Laghi replica al PD: “Io con la maggioranza? Sto benissimo dove gli elettori mi hanno messo”

Le parole del capogruppo di DMP alle dichiarazioni dei dem secondo cui Laghi sia stato eletto vice presidente della IV Commissione perché ritenuto vicino alla maggioranza.

“La mia nomina a vicepresidente della Commissione Regionale Ambiente (due voti, due astenuti, un voto al rappresentante PD e, conseguentemente, unica rappresentanza istituzionale del Gruppo “De Magistris Presidente”), tema di cui ho una qualche conoscenza e forse competenza, ha, con ogni evidenza, fatto saltare i nervi alla bulimica ingordigia istituzionale del capogruppo regionale PD. E giù a ruota libera, con attacchi tanto sgangherati quanto privi di fondamento”.

“Non basta al PD avere cinque (!) – su otto – Vicepresidenti di commissione (a proposito, c’è ancora una posizione libera, all’attacco!) né essere i soli rappresentanti delle minoranze nell’Ufficio di Presidenza. Non basta mai, non è mai abbastanza!”

L’incontinenza verbale del capogruppo PD non meriterebbe, ovviamente, commento di sorta, se non la puntualizzazione che il sottoscritto sta benissimo dove gli elettori hanno deciso di metterlo, senza alcuna intenzione di cambiare schieramento. Continuando, in ogni caso, a lavorare, incessantemente e col massimo impegno per la Calabria e i Calabresi. Mi rendo tuttavia conto che interloquire è difficile, facendo riferimento a termini – lavoro, Calabria, Calabresi – con i quali il capogruppo PD ha evidentemente scarsa dimestichezza”.

Così il consigliere regionale Ferdinando Laghi, capogruppo di De Magistris Presidente e Vice Presidente della IV Commissione Consiliare.

Ufficio stampa

Ospedale di Castrovillari. Laghi: “Troppe falle. Interventi insufficienti”

Il capogruppo in Consiglio Regionale per “De Magistris Presidente” torna a intervenire sull’Ospedale di Castrovillari, dopo aver partecipato, con le locali Associazioni, ad una trasmissione televisiva in diretta dal nosocomio del Pollino.

“Una emodinamica che funzioni 6 ore al giorno, anziché 24 su 24 dà troppo poche garanzie di efficace e tempestivo intervento per chi è colpito da un infarto. È quanto succede all’ospedale di Castrovillari, per carenza di personale -esordisce Laghi. Mentre ormai da diversi giorni la Risonanza magnetica della locale Radiologia è ferma per infiltrazioni d’acqua nei locali!”.

Così Ferdinando Laghi nel corso della puntata in diretta dall’ospedale di Castrovillari di “Dentro la notizia”, condotta da Pasquale Motta su LaC TV.

“Tante altre…cronicità, poi, continuano a peggiorare – ha proseguito Laghi – Anestesia-Rianimazione ha un personale ridotto sempre più al lumicino, con una negativa ricaduta anche per l’attività delle sale operatorie. La Neurologia è presidiata da un solo medico (e sulle carte si parla addirittura di una Stroke-Unit), Ortopedia rimane desolatamente chiusa e inesistente, se non nelle promesse carte, la Riabilitazione intensiva fisiatrica. E l’elenco potrebbe continuare, purtroppo, a lungo – continua il Consigliere Laghi. È triste, sconfortante e, soprattutto, ingiusto nei confronti delle popolazioni cui, di fatto, continua ad essere negato il diritto alla salute. L’attesa dell’Atto Aziendale non giustifica affatto né queste né tante altre carenze, né può giustificare la mancata sostituzione di chi va in pensione o la carenza di concorsi a tempo pieno per TUTTE le figure sanitarie necessarie. I concorsi, inoltre, non vanno poi abbandonati a loro stessi, ma rapidamente espletati, come la situazione richiede e va dato immediatamente corso alle assunzioni già oggi possibili, sfruttando le graduatorie esistenti”.

“E dato che si parla del nuovo Atto Aziendale – ha concluso Laghi -, l’attuale ripartizione territoriale dei Distretti sanitari tra l’area Esaro-Pollino e Costa jonica va assolutamente ribadita e mantenuta, rispettando l’inquadramento storico che è anche quello più funzionale. La politica non spadroneggi, continuando a far guasti, sui diritti e sui bisogni dei cittadini. E mentre la sanità pubblica si scopre sempre più in crisi, quella privata, non sta certo a guardare”.

Ufficio stampa

Campi elettromagnetici: Laghi a Scalea incontra gli studenti

Il Consigliere regionale Laghi al Liceo scientifico e linguistico di Scalea per parlare dei campi elettromagnetici e dei connessi rischi per la salute.

Continua senza interruzioni il tour nelle scuole della Calabria del Consigliere regionale Ferdinando Laghi che stamane, a Scalea, ha incontrato gli studenti del Liceo scientifico e linguistico “Metastasio”, la cui dirigente, dottoressa Laura Tancredi, ha fatto gli onori di casa e presentato l’incontro agli studenti. L'evento, in collaborazione con il Biodistretto dell'Alto Tirreno Cosentino - Baticòs, ha visto partecipi anche rappresentanti dell'amministrazione comunale che, assieme a docenti e studenti, hanno potuto ascoltare la relazione tenuta dal dottor Laghi, in veste di vice-Presidente Nazionale dell’Associazione Medici per l’Ambiente – ISDE Italia, per poi intervenire, al termine della relazione.
La tematica è stata quella dei campi elettromagnetici e dei rischi per la salute ad essi collegati, argomento per il quale Laghi ha presentato nei giorni scorsi, in Consiglio Regionale, un disegno di legge. Grande interesse hanno mostrato gli studenti per l'argomento, interesse evidenziato anche dai numerosi interventi, con domande, osservazioni e riflessioni, nel dibattito che ha fatto seguito alla relazione. Diverse sono state anche le richieste di chiarimenti riguardanti la normativa vigente, sia a livello locale che nazionale, a cui il Consigliere Laghi ha dato riscontro. «È bene che i giovani si interessino a questa problematica -ha dichiarato Laghi- che avrà un impatto sempre più ampio sulla loro quotidianità, attesa la diffusione, sempre maggiore, che avranno i sistemi di telecomunicazione, che dovranno rappresentare opportunità di modernizzazione, non rischi per la salute. Per questo ho, tra l’altro, segnalato come io abbia presentato un disegno di legge in Consiglio Regionale, unitamente alla consigliera Straface, per normare la disciplina a livello regionale e dare così ai comuni uno strumento efficace per dotarsi di un regolamento che possa minimizzare i rischi per la salute, senza bloccare la diffusione della digitalizzazione».
Al termine dei lavori sono state chiamate per un riconoscimento, e i meritati applausi, le studentesse dell’Istituto la cui squadra si è classificata prima alle Olimpiadi Regionali delle Neuroscienze.

Ufficio Stampa

Criticità Registro Tumori Calabria, Laghi presenta un’interrogazione

REGGIO CALABRIA - «La Rete nazionale dei Registri Tumori, a cui ciascuna Regione è tenuta a collaborare fattivamente, attraverso l’invio tempestivo e sistematico di dati, rappresenta uno strumento fondamentale nella lotta contro il cancro, in particolare in termini di prevenzione e diagnosi precoce della malattia. Tuttavia, nell’esaminare il sistema di gestione del Registro della Regione Calabria, emergono rilevanti anomalie che ne mettono in discussione l‘efficacia e, dunque, le finalità stesse. Pertanto, questa mattina ho presentato un’interrogazione sul punto, indirizzata al presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto, al fine di ricevere alcune importanti delucidazioni». Lo annuncia il capogruppo di “De Magistris Presidente”, Ferdinando Laghi. 

«La nostra Regione ha istituito il proprio Registro Tumori attraverso la legge regionale n. 2 del 12 febbraio 2016, la quale prevede, tra le altre cose, la creazione di un Centro di Coordinamento della Rete dei Registri e l’adozione di un Regolamento regionale. Tuttavia – spiega Laghi -, va rilevato come, sulla base dei dati presenti sul sito Airtum - Associazione Italiana Registri Tumori- , delle informazioni e delle ricerche effettuate, nonché dal confronto con Operatori del settore, siano emerse notevoli e preoccupanti criticità nella operatività del Registro nella Regione Calabria, tra cui: la disomogeneità nella raccolta dei dati da parte dei referenti dei registri delle Asp preposte; la non operatività del Centro di Coordinamento regionale; la mancata adozione del Regolamento regionale, fondamentale per la gestione ed il trattamento di dati sensibili; difficoltà nel reperimento e nella gestione dei flussi informatici di anatomia patologica e dei dati di mortalità. Ma l’aspetto forse più preoccupante – continua il capogruppo Laghi -, è che i dati relativi alla Regione Calabria vengano per lo più trasmessi con un ritardo che li rende sostanzialmente non idonei ad essere utilizzati per le finalità di prevenzione per cui sono stati istituiti i Registri».

«Per tali motivi e vista l’estrema importanza che tale strumento riveste nell’ottica della salvaguardia della salute pubblica – afferma infine il consigliere Laghi – chiediamo al Presidente della Giunta regionale, anche in qualità di Commissario alla Sanità, se sia a conoscenza di quanto evidenziato e se ritenga di dover intervenire urgentemente per rendere pienamente operativo il Registro regionale dei tumori; nonché quali iniziative intenda intraprendere per rendere, efficienti e tempestive le attività dei Centri che operano a livello provinciale, all’interno delle Aziende sanitarie calabresi».

Lettera aperta “Ora l’unità. Per il Partito Comunista in Italia”

Dichiarazione di Marco Rizzo, segretario generale Partito Comunista (Italia).

Abbiamo ricevuto in questi giorni, come tutti gli altri partiti comunisti in Italia, una Lettera Aperta inviataci – a nome dei circa 1.000 aderenti all’Appello “Ora l’unità. Per il Partito Comunista in Italia” – da un gruppo di quadri operai delle grandi fabbriche italiane, da giovani, studenti, lavoratori e lavoratrici, da intellettuali marxisti e dirigenti comunisti di diverse organizzazioni.

Questa Lettera chiede a tutti noi, ai partiti comunisti italiani, ai loro gruppi dirigenti, alle loro basi militanti, di avviare un processo di unità dei comunisti, a partire dalla messa in campo di immediate lotte comuni.

Il Partito Comunista, apprezzando lo spirito e le parole della Lettera Aperta, risponde positivamente alla sua richiesta unitaria e si dichiara disponibile ad un primo ed immediato confronto con i gruppi dirigenti degli altri partiti comunisti e delle altre esperienze comuniste italiane.

Che cosa, di questa Lettera Aperta, ci ha convinti a questo nostro approccio unitario?

La sincerità, lo slancio ed insieme la “ratio” delle sue parole.

Siamo certi che la sincerità e lo slancio che segnano fortemente di sé questa Lettera provengano dai tanti giovani che hanno aderito all’Appello “Ora l’unità. Per il Partito comunista in Italia” e che poi ne hanno inviato ai partiti comunisti una sintesi nella forma della Lettera Aperta.

Come siamo certi che la “ratio” politica della Lettera sia il frutto della vasta e prestigiosa presenza di intellettuali e dirigenti comunisti che, dopo aver aderito all’Appello, l’hanno sottoscritta e a tutti noi inviata.

Ed è questa motivazione, questa ragione politica a convincerci della bontà della proposta unitaria.

I compagni e le compagne che hanno sottoscritto la Lettera Aperta hanno con forza e lucidità rimarcato quanto sta quotidianamente sotto i nostri occhi ma che spesso sfugge alla vista di troppi, a volte persino alla vista di alcune aree comuniste:

– il pericolo incombente di una guerra mondiale scientemente organizzata e sospinta dagli USA, dalla NATO, dall’UE e dal fronte imperialista internazionale;

– una nuova ed estremamente acutizzata aggressività politica e militare imperialista contro la Russia e la Repubblica Popolare Cinese che è alla base della spinta a questo progetto di guerra mondiale;

– una nuova e socialmente drammatica, per la classe operaia e i popoli del nostro continente, torsione imperialista delle politiche dell’Ue e antipopolari;

– una spinta oggettiva che attraversa l’intero arco delle forze partitiche parlamentari e le sospinge a farsi “il partito unico” degli USA, della NATO e dell’UE in Italia e che si fa materia politica per la costituzione del governo Draghi, l’Esecutivo che sta svendendo a Bruxelles il futuro delle prossime generazioni italiane per ottenere quel cappio monetario che continuano a chiamare “prestiti” o “aiuti” dall’UE;

– un uso spregiudicato e discriminatorio della pandemia da parte del Governo Draghi, con una evidente prova generale di limitazioni serie delle libertà costituzionali per qualunque vera opposizione nel Paese;

– la drammatica contraddizione tra tutto ciò e l’assenza pressoché totale di un’opposizione di classe e di massa;

– la contraddizione tra il vasto dominio capitalista e la crisi profonda e la polverizzazione del movimento comunista in Italia.

Come ci convincono pienamente le parole d’ordine, che sono nostre, che facciamo totalmente nostre, che la Lettera Aperta fa conseguire a tutto ciò: fuori l’Italia dalla NATO! Fuori la NATO dall’Italia! Fuori l’Italia dall’Euro e dall’UE!

È a partire da queste, cogenti, questioni che il PC accoglie la proposta del progetto di unità dei comunisti su basi politiche e teoriche affini, quale prerequisito essenziale, come asserisce la stessa Lettera Aperta, per l’avvio di un processo unitario e la costruzione di un Partito Comunista in Italia all’altezza dei tempi e dello scontro di classe.

Il movimento comunista mondiale, guidando circa un quinto dell’intera umanità, vive oggi una grande e fulgida fase di rilancio e la vive al cospetto di una crisi storica profondissima, sia di progetto politico ed economico che di prestigio, del capitalismo mondiale.

Ciò ci conforta e da ancor più senso alla nostra battaglia politica in Italia.

Ma non rimuove il fatto che il movimento comunista italiano versi, per sue colpe lontane e vicine, in una crisi profonda.

Una crisi dalla quale i comunisti potranno uscire solo con la ricollocazione al centro delle cose, sia sul piano teorico che della prassi, del conflitto di classe e della ricostruzione dei legami di massa. E per questi obiettivi, l’unità dei comunisti su basi politico-teoriche affini è fattore decisivo.

Molto, tutti noi, possiamo aver sbagliato, nelle nostre, diverse esperienze da comunisti. Ma per la passione e il tempo di vita che tutti abbiamo messo nel difficile obiettivo di ricostruire, in Italia, un movimento comunista degno di questo nome, possiamo anche sperare che “la storia ci assolverà”.

E ancor più ci assolverà se saremo capaci, oggi, di riunire le fila, di unirci, di dare una speranza e un nuovo punto di riferimento organizzato all’ancora vasta diaspora comunista italiana priva di tessera e partito, di riconsegnare alla “classe” un unico, più forte, coeso, partito comunista!

Scriveva nel 1957 il grande poeta comunista Nazim Hikmet, nella sua splendida poesia intitolata “Della Vita”: “Dovunque tu sia/ in qualunque circostanza tu sia/ devi vivere come se mai tu dovessi morire”.

E, parafrasando Hikmet, noi che oggi vogliamo unirci per ricostruire un più forte partito comunista in Italia, dobbiamo batterci, sinceramente impegnarci, come se questo grande obiettivo fosse possibile, vicino ad essere conquistato!

Amantea, la solidarietà della gente e delle Istituzioni in un Consiglio Comunale straordinario, aperto e partecipato

Se la città doveva dare una risposta questa c’è stata ed è andata al di là delle più rosee aspettative. Gli oltre quattrocento posti dell’auditorium del Campus “Francesco Tonnara” sono stati tutti occupati, non solo dai referenti delle istituzioni, delle forze dell’ordine e delle associazioni, ma soprattutto dagli studenti delle scuole superiori che hanno mostrato interesse e partecipazione per il difficile momento storico che la comunità amanteana attraversa. Il consiglio comunale straordinario e aperto, dedicato ai gravi atti intimidatori che hanno interessato quattro diversi esponenti dell’esecutivo guidato dal sindaco Monica Sabatino, ha dato nuovo entusiasmo: non solo per la solidarietà da parte dello Stato, rappresentato come non era mai accaduto nel recente passato, ma soprattutto per la vicinanza e l’affetto mostrati dalla società civile che con un lungo applauso ha detto a chiare lettere al primo cittadino di non indietreggiare di un millimetro, di governare la città con la testa alta e la schiena dritta, di continuare ad operare nella massima trasparenza e nel rispetto delle leggi.

Tanti gli elementi di riflessione di questa giornata che passerà alla storia della democrazia nepetina, partendo proprio da coloro che hanno voluto essere presenti per fronteggiare all’unisono l’avanzare della criminalità organizzata: il ministro degli affari regionali Maria Carmela Lanzetta, il prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao, la senatrice Doris Lo Moro e i deputati Enza Bruno Bossio ed Ernesto Magorno. Questi ultimi, nell’ambito dell’azione parlamentare che conducono in prima persona, hanno assicurato massimo sostegno al sindaco e alla città, avviando tutte le procedure possibili per restituire al comune tirrenico la dignità che merita. Hanno presenziato anche il consigliere regionale Ennio Morrone, i due candidati alla carica di governatore della Regione Calabria Wanda Ferro e Mario Oliverio ed i sindaci dei comuni del comprensorio. Ed ancora le forze dell’ordine: l’Arma dei Carabinieri, la Polizia di Stato, la Guardia di Finanza, il Corpo Forestale dello Stato e la Guardia Costiera. Un fenomeno, quello mafioso, che come è stato detto più volte e come avevano già evidenziato Giovanni Falcone e Paolo Borsellino si combatte soprattutto dal punto di vista sociale, con la cultura ed il lavoro, operando nella massima normalità possibile.

L’apertura del consiglio comunale è affidata alle parole del presidente Ermelinda Morelli. «Amantea – ha sottolineato la Morelli – viene descritta come una città ridente ed accogliente. Ma oggi c’è poco da ridere: il sindaco Monica Sabatino, il vice sindaco Giovanni Battista Morelli, l’assessore al bilancio Sergio Tempo ed il consigliere di maggioranza Franco Chilelli, sono stati oggetto di gravi intimidazioni in becero stile mafioso. Fatti esecrabili che avrebbero dovuto intimorirci e farci recedere dagli impegni presi con l’elettorato. Non sarà così. L’esecutivo Sabatino è un muro invalicabile. Il nostro obiettivo è progredire insieme alle persone oneste e alla gente perbene».

«A breve – ha dichiarato il delegato del sindaco alla comunicazione, Giusi Osso – verrà convocata la Consulta della legalità composta dai rappresentanti del mondo scolastico, dell’associazionismo, delle parti sociali, delle forze dell’ordine e della Protezione civile. Un primo passo verso quella normalità già invocata e soprattutto un grande passo per consentire ai giovani che oggi frequentano le scuole di avere a propria disposizione un punto di riferimento. Vogliamo riportare alla luce ciò che di buono e sano esiste nella nostra città».

«Siamo tutti colpiti – ha spiegato il consigliere di maggioranza Caterina Ciccia – da questi eventi che nostro malgrado ci rendono protagonisti di vicende a cui siamo estranei, come tradizione e come popolo. Come amministratori abbiamo l’obbligo morale e civile di fare ciò che la legge e il buon senso impongono: sostenere le forze dell’ordine e la magistratura ed operare al meglio per la collettività».

«Nonostante il momento non felice – ha rimarcato il consigliere Elena Arone – il primo cittadino sa bene di avere dietro di sé una squadra forte e coesa che giorno dopo giorno dimostra di essere presente e di fare qualcosa di concreto per la città e non per spirito di protagonismo, ma perché amiamo incondizionatamente Amantea e Campora San Giovanni nella loro interezza».

Anche dalla minoranza non sono mancate le parole di condanna. «È necessario – hanno affermato Miriam Bruno, Sante Mazzei, Sergio Ruggiero, Concetta Veltri e Francesca Menichino – riscoprire il senso di appartenenza alla comunità, rispettando le leggi e le regole, elementi imprescindibili alla libera e civica convivenza».

Il prefetto Gianfranco Tomao non solo è stato testimone della solidarietà dello Stato ma ha confermato la massima attenzione possibile sulla questione “Amantea”: oltre alla normale presenza delle forze dell’ordine che fino ad ora hanno garantito sicurezza e ordine pubblico, è già stato disposto, così come percepito dalla stessa cittadinanza, un dispiego ancora maggiore di uomini e mezzi. «Ed è questo – ha detto il sindaco – ciò di cui abbiamo bisogno».

Chiara e diretta il ministro Lanzetta. «La ‘ndrangheta – ha spiegato la referente del dicastero degli affari regionali – impoverisce i territori, come è successo nella locride, da dove si sono allontanati centinaia di imprenditori e professionisti che avrebbero potuto restare nei loro luoghi d’origine, contribuendo al loro sviluppo. L’attenzione del Governo, della Prefettura e delle Forze dell’ordine è massima e tutto ciò contribuisce a combattere l’isolamento istituzionale e sociale. Non ho voluto citare in quest’elenco la Regione Calabria perché è difficile scorgere interventi significativi da parte di questo ente che vadano al di là delle dichiarazioni di solidarietà e vicinanza, pur sacrosante. E anche la commissione anti ‘ndrangheta, diciamo la verità, è stato solo un palliativo per mettersi a posto la coscienza. Purtroppo non ho trovato la collaborazione dei sindaci che, insieme a me, avevano ricevuto altre intimidazioni. Mi ero ripromessa, infatti, di costituire una rete dei sindaci destinatari delle attenzioni della criminalità organizzata, con lo scopo di stimolare le istituzioni ad una maggiore attenzione alla problematica malavitosa. I sindaci avrebbero dovuto costituire il supporto indispensabile per mettere in atto iniziative e leggi con le quali rendere vane le intimidazioni o quanto meno arginarle, ma nulla si è fatto. Ecco perché ritengo che il prossimo presidente della Regione dovrà affrontare la questione criminale e quella del lavoro con la stessa determinazione. La “resistenza” del sindaco Sabatino è un chiaro segnale della volontà di garantire trasparenza e responsabilità di azione ai cittadini di Amantea e per questo merita un forte sostegno da parte di tutti». «La speranza – ha concluso il ministro – ha due figli: il primo si chiama sdegno, per come stanno le cose, ed il secondo coraggio, per cambiarle. Ciò scriveva Sant’Agostino. Come diceva don Pino Puglisi, se vogliamo avere la speranza di cambiare le cose come stanno ognuno di noi deve fare qualcosa, ognuno di noi deve mettersi in gioco, ognuno di noi deve rifiutare di farsi spettatore di un mondo che sta morendo. Ecco perché è importante creare le giuste prospettive».

Le parole di chiusura sono state affidate al sindaco che con emozione e con la voce rotta dalle lacrime ha descritto il momento del ritrovamento delle pallottole calibro 9. «Ero in giro con mio marito e le mie figlie – ha commentato il primo cittadino – quando ho ricevuto una strana telefonata da mio fratello che mi invitava a raggiungere la casa dei nostri genitori. Mentre camminavo ho pensato a mille cose e molte di queste non erano positive. È stato mio padre a mostrarmi la busta con i proiettili e dopo aver avvisato i Carabinieri e realizzato ciò che era accaduto sono stata pervasa da un senso di sconforto mai provato prima. D’istinto ho detto chi me lo ha fatto fare. Ma dopo qualche minuto ho capito che non dovevo mollare. Non ora e non dopo questo. Non potevo darla vinta a chi avrebbe voluto condizionarmi o intimidirmi. Non avrei potuto guardare le mie figlie negli occhi e dire loro che mi ero arresa. Non è questo l’insegnamento che voglio dar loro, perché non è quello che ho avuto io. Nel mio percorso scolastico mi sono confrontata con le stragi di Capaci e di via D’Amelio che mi hanno fatto capire da che parte stare. La strada da seguire è quella della cultura e della conoscenza. Ed ora mi rivolgo ai ragazzi: la lotta alla delinquenza non è quella che vediamo nei film. La battaglia si fa tutti insieme. Ognuno di noi può contribuire attraverso il proprio operato, il proprio lavoro, il proprio impegno ad indebolire la cultura mafiosa che, come dice Nicola Gratteri, si nutre della codardia, dell’indifferenza, della povertà d’animo degli uomini e della mancanza di volontà di politici e cittadini. È questa la battaglia che propongo ai giovani di Amantea e non solo: svegliate le vostre coscienze dal torpore che è figlio della mancanza di ideali, di punti di riferimento, di messaggi sbagliati e fuorvianti che provengono da più parti. Si vede nella mancanza di commenti e prese di posizione, si sente nelle parole di chi, in maniera subdola, insinua che sia una messa in scena e di chi ti incontra per strada e gira il volto dall’altro lato. Crediamo nella giustizia e nella legalità, nella correttezza e nel rispetto. Crediamo tutti nelle istituzioni».

Amantea, percorsi condivisi di legalità

«Quanto accaduto negli ultimi giorni ad Amantea non deve essere soltanto stimolo di riflessione, ma deve prefigurare una reazione delle coscienze che deve partire dalle istituzioni e soprattutto dalla società civile. Questa è la sfida da vincere nei prossimi mesi».

Il presidente della Consulta per le pari opportunità, Giusi Osso, non solo manifesta l’incondizionata solidarietà e vicinanza al primo cittadino Monica Sabatino ed agli altri componenti dell’esecutivo che, loro malgrado, sono stati vittime di un disegno criminale, finalizzato ad instaurare in città un nuovo clima di terrore e paura, ma va decisamente oltre, programmando un percorso condiviso che intende mettere insieme da un lato l’amministrazione comunale e dall’altro la gente perbene ed onesta. Politica e collettività devono tornare dunque a camminare insieme, confrontandosi e non scontrandosi.

«Attendiamo – evidenzia la Osso – che la magistratura e le forze dell’ordine facciano la loro parte. Ma anche noi consiglieri che abbiamo responsabilità di governo e la comunità che non può chinare la testa dobbiamo metterci del nostro. La legalità e la trasparenza devono essere fari illuminanti. E le scelte intraprese non solo vanno sostenute, ma difese e portate avanti senza ripensamenti e soprattutto senza tentennamenti. Il messaggio che intendo lanciare è semplice e diretto: la città è chiamata a mostrare la sua parte migliore, tralasciando diversità di vedute e di opinioni che fanno parte del dibattito politico, ma che non possono essere usate come alibi per restare nel silenzio e nell’attesa. Dobbiamo partire dal presupposto che quelle pallottole calibro 9 non sono state consegnate solo al sindaco, al consigliere o agli assessori, ma è come se fossero state inviate ad ogni cittadino onesto che lavora e manda avanti con sacrificio la propria vita e la propria famiglia, creando i presupposti per offrire ai propri figli una società diversa, migliore di quella attuale».

«Oggi più che mai – prosegue la Osso – dobbiamo sentirci parte integrante di una comunità che non vuole piegarsi al malaffare e alla sopraffazione. Da questo punto di vista eserciterò al meglio la delega sull’educazione alla legalità che mi è stata concessa dal primo cittadino per offrire esempi positivi e modelli di riferimento alle nuove generazioni. Sono loro più degli altri che devono essere coinvolti e non abbandonati, facendogli comprendere la diversità tra il bene ed il male, tra l’onestà e la corruzione, tra il diritto e l’illecito. La legalità è cultura e come tale va trasmessa e comunicata nel migliore modo possibile. Il compito sarà arduo, ma ho la certezza che le forze sane della città saranno al mio fianco. Punto di partenza di questo percorso, la Consulta della legalità composta dai rappresentanti del mondo scolastico, dell’associazionismo, delle parti sociale, delle forze dell’ordine, della Protezione civile».

Amantea, nuovo atto intimidatorio ai danni di Sergio Tempo

Dopo il sindaco Monica Sabatino, il vice sindaco Giovanni Battista Morelli ed il consigliere Franco Chilelli, anche l’assessore al bilancio e lavori pubblici Sergio Tempo è stato destinatario della stessa intimidazione: una busta contenente due proiettili, presumibilmente anch’essi calibro 9, è stata rinvenuta intorno alle ore 13 nella cassetta delle lettere situata davanti l’ingresso dell’abitazione dello stesso Tempo in via Tevere ad Amantea.

È stata la moglie dell’esponente politico di maggioranza a recuperare l’involucro ed ad avvisare il marito che, prontamente, si è rivolto ai Carabinieri della locale stazione, guidati dal comandante Massimiliano Diamanti e coordinati dal tenente Antonio Villano della Compagnia di Paola. I militari dell’Arma, come già fatto nelle scorse occasioni, hanno trattenuto la busta con il relativo contenuto per inviarlo alla scientifica, sperando che possano essere rinvenute tracce utili alle indagini. Contemporaneamente è stato avvisato della questione anche il procuratore capo di Paola Bruno Giordano che conduce l’intera attività investigativa. L’assessore, oltre a fornire la massima collaborazione alle forze dell’ordine ed alla magistratura, ha cercato di ricostruire i movimenti degli ultimi giorni per capire con esattezza il momento in cui la missiva è stata consegnata.

Gli inquirenti passeranno al vaglio tutte le ipotesi possibili, ma a questo punto, data la ripetitività dell’azione, la tesi più accreditata sembra essere quella di un disegno criminoso che vorrebbe destabilizzare, attraverso il terrore e la paura, l’attuale assetto amministrativo.

Oltre alla magistratura che farà il suo corso, anche dalla Prefettura giungono segnali incoraggianti, tanto che nella giornata di mercoledì 5 novembre si terrà un vertice per discutere della questione “Amantea” e della recrudescenza criminale che sembra nuovamente avvolgere la città.

Anche il governo nazionale è pronto a fare la sua parte. Questa mattina, infatti, il ministro per gli affari regionali Maria Carmela Lanzetta si è messa in contatto con il sindaco Monica Sabatino, non solo per manifestarle la solidarietà e la vicinanza dello Stato, ma anche per garantire la sua presenza in città. Sulla base di tale disponibilità il primo cittadino ha invitato il ministro al consiglio comunale straordinario che si terrà sabato 8 novembre alle ore 10.30. L’amministrazione comunale intende proseguire nel suo compito, senza piegarsi ad un agire malavitoso, come voce e presidio delle persone perbene e della gente onesta.

Amantea. Consiglio comunale aperto e straordinario sulla legalità

Comunicato stampa Comune di Amantea

E l’Amantea degli onesti reagisce. Stringendosi intorno al sindaco Monica Sabatino e a tutti gli altri membri dell’esecutivo. Il telefono del centralino del comune, così come il cellulare del primo cittadino e la casella di posta elettronica, è stato letteralmente invaso da messaggi e da attestati di stima e di solidarietà. Andare avanti, con la schiena dritta, facendo del proprio meglio per supportare la comunità che intende crescere e svilupparsi nella trasparenza e nella legalità. Due princìpi che hanno illuminato fin dal momento dell’insediamento l’esperienza di governo del sindaco Sabatino e che evidentemente non sono stati ben accetti da coloro che non hanno rispetto del vivere civile e che ritengono di poter gestire il territorio non per la crescita della collettività, ma per tornaconto personale.

La magistratura farà il suo corso. La Procura della Repubblica di Paola ha già aperto un fascicolo che racchiude i tre atti intimidatori subiti non solo dal sindaco, ma anche dal vice Giovanni Battista Morelli e dal consigliere Franco Chilelli. Anche il prefetto di Cosenza Gianfranco Tomao si è messo in contatto con la Sabatino, non soltanto per manifestare la propria vicinanza, ma per comunicare che della questione “Amantea” si discuterà in maniera approfondita in una riunione convocata ad hoc nella mattinata di mercoledì 5 novembre. Un primo ma significativo segnale che segue la convocazione del consiglio comunale aperto e straordinario che avrà luogo sabato 8 novembre alle ore 10.30 presso la sala consiliare di corso Umberto I. Un civico consesso diverso dal solito, aperto ai contributi della cittadinanza e della gente perbene, ma anche delle scuole, con gli studenti che potranno assistere in prima persona ad una pagina quanto mai significativa di democrazia partecipata e di tutela della legalità.

Agli atti anonimi della criminalità organizzata l’amministrazione comunale ha dunque deciso di rispondere partendo dalle istituzioni e da quelli che sono i simboli che essa rappresenta e che devono essere difesi non soltanto da chi occupa ruoli di responsabilità ma da ogni componente onesto della società civile. L’assemblea consiliare sarà un’occasione di confronto tra la classe politica e la comunità, tra giovani e adulti, tra uomini e donne nel rispetto della convivenza civile e, soprattutto, delle regole.

Uguale sensibilità è stata mostrata dal mondo politico che, a prescindere dal colore e dagli schieramenti, ha incoraggiato l’amministrazione a non demordere e a proseguire nell’azione di governo. Anche i rappresentanti delle forze politiche saranno presenti alla seduta di sabato prossimo.