Celebrazioni barbalongiane. Galleria foto & video dell’incontro a Scigliano sulla Scuola d’arte di Rogliano

Il video dell’incontro tenutosi a Scigliano il 10 luglio 2026

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“La scuola d’arte di Rogliano”, incontro a Scigliano il 10 luglio 2026, nell’ambito delle celebrazioni barbalonghiane promosse dal Comune di Aiello Calabro

Venerdì 10 luglio 2026, alle ore 17.30, il Santuario di Maria Santissima di Monserrato a Scigliano (CS) ospiterà una conferenza dedicata alla Scuola d’arte di Rogliano tra il XVI e il XVII secolo. L’iniziativa rientra nel programma delle celebrazioni per il IV centenario della scomparsa di Pietro Barbalonga, promosse dal Comune di Aiello Calabro (CS), dove l’artista messinese morì il 23 aprile 1626.

L’incontro sarà aperto dai saluti di don Giuseppe Mancuso, parroco di Scigliano, del sindaco di Scigliano Raffaele Pane e del sindaco di Aiello Calabro Luca Lepore. Seguirà l’intervento dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, che accompagnerà il pubblico in un’analisi delle dinamiche artistiche del territorio. Il contributo metterà in relazione la bottega roglianese con la scuola fondata da Barbalonga, ricostruendo anche i movimenti di maestranze e committenze che caratterizzarono l’area tra Cinque e Seicento.

Al termine della conferenza è prevista una visita guidata alle testimonianze monumentali di Scigliano, a cura della locale Amministrazione comunale e con la guida dello stesso Solferino.

Chi era Pietro Barbalonga | Scalpellino e scultore messinese, Pietro Barbalonga fu una figura centrale dell’arte in Calabria tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento. Giunto ad Aiello su invito del governatore Alfonso Cybo, vi stabilì il centro della propria attività, lasciando un segno duraturo nel patrimonio artistico locale. Tra le sue opere ad Aiello Calabro figurano la Cappella Cybo nell’ex Convento degli Osservanti e gli apparati decorativi di Palazzo Giannuzzi, noto come Cybo Malaspina. La sua bottega formò numerosi talenti e contribuì in modo decisivo a definire il panorama artistico dell’epoca fino alla sua scomparsa, avvenuta il 23 aprile 1626.

Il programma celebrativo | Le celebrazioni, inserite nel festival “Sentieri d’Arte” e promosse dal Comune di Aiello Calabro, sono finanziate con risorse POC 2014/2020 della Regione Calabria. Il programma ha preso avvio con la commemorazione del Barbalonga lo scorso 23 aprile presso la Biblioteca Civica di Aiello Calabro. Tra le iniziative già realizzate figurano: la mostra fotografica Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura, inaugurata il 2 maggio a Palazzo Cybo e successivamente trasferita a Cosenza, nel chiostro dell’Archivio di Stato, tuttora visitabile; il documentario dedicato all’artista; una mostra documentaria allestita autonomamente, ma complementare, dall’Archivio di Stato di Cosenza, con l’obiettivo di valorizzare i rogiti notarili che attestano l’intensa attività produttiva del Barbalonga; e le conferenze di approfondimento storico artistico, con esperti e studiosi dello scultore messinese, tenutesi ad Aiello, al Santuario di S. Francesco a Paola, all’Archivio di Stato di Cosenza.

Altre iniziative programmate si svolgeranno nei prossimi mesi.

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Finissage della mostra documentaria su Pietro Barbalonga all’Archivio di Stato di Cosenza

COSENZA – Lo scorso venerdì 19 giugno 2026, con il finissage della mostra documentaria dedicata a Pietro Barbalonga si è conclusa “Segni di pietra, memorie d’archivio”, organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (4 maggio – 19 giugno 2026).
Il convegno conclusivo, frutto della collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, è iniziato con i saluti istituzionali di Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza) e Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro). Era presente e ha portato i suoi saluti anche il direttore dell’Archivio di Stato di Catanzaro, Antonio Paonessa. Tra il pubblico, l’assessore Rosario Branda del Comune di Cosenza e, naturalmente, Olga Terranova e Giuseppe Rocchetta, rispettivamente vicesindaca e assessore del Comune di Aiello Calabro.
A seguire, gli interventi specialistici: la direttrice dell’Archivio di Stato, Maria Spadafora, che si è soffermata sulla documentazione notarile custodita nell’Archivio relativa ai contratti di lavoro di Pietro Barbalonga e all’attività della scuola di scalpellini di Aiello nei primi del Seicento; Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore scientifico delle celebrazioni barbalonghiane, che ha presentato una rassegna sulla città ducale di Aiello e le sue emergenze artistiche; Dina Caligiuri, architetto e studiosa di Barbalonga, che ha parlato in particolare del palazzo Giannuzzi (conosciuto come Cybo-Malaspina) decorato dal Barbalonga; e infine Mario Panarello, storico dell’arte, docente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e socio del Centro studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali” di Napoli, il quale ha approfondito l’aspetto artistico della magnifica Cappella Cybo di Aiello Calabro. I lavori sono stati introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.
“È stato un convegno di grande valore umano e culturale, capace di far emergere con profondità la vita e le opere dell’artista. Con sincera emozione — ha dichiarato il sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore — sono intervenuto per ribadire quanto sia importante continuare a far conoscere e valorizzare la figura di Pietro Barbalonga nel 400° anniversario della sua morte. Un maestro che ha lasciato tracce preziose e diffuse in tutta la Calabria: un patrimonio di bellezza e identità che abbiamo voluto raccogliere in un’importante mostra”.
La mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”, allestita nel chiostro dei Paolotti dal 5 giugno, continuerà per tutto giugno e i primi giorni di luglio, prima di tornare ad Aiello.

Ufficio Stampa
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Barbalonga, tra fotografia, documenti storici e architettura della Tarda Maniera

COSENZA / AIELLO CALABRO – Un grande progetto di riscoperta e valorizzazione accende i riflettori su Pietro Barbalonga, definito “grande maestro” della Tarda Maniera. L’iniziativa, promossa dal Comune di Aiello Calabro (CS) con la cura scientifica dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, trova in questi giorni la sua prestigiosa cornice espositiva a Cosenza, grazie alla sinergia con l’Archivio di Stato.

Le celebrazioni barbalonghiane hanno preso il via ad Aiello Calabro il 23 aprile scorso, in occasione del quarto centenario della morte avvenuta ad Aiello – dove abitava, lavorava e aveva famiglia – nel 1626, con una conferenza di approfondimento storico-artistico, proseguendo il 2 e 3 maggio con la mostra fotografica a Palazzo Cybo, sempre ad Aiello.

Dal 5 giugno, la mostra “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro” si è spostata a Cosenza, in occasione della “Notte degli Archivi” (all’interno del festival nazionale Archivissima), allestita nel chiostro dell’Archivio di Stato di Cosenza. L’esposizione, organizzata dall’Amministrazione comunale di Aiello Calabro per far conoscere l’eredità artistica del maestro sul proprio territorio, e accolta e ospitata dall’Archivio di Stato, rimarrà aperta e visitabile sino alla prima decade di luglio.

La direttrice, dott.ssa Maria Spadafora, ha espresso “grande soddisfazione per l’ampia partecipazione alla Notte degli Archivi e per i tanti riscontri positivi ricevuti, segno di un interesse sempre più vivo verso il patrimonio documentario e storico del nostro territorio”.

Anche il sindaco di Aiello, Luca Lepore, non ha mancato di commentare il successo della mostra su Barbalonga, realizzata nell’ambito del progetto “Sentieri d’Arte”. “Un lavoro che nasce dal desiderio di valorizzare e far conoscere sempre di più la figura e l’opera di un artista che ha segnato profondamente la nostra storia e la nostra identità culturale. Vedere questa mostra, frutto dell’impegno della nostra Amministrazione, e il nome di Pietro Barbalonga protagonisti di un evento di tale prestigio – ha aggiunto Lepore – è motivo di grande soddisfazione e orgoglio per tutta la comunità aiellese”.

In concomitanza e a ideale completamento delle celebrazioni barbalonghiane, l’Archivio di Stato di Cosenza aveva allestito nelle scorse settimane una propria mostra documentaria (ancora in corso). Si tratta di un’esposizione indipendente ma complementare rispetto a quella fotografica, aperta dal 4 maggio nelle sale dell’Istituto, che offre a visitatori e studiosi la possibilità di consultare preziosi documenti d’archivio originali, fondamentali per ricostruire il contesto storico in cui operò il maestro siciliano.

Le iniziative, in stretta collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, non finiscono qui. Un altro approfondimento scientifico sul maestro peloritano è in programma per venerdì 19 giugno 2026, alle ore 17.30, presso la sede dell’Archivio in via Gian Vincenzo Gravina, 12. L’incontro si aprirà con i saluti istituzionali di: Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza), Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro).

Il dibattito entrerà nel vivo con gli interventi specialistici della stessa direttrice dell’Archivio di Stato Maria Spadafora, Gianfrancesco Solferino (Storico dell’arte e Curatore scientifico dell’iniziativa), Dina Caligiuri (Architetto), Mario Panarello (Storico dell’arte, Accademia di Belle Arti di Lecce). I lavori saranno introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.

Le iniziative barbalonghiane – per le quali molto impegno stanno dedicando il sindaco Lepore, la vice Olga Terranova, la Giunta e l’Amministrazione comunale tutta, che conta sulla collaborazione della direzione artistica di Angelica Pedatella del festival “Sentieri d’arte”, e in maniera particolare su quella scientifica dello storico dell’arte Gianfrancesco Solferino – sono realizzate nell’ambito di un progetto finanziato a valere sull’avviso “Attività Culturali – Annualità 2025” con risorse POC 2014/2020 (Regione Calabria), e godono del patrocinio morale di numerosi enti religiosi, culturali e comunali del territorio.

Chi ama l’arte e la cultura non può mancare di visitare le due mostre (quella fotografica nel chiostro e quella documentaria dell’Archivio) per riscoprire la grandezza di un protagonista indiscusso della storia artistica calabrese. L’anno barbalonghiano andrà avanti anche nei prossimi mesi con altre iniziative.

Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello.
Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità di adozione.

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Ufficio Stampa Email: tillesino@gmail.com Web: pietrobarbalonga2026.wordpress.com

Mostra fotografica su Petro Barbalonga messanense all’Archivio di Stato di Cosenza per la “Notte degli Archivi” dal 5 giugno sino alla prima decade di luglio 2026

“Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”.

– Organizzazione mostra fotografica – Comune di Aiello Calabro (Cs) in collaborazione con Archivio di Stato di Cosenza, a cura di Gianfrancesco Solferino;

Archivio di Stato di Cosenza – 5 giugno/tutto luglio 2026

Grazie a tutta l’Amministrazione Comune di Aiello Calabro, al sindaco Luca Lepore, a tutta la Giunta e in particolar modo alla vice sindaca Olga Terranova. Grazie ai dipendenti del Comune e grazie all’Archivio di Stato che ospita l’esposizione. All’Archivio, oltre alla mostra fotografica, si può visitare anche la mostra documentaria degli atti notarili dell’epoca che riguardano l’artista peloritano, Petro Barbalonga, morto ad Ajello il 23 aprile 1626.

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Link video dell’iniziativa sulla Pagina FB dell’Archivio di Stato di Cosenza

Giornata nazionale “Dimore storiche” 2026. Il palazzo cd Cybo Malaspina di Aiello Calabro (Cs) apre le porte il 24 maggio

Domenica 24 maggio 2026 Aiello Calabro (CS) – recentemente entrato nel circuito de “I Borghi più belli d’Italia” – si prepara ad accogliere la XVI Giornata Nazionale dell’ADSI, l’Associazione Dimore Storiche Italiane ETS, Sezione Calabria. Protagonista della giornata sarà il Palazzo conosciuto come Cybo Malaspina, uno dei più significativi esempi di architettura storica civile della Calabria, che per un giorno spalancherà al pubblico le proprie porte in occasione di questa importante ricorrenza culturale nazionale.

L’iniziativa, promossa dall’ADSI Sezione Calabria con il patrocinio del Comune di Aiello Calabro, si inserisce nel più ampio quadro delle Giornate Nazionali organizzate ogni anno in tutta Italia per valorizzare il patrimonio delle dimore storiche private. Grazie a questa apertura, residenti e visitatori potranno scoprire gli spazi del piano terreno del palazzo, ammirando l’eleganza di un luogo che custodisce secoli di storia calabrese.

Oltre alla visita guidata ai locali al piano terreno del palazzo, la giornata propone un programma articolato. Gli appassionati di storia dell’arte e del motorismo d’epoca potranno ammirare una esposizione di auto storiche a cura della Scuderia Brutia, che animerà gli spazi esterni del palazzo con veicoli d’epoca di particolare pregio.

Fiore all’occhiello della manifestazione sarà la mostra fotografica dedicata a Pietro Barbalonga, ospitata negli stessi spazi del palazzo e curata dallo storico dell’arte Gianfrancesco Solferino, nell’ambito del festival “Sentieri d’Arte” organizzato dal Comune di Aiello Calabro.

La mostra fotografica “Pietro Barbalonga, architetto e scultore michelangiolesco. Da Messina alla Calabria” rappresenta uno dei momenti più significativi delle celebrazioni per il IV centenario della morte dello scultore e architetto messinese, deceduto ad Aiello il 23 aprile 1626.

Pietro Barbalonga – scalpellino e architetto di origine messinese – giunse per la prima volta ad Aiello nel 1596, chiamato dal governatore Alfonso Cybo per edificare un altare in pietra verde, pietra nera e marmo di Carrara per la chiesa di Santa Maria delle Grazie. Quello che doveva essere un incarico temporaneo si trasformò in un legame indissolubile: Barbalonga trascorse gli ultimi trent’anni della sua vita nel piccolo feudo calabrese, sposandosi, acquistando case e possessioni, e lasciando un’impronta artistica straordinaria, non solo ad Ajello ma in altri luoghi di Calabria.

Le ricerche d’archivio condotte negli ultimi anni hanno portato alla luce una serie di contratti inediti che testimoniano un’attività frenetica e poliedrica: dalla progettazione di cappelle nelle chiese di Aiello, Tropea e Amantea, alla direzione di cantieri complessi come quello del convento di clausura di Santa Chiara in Aiello, fino alla fondazione di una vera e propria scuola che formò numerosi allievi del territorio. Barbalonga non era dunque un semplice esecutore manuale: i documenti lo ritraggono come progettista e direttore dei lavori, capace di fornire disegni e modelli per le opere commissionategli, con un ruolo da vero e proprio architetto.

Tra i capolavori che si conservano ad Aiello, la Cappella Cybo (a breve sarà restituita alla fruizione pubblica dopo il restauro) e le decorazioni scultoree di Palazzo Cybo.

Le celebrazioni per il IV centenario hanno dato vita a un ampio percorso di valorizzazione. Oltre alla mostra fotografica ospitata momentaneamente a Palazzo Cybo Malaspina (sarà spostata prima all’Archivio di Stato di Cosenza e poi nell’ex Convento degli Osservanti ad Aiello, nelle prossime settimane), le iniziative si arricchiscono anche di una mostra documentaria – autonoma ma complementare – organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (“Segni di Pietra, Memorie d’Archivio: Pietro Barbalonga Grande Maestro”). E di un documentario dedicato all’artista, incontri di approfondimento storico-artistico in altri centri della regione, dove Barbalonga ha operato – tra cui quello recente di San Francesco di Paola – e altre iniziative già effettuate nelle scuole del territorio.

La giornata del 24 maggio rappresenta dunque una ottima occasione: attraverso le immagini della mostra fotografica allestita negli spazi storici del palazzo che Barbalonga stesso contribuì a decorare, il pubblico potrà ripercorrere la parabola di un grande artista del passato, troppo a lungo dimenticato e oggi finalmente restituito alla memoria collettiva.

Informazioni
Evento: XVI Giornata Nazionale ADSI – Sezione Calabria
Data: Domenica 24 maggio 2026
Orari: 10:00–13:00 e 16:00–19:30
Luogo: Palazzo Cybo Malaspina, Aiello Calabro(CS)
Ingresso: Libero e gratuito
In programma: Visita ai locali al piano terreno – Mostra fotografica su Pietro Barbalonga (Comune di Aiello Calabro) – Esposizione auto storiche (Scuderia Brutia)

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Al Santuario di San Francesco a Paola, nel segno di Pietro Barbalonga | Il Video dell’incontro 11.05.2026


Lunedì 11 maggio il Santuario di San Francesco di Paola ha ospitato un importante momento di approfondimento storico-artistico, una tappa significativa delle celebrazioni in corso ad Aiello Calabro (Cs) per il quarto centenario della morte dell’artista Pietro Barbalonga.

La mattinata si è aperta con i saluti del rappresentante dei Minimi del Santuario di Paola e con l’introduzione di Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore della mostra inaugurata ad Aiello lo scorso 2 maggio, ed è entrata nel vivo con la relazione scientifica della prof.ssa Francesca Paolino, già docente presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria.

L’incontro si è concluso con i saluti del sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e del primo cittadino di Aiello Calabro, Luca Lepore.

Ad assistere, una classe del Liceo Classico di Paola, ed una rappresentanza della comunità di Aiello Calabro.

Al centro del dibattito, la Cappella Spinelli, nota anche come Cappella delle Reliquie di San Francesco, un capolavoro realizzato nel 1595 con pregiati marmi locali: una ricca profusione di serpentino — dalle sfumature nero-verdi maculate — accostato al candore del marmo di Carrara.

Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie. Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello. Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità d’adozione.

Uno sguardo ai “Santuari” di Paola. La Cappella delle reliquie di San Francesco

Lunedì 11 maggio, a partire dalle 10, il Santuario di San Francesco di Paola ospiterà un importante momento di approfondimento storico-artistico. L’evento si configura come una tappa significativa delle celebrazioni in corso ad Aiello Calabro (Cs) per il quarto centenario della morte dell’artista Pietro Barbalonga.

La mattinata si aprirà con i saluti di un rappresentante dell’Ordine dei Minimi, del sindaco di Paola, Roberto Perrotta, e del primo cittadino di Aiello Calabro, Luca Lepore. La relazione scientifica sarà affidata alla prof.ssa Francesca Paolino, già docente presso l’Università “Mediterranea” di Reggio Calabria, mentre i lavori saranno introdotti e moderati da Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore della mostra inaugurata ad Aiello lo scorso 2 maggio.

Al centro del dibattito si pone la Cappella Spinelli, nota anche come Cappella delle Reliquie di San Francesco, un capolavoro realizzato nel 1595 con pregiati marmi locali: una ricca profusione di serpentino — dalle sfumature nero-verdi maculate — accostato al candore del marmo di Carrara. «Sebbene allo stato attuale non vi siano prove documentali definitive sulla paternità del disegno e dell’esecuzione del sacello marchesale», scrive Solferino in uno dei pannelli della mostra, «da tempo la critica ne attribuisce a Pietro Barbalonga e alla sua bottega l’ideazione del rivestimento decorativo e la sua esecuzione materiale».

Francesca Paolino, pur mantenendo una posizione più cauta su tale ipotesi attributiva, riconosce nella cappella un nodo cruciale della cultura figurativa del Seicento calabrese. L’elemento più alto dell’intera opera rimane la maestosa sepoltura: «Essa è stata certamente progettata da un architetto di grandi capacità», osserva la studiosa sul suo blog “Arte in Calabria”, sottolineando come la qualità esecutiva di questa sezione sia decisamente superiore rispetto ad altre parti del complesso.

Profilo sintetico dell’artista | Pietro Barbalonga fu uno scalpellino e scultore di origine messinese, attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento. Giunto ad Aiello nel 1596 su invito di Alfonso Cybo, insieme ai soci Giovan Battista Cioli e Andrea Matini, realizzò la cappella nella chiesa di Santa Maria delle Grazie.

Stabilitosi definitivamente nel feudo calabrese, dove nel 1609 sposò Isabella Giannuzzi, divenne una figura di primo piano nella vita artistica locale. Nel corso degli anni ricevette prestigiose commissioni per cappelle, monumenti funebri e opere architettoniche, tra cui i rilievi scultorei di Palazzo Cybo Malaspina e la progettazione del convento di Santa Chiara ad Aiello.

Barbalonga non si limitò all’attività manuale, ma assunse il ruolo di architetto, progettista e direttore di cantiere, fondando una propria bottega e formando numerosi apprendisti. Il suo stile segna la transizione tra Rinascimento e Barocco, fondendo influenze della scuola siciliana e romana. Morì ad Aiello il 23 aprile 1626 e fu tumulato nella Chiesa Matrice, segno del ragguardevole prestigio sociale conquistato nella sua comunità d’adozione.

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Cosenza, San Francesco di Paola e Barbalonga, 4.05.2026

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La mattinata di oggi ha avuto un sapore particolare, una di quelle date in cui il calendario sembra intrecciare i fili del tempo in modo perfetto. Il 4 maggio non è un giorno qualunque: è l’anniversario della canonizzazione di San Francesco di Paola, avvenuta nel lontano 1519.

Un omaggio al Nostro Protettore
Il mio percorso è iniziato con un doveroso saluto al Protettore della Calabria, visitando la Chiesa di San Francesco di Paola a Cosenza. Un momento di raccoglimento necessario per onorare una figura che rappresenta l’anima stessa della nostra terra.

Sulle tracce di Pietro Barbalonga
Subito dopo, la mattinata è proseguita nel contiguo Archivio di Stato di Cosenza. Ho avuto il privilegio di essere i primissimi visitatori della mostra documentaria allestita per celebrare i 400 anni della morte di Pietro Barbalonga.

L’iniziativa si lega idealmente a quanto sta accadendo ad Aiello Calabro, cittadina che accolse l’artista peloritano e dove egli scelse di vivere, lavorare e metter su famiglia, fino alla sua scomparsa il 23 aprile 1626.

Pietro Barbalonga è un nome cardine per l’arte calabrese: è lui l’autore, tra le tante opere, della splendida Cappella Spinelli nel Santuario di Paola, il luogo sacro che custodisce le Reliquie di San Francesco.


Aiello Calabro (Cs), 2 maggio 2026. Inaugurata la mostra su Pietro Barbalonga

Documentario “Pietro Barbalonga, da Messina ad Aiello Calabro”, proiettato a fine conferenza
“Taglio del nastro” dell’esposizione allestita per il 2 e 3 maggio a palazzo cd Cybo (poi da giugno sarà all’ex Convento degli Osservanti)
Conferenza inaugurale della mostra su Pietro Barbalonga, del 2 maggio 2026 (biblioteca comunale)