Il ritorno in Patria di Nando Aloisio

Stamattina, Nando Aloisio è ritornato nella sua Aiello. La cassetta contenente le Ceneri del sindacalista, portata a braccio dal figlio Carlos insieme al fratello Italo e a molti familiari, è stata benedetta nella chiesa dell’ex Convento della Madonna delle Grazie, dal parroco don Jean Paul Mavungu e da don Leonardo Bennardo. 

Nel primo pomeriggio sarà tumulata nella tomba di famiglia.

Seguirà ad Amantea l’intitolazione a Nando della Camera del Lavoro, e ad Aiello quella dell’ex Largo San Francesco, quartiere dove nacque nel 1923. In piazza Plebiscito, poi, ci sarà la commemorazione della sua figura di politico e sindacalista, con la partecipazione di diversi relatori (vedi il programma qui).

Ricordando Nando Aloisio

Numero monografico Rivista calabrese di storia del ’900, n. 2, 2014 – ISSN 2281-582

Stamattina, Nando Aloisio è ritornato nella sua Aiello. La cassetta contenente le Ceneri del sindacalista, portata a braccio dal figlio Carlos insieme al fratello Italo e a molti familiari, è stata benedetta nella chiesa dell’ex Convento della Madonna delle Grazie, dal parroco don Jean Paul Mavungu e da don Leonardo Bennardo. 

Nel primo pomeriggio sarà tumulata nella tomba di famiglia.

Seguirà ad Amantea l’intitolazione a Nando della Camera del Lavoro, e ad Aiello quella dell’ex Largo San Francesco, quartiere dove nacque nel 1923. In piazza Plebiscito, poi, ci sarà la commemorazione della sua figura di politico e sindacalista, con la partecipazione di diversi relatori (vedi il programma qui).

Aiello, commemorazione in onore di #NandoAloisio

Per maggiori informazioni sulla figura di Aloisio: QUI  e QUI
Segnaliamo, inoltre, il volume La Calabria dei Migranti” – edito dal Centro di Ricerca sulle Migrazioni dell’ICSAIC, in cui è contenuto un ampio contributo sul sindacalista (titolo: “L’impegno di Nando Aloisio a favore dei lavoratori italiani in Argentina”), a cura dello scrivente blogger.
Qui copertina e indice http://www.storiadel900.it/

Aiello, commemorazione in onore di #NandoAloisio


Per maggiori informazioni sulla figura di Aloisio: QUI  e QUI
Segnaliamo, inoltre, il volume La Calabria dei Migranti” – edito dal Centro di Ricerca sulle Migrazioni dell’ICSAIC, in cui è contenuto un ampio contributo sul sindacalista (titolo: “L’impegno di Nando Aloisio a favore dei lavoratori italiani in Argentina”), a cura dello scrivente blogger.
Qui copertina e indice http://www.storiadel900.it/


Non più corso Umberto I. Largo San Francesco diverrà Largo Ferdinando Aloisio

Ecco la rettifica alla delibera, pubblicata oggi, 15 luglio, sull’Albo Online.

Vedi Post precedente
10 Luglio – Storie di Emigrazione. Le spoglie del sindacalista calabrese Ferdinando Aloisio ritornano in patria dall’Argentina, a quasi 40 anni dalla morte. Il comune di Aiello gli intitolerà una strada; e la Cgil di Amantea, la Camera del Lavoro

Storie di Emigrazione. Le spoglie del sindacalista calabrese Ferdinando Aloisio ritornano in patria dall'Argentina, a quasi 40 anni dalla morte. Il comune di Aiello gli intitolerà una strada; e la Cgil di Amantea, la Camera del Lavoro

AIELLO CALABRO – A Nando Aloisio (nella foto) sarà intitolata una strada della cittadina, variando la denominazione dell’attuale corso Umberto I in corso Ferdinando Aloisio. La decisione dell’Amministrazione comunale è stata adottata in vista dell’arrivo delle ceneri di Aloisio previsto a fine luglio. Per volere della famiglia, dopo quasi quarant’anni dalla morte avvenuta a Buenos Aires il 12 novembre 1975, a seguito di un delicato intervento al cuore, le spoglie del dirigente dell’Inca-Cgil per l’America Latina – che ha contribuito al progresso dei lavoratori italiani in Argentina, figura di primissimo piano per l’emigrazione italiana – saranno accolte con una cerimonia pubblica, in più momenti. In programma, inoltre, anche l’intitolazione al sindacalista della Camera del Lavoro di Amantea.
Aloisio, nato ad Aiello nell’aprile 1923, è uno degli emigrati che – come si legge nella delibera di Giunta appena pubblicata – «ha dato lustro al suo paese natio». Una vita, la sua, sempre “con los pobres de la tierra”, caratterizzata dall’impegno civile, politico e sindacale sia in Calabria che da emigrato in Argentina, dove – soprattutto negli anni che precedono il golpe militare del marzo ’76 – era rischioso testimoniare le proprie idee e la militanza politica a sinistra.
Dal 1944 al 1946 aveva lavorato nell’Ucsea di Aiello, l’ufficio comunale statistico economico dell’agricoltura, poi l’impegno in politica lo aveva portato, dal 1943, ad organizzare la Camera del Lavoro e la sezione locale del P.C.I. di cui è il primo segretario, oltre che membro del Comitato federale di Cosenza. Nel 1947-48 è con i contadini della sua regione per l’occupazione delle terre. Dopo quella esperienza, chiuso per ordine governativo l’ufficio Ucsea, si ritroverà senza lavoro e giunge il momento di partire, come fanno in quel periodo tantissimi altri calabresi, per dare sostegno economico alla numerosa famiglia.
Nella capitale federale, dove si stabilisce, è molto attivo nella vita associativa degli emigranti italiani; è membro di Unione e Benevolenza, di Feditalia, e fa parte del Gruppo Permanente del Lavoro e del Comitato di Coordinamento delle attività assistenziali del Consolato Generale d’Italia. Intensifica, poi, a partire dal 1969, con la nomina a presidente della Commissione Nazionale del Patronato Inca-Cgil, e con la partecipazione, dal 1972, come esperto del Comitato Consultivo degli Italiani all’Estero con sede a Roma, l’attività a favore degli emigrati.
Rassegna stampa
Di seguito, la delibera di GM.

A quasi quarant'anni dalla morte, Nando ritorna nella sua Aiello

AIELLO CALABRO – Il 28 aprile del 1923, nel quartiere S. Francesco, nasceva Ferdinando Aloisio. Le sue due vite, quella vissuta ad Aiello e quella in Argentina come emigrato, saranno votate all’impegno civile, politico e sindacale. In Argentina, divenne uno dei più popolari dirigenti delle associazioni degli emigrati italiani.
Ora, per volere della famiglia, a quasi 40 anni dalla morte – avvenuta a Buenos Aires il 12 novembre 1975 -, le ceneri del sindacalista ritorneranno nel paese natale, la prossima estate. Non si conosce ancora la data, ma dovrebbe essere tra fine luglio ed inizi di agosto.
Per un approfondimento biografico e della sua attività politico-sindacale, vi rimandiamo ai link a fondo pagina, e ad un nostro scritto contenuto in un libro, fresco di stampa, edito dall’Icsaic, a cura di Vittorio Cappelli, Giuseppe Masi, Pantaleone Sergi – Supplemento alla Rivista Calabrese di Storia del ‘900 (#Icsaic), dal titolo: “L’impegno di Nando Aloisio a favore dei lavoratori italiani in Argentina”.

Link:

http://brunopino.blogspot.it/2014/11/anniversari-il-12-novembre-del-1975.html
http://brunopino.blogspot.com/2011/03/35-anni-dal-golpe-argentino-del-24.html
http://brunopino.blogspot.com/2010/11/lanniversario-35-anni-fa-in-argentina.html
http://brunopino.blogspot.com/2007/03/nando-aloisio.html

Anniversari. Il 12 novembre del 1975 moriva #NandoAloisio. Uno dei più popolari dirigenti delle associazioni degli emigrati italiani in Argentina

Il ritaglio de L’Unità del 15 novembre 1975
in cui si annuncia la scomparsa del sindacalista


Qui di seguito, due poesie, del compianto Peppe Verduci e di Franco Pedatella dedicate a Nando Aloisio (Aiello 28 aprile 1923 – Buenos Aires 12 novembre 1975).
A breve, se riusciremo a terminarlo, dovrebbe essere ospitato un nostro contributo su Aloisio nel secondo volume di “Calabria Migrante” edito dal Centro Studi Migrazioni dell’Icsaic.

Nando Aloisio
Il fondatore del Comunismo Aiellese
di Peppe Verduci

D’Aiello trasmigrasti in Argentina;
Pioniere nell’America Latina;
Fulgida guida nel tuo paesello,
Laddove tutto rosa e tutto bello
A te sembrava, nella giovinezza,
Ai tuoi ideali davi una certezza.
E dolcemente tu ci accarezzavi
Per mano, al Comunismo ci portavi.
Eh ! Si ! Ti seguivamo con amore
Pei tuoi dettami, stretti, dentro il cuore
Che tu, con insistenza propinavi,
Benessere e certezza c’inculcavi.
Aiello ti seguiva per incanto
Perché tu riparavi sotto il manto
Del tuo barlume e della tua bontà;
Del tuo decoro e la tua maestà;
Tutta la gente, modesta e Proletaria.
Seguiva il cambiamento, già nell’aria.
Col Sindaco tu bene amministravi
Il tuo Comune, senza più gli schiavi;
Tutto era bello, giustizia e libertà,
Perché cacciati i figli di papà;
Al Popolo il Comune, senza affanni,
Per lunghi lustri, tanti , tanti anni.
Poi venne l’ora dell’oscurantismo;
Lotte sfrenate contro il Comunismo.
Venne la crisi, furente e tracotante,
Ogni casa di beni era vacante;
Per vivere, null’altra soluzione
Soltanto quella dell’emigrazione.
E fosti coinvolto, che destino!

Sei divenuto Italo-Argentino,
Ma anche lì, nelle fasciste maglie
Hai combattuto ognor le tue battaglie.
Poi i Peronisti t’hanno trucidato
E in quella terra t’hanno sotterrato.
Ti giuro Nando, io giammai ti scordo,
Stretto nel cuore porto il tuo ricordo;
Vivo è il tuo nome nell’Aiello nostra,
Il nome di Nanduzzo è sempre in mostra;
E’ un nome sacro , non una chimera,
D’un grande uomo, fulgida bandiera.


Nando Aloisio
di Franco Pedatella
Quegli che a noi le vie primiero aperse
di società di liberi ed eguali,
dando parola al fabbro e al contadino,
che pria toccava solo al titolato
solo talor del popolo sollecito,
l’onde del mar varcò vèr l’Argentina

e volle lí portar testimonianza
di belle lotte qui condotte e vinte
con spirto di fratello e di compagno.
Lí fu soggetto a vil persecuzione,
perché a chi il potere iniquo imporre
volèa deciso il passo contrastava
a  protezion dei deboli ed oppressi,
con il coraggio pronto di chi in croce
con consapevolezza si fa mettere.
Subí la dittatura e la violenza
che lo costrinser a cambiare il luogo
dove dormir la notte ed evitare
d’esser trovato morto la mattina,
come diceva la minaccia all’I.N.C.A.,
da nota ignota mano devastato,
che impaurir tentava chi assistenza
dava ogni giorno ai lavoratori.
Nando era sopra anche alla paura!
Ei seppe con altrui perfin le scarpe
dividere, quand’altro era scalzo,
e in casa un dí a piè nudo se ne venne,
dicendo: ”Ma’, Guidoccio alla montagna
dovéa tornar con acqua, neve e vento!
Per una settimana io sto in casa,
finch’egli mi riporta quelle scarpe”.
Di lui mi narra questa storia ed altre
ogni angolo, ogni sasso del paese.
Era così Nanduzzo: mano tesa,
sorriso pronto, cuore al ben disposto,
parola ad aiutar chi avéa bisogno,
volto intelletto all’equo, al giusto, al retto.
A chi la via del socialismo volle
percorrer fu maestro che si pone
al lato del discepol, non dinanzi,
per non sembrar colui ch’ ha il passo innanzi.
Ma anche a chi con animo sincero
volle altre vie seguir, e non con colpa,
fu guida amabil e di stima segno.
Aiello il suo ritratto porta in petto.

Aiello. Presentato il volume di Francesco Gallo sull'emigrazione aiellese in Canada e States


GALLERIA FOTOGRAFICA


Qui di seguito, una poesia del prof. F. Pedatella dedicata a Nando Aloisio, declamata nel corso dell’incontro.

Nando Aloisio
Quegli che a noi le vie primiero aperse
di società di liberi ed eguali,
dando parola al fabbro e al contadino,
che pria toccava solo al titolato
solo talor del popolo sollecito,
l’onde del mar varcò vèr l’Argentina

e volle lí portar testimonianza
di belle lotte qui condotte e vinte
con spirto di fratello e di compagno.
Lí fu soggetto a vil persecuzione,
perché a chi il potere iniquo imporre
volèa deciso il passo contrastava
a  protezion dei deboli ed oppressi,
con il coraggio pronto di chi in croce
con consapevolezza si fa mettere.
Subí la dittatura e la violenza
che lo costrinser a cambiare il luogo
dove dormir la notte ed evitare
d’esser trovato morto la mattina,
come diceva la minaccia all’I.N.C.A.,
da nota ignota mano devastato,
che impaurir tentava chi assistenza
dava ogni giorno ai lavoratori.
Nando era sopra anche alla paura!
Ei seppe con altrui perfin le scarpe
dividere, quand’altro era scalzo,
e in casa un dí a piè nudo se ne venne,
dicendo: ”Ma’, Guidoccio alla montagna
dovéa tornar con acqua, neve e vento!
Per una settimana io sto in casa,
finch’egli mi riporta quelle scarpe”.
Di lui mi narra questa storia ed altre
ogni angolo, ogni sasso del paese.
Era così Nanduzzo: mano tesa,
sorriso pronto, cuore al ben disposto,
parola ad aiutar chi avéa bisogno,
volto intelletto all’equo, al giusto, al retto.
A chi la via del socialismo volle
percorrer fu maestro che si pone
al lato del discepol, non dinanzi,
per non sembrar colui ch’ ha il passo innanzi.
Ma anche a chi con animo sincero
volle altre vie seguir, e non con colpa,
fu guida amabil e di stima segno.
Aiello il suo ritratto porta in petto.
  

Aiello. Presentato il volume di Francesco Gallo sull'emigrazione aiellese in Canada e States

GALLERIA FOTOGRAFICA

Qui di seguito, una poesia del prof. F. Pedatella dedicata a Nando Aloisio, declamata nel corso dell’incontro.


Nando Aloisio
Quegli che a noi le vie primiero aperse
di società di liberi ed eguali,
dando parola al fabbro e al contadino,
che pria toccava solo al titolato
solo talor del popolo sollecito,
l’onde del mar varcò vèr l’Argentina

e volle lí portar testimonianza
di belle lotte qui condotte e vinte
con spirto di fratello e di compagno.
Lí fu soggetto a vil persecuzione,
perché a chi il potere iniquo imporre
volèa deciso il passo contrastava
a  protezion dei deboli ed oppressi,
con il coraggio pronto di chi in croce
con consapevolezza si fa mettere.
Subí la dittatura e la violenza
che lo costrinser a cambiare il luogo
dove dormir la notte ed evitare
d’esser trovato morto la mattina,
come diceva la minaccia all’I.N.C.A.,
da nota ignota mano devastato,
che impaurir tentava chi assistenza
dava ogni giorno ai lavoratori.
Nando era sopra anche alla paura!
Ei seppe con altrui perfin le scarpe
dividere, quand’altro era scalzo,
e in casa un dí a piè nudo se ne venne,
dicendo: ”Ma’, Guidoccio alla montagna
dovéa tornar con acqua, neve e vento!
Per una settimana io sto in casa,
finch’egli mi riporta quelle scarpe”.
Di lui mi narra questa storia ed altre
ogni angolo, ogni sasso del paese.
Era così Nanduzzo: mano tesa,
sorriso pronto, cuore al ben disposto,
parola ad aiutar chi avéa bisogno,
volto intelletto all’equo, al giusto, al retto.
A chi la via del socialismo volle
percorrer fu maestro che si pone
al lato del discepol, non dinanzi,
per non sembrar colui ch’ ha il passo innanzi.
Ma anche a chi con animo sincero
volle altre vie seguir, e non con colpa,
fu guida amabil e di stima segno.
Aiello il suo ritratto porta in petto.