pece estratta dagli alberi locali usata per incatramare le navi che solcavano il Mediterraneo nell’antichità. Abitata dal neolitico, la Sila è stata un crocevia di popoli, e conserva traccia di una cultura sedimentata nei millenni. In epoca bizantina ha accolto molti monaci basiliani, che hanno lasciato molte testimonianze, come Santa Maria del Patire, vicino Rossano, e successivamente è stata abitata da normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Borboni. Tutte influenze che si ritrovano nella cultura locale.
• Il Pollino Situato al confine tra Calabria e Lucania, il Pollino è costituito da vari massicci, e si caratterizza per il susseguirsi estremamente vario di pianori, strapiombi di rocce, massi erratici, grotte e gole. Il territorio del Parco mostra una notevole complessità geologica, e dal 2015 fa parte della rete Europea e Mondiale dei Geoparchi come Geoparco Globale UNESCO. Anche dal punto di vista della flora e della fauna il Pollino è un’area unica nel Mediterraneo. Qui si trova un sito preistorico tra i più importanti d’Europa, la Grotta del Romito: su una parete si trova l’incisione di un antico bovino, il bos primigenius, testimonianza eccezionale dell’arte rupestre. Il passato riemerge anche a Laino Borgo, dove sono stati trovati importanti resti di necropoli.
Il progetto
Il Sentiero Calabria è stato realizzato dalla Regione Calabria con gli Enti dei Parchi Nazionali del Pollino, della Sila e dell’Aspromonte, insieme al Parco Naturale Regionale delle Serre. Questa proposta è sostenuta dai fondi del Programma Operativo della Regione 2014/2020 – Azione 6.6.1, e punta alla promozione di un turismo ecosostenibile, compatibile con il territorio e accessibile a tutti. Questo cammino rappresenta, idealmente, la prima tappa di un progetto ancora più ambizioso, che punta a identificare tutti i percorsi calabresi, anche minori, per unirli in una mappa sentieristica che raggiungerebbe i 1.600 km di sviluppo, da percorrere rigorosamente a piedi.
“Sentiero Calabria” diventa un documentario: in viaggio sulle orme di Norman Douglas
Il nuovo cammino di 654 km che attraversa tutta la regione diventa protagonista di un cortometraggio promosso dagli Enti parco dell’Aspromonte, del Pollino, della Sila, e la riserva delle Serre, e prodotto da Doc Creativity. Un team di professionisti firma un’opera che si ispira a Old Calabria, diario dello scrittore inglese Norman Douglas: immagini, voci narranti, riprese fatte con i droni, musiche originali compongono un quadro suggestivo, che invita a perdersi tra altopiani verdi, vette scoscese, canyon scavati nella roccia, foreste monumentali, monasteri e antichi villaggi.
Tutto l’entroterra della Calabria in appena sette minuti: il documentario “Sentiero Calabria”, dedicato all’omonimo percorso di trekking appena inaugurato nel cuore della regione, è un’immersione in un territorio dove ad ogni passo si scoprono paesaggi – naturali e antropologici – unici. Prodotto da Doc Creativity, parte della Rete Doc, il maggiore network italiano di professionisti della cultura e della creatività, è stato proiettato in anteprima oggi, a Verona, durante la conferenza stampa di presentazione del progetto Sentiero Calabria, nell’ambito del Salone Mondiale del Turismo nei Siti e nelle Città Patrimonio UNESCO.
Il progetto nasce per valorizzare questo cammino, tra i più affascinanti della penisola e composto da 34 tappe e 654 km, investendo nelle potenzialità della Calabria: gli enti che rappresentano le aree protette - i tre parchi e la riserva che costituiscono la dorsale della regione - hanno commissionato l’opera al regista di Reggio Calabria Antonio Melasi, che ha coinvolto un team di colleghi, Giuseppe Calabrò, per il coordinamento e le riprese, Demetrio Caracciolo, operatore drone Uas, direttore della fotografia e responsabile editing, e Mauro Giamboi, autore della colonna sonora.
“Non è un manuale di sentieristica per escursionisti, e non è certo esaustivo: impossibile, in pochi minuti, mostrare tutto l’incanto di questa terra” racconta Antonio Melasi. “Abbiamo scelto una via più poetica, sottile e allusiva, ispirandoci a Old Calabria, il diario di viaggio di Norman Douglas, un tormentato scrittore inglese che all’inizio Novecento si innamorò di questi luoghi fatti di forti contrasti, trovando pace e bellezza lontano da casa. Abbiamo ridato vita a questo personaggio grazie alla voce di un attore madrelingua inglese, che legge con il proprio accento alcuni brani scelti dal diario di Douglas. Questa voce si alterna a quella di un narratore di taglio più documentaristico, che ritma le immagini e le sequenze. Il nostro obiettivo: alimentare la curiosità e il desiderio di visitare questi luoghi con una piccola preview.
“Lo scorso aprile abbiamo potuto rivivere alcune tappe del viaggio di Douglas, le riprese sono durate una decina di giorni” aggiunge Giuseppe Calabrò. “Il documentario è scisso in quattro momenti, ognuno con la sua atmosfera, sottolineata dalla colonna sonora. Appena superato il confine con la Basilicata, il parco del Pollino alterna monti come il Dolcedorme, pini abbarbicati sui costoni, l’altipiano di Orsomarso, a luoghi speciali per la religiosità popolare come il Santuario della Madonna del Pettoruto e il Chiostro di San Bernardino. Nella Sila, che Douglas compara addirittura alla Scozia, abbiamo ammirato il lago di Arvo, l’arboreto di Sbanditi con i suoi alberi monumentali. Nella riserva delle Serre, ricca di sorgenti e miniere, ci siamo soffermati sulla Certosa di San Bruno e sulla fonderia borbonica, prima di riprendere la strada verso il più selvaggio Aspromonte: qui abbiamo esplorato la valle delle grandi pietre, con i suoi monoliti, e Montalto. Da questa vetta la statua del Redentore guarda verso Reggio Calabria”.