Pisa, presentato il vocabolario aiellese

Accolto con entusiasmo il Piccolo vocabolario del dialetto Aiellese presentato al numeroso pubblico, lo scorso 18 settembre a Pisa, nell’ambito della XIX festa della cultura calabrese, organizzata dall’associazione Esperia. “Parra cumu t’ha fatthu mammata” perché il dialetto è cultura! Viva Pisa, viva Aiello Calabro!

Presentazione a Pisa per il Piccolo vocabolario del dialetto aiellese

Riceviamo da Celestino Pucci, vice presidente di “Esperia – Associazione Culturale Calabrese Pisa” e volentieri postiamo la locandina del XIX Festival della Cultura Calabrese che si svolgerà a Pisa dal 13 al 20 settembre 2023. Tra gli appuntamenti da segnalare c’è la presentazione de “Il Piccolo vocabolario del dialetto aiellese” di Gaetano Coccimiglio e Pietro Pucci che è in programma il 18 settembre alle 18 presso il giardino della Chiesa di San Frediano.

Vedi post della presentazione del Piccolo ad Aiello Calabro.

Per info e acquisti del volume Officine Editoriali da Cleto

Presentata la nuova edizione de Il Piccolo vocabolario del dialetto aiellese

Aiello Calabro 8 agosto 2023

Piccolo vocabolario del dialetto aiellese. L’8 agosto alla Praca la presentazione al pubblico della nuova edizione

Piccolo vocabolario del dialetto aiellese. In stampa la nuova edizione ampliata e riveduta

Ci sono novità per il “Piccolo dizionario del dialetto aiellese” (prima edizione 2009), autori il compianto Gaetano Coccimiglio e Pietro Pucci, con la collaborazione di Eugenio Medaglia. In questi giorni è in corso di stampa una nuova edizione, ampliata e riveduta e sarà presentata al pubblico prossimamente.

L’annuncio sui social (dal profilo di Gisa Guidoccio)

“Sono passati 14 anni dalla nascita del “Piccolo vocabolario del dialetto aiellese”.

Da allora c’è stato chi ha continuato nella ricerca, chi ci ha lasciati (il grande Gaetano Coccimiglio) e chi umilmente si è aggiunto al gruppo di aiellesi che non demordono e che non lasciano nulla in sospeso, soprattutto quando si tratta di un’opera culturale divulgativa unica nel suo genere.

È vero, le nuove generazioni vengono su in italiano, ma nell’intimo delle nostre case siamo abituati a sentir parlare in #dialetto.

Infatti lo dico sempre: è inutile tentare di tradurre alcune esclamazioni, frasi, imprecazioni, la lingua del cuore, quella che ti esce dall’anima è il dialetto.

E allora, abbiamo il dovere di non disperdere le nostre peculiarità linguistiche, non per nostalgia o per eccessivo attaccamento al passato, bensì per tenere sempre presente chi siamo e da dove veniamo”.

Gallerie Foto | Piccolo vocabolario del dialetto aiellese

Foto della presentazione del Piccolo Vocabolario, avvenuta in data 2 maggio 2009.

Introduzione | Piccolo vocabolario del dialetto aiellese

di Eugenio Medaglia

Quando l’amico Pietro Pucci mi ha chiesto di scrivere un’introduzione al suo “Piccolo Vocabolario”, scritto assieme a Gaetano Coccimiglio, in cuor mio, l’ho ringraziato così tanto che avrei invidiato qualsiasi altro l’avesse fatto al posto mio. 

A dire il vero ho invidiato pure lui perché è stato sempre il mio sogno recondito quello di ricercare le parole ormai pronte a morire, ma che conservano ancora tanta freschezza e tanta carica semantica. 

Questa opera, che io considero un gioiellino da tenere gelosamente custodito in uno scrigno, non nasce nelle aule universitarie o nelle biblioteche. Nasce in piazza, o meglio supra u parapiettu. Come un gioco e per gioco si avvale dell’apporto di chi c’è, de chine se fa lla chiazziata. 

L’autore è un pò come Omero, raccoglie ciò che sente dire. Ma questo atto del raccogliere si trascina dietro un grande merito: ci permette di ricordare. Il “Piccolo Vocabolario” è dedicato ai giovani affinché sappiano ed ai meno giovani affinché non dimentichino. 

Ma io vi leggo dietro, o meglio dentro, un’altra grande esigenza vitale, quella di non rassegnarsi alla morte. Oggi la lingua tende ad universalizzarsi. I computer, i telefoni cellulari, l’accesso alle reti telematiche, la globalizzazione delle comunicazioni e dei pensieri, impongono un linguaggio universale. Parole come internet, file, spam, account, e-mail, formattazione, porta USB, ed un fiume di tante altre sono diventate o stanno per diventare universali e sarebbe un guaio se non lo fossero ed una tragedia se si tornasse indietro. Il matematico e filosofo Leibniz nel pensare alla progettazione di macchine calcolatrici aveva sentito l’esigenza, in tempi non sospetti (XVII secolo), di creare una lingua che avesse una “characteristica universalis”. Con ritardo, ma eccolo accontentato. I grandi sono grandi non perché sono nati prima di noi, ma perché vedono molto lontano. Una lingua universale è capace di raggiungere e coprire la totalità, ma perde di intensità. Cade quella che si chiama carica semantica in relazione inversa a quella che è la forza estensionale del linguaggio. La moderna linguistica, le scienze neurologiche, la logica matematica da Wittgenstein fino a Chomsky hanno ampiamente dimostrato che la lingua non riflette una oggettiva immagine del mondo, ma ci restituisce piuttosto una visione del mondo, un modo di pensare, di sentire, di godere, di ridere, di vivere il mondo. Perciò quando una parola muore con essa svanisce una parte di comunità. Ecco perché il “ Piccolo Vocabolario “ rappresenta l’esigenza di resistere a questa morte. La vita che c’è dentro le parole è unica ed irripetibile. Mentre una parola come blog la conoscono in Australia così come in Lapponia, una parola come pucchia ha un ambito estensionale molto più ristretto. Ma ha una potenza di significato o forza espressiva inversamente proporzionale alla sua estensione. Il concetto meriterebbe ben altro spazio per poter essere compreso appieno ma io voglio solo scrivere un’introduzione e non un trattato. 

Molte parole dialettali in realtà sono intraducibili nella lingua italiana e se sono state tradotte è solo per rendere il libro più leggibile e non per rendere un servizio al significato. A questo scopo, dove è stato possibile si è cercato di risalire all’origine etimologica della parola e si è visto che le radici affondano nel greco antico, nel latino, nella lingua araba, nello spagnolo e nel francese. Non è una semplice archeologia linguistica che si è voluta fare (pur anche interessante), ma si sono raggiunti due risultati. Da un lato l’origine della parola ci racconta la nostra storia e quindi è un autentico documento storico che tradisce l’origine greca di Aiello, una lunga storia latina, una dominazione araba, spagnola e francese. Dall’altro l’origine della parola cerca di restituirci quella carica semantica che la fredda resa in italiano ci farebbe perdere. Mi piace ricordare che già Dante Alighieri si lamentava che la lingua italiana (il volgare) non gli offriva parole abbastanza “ aspre e chioccie “ per descrivere il paesaggio infernale. 

Il “Piccolo Vocabolario” non è chiaramente completo. Qualcun altro si faccia avanti. Ciò che emerge è solo la punta dell’iceberg. Molto purtroppo è andato definitivamente perso. Mancano le migliaia di parole legate al mondo dell’agricoltura e della campagna. Mancano le parole legate alle arti ed ai mestieri, i nomi degli utensili di lavoro, degli animali, delle cure mediche. Chi sa se, chi sa quando si potrà recuperare tutto ciò. Intanto è stato fatto un lavoro prezioso ed io nel leggerlo mi sono divertito da matti. 

Ho trovato di grande saggezza l’inserimento qua e là di qualche poesia in vernacolo. Ad Aiello manca una letteratura e quando c’è non bisognerebbe perderne neanche una goccia. 

Infine la cosa che mi ha più entusiasmato è la raccolta dei proverbi e dei modi di dire. Il proverbio ci presenta con una schiettezza disarmante una ingenua ma profonda visione del mondo. Per favore, fino a quando è possibile, non sciupiamo questa ricchezza.

Prefazione | Piccolo vocabolario del dialetto aiellese

di Bruno Pino
Esistono, in ogni dialetto, parole sepolte sotto strati e strati di oblio. Ogni generazione di parlanti dialettofoni se ne lascia alle spalle una quantità importante. Chi, per esempio, tra i giovani e giovanissimi lettori di questo libro conosce termini come picuozzu, ‘ndirillu, cannacca o coffa, o ancora verbi come camardare e ‘mpurrare? Probabilmente nessuno o quasi; e pure i più anziani, per esigenze comunicative ed omologandosi al linguaggio delle generazioni successive, ne hanno attenuato o addirittura rimosso l’uso. Sono lessemi che appartengono alla nostra storia e che oramai, salvo qualche rara eccezione, più nessuno adopera nel linguaggio quotidiano.
Grazie al paziente e puntuale lavoro di scavo, di ricerca che gli Autori hanno portato avanti con passione e dedizione, pagina dopo pagina, potremo riacquisire una parte significativa del nostro patrimonio lessicale ed etnografico. “Poca”, o se volete, dunque, scorrendo le pagine del libro di Gaetano Coccimiglio e Pietro Pucci, entrambi cultori del dialetto locale – geometra e funzionario del Corpo Forestale in pensione, il primo, oltre che poeta vernacolare di particolare acume; già brillante docente di matematica e mio professore al Liceo, il secondo – si potranno ritrovare, con piacevole sorpresa, parecchie parole che credevamo perdute per sempre, e molte altre invece che ancora fanno parte dell’attuale bagaglio dialettale paesano; o vecchi “ditteri” della cultura contadina, appartenenti a campi lessicali “sorpassati” dalla contemporaneità.
Il corposo volume è organizzato in due parti. La prima dedicata al lessico (A-M e N-Z) in cui i termini compaiono in ordine alfabetico, corredati da esempi d’uso in dialetto, arricchiti con citazioni di poesie, proverbi, canzoni, ecc., con traduzione in italiano e spesso con la provenienza etimologica; l’altra, invece, raccoglie proverbi suddivisi per argomento (l’amicizia, amore, i parienti, gli animali, condizioni atmosferiche, il denaro, la morte, a luci rosse, la salute, la fortuna, il vino); e modi di dire.
In definitiva, un libro-baule, questo di Coccimiglio e Pucci, dove cercare il senno perduto della nostra società smemorata, che ogni Aiellese dovrebbe tenere, non in soffitta, ma sempre a portata di mano. Per sé e per i propri figli.

Il Piccolo Vocabolario del dialetto aiellese


Il Piccolo vocabolario del dialetto aiellese è un progetto nato qualche anno fa da Gaetano Coccimiglio e Pietro Pucci, cultori entrambi del dialetto locale. Il volume – a cui ha collaborato Eugenio Medaglia – è stato stampato nel 2009 col Patrocinio del Comune di Aiello Calabro. Secondo la volontà degli Autori, il Piccolo vocabolario è solo la base di partenza per essere implementato. Per questo è online ed aperto al contributo di ognuno di voi. Se nella consultazione noterete parole mancanti potrete segnalarcele nello spazio dei commenti. Grazie anticipate!

Piccolo vocabolario del dialetto aiellese su ISSUU