Ferdinando “Nando” Aloisio: 50 anni dopo

Il 12 novembre 1975 si spegneva a Buenos Aires Ferdinando Aloisio, sindacalista, militante comunista e figura di riferimento per la comunità italiana in Argentina. A cinquant’anni dalla sua scomparsa, il suo nome continua a risuonare come simbolo di passione politica e dedizione alla causa dei lavoratori.
Le radici e la militanza in Calabria | Nato ad Aiello Calabro il 28 aprile 1923, Aloisio si diplomò come perito agrario e si distinse fin da giovane per il suo attivismo politico. Tra il 1943 e il 1946 fu promotore della Camera del Lavoro locale e primo segretario della sezione del PCI, partecipando attivamente alla campagna referendaria per la Repubblica. La sua militanza si intrecciava con la ricostruzione democratica dell’Italia nel dopoguerra.
L’emigrazione e l’impegno in Argentina | Trasferitosi a Buenos Aires, Aloisio divenne uno dei più popolari dirigenti delle associazioni degli emigrati italiani. Continuò a militare nel Partito Comunista Argentino, rappresentando la frazione italiana e mantenendo stretti contatti con i compagni in Italia. La sua attività politica si estese anche alla difesa dei diritti civili e alla denuncia delle repressioni in Argentina.
Un’eredità che resiste | Aloisio non fu solo un dirigente sindacale, ma un ponte tra due mondi: la Calabria e l’Argentina, l’Italia e l’emigrazione. Le sue parole, dense di umanità e passione politica, sono oggi più che mai un invito alla memoria e all’impegno.
Nel cinquantesimo anniversario della sua morte, ricordare Ferdinando Aloisio significa rendere omaggio a una figura che ha incarnato la militanza con coerenza, sacrificio e profonda umanità.

Per maggiori info su Nando Aloiso, si può leggere la voce a lui dedicata del Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea curato dall’ICSAIC.


Qui invece un articolo contenuto nella LA CALABRIA DEI MIGRANTIL’impegno di Nando Aloisio a favore dei lavoratori italiani in Argentina

100 anni fa nasceva Nando Aloisio

100 anni fa, il 28 aprile 1923 ad Aiello Calabro, nasceva Ferdinando Aloisio.

Per un approfondimento biografico e dell’attività politico-sindacale, vi rimandiamo a due scritti editi da ICSAIC.

° Voce Dizionario biografico della Calabria contemporanea dell’ICSAIC

° L’impegno di Nando Aloisio
a favore dei lavoratori italiani in Argentina

L’argomento nel blog.

Ferdinando Aloisio, due scritti per ricordarne la nascita avvenuta il 28 aprile 1923

Seguono: L’impegno di Nando Aloisio a favore dei lavoratori italiani in Argentina, pubblicato su La Calabria dei Migranti (2014); e la voce Aloisio Ferdinando del Dizionario biografico della Calabria Contemporanea, entrambi editi dall’ICSAIC.

In morte del professor Francesco Volpe. Il ricordo in versi di Franco Pedatella

In morte del professor Francesco Volpe.

Cleto ha perduto illustre letterato,
storico esperto, uomo di cultura,
che di Calabria, Meridione e d’altro
aspetti interessanti ha colto a fondo.

Voce tonante, musicale accento,
abile parlatore, suonatore
al pianoforte, melodico usignolo:
tal fu Francesco Volpe tra gli amici.

Che dirà mai il professore Masi,
che teco condivise gli anni belli
di studi ed esperienze solidali
per cui vi si vedeva sempre insieme?

E quei, che tra i Latini Padri e Greci
te declamare udìano i versi propri
con metrica cadenza e competenza
di lessico e d’accento, che diranno?

Lassù t’aspetta, o Cicco, il tuo Luigi,
la cara Lina tua, fedele sposa,
e il fido tuo Luigi Pellegrini,
che a te compagno fu in terrena pugna

per attuar la fede socialista.
Ti precedette un poco nel tuo viaggio
Geniale Longo, che ti fu compagno,
al fianco l’un dell’altro qual fratelli,

in coraggiose lotte socialiste.
Avrebbe ei volentieri per più tempo
atteso il viaggio tuo, ma braccia aperte
or tiene pe ‘l compagno ed il parente.

Con il candore suo di cuore e mente
ti aspetta il caro Nando Aloisio,
cui eri a Cleto approdo nei suoi viaggi
per predicare al mondo l’uguaglianza

tra operai e padroni tracotanti.
Augusto tuo Placanica storiografo,
che tu maestro, guida e onór stimasti,
t’aspetta e porta tanti sotto il braccio

libri che sa alla mente tua graditi.
Angelo Caicco, a te compagno
di giochi infanti pria, poi stimatore
di fama tua di storico e scrittore,

l’occhio a te volge in amichevol guardo.
Quivi ti son vicini in questo viaggio
del Rotary gli amici, di Cleto i figli,
gli amici d’Accademia Cosentina

e gli studiosi, giudici imparziali,
che al merito tuo chiaro decretâro
il Premio Sila e in pubblico consesso
ti consegnâr di cuor l’ambito alloro.

Novèl t’accolse figlio Amantea
e ti cerchiò dei viri suoi migliori,
mentr’ echeggiava di tua voce colta
Piazza Vittorio Emanuele a Cleto.

Or ti si stringe intorno solidale
e tua famiglia in sentir comune
abbraccia e ti iscrive tra i suoi figli
prescelti a darle vita e a far sua storia.

E tanti altri ancor, con cui tu in vita
sincera hai condiviso l’amicizia,
or piangono la triste tua scomparsa,
certi di avere il tuo gran cuor perduto.

T’ebbe la scuola esimio professore,
paterna guida per volenterosi
studenti, quindi preside paziente
e illuminata mente pei colleghi.

Aspettano a braccia aperte il figlio
mamma Marianna e il padre tuo Luigi
che in terra estranea t’ebbe nel ricordo
fin nel momento in cui morte lo colse.

Ed Angelo, fratello a te vicino
in ogni circostanza della vita,
in pianto segue il dì del tuo trapasso
ad alto luogo ov’ egli è già albergato.

Il braccio t’offrirà per pôrti in pace
l’amato zio tuo, Ninno Milito,
che a te fe’ il padre, zio, fratèl maggiore
quando a te guerra atroce tolse il padre;

e gli altri zii, Peppino e Gualtiero,
cui in vita fosti onór, d’affetto il segno,
cessano ormai paterna protezione
per abbracciarti caro lor nipote.

Retro nel mondo lasci due figliole,
cui il duolo per la triste tua partenza
sconforto dona in cuore, il vuoto in mente:
perenne tua paterna protezione

nelle giornate loro tristi e vuote
invocheràn nelle ore in cui solevi
per un momento i libri abbandonare
e a lor paterno riso regalare.

La Musa mia, commossa, alla memoria
scioglie quest’umil canto triste e pio,
che forse ai familiari e conoscenti
il cuor consola e agli occhi ferma il pianto.

Franco Pedatella, Amantea, 15 maggio 2020

Online sul Dizionario biografico della Calabria contemporanea curato dall’Icsaic le biografie di 4 Aiellesi

Si tratta di Nando Aloisio, Costantino Arlìa, Federico e Giovanni Solimena.

Come annunciato giorni fa sul sito dell’ICSAIC che abbiamo riportato pure su questo blog, è online il Dizionario Biografico della Calabria Contemporanea dal 1861 ai nostri giorni, curato per l’Istituto Calabrese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia Contemporanea dallo storico Pantaleone Sergi. L’”opera collettiva più importante che sia stata fatta in Calabria”, così è stata definita, è realizzata nell’ambito del progetto «Politica e Cultura in Calabria dal 1861 a oggi», in parte finanziato dalla Regione con i fondi del Pac Calabria.

Tra i 119 profili sinora pubblicati, ci sono per il momento anche quelli di quattro Aiellesi:

Progetto “Politica e cultura in Calabria dal 1861 ad oggi – finanziato con fondi del PAC Calabria 2014-2020 – Annualità 2018 – AZIONE 3 – TIP. 3.2

Buona lettura.

Se vuoi essere informato anche su Telegram (canale Aiellesi nel Mondo News) qui di seguito il link:
https://t.me/AiellesiNelMondo

Ricordando Alfredo Bossio, partigiano e attivista politico

Alfredo Bossio (a sinistra), con Nando Aloisio
Il 20 giugno ricorre il 25esimo anniversario della morte di Alfredo Bossio, deceduto in Argentina nel 1992. Era nato ad Alzinetta, ad Aiello Calabro, il 14 luglio 1922 da Luigi e Giuseppina Pino. Nella II Guerra, come ci ricorda Peppe Verduci nei sui scritti, era stato partigiano a Valmontone. Poi, nel periodo del dopoguerra, come tanti altri giovani del sud, emigra in Argentina, dove insieme a Nando Aloisio, suo amico e cognato (si sposa con Marietta Aloisio nel 1951), combatterà per i diritti dei lavoratori emigrati.
In occasione di questo anniversario, avremmo voluto ricordare l’emigrato aiellese attraverso un profilo biografico più dettagliato, ma al momento non siamo riusciti a sapere molto sulla sua attività sia di partigiano che di attivista politico, soprattutto in relazione al periodo della dittatura argentina.
Sarà un nostro impegno, sempre se avremo possibilità di reperire documenti e avere notizie certe, approfondire la storia di Bossio.

Su Nando Aloisio

Il #28aprile1923 nel quartiere S. Francesco, nasceva #FerdinandoAloisio. Le sue due vite, quella vissuta ad Aiello e quella in Argentina come emigrato, saranno votate all’impegno civile, politico e sindacale. In Argentina, divenne uno dei più popolari dirigenti delle associazioni degli emigrati italiani.

Lo scorso anno, in questo stesso giorno veniva annunciato il ritorno ad Aiello delle ceneri che sono poi giunte in paese il 31 luglio 2015, a quasi 40 anni dalla morte – avvenuta a Buenos Aires il 12 novembre 1975. 
Per un approfondimento biografico e della sua attività politico-sindacale, vi rimandiamo ad un nostro scritto contenuto nel volume “La Calabria dei Migranti“, edito dall’Icsaic, a cura di Vittorio Cappelli, Giuseppe Masi, Pantaleone Sergi – Supplemento alla Rivista Calabrese di Storia del ‘900 (#Icsaic), dal titolo: “L’impegno di #NandoAloisio a favore dei lavoratori italiani in Argentina“.
Leggi su Accademia.edu

Vedi anche altri post QUI & QUI.

Anniversari. Quaranta anni fa, moriva a Buenos Aires #NandoAloisio, sindacalista dell'Inca Cgil

Nando Aloisio
Quaranta anni fa, il 12 novembre del ’75, dopo un’operazione difficile al cuore, eseguita il 3 novembre precedente all’Ospedale Italiano di Buenos Aires, moriva il sindacalista Nando Aloisio.
«La sua morte prematura – così scriveva l’Unità nell’edizione del 5 dicembre 1975, riportando la testimonianza dei molti connazionali che lo avevano conosciuto ed apprezzato – è stata una perdita per il nostro partito e per tutti i lavoratori emigrati e noi possiamo comprendere perché ai suoi funerali a Buenos Aires hanno partecipato migliaia e migliaia di lavoratori italiani che hanno voluto stringersi per l’ultima volta intorno al presidente dell’Ufficio Inca in Argentina, al compagno che nel CCIE e alla Conferenza nazionale dell’emigrazione ne ha difeso con tanto slancio e decisione gli interessi».
Aloisio si era sottoposto ad una operazione al cuore per sostituire la valvola mitralica, impiantata una ventina di anni prima. Nonostante le sue precarie condizioni di salute, aveva voluto rinviare il delicato intervento successivamente alla missione dell’On. Zanibelli, in visita alle comunità italiane d’Argentina nel settembre 1975. Quella, per Aloisio, rappresentava un’ulteriore occasione per ribadire le istanze degli emigrati, oggetto del suo intervento alla Conferenza Nazionale dell’Emigrazione, svoltasi a Roma nel febbraio di quell’anno.
L’Unità
15 novembre 1975
Una morte improvvisa ed inattesa, quella di Aloisio, che nei mesi precedenti aveva subito diverse minacce, dovute al suo impegno sindacale e politico. La famiglia non pensò nella drammatica occasione, come ci ha riferito Italo, uno dei fratelli, di far eseguire un’autopsia, per fugare dubbi e sospetti. I congiunti chiesero invece, ma senza alcun esito, di incontrare il chirurgo che lo operò. Un punto interrogativo che continua ancora oggi a rimanere tale. Quello che è certo, è che nel periodo in cui il Nostro si occupa di sindacato ed emigrazione, l’Argentina era diventata un paese difficile in cui vivere e testimoniare le proprie idee e la militanza politica a sinistra.
La situazione di grave pericolo che egli avverte viene peraltro confidata all’amico Pajetta, della sezione esteri del P.C.I., in diverse lettere che abbiamo reperito all’Istituto Gramsci di Roma. In particolare, nella lettera del 5 ottobre 1974, il sindacalista riferisce circa le minacce ricevute alla sede dell’Inca. «Ultimamente sulle mura di Buenos Aires stanno apparendo scritte della “Juventud Peronista” del seguente tenore “Creer, Obedecer y Combatir por Peron”, ciò indica che i nostri compaesani fascisti sono già inseriti nelle trame nere locali e quindi dobbiamo prevedere che l’attacco al nostro Ufficio non resterà una cosa isolata. La devastazione dell’Inca ha suscitato un gran timore nei circoli democratici della nostra Collettività ed un senso di paura che in alcuni è diventato proprio panico nel quadro oscuro della situazione nazionale dove i sequestri, gli attentati e gli assassini si contano a decine e decine tutti i giorni, e dove le minacce di morte da parte dei cosiddetti “squadroni della morte” ora chiamati “A.A.A.” (Alleanza Anticomunista Argentina) a parlamentari, artisti, scrittori, attori, ecc. sta seminando il panico provocando già l’abbandono del paese da parte di professori e rettori universitari, attori cinematografici e teatrali […]».
Fernando Aloisio in Argentina c’era andato da emigrato nel 1948. Nato ad Aiello Calabro (Cs) il 28 aprile 1923, da Carlo e Ida Nicastro, si era diplomato come perito agrario, e aveva ricoperto dal 1944 al 1946 la carica di presidente dell’Ucsea, l’ufficio comunale statistico economico dell’agricoltura. L’impegno in politica lo aveva portato, dal 1943, ad organizzare la Camera del Lavoro locale e la sezione del Partito Comunista di cui è il primo segretario, oltre che membro del Comitato federale del PCI di Cosenza. Partecipa attivamente nel 1946 alla campagna in favore della Repubblica per il Referendum che diede all’Italia le sue attuali Istituzioni democratiche. Nel 1947-48 è con i contadini della sua regione per l’occupazione delle terre. «Col filo spinato e paletti – rievoca Verduci nel libro Memorie di Lotta (2002) – sia sul greto del torrente Maiuzzo che su quello del fiume Oliva, avevamo delimitato una proprietà. […] Quelle terre le occupammo e le assegnammo, delimitandole con bandierine rosse, ai contadini […]». Dopo quella esperienza, chiuso per ordine governativo l’ufficio dell’Ucsea, Nando si ritrova senza lavoro e giunge il momento di partire, come fanno in quel periodo tantissimi altri calabresi, per dare sostegno economico alla numerosa famiglia.
Nel nuovo mondo inizia a lavorare in una grande impresa agricola del Rìo Negro. Un lavoro però che non garantiva adeguate rimesse per la famiglia rimasta in Italia. Trova un lavoro più remunerativo in una azienda petrolifera di Campana, cittadina industriale poco distante dalla capitale federale, facendo l’autista. Poco dopo, a Buenos Aires, il 21 settembre 1950, sposa Emma Cuglietta, una ragazza del suo paese emigrata anni prima. Dal 1954 si stabilisce a Buenos Aires, impiegato nel Banco de Italia y Rio de la Plata, dove svolge anche attività sindacale. È molto attivo nella vita associativa degli emigranti italiani. Fa parte dell’Associazione antifascista Azione Italiana Garibaldi, della Commissione Direttiva dell’AIMI (Unione e Benevolenza) e di Feditalia (Federazione delle Società Italiane in Argentina), ed è membro del Gruppo Permanente del Lavoro e del Comitato di Coordinamento delle attività assistenziali del Consolato Generale d’Italia. Intensifica, poi, a partire dal 1969, con la nomina a presidente della Commissione Nazionale del Patronato Inca-Cgil, e con la partecipazione, dal 1972, come esperto del Comitato Consultivo degli Italiani all’Estero con sede a Roma, l’attività a favore degli emigrati.
Tanti, e non di poco conto, erano i problemi che i lavoratori emigrati italiani dovevano affrontare nella vita di tutti i giorni, in un contesto di grave crisi economica, come quella che stava vivendo il paese a metà degli anni ’70: minacce di licenziamento, decurtazione degli orari di lavoro, inflazione e riduzione del potere di acquisto dei salari; un generale peggioramento delle condizioni di vita.
L’apertura della Conferenza Nazionale
dell’Emigrazione di Roma
La Conferenza Nazionale dell’Emigrazione, un traguardo importante, lungamente inseguito dal movimento operaio e democratico, organizzata congiuntamente dal ministero degli Esteri e dal Cnel, il Comitato nazionale per l’economia e il lavoro, tenutasi alla Fao di Roma, dal 24 febbraio al primo marzo del ’75, registrerà più di mille partecipanti, tra rappresentanti delle comunità di emigrati, politici, sindacalisti. Aloisio è uno dei delegati per l’America Latina, che allora contava circa 2 milioni di emigrati italiani. Nel suo discorso aveva evidenziato la necessità di intraprendere una nuova politica dell’emigrazione, e ottenere «l’assoluta parità di tutti i cittadini italiani, emigrati e non emigrati». «Senza questa ineludibile premessa la Conferenza Nazionale non avrebbe avuto alcun senso e sarebbe stata una cosa puramente formale».
«Un paese che si considera civile come il nostro – disse Aloisio nel corso del suo intervento – non può più permettersi di seguire la strada finora percorsa in materia di emigrazione, privo di una politica al riguardo e solo preoccupato, finora, di risolvere i suoi problemi espellendo una parte considerevole dei propri figli, alleggerendo così la pressione politico-sociale e facilitando determinate soluzioni ai problemi del nostro popolo segnalandogli il cammino dell’espatrio, adescato generalmente da una falsa informazione che ha presentato quasi sempre come paradisiaco quello che è invece il tremendo dramma dell’emigrazione». 
Ritaglio articolo su Il Quotidiano del Sud
di sabato 14 novembre 2015

Già prima del quarantennale della morte, per volere della famiglia, la scorsa estate, la sua cittadina natale, Aiello Calabro (Cs), ha accolto le sue ceneri – accompagnate dai figli Carlos e Alfredo, e dal fratello Italo – e che ora riposano nel locale cimitero. A lui sono state intitolate la piazzetta in cui c’è la casa paterna dove nacque e visse sino alla partenza per l’Argentina, e la Camera del Lavoro di Amantea.

Qui il link al saggio su Nando Aloisio, pubblicato su La Calabria dei Migranti, edito dall’Icsaic.

Commemorazione di #NandoAloisio – Galleria fotografica e rassegna stampa

GALLERIA FOTOGRAFICA (Ph. #BrunoPino)
TGR – TG Calabria Edizione delle 19.30

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Commemorazione di Nando Aloisio | rassegna stampa

TGR – TG Calabria Edizione delle 19.30