Finissage della mostra documentaria su Pietro Barbalonga all’Archivio di Stato di Cosenza

COSENZA – Lo scorso venerdì 19 giugno 2026, con il finissage della mostra documentaria dedicata a Pietro Barbalonga si è conclusa “Segni di pietra, memorie d’archivio”, organizzata dall’Archivio di Stato di Cosenza (4 maggio – 19 giugno 2026).
Il convegno conclusivo, frutto della collaborazione tra Archivio di Stato e Comune di Aiello Calabro, è iniziato con i saluti istituzionali di Raffaele Traettino (Dirigente per la Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Calabria), Maria Spadafora (Direttrice dell’Archivio di Stato di Cosenza), Vincenzo Antonio Tucci (Direttore dell’Archivio Diocesano di Cosenza) e Luca Lepore (Sindaco di Aiello Calabro). Era presente e ha portato i suoi saluti anche il direttore dell’Archivio di Stato di Catanzaro, Antonio Paonessa. Tra il pubblico, l’assessore Rosario Branda del Comune di Cosenza e, naturalmente, Olga Terranova e Giuseppe Rocchetta, rispettivamente vicesindaca e assessore del Comune di Aiello Calabro.
A seguire, gli interventi specialistici: la direttrice dell’Archivio di Stato, Maria Spadafora, che si è soffermata sulla documentazione notarile custodita nell’Archivio relativa ai contratti di lavoro di Pietro Barbalonga e all’attività della scuola di scalpellini di Aiello nei primi del Seicento; Gianfrancesco Solferino, storico dell’arte e curatore scientifico delle celebrazioni barbalonghiane, che ha presentato una rassegna sulla città ducale di Aiello e le sue emergenze artistiche; Dina Caligiuri, architetto e studiosa di Barbalonga, che ha parlato in particolare del palazzo Giannuzzi (conosciuto come Cybo-Malaspina) decorato dal Barbalonga; e infine Mario Panarello, storico dell’arte, docente dell’Accademia di Belle Arti di Lecce e socio del Centro studi sulla Civiltà Artistica dell’Italia Meridionale “Giovanni Previtali” di Napoli, il quale ha approfondito l’aspetto artistico della magnifica Cappella Cybo di Aiello Calabro. I lavori sono stati introdotti e moderati dal giornalista Bruno Pino.
“È stato un convegno di grande valore umano e culturale, capace di far emergere con profondità la vita e le opere dell’artista. Con sincera emozione — ha dichiarato il sindaco di Aiello Calabro, Luca Lepore — sono intervenuto per ribadire quanto sia importante continuare a far conoscere e valorizzare la figura di Pietro Barbalonga nel 400° anniversario della sua morte. Un maestro che ha lasciato tracce preziose e diffuse in tutta la Calabria: un patrimonio di bellezza e identità che abbiamo voluto raccogliere in un’importante mostra”.
La mostra fotografica “Bizzarre invenzioni tra architettura e scultura. Pietro Barbalonga artista della Tarda Maniera ad Aiello Calabro”, allestita nel chiostro dei Paolotti dal 5 giugno, continuerà per tutto giugno e i primi giorni di luglio, prima di tornare ad Aiello.

Ufficio Stampa
Email: tillesino@gmail.com
Web: pietrobarbalonga2026.wordpress.com

Cosenza, San Francesco di Paola e Barbalonga, 4.05.2026

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La mattinata di oggi ha avuto un sapore particolare, una di quelle date in cui il calendario sembra intrecciare i fili del tempo in modo perfetto. Il 4 maggio non è un giorno qualunque: è l’anniversario della canonizzazione di San Francesco di Paola, avvenuta nel lontano 1519.

Un omaggio al Nostro Protettore
Il mio percorso è iniziato con un doveroso saluto al Protettore della Calabria, visitando la Chiesa di San Francesco di Paola a Cosenza. Un momento di raccoglimento necessario per onorare una figura che rappresenta l’anima stessa della nostra terra.

Sulle tracce di Pietro Barbalonga
Subito dopo, la mattinata è proseguita nel contiguo Archivio di Stato di Cosenza. Ho avuto il privilegio di essere i primissimi visitatori della mostra documentaria allestita per celebrare i 400 anni della morte di Pietro Barbalonga.

L’iniziativa si lega idealmente a quanto sta accadendo ad Aiello Calabro, cittadina che accolse l’artista peloritano e dove egli scelse di vivere, lavorare e metter su famiglia, fino alla sua scomparsa il 23 aprile 1626.

Pietro Barbalonga è un nome cardine per l’arte calabrese: è lui l’autore, tra le tante opere, della splendida Cappella Spinelli nel Santuario di Paola, il luogo sacro che custodisce le Reliquie di San Francesco.


Archivio di Stato di Cosenza. Una visita alle due mostre su Telesio e Ferrovie Calabro-Lucane

Album foto

“Telesio e la città”. Mostra documentaria e dialoghi filosofici all’Archivio di Stato di Cosenza

Il 31 ottobre 2025, l’Archivio di Stato di Cosenza inaugura la mostra “Telesio e la città”, un’importante iniziativa culturale dedicata a Bernardino Telesio, tra i più influenti filosofi del Rinascimento e figura simbolo della città di Cosenza.
L’esposizione vuole testimoniare la presenza e l’influenza di Telesio nella vita culturale e politica della città. Attraverso i documenti del Cinquecento e i dialoghi filosofici, i visitatori saranno accompagnati in un percorso che intreccia memoria storica, ricerca e valorizzazione del patrimonio archivistico.
L’iniziativa si svolge in collaborazione con l’Civitas Solis Cosenza – APS, promotrice della Biennale di Filosofia 2025–2026, e intende offrire alla cittadinanza, alle scuole e al mondo accademico un’occasione di riflessione collettiva sul ruolo di Telesio nel pensiero moderno.

PROGRAMMA DELLA GIORNATA – 31 OTTOBRE 2025
Ore 9:00 – Apertura ufficiale
• Saluti istituzionali a cura della Direttrice, dott.ssa Maria Spadafora
• Presentazione della mostra e del percorso espositivo dedicato a Bernardino Telesio
• Introduce e conduce il dott. Luigi Gallo

Ore 10:00 – Dialoghi filosofici (sessione mattutina)
• Roberto Bondì – Docente UniCal
• Luigi Bilotto – Storico
• Riccardo Barberi – Docente UniCal
Ore 13:00 – Fine sessione mattutina

Ore 16:30 – Dialoghi filosofici (sessione pomeridiana)
• Antonio Romeo – Docente
• Dellì Fabiano – Docente UniCal
• Mimmo Tàlia – Docente UniCal

18:30 – Esibizione musicale
Un momento artistico per chiudere la giornata:
• Chiara De Carlo – Soprano
• Pietro De Rose – Baritono
• Maria Chiara Maiolino – Soprano
• Fabio Napoletani – Tenore
• Luigi Sassone – Pianoforte

Diventa mecenate della cultura
In occasione dell’inaugurazione e per tutto il periodo della mostra sarà possibile sostenere le attività di valorizzazione dell’Archivio attraverso una donazione libera presso il totem dedicato collocato all’ingresso della mostra.
Con un semplice gesto si potrà:
• contribuire alla tutela e promozione del patrimonio documentario cittadino;
• diventare mecenati della cultura;
• beneficiare delle agevolazioni fiscali previste per le donazioni culturali, che sono interamente detraibili dalle tasse secondo la normativa vigente.

Orari mostra:
• Venerdì 31 ottobre – a partire dalle ore 9:00 fino alle 21:00
• Fino al 24 dicembre con i seguenti orari:
o Dal Lunedì al Venerdì: 9:00-13:00
o Lunedì e mercoledì: 15:00-16:30
Informazioni utili
Archivio di Stato di Cosenza
Telefono: 0984-791790 / 0984-793120
Email: as-cs@cultura.gov.it
Sito web: http://www.archiviodistatocosenza.cultura.gov.it

L’iniziativa rientra nel programma di valorizzazione dell’Archivio di Stato di Cosenza e intende rafforzare il dialogo tra memoria storica e pensiero contemporaneo, coinvolgendo la comunità in un progetto culturale condiviso e sostenibile.

Cosenza | Inaugurazione mostra “In viaggio sul treno della Sila”

Un viaggio tra memoria storica e futuro sostenibile per riscoprire la ferrovia silana attraverso documenti, oggetti e racconti delle nuove generazioni.
Dalle ore 9:30 alle 13:30 del 24 ottobre 2025, presso la Sala Convegni dell’Archivio di Stato di Cosenza, si terrà l’inaugurazione della mostra “In viaggio sul treno della Sila” e l’evento conclusivo del progetto didattico promosso dalla Fondazione Cesare Pozzo per la Mutualità, realizzato in collaborazione con le scuole del territorio.
L’iniziativa, a ingresso gratuito, unisce memoria storica e riflessione sul futuro e ha coinvolto attivamente gli studenti dell’Istituto Comprensivo Casali del Manco e del Liceo Scientifico Fermi – Polo Tecnico Brutium, chiamati a realizzare elaborati e lavori creativi dedicati alla storia e alla prospettiva di ripresa del servizio ferroviario nel comprensorio silano.
L’esposizione sarà arricchita dalla presenza della Associazione per gli Studi Storici Strade Ferrate del Mediterraneo FERROVIE CALABRO LUCANE – ODV, rappresentata dal presidente Fedele Sirianni, che metterà a disposizione preziosi materiali di interesse storico. Parteciperà inoltre la FREMO Calabria, che presenterà modellini di treni a scartamento ridotto, offrendo ai visitatori un affascinante percorso nella storia e nella tecnica ferroviaria.
Alla mostra documentaria saranno inoltre esposti preziosi documenti provenienti dal Fondo Aletti, custodito presso l’Archivio di Stato di Cosenza, che testimoniano la nascita e l’evoluzione delle infrastrutture ferroviarie nel territorio silano.

Tra i pezzi in mostra:
· una valigia originale di un capotreno ottocentesco,
· una raccolta di orologi da taschino appartenenti a diverse epoche delle Ferrovie Calabro Lucane,
· modellini di treni a scartamento ridotto,
· documenti, fotografie e altri oggetti che raccontano la vita e il lavoro lungo i binari della Sila

Programma della giornata
· 9:45 – Apertura dei lavori e saluti istituzionali
· 10:30 – “La ferrovia siliana nel racconto dei ragazzi” – Interventi degli studenti dell’IC Casali del Manco
· 11:30 – “Idee per il rilancio della ferrovia Silana” – Riflessioni degli studenti del Liceo Fermi – Polo Tecnico Brutium
· 12:30 – Conclusioni, consegna degli attestati e presentazione del volume edito per l’occasione dalla Fondazione Cesare Pozzo per la Mutualità

L’evento rappresenta un’occasione per valorizzare la memoria storica della ferrovia silana e coinvolgere le nuove generazioni in un dibattito sul suo futuro.
Durante la mostra sarà possibile contribuire con una donazione a favore dei progetti dell’Archivio di Stato di Cosenza, un gesto concreto per custodire e valorizzare insieme il nostro patrimonio culturale.

Per info: Archivio di Stato di Cosenza
Telefono: 0984-791790 / 0984-793120 Email: as-cs@cultura.gov.it Sito web: http://www.archiviodistatocosenza.cultura.gov.it

Archivi. Al via il progetto “Transkribus”

Roma, 1 luglio 2025 (Fonte DGA) – Fornire ai 102 Archivi di Stato italiani e ad ogni ricercatore la possibilità di accedere in modo più semplice e rapido alla lettura di documenti trascritti automaticamente in formato digitale. È l’obiettivo del progetto di trascrizione documentale automatica mediante intelligenza artificiale, presentato oggi, al Ministero della Cultura, dal Direttore Generale Archivi, Antonio Tarasco.
Dopo un accurato studio di fattibilità, la Direzione ha avviato una collaborazione con la piattaforma Transkribus – READ COOP, sviluppata dall’Università di Innsbruck nell’ambito del progetto europeo HORIZON 2020 “READ”. La tecnologia, basata su sistemi di riconoscimento del testo manoscritto (HTR – Handwritten Text Recognition), consente la trascrizione automatica di documenti storici, trasformandoli in testi digitali accessibili, ricercabili e interpretabili da strumenti informatici. L’iniziativa intende quindi creare un ambiente di lavoro virtuale e interattivo che, oltre alla visualizzazione del documento originale, permetta una ricerca avanzata per parole chiave, temi e strutture testuali, grazie all’intelligenza artificiale addestrata su tipologie documentarie specifiche.

Il progetto prevede:
– l’accesso alla piattaforma Transkribus per tutti gli istituti archivistici statali e per l’ICAR (Istituto Centrale per gli Archivi);
– disponibilità 30 TB di spazio di archiviazione;
– un percorso di formazione articolato in 12 incontri tematici rivolti ai referenti archivistici;
– un servizio di assistenza tecnica qualificata fornito direttamente dalla società sviluppatrice del programma di I.A.

L’adozione di questa tecnologia, che non richiede competenze pregresse in ambito informatico o di machine learning, segna un’evoluzione nel concetto di digitalizzazione documentale, ponendosi anche come strumento inclusivo a favore della fruizione da parte di persone con disabilità.
“Dopo la fase sperimentale avviata presso l’Archivio di Stato di Caserta grazie alla collaborazione del Dipartimento di Fisica dell’Università “Federico II” di Napoli, abbiamo deciso di estendere l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla trascrizione dei documenti archivistici di tutti i 102 Archivi di Stato, nella convinzione che il sistema archivistico nazionale debba essere considerato nella sua unitarietà. L’adozione di tale tecnologia agevolerà certamente gli studiosi e il personale archivistico, consentendo di velocizzare la lettura e comprensione di gran parte dei documenti archivistici custoditi nei nostri Archivi. Questa tecnologia avvicina gli archivi statali italiani ai grandi archivi internazionali e rappresenta una delle prime sperimentazioni nel settore archivistico italiano”, ha dichiarato Antonio Tarasco, Direttore Generale Archivi.

L’Italia assume la Presidenza della Commissione Internazionale degli Arolsen Archives

In occasione dell’88a Assemblea annuale della Commissione internazionale degli Arolsen Archives, tenutasi a Salonicco dal 16 al 18 giugno 2025, l’Italia, rappresentata dalla Direzione generale Archivi del Ministero della cultura, ha assunto, con un passaggio di consegne dalla Grecia, la Presidenza dell’organo di governo di questa importante istituzione della memoria.
Quello che oggi è denominato Arolsen Archives fu fondato nel 1948 dagli Alleati come International Tracing Service della Croce Rossa e costituisce  il centro internazionale di documentazione sulle persecuzioni operate dal Nazismo con dati che si riferiscono a 17.500.000 persone e la sua collezione è iscritta, dal 2013, nel Registro Internazionale della Memoria del Mondo.
La Commissione Internazionale è composta da 11 stati membri, che ne assumono a turno la presidenza per un anno. Nel corso della prossima presidenza, oltre alla definizione di importanti questioni organizzative cruciali per il funzionamento dell’Istituto, la Direzione generale Archivi si pone l’obiettivo di diffondere la conoscenza di questo straordinario patrimonio informativo presso gli studiosi e le istituzioni scolastiche e universitarie del nostro Paese e di favorire l’integrazione delle fonti conservate presso gli Arolsen Archives con quelle presenti presso gli Istituti archivistici italiani, anche sfruttando i risultati dell’ampia campagna di digitalizzazione condotta negli anni passati.

Fonte Direzione generale Archivi

Dal Ministero dell’Interno ai Beni culturali. Gli archivi italiani a 50 anni dalla Legge Spadolini 1975-2025

Fonte DGA – Mercoledì 11 giugno si svolgerà, dalle ore 15.30 nella Sala Alessandrina dell’Archivio di Stato di Roma, il convegno dal titolo Dal Ministero dell’Interno ai Beni culturali. Gli archivi italiani a 50 anni dalla Legge Spadolini. 1975-2025.
Il Ministero per i Beni Culturali e Ambientali fu istituito per volontà di Giovanni Spadolini, con decreto-legge 14 dicembre 1974, n. 657, convertito nella legge 29 gennaio 1975, n. 5. Al nuovo dicastero appositamente costituito si assegnava la gestione del patrimonio culturale e dell’ambiente, affidandola ad una amministrazione autonoma e unitaria. In esso si raccolsero le competenze e le funzioni in materie che erano prima del Ministero della Pubblica Istruzione (Antichità e Belle Arti, Accademie e Biblioteche), del Ministero degli Interni (Archivi di Stato) e della Presidenza del Consiglio dei Ministri (Discoteca di Stato, editoria libraria e diffusione della cultura), in un processo di concentrazione concepito dal suo ideatore con la finalità di “sburocratizzare tutto ciò che era cultura”.
L’Archivio di Stato di Roma e l’Istituto Centrale degli Archivi, nel celebrare la ricorrenza del cinquantenario della istituzione del Ministero della Cultura (1975-2025), propongono un convegno di studi che intende ripercorrere e indagare un momento nodale nella storia dell’amministrazione archivistica italiana, nel quale si realizzò il passaggio degli archivi dagli Interni alla nuova compagine ministeriale dei beni culturali. L’incontro si offre inoltre come preziosa occasione per ricordare la figura di Giovanni Spadolini, politico, storico e giornalista italiano, di cui in questi giorni ricorre il centenario della nascita (Firenze, 21 giugno 1925 – Roma, 4 agosto 1994). La creazione del nuovo dicastero della Cultura, fortemente voluto dallo statista fiorentino, preoccupato per il grave degrado nel quale versava allora il patrimonio nazionale, segnò un punto di svolta nella gestione e organizzazione degli archivi, che fino a quella data erano stati incardinati nel Ministero dell’Interno. Era stata la Commissione Cibrario, istituita nel 1870, all’alba dell’Unità d’Italia, a collocarli alle dipendenze degli Interni, in un’ottica che ne aveva voluto privilegiare gli aspetti amministrativi piuttosto che la valenza storico-culturale. Una disposizione questa che rimase in vigore fino al 1975 quando, grazie ad una visione più ampia e illuminata, si stabilì di affidare la gestione e l’organizzazione degli archivi all’appena nato Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, comprendendoli, alla stregua delle antichità, delle opere d’arte e delle biblioteche, nel numero dei beni culturali da tutelare e da valorizzare.

Saluti istituzionali:
Riccardo Gandolfi | Direttore dell’Archivio di Stato di Roma
Chiara Veninata | Direttrice dell’Istituto Centrale per gli Archivi
Giampiero Buonomo | Direttore Biblioteca del Senato della Repubblica
Cosimo Ceccuti | Presidente Fondazione Spadolini – Nuova Antologia

Interventi:
Raffaele Pittella | Docente dell’Università Roma Tre
Paola d’Orsi | Direttrice dell’Archivio di Stato di Firenze
Giovanna Giubbini | Segretario Regionale dell’Umbria
Agostino Attanasio | già Sovrintendente dell’Archivio Centrale dello Stato
Donato Tamblé | già Soprintendente Archivistico del Lazio

Introduce e modera:
Sabrina Mingarelli | Dirigente Servizio II Direzione Generale Archivi

Conclusioni:
Antonio Tarasco | Direttore Generale Archivi

Quando: 11 giugno 2025, ore 15.30
Dove: Archivio di Stato di Roma, Sala Alessandrina, Corso del Rinascimento 40
Come: ingresso libero

Grido di libertà. Mostra documentaria all’Archivio di Stato di Cosenza

Come da indicazione della DGA del MIC, l’Archivio di Stato di Cosenza ha annullato l’evento previsto, rimandando l’apertura della mostra al 28 Aprile.
𝗟’𝗲𝘃𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗽𝗿𝗲𝘃𝗶𝘀𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱ì 𝟮𝟰 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝟭𝟳:𝟬𝟬 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗔𝗿𝗰𝗵𝗶𝘃𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗦𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗱𝗶 𝗖𝗼𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗲’ 𝗮𝗻𝗻𝘂𝗹𝗹𝗮𝘁𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗲 𝗹’𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗶𝗮 𝗲’ 𝗿𝗶𝗻𝘃𝗶𝗮𝘁𝗮 𝗮 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱𝗶’ 𝟮𝟴 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲.

Inaugurazione: 24 aprile 2025, ore 17:00
Visitabile fino al 20 maggio 2025
Archivio di Stato di Cosenza
Ingresso gratuito

Un viaggio nella storia tra il 1940 e il 1947, con documenti inediti su Resistenza, diritti civili e liberazione dal nazi-fascismo.
Commemorazione dei caduti partigiani nel Chiostro dell’Archivio.

Orari: Lun–Ven 9:00–13:00 | Lun e Mer 15:00–16:30
Info: www.archiviodistatocosenza.cultura.gov.it

AGGIORNAMENTO 25 APRILE 2025
L’Archivio di Stato di Cosenza è lieto di annunciare l’𝗮𝗽𝗲𝗿𝘁𝘂𝗿𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗺𝗼𝘀𝘁𝗿𝗮 documentaria “𝔾𝕣𝕚𝕕𝕠 𝕕𝕚 𝕃𝕚𝕓𝕖𝕣𝕥𝕒’”, che si terrà a partire da 𝗹𝘂𝗻𝗲𝗱ì 𝟮𝟴 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟱, con orario dalle 9:00 alle 13:00 e nel pomeriggio dalle 15:00 alle 16:30.

𝗠𝗲𝗿𝗰𝗼𝗹𝗲𝗱ì 𝟯𝟬 𝗮𝗽𝗿𝗶𝗹𝗲, sono previste 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐭𝐞 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚𝐭𝐞 speciali durante le quali sarà possibile approfondire il contenuto dei documenti esposti. Per l’occasione, la mostra sarà allestita all’interno del suggestivo Chiostro dell’Archivio, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva tra storia, memoria e bellezza architettonica.

INGRESSO LIBERO

Eppur si gioca. Mostra documentaria all’Archivio di Stato di Cosenza

Mostra, Cosenza, dal 14 dicembre 2024 al 21 febbraio 2025