101 anni fa, il #21gennaio1921, veniva fondato a Livorno il Partito Comunista d’Italia. Le paginette che seguono raccontano i ricordi di Peppe Verduci circa le attività svolte per il partito, da metà anni ’40 in poi, a livello locale e federale.




101 anni fa, il #21gennaio1921, veniva fondato a Livorno il Partito Comunista d’Italia. Le paginette che seguono raccontano i ricordi di Peppe Verduci circa le attività svolte per il partito, da metà anni ’40 in poi, a livello locale e federale.




Peppe Verduci il 22 maggio di quest’anno avrebbe compiuto 100 anni. Un anno significativo perché ricorre il centenario della nascita del Partito Comunista, al quale aderisce a partire dal 1944.


Poesia di Peppe Verduci dedicata a questi due personaggi paesani. U Picciune, come mi diceva la nanna Pina Dattilo, era nostro non so quanto vicino parente, che per recuperare una piecurella che stava per cadere, cadde lui dalla timpa della Calandia, quella timpa del castello che sotto c’è l’Aricella.
A ZA RUSARIA A BOMBARA E U ZU ‘NTONI U PICCIUNE
Poesia di Peppe VerduciU zu Ntoni, chiamatu u Picciune
Ogni matina, parjie nu guagliune
A settant’anni, stu vecchjariellu
Azziccave scavuzu mbiersu u Castiellu.A za Rusaria, la vecchia mugliera
Sempre strazzata e gubbusa cum’era
Sempre appoggiata a nnu gruossu bastune
Seguije llu maritu, u zu Ntoni u Picciune.U carruolicchju pigliave alla porta
Na picch’e pane e due alive ‘ntra sporta
A mandricella de crape portavenu
Supr’u Castiellu pue s’acquattavenu.Ad ogni crapuzza nu nume hanu misu
Ed allu cuollu nu ciondulu appisu,
Sagliendu brucave Ila Tiresina
Sempre ppe d’ultima la Crimentina.Gridave, u zu Ntoni, chiamave a mugliera
C’asaccurgie, na crapa nun c’era!
Ppe Ila Mado… sca, nduvè Carmeluzza?
A meglia crapa, a cchiù bella crapuzza?Truvata la crapa, finitu u vilenu,
Giustatu tuttu, è turnatu ‘u sirenu
Rusaria a Bombara e zu Ntoni u Picciune
Ricoglian’e crape intrù viecchiu salune.E llà cumincia la grande mungiuta
Quantu litri? Va sa cum’è jiuta!
U mintenu tuttu ntrà quadarotta
Appisa a nnu muru, ppe fare a ricotta.Rusà! Un tantu stringiari chilla minnuzza,
Ca viju ca nun sta bona la Carmeluzza
Circa e spruttare la Crimentina,
Ch’è jianca e russa ccu Tiresina.Nui, tutti i guagliuni, facjiamu festa
Si cc’ere llu sule o cc’ere tempesta
Intr’u carruolicchiu, sagliendu a rrupuni
C’è za Rusaria e u zu Ntoni u Picciune.Ohi! Cum’è malu, u zu Ntoni u Picciune!
Un bue chi ijocàmo a stirillu e pallune
Ne’ siecutave Castiellu Castiellu
U zu Ntoni u Picciune, lu vecchiariellu.Nu bruttu ricordu u zu Ntoni ha lassatu,
Da timpa e Calandia s’è perrupatu,
Da parte e sutta, Ila, all’Aricella
Chiangimu tutti, ogn’animella.A za Rusaria, ccu lacrime amare
Dicjie: Ohi! Ntò! Ha finutu e campare.
Allu Cummientu io vuogliu venire
Assieme a ttjie io vuogliu morire.
Peppe Iacucci – come hanno ricordato sia il figlio Franco, che Franco Pedatella, quest’ultimo pure ex sindaco del paese, intervenuto al momento commemorativo – era stato partigiano in Piemonte nella zona di Saluzzo, combattente, aderente dapprima al Partito d’Azione di Ferruccio Parri, e fondatore insieme al grande Nando Aloisio ed altri della cellula aiellese del partito Comunista “Geniale Bruni”. E poi sindaco della comunità locale dal 1945 al 1952 e dal 1965 al 1975.La delibera di Consiglio Comunale caricata online il 4 settembre 2018

Dal libro di Peppe Verduci, Frammenti di storia e ricordi, Pellegrini 2006, pag. 49. Il più delle volte era la Democrazia Cristiana a fare festa, scavalcandoci nella conta dei voti che ad essi risultavano sempre di più; come ad esempio avvenne nelle politiche del 1948, quel 18 aprile, quando ne uscimmo sconfitti in maniera eclatante, con le ossa rotte, con solo 8 milioni di voti contro i 12 della Democrazia Cristiana, con l’aggravante di aver tutta la sinistra in un solo gruppo per non far disperdere voti, inventando il famoso “Fronte Popolare” e scegliendo come simbolo la testa di Garibaldi. La Democrazia Cristiana quell’anno ha dilagato, conquistando in Parlamento la maggioranza assoluta dei voti con 307 Deputati, ma, ricordo, imbarcò poi nel Governo il Partito Repubblicano che contava solo 5 Deputati, allo scopo, certo, di non farsi accusare di regime assoluto, ma per dimostrare che l’Italia aveva un Governo di coalizione. Quella travolgente affermazione fu ottenuta sulla base di una campagna elettorale, a dir poco, sconsiderata, nella quale si buttarono a capofitto tutte le forze antipopolari, con in testa la Confindustria, la Confagricoltura, la Confcommercio, facendo scendere in campo direttamente tutti i padroni delle aziende di produzione, promettendo mari e monti, proprio in quei momenti in cui l’Italia era investita da una crisi profonda, con una disoccupazione galoppante, indicando agli operai e ai contadini la via dell’emigrazione, avendo coniato il famoso detto: “Prendi la valigia e vai all’estero”. Vedi anche: https://brunopino.it/2008/04/18/le-elezioni-del-18-aprile-1948-quando-il-fronte-popolare-perse-e-vinse-la-dc/ https://brunopino.it/2007/03/12/nuovo-libro-del-compagno-peppe-verduci/

Per altre notizia, qui ==>
https://brunopino.blogspot.it/search?q=Peppe+Verduci
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| Alfredo Bossio (a sinistra), con Nando Aloisio |
D’Aiello trasmigrasti in Argentina;
Pioniere nell’America Latina;
Fulgida guida nel tuo paesello,
Laddove tutto rosa e tutto bello
A te sembrava, nella giovinezza,
Ai tuoi ideali davi una certezza.
E dolcemente tu ci accarezzavi
Per mano, al Comunismo ci portavi.
Eh ! Si ! Ti seguivamo con amore
Pei tuoi dettami, stretti, dentro il cuore
Che tu, con insistenza propinavi,
Benessere e certezza c’inculcavi.
Aiello ti seguiva per incanto
Perché tu riparavi sotto il manto
Del tuo barlume e della tua bontà;
Del tuo decoro e la tua maestà;
Tutta la gente, modesta e Proletaria.
Seguiva il cambiamento, già nell’aria.
Col Sindaco tu bene amministravi
Il tuo Comune, senza più gli schiavi;
Tutto era bello, giustizia e libertà,
Perché cacciati i figli di papà;
Al Popolo il Comune, senza affanni,
Per lunghi lustri, tanti , tanti anni.
Poi venne l’ora dell’oscurantismo;
Lotte sfrenate contro il Comunismo.
Venne la crisi, furente e tracotante,
Ogni casa di beni era vacante;
Per vivere, null’altra soluzione
Soltanto quella dell’emigrazione.
E fosti coinvolto, che destino!