Giornata nazionale “Dimore storiche” 2026. Il palazzo cd Cybo Malaspina di Aiello Calabro (Cs) apre le porte il 24 maggio

Domenica 24 maggio 2026 Aiello Calabro (CS) – recentemente entrato nel circuito de “I Borghi più belli d’Italia” – si prepara ad accogliere la XVI Giornata Nazionale dell’ADSI, l’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, Sezione Calabria. Protagonista della giornata sarà il Palazzo conosciuto come Cybo Malaspina, uno dei più significativi esempi di architettura storica civile della Calabria, che per un giorno spalancherà al pubblico le proprie porte in occasione di questa importante ricorrenza culturale nazionale.

L’iniziativa, promossa dall’ADSI Sezione Calabria con il patrocinio del Comune di Aiello Calabro, si inserisce nel più ampio quadro delle Giornate Nazionali organizzate ogni anno in tutta Italia per valorizzare il patrimonio delle dimore storiche private. Grazie a questa apertura, residenti e visitatori potranno scoprire gli spazi del piano terreno del palazzo, ammirando l’eleganza di un luogo che custodisce secoli di storia calabrese.

Oltre alla visita guidata ai locali al piano terreno del palazzo, la giornata propone un programma articolato. Gli appassionati di storia dell’arte e del motorismo d’epoca potranno ammirare una esposizione di auto storiche a cura della Scuderia Brutia, che animerà gli spazi esterni del palazzo con veicoli d’epoca di particolare pregio.

Fiore all’occhiello della manifestazione sarà la mostra fotografica dedicata a Pietro Barbalonga, ospitata negli stessi spazi del palazzo e curata dallo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, nell’ambito del festival “Sentieri d’Arte” organizzato dal Comune di Aiello Calabro.

La mostra fotografica “Pietro Barbalonga, architetto e scultore michelangiolesco. Da Messina alla Calabria” rappresenta uno dei momenti più significativi delle celebrazioni per il IV centenario della morte dello scultore e architetto messinese, deceduto ad Aiello il 23 aprile 1626.

Pietro Barbalonga – scalpellino e architetto di origine messinese – giunse per la prima volta ad Aiello nel 1596, chiamato dal governatore Alfonso Cybo per edificare un altare in pietra verde, pietra nera e marmo di Carrara per la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Quello che doveva essere un incarico temporaneo si trasformò in un legame indissolubile: Barbalonga trascorse gli ultimi trent’anni della sua vita nel piccolo feudo calabrese, sposandosi, acquistando case e possessioni, e lasciando un’impronta artistica straordinaria, non solo ad Ajello ma in altri luoghi di Calabria.

Le ricerche d’archivio condotte negli ultimi anni hanno portato alla luce una serie di contratti inediti che testimoniano un’attività frenetica e poliedrica: dalla progettazione di cappelle nelle chiese di Aiello, Tropea e Amantea, alla direzione di cantieri complessi come quello del convento di clausura di Santa Chiara in Aiello, fino alla fondazione di una vera e propria scuola che formò numerosi allievi del territorio. Barbalonga non era dunque un semplice esecutore manuale: i documenti lo ritraggono come progettista e direttore dei lavori, capace di fornire disegni e modelli per le opere commissionategli, con un ruolo da vero e proprio architetto.

Tra i capolavori che si conservano ad Aiello, la Cappella Cybo (a breve sarà restituita alla fruizione pubblica dopo il restauro) e le decorazioni scultoree di Palazzo Cybo.

Le celebrazioni per il IV centenario hanno dato vita a un ampio percorso di valorizzazione. Oltre alla mostra fotografica ospitata momentaneamente a Palazzo Cybo Malaspina (sarà spostata prima all’Archivio di Stato di Cosenza e poi nell’ex Convento degli Osservanti ad Aiello, nelle prossime settimane), le iniziative si arricchiscono anche di una mostra documentaria – autonoma ma complementare – organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (“Segni di Pietra, Memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga Grande Maestro”). E di un documentario dedicato all’artista, incontri di approfondimento storico-artistico in altri centri della regione, dove Barbalonga ha operato – tra cui quello recente di San Francesco di Paola – e altre iniziative già effettuate nelle scuole del territorio.

La giornata del 24 maggio rappresenta dunque una ottima occasione: attraverso le immagini della mostra fotografica allestita negli spazi storici del palazzo che Barbalonga stesso contribuì a decorare, il pubblico potrà ripercorrere la parabola di un grande artista del passato, troppo a lungo dimenticato e oggi finalmente restituito alla memoria collettiva.

Informazioni
Evento: XVI Giornata Nazionale ADSI – Sezione Calabria
Data: Domenica 24 maggio 2026
Orari: 10:00–13:00 e 16:00–19:30
Luogo: Palazzo Cybo Malaspina, Aiello Calabro(CS)
Ingresso: Libero e gratuito
In programma: Visita ai locali al piano terreno – Mostra fotografica su Pietro Barbalonga (Comune di Aiello Calabro) – Esposizione auto storiche (Scuderia Brutia)

Evento Facebook

Al Santuario di San Francesco a Paola, nel segno di Pietro Barbalonga | Il Video dell’incontro 11.05.2026


Lunedì 11 maggio il Santuario di San Francesco di Paola ha ospitato un importante momento di approfondimento storico-artistico, una tappa significativa delle celebrazioni in corso ad Aiello Calabro (Cs) per il quarto centenario della morte dell’artista Pietro Barbalonga.

La mattinata si è aperta con i saluti del rappresentante dei Minimi del Santuario di Paola e con l’introduzione di Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore della mostra inaugurata ad Aiello lo scorso 2 maggio, ed è entrata nel vivo con la relazione scientifica della prof.ssa Francesca Paolino, già docente presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.

L’incontro si è concluso con i saluti del sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e del primo cittadino di Aiello Calabro, Luca Lepore.

Ad assistere, una classe del Liceo Classico di Paola, ed una rappresentanza della comunità di Aiello Calabro.

Al centro del dibattito, la Cappella Spinelli, nota anche come Cappella delle Reliquie di San Francesco, un capolavoro realizzato nel 1595 con pregiati marmi locali: una ricca profusione di serpentino — dalle sfumature nero-verdi maculate — accostato al candore del marmo di Carrara.

Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello. Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità d’adozione.

Uno sguardo ai “Santuari” di Paola. La Cappella delle reliquie di San Francesco

Lunedì 11 maggio, a partire dalle 10, il Santuario di San Francesco di Paola ospiterà un importante momento di approfondimento storico-artistico. L’evento si configura come una tappa significativa delle celebrazioni in corso ad Aiello Calabro (Cs) per il quarto centenario della morte dell’artista Pietro Barbalonga.

La mattinata si aprirà con i saluti di un rappresentante dell’Ordine dei Minimi, del sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e del primo cittadino di Aiello Calabro, Luca Lepore. La relazione scientifica sarà affidata alla prof.ssa Francesca Paolino, già docente presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, mentre i lavori saranno introdotti e moderati da Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore della mostra inaugurata ad Aiello lo scorso 2 maggio.

Al centro del dibattito si pone la Cappella Spinelli, nota anche come Cappella delle Reliquie di San Francesco, un capolavoro realizzato nel 1595 con pregiati marmi locali: una ricca profusione di serpentino — dalle sfumature nero-verdi maculate — accostato al candore del marmo di Carrara. «Sebbene allo stato attuale non vi siano prove documentali definitive sulla paternità del disegno e dell’esecuzione del sacello marchesale», scrive Solferino in uno dei pannelli della mostra, «da tempo la critica ne attribuisce a Pietro Barbalonga e alla sua bottega l’ideazione del rivestimento decorativo e la sua esecuzione materiale».

Francesca Paolino, pur mantenendo una posizione più cauta su tale ipotesi attributiva, riconosce nella cappella un nodo cruciale della cultura figurativa del Seicento calabrese. L’elemento più alto dell’intera opera rimane la maestosa sepoltura: «Essa è stata certamente progettata da un architetto di grandi capacità», osserva la studiosa sul suo blog “Arte in Calabria”, sottolineando come la qualità esecutiva di questa sezione sia decisamente superiore rispetto ad altre parti del complesso.

Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello.

Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità d’adozione.

Evento Facebook

Cosenza, San Francesco di Paola e Barbalonga, 4.05.2026

Album foto

La mattinata di oggi ha avuto un sapore particolare, una di quelle date in cui il calendario sembra intrecciare i fili del tempo in modo perfetto. Il 4 maggio non è un giorno qualunque: è l’anniversario della canonizzazione di San Francesco di Paola, avvenuta nel lontano 1519.

Un omaggio al Nostro Protettore
Il mio percorso è iniziato con un doveroso saluto al Protettore della Calabria, visitando la Chiesa di San Francesco di Paola a Cosenza. Un momento di raccoglimento necessario per onorare una figura che rappresenta l’anima stessa della nostra terra.

Sulle tracce di Pietro Barbalonga
Subito dopo, la mattinata è proseguita nel contiguo Archivio di Stato di Cosenza. Ho avuto il privilegio di essere i primissimi visitatori della mostra documentaria allestita per celebrare i 400 anni della morte di Pietro Barbalonga.

L’iniziativa si lega idealmente a quanto sta accadendo ad Aiello Calabro, cittadina che accolse l’artista peloritano e dove egli scelse di vivere, lavorare e metter su famiglia, fino alla sua scomparsa il 23 aprile 1626.

Pietro Barbalonga è un nome cardine per l’arte calabrese: è lui l’autore, tra le tante opere, della splendida Cappella Spinelli nel Santuario di Paola, il luogo sacro che custodisce le Reliquie di San Francesco.


Aiello Calabro (Cs), 2 maggio 2026. Inaugurata la mostra su Pietro Barbalonga

Documentario “Pietro Barbalonga, da Messina ad Aiello Calabro”, proiettato a fine conferenza
“Taglio del nastro” dell’esposizione allestita per il 2 e 3 maggio a palazzo cd Cybo (poi da giugno sarà all’ex Convento degli Osservanti)
Conferenza inaugurale della mostra su Pietro Barbalonga, del 2 maggio 2026 (biblioteca comunale)

Segni di Pietra, Memorie d’Archivio: L’Archivio di Stato di Cosenza celebra il quarto centenario di Pietro Barbalonga

COSENZA – In occasione del quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga (1626–2026), l’Archivio di Stato di Cosenza rende omaggio a una delle figure più significative del panorama artistico e architettonico tra Rinascimento e Barocco.

Dal 4 maggio al 19 giugno, l’Istituto ospita la mostra documentaria gratuita dal titolo “Segni di Pietra, Memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga Grande Maestro”, un’esposizione dedicata interamente all’attività calabrese del maestro scalpellino e architetto messinese.


L’Archivio come Custode della Memoria Artistica

L’iniziativa sottolinea il ruolo cruciale degli Archivi di Stato non solo come depositi di atti amministrativi, ma come laboratori attivi di valorizzazione della memoria storica. Attraverso un percorso studiato tra i documenti d’epoca, la mostra permette di ricostruire l’opera e la vita di Barbalonga, restituendo voce a “fogli” che testimoniano la maestria di chi ha plasmato il volto architettonico della regione.

Un Omaggio nel Quarto Centenario

A 400 anni dalla sua scomparsa, la figura di Barbalonga emerge come ponte tra epoche e stili. La mostra di Cosenza si pone come:

  • Percorso documentario: Un’analisi dettagliata dei documenti che raccontano l’opera e la memoria dell’artista.
  • Iniziativa di rete: Un progetto autonomo ma strettamente complementare alla mostra allestita ad Aiello Calabro, creando così un itinerario condiviso di riscoperta territoriale.

Dettagli per la visita

La mostra sarà aperta al pubblico presso la sede dell’Archivio di Stato di Cosenza in Via Gian Vincenzo Gravina n. 12.

  • Periodo: Dal 4 maggio al 19 giugno.
  • Orari di apertura:
    • Dal lunedì al venerdì: 9:00 – 13:00.
    • Lunedì e mercoledì (pomeriggio): 15:00 – 16:30.
  • Ingresso: Gratuito.

“La storia vive nei documenti, vieni a scoprirla.”


Contatti per la stampa e informazioni: Archivio di Stato di Cosenza Telefono: (+39) 0984 791790 E-mail: as-cs@cultura.gov.it

***

Cosenza | Inaugurazione mostra documentaria | “Segni di pietra, memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga grande maestro”

04 maggio 2026

Dal sito della Direzione generale Archivi

Una mostra documentaria che valorizza le fonti notarili per ricostruire il profilo umano e professionale di Pietro Barbalonga e il suo impatto sul territorio calabrese. Un percorso che intreccia ricerca, divulgazione e didattica, rafforzando il ruolo dell’Archivio come luogo di memoria e partecipazione culturale

In occasione delle celebrazioni per il quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga (1626–2026), l’Archivio di Stato di Cosenza inaugura la mostra documentaria “Segni di pietra, memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga grande maestro”, dedicata all’attività del maestro scalpellino e architetto messinese e alla sua presenza artistica nel territorio calabrese.

L’esposizione, visitabile dal 4 maggio al 19 giugno 2026, presenta una selezione di documenti provenienti dal Fondo archivistico notarile, offrendo al pubblico uno sguardo diretto e autentico sulle tracce lasciate da Barbalonga attraverso atti, testimonianze e fonti storiche originali. Il percorso espositivo consente di ricostruire il profilo umano e professionale dell’artista, protagonista di una stagione culturale di passaggio tra Rinascimento e Barocco, evidenziandone il ruolo nella trasformazione del paesaggio architettonico locale.

La mostra documentaria si configura come iniziativa autonoma ma complementare rispetto all’esposizione allestita nel borgo di Aiello Calabro, che sarà presentata il 2 maggio presso la biblioteca comunale, in occasione della conferenza inaugurale.

Durante l’incontro interverrà la direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza, Maria Spadafora, che illustrerà il contributo dell’Istituto nel percorso di valorizzazione dedicato a Barbalonga e approfondirà la figura del maestro, oggetto dei suoi studi e di una specifica ricerca scientifica.

L’Archivio di Stato di Cosenza invita a riscoprire, attraverso i documenti, la storia del territorio e dei suoi protagonisti. Visitare un Archivio significa entrare in contatto diretto con la memoria collettiva: un’occasione per conoscere, comprendere e riconoscersi nella storia condivisa della comunità. La partecipazione del pubblico rappresenta un elemento fondamentale per trasformare l’Archivio in uno spazio vivo di incontro, conoscenza e dialogo tra passato e presente.

Particolare attenzione è rivolta alle scuole di ogni ordine e grado, invitate a organizzare visite didattiche e percorsi educativi dedicati. La mostra offre agli studenti un’esperienza concreta di educazione alla storia e alle fonti, permettendo di avvicinarsi al lavoro dell’archivista e alla scoperta dei documenti come strumenti di conoscenza critica.

Sono disponibili visite guidate su prenotazione pensate per favorire l’apprendimento attivo e la partecipazione degli studenti.

Aiello Calabro, il clou di “Sentieri d’Arte”: sabato 2 maggio l’inaugurazione della mostra su Pietro Barbalonga

AIELLO CALABRO (CS) – Entrano nel vivo le celebrazioni per il quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga, lo scultore messinese che ha reso immortale la pietra di Aiello Calabro, cittadina che da domenica 26 aprile è entrata ufficialmente nel club de “I Borghi più belli d’Italia”.
Dopo il seminario nelle scuole aiellesi, in più appuntamenti, con il maestro d’arte Samuele Giuseppe Vasile, e dopo la conferenza di apertura del festival per celebrare Barbalonga, con gli apprezzati interventi della studiosa Dina Caligiuri, dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino e del geologo Nino Osso, tenutasi lo scorso 23 aprile alla presenza del sindaco Luca Lepore e della vice Olga Terranova, il festival “Sentieri d’Arte” vivrà il suo momento culminante sabato 2 maggio 2026, con una giornata interamente dedicata all’artista peloritano.

Il programma avrà inizio alle ore 10:00 presso la Biblioteca Civica con la conferenza di apertura della mostra fotografica dal titolo: “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”.
Interverranno il sindaco Luca Lepore per i saluti, la direttrice artistica del progetto Angelica Artemisia Pedatella, la direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza, Maria Spadafora, il dirigente scolastico IC Amantea Campora-Aiello, Giuseppe Cavallo, il vicepresidente del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, Antonio Rodinò di Miglione, il presidente dell’Istituto Italiano Castelli sez. Calabria, Vittorio Pasquale.
Gli interventi scientifici sono affidati a: Gianfrancesco Solferino, curatore della mostra (Il centenario barbalonghiano: un evento scientifico e culturale per la riscoperta de “la Illustrissima Città ducale di Aiello”); e Mario Panarello, storico dell’arte dell’Accademia di Belle Arti di Lecce (Pietro Barbalonga, tra architettura e ornamento).
A seguire, verrà proiettato in anteprima il video-documento “Pietro Barbalonga da Messina ad Aiello Calabro”, un racconto per immagini del viaggio umano e artistico dello scultore. Al termine della conferenza, la mostra aprirà ufficialmente i battenti nei locali del monumentale Palazzo Cybo Malaspina, scrigno di storia e arte della cittadina.
Alle ore 19:00, sempre nelle sale di Palazzo Cybo Malaspina, il concerto “Contemporaneo Seicento” con il maestro Daniele Fabio, introdotto da Angelica Pedatella.
L’evento, parte del progetto “Sentieri d’Arte” finanziato con risorse POC 2014/2020 della Regione Calabria, rappresenta una delle più significative operazioni di valorizzazione culturale intraprese dal Comune di Aiello Calabro negli ultimi anni.

Celebrazioni di Pietro Barbalonga per i 400 anni della morte (Aiello Calabro 23 aprile 1626-2026) | Il video della conferenza di apertura

Aiello Calabro (Cs) celebra i 400 anni della morte di Pietro Barbalonga (23 aprile 1626 – 2026

AIELLO CALABRO (CS) – Il Comune di Aiello Calabro, inserito da poco tra “I Borghi più belli d’Italia“, si appresta a celebrare il quarto centenario della morte di Pietro Barbalonga (1626-2026), scalpellino, architetto, artista siciliano che ha operato in Calabria, e ad Aiello in particolare, tra la fine del ‘500 e le prime due decadi del ‘600. Un sodalizio che ha legato indissolubilmente il suo nome alla bellezza monumentale di Aiello. Le iniziative dell’anno “barbalonghiano” si inseriscono nel festival “Sentieri d’Arte”, un ambizioso progetto culturale, dedicato alla storia dell’arte rinascimentale in Calabria, finanziato dalla Regione Calabria con fondi POC 2014/2020 –Az.6.8.3.
Tanta la pietra a cuocere. Il programma, che avrà il suo inizio il 23 aprile, giorno della morte dell’artista avvenuta nel 1626, prevede un ricco calendario di seminari, mostre, trekking urbani e laboratori artistici per onorare l’eredità del “maestro della pietra”.

Le date clou del programma
Il 23 Aprile 2026 – Il Giorno della Commemorazione | Le celebrazioni inizieranno ufficialmente presso la Biblioteca Civica alle ore 17.30. Dopo i saluti istituzionali del sindaco Luca Lepore, si terrà un incontro di approfondimento storico con l’architetto Dina Caligiuri, studiosa di Barbalonga e con lo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino. L’attenzione sarà focalizzata sul ritratto dell’artista e sulla nascita della “scuola d’arte aiellese”, nata proprio dall’eredità tardo-manierista di Barbalonga.

Il 2 Maggio 2026 – L’inaugurazione della Mostra | Una giornata densa di eventi che inizierà alle ore 10 nella biblioteca comunale con la conferenza di apertura della mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura: “Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”. Interverranno il sindaco Luca Lepore per i saluti, la direttrice artistica del progetto Angelica Pedatella, Maria Spadafora, direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza, il dirigente scolastico Giuseppe CavalloAntonio Rodinò di Miglione, vicepresidente del Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, Vittorio Pasquale, presidente dell’Istituto Italiano Castelli sez. Calabria. E naturalmente Gianfrancesco Solferino, curatore della mostra (Il centenario barbalonghiano: un evento scientifico e culturale per la riscoperta de “la Illustrissima Città ducale di Aiello”); Mario Panarello, storico dell’arte, dell’Accademia di Belle Arti di Lecce (Pietro Barbalonga, tra architettura e ornamento). Per l’occasione, sarà proiettato il documentario: “Pietro Barbalonga da Messina ad Aiello Calabro” e, al termine della conferenza, seguirà l’inaugurazione della Mostra.
Necessario e opportuno dare qualche notizia sull’esposizione che sarà ospitata per alcuni giorni nel palazzo Giannuzzi, meglio conosciuto come palazzo Cybo Malaspina e che proseguirà per tutta la durata del festival nell’ex Convento degli Osservanti, non appena saranno terminati i lavori di restauro. Trenta grandi Pannelli espositivi riproducono la documentazione custodita dall’Archivio di Stato di Cosenza, riguardante gli atti notarili delle varie committenze, gli atti parrocchiali inerenti l’artista, conservati all’Archivio Diocesano di Cosenza e le opere realizzate dal Barbalonga. Giova ricordare la cappella Spinelli presso il Santuario di San Francesco a Paola, opere nella Concattedrale Maria SS. di Romania a Tropea, ad Amantea, e in varie parti di Calabria, e, naturalmente, ad Ajello, quali la Cappella Cybo, il palazzo Cybo Malaspina, e altre cappelle in Santa Maria Maggiore, ora non più esistente (traslata probabilmente in epoca successiva in San Giuliano), nell’ex convento vecchio esistente sino al 1622, e in San Giacomo presso le Clarisse, ecc.
Da evidenziare, ancora, che contestualmente alla mostra fotografica ad Aiello, anche l’Archivio di Stato di Cosenza, diretto da Maria Spadafora – esporrà nelle proprie sale la documentazione originale dal 4 maggio al 19 giugno. Una concomitanza di iniziative per ricordare Pietro Barbalonga, che rende ancora più interessanti e importanti le celebrazioni.
Nel pomeriggio del 2 maggio, poi, ci sarà un trekking urbano per il paese con visita finale alla Cappella Cybo Malaspina.
A fine giornata, con inizio alle 19, nelle sale del palazzo Cybo, concerto “Contemporaneo Seicento” a cura del M° Daniele Fabio, introdotto da Angelica Artemisia Pedatella.

Le iniziative a seguire. Il progetto del comune di Aiello Calabro non si esaurisce nelle celebrazioni inaugurali, ma si svilupperà attraverso: seminari d’arte (D. Caligiuri, G. Solferino, F. Paolino, G. Osso, M. Panarello, G. Massara), focus su beni culturali, paesaggio e la scuola d’arte di Rogliano (Solferino); lezioni di storia dell’arte calabrese (Solferino), un percorso didattico dal Seicento ai giorni nostri. E ancora: workshop: “Lo scalpellino” (scultura e artigianato con il maestro d’arte Samuele Giuseppe Vasile) che è stato anticipato, in realtà, nelle scorse settimane, svoltosi nell’Istituto comprensivo di Campora Aiello con i ragazzi delle locali scuole. E poi ancora: il “Progetto Poesia” (Giuseppe Ingoglia) e “Il Paese dei Bambini” (Silvana Esposito), cinque incontri dedicati al disegno e alla progettazione del paesaggio per le nuove generazioni; “Contemporaneo Seicento”, workshop di composizione musicale sulle trascrizioni contemporanee della musica seicentesca (Daniele Fabio); “Dalla scena alla vita… e viceversa”, percorsi multidisciplinari con Vincenzo Naymo e Marilisa Morrone e la Compagnia teatrale BA17. Non mancheranno trekking urbani tra i beni storici e monumentali del centro storico – ricordiamo che è a pieno titolo tra I Borghi più belli d’Italia – a cura di Ivan Arella, guida ambientale escursionistica AIGAE, e Bruno Pino, storico e giornalista.

L’organizzazione | Le iniziative ideate dal Comune di Aiello Calabro a valere sull’Avviso della Regione Calabria “Sostegno e promozione turistica e culturale” 2025, sono state seguite dal sindaco Luca Lepore e dalla vice sindaca Olga Terranova e godono del patrocinio di: Arcidiocesi di Cosenza – Bisignano, Archivio Storico Diocesano di Cosenza, Concattedrale Maria SS. di Romania di Tropea, Circolo di Studi Storici “Le Calabrie”, Istituto Italiano dei Castelli sez. Calabria, Santuario San Francesco di Paola, Archivio di Stato di Cosenza e Istituto IC Amantea – Campora Aiello C.

Profilo sintetico dell’artista Pietro Barbalonga | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto per la prima volta ad Aiello nel 1596, chiamatovi da Alfonso Cybo insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizza la Cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Si stabilisce definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposa Isabella Giannuzzi e diviene figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni riceve numerose commissioni per cappelle, sepolcri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello. Non si limita a svolgere un’attività manuale di tipo scultoreo, ma riveste un vero e proprio ruolo da architetto, progettista e direttore di cantiere. Fonda inoltre una vera e propria bottega artigianale, formando numerosi apprendisti nell’arte dello scalpellino e del disegno. Il suo stile si colloca nella transizione tra Rinascimento e Barocco, con influenze della scuola messinese e romana. Muore ad Aiello il 23 aprile 1626, e il suo corpo fu tumulato nella chiesa Matrice, a testimonianza dell’importante ruolo sociale raggiunto dall’artista nella comunità d’adozione.

Evento Facebook

Maggiori informazioni | Per notizie sull’artista si può consultare il blog dedicato https://pietrobarbalonga2026.wordpress.com
Comune di Aiello Calabro tel. 098243663 – email aiellocalabro@libero.it;
Direzione artistica BA17 – http://www.ba17.it – email compagniateatraleba17@gmail.com – tel. 3286574056;
Ufficio stampa & social media – https://pietrobarbalonga2026.wordpress.com – email tillesino@gmail.com – tel. 3495767435

La giornata mondiale dell’arte con Pietro Barbalonga a pochi giorni dal quattrocentenario

Oggi 15 aprile è il World Art Day, e l’immagine di fantasia (realizzata con IA) che postiamo, poiché non abbiamo nessuna fotografia fatta col cellulare che a quei tempi non c’era 😁, è il volto – un po’ rassomigliante alle maschere che lui scolpiva -, del mastro Petro Barbalonga messanense, nato chissà quando, che venne a lavorare in Calabria a fine ‘500.
L’artista, architetto, scalpellino, realizzò diverse opere, tra cui, tra le altre citiamo la cappella Spinelli nel Santuario di San Francesco di Paola, e in Ayello, la Cappella Cybo, il palazzo Giannuzzi, cappelle in S. Maria, nel convento vecchio e a S. Giacomo presso il convento delle Clarisse. Si sposò ad Ayello con Isabella Giannuzzi, dalla quale ebbe dei figli. Qui morì il 23 aprile 1626, sepolto in S. Maria.
Tra pochi giorni ricorrono i 400 anni della morte…