Gaia, gli appuntamenti di oggi e domani ad Amantea e Belmonte

Dal Comitato De Grazia riceviamo e pubblichiamo
Gaia International Festival, oggi (24 giugno) ad Amantea dibattito sulla Valorizzazione dell’esistente domani (25 Giugno) a Belmonte Calabro andrà in scena la sfida tra sapori e filosofia. L’evento prevede assaggi comparati tra il gammune ed il culatello sullo sfondo di disquisizioni filosofiche.
Oggi, 24 giugno, ad Amantea nell’ambito del Gaia International Festival – promosso dal Comitato De Grazia e dal Centro Giovane Andrea Guido – si terrà un pubblico dibattito su “La Valorizzazione dell’esistente”. Docenti universitari ed operatori della società civile si confronteranno su come poter valorizzare le risorse materiali e immateriali della nostra regione. Rosario Chimirri, professore di architettura e urbanistica dell’Università della Calabria, presenterà il volume Architettura popolare del Basso Tirreno cosentino e disserterà sulle varie opportunità di utilizzo del patrimonio architettonico. Franco Rossi, professore di ingegneria ambientale presso l’Unical, porterà una concreta testimonianza su come valorizzare l’esistente con la presentazione del grande progetto di riqualificazione del territorio realizzato alle Gole del Raganello, presso Civita (Cs) ed al quale Rossi ha collaborato. Franco Ferlaino, professore cultore di etnologia all’Università della Calabria, proporrà riflessioni sul folklore e sui retaggi culturali del comprensorio amanteano e Vincenzo Linarello, presidente del consorzio GOEL, costituito dalle cooperative promosse da Monsignor Brigantini, che operano sui terreni confiscati alla mafia nel reggino, porterà la sua testimonianza su come è possibile vivere e lavorare nella legalità in Calabria producendo con risorse umani e materiali locali, prodotti di eccellenza, come quelli del brand Cangiari che con i suoi abiti ha avuto una grande affermazione alla settimana della moda di Milano e che trova consensi in tutto il mondo.

Venerdì 25 giugno invece a Belmonte Calabro si cercherà di coniugare filosofia e degustazioni culinarie. Una missione che ha il sapore di una vera e propria sfida tra alimentazione della mente e quella del corpo. Da qui prende le mosse l’evento “Il gusto delle sfide, gusto della filosofia. Le sfide del gusto, filosofia del gusto” che si terrà venerdì prossimo con inizio alle 19 nell’anfiteatro di Belmonte Calabro. L’evento, rientra nel programma del Gaia International Festival iniziato sabato 19 giugno scorso nei paesi situati lungo la costa tra Amantea e Maratea, prevede due momenti: uno dedicato alla disquisizione filosofica in tema di cittadinanza attiva e uno enogastronomico con la sfida gustativa tra due salumi: il culatello di Zimbello (celeberrimo salume della pianura Padana) e il gammune di Belmonte Calabro (salume tipico della località tirrenica). In particolare il primo momento prevede un dibattito dal titolo “Il gusto delle sfide, gusto della filosofia. Valori e riferimenti per una cittadinanza attiva” che vedrà impegnati il professor Alfonso Lorelli, docente di storia e filosofia disquisire con il professor Romeo Bufalo, docente di Estetica all’Unical. Un approfondito confronto più che un convegno che permetterà di comprendere, grazie alla presenza di esperti, gli aspetti più salienti della filosofia dell’esistenza e del ruolo attivo di una cittadinanza partecipata. Seguirà, poi, l’evento degustativo che si snoderà in una prova comparativa alla “cieca” tra i due salumi, cioè il pubblico non conoscerà anticipatamente quale salume assaporerà. Per garantire la correttezza di questa sfida del gusto ci sarà, inoltre, una giuria d’onore composta da esperti del settore. “Il gammune – spiegano gli organizzatori – è un prodotto simile al culatello, stessa parte della coscia posteriore del maiale, stessa necessità come tecnica di conservazione in posti non abbastanza alti e freddi da consentire la conservazione dell’intiera coscia (prosciutto). La tradizione della preparazione di questo salume proveniente dalle colline del belmontese risale sicuramente al 1800. Il nome, appunto gammune, probabilmente deriva dallo spagnolo Jamon”. “Questa sfida almeno per il nostro prodotto – aggiungono – rappresenta una sorta di rivincita storica visto che la tradizione del gammune è così antica e ci permetterà di far conoscere il nostro salume ad una più vasta platea e conseguentemente contribuire fattivamente alla valorizzazione del nostro territorio”.
Amantea, 23/06/2010

Gaia International Festival. Il programma degli eventi che si terranno in Calabria e Basilicata dal 19 al 27 giugno p.v.

Gaia International Festival nato da un’dea di alcune associazione che hanno partecipato alla Manifestazione nazionale del 24 ottobre 2009 ad Amantea. Sarà un incontro internazonale di cittadini che affronteranno i problemi ecologici della Terra e del Mare con una settimana di Eventi (circa 60) su tutta la costa e tra le montagne da Amantea a Maratea.


Di seguito gli eventi del comprensorio di AMANTEA:

19/6 – AMANTEA

“Accoglienza in costumi dell’epoca dell’assedio di Amantea”, a cura dell’associazione teatrale “Il Coviello”, insieme alla Stracittadina organizzata dall’Avis. 

“I luoghi di Gaia”, cortometraggio, riprese e montaggio di Creature Creative, l’unicità dei gesti della vita quotidiana nei luoghi che ospitano gli appuntamenti di Gaia; 

“El Rey Tuqueque”, Concerto, Giulio Vita e Andres Padano, pittura e musica un insieme di diversità folk, Piazza Cappuccini, Amantea, dalle ore 18:00. 

20/6 – LONGOBARDI 

“Mercato ecosostenibile”, Centro Storico, Longobardi, ore 10:00-18:00. Un esempio di “decrescita felice” al passo con il battito del cuore di Madre Terra e del suo ospite umano.

20/6 – LONGOBARDI

“Salimora – Suoni e ritmi dal Sud del mondo”, voce, organetto e chitarra di Enzo Ruffolo, Centro Storico, Longobardi, ore 19:30. Donna Candia, Verde Mediterraneo, Temesa…musiche e testi dedicati al mare. 

20/6 – AMANTEA

“L’ultima spiaggia, saggio di geografia disumana”, Documentario scritto e diretto da Massimo De Pascale. Riprese e montaggio di Nicola Carvello. Produzione DoKufilm, Piazza Calavecchia, Amantea, ore 20:30. 

La denuncia di una situazione estrema avviene attraverso il linguaggio delle immagini, cercando di coniugare poesia e antropologia e dilatando il discorso dalla situazione particolare a una riflessione più generale sull’incrinarsi del rapporto tra l’uomo e la natura.

21/6 – BELMONTE CALABRO

“Laboratorio Creativo Bambini”, I Cappuccini RistorEventi, Belmonte Paese, ore 10:00-13:00. Stimolare l’abilità di manipolazione dei bambini con l’utilizzo di materiali riciclati. (Per un numero massimo di 30 bambini dai 6 ai 12 anni. Per info e prenotazioni: 339.6195901).

21/6 – AMANTEA

“Folk e Storie”, Piazzetta Collegio, Amantea, ore 19:00. Nando Brusco, Salvatore Mongiardo, Cantori Calabri, Domenico Trifilio, Frank Passarelli Trio, Domenico Salemme, Salimora.

21 Giugno – AMANTEA 

“Baba Sissoko in concerto”, Palazzo delle Clarisse, Amantea, ore 22:30. Il fortunato e coinvolgente spettacolo musicale del pluristrumentista afro-calabrese.

22/6 – AMANTEA

“Semi del Suicidio” di Vandana Shiva e Laura Corradi, Chiostro di San Bernardino, Amantea, ore 18:00. Presentazione multimediale del libro con interventi di Irene De Franco, Nadia Gambilongo, Monica Lanfranco. Reading curato da Maria Grazia Bisurgi e Paola Scialis; La madre o-scura, Mostra itinerante di Luigi Fabbricatore; Presentazione del Concorso letterario Le Collane di Med VIII edizione. 

23/6 – AMANTEA

“Storie di Scorie”, Interpretazione, testo e regia di Ulderico Pesce, Parco S. Anna – Fiume Oliva, Amantea, ore 21:00. Nel pluripremiato spettacolo dell’esponente di spicco della nuova generazione dei narratori teatrali italiani la ricostruzione dell’avvento dell’industria nucleare in Italia, i suoi pericoli e le tecniche di funzionamento di una centrale atomica. 

24/6 – AMANTEA

“La valorizzazione dell’esistente” Dibattito su Architettura, ambiente, tradizioni popolari, patrimonio umano, Piazza Calavecchia, Amantea, ore 19:00. Dibattito con Rosario Chimirri, Franco Rossi, Stefania Emmanuele, Franco Ferlaino,Vincenzo Linarello. 

25/6 – LONGOBARDI

“Lazzi buffoneschi” di Paola Scialis, Associazione Frati, Teatro, Centro Storico, Longobardi, ore 21:30. Spettacolo in costume ambientato nel Rinascimento. (Ingresso a pagamento).

25/6 – BELMONTE CALABRO

“Filosofia del gusto e gusto della filosofia”, Dibattito, Anfiteatro di Belmonte Marina, ore 19:00. Valori e riferimenti per una cittadinanza attiva con Alfonso Lorelli, Mario Alcaro. Degustazione comparativa tra tranci di culatello di Zibello e “Gammune” di Belmonte.

26/6 – LONGOBARDI

“Agricoltura naturale con il metodo Fukuoka”, Seminario con l’associazione Popolo Creativo, Teatro comunale di Longobardi, ore 19:00. Metodi e tecniche di coltivazione naturale, semina a secco senza aratura. 

26/6 LONGOBARDI

“Scenari invisibili in Motion”, Associazione Scenari visibili, di e con Dario Natale, Teatro comunale di Longobardi, ore 21:30. Spettacolo teatrale nato da una idea di Dario Natale che nè è anche interprette. 

26/6 – AIELLO CALABRO

“L’ultima spiaggia. Un saggio di geografia disumana” – Documentario scritto e diretto da Massimo De Pascale; Riprese e montaggio Nicola Carvello; Produzione Dokufilm – White Noise Audiovisivi. Aiello C., Piazza Plebiscito, ore 21.30.

27/6 – AMANTEA

“Terra venduta, Così uccidono la Calabria, Viaggio di un giovane reporter sui luoghi dei veleni”, di Claudio Cordova, Laruffa Editore. Dal torrente Oliva ai segreti affondati nel mare le cifre di denaro attorno ai traffici illeciti di rifiuti e quelle delle morti per malattia sul territorio.


Per tutti gli altri eventi e per maggiori info:

Il “mio” Oliva. Ricordi di quando il fiume era incontaminato

Allora il fiume non era contaminato, né l’uomo pensava mai di usarlo come discarica per i propri rifiuti. Veniva pulito ogni anno dai contadini che sapevano bene come dalle sue acque dipendeva la loro vita ed anche la bontà dei loro prodotti.
di Alfonso Lorelli*
Alfonso Lorelli

«Oggi quel fiume non c’è più ed io, ogni volta che vi ritorno, ripercorro con la memoria quei tempi passati e ne piango come un bambino.

Vorrei sapere, ma ancora non so, chi e quanti hanno ridotto il mio fiume ad una discarica di materiali tossici e nocivi trasformandolo da donatore di vita a seminatore di morte e di malattie. In questi ultimi tempi mi reco spesso lungo il fiume Oliva per osservare tutte le sue ferite causate dalla insensatezza e dalla criminalità umana ed ogni volta mi viene in mente la bellezza incontaminata di quella vallata che ho amato trascorrendovi molti anni della mia fanciullezza e della mia adolescenza».

Ho vissuto per molti anni sui terreni della Marinella-Oliva irrigati dalle limpide acque di quel fiume dove, fino a quaranta anni fa, vi era l’agricoltura più produttiva, innovativa e di qualità di tutto il Tirreno cosentino. I pomodori tondo-lisci, la fagiolina, i cetrioli prodotti – dove oggi vi è soltanto una distesa ininterrotta di case, molte delle quali incompiute da decenni, – erano sufficienti a soddisfare tutta la domanda del mercato ortofrutticolo di Cosenza e dei paesi contermini.

Si trattava di migliaia di quintali di prodotti ortofrutticoli la cui qualità e quantità uscivano dal duro lavoro di centinaia di coloni della tenuta Furgiuele ma anche dalla qualità delle acque di quel fiume oggi reso famoso dalla presenza nel suo corpo martoriato di rifiuti tossici depositati da criminali da forca.
Ricordo i filari maestosi di eucalipti e di pioppi che si snodavano lungo la riva destra il cui “stormir di fronde” ci rallegrava quando andavamo al fiume a controllare la derivazione dell’acqua immessa nell’“acquaro grande” che serviva per irrigare quei cento ettari di terreno fertilissimo della Marinella. Ricordo i tantissimi salici piangenti distribuiti lungo gli argini delle due rive opposte ed i tanti piccoli acquitrini dove si potevano pescare le rane ed i pesciolini di acqua dolce; e le anquille che in certi periodi dell’anno risalivano il fiume per alcuni chilometri e che noi pescavamo anche nelle piccole chiuse che servivano per far funzionare i tre mulini ad acqua che si trovavano tra la foce ed il ponte di Guarno nei pressi di Aiello Calabro.
L’Oliva era incontaminato, né l’uomo pensava mai di usarlo come discarica per i propri rifiuti; esso veniva pulito ogni anno dai contadini limitrofi che sapevano bene come dalle sue acque dipendeva la loro vita ed anche la bontà dei loro prodotti. Sui terreni demaniali della sua riva sinistra venivano coltivate le noci-pesche più saporite ed odorose di tutta la Calabria, perché vi era un microclima particolarmente adatto a quella coltivazione; era una produzione di nicchia che scomparve non appena le acque del fiume persero la loro antica purezza.
Lungo la riva destra del fiume, per circa 20 chilometri, si snodava l’antica strada comunale Amantea-Aiello, attraversata giornalmente da centinaia di asini, di muli, di carri trainati dai buoi che portavano verso la marina i prodotti dell’economia di montagna e verso i paesi dell’entroterra i prodotti ortofrutticoli e le alici di Amantea.
Sulla sua riva sinistra vi era la fontana di “Foresta” dove centinaia di famiglie attingevano l’acqua da bere ritenuta la migliore della zona. Oggi a Foresta si trova una enorme discarica nella quale sono stati rinvenuti materiali tossici quali il mercurio, il cadmio, la diossina, insieme a centinaia di tonnellate di polveri di marmo spesso usate come schermo protettivo di emissioni radioattive.
Là dove oggi le cave sventrano i declivi della vallata vi era un continuum di coltivazioni arboree che con le loro diversità indicavano le misure altimetriche dei luoghi attraversati.
Quando avevo dieci anni una mattina mia madre mi svegliò verso le tre, ci sistemammo sulla groppa dell’asino ed insieme ad altri cinque “equipaggi” ci recammo nella montagna di Aiello a fare un carico di castagne per il maiale da ingrasso la cui “festa” doveva allietare il nostro Natale.
Forse fu allora che mi innamorai per la prima volta di quel fiume, delle sue rive, degli uccelli che con il loro canto mattutino allietarono tutto il nostro viaggio fatto all’ombra di quei grandi alberi sotto i quali passava la vecchia mulattiera che collegava Amantea ad Aiello.
Oggi quel fiume non c’è più ed io, ogni volta che vi ritorno, ripercorro con la memoria quei tempi passati e ne piango come un bambino.
Vorrei sapere, ma ancora non so, chi e quanti hanno ridotto il mio fiume ad una discarica di materiali tossici e nocivi trasformandolo da donatore di vita a seminatore di morte e di malattie. Non so se quei veleni, magari prodotti a migliaia di chilometri di distanza, sono arrivati a bordo di navi o di camion, né chi sono i criminali che hanno avvelenato il mio fiume, sventrandolo in ogni parte del suo corpo indifeso. Non so se si tratta soltanto di bestie dal volto umano che lo hanno fatto per sete di guadagno o anche di criminali di Stato che hanno agito per conto di un Leviatano che si erge, in tutta la sua superbia e potenza, contro i suoi stessi cittadini inermi ed indifesi. Uno Stato che ogni qual volta i cittadini chiedono la verità sull’inquinamento delle terre e dei mari di Calabria e la bonifica dei siti inquinati cerca sempre di negare il pericolo e di fornirci una “sua verità” narcotizzante, mai direttamente verificabile, che non convince perché costruita a tavolino per rassicurare la popolazione in modo tale che tutto possa continuare come prima.
So che violando il mio fiume hanno colpito anche me; e che io devo reagire finchè posso, insieme a tutti i cittadini onesti di questa Regione, affinchè non abbiano a ripetersi gli atti criminali compiuti finora.
Credo perciò che sia assolutamente indispensabile realizzare una unità di intenti tra tutti i calabresi che hanno visto e vedono violentare i propri fiumi, le proprie terre ed il proprio mare, per lottare e vincere contro i poteri criminali ed i criminali di Stato che ci considerano come topi da discarica. Per vincere è necessario che tutti i cittadini onesti di questa regione si sentano uniti, nello spirito della manifestazione di Amantea del 24 ottobre.Lo chiede anche il mio amato e martoriato fiume.

*Vice-presidente Comitato civico Natale De Grazia

“L’acqua di Amantea sarà gestita da un Ente pubblico”. Così il Sindaco risponde all’appello del Comitato De Grazia

Dal Comitato De Grazia di Amantea riceviamo e diffondiamo
Nel prossimo consiglio comunale di Amantea sarà  approvata la proposta di delibera che il Comitato De Grazia ha inviato ai membri del civico consesso nel mese scorso, nella quale sarà sancito che il Servizio Idrico Integrato è un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica. Un servizio essenziale per garantire l’accesso all’acqua a tutti i cittadini, la cui gestione deve essere affidata ad un Ente di diritto Pubblico, il cui fine principale non è il conseguimento di profitti ma il benessere di tutti i cittadini. Lo ha affermato il sindaco di Amantea Francesco Tonnara nel corso del dibattito “L’acqua è un bene comune. Non privatizziamola!”, organizzato dal Comitato De Grazia, dalla Cgil di Amantea e dal Coordinamento calabrese Acqua pubblica “Bruno Arcuri”, venerdì 21 maggio nei locali dell’hotel Mediterraneo. Per attuare questo progetto sarà necessario coinvolgere tutti i paesi del comprensorio, soprattutto quelli che hanno nel proprio territorio la materia prima, l’acqua appunto e le sorgenti da cui deriva il prezioso liquido.
Mario Albino Gagliardi, sindaco di Saracena, ha illustrato come è stato semplice nel suo comune, togliere la gestione dell’acqua alla Sorical, la società che attualmente gestisce il servizio idrico in Calabria. Nel territorio del comune di Saracena sono situate anche le sorgenti che forniscono l’acqua alle abitazioni del comune, pertanto sono state affidate ad un unico soggetto tutte le quattro fasi del servizio idrico, dall’approvvigionamento alla distribuzione (captazione, adduzione, distribuzione e depurazione). Questo permetterà ai cittadini di Saracena di risparmiare 600/700 euro all’anno sulle bollette dell’acqua.
Giovanni Di Leo, del Coordinamento calabrese acqua pubblica “Bruno Arcuri”, ha illustrato la deficitaria gestione del servizio idrico in Calabria, affidato per i prossimi 30anni alla So.Ri.Cal Spa, una società mista pubblico-privata con il 53,5% del capitale sociale di proprietà della Regione Calabria ed il restante 46,5% della società francese “Veolià”, la più grande multinazionale al mondo nella gestione dell’acqua. Secondo quanto stabilito dalle leggi attualmente in vigore, il capitale della Sorical entro il 2015 potrebbe diventare a maggioranza privata peggiorando la situazione per i cittadini consumatori che, oltre a veder salire l’importo delle tariffe, potrebbe vedersi sospeso il servizio di fornitura dell’acqua nel caso non riuscisse a pagare le esose bollette, come già successo in altre regioni d’Italia (vedi il Lazio). La Sorical gestisce solo la prima fase del servizio idrico, quella più remunerativa, fatturando ai Comuni la quantità di acqua che arriva dalla sorgente fino ai serbatoi comunali. A causa delle enormi perdite nelle reti di distribuzione, l’acqua che arriva complessivamente nelle nostre abitazioni è la metà di quella che è erogata dal serbatoio e che il Comune deve pagare alla Sorical. Pertanto, in sostanza, i cittadini devono pagare il doppio dell’acqua che consumano. Poi ci sono i mutui contratti dalla Sorical per 240milioni di euro per i quali non è definita la somma di estinzione e che saranno pagati ovviamente dai cittadini. E per sfatare il concetto che i privati sono più efficienti rispetto al pubblico nella gestione dei servizi, basti pensare che gli investimenti sulle strutture degli acquedotti sono diminuiti del 70% con la gestione privata, mentre le tariffe sono aumentate, in media, del 62% negli ultimi dieci anni. Per non parlare dei posti di lavoro, che sono diminuiti del 30% come evidenziato da Franco Bozzo segretario confederale della Cgil di Cosenza e Massimiliano Ianni segretario cittadino dello stesso sindacato, che hanno illustrato l’importante ruolo delle Camere del lavoro nella campagna referendaria contro la privatizzazione dell’acqua e nella difesa dell’occupazione anche in questo settore.
L’acqua è vita e la nostra vita non può dipendere dalla sete di ricchezza dei privati speculatori” hanno sottolineato Alfonso Lorelli e Gianfranco Posa del comitato De Grazia che hanno espresso soddisfazione per il risultato raggiunto, con l’impegno assunto pubblicamente dal sindaco Tonnara per l’approvazione nella prossima riunione di Consiglio, della delibera comunale proposta dal comitato e che porterà alla ri-pubblicizzazione del servizio idrico. Questo dimostra che, in un periodo di crisi delle tradizionali forme di rappresentanza politica (leggi partiti), i cittadini, se si organizzano in comitati o associazioni, riescono a proporre soluzioni valide e concrete ai problemi delle comunità.
Amantea, 22 maggio 2010

L'acqua è un bene comune. Non privatizziamola! Incontro pubblico ad Amantea il 21 maggio

AMANTEA – Il prossimo 21 maggio, all’Hotel Mediterraneo di Amantea (CS), si parlerà di Acqua pubblica. Al dibattito moderato da Alfonso Lorelli, interverranno Giovanni Di Leo, del Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”, Giovanni Donato, segretario Cgil Cosenza, Gianfranco Posa del Comitato De Grazia di Amantea, Massimiliano Ianni, segretario Cgil di Amantea, Mario Albino Gagliardi, sindaco di Saracena (Cs) e Francesco Tonnara, sindaco di Amantea.
“Oltre all’importanza dell’acqua come bene fondamentale per la vita e dei provvedimenti che il parlamento italiano ha adottato per privatizzare l’acqua – scrive il Comitato De Grazia in una nota -, saranno illustrate le varie esperienze calabresi legate alla Sorical, sarà presentato il meritorio progetto del comune di Saracena sulla ri-pubblicizzazione del servizio idrico e sarà chiesto al sindaco di Amantea quali provvedimenti saranno adottati nel nostro comune per fermare la privatizzazione dell’acqua e di riferire sullo stato di salute dell’acqua potabile nelle popolose frazioni di Coreca e Campora San Giovanni che da recenti analisi è risultata non potabile a causa della presenza di batteri coliformi”.
Durante la serata – hanno fatto sapere gli organizzatori dell’iniziativa – sarà possibile firmare per il referendum abrogativo delle norme che prevedono la privatizzazione sull’Acqua.

L'Arte ed il Lavoro. Un Primo Maggio particolare

“L’arte si è sempre interessata poco del lavoro, della dura fatica quotidiana di quei miliardi di uomini che col sudore hanno contribuito a costruire la storia del mondo, senza che la storia si sia mai ricordata di loro”. 
“Protagonisti dell’Arte e della Storia i lavoratori non lo sono neanche oggi, ma la loro apparizione nell’Olimpo delle Muse non è più impedita dal pregiudizio di classe, sicché l’intuizione artistica può illuminare anche il volgo senza nome”.
L’artista Francesco Magli, di questa “illuminazione”, appena riportata da un testo critico di Alfonso Lorelli, si è sempre fatto artefice nella lunga militanza artistica. Magli ha “illuminato” la sua arte di gente comune, di gente umile, di lavoratori. Il suo “zampognaro” come il “pignataro” ne sono una viva testimonianza.
La foto che correda questo post – e che vogliamo riproporre ai navilettori per celebrare la giornata del Primo Maggio – si riferisce ad una opera in terracotta dell’artista Francesco Magli ubicata a San Pietro in Amantea (Cs). E’ dedicata ad un umile lavoratore. Il lavoratore omaggiato è Michele Veltri “u nanariellu”, “un lavoratore della terra morto tanti anni fa e sconosciuto al di fuori della piccola comunità locale”. Michele Veltri – come leggiamo ancora da Lorelli – “è stato un uomo di giornata, un bracciante agricolo che ha passato la sua intera esistenza insieme ad una zappa e ad una groccia, godendo soltanto di un mursiellu quotidiano e di un bicchiere di vino rosso” che per Magli rappresenta “il simbolo vivente di coloro che, pur naturalmente svantaggiati, lavorano in silenzio, con grande dignità ed umiltà…”.

Arriva in Calabria il ciclone Lannes. Il 9 febbraio, alla Cgil di Piazza Vittorio a Cosenza, conferenza stampa sulle navi dei veleni

Dal Forum delle Associazioni ambientaliste della Calabria, organizzatrici della grande manifestazione di Amantea il 24 ottobre 2009, riceviamo e diffondiamo.

Gianni Lannes (nella foto) è un giornalista libero ed indipendente della Puglia, direttore del giornale on line www.italiaterranostra.it. Vive da 24 anni in Italia. Diverse le sue collaborazioni con testate nazionali quali:

L’Espresso, Panorama, Famiglia Cristiana, Avvenimenti, Diario, La Repubblica, Il Corriere della Sera, L’Unità, Il Manifesto, Liberazione, La Gazzetta del Mezzogiorno, Medicina Democratica, La Nuova Ecologia.

Si occupa – indagando sul campo a livello internazionale – delle seguenti tematiche: traffico di armi tra Stati, commercio di esseri umani, ecomafie a livello planetario, mafie istituzionali.

A partire dal 29 giugno 2009 ha subito tre attentati preceduti da una minaccia di morte. Mandanti ed esecutori materiali vanno ricercati negli apparati deviati dello Stato italiano.

Ad aprile 2010 presenterà a Roma e a Strasburgo in conferenza stampa il dossier “NAVI DEI VELENI” (Adriatico, Jonio, Tirreno).

Il 9 febbraio a Cosenza darà un’anticipazione sulle navi Catania e Cunski. Prove alla mano smaschererà pubblicamente le menzogne del governo Berlusconi in materia.

Nel suo ultimo libro  Lannes parla di navi dei veleni e della tragedia del Francesco Padre. Scrive Andrea Purgatori nella prefazione del libro: «La tragedia insabbiata del Francesco Padre è un paradigma, uno dei tanti, nei quali ci si imbatte sfogliando la cronaca, anzi la storia ormai, dell’Italia più recente. Una storia di semplici marinai e di malintesa ragion di Stato (di tanti stati, talvolta). Di segreti apposti dall’alto o semplicemente applicati in base alla consegna militare del silenzio, che ha quasi sempre impedito di penetrare il coverup applicato a molti pasticci che avrebbero potuto mettere in discussione la sudditanza delle nostre forze armate (e dei nostri governi) rispetto a strutture sovranazionali come l’Alleanza Atlantica. Non è un caso che gli snodi impossibili dell’indagine sulla fine del “Francesco Padre” ricordino in modo impressionante la tecnica del muro di gomma che da trent’anni impedisce di svelare il retroscena della strage di Ustica. E di accertare le responsabilità dirette o indirette di alcuni nostri alleati o partner commerciali nello scenario di guerra di quella notte. Anche la notte del 4 novembre 1994, non era una notte qualsiasi».

Nel libro Gianni Lannes presagisce quello che è accaduto recentemente riguardo alla nave Cunsky davanti il mare di Cetraro. Una nave affondata dalla ndrangheta e riaffondata dal governo Berlusconi. 

Il Forum delle Associazioni ambientaliste della Calabria, organizzatrici della grande manifestazione ad Amantea il 24 ottobre 2009 riportano l’attenzione sulla questione delle navi dei veleni tossici.

Gli incontri con Gianni Lannes saranno l’occasione per rilanciare la tematica e riportare l’attenzione dei media.

Calendario delle iniziative con Gianni Lannes

  • COSENZA, 9 febbraio ore 12 – Conferenza stampa di presentazione nella Sala CGIL di Piazza Vittorio;
  • AMANTEA, 9 febbraio ore 19 – Palace Hotel Mediterraneo, presentazione del libro di G. Lannes a cura del Comitato Natale De Grazia. Intervengono: Gianfranco Posa, Alfonso Lorelli e l’Autore;
  • COSENZA 10 febbraio ore 10:30 Incontro all’Unical Aula Filol8, incontro presentato da Guerino Nisticò;
  • COSENZA 10 febbraio ore 17 Libreria Ubik, incontro presentato da Francesco Cirillo;
  • CETRARO 11 febbraio ore 18  Palazzo del Trono;
  • REGGIO CALABRIA 12 febbraio  ore 17 presso la sede dell’Associazione piccola Opera Papa Giovanni Onlus, Via Vallone Mariannazzo; Presenta Nuccio Barillà di Legambiente, Domenico Nasone coordinatore Regionale Associazione Libera;
  • PAOLA – DATA DA DEFINIRE

Il Comitato De Grazia all'incontro di Campora. Mobilitazione dei calabresi, e collaborazione con la magistratura “dei tanti che sanno e stanno in silenzio”.


Comunicato stampa

I cittadini di Campora S.G.e dei paesi viciniori hanno risposto con una grande partecipazione  all’incontro organizzato dal Comitato “Natale DE GRAZIA”, domenica sera in piazza S. Francesco.
Tema della serata le problematiche dei siti a rischio del fiume Oliva e il ritrovamento della nave affondata a largo di Cetraro.
Preoccupato e intenso, ma egualmente lucido ed incisivo, l’intervento d’apertura  del Prof. Alfonso Lorelli ha toccato sia la storia delle vicende legate alla Jolly Rosso, vissute direttamente come uno dei fondatori del Comitato civico- unica ma significativa risposta della società civile già  dal 2004-, sia le ultime e preoccupanti vicende che rendono sempre più grave ed evidente l’aggressione avvenuta ai danni dell’ambiente e il costo subito dai territori a cominciare dalle vite umane: La vita umana non ha prezzo! recitava appunto uno degli slogans scelti dagli organizzatori.
Naturalmente grande vicinanza è stata espressa (anche negli altri interventi) al Procuratore di Paola Giordano e all’Assessore regionale Silvio Greco, e qualche inevitabile appunto alla inconcludenza dei tanti, specie della politica, che hanno trascurato più o meno volontariamente la gravità di queste vicende. Sottolineata, infine, dal Professor Lorelli, la necessità della mobilitazione dei calabresi, e la necessaria collaborazione con la magistratura “dei tanti che sanno e stanno in silenzio”. 
L’avvocato Marcello Nardi, del forum Ambientalista, ha proposto di riconvertire i finanziamenti destinati al porto di Diamante, opera inutile e che comporterebbe fra l’altro la distruzione di un’area  archeologica, all’opera di bonifica dei siti interessati dallo smaltimento dei rifiuti pericolosi sul territorio del fiume Oliva ed in mare.
Toccanti le dichiarazione di familiari e di ammalati di cancro, come quelle di Demetrio Metallo: “necessaria la collaborazione con Giordano e fondamentale l’accertamento della verità e la bonifica, che devono essere effettuate immediatamente per poter cominciare a lavorare alla ripresa del turismo e dell’economia”.
Mentre l’assessore provinciale all’ambiente Ferdinando Aiello mette a disposizione gli uffici dell’assessorato per le attività istituzionali del Comitato ed eventualmente è pronto a sostenere il costo dei pulmann che dovessero rendersi necessari per una trasferta a Roma per manifestare davanti alla sede del Parlamento. 
Significativo per vicinanza alla logica popolare e distanza dai professionismo della politica, l’intervento del sindaco di S. Pietro in Amantea , Gioacchino Lorelli, reduce dalla recente manifestazione organizzata proprio nel suo piccolo Comune con la presenti dei 21 sindaci del Tirreno cosentino e altri esponenti politici nazionali ed europei.
L’onere delle conclusioni al promotore e portavoce del Comitato De Grazia, Gianfranco Posa, che ha sottolineato le responsabilità dei calabresi sulle vicende che interessano il proprio territorio. Bisogna aprire gli occhi e non girarsi dall’altra parte quando l’ambiente, la “cosa pubblica” vengono minacciati.
Il delitto ambientale è  uno dei peggiori crimini che si possano commettere contro l’umanità. Ha poi esortato i partecipanti a prestare attenzione a chi rivolgono il proprio consenso: Le istituzioni sono figlie della società, una società sana genera Istituzioni oneste ed efficienti.
Infine ha reso omaggio alla figura del Capitano Natale De Grazia che ha sacrificato la vita per svelare a chi vive nei nostri territori e a tutti i calabresi quella verità che per venti anni è stata negata.
Proprio alcuni giorni addietro il comitato ha scritto alla Direzione nazionale antimafia e ad altre procure competenti di riaprire le indagini sulla morte di Natale De Grazia.
La manifestazione si è conclusa con la notazione di plauso fatta dal moderatore Guglielmo Garritano, all’impegno organizzativo di Egidio Veltri. 

Il comitato Natale De Grazia 

Vicenda Jolly Rosso e radioattività nella vallata dell'Oliva. A Campora un altro incontro per la mobilitazione

IN BREVE



CAMPORA SAN GIOVANNI – Terzo incontro, dopo Aiello e San Pietro in Amantea, per sensibilizzare le Comunità locali sulla brutta vicenda della radioattività nella vallata dell’Oliva.
All’incontro pubblico, seguito da molti cittadini di Campora e dei paesi vicini, hanno partecipato Alfonso Lorelli e Gianfranco Posa per il Comitato civico De Grazia di Amantea, Salvatore Amendola per lo Spi-Cgil di Amantea, e l’avvocato Marcello Nardi, legale del Forum Ambientalista.
Nel corso del dibattito, è stata ribadita la necessità di una mobilitazione di massa per non far scemare l’attenzione sulla questione e per ottenere in tempi brevi la bonifica dei luoghi. 
Tra le prossime iniziative, incontri nelle scuole e all’Università. E a breve, una manifestazione nazionale. 

Olivo radioattivo. Per "la vallata dell'inferno" serve una mobilitazione generale

(ph D. Amendola)

AIELLO CALABRO – Una mobilitazione generale che dovrà interessare tutte le comunità di Amantea, Campora S. G., S. Pietro in Amantea, Aiello Calabro, Serra d’Aiello, Cleto e altri paesi del circondario, per chiedere alle autorità competenti, governo in testa, la verità sulla vicenda della radioattività nella vallata del fiume Oliva, e l’immediata bonifica dei territori contaminati. Ma anche, uno screening delle patologie neoplastiche rivolto alle popolazioni interessate; e lo stato di calamità per mano criminale per tutte le attività produttive danneggiate da quello che si presenta sempre con più chiarezza – anche a seguito della scoperta della nave al largo di Cetraro – come un grave disastro ambientale.
Sono questi gli intendimenti espressi da più parti nel corso dell’assemblea pubblica promossa da AielloCalabro.Net, Cgil di Amantea, Comitato civico “De Grazia” di Amantea e Comitato ambientalista del Tirreno, tenutasi domenica sera ad Aiello Calabro, la cittadina nel cui territorio, in località Valle del Signore, ricade la cd collina dei veleni, dove potrebbero essere stati stoccati, secondo le indagini dirette dal procuratore di Paola, Bruno Giordano, i rifiuti radioattivi provenienti dalla Jolly Rosso, la nave spiaggiata ad Amantea nel dicembre del 1990.
Come era intenzione dei promotori, l’incontro – partecipato e seguito con costante interesse per oltre due ore e mezza – è servito certamente ad aumentare la consapevolezza sulla questione. Un primo passo, dopo quasi vent’anni di silenzi, teso al coinvolgimento attivo della comunità, e alla costituzione di un gruppo locale di sensibilizzazione a supporto di quanto sta già facendo meritoriamente il comitato De Grazia di Amantea.
Proprio sul necessario coinvolgimento di massa, in particolare, ha richiamato l’attenzione Sergio Genco. Nell’intervento conclusivo, il segretario generale della Cgil Calabria, presente al dibattito, non solo ha condiviso quanto era emerso dai contributi precedenti, ma ha ribadito la necessità della mobilitazione generale, per ottenere in tempi brevi la verità e la bonifica dei luoghi contaminati. 
Dello stesso avviso, Alfonso Lorelli del Comitato civico “Natale De Grazia”. Per Lorelli, che ha parlato di una percentuale molto alta di incidenza di mortalità per tumori nel comprensorio, bisogna attivarsi ad ogni livello, in ogni paese. Per tenere alta l’attenzione. E la rabbia. Senza farci «raggirare – aveva scritto qualche ora prima in una nota – da chi vuole rimuovere o nascondere il problema per ‘non rovinare l’economia della zona’ o per difendere il ‘buon nome del proprio Comune’». Non c’è, dunque, un allarmismo ingiustificato – ha aggiunto Gianfranco Posa, dello stesso comitato civico – come qualcuno vorrebbe far credere. E i risultati sinora conseguiti dalla Procura paolana, dimostrano che la preoccupazione, purtroppo, è più che motivata.
Ricco di spunti e particolari, il contributo di Francesco Cirillo. Il giornalista ,che tra i primi si è interessato alla vicenda della Jolly rosso, ha raccontato la storia della nave dei misteri, dell’inchiesta archiviata inspiegabilmente dopo pochi mesi; dell’intreccio internazionale del traffico di rifiuti tossici tramite le navi radioattive – o navi a perdere, come le chiama Lucarelli; e quella del capitano De Grazia che proprio durante le indagini sulla motonave Rosso muore per cause mai chiarite.
Sebbene assente per ragioni familiari, Piero Piersanti, segretario regionale della Cgil Medici ha voluto lo stesso dare il proprio apporto alla manifestazione, puntando l’attenzione sul ruolo delle istituzioni in questa vicenda, e denunciando “con fermezza le lacune che emergono”.
«La magistratura inquirente, ancora una volta – scrive Piersanti nel documento fatto pervenire agli organizzatori -, è costretta a riempire il vuoto lasciato da altre istituzioni. Ordina analisi e consulenze, ottiene in uso costose apparecchiature elettroniche, richiede fondi per eseguire prospezioni del terreno, aprendo così la porta al finanziamento della bonifica del sito. Pur ammirando il coraggio e la lungimiranza di questa Procura, e nel rispetto della sua autonomia d’iniziativa – aggiunge – , credo che sia lecito chiedersi se fare tutto questo spettasse ad essa piuttosto che ad altri».
Molti gli interventi che hanno animato il dibattito. Tra gli altri – esponenti di partito e ambientalisti – sono intervenuti il sindaco di Serra Cuglietta, il consigliere provinciale Morelli, ed il sindaco di Aiello Iacucci.