La Via dei Monasteri di San Francesco da Paola, a marzo l’inaugurazione

Tratto dalla Pagina FB del Santuario di San Francesco da Paola
La Via dei Monasteri più che un singolo viaggio è un andirivieni, un percorso complesso compiuto da Francesco per congiungere le chiese che lui stesso ha costruito in Calabria dopo quella di Paola, ovvero Paterno (1472),
Spezzano (1474) e Corigliano (1476). La fondazione di questi monasteri è segno della grande maturità spirituale raggiunta da frate Francesco del forte legame intrecciato con la sua gente e i suoi confratelli.

In collaborazione con Il Cammino di San Francesco di Paola inauguriamo Via dei Monasteri, percorrendola insieme alla reliquia dei Sandali di s. Francesco. Dal 9 al 12 marzo, cammina con noi. (Il programma in locandina). 
Tratto dalla Pagina FB del Parco Nazionale della Sila

𝗗𝗮𝗹 𝟵 𝗮𝗹 𝟭𝟮 𝗺𝗮𝗿𝘇𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝘃𝗼𝗹𝗴𝗲𝗿𝗮̀ 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗼𝗿𝘀𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗖𝗮𝗺𝗺𝗶𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝗮𝗻 𝗙𝗿𝗮𝗻𝗰𝗲𝘀𝗰𝗼 𝗱𝗶 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗮, 𝗹𝗮 𝗩𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗶 𝗠𝗼𝗻𝗮𝘀𝘁𝗲𝗿𝗶.

Il percorso nasce grazie alla sinergia tra l’Ente Parco della Sila, l’Associazione Escursionisti Appennino Paolano e l’Associazione “Il Cammino di San Francesco”.

Le infrastrutture che renderanno fruibile la Via dei Monasteri sono state realizzate dall’Ente Parco Nazionale della Sila attraverso un sistema complessivo di mobilità lenta e “green” concertate con la Regione Calabria, tra cui la rete sentieristica del Parco, la ciclovia dei Parchi e le ciclopiste del Parco.

L’itinerario a piedi sarà percorso dai membri dell’Associazione “Il Cammino di san Francesco di Paola” e dagli “Amici del Cammino”. Chiunque, autonomamente, può accodarsi al percorso a piedi.

Per maggiori info: Sito web Parco Nazionale della Sila

Un giro a Montalto Uffugo (Cs)

Album foto (telefoniche)

Album foto 2 (aggiunto il 17.11.2024)

Il CAI e il recupero della memoria

Ieri sera a Roma il Cai ha iniziato il proprio percorso di autocritica e assunzione di responsabilità nell'applicazione delle Leggi razziali del 1938-39, presentando le azioni su cui è attualmente al lavoro. Riammessi formalmente, con la consegna di tessere alla memoria agli eredi, i soci epurati dalla Sezione della capitale. 


Milano, 26 gennaio 2023

Franco Modigliani, Bruno Zevi, Carlo Franchetti, Alberto Moravia, Agnese Ajó, Enrico Jannetta, Emilio Segré: sono questi alcuni dei soci epurati dalla Sezione Cai di Roma dopo l'emanazione delle Leggi razziali nel 1938, riammessi formalmente ieri sera, con la consegna agli eredi di una tessera alla memoria da parte del Presidente generale del Cai Antonio Montani.

Responsabilità nel dare continuità alla politica razziale fascista
L'occasione è stata l'incontro con l'Unione delle comunità ebraiche italiane e la Comunità ebraica di Roma di ieri sera nella capitale, durante il quale il Club alpino italiano ha riconosciuto la propria responsabilità nel dare continuità alla politica razziale fascista.
In una serata carica di emozioni, denominata "Il Cai e le Leggi razziali del 1938-39" e organizzata al Pitigliani Centro Ebraico Italiano, il Presidente Montani ha incontrato Noemi Di Segni, Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, e Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma. Oltre a loro, sono intervenuti Giampaolo Cavalieri (Presidente Sezione Cai di Roma), Angelo Soravia (Consigliere centrale Cai), Stefano Ardito (giornalista), Livia Steve (Cai Roma) e Fabrizio Russo (Coordinatore del Consiglio centrale del Cai).
Il percorso di autocritica è stato intrapreso dal Cai dopo l'Assemblea nazionale dei Delegati del maggio 2022 a Bormio, durante la quale è stata approvata all'unanimità una mozione e un programma di indirizzo che ha impegnato il Cai a una riflessione storica ed etica, ricostruendo i fatti, rielaborando la propria storia e riammettendo formalmente le centinaia di soci espulsi in quegli anni.

Le azioni di oggi
Durante il ventennio fascista il Club alpino italiano fu alle dipendenze del Partito Nazionale Fascista (PNF). Quando nel 1938 il PNF emanò le "Leggi razziali" per discriminare gli ebrei ed "epurarli" dalla vita sociale, economica, politica, il Presidente generale del Cai Angelo Maranesi (nominato dal regime) emanò una circolare alle Sezioni che ordinava di identificare ed espellere i soci ebrei. Dopo la seconda guerra mondiale, escludendo poche Sezioni, tra cui quella di Biella, non c'è stato da parte del Cai un atto formale di revisione e riammissione dei molti soci espulsi.
Sono diverse le azioni su cui il Cai è al lavoro oggi: dall'adeguamento dei testi storici riportati sul sito, all'edizione di una pubblicazione di approfondimento tratta dalla ricerca storica di Lorenzo Grassi, dalla posa di pietre d'inciampo a memoria dei soci deportati e assassinati all'organizzazione di iniziative nelle Sezioni e nei territori nel Giorno della Memoria, dall'emissione di un bando di finanziamento per la conservazione e catalogazione degli archivi storici delle Sezioni all'organizzazione di un convegno storico-scientifico. Fino ad arrivare a una mostra digitale stabile da realizzare con il Museo nazionale della montagna di Torino.

I soci di famiglia ebraica del Cai Roma negli anni '30
Per quanto riguarda la Sezione di Roma, ieri sera Livia Steve ha presentato la sua ricerca sui soci di famiglia ebraica negli anni '30. «È stato un grande viaggio nella vita di tante persone. Erano circa 200 le persone di famiglia ebraica iscritte alla nostra Sezione in quel periodo», si legge nel testo. «Di questi, più di 100 sono stati espulsi dal lavoro e dalla scuola nel 1938 e poi dal Cai nel 1939. Molti altri non hanno rinnovato l'iscrizione tra il 1937 e il 1939 perché colpiti dalle leggi razziali, in vari casi sono scappati ed emigrati. Ci sono anche 50 studenti di famiglia ebraica iscritti dal Partito fascista alla Gioventù italiana del Littorio, Gruppi universitari fascisti e al Cai: naturalmente anche loro non sono più stati soci nel 1939».
Dopo la serata di ieri, seguiranno altre iniziative che coinvolgeranno le Sezioni, a partire dal Cai Milano, che domani organizza una serata per ricordare e rendere onore agli oltre 70 soci epurati negli anni delle leggi razziali.

“Il campo rosso”, il CAI ristampa il libro di Giovanna Zangrandi

La nuova uscita della collana "Personaggi" racconta la storia di una donna sola tra le montagne del Cadore che, dopo la guerra, costruì il Rifugio Antelao. Una storia appassionante, tra sentieri e rifugi, montagne e libertà.



Milano, 20 gennaio 2023


«Posso andare leggera per caldi purpurei viali, posso avere Dario con me. E non morti siamo, non fantasmi, vivi noi camminiamo nel campo del fiore rosso».
Dapprima partigiana tra le montagne del Cadore, poi scrittrice, nel 1946 Giovanna Zangrandi decide di costruire un rifugio alpino, l'Antelao, attualmente ancora aperto e di proprietà del Cai di Treviso.

Il suo libro Il campo rosso è la storia di quell'avventura. Edito da Ceschina nel 1959, è stato oggi riscoperto dal Club alpino italiano per la collana "Personaggi".

Le vicende narrate

Nei giorni della Resistenza, sulle montagne del Cadore, Giovanna Zangrandi aveva immaginato la propria vita dopo la guerra insieme all'uomo che amava, il comandante partigiano Severino Rizzardi. Il suo sogno era costruire un rifugio su una sella a 1800 metri di quota, con un'ampia vista verso le Marmarole, il lontano Comelico e i bastioni argentati dell'Antelao. Tutto sembrò svanire con l'improvvisa morte di Severino, a causa di un'imboscata dei tedeschi, il 26 aprile 1945, quando mancava un soffio alla fine delle ostilità. Con forza esemplare, tuttavia, Giovanna si lanciò presto nell'avventura di realizzare un rifugio sulla Sella Pradònego, con pochi manovali e muratori, per poi condurlo in proprio.

Un libro mai ristampato e introvabile

Il libro nel quale alcuni anni dopo la Zangrandi raccontò questa straordinaria impresa, di fatto introvabile, rimane ancora oggi una testimonianza eccezionale del desiderio di ricostruzione post bellica e della volontà di superare i dolori inferti dal conflitto.

«È importante ristampare Il campo rosso, ma è altrettanto importante che i lettori di storie di montagne e libertà possano ripercorrere i sentieri evocati dalle pagine», scrive nella prefazione il curatore della nuova edizione Giuseppe Mendicino. «Perché senza memoria e senza natura svanisce il passato, ma anche il futuro».

Il campo rosso è disponibile da oggi, 20 gennaio (35° anniversario della scomparsa di Giovanna Zangrandi), sullo store online del Club alpino italiano a un prezzo di 16,50 euro. I soci possono acquistarlo al prezzo scontato di 14 euro, le Sezioni a 10,50 euro.

Giovanna Zangrandi

Giovanna Zangrandi, pseudonimo di Alma Bevilacqua, nasce il 13 giugno 1910 a Galliera (BO). Si laurea in Chimica a Bologna, ma la passione per la montagna la spinge a trasferirsi a Cortina d'Ampezzo, dove insegna Scienze naturali. Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 entra nella Resistenza, nelle formazioni partigiane del Cadore. Finita la guerra lavora per qualche mese come giornalista, ma già nel 1946 decide di costruire con pochi operai un rifugio alpino e di condurlo: il Rifugio Antelao, oggi di proprietà del Cai di Treviso. Terminata l'avventura del rifugio, inizia il mestiere di scrittrice: I Brusaz (1954), Orsola nelle stagioni (1957), Il campo rosso (1959), I giorni veri 1943-1945 (1963), Anni con Attila (1966), Il diario di Chiara (1972), Gente alla Palua (1975), Racconti partigiani (1975), Racconti partigiani e no (1981), Silenzio sotto l'erba e Racconti del Cadore (2010).
Muore a Pieve di Cadore il 20 gennaio 1988.

Il CAI e le Leggi Razziali

IL CAI E LE "LEGGI RAZZIALI" DEL 1938-1939
A ROMA L'INCONTRO CON LA COMUNITÀ EBRAICA

Il Club alpino italiano ha riaperto la questione e inaugurato un percorso di autocritica, riflessione storica e rielaborazione etica. Mercoledì 25 gennaio presso "Il Pitigliani" Centro Ebraico Italiano l'incontro con l'Unione delle comunità ebraiche italiane e la Comunità ebraica di Roma.


Milano, 16 gennaio 2023
Durante il ventennio fascista il Club alpino italiano (Cai) fu alle dipendenze del Partito Nazionale Fascista (PNF). Quando nel 1938 il PNF emanò le "Leggi razziali" per discriminare gli ebrei ed "epurarli" dalla vita sociale, economica, politica, il Presidente generale del Cai Angelo Maranesi (nominato dal regime) emanò una circolare alle Sezioni che ordinava di identificare ed espellere i soci ebrei. Dopo la seconda guerra mondiale, escludendo poche Sezioni, tra cui quella di Biella, non c'è stato da parte del Cai un atto formale di revisione e riammissione dei molti soci espulsi.

Dopo 80 anni, il Cai riapre la questione e inaugura un percorso di autocritica, riflessione storica e rielaborazione etica. Nel 2022, all'annuale Assemblea nazionale dei Delegati, con i rappresentanti di tutte le Sezioni ed i soci dell'associazione, è stata approvata all'unanimità una mozione e programma di indirizzo che impegna il Cai a ricostruire i fatti rielaborando la propria storia, riconoscere la propria responsabilità nel dare continuità alla politica razziale fascista, pubblicare articoli sui fatti e ricerche storiche sull'argomento, riammettere formalmente tutti i soci espulsi (riabilitandone e onorandone la memoria, ove possibile consegnando delle tessere Cai alla memoria agli eredi dei soci espulsi dalla Sezione di Roma, posando delle pietre di inciampo per i soci espulsi).

Mercoledì 25 gennaio 2023 alle ore 19, a Roma presso "Il Pitigliani" Centro Ebraico Italiano (via dell'Arco de' Tolomei, 1), si svolgerà un incontro tra il Cai e la Comunità Ebraica, rappresentata da Ucei (Unione delle comunità ebraiche italiane) e Cer (Comunità ebraica di Roma).
L'incontro ha il patrocinio di Ucei, Cer e Pitigliani, ed avrà come tema: Il Cai e le "Leggi razziali" del 1938-1939.

Interverranno all'incontro: Antonio Montani (Presidente generale Cai), Noemi Di Segni (Presidente Ucei), Ruth Dureghello (Presidente Cer), Giampaolo Cavalieri (Presidente Sezione Cai di Roma). Relazioni di Angelo Soravia (Consigliere centrale Cai, "Il Cai e le leggi razziali del 1939"), Lorenzo Grassi e Stefano Ardito (giornalisti, "Il Cai di Roma e le leggi razziali del 1939"), Livia Steve (Cai Roma, "I soci ebrei espulsi dal Cai Roma"), Fabrizio Russo (Coordinatore del Consiglio centrale del Cai, "Attuali iniziative del Cai sulle leggi razziali del 1939").

Verranno consegnate tessere Cai alla memoria ai parenti di soci espulsi e la tessera Cai per il 2023 alle Presidenti dell'Ucei e della Cer.

Il programma CAI Cosenza per il 2023

Reso noto il calendario CAI Cosenza per il 2023. Di seguito, il messaggio del presidente R. Mele.

Carissimi socie e soci, è con piacere che mi accingo a scrivervi per presentare il programma delle attività sezionali del 2023.

Prima, però è bene fare un consuntivo dell’attività svolta nel 2022.

Anche questo è stato un anno con un po’ di problemi interni ed esterni che, con tanto impegno e buona volontà, sono stati risolti o sono in via di risoluzione.

Il programma, in linea di massima, è stato rispettato, e quindi è doveroso rivolgere un grazie di cuore ai nostri Titolati e a tutti i Soci che, con grande spirito di appartenenza, hanno dato il massimo a che tutto si realizzasse nel migliore dei modi.

Un grazie di cuore va ai due coordinatori ed estensori del programma: Carmine Sproviero e Dante Volpintesta.

Con altrettanto piacere cito i responsabili del progetto “Montagna Terapia”: Candida Mastroianni, l’AE Franco Romano e l’associazione “ONCOrosa”; è, questo, un progetto che ha dato tanto lustro alla nostra Sezione, anche perché siamo l’unica Sezione calabrese ad averlo realizzato.

Vorrei ancora citare e ringraziare i responsabili del progetto “Family CAI”: Francesco La Carbonara e Maria Talarico che tanto impegno hanno profuso con i nostri ragazzi.

Mi complimento con la redazione del giornale “Il Sentiero” che continua il suo cammino raccontandoci eventi interni ed esterni alla nostra sezione e auspico che la collaborazione tra i Soci sia sempre più partecipata.

Il “Gruppo Sentieri”, guidato dall’ AE Luigi Patitucci, ha mirabilmente mantenuto e tracciato nuovi e interessanti sentieri.

Infine, ringrazio l’associazione ” Mistery Hunters” nelle persone di Annachiara Mele e Alfonso Morelli, per averci fatto conoscere luoghi a noi sconosciuti, ampliando il campo di interesse delle attività sezionali.

Il programma 2023 segue le linee guida del programma 2022: ove possibile si è lasciata una domenica libera e, per le escursioni settimanali, si è cercato di tener conto di tutte le esigenze delle diverse fasce di soci della nostra Sezione. Andremo ancora alla scoperta dei nostri borghi montani e non, si ripeteranno i progetti di “Montagna Terapia” e “Family CAI” e si ripeterà la collaborazione con l’Associazione “Mistery Hunters”.

Si è cercato, come sempre, di fare del nostro meglio per dare alla nostra Sezione un programma equilibrato e completo, che potesse soddisfare le aspettative di tutti i nostri Soci, ricordandovi che per noi saranno sempre importanti i vostri consigli per farci migliorare sempre di più.

Excelsior!!

Roberto Mele

Per quanto riguarda il territorio di Aiello Calabro, Cleto, Grimaldi e Lago, sono state proposte delle escursioni, accolte e inserite nel calendario 2023 che vi elenchiamo di seguito.

° Sabato 2 settembre 2023
Catena Costiera: Anello da Romitorio a Monte Scudiero e Monte S. Lucerna – Grimaldi (CS)
A cura della sottosezione CAI di Mendicino
in collaborazione con la Proloco di Grimaldi
Difficoltà T/E
(Nicola Lio – Bruno Pino - Giovanni Fata – Giuseppe Presta)

° Sabato 16 settembre 2023
Catena Costiera: Risalita del fiume Eliceto - Lago (CS)
A cura della sottosezione CAI di Mendicino
in collaborazione con I Camminanti di Lago e i Laghitani nel Mondo
Difficoltà T/E
(Francesco La Carbonara - Bruno Pino - Francesco Mazzotta - Giuseppe Cino)

° Domenica 5 novembre 2023
Catena Costiera: Foliage su Monte Faeto e S. Lucerna – Aiello Calabro e Grimaldi (CS)
A cura della sottosezione CAI di Mendicino
in collaborazione con Sigea Calabria e Comune di Aiello Calabro
Difficoltà T
(Francesco La Carbonara – Bruno Pino - Gaetano Osso)

° Domenica 26 novembre 2023
Catena Costiera: Anello Aiello Calabro – Cleto (CS)
A cura della sottosezione CAI di Mendicino
in collaborazione con Sigea Calabria, Comune di Aiello Calabro e Associazione La Piazza Cleto
Difficoltà T/E
(Francesco La Carbonara - Bruno Pino - Ivan Arella - Gaetano Osso)

Trekking urbano di Capodanno 2023 a Cosenza

Stamattina, intorno alle 9 e mezza, mia moglie ed io, abbiamo inforcato le scarpe comode e cominciato l’anno camminando. 8 km ad anello: via dei Mille, via della Repubblica, ponte di Mancini e poi su verso la chiesa di San Giovanni Battista e il castello normanno-svevo. Qualche foto di rito e tuffo nel centro storico di Cosenza: le belle viuzze, la stupenda chiesa di San Francesco d’Assisi, a Ficuzza, corso Telesio e quindi la chiesa di San Domenico. Qui, padre Danilo degli Oblati- che ringraziamo per il tempo e le preziose informazioni – ci ha intrattenuto per più di un’ora mostrandoci tutto o quasi dell’edificio di culto. E quasi all’ora di pranzo, ritorno a casa da viale parco. Insomma, un bell’inizio d’anno. Auguri a tutti!

Album foto
Traccia percorso

Da bivio monte Virzi al parco avventura di Potame

Giornata tiepida, nitida e soleggiata, quella del 26 dicembre 2022. Con i Caminanti di Lago, Giovanni Fata e lo scrivente Geniale Adacquacerze di Jamu a Caminare abbiamo partecipato alla breve passeggiata dal bivio di Monte Virzi (Lago) al parco avventura Potame (Domanico). Si tratta di un percorso, l'818, che a breve sarà inaugurato dal CAI Cosenza, percorso che collega Lago all'801 del Sentiero Italia.
Grazie, dunque, per l'ospitalità agli amici Caminanti Pino Cino, Franco Mazzotta, Placido Mazzotta, Vincenzo Bruno.
Alla prossima camminata. Intanto, buoni passi a tutti e buon anno!
° Traccia percorso
° Album Foto

CAI, oltre 35mila km di sentieri mantenuti con i fondi del ministero del turismo

Esaurito lo stanziamento di 600mila euro previsto da due bandi per la manutenzione della rete sentieristica e del Sentiero Italia CAI, che ha finanziato interventi effettuati delle Sezioni del Cai nel 2022. Il Presidente generale Montani: «Con i fondi del Ministero del Turismo garantito un servizio a beneficio dell'intera comunità per promuovere una frequentazione dell’ambiente montano sostenibile» 

Milano, 21 dicembre 2022
Quest'anno il Club alpino italiano, grazie all'utilizzo dei fondi straordinari del Ministero del Turismo, ha effettuato la manutenzione ordinaria e della segnaletica verticale e orizzontale di oltre 35mila km di sentieri in tutta Italia.
Questo è il dato che emerge alla scadenza del "Bando per la manutenzione ordinaria e segnaletica verticale della rete escursionistica italiana per l’anno 2022" e del "Bando per la manutenzione ordinaria/straordinaria e segnaletica del Sentiero Italia CAI per l’anno 2022".
I due bandi prevedevano uno stanziamento di 300mila euro ciascuno, per un totale di 600mila euro, a favore delle Sezioni del Cai che si occupano della manutenzione dei sentieri delle montagne italiane. Entrambi gli stanziamenti, che prevedevano contributi a consuntivo, sono andati esauriti.

Entrando nel dettaglio, 145 Sezioni di 19 regioni hanno fatto domanda per accedere al contributo previsto dal bando relativo alla rete escursionistica italiana, per la manutenzione, già effettuata, di 32mila km di sentieri.
Al contributo previsto dal bando relativo al Sentiero Italia CAI hanno fatto domanda 52 Sezioni di 17 regioni, per la manutenzione di 3300 km del tracciato che attraversa tutta l'intera dorsale appenninica, isole comprese, e l'arco alpino.

«Grazie al costante e straordinario impegno dei nostri volontari, abbiamo messo a valore i fondi straordinari stanziati dal Ministero del Turismo a favore delle attività del Club alpino italiano», afferma il Presidente generale del Cai Antonio Montani. «Unendo il nostro lavoro a questo contributo, l’associazione ha reso un servizio pubblico, a beneficio dell'intera comunità, che potrà, anche grazie al nostro aiuto, godere della rete sentieristica nazionale».

L’obiettivo del Club alpino italiano è stato quello di massimizzare l’impatto dei fondi al fine di favorire lo sviluppo di attività di frequentazione sostenibile della montagna, nonché la creazione di microeconomie per coloro che vivono in queste realtà.

«I sentieri sono un’infrastruttura leggera, stabile e, con un’adeguata manutenzione, duratura. Rappresentano pertanto il primo "strumento" con il quale promuovere la frequentazione lenta, curiosa e rispettosa delle nostre montagne», continua Montani.

Il Presidente generale del Cai precisa inoltre che 35mila km è solamente il dato relativo ai sentieri mantenuti attraverso i fondi dei due bandi. «Stimiamo, visto il tetto massimo dell'importo che ogni Sezione poteva richiedere, che i chilometri totali che i nostri volontari mantengono ogni anno possano essere oltre il doppio».

Il format online utilizzato per la richiesta del contributo ha rappresentato inoltre un test, perfettamente riuscito, sul funzionamento del Catasto nazionale dei sentieri che la Struttura operativa sentieri e cartografia del Cai sta ultimando.

La montagna al femminile, un concorso fotografico del CAI

In occasione della Giornata Internazionale della Montagna 2022, che ha come tema "Women move Mountains", il Club Alpino Italiano annuncia il lancio di un concorso che vede come protagoniste le donne in montagna


Milano, 11 dicembre 2022

Un concorso fotografico che avrà come tema la montagna declinata al femminile e che si strutturerà in tre categorie:
• la frequentazione della montagna - foto singola;
• società e nella cultura delle Terre alte - foto singola;
• una storia al femminile da raccontare attraverso una serie di sei scatti fotografici.
Il concorso prevederà un montepremi per una totale di 12mila euro.

Questo quanto annuncia il Club alpino italiano nella ricorrenza del ventennale della Giornata Internazionale della Montagna, che si celebra anche quest'anno l'11 dicembre in tutto il mondo ed ha come tema "Women Move Mountains" ("Donne che smuovono le montagne"), in riconoscimento al ruolo cruciale delle donne per la conservazione delle tradizioni, delle conoscenze e per la protezione delle risorse naturali e della biodiversità in tutti gli ecosistemi montani del mondo.

«L'obiettivo del concorso sarà identificare e far conoscere le sfide e le esperienze che le donne di montagna vivono, attraverso una narrazione per immagini che evidenzi l'importanza del mondo femminile in montagna e per la montagna» afferma il Presidente Generale Antonio Montani.

Attraverso questa iniziativa il CAI desidera contribuire fattivamente agli obiettivi dell'agenda 2030 e a questo proposito segnaliamo il dossier "Mountain women of the world - Challenges, resilience and collective power" redatto dalla FAO (clicca qui per scaricare).

«Desideriamo che le donne non siano solo tema di questa iniziativa bensì narratrici attive e operatrici che possano contribuire a donarci una visione individuale, attenta ai propri desideri e alla proprie necessità» ha dichiarato la Vicepresidente Laura Colombo.

Il bando con tutti i dettagli sarà disponibile sul sito cai.it a partire dal 20 dicembre 2022 e gli elaborati dovranno pervenire entro il 31 marzo 2023.
Una selezione delle migliori fotografie sarà esposta nel mese di maggio a Biella, in occasione dell'Assemblea dei Delegati del Club alpino italiano 2023 dove si svolgerà inoltre la premiazione dei vincitori.

«La Giornata Internazionale della Montagna è per me occasione di ringraziamento per l'attività svolta da tutte le nostre Socie per il bene dell'Associazione - ha sottolineato il Presidente Montani - un ringraziamento che estendo a tutte le donne che lavorano in montagna, prima di tutto rifugiste e guide alpine».